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Marene

Tornerà il nostro Centro anziani

Da più di due mesi il Centro Incontro Anziani è chiuso come, del resto, tutti i luoghi di incontro ed aggregazione. Abbiamo incontrato la presidente Franca Nervo e con lei abbiamo parlato di questo lungo periodo di interruzione e di un’eventuale ripartenza.

Intervista a pag. 14

Bottiglietta e paletta per Fufi

Si dice che pestarla porti fortuna ma quando succede, le parole che vengono in mente sono tante e non sicuramente quelle per ringraziare la buona sorte... E sicuramente non è nemmeno piacevole girare per le strade del paese e vedere qua e là i tanti “ricordi” del passaggio di cagnolini che i loro padroni non hanno voluto raccogliere. Occuparsi delle deiezioni canine è un obbligo previsto dalla legge, nonché un preciso ed imprescindibile dovere civico. La sindaca Roberta Barbero si è voluta, però, occupare non solo delle deiezioni “solide” ma anche della pipì dei nostri amici a quattro zampe: «Ho deciso che, come altri Comuni in Italia, era ora di adottare un provvedimento che imponesse ai proprietari dei nostri amici di pulire laddove i cani fanno la pipì. È sufficiente portarsi dietro una bottiglietta d’acqua».

Leggi tutto a pag. 14

Azienda in campo per l’emergenza

Da quando il Covid-19 ha colpito anche la scuola fermando le lezioni, per facilitare gli studenti a seguire la didattica da casa l’azienda marenese Microplus Informatica Srl, attraverso la collaborazione del Comune e della Protezione Civile, ha offerto il proprio supporto donando, in comodato d’uso gratuito fino al termine dell’emergenza, dei computer da assegnare alle famiglie marenesi che ne fanno richiesta. La Microplus Informatica, con sede principale a Marene e con uffici a Parigi, Losanna e Praga, è stata fondata ad inizio 2000, dai tre soci: Fiorenzo Fissore di Bra, Maurizio Destefanis di Canale e Mauro Cedrani di Marene, ma già prima di quella data i suoi membri erano attivi nel mondo del cronometraggio, dell’elaborazione dati e per la produzione della grafica televisiva per eventi sportivi, principalmente come componenti della Federazione Italiana Cronometristi.

Intervista a pag. 14

Padre Virgilio è “in viaggio”

Si è spento venerdì 24 aprile, all’ospedale Maria Vittoria di Torino, Padre Virgilio Panero, colpito anche lui dal Covid-19. Nato a Marene il 27 novembre 1940, dopo una lunga vita da missionario in Tanzania, Padre Virgilio era ritornato in Italia circa 15 anni fa destinato alla diocesi di Platì nella locride calabrese per poi tornare alla casa madre dei preti missionari della Consolata di Torino, senza prima aver collaborato con la parrocchia di Alpignano. Lo scorso settembre aveva festeggiato, proprio nel suo amato paese natio, il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale (era stato ordinato sacerdote il 21 dicembre 1969 a Marene da monsignor Dadone, vescovo di Fossano), in presenza della sua famiglia e dei tanti marenesi accorsi per onorare l’importante ricorrenza. Padre Panero ha lasciato un segno rilevante oltre che nella sua amatissima Africa, anche a Marene, dove ogni volta che tornava a celebrare la messa era una festa. Sono state tante le testimonianze dei marenesi giunte ai suoi familiari che in questi giorni lo hanno salutato, da lontano, viste le restrizioni.

Articolo dedicato a pag. 15

Cala l’allarme a Marene

Siamo ancora in emergenza da Covid-19, non bisogna assolutamente abbassare la guardia ma, dagli ultimi aggiornamenti, la situazione pare si sia abbastanza stabilizzata e si inizia ad intravedere qualche “schiarita”. Dalle ultime notizie ufficiali, di martedì 14 aprile, è vero che sono aumentati di due unità i contagiati ma il dato, come ha precisato la sindaca Roberta Barbero «va letto in un’ottica diversa in quanto si tratta di contagio familiare. Il fatto che tra marito e moglie o tra genitori e figli ci si possa trasmettere il virus era già un’ipotesi di cui avevamo tenuto conto con i medici dell’Asl. Laddove abbiamo iniziato a rispettare quello che ci veniva richiesto dai dpcm, cioè di restare chiusi in casa, non ci sono stati contagi di persone di famiglie diverse, quindi il fatto di non uscire, se non per necessità primarie, ha fatto sì che sul nostro territorio diminuisse questa ragnatela di contagi che si era sviluppata ad inizio marzo».

Tutto a pag. 13

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