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Cavallermaggiore

Via libera alla permuta della Cascinetta

Una storia cominciata venticinque anni fa che oggi, durante un Consiglio comunale che sarà ricordato anche per il distanziamento fisico imposto dall’emergenza Covid, volge al lieto fine. Un traguardo che sembrava irraggiungibile, ma che pare destinato a trasformarsi in realtà. Della strada vicinale della Cascinetta, piccola via che passando davanti al caseificio Biraghi si sviluppa nelle campagne, si parla da decenni, da quando l’industriale Ferruccio fece sostanzialmente questa proposta: risolvere l’annoso problema d’espansione dell’azienda in cambio di posti di lavoro. Infatti, quella piccola strada comprometteva l’ampliamento dell’azienda e non garantiva adeguata sicurezza a mezzi e persone, dal momento che molti trattori erano costretti a percorrere tutto il piazzale antistante il caseificio per poi imboccare la strada sterrata. Ma la “criticità” più difficile da superare era la moltitudine di persone che godono del diritto di utilizzo, poiché proprietari dei terreni circostanti (si parla di 25). Così, nell’estate del 2017, la Biraghi creò una strada campestre, che costeggiando a sud il fabbricato, va a congiungersi con quella della “Cascinetta”, senza più transitare davanti al piazzale. Una strada privata che è stata al centro delle discussioni e delle trattative, come possibile percorso alternativo, grazie a una permuta con la vecchia arteria.

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«Basta alberi, anzi ripiantiamoli»

A dimostrazione che in "Cavallermaggiore Viva” (scusate il gioco di parole) il dibattito è sempre vivo, può anche succedere che in delibera si scriva una cosa e poi all’atto pratico se ne faccia un’altra. Andiamo con ordine. Il Comune non ha mai fatto mistero di voler sistemare il parcheggio sul lato est del camposanto del paese, sollevato in più punti a causa delle grandi radici che minano anche la sicurezza del muro di recinzione del luogo sacro. Il problema sono gli alberi, di grosso fusto, tutti malati e da abbattere. Si tratta di 24 libocedri che - si legge nella delibera - “non saranno più reimpiantati per conservare e non aggravare le condizioni di staticità del muro di recinzione”. In sostanza nell’atto si dice che l’alberata non verrà più ripristinata, salvo poi aggiungere che la realizzazione è rimandata a quando sarà sistemata la pavimentazione dell’altra parte di parcheggio che “al momento non è interessata da interventi”.

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Una chiesa d’emergenza nel salone polivalente

Nuovi segnali di ripartenza dopo la quarantena forzata delle scorse settimane per prevenire i rischi di contagio. Alla riapertura dei cimiteri del 6 maggio scorso, è seguita (da martedì 12 maggio) quella della casetta dell’acqua di via San Pietro. Lunedì 18 maggio riaprirà i battenti - su prenotazione (che sarà possibile fare a partire dal 15 di maggio)  - anche l’isola ecologica . Si potranno portare tutti quei rifiuti che non vengono ritirati con il “porta a porta”, salvo gli ingombranti per cui il servizio a domicilio non è mai cessato. Tornano anche le messe, sul finire della scorsa settimana, c’è stato un incontro tra il sindaco e il parroco di Cavallermaggiore don Giuseppe Brunato per decidere un protocollo condiviso per le funzioni religiose, che in accordo con le disposizioni nazionali potranno tornare da lunedì 18 maggio. È emersa la volontà di non celebrare le messe nelle chiese cittadine optando per una soluzione alternativa: il salone polivalente di piazza Vittorio Emanuele (l’ex ala comunale).

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Aree verdi chiuse e cimiteri aperti

C’è cauto ottimismo nelle parole del sindaco Davide Sannazzaro, intervenuto l’altro giorno in un videomessaggio per aggiornare il bollettino dei contagiati a Cavallermaggiore. Otto persone guarite e ancora undici positivi in città, escludendo gli ospiti della casa di riposo San Giorgio, dove purtroppo ci sono da registrare altri decessi (il totale delle vittime sale a quattordici).

RIPARTENZA A SINGHIOZZO - Nella settimana in cui, a singhiozzo, vengono riaperte attività e servizi - in attesa di un allentamento ulteriore delle misure di sicurezza atteso per il 18 maggio - il primo cittadino ha fatto chiarezza sui tanti divieti ancora in vigore e sulle chiusure imposte dal governo, nazionale o regionale.

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Casa di riposo a caccia di personale

Aggiornamenti dalla casa di riposo, osservata speciale dopo l’esplosione dei contagi dei giorni scorsi, con un bilancio di tre quarti degli ospiti e venticinque operatori risultati positivi ai test del coronavirus. Come riferisce il presidente della Fondazione San Giorgio, Giuseppe Lamberto, la situazione interna è sensibilmente migliorata, anche se resta l’urgenza di reperire figure sanitarie per garantire l’efficienza della struttura. Finora l’attività assistenziale è stata garantita grazie all’eroismo di due giovanissime infermiere che, fin dall’inizio della crisi, si sono sottoposte a turni massacranti di 12 ore al giorno e al contributo dell’Asl che è venuta in soccorso con 4 infermiere del territorio.  In attesa di ritornare alla normalità, a fronte della forte necessità di personale di vario titolo, si attendono altri “rinforzi” anche dall’esercito, a cui la scorsa settimana era stata fatta richiesta di medici e infermieri. Proprio ieri (martedì), alla San Giorgio è arrivato il primo infermiere del corpo militare.

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