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Cavallermaggiore

Accetta per 35 alberi

Presto la scure della ditta incaricata dal Comune si abbatterà su 35 alberi sparsi per la città riconosciuti malati. La decisione dell’Amministrazione fa seguito all’accurato al controllo, effettuato nei mesi scorsi, dal dottore Forestale Daniele Pecollo, professionista che svolge l’attività di gestione e ottimizzazione del verde pubblico della città. Nell’analisi fitopatologica del tecnico, che ha interessato ben 250 piante dislocate in Cavallermaggiore, dai vari controlli visivi e dalle prove strumentali per la verifica di stabilità, è emerso che quasi il 15% di esse necessitavano di abbattimento per un processo inesorabile di marciume e carie alle radici, al colletto o sul fusto. «Si tratta – ha scritto il dottor Pecollo nella sua relazione – di alberi morti in piedi».

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Acciaio per rendere sicura la tribuna

Per una volta con una tempistica “non proprio italiana”, un cantiere pubblico è stato portato a termine. È successo in paese, dove la copertura della tribuna dello stadio di località San Giorgio, dichiarata a grave rischio ad aprile dello scorso anno, nel giro di otto mesi è stata messa in sicurezza.

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L’exploit della bocciofila Raddoppiati gli associati dopo i cantieri

C’è un solo modo per capire se un’associazione è in salute: contare il numero d’iscritti. Per la bocciofila San Pietro di Cavallermaggiore si può tranquillamente parlare di un ottimo quadro clinico, con dati che parlano di un raddoppio delle adesioni, che sono passate dalle 152 del giugno scorso alle 300 dei primi di gennaio.

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Un anno d’incertezze per la sede alpina

Come nelle vecchie case di un tempo: la canna fumaria che esce dal vetro di una finestra per espellere il fumo nel cortile. Dentro a riscaldare la sede della sezione Alpini di Cavallermaggiore, una vecchia stufa di ghisa a legna. Questo è il quadro invernale della casa delle Penne Nere di via Solferino, locale che, a meno di ripensamenti da parte della proprietà (il Comune), dovrebbe finire sul mercato immobiliare. Una situazione difficile per chi opera da anni, o meglio da sempre, a favore della comunità cittadina, servendola con i propri servizi e che si troverà, forse già quest’anno, costretta al trasloco.

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L’oratorio San Michele torna in attività

Dopo un lungo iter e un’infinita gestazione, ma nel rispetto delle tempistiche annunciate in fase di progetto, si sono conclusi i lavori di ristrutturazione generale dell’oratorio di San Michele a Cavallermaggiore. L’edificio di piazza Vittorio Emanuele II°, con l’unificazione delle due parrocchie stabilito dalla diocesi nel 1986, persa la sua funzione iniziale, era stato riconvertito su più versanti.

Un po' di storia a pag. 12

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