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Cavallermaggiore

Si restaurano gli affreschi di San Pietro

Nuovi cantieri per recuperare la bellezza degli antichi segreti dell’abbazia di San Pietro, in passato interessata da importanti lavori di scavo per il rifacimento della pavimentazione. Fra qualche settimana (inizio luglio), la chiesa sarà “popolata” di restauratori e professionisti, incaricati - per conto della Soprintendenza - di riportare allo splendore di un tempo gli affreschi interni dell’antico priorato di Cavallermaggiore, la cui origine si può inquadrare in età romanica (X-XI secolo), anche se la presenza di due frammenti di cornice marmorea fanno presupporre un’esistenza ancor precedente (VIII secolo).

Articolo e foto a pag. 12

«Basta con gli schiamazzi»

Pugno di ferro del sindaco che ordina, nei fine settimana, la chiusura dell’area adiacente alla scuola materna statale per problemi di ordine pubblico. Nell’ordinanza emessa la scorsa settimana, il primo cittadino pone il divieto di accesso al camminamento lungo la bealera dei Mulini, nel tratto tra l’asilo e via Roma, ma soprattutto dispone il divieto di accesso ai giardinetti posti vicino all’istituto di viale Galilei, dalle 22 alle 8 del giorno successivo di tutti i sabati fino alla fine di giugno. Perché si è arrivati a questo provvedimento? Tutto sarebbe riconducibile – si scrive nel documento - alle ripetute lamentele dei cittadini per gli schiamazzi notturni, iniziati con il via libera dopo il lockdown, durante i weekend a causa di assembramenti dei giovani in una zona poco illuminata, non lontano da esercizi di somministrazione di alimenti e bevande. Nell’area ci sono stati ripetuti interventi delle forze dell’ordine su richiesta dei cittadini che, esasperati, si sono rivolti all’Amministrazione per un’azione che ponga fine ai continui disturbi.

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Convezione bis per il santuario

Un anno fa, più o meno in questi giorni, negli uffici del sindaco veniva sottoscritta la convenzione per la gestione del santuario della Beata Vergine delle Grazie. In quella che fu una delle trattative più lunghe e spinose tra Amministrazione e Curia, si ritrovarono di fronte, da una parte il parroco del paese don Giuseppe Brunato e dall’altra il sindaco Davide Sannazzaro con alcuni componenti della Giunta. La convenzione fu il frutto di un’intesa faticosamente trovata dopo una serie di contrasti, proprio per uscire da una situazione d’impasse che lacerava anche la popolazione. L’aspetto che fece più piacere ai cavallermaggioresi fu il ritorno delle messe al santuario assenti ormai da quasi un anno.

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Mauro Alocco, amministratore garbato

Con la scomparsa di Mauro Alocco, il paese rimane orfano di uno dei suoi uomini migliori, che tanto aveva dato e tanto poteva ancora dare. Il destino crudele se lo è portato via a soli 60 anni, dopo una dura lotta contro un tumore. Terminato il liceo “Gandino” di Bra e ottenuta la laurea in ingegneria civile, come dirigente d’azienda del settore cemento, cominciò a girare tutta l’Italia. Persona dotata di un grandissimo bagaglio culturale, si impose subito all’attenzione nel suo difficile lavoro, sempre irto di difficoltà e responsabilità. Dopo un’interessante e utile esperienza vissuta negli anni ’80 come cronista politico per il giornale cittadino “Sotto la Torre”, a 25 anni si avvicinò alla politica amministrativa, ricoprendo il ruolo di assessore dal ‘85 al ‘90 nella seconda giunta Mana e poi anche quello di vicesindaco dal ‘90 al ‘95 nel primo mandato di Grande. Poi a sorpresa arrivò l’abbandono della politica amministrativa.

Ricordo a pag. 10

Via libera alla permuta della Cascinetta

Una storia cominciata venticinque anni fa che oggi, durante un Consiglio comunale che sarà ricordato anche per il distanziamento fisico imposto dall’emergenza Covid, volge al lieto fine. Un traguardo che sembrava irraggiungibile, ma che pare destinato a trasformarsi in realtà. Della strada vicinale della Cascinetta, piccola via che passando davanti al caseificio Biraghi si sviluppa nelle campagne, si parla da decenni, da quando l’industriale Ferruccio fece sostanzialmente questa proposta: risolvere l’annoso problema d’espansione dell’azienda in cambio di posti di lavoro. Infatti, quella piccola strada comprometteva l’ampliamento dell’azienda e non garantiva adeguata sicurezza a mezzi e persone, dal momento che molti trattori erano costretti a percorrere tutto il piazzale antistante il caseificio per poi imboccare la strada sterrata. Ma la “criticità” più difficile da superare era la moltitudine di persone che godono del diritto di utilizzo, poiché proprietari dei terreni circostanti (si parla di 25). Così, nell’estate del 2017, la Biraghi creò una strada campestre, che costeggiando a sud il fabbricato, va a congiungersi con quella della “Cascinetta”, senza più transitare davanti al piazzale. Una strada privata che è stata al centro delle discussioni e delle trattative, come possibile percorso alternativo, grazie a una permuta con la vecchia arteria.

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