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Cavallermaggiore

Dopo Fiorito, futuro ancora incerto

Quale scenario futuro avrà la Polizia Municipale di Cavallermaggiore? La domanda più che mai pertinente è legata alla scelta che l’Amministrazione comunale aveva fatto nel luglio scorso, revocando l’incarico di posizione organizzativa area vigilanza al suo comandante, coinvolto in una vicenda giudiziaria legata all’ambito lavorativo. Per tappare quella falla, la stessa Amministrazione decise di affidare la responsabilità del servizio vigilanza alla segretaria comunale Federica Meineri, la quale si sarebbe avvalsa per questo delicato compito della momentanea consulenza dell’ex comandante dei vigili Guido Fiorito.

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Caccia al killer dei gattini

Anche se manca il corpo del reato, la sensazione è che qualcuno abbia volontariamente sterminato i gatti che vivevano nei dintorni della piazza. Ancora non si è fatta luce sulla misteriosa scomparsa della colonia felina di piazza Santa Chiara. A denunciare l’accaduto, con il sospetto che qualcuno abbia deliberatamente voluto uccidere le povere bestiole (circa una decina), sono stati i volontari dell’associazione Sa.Ga che da anni li accudiva e che non molto tempo fa aveva chiesto al sindaco di tutelarli. «Il Comune è inadempiente», hanno dichiarato. Difficile appurare se gli animali siano stati effettivamente avvelenati perchè anche i corpi dei randagi sono scomparsi.

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Litigio post Consiglio per una consulenza

Toni molto accesi nel dopo (e sottolineiamo dopo) Consiglio comunale cavallermaggiorese dove sono volati gli stracci tra maggioranza e opposizione. Tutto è cominciato appena è finita l’assemblea, quando il consigliere Baravalle ha cominciato a parlare della preoccupazione di alcuni abitanti riferita alla centrale idroelettrica che sta sorgendo sul Maira.

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Da vent'anni parroco della comunità

Don Giuseppe Brunato, nativo di Resana (Treviso), il 12 ottobre del 1997 ha fatto il suo ingresso al timone della parrocchia cavallermaggiorese raccogliendo l'eredità di don Renzo Gariglio. Ordinato sacerdote nel 1974 a Vinovo, è stato prima vice parroco a Torino nella parrocchia della Madonna del Rosario, poi a San Giorgio ed infine a Moncalieri. Nominato parroco è stato mandato a Poirino (borgata Favari) fino all'87, poi a Settimo Torinese dove è rimasto fino al '97 quando è giunto a Cavallermaggiore e qui da 20 anni svolge la sua missione pastorale.

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Sul necroforo deciderà il giudice

Nel suo primo anno di governo cittadino l’Amministrazione Sannazzaro si è subito trovata di fronte ad una forte problematica che riguardava le prestazioni da lavoro di un dipendente comunale. Non era un mistero che qualcosa non funzionasse nel verso giusto sul fronte del servizio cimiteriale, tra l’Amministrazione comunale ed il suo operaio necroforo Giorgio Testa, reo più volte di richiami nell’ambito del suo operato. Facendo un passo indietro nel tempo, proprio sul cimitero di Cavallermaggiore, le luci dei riflettori si erano già accese nell’autunno scorso, quando la minoranza attaccando la Giunta aveva sollevato il problema dell’incuria del camposanto.

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