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Al direttore

«Non basta una festa per dimenticare tutto il resto»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo aver notato un certo trionfalismo sull’arrivo della Fiera d’estate a Savigliano e le lodi di ringraziamento al sindaco, in attesa di fare le dovute valutazioni, non riesco proprio a non rappresentare, in breve, la mia indignazione. Avrei voluto, avremmo voluto tutti noi della minoranza, che l’ultimo consiglio comunale fosse trasmesso in diretta tv per poi vedere se le ultime decisioni della Giunta possano spingere i saviglianesi a fare i salti di gioia, e se così fosse restano, forse, i soliti 4800 circa su 17 mila elettori. Intanto pensiamo a come faremo, secondo le regole antiterrorismo imposte alla fiera della Meccanizzazione Agricola a restare per 8 giorni con via Alba e via Canavere chiuse al traffico, ma probabilmente a questa come altre situazioni si darà una giustificazione: al massimo, come al solito, “qualcuno” darà la colpa ad altri. Ma torno all’ultimo consiglio comunale dove sono emerse criticità al bilancio passato in riferimento all’Unione Terre di Pianura, dove abbiamo scoperto che un manufatto realizzato su area pubblica non ha la documentazione necessaria in primis per essere costruito e poi per essere utilizzato; dove abbiamo scoperto che per risolvere il problema di chi non rispetta le regole buttiamo giù un bagno, pagato con denaro pubblico, per farlo diventare un magazzino. Nello stesso consiglio è saltato fuori che le fioriere antiterrorismo sotto la finta ruggine nascondono quella vera e i soldi non basteranno mai per fare l’adeguata manutenzione, che l’avvocato del comune andrà a lavorare alcune ore per un’associazione per la quale non è stata ancora chiarita la giusta connotazione giuridica (e intanto paghiamo avvocati esterni per fare cause, forse, impossibili). Che dire, inoltre, degli 82 milioni di Euro di mutuo acceso dalla Regione Piemonte per finanziare i comuni su scuole, sicurezza, turismo, cultura, economia ecc. distribuiti per la maggior parte a enti amministrati dalla sinistra che andranno al voto nel 2019, dove circa duecento mila euro sono destinati a Savigliano per far cosa?... per terminare i fantomatici “lavori” di un palazzo Cravetta appena consegnato, dopo un tribolato e discusso intervento di restaurato, per poi darlo in comodato d’uso ad “altri” e non alla città (come speriamo non accada anche al museo civico). Che dire del consumo del territorio in via Alba con la nascita di nuovi capannoni autorizzati per avere in contropartita la realizzazione di rotatorie su una strada Provinciale (la stessa provincia contro cui abbiamo fatto causa per colpa dell’Università!). Che dire di tutti gli aumenti imposti alla cittadinanza, parcheggi, trasporti ecc. ecc. Infine, che dire di un consigliere di maggioranza che, sulla questione Fondazione, dopo averla votata ha dichiarato “Mancava poco per votare contro e andare tutti casa!” . Ecco perché il gruppo di maggioranza del PD non ha fatto nessuna espressione di voto e non ha difeso, in generale, la posizione del Sindaco in merito a questa questione. E i soldi per l’ospedale? Vogliamo continuare? Dunque, concittadini saviglianesi, come gli antichi Romani al Colosseo, celebriamo la Fiera d'Estate e dimentichiamoci di tutto il resto...Panem et Circenses…

Tommaso Gioffreda - Gruppo Consiliare Savigliano 2.0

«La Provincia ha un passato, ma qual è il suo futuro?»

Gentile Direttore,

nei giorni scorsi si è consumato il rito quasi deprimente delle elezioni per il rinnovo del Presidente dell’Amministrazione Provinciale e del Suo Consiglio che forse merita una riflessione in proposito, ma per farlo, occorre ripercorrerne un po’ la storia degli ultimi anni. L’allora presidente Renzi, imbevuto anche lui di “sano populismo”, dichiarava di voler chiudere le Amministrazioni Provinciali, a suo dire “enti inutili” per cui con la riforma Delrio gli tolse soldi e potere, abolendo di fatto gli organi, l’elezione per collegi, motivando questo atto con la scusa più demagogica possibile, ossia l’eliminazione dei compensi, che per i Consiglieri, ammontavano ad un importo del tutto irrisorio per il tempo che vi si dedicava. Le Amministrazioni Provinciali non sono state chiuse in quanto ci si era poi accorti che il trasferimento del personale dalle Provincie alle Regioni sarebbe costato di più alle casse dello Stato, ed allora sono state abbandonate ad una lenta agonia. Non voglio fare demagogia e quindi non voglio dire che lo sperpero e la corruzione - ove accertato – si è manifestato nelle Amministrazioni Regionali e non (o rarissimamente ) nelle Amministrazioni Provinciali, ma credo di poter affermare con convinzione generalizzata, che l’unico Ente locale che era veramente vicino alla gente e anello di congiunzione tra i Comuni e la Regione e il Governo, erano proprio le Province. Per quanto riguarda il nostro territorio, con l’Amministrazione Provinciale si facevano le grandi battaglie in difesa e/o per lo sviluppo del territorio o le grandi rivendicazioni nei confronti del Governo, una su tutte quella per la Cuneo – Asti che aveva raggiunto un importante risultato in quanto si erano mobilitati tutti i Sindaci perché credevano nell’Istituzione, indipendentemente dal politico o dalla coalizione che lo amministrava. Oggi, la nostalgia delle Province è sentita da parte di tutti e per non morire di nostalgia, conviene porvi rimedio, ed allora il Presidente riconfermato con il nuovo Consiglio per la gran parte rinnovato nelle persone, con tutti gli eletti in Regione ed al Parlamento, propongano un referendum tra i cittadini od una proposta legislativa, affinché ci restituisca un ente con un grande passato ma che sarebbe pienamente legittimato ad avere un grande futuro.

Giorgio Groppo - Sommariva del Bosco

«Grazie dottoressa Belmondo per l’attenzione ai santuari»

Riceviamo e pubblichiamo:

In questi giorni la dottoressa Rosalba Belmondo lascerà la direzione del Museo Civico per la meritata pensione e, a nome dei Santuari cittadini, Sanità ed Apparizione, vogliamo far arrivare i nostri più sentiti ringraziamenti. Non bastano sicuramente queste poche righe ad esprimere tutta la nostra profonda riconoscenza per i suoi preziosi consigli e la sua importante opera. Il suo impegno e le sue doti sono la testimonianza per le generazioni future dell'importanza di non dimenticare il passato. L'opuscolo realizzato in occasione dei quattrocento anni dall'evento prodigioso che ha dato origine al Santuario della Sanità, gli incontri divulgativi sui restauri del Santuario dell'Apparizione, la redazione dei pannelli esplicativi , le iniziative legate al censimento, studio e promozione delle raccolte di ex voto, la presenza ed il coordinamento nelle iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio culturale dei nostri luoghi, sono solo alcuni aspetti dell'immenso lavoro svolto dalla Dott.ssa Belmondo con umiltà e senza clamore. Un grazie di cuore per non averci mai fatto mancare sostegno ed ascolto.

Massari, Fedeli, Devoti dei Santuari Sanità e Apparizione, Circolo Amici Sanità, Pro Loco Amici dell'Apparizione

Anche Marene ringrazia la direttrice del Museo

Riceviamo e pubblichiamo:

La Direttrice del Museo Civico di Savigliano Rosalba Belmondo è andata in pensione, concludendo una carriera lunga più di trent’anni. Con il suo pensionamento, Savigliano e tutto il territorio circostante perdono sicuramente un punto di riferimento nella ricerca storica, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio storico-culturale. Infatti, oltre ad aver dimostrato il suo coraggio nel gestire il Museo Civico e la Gipsoteca, compito non facile in un territorio del genere dove i finanziamenti pubblici e privati sono pochi e dove si è sempre confrontati con istituti culturali operanti in altri settori e contesti, ha deciso di aprire le porte dell’ex convento di San Francesco ad ogni proposta proveniente dall’esterno. Condividendo la sua mole di conoscenza, si è messa in gioco creando progetti che non coinvolgessero soltanto Savigliano, ma tutta la sua zona. Un esempio recente è sicuramente l’iniziativa “Il mio grazie per la grazia” volto a riscoprire e valorizzare l’enorme patrimonio etnografico e culturale racchiuso nelle migliaia di ex-voto presenti nei luoghi sacri che costellano le nostre città e le campagne. In più ha sempre accettato di partecipare come parte attiva in progetti di altri istituti culturali, come quelli della Biblioteca di Marene. Nel maggio 2017 ha accompagnato i ragazzi della scuola primaria marenese nella cappella di Sant’Anna per fargli scoprire l’antica tradizione degli ex-voto. Nell’autunno dello stesso anno invece ha illustrato il concetto di bene culturali e ha presentato i tesori del saviglianese, ed in particolare di Marene, a più di 120 ragazzi dell’IIS “Arimondi-Eula” all’interno del programma “I Gioielli di Marene”, volto a conservare e valorizzare il patrimonio sacro del paese partendo dai giovani. Il saviglianese perde un’importante risorsa, che oltre a conservare un patrimonio dal valore inestimabile ha sempre cercato di creare iniziative non confinate al Museo. In rappresentanza della Biblioteca di Marene ringrazio la Dottoressa Rosalba Belmondo per il lavoro fatto e per la disponibilità che ha sempre dimostrato per le nostre iniziative. Speriamo che si continui a crescere da questa esperienza.

Marco Biolatti - Biblioteca di Marene

«Assurda non-decisione della Corte sul suicidio assistito»

Il Popolo della Famiglia di Savigliano, Saluzzo e Fossano protesta contro il rinvio della decisione della Corte Costituzionale al settembre 2019 sul caso Cappato. Siamo pronti alla mobilitazione di piazza per difendere la cultura della vita sul nostro territorio, perché il business del suicidio assistito non deve trovare spazio nel tessuto giuridico italiano. Il nostro presidente nazionale del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, ha dichiarato: che “come Ponzio Pilato, la Consulta sul caso Marco Cappato ha deciso di non decidere. La Corte costituzionale ha chiesto al Parlamento di intervenire sul suicidio assistitio, rinviando la decisione sul caso del Dj Fabo al settembre 2019. Il comunicato della Consulta nota che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti. Per questa ragione, i giudici costituzionali hanno deciso di rinviare la trattazione della questione al 24 settembre 2019. Impensabile che per quella data il Parlamento vari una legge favorevole al suicidio assistito. I giudici costituzionali hanno solo pavidamente dato un calcio alla palla facendola rotolare in tribuna. Davvero sembra incredibile che di fronte a una domanda semplice ("È incostituzionale l'articolo 580 del codice penale?") non si sia proceduto con l'ovvia sentenza di rigetto dell'istanza. Ora il presidio, evidentemente, diventa politico. Gli attuali equilibri parlamentari rendono a occhio improponibile la nascita di una maggioranza favorevole al suicidio assistito cioè, lo ricordiamo, ad un meccanismo alla svizzera che consente di fare business sulla pelle dei disperati. Tra undici mesi la Corte Costituzionale si ritroverà davanti allo stesso tipo di quesito e non potrà dire che c'è un “vuoto normativo”. La norma c'è e dice che è vietato aiutare le persone ad ammazzarsi, perché la vita umana è un bene non disponibile. Principio giuridico sacrosanto che il Popolo della Famiglia difenderà in politica e, se necessario, nelle piazze”.

Antonio Panero - Popolo della Famiglia Savigliano - Saluzzo - Fossano

«Facciamo attenzione al culto di Putin»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sento e condivido molta preoccupazione per le intemperanze del Salvini verso la Comunità Europea, ma ancora di più quando sono seguite dalla sua passione per la Russia e per il suo presidente. Credo che Putin per ciò che rappresenta debba essere considerato con molta attenzione e cautela, nessun leader politico attuale rappresenta la Storia maiuscola come lui. Trent' anni fa ha quasi dovuto fuggire da Berlino est dove era colonnello del KGB, ha visto e subito lo schianto della sua Nazione e con essa dei suoi ideali sconfitti dal logoramento della guerra fredda con conseguente miseria e disorientamento di una popolazione enorme. Nel presente si sente minacciato dall'ingordigia della Nato, una forza di guerra giunta oramai ai suoi confini inglobando addirittura stati che erano parte della sua Unione Sovietica, e questo tradendo gli accordi stipulati col troppo buono Gorbaciov. Putin è un’ex spia, è forte ed astuto e dalla sua iconografia prevalgono i tratti dell'uomo d'azione ed è tutto suo interesse provocare delle crepe tra gli avversari favorendo alcuni personaggi da usare come grimaldello.

Roberto Cosentino – Savigliano

«Troppe morti sul lavoro nella nostra provincia»

Riceviamo e pubblichiamo:

Anche nel 2017 si continua a morire di lavoro nella nostra Regione. Sono stati ben cinquantuno le persone residenti in Piemonte che hanno perso la vita sul luogo di lavoro. Dodici sono morti nel Cuneese. Un’enormità che ci ricorda quanto si debba ancora fare per incentivare, adeguatamente, gli investimenti verso le imprese che implementano la messa in sicurezza delle proprie aziende.

Franco Graglia – vicepresidente Consiglio Regionale

«Poche informazioni sulla nuova gestione dell’acqua»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sembra una corsa ad ostacoli, superato uno... se ne para davanti subito un altro! Abbiamo provato anche noi cittadini “acquaioli” a capire quale poteva essere il metodo più giusto e consono, per una provincia così grande e variegata come quella cuneese, per gestire l'Acqua che i cittadini sette anni fa hanno detto di volere pubblica e partecipata. Per questo ci siamo confrontati con chi è più esperto ed addentro di noi su leggi e regole. Di conseguenza abbiamo seguito con favore le decisioni che i Sindaci della Provincia ed i Conferenzieri dell'Ente di Governo, guidati dalla presidente Bruna Sibille, hanno preso nei mesi scorsi, insieme al lavoro che la struttura di Egato4 ed i gestori già totalmente pubblici stanno portando avanti per la costituzione del soggetto pubblico che avrà la gestione unica. Sempre nell'ottica che si possa realizzare l'Azienda Speciale che è il nostro obiettivo da sempre. Ora la calendarizzazione d'urgenza in Parlamento della legge che recepisce finalmente gli esiti referendari del 2011, sembra rendere possibile tale obiettivo, ma molte sono le norme da adeguare per renderlo tecnicamente attuabile. La gestione tramite Azienda Consortile pubblica che hanno scelto a stragrande maggioranza i primi cittadini del cuneese, poi confermata dal voto dei conferenzieri dell'Ente di Governo (Egato4) è sicuramente un indispensabile passo avanti per la nostra provincia. A monte di queste scelte un lunghissimo lavoro che ha permesso di approvare un valido Piano d'Ambito che avrà una valenza trentennale. In questi mesi è in atto un altro intenso lavoro di politici e tecnici per stabilire i criteri che porteranno ad una giusta e funzionale rappresentanza territoriale ed alla scrittura dello statuto del nuovo gestore. Di tutto questo però i cittadini e i consiglieri comunali non hanno informazione adeguata e di conseguenza non possono praticare una corretta partecipazione. Se continuasse a essere di questo il livello la volontà di rendere democratica, trasparente e partecipata la nuova gestione unica totalmente pubblica, temiamo che ancora una volta la volontà che i cuneesi espressero nei referendum del 2011 sarebbe disattesa. Continueremo la nostra azione di confronto con la presidenza e la direzione di Egato4 perché questi temi trovino una giusta accoglienza, evitando che possano diventare esclusivamente fonte di misurazione della pur legittima aspirazione di rappresentanza territoriale o peggio di equilibri di potere tra parti politiche.

Comitato Cuneese Acqua bene Comune – Cuneo

«Professionalità e umanità all’ambulatorio di Urologia»

Riceviamo e pubblichiamo:

Come paziente desidero rivolgere un grande ringraziamento all’ambulatorio e alla sala endoscopica di urologia per l’attenzione, la cura, la professionalità e l’umanità. Un grazie di cuore al dottor Diego Rosso, alla dottoressa Teresa Filocamo, a Chiara, Enza, Paola, Grazia, Cristina e Patrizia e alla preziosa presenza del cardiologo dottor Michele De Benedictis. Eccellente equipe che svolge il proprio lavoro con tanto impegno e passione.

F.F. – Savigliano

«Quanto sono maleducati i fumatori saviglianesi»

Egregio Direttore,

dalla giornata di “Puliamo il Mondo” – manifestazione nella quale oltre 1200 bambini, ragazzi, maestri, professori, volontari della Protezione Civile e della Consulta Ecologica hanno spazzato vie, giardini, parchi e viali - è emerso chiaramente che i cittadini di Savigliano ai quali meno importa la pulizia della città sono i fumatori. Non tutti, certamente, ma una buona parte. Nelle due ore infatti in cui i nostri giovani hanno lavorato, è stato stimato che siano stati raccolti più di 30.000 mozziconi di sigarette: più di ogni altra tipologia di rifiuti. A tal punto che una classe delle elementari - in modo del tutto spontaneo - ha incominciato ad urlare per le vie cittadine: “Non si fuma, non si fuma.” La stessa considerazione è scaturita dal lavoro del Gruppo Raccolta Rifiuti - che si è formato spontaneamente per ripulire dai rifiuti le vie del quartiere una volta alla settimana - ed al quale sarebbe auspicabile si aggregassero quanti più cittadini possibile per dare continuità a questa iniziativa di pura educazione civica. Ai fumatori andrebbe chiesto se a casa loro, o a casa dei loro amici, sono soliti spegnere le sigarette per terra lasciando i mozziconi sul pavimento. E perché mai si ritengono in diritto di sporcare i pavimenti della nostra città e di fregarsene del decoro della nostra casa comune. Non credo però, francamente, che saprebbero dare una giustificazione plausibile al loro comportamento. Alla Consulta Ecologica proporrò di formulare la richiesta al Comune di aumentare il numero dei posacenere a fianco dei cestini per la spazzatura, in modo che i fumatori non abbiano più scuse per la loro maleducazione. Ma anche che si vieti il fumo nei dehors dei bar perché la distanza tra gli avventori non è mai tale da proteggere i non fumatori dai danni del fumo passivo. Mi dicono che i fumatori si sentano dei perseguitati. È vero, lo sono, e sono anche mal sopportati. Ma questo sentimento non è che la diretta conseguenza del comportamento di buona parte di loro e della loro mancanza di rispetto per il prossimo.

Guido Chiesa - Presidente Consulta Ecologica - Savigliano

«Urgente intervenire sull’incrocio della piscina»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al presidente della Provincia Federico Borgna:

Egregio Presidente,

segnalo la necessità di intervenire con urgenza sulla SP 156 (Via Ing. Marino), in particolare nel tratto compreso tra l'incrocio con Via della Morina e Via delle Valli, in quanto i numerosi incidenti evidenziano l'urgenza di provvedimenti atti a rendere più sicura la circolazione. Inoltre eventi metereologici, anche di piccola intensità, rendono il manto stradale particolarmente viscido e pericoloso aumentano non solo il rischio di incidenti, ma il numero degli stessi. Solo negli ultimi diciotto mesi sono avvenuti oltre venti incidenti di cui uno, purtroppo, con esito mortale. Anche mercoledì scorso, 10 ottobre, abbiamo dovuto registrare l'ennesimo scontro tra due auto. Oramai gli organi di stampa si limitano a titolare “Altro incidente sulla solita strada”, evidenziando, se mai ce ne fosse bisogno, la necessità e l'urgenza di interventi risolutivi a salvaguardia della pubblica incolumità. Segnalo inoltre che il guard rail del ponte sul fiume Maira (zona Piscina Comunale) è seriamente danneggiato e che l'intervento provvisorio a suo tempo effettuato (staccionata in legno) non garantisce la sicurezza; il parapetto del cavalcavia ferroviario (sulla linea Savigliano-Saluzzo), necessita di urgenti interventi di manutenzione e ripristino, al fine di garantire il transito in sicurezza per persone e veicoli. Disponibili a partecipare a un incontro, resto in attesa di un cortese sollecito riscontro. Cordialmente.

Giulio Ambroggio – sindaco di Savigliano

«Alla Fondazione Crc una gestione personalistica»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata ai membri della Fondazione Cr Cuneo, che sostiene numerosi progetti anche nella nostra città:

Con sollievo e rammarico rassegno le mie dimissioni da consigliere del Consiglio Generale. La decisione non è dovuta a ragioni familiari, perché l’incarico non è così gravoso, anche se qualche problema familiare in questi due anni ho dovuto affrontare. Non è dovuta alla somma di impegni, perché rivesto una sola altra carica, non retribuita, non incompatibile, non in conflitto di interessi. Non è dovuta alla ripulsa nei confronti del compenso, che peraltro ho già autoridotto del 30%. Non è dovuta al fatto di essere diventato indifferente nei confronti di questa istituzione così preziosa per la comunità provinciale che grazie ai nostri predecessori, e in particolare alla Presidenza Oddero, può contare su un grande patrimonio e che grazie alla Presidenza Falco, con la quale ho potuto collaborare per cinque anni, si è data una solida struttura, un centro studi, una metodologia di programmazione e di erogazione attraverso bandi e progetti. Dopo la sconfitta della mia candidatura alla Presidenza non ho fatto mancare il mio contributo ai lavori della Commissione Arte, Istruzione e Sport che ho coordinato e ai lavori della Commissione Statuto nella quale ho cercato di raggiungere le mediazioni possibili tra posizioni a volte molto divergenti. In Consiglio Generale ho espresso con lealtà e franchezza il mio apporto, critico a volte sulle politiche di bilancio, sui rapporti con la banca conferitaria, sulle modalità dei processi di fusione con altre Fondazioni, sulla remunerazione degli organi, su qualche aspetto della programmazione, limitando a poche significative occasioni il mio voto contrario o la mia astensione. Ho inoltre richiesto, senza esito, di costituire la Commissione consultiva sulla gestione del patrimonio e di fornire ulteriori occasioni di approfondimento al Consiglio generale su tale fondamentale materia. Non ho potuto che prendere atto delle decisioni che competono per Statuto al Consiglio di Amministrazione e che non mi hanno convinto, ad esempio la riduzione dell’impegno nel settore Istruzione e l’enfasi sullo Sviluppo locale – come se non vi concorressero tutti gli altri settori; alcune modifiche poco comprensibili nell’organizzazione del personale; la polarizzazione tra pochi pretesi “interventi faro” e la dispersione in tante piccole erogazioni e in tante iniziative buone più per un titolo di giornale che per la capacità di incidere; alcune scelte di investimento (tra le quali Atlantia - 52 dei 120 milioni di liquidità ricavati dalla vendita di BRE - e gli impegni nel settore bancario) che in tempi non facili avrebbero a mio avviso dovuto maggiormente accentuare la diversificazione. Perché dunque mi dimetto? Perché dopo due anni di esperienza della presidenza Genta sento sempre meno efficace il ruolo e l’effettivo coinvolgimento del Consiglio Generale e intendo tenermi lontano da uno stile di conduzione della Fondazione personalistico, poco attento alle proposte, insofferente alle critiche, poco sensibile a possibili conflitti di interesse o comunque a inopportuni cumuli e intrecci di cariche. Non mi illudo che la mia decisione contribuisca a stimolare un dibattito nella comunità provinciale sul ruolo della Fondazione, sui profili richiesti ai designati e più in generale sulla anomalia in provincia di Cuneo e in Piemonte costituita dalla occupazione di cariche da parte di un ristretto e ben identificato gruppo di personaggi che rafforzano il potere personale dando e ricevendo appoggi in modo trasversale. Diciamo allora che mi dimetto per ragioni di salute, nel senso che l’essere coerenti e liberi e lontani da certi meccanismi di potere consente di vivere più felici o almeno più sereni i giorni che ci sono assegnati.

Antonio Degiacomi – Alba

«Affidarci alla Madonna non fa male, anche se laici »

Riceviamo e pubblichiamo:

Ho diradato i miei interventi sulla stampa locale, ma quando ci vuole ci vuole. Mi rifaccio vivo dopo aver letto l’articolo che riguarda il non rinnovato atto di affidamento della città alla Madonna del Rosario della chiesa di san Filippo (fa sorridere perché sembra quasi di rinnovare l’abbonamento a un giornale). Premetto che non frequento più la chiesa dalla scomparsa dell’amato don Mario Salvagno, ma ho un rapporto personalissimo con quel Signore che sta lassù con il quale di tanto polemizzo quando succedono lutti che riguardano la mia famiglia o disastri nei quali muoiono decine di innocenti, gli chiedo ma perché ma fin ora non ho mai ricevuto una risposta convincente. Ora questa insolita presa di posizione della minoranza mi spiazza, fa molto sessantottino è vero, è giustificata con il solito logoro “lo Stato è Laico” come per la questione presepi nelle aule scolastiche. Ma che c’entra? Allora copriamo anche i vari affreschi con le Madonne sulle piazze e vicoli della città? Costa qualcosa chiedere alla Madonna di tenerci una mano sulla testa specialmente in questi periodi di caos generale? Da 365 anni siamo sotto alla Sua protezione, non è che nel corso degli anni siamo stati esenti da disgrazie. È vero però che una richiesta gratuita per giunta, come optional, non fa male a nessuno. Personalmente ammetto che nonostante la mia quasi laicità quando sono in prossimità di qualche intervento chirurgico qualche visitina nella chiesa di san Filippo e qualche piccolo cero alla Madonna del Rosario lo accendo, come lo farò il giorno quindici, prima di soggiornare al Mauriziano per un delicato restauro all’aorta. Un cero e un’ave Maria, anche se quella statua guarda di sbieco e non c’è un confronto diretto “occhi negli occhi” però… se non altro mi tranquillizza. Ultimo appunto siamo gemellati con Mormanno (Calabria) – Pylos (Grecia) – vabbè per via di Santorre -, Villa Maria (Argentina) e Monasterolo addirittura con Duncaville (Texas)… Ma chi se ne frega di questi gemellaggi nel nome della fratellanza, secondo me inutili quando poi ci si impunta sul chiedere la protezione della Madonna come hanno fatto da secoli i nostri padri? Per puro spirito di contraddizione? Ripensateci, non cadiamo nell’assurdo. Comunque le piccole mie piccole fiammelle di speranza le accenderò.

Franco Maina – Savigliano

Il messaggio d’integrazione è arrivato forte e chiaro

Riceviamo e pubblichiamo:

L’Istituto Comprensivo “Santorre Santarosa” desidera ringraziare l’Associazione Ashas e tutti i volontari che hanno permesso, anche quest’anno, la realizzazione di “Mosaici in piazza”. Nonostante la mattinata grigia e ancora carica di umidità, sotto un cielo grigio dopo la notte di pioggia, la piazza è stata invasa dalla marea gialla degli alunni che indossavano le magliette con il logo della manifestazione: “Integrazione” e “Impariamo a stare insieme”. E subito un bell’esempio d’integrazione scuola – famiglie ha preso forma presso le postazioni riservate alle classi dalla Scuola Primaria, dove un nutrito numero di mamme e papà ha lavorato gomito a gomito con gli insegnanti e i bambini. Quando gli ultimi granelli di sabbia stavano dando forma e colore alle idee, è infine iniziato un festoso scambio di visite con i ragazzi della secondaria per ammirare le opere realizzate, tutte veramente interessanti e creative. Vista la grande adesione, il messaggio è arrivato forte e chiaro nell’Istituto comprensivo Santarosa che ne farà tesoro per metterlo in atto sia a scuola sia nella quotidianità.

Le insegnati dell’istituto comprensivo Santa Rosa - Savigliano

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