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Al direttore

«Quando pedalare fa bene a tutti quanti»

Gentile direttore,

Domenica 9 settembre con la mia famiglia ed un gruppo di amici abbiamo preso parte alla “Pedalata del Cuore” organizzata dall’Associazione Amici dell’Ospedale Santissima Annunziata e poi ci siamo fermati al pranzo preparato dalla ProLoco”. Scrivo per ringraziare gli sponsor e tutti coloro che hanno dedicato tempo ed energie a questo evento, che è risultato perfettamente riuscito. La pedalata è un momento di aggregazione sereno, dove ritrovare amici e scambiare quattro chiacchiere dedicandosi ad un’attività fisica che combina perfettamente bambini, ragazzi, adulti e nonni. Il pranzo è stato un piacevolissimo coronamento. Siamo stati accolti sotto l’ala con professionalità, a seguire due antipasti, primo, secondo con contorno e dolce, ben cucinato e ad un prezzo più che popolare ed abbiamo trascorso una bella domenica. Mi ritrovo spesso a pensare di essere fortunata a vivere qui, in una comunità accogliete e vivace dove tante cose funzionano anche grazie a persone e che fanno le cose col “Cuore”. Un grazie grande e davvero sentito.

Federica Pio – Savigliano

«Invasi dai bruchi americani il Comune faccia qualcosa»

Egregio Direttore,

come cittadino residente in area San Giacomo evidenzio l’invasione di centinaia di bruchi americani (Hyphantria cunea), lepidottero originario del Nord America le cui larve attaccano preferibilmente l'acero ed il gelso. Il parco comunale antistante a tutti i nostri giardini di pertinenza, infestati ormai da questi bruchi, è sicuramente il ricettacolo di questi parassiti. Per ora, noi cittadini residenti ci stiamo attivando a nostre spese nel cercare di contenere il fenomeno nei nostri giardini. Chiedo però conto e riscontro all’Amministrazione dell’evidente mancanza di profilassi sul territorio richiedendo, a nome di tutti i cittadini di via San Giacomo, Dalla Chiesa, Ascanio Sobrero, Fratelli Allocco, Decorati al Valor Militare, di attivare tutte le procedure per contenere ed eliminare una situazione ormai veramente preoccupante.

Fulvio D’Alessandro - Savigliano

«Bagni pubblici finalmente degni di Savigliano»

Riceviamo e pubblichiamo:

Desidero complimentarmi con il Comune per la felice scelta di affidare alla ditta “Pulisav” la gestione dei bagni pubblici, scelta che permette a Savigliano di avere dei servizi igienici! Quest’azienda sa cosa significhi pulire ed igienizzare un bagno. Sarà effettuata pulizia giornaliera dei vari bagni, come riferitomi da un solerte ed efficiente operatore, con mezzi atti alla bisogna e non con una semplice spruzzatina d’acqua, pulizia che poi diventa bi-giornaliera nei giorni di mercato. So che esistono tuttora trogloditi male educati che lasciano tracce indegne di gente civile al loro passaggio, ma l'impegno e la capacità che questo nuovo operatore sta dimostrando, fanno ben sperare in bagni salubri. Desidero ringraziare anche il signor Sergio, del banco “Lo Scoglio” di piazza Cavour che da sempre si è attivato, nei giorni di mercato, affinché il bagno fosse meno indecente. Grazie per il civismo. P.S.: Mi risulta che l'affidamento alla Pulisav abbia una durata quadrimestrale. L’augurio è che il servizio si prolunghi nel tempo!

Augusto Pettiti – Savigliano

«Felice di pagare le tasse per una sanità così»

Riceviamo e pubblichiamo:

Siamo spesso lettori o spettatori di programmi tv in cui, vengono descritti, con dettagli e particolari, casi di malasanità. Voglio rendere partecipe l'opinione pubblica, sul mio caso di buona sanità. È successo nel nostro ospedale di Savigliano, dove sono stato sottoposto a due interventi chirurgici, nel primo semestre dell’anno, reparto chirurgia. Dopo un primo intervento, risolutivo per il danno che andava a riparare, si presentava un altro problema vicino alla zona operata. Preso dallo sconforto contattavo il reparto, che mi prenotava dopo due ore (si due ore non 2 mesi) una visita ambulatoriale chirurgica. Lo stesso giorno scrivevo una email al primario, spiegando la situazione. Il dottor Franco Bertolino mi rispondeva prontamente, comunicandomi il suo interessamento. Venivo infatti chiamato telefonicamente, dal chirurgo che aveva effettuato l’intervento e, convocato in reparto, mi sottoponeva a controlli strumentali. Concordavo con lui un nuovo intervento, e inserito in lista con la priorità del caso. Sono stato ricoverato due volte in pochi mesi nel reparto chirurgia, confermo il perfetto funzionamento dello stesso. Si respira un clima sereno e disteso tra chirurghi e personale sanitario. Le infermiere sono sempre disponibili, il malato è trattato con dignità e umanità. Un plauso a tutto il reparto, che guidato da un ottimo primario, produce molto lavoro. Unica pecca è la scarsità di personale infermieristico e soprattutto di chirurghi, il cui livello è decisamente alto. Personalmente sono stato curato dal dottor Francesco Giraldi, giovane, competente e dalle qualità umane davvero insolite. In conclusione, sapendo che parte delle mie tasse vengono impiegate per questi servizi, quest'anno ho pagato le imposte con estrema soddisfazione.

Pier Franco Gentile - Cavallermaggiore

«La scuola è organo vitale della democrazia»

Riceviamo e pubblichiamo:

Voglio inviare un saluto e un augurio di buon lavoro a tutti i protagonisti del mondo formativo, a nome del presidente della Provincia Federico Borgna e di tutto il Consiglio provinciale e mio personale, avendo la delega in questo specifico settore. Mi rivolgo a tutti gli attori di questo importante settore della nostra società e in primis agli studenti affinché sappiano cogliere ciò che gli viene offerto plasmandolo sulla loro identità e personalità, fatta di interessi e passioni. Vi auguro di trovare quello che state cercando e di cogliere le grandi opportunità che vi vengono proposte per avere cittadini attivi, capaci e pensanti, che sanno sognare ed avere una visione del futuro che meglio immaginate. Date il meglio in ciò in cui vi sentite più vicini, date il meglio per essere realmente una società unita e coesa. Perciò cari ragazzi non sprecate il tempo, “usate” bene e fino in fondo la scuola, servitevene per la vostra persona, per comprendere meglio la realtà che vi circonda e per costruire relazioni con gli altri. Impegnatevi e studiate in modo serio, siate protagonisti delle avventure del sapere e vedrete che la nostra scuola sarà più bella. Abbiate sempre un atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti di tutto e di tutti, avendo fiducia in voi stessi e nelle istituzioni. Una scuola migliore parte da voi, perché, come ricordava Martin Luther King: “Può darsi non siate responsabili per la situazione in cui vi trovate, ma lo diventerete se non farete nulla per cambiarla”. Abbiate perciò il coraggio di volare e di osare. A tutti gli operatori della scuola dai dirigenti, agli insegnanti, al personale Ata; ringrazio per il prezioso lavoro che fate, per l’autorevolezza che sapete dimostrare nel portare avanti il difficile compito che vi è stato affidato. Saper trasmettere, oltre alle preziose conoscenze, anche i grandi valori che stanno alla base della nostra democrazia è la vostra e nostra sfida. L’apertura del nuovo anno scolastico è un momento emozionante, importante e intenso, perché trasmette fiducia nel futuro di cui tutti voi, che ogni giorno vivete la preziosa avventura dell’educazione e della formazione, siete protagonisti. È, al tempo stesso, occasione per riflettere sull’importante ruolo che la scuola è chiamata a svolgere nella società contemporanea. Quando si parla della scuola si parla del destino del nostro Paese, delle speranze e delle aspirazioni di migliaia di famiglie, di ragazzi che contribuiranno, attraverso il loro personale cammino, all’Italia di domani. Non c’è futuro senza una scuola che sia all’altezza di questo compito, come avevano capito benissimo i nostri costituenti. La scuola, disegnata nella nostra Costituzione, è un luogo per tutti, un organo vitale della democrazia, perché serve a risolverne il problema centrale della formazione dei cittadini, aperta e sempre rinnovata dall’afflusso verso l’alto degli elementi migliori della società, come ci ricorda l’art. 34 della nostra Carta. A voi insegnanti, che accompagnate i nostri ragazzi alla scoperta del nostro patrimonio letterario, storico, matematico, scientifico, geografico, filosofico, artistico, linguistico, pedagogico ed etico, auguro che le vostre competenze e fatiche possano essere ben ripagate. Di fronte alla crisi educativa che oggi più che mai si fa sentire, è importante il nostro e vostro impegno e la ricerca. Un saluto a tutto il personale non docente cui rivolgiamo il ringraziamento per la loro attività di supporto e di collaborazione, indispensabile affinché ogni istituto scolastico possa funzionare, offrendo le condizioni di un ambiente favorevole allo studio.

Milva Rinaudo – cons. provinciale con delega alla Scuola

«Troviamo risposte per il nostro ex manicomio»

Martedì si è tenuto un incontro in Regione tra i Rappresentanti della Regione, del Comune di Racconigi, dell'ASL Cn1, della Sovrintendenza e del Demanio Pubblico. L’associazione ex-Neuro ha inviato alcuni giorni fa, una lettera alla Giunta e a tutti i gruppi Consiliari sollecitando una presa di posizione. L'Associazione ritiene che ormai il tempo dell’attesa e delle ambiguità sia concluso e chiede che siano evidenziati i punti fondamentali richiesti. 1) Le leggi dello Stato italiano obbligano alla conservazione del patrimonio culturale classificato; 2) Il padiglione Chiarugi fa parte di questo patrimonio e l’Asl, che ne aveva la proprietà, non ha adottato in questi ultimi anni nessun intervento di manutenzione che ne impedisse il degrado; 3) La “perizia” che attesta la pericolosità di crollo dell’ edificio nulla dice a proposito di rischio immediato, se non in presenza di un forte evento sismico (rischio analogo a tutti gli edifici pubblici di Racconigi non costruiti con le attuali norme antisismiche); 4) Le “opere provvisionali” adottate per la “messa in sicurezza” lasciano seri dubbi sulla loro validità in quanto pare stiano accentuando le condizioni delle strutture agendo in modo differenziato sui corpi di fabbrica attraverso “catene” che agiscono sui muri maestri longitudinali tralasciando una parte dei corpi di fabbrica; 5) Continuare a ipotizzare soluzioni demolitorie, anche parziali, non realizzabili per legge, serve solo a non affrontare il problema nel suo insieme ed a creare false idee attuando inutili divisioni tra i cittadini quando è necessaria una unità di intenti per trovare soluzioni; 6) Non dimenticare che la Asl è debitrice verso l’erario pubblico comunale per il mancato conteggio dell’Imu dovuta nel passato e per il mancato conteggio dell’ occupazione del suolo pubblico con la chiusura della viabilità per il preteso rischio di crollo dichiarato dalla ASL stessa; 7) Va ricordata all’Asl che il ricavato delle future possibili rendite dovute alla vendita di parte o di tutto il compendi immobiliare dell’ex-manicomio non può essere utilizzato – in base alle norme di legge – per scopi che non siano attinenti al “disagio mentale” e che quindi non potrà utilizzare quei ricavi per la costruzione di ospedali o, come spesso dissero i dirigenti, per l’acquisto di medicine. L'associazione ritiene che, solo partendo da questi capisaldi sia possibile stabilire un dialogo e che, questo dialogo debba essere condotto con l’ente sovraordinato che è la Regione.

Giuseppe Ghiberti – Associazione Ex Neuro Racconigi

Quintessenza, gli stand degli ambulanti

Riceviamo e pubblichiamo:

Scriviamo questa lettera per far sapere a chi organizza gli spazi degli stand in piazza Santarosa per l’evento “Quintessenza” che, nell’ottica di una proficua collaborazione con i commercianti locali, si dovrebbero disporre gli stand degli ambulanti con un criterio diverso. Siccome alcuni negozi pagano l’occupazione suolo pubblico per poter esporre fuori dal negozio la propria merce, in un giorno come la domenica di “Quintessenza” vista l’affluenza di gente, vorrebbero usufruirne, mentre invece si trovano un banco degli ambulanti davanti che gli oscura completamente la vista sulla piazza. L’ottica dovrebbe anche essere che, se questi eventi vengono organizzati per portare gente in città, si deve poter dare lavoro anche ai negozi ed ai bar della città stessa. Bisognerebbe lasciare che i negozi che si affacciano sulla piazza possano proporre la propria merce senza che la loro vista sia oscurata. Occorrerebbe una maggiore coordinazione con i commercianti locali su come disporre gli stand per impedire che i negozi vengano a rimanere nascosti. Inoltre, piazza del Popolo era semi deserta, con pochissimi banchi; poteva essere utile disporre parte degli ambulanti anche su quella piazza, creando un percorso circolare tra le due maggiori piazze saviglianesi.

Un gruppo di commercianti – Savigliano

Marene, neanche la ghiaia nelle strade di periferia

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile signora Barbero sindaco di Marene, mi rivolgo a lei con questa lettera perché non riesco più a vivere in queste condizioni. Abito ai Ramè e a causa della strada che passa davanti alla casa, devo vivere blindata, non posso stendere e devo stare con le finestre chiuse perché ogni volta che passa una macchina o un trattore si alza una nuvola gigantesca di terra e polvere che entra nella casa. Ormai sono 15 anni che sopporto questa situazione; mi sono rivolta molte volte al geometra del Comune, ma non è mai stato fatto niente. Addirittura non è stata messa la ghiaia come negli anni passati. Ci sono i soldi per fare i lavori in centro del Paese, ci sono i soldi per gli immigrati stranieri, ma non per dove abito io. Vede signora Barbero, senza offesa, io penso che un sindaco si debba preoccupare anche della periferia della sua città e non solo del centro. Sono cittadina italiana e pago le tasse; credo che oltre ai doveri possa anche avere dei diritti e non essere trattata come abitante di serie B. Signora Sindaco, se pensa che stia esagerando venga a farsi un giro in via Tetti Magna Ramè al numero 6, così si renderà conto della situazione. Grazie per l’attenzione.

Maria Spinelli – Marene

Rimborsi “Tari”, gli errori non sono degli Uffici Comunali

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito all’articolo apparso sul Vs. giornale del 31 maggio riferito ai rimborsi TARI effettuati dal Comune si fa presente quanto segue: i rimborsi non sono dovuti a “meri errori di calcolo”. La frase così com’è stata riportata sembra voler dire che il Comune ha riscosso, a causa di errori commessi dagli uffici, somme che poi è stato necessario restituire. In realtà si tratta di un procedimento ordinario attraverso il quale l’Amministrazione comunale provvede alla restituzione totale o parziale di somme versate e non dovute a titolo di tributi comunali (nel caso specifico la TARI), effettuata sulla base delle “richieste presentate dai contribuenti” per variazioni dei presupposti del tributo (quali a mero titolo esemplificativo: numero di occupanti, superficie, periodo di occupazione, ecc.) e/o per riduzioni/agevolazioni alle quali il contribuente ha diritto e che sono intervenute successivamente al pagamento dello stesso. La richiesta di rimborso deve essere motivata, sottoscritta e corredata dalla prova dell’avvenuto pagamento della somma della quale si richiede la restituzione. Per maggior chiarezza si invita a consultare il regolamento per l’istituzione e l’applicazione dell’imposta unica comunale che al Titolo IV disciplina la TARI pubblicato sul sito del Comune di Savigliano – Sezione on line – Regolamenti comunali – Tasse e Tributi. Si prega di voler rettificare in modo da non generare ulteriore confusione nella cittadinanza.

Ufficio Tributi Comune di Savigliano

 

Pubblichiamo volentieri la rettifica dell’Ufficio Tributi, ma la frase “meri errori di calcolo” era generica e non riferita ad errori dell’Ufficio comunale.

c.g.

La follia della Prima Guerra Mondiale

Riceviamo e pubblichiamo:

Mi piace molto la Storia e Rai Storia da due anni a questa parte, giustamente, propone filmati inediti e non su quella, che a detta di molti e che mi trova d'accordo, è stata la più grande "carneficina" degli ultimi secoli: la Prima Guerra Mondiale. Sovente guardando i filmati si è propensi a considerare quelle battaglie, quei morti, come "parte" di eventi che si sono susseguiti nel tempo e troppo spesso ci si dimentica degli aspetti "umani" di quello che quei poveri ragazzi, malgrado loro, hanno dovuto subire e che ben poco, anzi nulla, potevano fare per uscire da quel contesto. A maggio 2015 ho realizzato, insieme al mio amico Roberto Sanson, un diorama di una trincea per ricordare i cento anni dallo scoppio della Guerra, recentemente faremo una mostra a Cavallermaggiore cercando di ricostruire un particolare di una trincea con posizione di avvistamento simile a quella vista nel film “Uomini Contro”, dove un certo generale Leone non morì per puro caso anche se la cosa fosse molto auspicata dai suoi subalterni. Il generale Leone fece trucidare inutilmente migliaia di suoi soldati e non solo dalle pallottole nemiche, ma anche dalle "decimazioni" da lui ordinate. Rifletto spesso, come molti, sull'assurdità della guerra e non riesco mai a trovarne una spiegazione perchè spiegazioni non ce ne sono. La guerra è sempre un "qualcosa" che riguarda "molti" motivata senza senso da "pochi". Sono d'accordo nel chiedere come mai quei soldati uccisi dai nostri tribunali militari, non sono stati ancora "riabilitati" dopo cento anni, uccisi dalla "pazzia" di un regime e dalla follia di molti generali ad esso "complici".

Bartolo Giordana – Racconigi

Sicurezza sul lavoro e... sulle strade

Riceviamo e pubblichiamo:

Da qualche anno la sicurezza sul lavoro nelle officine industriali, nei laboratori artigianali e ultimamente anche in agricoltura, viene costantemente controllata dagli organi competenti affinchè vengano osservate le norme prescritte, anche se talvolta discutibili, ma utili per le persone che lavorano. Le stesse persone per recarsi sul posto di lavoro, quasi sempre transitano sulle strade pubbliche. Perché allora la medesima sicurezza che viene richiesta sui posti di lavoro, non viene garantita sulle strade con una idonea manutenzione? L’asfalto talvolta disfatto, le strisce bianche di mezzaria e quelle laterali della carreggiata non sono che un lontano ricordo. Per fortuna le strisce bianche laterali sono state sostituite dalle erbacce sulle banchine; un tempo venivano tagliate due volte l’anno, adesso sono antiestetiche però per i mezzi in circolazione almeno delimitano la carreggiata! Direi ai responsabili delle strade pubbliche di almeno ripassare le strisce bianche di mezzaria della carreggiata.

Giovanni Ariaudo – Savigliano

Albania: attimi e pensieri di un’esperienza

Riceviamo e pubblichiamo:

Le parole delle suore della Sacra Famiglia in missione a Barbullojie ci invitano a qualche riflessione. Non sono solo il ringraziamento per le ore di “sorellanza” trascorse con suor Clemens e suor Santina, che ci hanno riempito di attenzioni e di coccole, ma anche il desiderio di condividere attimi e pensieri di questa esperienza. La nostra attività (pediatra, internista, osteopata e ginecologa) si è svolta negli ambulatori organizzati dalle suore nella struttura a lato della chiesa del villaggio, dove abbiamo visitato e trattato un buon numero di persone. L’accoglienza che ci hanno riservato, la fiducia e la gratitudine sono stati molto importanti per noi. Quelle persone non avrebbero potuto accedere ad una consulenza che invece noi portavamo là senza alcuna fatica e con reale soddisfazione. La collaborazione tra noi operatori è stata fondamentale anche per supplire alla scarsità di strumenti a disposizione: l’essenzialità ci ha ricordato quanto è possibile ottenere il meglio con il lavoro di un’équipe collaborante e motivata. La realtà albanese sanitaria si è presentata inaspettatamente molto complessa: curarsi è davvero un privilegio per pochi o per situazioni di estrema gravità. Nella maggior parte dei casi ci si affida alla buona volontà di persone e medici che prestano il loro servizio gratuitamente: avere un medico che ti ascolti e ti curi è eccezionale! Abbiamo riscontrato spesso diverse patologie che, nella nostra realtà, sono normalmente seguite e curate mentre là, non essendo neppure diagnosticate, possono compromettere definitivamente la qualità della vita. Pensiamo, ad esempio, ad una signora di 42anni in menopausa chirurgica, con conseguente importante sintomatologia, alla quale era stato detto che i suoi sintomi erano normali senza proporre nessun tipo di terapia. La stessa signora, nell’impossibilità di accedere a cure adeguate, da dieci anni cammina zoppicando vistosamente per un dolore al piede. Il nostro intervento, dopo un’accurata valutazione da parte dell’osteopata, è stato quello di contattare l’ortopedico dell’ospedale locale, dottor Pashk Gjoni. Da non credere: il collega ci comunica che sta per arrivare a prestare la sua opera di volontariato uno specialista italiano in chirurgia del piede! Anche chi di noi non crede ai miracoli ha avuto un sussulto!.. Dopo soli due giorni la signora è stata visitata ed ora è in programma per l’intervento e i suoi disturbi ginecologici saranno affrontati con un’adeguata terapia sostitutiva. In una realtà così problematica le nostre suore stanno effettuando da vent’anni un lavoro enorme nei confronti di un popolo segnato da una storia difficile appena passata. Sono diventate ormai punto di riferimento e di aggregazione per la comunità: il loro lavoro e la loro attenzione è rivolta a migliorare il futuro di bambini e adolescenti, per i quali hanno creato momenti di aggregazione, di lavoro e di studio come il doposcuola, il catechismo, corsi di taglio e cucito, di cucina, di catechesi ed anche di italiano! Suor Clemens ha scritto qualcosa che si è scolpito nel nostro cuore: L’AMORE DIVENTA SALUTE. Ci ha colpito molto. Sta a significare che il desiderio di fare qualcosa con amore si è concretizzato in gesti che hanno prodotto cura o prevenzione di malattia. Ricordiamolo. E non significa solo questo: in senso molto più ampio, l’amore produce cascate di benessere che sono comunque terapeutiche! Per cui, possiamo dirlo con proprietà transitiva, noi quattro ci siamo autoregalate …SALUTE!!!

Anna, Elda, Emilia, Rossana - Savigliano

Cavallermaggiore, il sindaco sul marciapiade della discordia

Riceviamo e pubblichiamo:

Nell’edizione del Corriere di Savigliano in edicola mercoledì 24 maggio, nelle pagine riservate al Corriere di Cavallermaggiore, si è data visibilità alle lamentele dei residenti di Via Roma 7 con l’articolo ”Il marciapiede della discordia”. Con la presente precisazione si vuole fare chiarezza e dare il giusto risalto ad un’opera molto attesa. L’intervento in corso di realizzazione, da parte di privati, è un’opera di urbanizzazione primaria fuori dal perimetro di “Sue”, ovvero un lavoro realizzato dai proponenti del “Pec Leopardi”, a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Il marciapiede, atteso da anni (come riporta l’articolo) è la realizzazione di un progetto urbanistico, approvato dall’Amministrazione Comunale allora in carica, che ha ottenuto tutti i pareri necessari e richiesti per legge. Il marciapiede non “termina proprio poco prima del portoncino d’ingresso” dell’abitazione di Via Roma 7, ma termina dopo l’accesso pedonale, nel punto massimo consentito dal Codice della Strada, per mantenere una larghezza minima della carreggiata stradale, trattandosi di strada senza divieti per il traffico di qualunque genere in quanto non ricade nel perimetro del Centro Storico. Non comprese nel marciapiede restano l’accesso carraio dell’abitazione di Via Roma 7 e gli accessi, pedonale e carraio, dell’abitazione posta all’angolo tra la via Roma e la via Martinetto. Per dimensioni minime di larghezza della strada, come spiegato anche verbalmente alle persone ricevute in Comune la scorsa settimana, non è stato possibile realizzare il marciapiede fino all’incrocio con via Martinetto. Per un corretto percorso pedonale, il progetto prevede la realizzazione di un attraversamento “a raso” illuminato proprio di fronte al n. civico 7, che consentirà ai pedoni che utilizzeranno il nuovo marciapiede in direzione nord verso sud, di spostarsi in sicurezza su quello esistente sull’altro lato della strada.

Davide Sannazzaro, Sindaco – Cavallermaggiore

Foresto, un pellegrinaggio per salvare la parrocchia

Caro direttore,

dopo le notizie sulla chiusura della nostra parrocchia Maria Madre della Chiesa, come parrocchiani siamo veramente delusi di aver appreso il tutto dai giornali; si vede che valiamo proprio poco. Abbiamo cercato un colloquio con il Vescovo, sono passati quindici giorni e non abbiamo ancora avuto risposte. Abbiamo pensato, d’accordo con il Parroco, di scomodare il Padre Eterno, anzi sua Madre a cui la nostra parrocchia è dedicata. Sabato 10 giugno con partenza alle 5.30 faremo un pellegrinaggio a piedi al Santuario della Madonna dei Fiori di Bra per chiedere alla Madonna la Grazia che sia fatta la Volonta di Dio e non quella degli uomini. Chiederemo anche la grazia che oltre al danno della chiusura della parrocchia non ci sia anche la beffa, cioè la separazione delle nostre due comunità di Madonna del Pilone e di Boschetto, perchè abbiamo impiegato oltre 30 anni a formare un ambiente (Gruppo liturgico, Caritas, Oratorio, Scuola Materna, Vari gruppi di preghiera) vivo aggregando anche vari giovani che provengono dalle parrocchie vicine e vedere in un attimo andare tutto in fumo. Facciamo appello a tutti quelli che vogliono bene alla nostra parrocchia e soprattutto alla chiesa di Dio di aggregarsi alla nostra preghiera. Non occorrono prenotazioni, basta solo un po' di buona volontà e i piedi buoni. La messa al Santuario sarà alle 8. La forza della preghiera può far smuovere le montagne, speriamo che possa far smuovere i cuori. Con affetto i parrocchiani di Maria Madre della Chiesa.

Osvaldo Abrate – Cavallermaggiore

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