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Al direttore

«Nessuno può sminuire l’apporto dato al centrosinistra dalle liste civiche»

Riceviamo e pubblichiamo:
Come liste civiche Insieme per Savigliano e Città Futura, considerati i più che positivi risultati elettorali (rispettivamente 606 e 557 voti) conseguiti al primo turno delle elezioni comunali - segno di apprezzamento da parte dei cittadini che hanno premiato la passione, la concretezza, la competenza e lo spirito di servizio dei nostri candidati con un numero rilevante di preferenze - riteniamo assolutamente fuorvianti ed in malafede le dichiarazioni ed i messaggi elettorali di chi, forse per la delusione dei propri risultati, ha rilevato una presunta univocità di rappresentanza, una sorta di dominio di un solo partito nel prossimo Consiglio Comunale.
È fuori discussione l’ottimo risultato del Partito Democratico, ma è altrettanto indiscutibile l’apporto che, come Insieme per Savigliano e Città Futura, unitamente alle altre liste, abbiamo dato alla coalizione “Una città da vivere per Claudio Cussa Sindaco” ed intendiamo dare alla futura Amministrazione in caso di vittoria, fedeli al mandato ricevuto dagli elettori, con spirito costruttivo e per il bene della città.
Lascia fortemente perplessi e preoccupa il tentativo di delegittimare e disconoscere la volontà chiara e lampante degli elettori di dare fiducia alle nostre due componenti, negando il ruolo che avremo nelle decisioni per Savigliano, quasi l’intento del PD fosse quello di schiacciare tutti in un angolo.
Noi crediamo che ogni voto, come ciascun cittadino, abbia uguale dignità, diritti e peso.
Non a caso sosteniamo Claudio Cussa, che riteniamo autorevole garante di questi valori, oltre che della nostra libera e determinante presenza nell’Amministrazione ed in Consiglio Comunale.
Riteniamo la scomposta, nonché scorretta e fuori luogo, operazione messa in atto nei confronti delle nostre liste e dei cittadini palesemente dettata da “ansia da prestazione elettorale” nella fase di ballottaggio.
Ci auguriamo che questa operazione venga smentita dal risultato finale (e per questo auspichiamo che i cittadini vadano a votare per Claudio Cussa al ballottaggio dell’8 giugno) e, soprattutto da ciò che desideriamo realizzare nei prossimi 5 anni con spirito di squadra, collaborando anche con la minoranza, che non è nel nostro stile demonizzare, avendo a cuore il solo interesse dei nostri concittadini, anche di coloro che non ci hanno votato e di cui è nostra intenzione conquistare la fiducia con azioni concrete.

Lista civica Insieme per Savigliano
Lista civica Città Futura

«Gravi scorrettezze durante la campagna elettorale a Racconigi»

Riceviamo e pubblichiamo:
In campagna elettorale, specialmente di questi tempi, ci siamo abituati a vederne di tutti i colori. Si passa con disinvoltura dagli attacchi personali, agli insulti, agli sbeffeggiamenti e chi più ne ha più ne metta. Tutte cose che, in qualche modo, fanno parte del gioco.
Altra cosa, ben più grave e che del gioco non ha mai fatto parte, è piegare l’Istituzione Comune alle convenienze di un candidato.
É ciò che purtroppo è successo a Racconigi nella campagna per le elezioni regionali da poco finita.
Si è infatti rinviata di almeno una settimana l’inaugurazione di una piazza, facendola coincidere con le ultime ore di comizi elettorali, in modo da permettere all’assessore Cavallo, candidato al Consiglio regionale, di offrire un rinfresco di chiusura.
Non solo, ma è stata anche rinviata l’approvazione delle aliquote della Tasi (scadeva il 23 maggio) evidentemente perché l’assessore alle Finanze (il suddetto Cavallo) non poteva permettersi di mettere magari l’aliquota massima prima del responso delle urne.
É vero che ciò è successo in quasi 6.000 Comuni italiani, ma nel 95% di essi si votava per il rinnovo del Consiglio ed è quindi comprensibile che le Amministrazioni uscenti non abbiano voluto assumersi  tale responsabilità. Racconigi non era tra questi Comuni e l’unico a cui conveniva il rinvio era il candidato consigliere regionale.
Questo farà si che i Racconigesi pagheranno la stangata Tasi in un’unica salata rata.
Sapranno chi ringraziare.
Vorremmo solo sperare che da un simile pulpito non vengano ulteriori lezioni di correttezza.
Per la cronaca: tali scorrettezze non hanno comunque permesso al signor Cavallo di diventare consigliere regionale.

Sinistra Racconigese

5 Stelle Racconigi: «Delusi, ma non affatto rassegnati»

Riceviamo e pubblichiamo:
La recente consultazione elettorale non ci ha consegnato il risultato che come Movimento 5 Stelle ci attendevamo e chiaramente il primo sentimento che ci ha pervasi è la delusione: non per noi come attivisti: la delusione nasce dall’occasione di cambiamento mancata.
Non abbiamo vinto come tanti si aspettavano e come molti temevano (Punto). Capita. Non ci siamo riusciti non perchè avessimo condannati o indagati nelle nostre liste o perchè non
abbiamo candidato personaggi famosi o i nostri eletti più noti oppure ancora perchè non avessimo idee.
Abbiamo scelto e candidato semplici cittadini incensurati, senza un mandato in corso e magari anche digiuni di politica, ma forti delle nostre idee e con la volontà di cambiare questo Paese.
Non abbiamo fatto alleanze o creato liste “civetta” e ci siamo finanziati unicamente con le donazioni volontarie dei nostri simpatizzanti. Non siamo stati capiti e probabilmente abbiamo sbagliato il modo di comunicare il nostro messaggio ad una parte dell’elettorato che ha maturato una qual paura per una proposta di cambiamento culturale troppo repentina. Cambiamento che avverrà comunque, sarà più lento,
ma inarrestabile. Rivedremo, magari, il metodo. Se ne discuterà come sempre al nostro interno, ma certamente non cambieremo le nostre idee. Non possiamo che ringraziare i 5,8 milioni di cittadini che ci hanno votato in Europa e i 480 mila
alle Regionali. E’ grazie a loro se ora abbiamo 17 nostri rappresentanti al Parlamento Europeo e ben 8 in Consiglio Regionale del Piemonte dove, finora, ne avevamo 1 soltanto. Per non parlare di tutti quei comuni in cui ora siamo presenti con 1 , 2 o 3 consiglieri. Essere la seconda forza politica in Italia o aver avuto diversi candidati sul territorio regionale che,
da perfetti sconosciuti all’arena politica, hanno ricevuto più preferenze personali di politici di vecchia data non può che essere definito un grande risultato. Durante questa campagna elettorale si sono avvicinati al Movimento tante persone interessate e curiose per le nostre proposte e battaglie. Come gruppo M5s di Racconigi saremo sempre lì, in Piazza San Giovanni, con il nostro banchetto ad ascoltare e a dibattere con i cittadini a prescindere dalla campagna elettorale.

Movimento 5 Stelle - Racconigi

«Sulle scorie della centrale di Vado Parodi non può fare come Pilato»

Egregio Signor Direttore,
Le richieste di spiegazioni in merito all’eventuale deposito di scorie della lavorazione della Centrale a Carbone di Vado Ligure hanno, se non fatto arrabbiare, almeno irritato il sindaco Parodi.
Alcuni concittadini ricordano il 1982, anno di riferimento e ritornato agli onori della cronaca grazie ad un testo letto, purtroppo, da pochi, ma non sfuggito agli attenti cronisti dei settimanali locali.
Per un lungo periodo questo fatto era passato nel dimenticatoio, ma è stato riportato agli onori della cronaca dagli attenti corrispondenti dei giornali sopra citati. Il sindaco Parodi non deve adombrarsi per la richiesta di informazioni inerenti a questa brutta pagina della vita cavallermaggiorese, anche perchè viene accusato di nulla.
Tuttavia, e lo ripeto, avrebbe il dovere, rivestendo la carica di autorità sanitaria locale, di rivelare le notizie a sua disposizione, evitando di intaccare qualsiasi segreto istruttorio. Credo che esprimersi alla fine di tutta la questione diventi come lavarsene le mani, comportandosi allo stesso modo di Ponzio Pilato.
Mi permetto, infine, di invitare il sindaco a tornare autorevole e non autoritario e ad informare, nei limiti del possibile, i suoi cittadini amministrati in merito a questa delicata situazione.
Grazie per l’attenzione.

Domenico Racca - Cavallermaggiore.

Legambiente: «Caccia e Pesca passino all’assessorato all’Ambiente»

Riceviamo e pubblichiamo:
Pigri e poco attenti alla tutela e alla gestione degli animali. Con la sola eccezione di Alessandria, i Comuni capoluogo piemontesi e valdostani non raggiungono la sufficienza (60 punti su 100) in un settore che, invece, dovrebbe ottenere punteggi ben più alti considerata la grande presenza di amici a quattro zampe in città.
È quanto emerge dalla terza edizione del rapporto “Animali in Città”, l’indagine di Legambiente dedicata ai servizi e alle attività dei Comuni capoluogo di provincia per la tutela e la gestione degli animali, realizzata attraverso un questionario inviato a 104 Amministrazioni comunali ed a cui hanno risposto 81 Comuni. Il quadro che viene fuori è quello di un Paese che, seppur ama gli animali, è ancora molto indietro nell’effettiva tutela e nei servizi offerti ai cittadini e ai loro animali d’affezione. I dati sono stati presentati questa mattina a Torino nel corso di una conferenza stampa.
Se l’86% delle amministrazioni dichiara di avere un assessorato e/o un ufficio comunale dedicato ad affrontare le problematiche animali, scende al 72% il numero delle amministrazioni che ha semplicemente chiesto alle ASL quale fosse il numero dei cani iscritti all’anagrafe canina, strumento indispensabile per fronteggiare il randagismo. Per quanto riguarda i servizi mancano sufficienti spazi aperti dove portare quotidianamente a spasso i propri amici a quattro zampe: in media nei Comuni italiani è presente uno spazio dedicato ogni 28.837 cittadini. Ed ancora il 47% dei Comuni ha dichiarato di aver adottato regolamenti per l’accesso degli amici a quattro zampe in uffici e/o locali aperti al pubblico, mentre solo il 26% dei Comuni che ha risposto al questionario ha conoscenza della biodiversità animale in città avendo realizzato una mappatura delle specie animali presenti sul proprio territorio.
Le città che nel complesso si impegnano maggiormente per gli animali d’affezione sono le città medie (tra gli 80 e i 200 mila abitanti) che, nella classifica finale dell’indagine di Legambiente, superano la sufficienza come Prato, prima in graduatoria, seguita da Bolzano e Modena. Al 9° posto in classifica si trova per il Piemonte Alessandria, che ottiene la sufficienza con 60,12 punti. Insufficiente invece Novara che con 54,10 punti si piazza al 17° posto tra le città medie. Le grandi (oltre i 200 mila abitanti) e le piccole città (meno di 80 mila abitanti), invece, arrancano. Torino ottiene un punteggio insufficiente piazzandosi con 47,39 punti al quarto posto dopo Padova, Firenze e Verona.
Tra le piccole città il gradino più alto lo conquista Pordenone che supera di poco la sufficienza (63,5), seconda in classifica Chieti, e terza Biella con 57,51 punti. Seguono Cuneo al 7° posto, Asti all’11°, Verbania al 13°, Aosta al 19°, mentre Vercelli è fuori graduatoria in quanto non ha risposto al questionario dell’associazione ambientalista.
Il Piemonte è la Regione ad avere maggiori competenze per la gestione della fauna, ma in questi anni non ha brillato per la sua tutela. Legambiente rivolge pertanto ai candidati alle elezioni regionali del prossimo 25 maggio una proposta che potrebbe, se accolta, avere ricadute molto positive sulla salvaguardia della biodiversità e sull’esistenza di molti animali.
“Poiché l’obiettivo che dovrebbe porsi qualunque politica di tutela ambientale è sicuramente quello della conservazione del più alto livello possibile di biodiversità - spiega Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta- chiediamo che la futura Giunta regionale si impegni a prendere tutte le misure possibili per perseguire questo obiettivo, sul piano gestionale, operativo e di promozione della conoscenza scientifica. In questa prospettiva chiediamo che vengano prese concrete misure per evitare i danni ambientali e la perdita di biodiversità derivanti dal consumo di suolo, dalle pratiche agricole nocive, dalla compromissione quali-quantitativa delle risorse idriche e dalla scarsa attenzione riservata alle aree protette. In particolare occorre che, per una corretta tutela della biodiversità, la delega alla tutela e gestione della fauna/caccia e pesca venga attribuita all’Assessorato Ambiente, in modo da garantire che, per obiettivi e competenze, il criterio direttivo sia appunto quello della biodiversità.
E’ infatti anacronistico mantenere legate le pratiche della caccia e della pesca con il settore agricolo, in quanto la fauna selvatica non può essere considerata una risorsa produttiva: la sua importanza non sta nella possibilità di commercializzarla ma nel suo ruolo di elemento essenziale per gli equilibri dell’ecosistema”.

Ufficio stampa Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta

Un’interrogazione di Manassero (Pd) sulle ceneri della centrale di Vado

Riceviamo e pubblichiamo:
Martedì, alla riapertura del Senato, ho presentato un’interrogazione sulla questione delle ceneri di carbone della Tirreno Power di Vado Ligure finite a Narzole.  
Secondo la Procura di Genova si tratterebbe di rifiuti pericolosi utilizzati come riempimento di un’area di oltre 20 mila metri quadrati lungo le rive del Tanaro.
Al Ministro dell’Ambiente ho chiesto di spiegare la reale pericolosità di queste ceneri e anche di avere chiarimenti sui siti utilizzati per questo tipo di operazioni.
Non spetta a me giudicare la rilevanza penale di questa operazione, ma credo che sia importante capire il grado di pericolosità del rifiuto interrato e conoscere in modo completo le procedure adottate.

Patrizia Manassero – senatrice Pd - Cuneo

Uil Fpl: «Facciamo chiarezza sui contratti sanitari di Amos»

Riceviamo e pubblichiamo:
In merito agli articoli di stampa pubblicati nei giorni scorsi sugli organi d’informazione e degli interventi di alcune sigle sindacali a proposito delle assunzioni effettuate dalla “Amos”, società consortile al 100% di proprietà pubblica che si occupa di servizi a supporto alla Sanità, è utile fornire ulteriori precisazioni nell’interesse dei lavoratori e dei lettori.
Alessandro Bertaina, segretario Cisl Fp Cuneo sostiene: «Il trattamento economico applicato è assolutamente in linea con i contratti pubblici» e aggiunge: «Nessuna riduzione del 30% che invece si registra con i contratti di cooperativa. E se oggi Amos propone contratti con condizioni economiche buone, grande merito è della Cisl».
Soprassedendo sulla chiusa discutibile; ci chiediamo se Bertaina sia solamente poco informato sulla materia che tratta o se ci siano altre ragioni che lo spingano a fare della disinformazione. Può essere utile innanzitutto, nell’interesse dei lettori definire Amos, nata nel 2004 come SpA. con soci privati e nel 2008 divenuta  Società a Responsabilità Limitata, su indicazione della Regione Piemonte. Ad ottobre 2010 è invece avvenuto il passaggio da Società a Responsabilità Limitata (Srl), a Società Consortile (SCRL). Oggi Amos è una società interamente pubblica di proprietà dell’ASO. “S. Croce e Carle” di Cuneo al 34,93%, dell’ASL. CN1 al 33,40%, dell’ASL Asti al 25,05%, dell’ASL CN2 al 4,18% e dell’AO Nazionale “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” di Alessandria al 2,44%. Fatta questa dovuta premessa, ricordiamo a Bertaina che i dipendenti di Amos, quasi 1.000, sono, per quanto riguarda le figure sanitarie e tecnico sanitarie, assunti con contratto privatistico Aiop e per il resto del personale: amministrativo, cup, centralino, servizi di pulizia, mensa ecc. con Ccnl Multiservizi. Secondo il segretario Cisl Fp, i contratti per il pubblico impiego sarebbero uguali a quelli proposti da Amos. Se è vero, come è vero, che i contratti Aiop sono simili a quelli del pubblico impiego, come tabellare, ma mancano di tutto l’accessorio (ad es. incentivi, premi, indennità e progressione orizzontale), i contratti multiservizi non sono paragonabili in alcun modo ai contratti del pubblico impiego.
Non bisogna dimenticare ciò che realmente avviene all’interno delle Asl che si vedono bloccate dalla Regione la spesa per il personale e quindi assumono grazie ad Amos utilizzando il capitolo di spesa corrente dei beni e servizi il tutto spendendo denaro pubblico. Questo strumento, ai limiti della legalità, serve per bypassare i concorsi ed esternalizzare, a conti fatti, senza alcun risparmio per le aziende sanitarie. In parole povere se il fatto che la maggior parte dei dipendenti di una società pubblica siano assunti con contratti Multiservizi invece che contratto di pubblico impiego sarebbe un merito da ascrivere alla Cisl Fp, ci auguriamo che i lavoratori ringrazino il segretario Bertaina e il sindacato che egli rappresenta per essere stati assunti con contratti molto sfavorevoli rispetto a quelli del pubblico impiego.
Noi della Uil Fpl chiediamo il perché di tutto questo essendo Amos una società pubblica e quindi di proprietà dei contribuenti. Ci chiediamo, inoltre, perché i dipendenti non vengano assunti tramite concorsi direttamente dalle Asl e con contratto del pubblico impiego, senza l’utilizzo di escamotages che a conti fatti non solo non convengono, ma sono onerosi per le stesse Asl oltre che poco rispettosi nei confronti di lavoratori di una società come Amos a tutti gli effetti pubblica.
Con la speranza di aver finalmente informato correttamente i lavoratori di Amos riguardo ai loro diritti lavorativi che sarebbero, a nostro parere, ben altri, auspichiamo che chi di dovere possa compiere le dovute indagini per accertare eventuali irregolarità.

Segreteria provinciale Uil Fpl - Cuneo

199 grazie dalla lista “Insieme per Cavallerleone”

Egregio Direttore,
con questa lettera vorremmo esprimere 199 grazie, quanti sono i nostri concittadini che, con il loro voto alle ultime elezioni amministrative, hanno riposto la loro fiducia in noi per un cambiamento che non si è verificato. Ringraziamo tutti coloro che ci hanno dato il loro appoggio ed il loro sostegno.
Prendiamo atto, accettandolo e rispettandolo, dell’esito delle consultazioni riconoscendo nel Sig. Giovanni Bongiovanni il sindaco di Cavallerleone.
E’ naturale ed umano che ci sia in noi del rammarico e dell’amarezza. Rammarico per non essere riusciti a far comprendere appieno il nostro programma; amarezza nel considerare che, forse, l’appartenenza al mondo del sociale e del volontariato non è stato ritenuto un valore aggiunto ma dovuto.
Continueremo, comunque, ad impegnarci per il nostro paese come sempre abbiamo fatto, rimanendo a disposizione di coloro che vorranno esprimere suggerimenti e proposte.

Insieme per Cavallerleone

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