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Al direttore

Pastorale della Salute: lettera aperta ai nuovi vertici della Regione

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al nuovo presidente della Giunta regionale del Piemonte, Sergio Chiamparino, e al nuovo assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta dalla Consulta Regionale della Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Piemontese:

La Consulta regionale della Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Piemontese si rivolge a Lei Sig. Presidente della Regione Piemonte, con la presente lettera “aperta” frutto del nostro impegno e attenzione verso il mondo della Sanità e dell’Assistenza che promuoviamo nelle Diocesi Piemontesi di appartenenza.
Innanzitutto esprimiamo i nostri sinceri auguri per l’impegno che Lei si assume in un momento così difficile per l’Italia e per la nostra Regione. Fedeli al mandato pastorale di essere accanto alla gente e ai suoi bisogni, al solo scopo di contribuire al dialogo e alla costruzione della cosa pubblica, siamo particolarmente attenti alla tutela della salute così come viene proposta e organizzata dalle istituzioni pubbliche e a cui la Regione è particolarmente preposta.
Vorremmo declinare alcuni principi fondamentali che desidereremmo fossero sempre tenuti presente, quali:
• la centralità della persona umana;
• l’umanizzazione delle strutture sanitarie e dei rapporti con i cittadini;
• una giusta allocazione delle risorse che non sacrifichi i livelli essenziali di assistenza e di salute;
• una sana sussidiarietà che tenga conto delle istituzioni sanitarie no profit, della società civile e del volontariato;
• la promozione e la tutela della vita e della sua qualità, dal concepimento al suo termine naturale.
Fatti salvi i suddetti principi generali che crediamo condivisibili al di là della proprie convinzioni personali, vogliamo esprimerle alcune preoccupazioni che giungono dalle comunità cristiane e civili.
In particolare ci preme evidenziare l’aumento della preoccupazione delle famiglie che hanno in carico anziani non autosufficienti, persone con gravi disabilità, malati mentali oppure cronici, che si vedono ridurre continuamente gli interventi della sanità pubblica a causa di recenti delibere della passata Giunta Regionale, oggetto di ricorsi e contro-ricorsi, ma che lasciano con i loro problemi quotidiani irrisolti le persone coinvolte.
A questo proposito ci permettiamo di enunciare alcune proposte di indirizzo:
Riteniamo che la Salute sia un bene da tutelare sempre, sia quando si guarisca o diventi una situazione cronica o inguaribile;
La famiglia deve essere sostenuta, anche economicamente. Infatti, pur essendo un insostituibile ammortizzatore sociale, non può sostenere il conflitto di interesse umano che deriva dal dover decidere la destinazione dell’investimento del proprio patrimonio, accumulato con sacrifici e rinunce, a favore dei figli e delle nuove generazioni, oppure a favore di anziani e persone con disabilità da curare ed assistere.
A questo proposito è importante dare un effettivo sostegno ai progetti di domiciliarietà, riconoscendo anche un ruolo al vicinato e al volontariato, tenendo conto che un numero sempre più grande di persone vive solo e in età sempre più avanzata.
La continuità assistenziale attraverso la presa in carico delle persone fragili, costituisca un percorso realmente fattibile e non un “incubo” per le persone coinvolte.  
Vorremmo anche sottolineare la nostra viva preoccupazione per la situazione dei cosiddetti “Pronto Soccorso” dei nostri Ospedali e, se da una parte dobbiamo educare i cittadini a non farne un uso improprio, dall’altra bisogna superare quel clima da “accampamento”, con lunghe code in attesa, per i pazienti e i famigliari, e notti in barella prima di una valutazione definitiva.
Coscienti delle difficoltà economiche presenti, siamo però consapevoli che gli aspetti economici e di bilancio non possono essere priorità rispetto alla tutela dei diritti delle persone affette da malattie croniche e invalidanti: chiediamo che si eviti il continuo rimpallo tra sanità e assistenza.
Così pure siamo allarmati per la situazione dei Presidi Ospedalieri di Ispirazione Cristiana che continuano ad essere in sofferenza per i mancati trasferimenti delle risorse necessarie da parte della pubblica amministrazione per continuare a produrre sanità apprezzata e di eccellenza a favore indistintamente di tutti i cittadini.
Con l’occasione vorremmo esprimerle la nostra disponibilità ad una continua e proficua collaborazione fra Regione Piemonte e Conferenza Episcopale Piemontese in campo sanitario sulla scia del Protocollo di Relazioni stipulata fra i due Presidenti, l’On. Roberto Cota e Mons. Cesare Nosiglia, il 21 giugno 2011.
Concludiamo facendo nostro il pensiero di Papa Francesco, il quale in più occasioni ha espresso un chiaro “no alla cultura dello scarto” presente nella nostra società che coinvolge soprattutto gli anziani e i malati.
Ci affidiamo alla sua responsabilità di Presidente della Regione Piemonte affinché con la sua Giunta e in particolare attraverso l’Assessorato alla Salute, possa trovare vie nuove per venire incontro a quanti sono in difficoltà e fanno fatica a causa del loro stato di salute.
Buon lavoro.
Mons. Guido Fiandino
delegato regionale Cep (Conferenza Episcopale Piemontese)
Don Marco Brunetti
incaricato regionale Cep per la Pastorale della Salute

«Adozione allo studio Oasi Giovani: un grazie a chi ci ha sostenuto»

Riceviamo e pubblichiamo:
E’ giunto a conclusione un altro anno scolastico, e con esso l’attività del centro diurno di Oasi Giovani. Un altro anno di lavoro importante per i ragazzi e i nostri operatori, che ha portato risultati scolastici più che soddisfacenti, ma che, soprattutto, ci ha confermato la validità di un metodo educativo che aiuta veramente i ragazzi a crescere sotto ogni aspetto.
Le difficoltà delle famiglie con bambini in età scolare sono crescenti: economiche, occupazionali e di integrazione sociale, segnate da una crisi che si protrarrà sicuramente ancora a lungo. Le disuguaglianze sociali sono aumentate in modo spropositato, e la povertà intacca i diritti fondamentali delle persone, anche quello all’educazione.
Perché è così importante preoccuparsi dell’educazione di base, quella della scuola dell’obbligo?
Perché l’educazione valorizza tutte le capacità di un ragazzo, lo rende più partecipe perché più informato, e alimenta quindi la democrazia. L’educazione di tanti ragazzini di oggi, di ogni strato sociale, significa una qualità di vita migliore per tutti i nostri figli domani, un investimento oggi per evitare disagi futuri, una vita più serena per tutta una comunità.
Gli adulti sono chiamati a preparare un futuro che possa garantire un po’ di speranza alle nuove generazioni, per non caricare sulle spalle dei bambini tanti svantaggi di cui non sono assolutamente responsabili.
Ecco la riscoperta della responsabilità e della solidarietà, elementi che Oasi Giovani sta cercando di promuovere in tutta la comunità cittadina, per il bene di tutti.
Anche durante questo anno scolastico i concittadini sensibili a questi problemi non sono state pochi, ma noi speriamo di essere sorretti da un numero sempre maggiore di amici, per poter lavorare sempre meglio, perché riteniamo di fare le nostre proposte con serietà ed affidabilità.
Vogliamo ringraziare chi, in questo anno scolastico, ha sostenuto, con il progetto “Adozione allo studio” e con altre modalità, l’attività del centro diurno: le ditte Caseificio Subalpino di Marenchino, Maes, Cavallero impresa edile, le associazioni Amici della Sanità e la Quercia di S. Rosalia, Gli alunni 3° Elementare 2° Circolo, le famiglie Mondino Sergio, Baretta Gianni, Allocco Dino, Allocco Giuseppe, Ferrari Sergio, Berardo Giovanni, Ariaudo Margherita, Massè Giacomo, Boriano Giuseppe, Bodino Romano, Osella Ester, Colombero Antonio e Roberto, Bonavia Stefano,  Ingaramo Simona, Perlo Margherita, i volontari Adriana Miraglio, Arado Eliana, Vanna Racca, Delzanno Nicoletta.

Pier Domenico Bossolasco - presidente di Oasi Giovani

Il viceministro Olivero soddisfatto per il testo sull’agricoltura sociale

Riceviamo e pubblichiamo:
La Commissione Agricoltura della Camera ha approvato il testo sulla agricoltura sociale.
Una buona notizia che mi riempie di soddisfazione. Voglio ringraziare anzitutto la relatrice del provvedimento, l’onorevole Stefania Covello e l’intera Commissione Agricoltura della Camera che, con un lavoro molto partecipato da tutti i gruppi di maggioranza e opposizione, ha consentito di raggiungere un risultato così importante che consentirà di arrivare in Aula con una norma attesa da anni
Il testo approvato dalla Commissione è equilibrato e innovativo e definisce con chiarezza cosa è l’agricoltura sociale e quali prospettive sono assegnate a questo settore. È uno strumento straordinario per far crescere sviluppo economico e insieme coesione sociale nelle aree rurali del nostro Paese, anche venendo incontro alla situazione di crisi che ci colpisce. Nel testo approvato sono valorizzate le funzioni sociali del comporto agricolo e al contempo viene dato giusto riconoscimento a un modello di impresa che vuol stare sul mercato forte della sua qualità tanto nel prodotto che nella qualità sociale della produzione.
La tempestiva approvazione in Aula alla Camera e il passaggio al Senato spero consentano al Paese di avere una legge su un tema così strategico entro l’autunno quando verrà data attuazione ai Piani di Sviluppo Rurale che fin dalla loro pianificazione europea inseriscono l’agricoltura sociale tra le priorità.

Andrea Olivero – viceministro delle Politiche Agricole

«Per essere artefici di noi stessi dobbiamo continuare la ricerca»

Riceviamo e pubblichiamo:
Un elemento che caratterizza ed accomuna ogni persona dal suo nascere al suo morire è l’essere in ricerca. Questo può assumere due valenze completamente opposte tra loro; talvolta è un desiderio di ricerca di migliorarsi sempre, altre volte l’essere in ricerca rende nebuloso tutto ciò che già abbiamo. Una delle domande che mi fanno maggiormente i ragazzi quando li incontro nei gruppi è questa: tu che vivi sulla sedia a rotelle, non ti piacerebbe poter camminare?
Ecco in questa domanda si vede bene che di fronte ad una mancanza così evidente com’è la disabilità fisica, ci sia la ricerca di qualcosa che non c’è, non che è assente, ma che probabilmente non ci sarà mai. Noi tendiamo a ricercare ciò che gli altri hanno, e ciò ci rende tristi ed arrabbiati. La nostra pretesa di ottenere ciò che non abbiamo a volte è diabolica. A volte mi chiedo se il pesce vedendo l’uccello che vola, si domanda perchè non ha le ali, e viceversa l’uccello vedendo il pesce che nuota si domanda perché non ha le pinne; credo che la risposta sia dell’uno che dell’altro è nell’affermare, sono pesce, sono uccello, ossia sono ciò che sono. La ricerca passa anche attraverso l’essere aderenti alla realtà che viviamo. Se io che non posso camminare con le mie gambe mi fermo alla ricerca del dover camminare ad ogni costo, perdo delle altre opportunità, perdo la possibilità di ricercare altri modi di camminare. Molte volte facciamo l’errore di vivere in funzione a ciò che non abbiamo, e così ci esponiamo più facilmente all’infelicità, all’insuccesso.
Questo sbaglio toglie, sottrae valore alla vita, a questa bella avventura, a questo nostro pellegrinaggio. Per essere uomini liberi che vivono bene il presente e costruiscono un domani migliore dobbiamo aver ben chiaro cosa significa essere in ricerca. Quando manca questa chiarezza, tutto diventa confuso, è difficile distinguere il bene dal male, la strada che porta alla meta da quella che ci fa camminare in cerchi ripetitivi, senza direzione, e ci sentiamo disorientati.
Qui deve trovare spazio l’affermazione: l’uomo è artefice di se stesso. Nel nostro dire comune si pensa a questa nostra vita come ad un pellegrinaggio, ma chi è il pellegrino? E’ colui che ama la scoperta, è un viaggiatore dentro e fuori da sé, e chi nel suo vagare spera di trovare risposte e mete, è chi vuole percorrere la strada, con un comportamento il più possibile congruo alla meta prefissata. Il pellegrino è un uomo che cammina in sintonia coi suoi passi. Il pellegrino è colui che è alla ricerca, ricerca della conoscenza di se stesso, della condivisione delle sue esperienze e conoscenza degli altri.
Quando ci fermiamo, quando non crediamo più nel nostro essere in ricerca, la tentazione di lasciarci rapire dallo sconforto prende il sopravvento, e ci prende il rancore, la rabbia. Sentimenti che ci inducono al pessimismo, compagni di viaggio che come tarli inquinano la nostra qualità della vita e hanno come obiettivo quello di farci sentire dei disperati che hanno bisogno di sopravvivere. Proprio su questo hanno fatto leva tanti nostri politici nella campagna elettorale che si è appena conclusa. Hanno puntato su tutte quelle che sono le nostre mancanze, i nostri bisogni, per catturare i nostri voti. Molti di loro in questo sono stati subdoli perché sanno molto bene che chi ha più bisogno, è più propenso al doversi fidare di chi promette un aiuto. Speriamo che i nostri politici, sia i vincitori, sia i vinti, sentano e si assumano il valore di tale responsabilità. E tutti insieme ci sentiamo e diventiamo pellegrini che camminano per amore, allora sì che l’essere in ricerca diventa qualcosa di davvero bello.

Gianpaolo Sandri - Cuneo

«Asilo di via Muratori: avremmo voluto essere coinvolti nella riorganizzazione»

Riceviamo e pubblichiamo:
Lunedì 26 maggio il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Papa Giovanni XXIII”, Paola Maniotti, ha convocato i genitori dei bambini frequentanti la scuola dell’infanzia “Principi di Piemonte” (conosciuto ai più come l’asilo di via Muratori) per presentare una radicale riorganizzazione delle classi e dei gruppi di maestre che sarà operata col nuovo anno scolastico.
Senza scendere nel dettaglio possiamo sintetizzare tale operazione nel seguente modo: ogni coppia di maestre attualmente assegnata alle varie classi verrà divisa e si formeranno nuove coppie. Anche i bambini verranno “rimescolati” per formare nuovi gruppi-classe.
Il Dirigente Scolastico ha dichiarato, e noi non abbiamo alcun motivo di dubitarne, che la nuova organizzazione porterà preziosi benefici didattici ed educativi. In qualità di genitori tuttavia, avremmo voluto essere qualche modo coinvolti in tutto ciò: tutta l’operazione invece ci è stata presentata come già decisa e definita nei minimi dettagli e noi abbiamo potuto solo prenderne atto.
Ai nostri figli, che perderanno una delle loro maestre e metà dei loro compagni, spiegheremo che non bisogna aver paura dei cambiamenti e che tutto andrà per il meglio… alla dr.ssa Maniotti invece chiediamo, nel rispetto delle nostre e delle Sue prerogative, che la nostra scuola siamo un luogo di partecipazione e democrazia.
Seguono le firme di alcuni genitori di bimbi
che frequentano l’asilo di via Muratori - Savigliano

Gosio: «Sarò l’assessore di tutti e di tutti gli sport»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata dal neo assessore allo Sport di Savigliano, Massimiliano Gosio, alle associazioni sportive cittadine.

Carissimi amici delle Associazioni Sportive Dilettantistiche Saviglianesi,
appena nominato assessore allo Sport, sento il desiderio di rivolgere a tutti voi, dirigenti, allenatori, istruttori, atleti, famiglie e tifosi un cordiale saluto ed offrirvi alcune riflessioni che spero possano guidare la nostra comune azione per lo Sport della nostra Città.
Da quasi trent’anni mi occupo di attività con i giovani di ogni età, oltre che di management dello Sport come dirigente. Ho maturato anche significative esperienze in organismi federali e seguito con profitto innumerevoli corsi per dirigenti sportivi in ambito CONI per perfezionare le mie competenze. Mi sono occupato e mi occupo di formazione in ambito educativo e sportivo, credendo fortemente nel ruolo educativo di quanti operano in questo settore. Ho praticato diversi sport a vari livelli.
Molte di queste attività le ho svolte (sia come volontario, che come consulente retribuito) in due ASD saviglianesi, l’Amatori Basket Savigliano (per circa 20 anni fino al 2009) e la B.C. Gators Savigliano (dal 2011 ad oggi). Ne sono fiero ed orgoglioso, soprattutto per aver contribuito ad offrire a tanti giovani l’opportunità di vivere la meravigliosa esperienza di crescita umana costituita dalla pratica sportiva, ma anche per aver avuto modo di intrattenere a livello personale con molte realtà locali, sportive e non, rapporti e relazioni sempre improntati alla correttezza ed alla collaborazione, anche quando in “rivalità” sportiva.
Non sta a me vantare i pregi eventuali del mio operato o del mio modo di essere degli anni passati, ma sta a me spiegare il senso del mio servizio degli anni futuri. Mi rendo conto che la mia nomina con delega allo Sport possa suscitare, nel contempo, tante aspettative ed altrettante perplessità, in particolare da parte di chi teme una mia eventuale parzialità.
Qualcuno dice che “a pensar male si fa peccato, ma spesso si azzecca”. Sarà mio compito dimostrare che “a pensar male si fa peccato”… e basta. Lo farò con le azioni concrete e non solo a parole. Essendo assessore di TUTTI gli Sport e non di uno solo, di TUTTE le ASD e non di una sola. Continuando a lavorare nello Sport, perché anche io devo pur vivere, esclusivamente nell’ambito che più mi sta a cuore, quello educativo e giovanile, ma non ricoprendo incarichi dirigenziali (da cui mi sono correttamente e cautelativamente dimesso per iscritto in data 28 aprile, alla vigilia della campagna elettorale, ben prima, quindi, della mia nomina). Non accettando condizionamento alcuno o tentativi di delegittimazione da parte di nessuno.
Questo farò, come accade in molti Comuni, alcuni dei quali anche a noi vicini, in situazioni esattamente analoghe.
Ebbene, ho offerto al sindaco Cussa la mia disponibilità ad operare con voi in questo settore cui ho dedicato con passione una parte considerevole della mia vita, perché credo fortemente che un ambito come lo Sport IMPORTANTE – per le ricadute positive che ha sui giovani e sulle famiglie –, PARTICOLARE – per le passioni che suscita –, COMPLESSO – per le sempre più difficili condizioni economiche e di sempre più elevata responsabilità gestionale in cui opera, ed ARTICOLATO – a Savigliano le ASD sono decine e decine con numeri di praticanti rilevanti e sempre in crescita e con esigenze le più differenti, richieda alcune caratteristiche (tutte a gran voce richieste nei mesi scorsi da voi ASD cittadine): DISPONIBILITÀ ALL’ASCOLTO, SENSIBILITÀ, PASSIONE, CAPACITÀ DI FARE E DI FAR FARE, COMPETENZA, TEMPO.
Tutte queste caratteristiche le metto totalmente a disposizione della Città per operare insieme a voi e far crescere lo Sport e desidero che esse siano la cifra della mia attività anche negli altri assessorati che mi sono stati affidati: Politiche ambientali ed energie rinnovabili e Viabilità, nei quali intendo crescere anche personalmente in competenza e sensibilità.
Amo la comunicazione franca e diretta. Sono, quindi, aperto al contributo, alle critiche ed ai suggerimenti di tutti, purchè portati faccia a faccia, in modo positivo, con la stessa civiltà, serenità, apertura mentale e buon senso che intendo continuare a mettere nel mio rapporto con i cittadini, come faccio da tutta la vita nelle relazioni umane che intrattengo.
Le mie porte sono e saranno sempre spalancate per tutti coloro che vorranno costruire, ma saranno inesorabilmente chiuse per coloro che vorranno distruggere.
I miei primi atti?
Innanzitutto, con il mio predecessore Marco Paonne (ma anche con Claudio Cussa, Chiara Ravera e Osvaldo Tortone per le altre deleghe di mia competenza) e con gli uffici comunali, che anticipatamente ringrazio della pazienza e della collaborazione, oltre che di tutto ciò che hanno realizzato con passione negli scorsi 5 anni e di cui raccoglierò i frutti, verificherò quanto già è in corso d’opera e quanto va urgentemente affrontato per consentire a tutti voi di poter programmare le vostre attività per la prossima stagione. Poi intendo incontrare una per una ciascuna ASD, in casa propria, non aspettando che mi venga a cercare nel palazzo comunale. Non solo i presidenti, ma anche i rispettivi direttivi, staff tecnici, atleti e rappresentanti delle famiglie. Per mettermi all’ascolto di tutti e di ognuno. Per capire i vostri problemi. Per sognare con voi. Per pensare e sperimentare con coraggio con voi ogni possibile soluzione ed iniziativa a cui lavorare mettendo in atto le ormai ineludibili e fondamentali sinergie per aumentarne l’efficacia.
Con l’unico scopo di rendere ancora più bello il già meraviglioso mondo dello Sport di Savigliano di cui siamo protagonisti e di cui dobbiamo essere giustamente fieri.
Sarò il vostro primo sostenitore oltre che assessore allo Sport.
Con stima.

Massimiliano Gosio – assessore allo Sport - Savigliano

«Gosio assessore allo Sport: non c’è un conflitto di interessi?»

Riceviamo e pubblichiamo:
Ora che anche la Giunta comunale è stata costituita, mi permetto di fare alcune considerazioni non sulle elezioni, ma sulle critiche che ci sono piovute addosso da più parti.
Tralascio anche il grosso problema “firme false” perché, come già detto e sottolineato dal nostro ex candidato sindaco Marco Buttieri, aspetto il pronunciamento del Tribunale di Cuneo.
Partiamo da ciò che alcuni giornali hanno scritto, e cioè che il centrodestra paga il fatto di non essere organizzato e di non preparare le elezioni per tempo: vero, in questi anni poco si è fatto per dimostrare ai nostri concittadini che avremmo potuto essere noi a governare la città; bisogna lavorare di più e tutti i giorni che separano una elezione dall’altra.
I nostri consiglieri comunali hanno comunicato poco con i giornali? Vero anche questo: ogni persona la pensa a modo suo e quindi si appoggia o no ai giornali secondo la propria natura e secondo il proprio giudizio.
Mi dispiace anche notare come alcune persone, alcuni giornalisti, alcuni presunti politicanti, diano in questo periodo ricette per imparare a vincere le elezioni salvo poi essere lontani dalla politica, tranne quando questa serve o torna loro utile.
Si spara sempre a zero sul centrodestra, a volte a ragione ma altre volte a torto.
Voi che ci criticate, non crediate che sia semplice parlare alle persone e chiedere loro il voto, persone che hanno perso il lavoro, persone che non riescono a pagare le bollette, persone che chiudono i negozi e che della politica non vogliono neppure sentire parlare. Dovreste invece ringraziare chi, anche solo per qualche mese, cerca una strada nuova per rilanciare Savigliano, prova a dire ciò che pensa delle amministrazioni di centrosinistra, di ciò che hanno fatto di buono ma anche di tante cose che non sono state fatte bene, anzi di alcuni loro errori in molti settori della nostra città.
Vorrei anche ricordarvi che i cittadini che hanno votato al primo turno sono stati circa 7 su 10, mentre al ballottaggio solamente 5 su 10 sono andati a esprimere la loro opinione: disaffezione alla città? Disaffezione alla politica? Insoddisfatti dei candidati? Sta a noi scoprirlo, ma non abbiamo la bacchetta magica e non facciamo della politica un mestiere, almeno noi.
Personalmente, ringrazio l’amico Marco Buttieri per aver ancora una volta portato al ballottaggio il centrodestra, unico a riuscirci in questi 20 anni; unico candidato sindaco delle grandi città della provincia ad avere portato al centro destra il 41% dei voti del ballottaggio.
Ora ci aspetta il lavoro dentro e fuori il Consiglio comunale: accolgo un suggerimento e farò in modo che ci sia un punto di incontro tra i consiglieri e i cittadini; ne ho già parlato con Marco Buttieri e insieme agli altri consiglieri e ai responsabili delle liste della coalizione: troveremo una sede fissa e stabile dove continuare il nostro lavoro per Savigliano. Staremo a contatto con le frazioni andando da loro periodicamente, organizzeremo momenti di confronto con i cittadini per creare nell’immediato sinergie utili a risolvere alcune questioni della nostra città che ci stanno a cuore.
Mi impegno fin da ora a svolgere il mio mandato da consigliere comunale seriamente e nell’interesse della città, ma non tralasciando una opposizione dura quando riterrò e riterremo che non si faccia il bene di tutti i cittadini.
A proposito, un primo assaggio: ma la nomina del Sig. Gosio ad assessore allo Sport, non è un conflitto di interessi essendo lui parte di una società di pallacanestro che usa i nostri impianti sportivi? Come dice una fantastica canzone di Claudio Baglioni si vedrà: “…strada facendo”.
Maurizio “Lillo” De Lio
Consigliere comunale “Siamo Savigliano”

«Il sindaco-operaio si circonda di una corte degna di un sultano»

Gentile Direttore,
Comincia male il nuovo sindaco se 5 assessori oltre a lui gli sembrano pochi tanto da dover distribuire deleghe tra i consiglieri di maggioranza e circondarsi di ben 11 collaboratori.
Nel momento in cui si aboliscono le province, si riducono a 100 i senatori (tutti quanti comunque rigorosamente immunizzati) e si cerca di tagliare le figure politico-istituzionali ad ogni livello per dare un segnale di sobrietà e snellezza, il sindaco-operaio di Savigliano si circonda di una corte degna di un Sultano.
Lo statuto del Comune non lo vieta (art. 18), ma ciò che non è vietato può essere inopportuno, come in questo caso.
Il Consiglio di Stato investito della questione in altro Comune, afferma che «non si può disconoscere che l’esercizio delle deleghe in questione comporti il coinvolgimento dei consiglieri delegati in funzioni di amministrazione e determini una situazione di conflitto di interessi e di sovrapposizione di ruoli e responsabilità…» il Consiglio Comunale è un organo di indirizzo e di controllo politico mentre la Giunta collabora con il sindaco nel governo del Comune; un consigliere delegato partecipa alla giunta e poco importa che esprima il suo voto o meno in quanto si troverebbe contemporaneamente nel ruolo di controllore e controllato.
Si tratta certamente di un adattamento delle regole in salsa saviglianese “ad usum Delphini” in favore del delfino di Soave appunto.
Antonio M. Giaccardi - Savigliano

«Migranti della frutta: la sinistra dice sì, ma poi se ne lava le mani»

Egregio direttore,
Ormai tutti abbiamo appreso dell’arrivo e della sistemazione temporanea sul territorio saviglianese di “nuovi concittadini”: i cosiddetti “migranti della frutta”. Vorrei esprimere il mio rammarico e la mia contrarietà a questa operazione.
Sono di pochi giorni fa le parole, che hanno destato stupore in molti ambienti, del Dalai Lama, che qui mi permetto di sintetizzare: «se gli immigrati sono troppi non basta il buon cuore per accoglierli ma bisogna avere il coraggio di ammettere quando non si può»; «non è possibile pernsare che basti l’accoglienza a risolvere il problema» anzi «si dovrebbe intervenire in quei paesi (dei migranti) per costruire una società migliore». E proprio questo è il problema: se non si riesce ad accoglierli, ad accoglierli in modo decente, è meglio dire di no. E sistemare questi poveri disgraziati in tre tende vicino al Mellea non mi sembra proprio decente!
Ma non è l’unico problema. Il timore è che la scelta dell’amministrazione diventi problematica e la situazione si aggravi.
A Saluzzo, infatti, il “campo” allestito per i migranti era “omologato” per circa un centinaio di persone che, tramite il tam tam e il passaparola, sono diventate poi più di trecento! Non vorrei che la stessa situazione si ripetesse, anche su scala ridotta, a Savigliano.
Le mie affermazioni saranno sicuramente etichettate da molti come “razziste”, ma qui non è un problema di razzismo, qui si tratta di rispondere al buonismo e all’ipocrisia di sinistra, che “si batte” per l’accoglienza salvo poi lavarsene le mani, con buonsenso e pragmatismo.
Sperando che la situazione non peggiori o degeneri, auspico che l’amministrazione comunale rifletta sulla scelta effettuata e mediti bene su quelle che dovrà prendere in futuro.

Enrico Villois - Savigliano

«Chi è la “Sinistra Racconigese” per dare le pagelle al sindaco?»

Gentile Direttore,
Ci perdoni se, ancora una volta, le chiediamo un po’ di spazio per un breve scritto. Ma dall’università del piccolo arcipelago della “Sinistra Racconigese” (così si firma sui giornali locali) continuano ad arrivare brutte pagelle al Sindaco, Assessori e soprattutto al Partito Democratico. Quest’ultimo poi, secondo i docenti, “non ha proprio niente a che vedere” con la sinistra doc che, come si saprà, si fregia della nobilissima selezione di sole 104 bottiglie, una per ogni voto che prende in città.
Chi si dice democratico, e si assume delle responsabilità di governo, deve assolutamente accettare le critiche, ma ciò non vuol dire che non debba replicare. La Giunta che guida il Comune ha sufficiente equilibrio e senso della realtà per il bilancio della Cosa Pubblica per poter motivare, fino in fondo, le proprie scelte riguardo l’erogazione dei servizi in città. Siamo certi che queste siano fatte sempre nell’interesse della Comunità. Certo è che il solo ipotizzarli gratuiti, i servizi, porta questo delicato discorso ai confini della realtà.
Per quanto riguarda il PD, invece, non riteniamo un’offesa mortale sentirci dire che non siamo di sinistra. Siamo semplicemente il Partito Democratico. Apparteniamo a coloro che vogliono andare avanti, ai tantissimi non “rassegnati ad una deriva minoritaria”. (dalla lettera di Claudio Fava dimissionario da Sel).  E ci teniamo bene alla larga dal vizio di richiamare il passato per nascondere l’incapacità di affrontare il presente. I nostri punti di riferimento restano Berlinguer, Moro, Napolitano, Tina Anselmi e tanti servitori dello stato, anche non schierati, che si sono battuti e si battono per la legalità. La Repubblica è nata dalla Resistenza e siamo antifascisti. Le nostre scelte nascono nei nostri congressi. I dirigenti e i candidati del partito li nominiamo con le primarie.
Ci manca sicuramente la fantasia e la velocità trasformista di cui fa sfoggio la sinistra doc quando si va alle elezioni.
Rivoluzioni, azioni, yogurt greco. Noi siamo rimasti alla scritta PD su sfondo tricolore. Alle politiche del 2008 ci siamo presentati con questo simbolo, alle politiche del 2013 uguale, alle elezioni europee di quest’anno idem. I nostri 31 eletti al Parlamento europeo non hanno bisogno di accompagnatori né di dizionarietti per cercare di capire dove andarsi a sedere.
Tutta l’Europa sa che i nostri parlamentari stanno nello schieramento del Socialismo Europeo, insieme a tante altre forze laburiste e di progresso. Quanto o quanto poco tutto questo possa essere di “sinistra”, con tutto il rispetto, è relativo e non lo stabilirà certo una piccola facoltà delle scienze del risentimento locale.
Grazie e cordialissimi saluti.

Partito Democratico - circolo di Racconigi

«Per far crescere il Paese occorre snellire la burocrazia»

Riceviamo e pubblichiamo:
Mino Taricco, parlamentare del Pd, è il secondo firmatario dopo Bruno Tabacci di una Mozione approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati, che ha impegnato il Governo ad attuare un’opera di semplificazione legislativa e amministrativa.
La Mozione ha richiesto all’Esecutivo di agire in tre direzioni. In primo luogo, ha domandato un’azione sullo stock normativo, l’insieme delle leggi, richiedendo la creazione di testi unici compilativi, raccolte delle norme esistenti su una stessa materia, per tutti i settori delle politiche pubbliche: questo per analizzare ed elencare, in ciascun ambito, le leggi esistenti e quelle abrogate, al fine di mettere ordine al loro interno ed eliminare o alleggerire gli oneri amministrativi che ne derivano per cittadini e imprese.
In secondo luogo, la Mozione ha impegnato il Governo ad agire sul cosiddetto flusso normativo, realizzando la piena attuazione o la rivisitazione delle norme esistenti e controllandone la qualità: importanti, in questo senso, le richieste di rafforzare le disposizioni in materia di analisi e verifica dell’impatto della legislazione. Infine, il provvedimento si è anche occupato del tema della semplificazione amministrativa e ha domandato un censimento generale degli enti pubblici esistenti, per ridurne il numero ed evitare inutili duplicazioni, e un impegno per portare avanti l’opera di digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni.
Lo stesso Taricco è intervenuto in Aula in dichiarazione di voto a nome del Pd,  durante i lavori di approvazione: “Abbiamo tutti sotto gli occhi quotidianamente statistiche e studi, ma anche proteste e domande di aiuto da parte di cittadini e imprese, che ci rendono evidente un quadro drammatico: nel nostro Paese i tempi necessari per ottenere autorizzazioni, per esportare e importare, per compilare una dichiarazione, per pagare le imposte o predisporre la documentazione per un progetto possono arrivare anche al doppio della media europea, ed hanno una ricaduta pesantissima su imprese e famiglie sia in termini di aggravio e di costi diretti e soprattutto indiretti.
Secondo l’Ocse, infatti, la complicazione burocratica è una delle prime cause del nostro ritardo competitivo, e molte analisi portano poi a sostenere una forte correlazione tra complessità e complicazione burocratica e gli spazi di corruzione o anche solo di evasione e di elusione delle norme. In questo quadro gli interventi di semplificazione e di sburocratizzazione rappresentano interventi a costo ridotto ma dalle potenzialità grandissime: la burocrazia della Pubblica Amministrazione costa alle sole piccole imprese 31 miliardi di euro all’anno e pesa su ciascuna azienda per 6.000 euro l’anno.
Tutte risorse che vengono drenate ad investimenti e crescita economica, e che potrebbero creare, se fossero risparmiate, oltre 650.000 nuovi posti di lavoro.
Con questa mozione vogliamo accompagnare e stimolare l’azione di governo e ricordare a noi stessi la posta in gioco e le ricadute sull’economia e la qualità della vita dei cittadini”.

Segreteria Mino Taricco – deputato Pd

Admo Scarnafigi: «Hellmann indifferente alle nostre iniziative»

Gentile direttore,
In occasione del rinnovo del direttivo della nostra sezione Admo, intendiamo esprimere il nostro grande rammarico per il comportamento tenuto dal presidente uscente, Francesco Hellmann, riguardo alle attività promosse in questi ultimi anni. Il suo atteggiamento di indifferenza, caratterizzato dalla mancata partecipazione alle riunioni, sia locali che regionali dell’associazione, e dalla mancata partecipazione alle iniziative di divulgazione promosse dalla nostra sezione, ci ha profondamente deluso. Tanto per citare un episodio, la domenica della campagna natalizia un “Panettone per la vita” lo scorso dicembre, Hellmann ha preferito partecipare ad una nota manifestazione sportiva scarnafigese piuttosto che dare una mano per allestire i gazebi e per la vendita dei panettoni.
Anche dopo ripetuti tentativi di contattarlo via telefono e via sms, Hellmann non ha risposto, se non con un enorme ritardo, facendosi vivo solo nel mese di gennaio.
Il suo comportamento è veramente inaccettabile, non solo nei confronti nostri, ma soprattutto della nostra associazione e di cosa rappresenta: volontari che si adoperano per il bene di molte persone malate e delle loro famiglie.

Aldo Gaveglio - sezione Admo di Scarnafigi

«A Cavallermaggiore i marciapiedi sono ormai diventati dei “marciabici”»

Egregio sig. direttore,
Le chiedo un poco di spazio al fine di segnalare, per l’ennesima volta, il problema delle biciclette che usano spazi non consentiti a Cavallermaggiore.
Assistiamo ad una abitudine, per usare un eufemismo, strana. I marciapiedi sono diventati dei “marciabici”. Chi pedala preferisce usare il marciapiede, sicuramente meno pericoloso della carreggiata.
Tuttavia, il pedone potrebbe essere investito dalla bicicletta, specialmente quando si tratta di anziani, mamme con il passeggino e badanti che spingono una carrozzella.
Non parlo dei ciclisti che sfrecciano sotto i portici, i quali, rimproverati, rispondono in malo modo.
Mi permetto di ricordare alcune parti di un decalogo del bon ton di un ciclista. Non si viaggia, mai, accoppiati o in gruppo, ma in fila indiana. Si può trasportare solo un bimbo sulla bicicletta. Non si può parlare al cellulare. Non si può procedere a zig zag sulla strada. Bisogna usare il campanello solo in condizioni di pericolo e non per far scansare i pedoni sotto i portici. Sui ponti i pedoni si arrabbiano,dal momento che i ciclisti passano lungo la ringhiera.
Un ciclista su tre confonde i portici con le piste ciclabili, rischiando di investire chi esce dai negozi o dalle case, dimenticando che i pedoni non sono dotati di specchio retrovisore.
Mi chiedo, e con me molti concittadini, se mai, un giorno, verrà affrontato seriamente questo annoso problema.
Grazie per la consueta ospitalità.

Roberto Reinaudo - ex Difensore Civico - Cavallermaggiore

«Caso Klinker Sire: vergognoso lasciare morire un’azienda del territorio»

Riceviamo e pubblichiamo:
Vergogna… è il termine più appropriato che mi viene in mente pensando alla situazione che vivono le 180 famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori della Klinker Sire di Roreto di Cherasco che, oltre ad aver perso il lavoro a seguito della fermata degli impianti dell’azienda per la quale lavoravano da anni, dal mese di ottobre del 2013 non percepiscono alcun sussidio da parte dello Stato, in attesa che venga autorizzata dal Ministero del Lavoro la cassa integrazione straordinaria.
Infatti è proprio vergognoso che si stia lasciando morire un’azienda storica del territorio, leader indiscussa del made in Italy nella produzione delle piastrelle in Klinker e lo è ancora di più la gestione dell’azienda da parte della proprietà che negli anni d’oro è stata incapace di reinvestirli sul consolidamento del sito di Roreto di Cherasco, attraverso l’innovazione di processo e di prodotto.
É vergognoso che lo Stato possa abbandonare al proprio destino dei propri concittadini che hanno sempre pagato le tasse e che devono continuare a farlo a fronte dei redditi presunti ma non ancora percepiti.
E’ vergognoso che ci vogliano tutti questi mesi e non sappiamo quanto tempo ci voglia ancora per avere un’autorizzazione da parte del Ministero rispetto alla concessione della Cassa Integrazione.
É vergognoso che poi, anche quando arriverà il “via libera” da parte del Ministero, ci vorrà altro tempo (chissà quanto!) per avere effettivamente da parte dell’Inps il pagamento della stessa.
É vergognoso che i lavoratori non sappiano il loro destino dato che nel frattempo tra richieste di concordato, prima ammesse e poi ritirate, e presunti avvii delle procedure di fallimento con tempi che anche lì non saranno realmente rispettati, nessuno può realmente conoscere quali tutele mettere in campo.
É vergognoso il fatto che come Sindacato si abbia difficoltà anche a trovare un interlocutore con il quale parlare e pronto ad assumersi delle precise responsabilità.
In tutto questo contesto ci sono i lavoratori e ci siamo noi che non sappiamo più cosa rispondere alle continue legittime richieste di spiegazioni.
Sono molto preoccupato, perché la disperazione, la rabbia possono portare a scelte non sempre razionali e francamente le lavoratrici ed i lavoratori li capisco…abbandonati dalle Istituzioni e dallo Stato quanto si può ancora resistere?

Gaspare Palermo - segretario generale Filctem Cgil - Cuneo

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