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Al direttore

Un appello da Bergamo per ricostruire le origini

Caro Direttore,

scrivo per chiedere, suo tramite, un aiuto ai lettori del Corriere: mi date una mano a trovare tracce dei miei antenati piemontesi, per favore? Mi chiamo Fabrizio Calvo, sono un giornalista di Bergamo. Ho 63 anni. Dopo aver “scoperto” che mio bisnonno, Carlo Gioanni Maria Calvo - morto a Bergamo nel 1917 - nacque a Savigliano il 14 ottobre 1858, sto ora cercando altre notizie sulla sua famiglia. Di mio bisnonno Carlo non ho molte informazioni. Per certo so che, nel 1900, viveva a Bergamo. E che, tra il 1890 e il 1900, ebbe sei figli. Nel tentativo di “riempire quei 42 anni di vuoto” (dal 1858, anno di nascita del bisnonno, al 1900, anno di nascita del suo ultimo genito, mio nonno Ettore Calvo), tramite il Corriere vorrei domandare ai Saviglianesi (e, in particolare, ai tanti Calvo lì residenti) se conoscono qualche discendente di Giuseppe Angelo Matteo Maria Calvo, nato a Savigliano il 5 gennaio 1855. Mi farebbe piacere mettermi in contatto con qualcuno di loro. Durante il mio recentissimo viaggio in paese, infatti, mi è stato detto che la presenza di famiglie Calvo, in zona oltre che in alcuni borghi e paesi limitrofi, è abbastanza diffusa oltre che datata. Nello specifico, ho appreso che, nel 1858, i miei trisnonni - Gioanni Alberto Calvo (nato a Genola, probabilmente nel 1823, Domestico e poi Cantoniere a Savigliano) e Margarita Bugaudo (casalinga) - vivevano in un’abitazione della centralissima Piazza Vecchia (oggi, Piazza Santarosa) - di proprietà di Carlo Giambonino, di professione lattajo - sia col loro primogenito, Giuseppe, sia col papà di mia trisnonna: Giuseppe Bugando, Misuratore agrario/Sensale. Se avrò qualche riscontro positivo, vorrei procedere nelle mie ricerche, risalendo il più in là possibile ad origini e luoghi di provenienza delle generazioni precedenti. Nel ringraziare Lei direttore, per la cortese ospitalità e i saviglianesi per l’aiuto che mi vorranno dare, concludo questo “appello” dicendo che eventuali risposte potranno essere indirizzate al seguente indirizzo email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Fabrizio Calvo - Bergamo

«Perchè i Cinque Stelle non si distanziano dalla Lega?»

Egregio Direttore,

Credo sia doveroso fare chiarezza su alcuni concetti espressi nell’ultima mia lettera inviata al vostro giornale, nella quale, mi sono preso la libertà di criticare le affermazioni del signor Portera in relazione alla presenza di mendicanti nella nostra città. Purtroppo non sono stato compreso da Portera che ha provveduto a produrre una sua lettera in risposta alla mia e nella quale ha sostenuto la mia difficoltà di comprensione a quanto da lui dichiarato. Affermo con forza la mia convinzione di aver letto e soprattutto capito bene il suo pensiero. Nella mia lettera infatti, dichiaro la mia quasi totale condivisione con quanto affermato da Portera, per il quale, a scanso di equivoci, non nutro alcun rancore. Sono infatti convito, come lui afferma, che Salvini non stia facendo buone politiche e che lo sfruttamento dei mendicanti è, purtroppo, una pratica diffusa. Ciò che Portera non ha compreso, sta nella mia differente visione nell’individuazione delle responsabilità, perché le azioni di governo non possono essere in carica ad un solo ministro, ma devono essere in capo all’intera maggioranza che sta al governo. I 5 Stelle sono in maggioranza di governo e quindi sono responsabili, nel bene e nel male, anche dei provvedimenti portati avanti dalla Lega. Portera afferma di non voler entrare in discussioni politiche che non lo appassionano, ma non è possibile affrontare argomenti come la miseria e l’accattonaggio senza discuterne politicamente. In merito al fatto che la povertà non fosse stato argomento affrontato dalla sua lettera, non ho nulla da eccepire salvo il fatto che non conosco mendicanti ricchi e quindi ho ritenuto sottinteso che l’accattonaggio non esiste senza la povertà. In merito al lasciar fare a chi vuol profittare dell’accattonaggio, vorrei porgere all’attenzione quello che sta accadendo in questi giorni nella vicina Saluzzo dove la Lega, sta facendo pressioni per chiudere il P.A.S. (Prima Accoglienza Stagionali), proponendo di costringere le aziende che assumono i migranti ad occuparsi del loro vitto e alloggio. In prima analisi, sembrerebbe una cosa buona, perché i lavoratori avrebbero possibilità di alloggiare in modo più dignitoso, ma le eventuali conseguenze sarebbero devastanti perché bisogna dormire e mangiare anche prima e/o dopo essere stati assunti e ovviamente le aziende sono restie all’offerta di queste possibilità. Una decisione come questa, non può essere presa dall’oggi al domani perché, la chiusura del centro, produrrebbe decine di persone senza un tetto, in disperata ricerca per trovarlo in Saluzzo e dintorni, Savigliano non sarebbe immune da tali conseguenze e magari dal doversi far carico di migranti in cerca di alloggiamento e magari di elemosina davanti ai vari negozi e centri commerciali. Mi scuso se appaio nuovamente fuori tema ma mi domando se anche questo non sia un tentativo di sfruttamento dell’accattonaggio a fini politici. Cosa dice di questo il movimento 5 Stelle? Mi aspetterei che i 5 Stelle cominciassero a prendere posizione contro queste operazioni scriteriate, che non risolvono i problemi ma li indirizzano verso quella che io definisco “guardare al mendicante con disprezzo”, e lo facciano non con l’atteggiamento caratteristico di una forza dell’opposizione, ma con un’attenta analisi dei problemi fuori dalla luce dei riflettori e soprattutto concretizzino la loro azione politica facendo pesare i loro voti in Parlamento, perché fino alle prossime elezioni politiche sono il gruppo parlamentare più numeroso sia alla Camera sia al Senato e quindi con maggior responsabilità.

Roberto Lopreiato – consigliere comunale Pd

«La rivincita della cicogna su chi non la voleva»

Egregio Signor Direttore,

ho visto ed apprezzato, sul settimanale da Lei diretto, le fotografie di Josef Saglietto. Desidero rivolgere al ragazzo i miei personali complimenti per la sua sensibilità e per il suo amore verso gli animali. Ma sono tornato a circa un anno fa, quando all'interno del cortile del Palazzo Comunale si sviluppò una partecipata ed animata serata riguardante la cicogna, posizionata sulla Torre. Prevalsero i contro, il sindaco concluse la serata affermando che le parti si sarebbero incontrate, nuovamente nel mese di settembre, cercando una soluzione condivisa. Ma conosciamo tutti quanti il modo in cui è stata trattata questa situazione, il tentativo di spostare l'animale, il suo ritorno, il secondo abbattimento del nido ed, infine, la rassegnazione di coloro i quali non lo volevano, probabilmente male consigliati da "presunti" esperti. Sono convinto che ogni forma di vita vada rispettata e che la Cicogna avrebbe aumentato la bellezza della nostra cittadina. La sua rivincita non si è fatta attendere e gioisco per la presenza di due piccoli nati, ben documentati dagli scatti di Saglietto, gioia da condividere con i concittadini che si espressero in favore di questo splendido animale. Grazie per l’attenzione.

Domenico Racca – Cavallermaggiore

«Medicina 1 di Saluzzo: eccellenza senza clamore»

Riceviamo e pubblichiamo:

Scrivo queste righe, seppur con un po' di ritardo, per ringraziare dal più profondo del cuore, il reparto di Medicina 1 dell’Ospedale di Saluzzo, che per due mesi ha accolto (e uso deliberatamente la parola “accolto”) mia madre bisognosa di cure importanti causate da una sopravvenuta grave infermità. L’attenzione e la cura che le sono state rivolte sono state straordinarie. La professionalità di medici, infermieri, Oss al di sopra di ogni aspettativa. Sempre presenti, pazienti, disponibili a intervenire e a rassicurare sia il malato sia i familiari. Una dimostrazione di umanità che ci ha commosso, insieme ad una competenza da ospedale di altissimo livello. Un’esperienza che porteremo nel cuore e che è giusto far conoscere. Viviamo un tempo di cattiveria e di male parole, un tempo in cui si vive avvitati in un lamento costante, mettendo in luce sempre e soltanto le cose che non funzionano. Ecco, io lo dico forte e chiaro: il reparto di Medicina 1 dell’Ospedale di Saluzzo è un’eccellenza, sotto tutti i punti di vista. Un’eccellenza costituita da persone che fanno, senza clamore, in punta di piedi, un lavoro faticosissimo e di grande responsabilità, con abnegazione, con professionalità e, vi sembrerà incredibile, senza smettere mai di sorridere. Quindi grazie davvero da parte mia e di mia sorella Nella. Meno male che ci siete. Vi giunga il nostro abbraccio.

Flavia Franco – Savigliano

«Abbandonati a noi stessi durante il viaggio Ugaf»

Egregio direttore,

facciamo parte di un gruppo di circa 30 persone che, dal 7 al 14 giugno ha partecipato ad un soggiorno marino organizzato a Kos (Grecia) dalla Ugaf (Associazione Seniores Aziende Fiat) – Gruppo “Ex” Fiat Ferroviaria. Purtroppo di ritorno dal viaggio dobbiamo lamentare la scarsa organizzazione e soprattutto la scarsa assistenza fornita ai partecipanti da parte della Ugaf stessa e/o dell’agenzia di viaggio da questa prescelta. Già sin dalla partenza si è infatti verificato un disguido non troppo piacevole. Il pullman che doveva portarci all’aeroporto di Malpensa è partito troppo tardi, o ci ha messo troppo ad arrivare. Sta di fatto che giunti, appunto in ritardo, all’aeroporto stesso, ci è toccato letteralmente “correre” fino al terminal di partenza. Purtroppo molti di noi non hanno più 20 anni, e tra valigie e età, non è stato semplice. Siamo comunque giunti come detto in ritardo e affannati sull’aereo, che solo in quanto non volo di linea ha potuto aspettarci i 20 minuti necessari. Giunti poi al villaggio (in verità molto bello) siamo però stati anche in questo caso completamente “abbandonati a noi stessi”. Nessun operatore dell’agenzia viaggi, nessuno dell’Ugaf, nessuno insomma che potesse supportarci nella sistemazione in camera, nel rispondere ad eventuali problematiche od esigenze, nulla di nulla. Ci auguriamo dunque che per il prossimo viaggio si presti maggiore attenzione all’organizzazione e venga fornita, anche e soprattutto dall’agenzia viaggi prescelta dall’Ugaf, una qualche assistenza in più.

Seguono 29 firme

«Sentiero Tortone, manutenzione impeccabile»

Egregio direttore,

vorrei ringraziare pubblicamente, a nome mio e di tanti saviglianesi e non che quotidianamente fruiscono del sentiero Tortone il gruppo della protezione civile di Savigliano, che si impegna costantemente affinchè il sentiero sia sempre più bello e sempre percorribile. Gli uomini che compongono questo straordinario gruppo sono tutti volontari e scelgono di impegnare il loro tempo libero per il bene della collettività e della natura. A loro voglio garantire il mio personale impegno di amministratore pubblico, affinché queste loro fatiche siano riconosciute, valorizzate e il gruppo dei volontari possa aumentare e incrementare le proprie risorse e i propri mezzi. Ringrazio anche il sindaco che nei mesi scorsi ha dimostrato concretamente di condividere la mia visione sull'importanza di questa realtà e che sono certo continuerà a farlo. Auspico inoltre che durante il prossimo consiglio comunale sia approvata, all'unanimità, una delibera quadro per aggiornare alla più recente normativa lo status organizzativo della protezione civile di Savigliano.

Rocco Ferraro - Capogruppo "La nostra Savigliano" Consiglio Comunale di Savigliano

«Sistemare i wc pubblici è un segno di civiltà»

Signor direttore,

la situazione dei bagni pubblici cittadini si presenta molto grave e fastidiosa. Periodicamente questo problema suscita, se non l'interesse, la curiosità di parecchi concittadini. I locali erano giunti ad uno stato di degrado tale da suscitare anche l'interesse dei rappresentanti della minoranza in Consiglio comunale, i quali hanno proposto apposita interrogazione. Il suo settimanale ha illustrato, doviziosamente, la triste situazione in cui versano i bagni pubblici, compiendo una meritevole opera di informazione. La soluzione è stata quella di eliminare e di chiudere un bagno. Sono convinto che considerare i bagni pubblici non sia solo una scelta di lavori pubblici, ma anche, e specialmente, un segno di civiltà. Senti dire “Hanno solamente da accedere ad un bar”, ma personalmente ritengo si tratti di una risposta banale. I nostri Amministratori pensano in grande ed hanno necessità di fare cassa, alienando immobili comunali, senza pensare che mettono in gravi difficoltà benemerite Associazioni, le quali operano totalmente in favore della comunità Trovare milioni di euro si rivela più facile ed elettoralmente più proficuo, che stanziare poche migliaia di Euro per un servizio importante? Grazie per l'attenzione.

Domenico Racca – Cavallermaggiore

«Anche se all’ospedale, mi sono sentita a casa»

Carissimo Direttore,

mi chiamo Caterina, abito a Cavallermaggiore ed ho appena quasi tre mesi di vita. Nell’ultimo mese sono stata ricoverata per ben due volte, per un totale di 14 giorni, presso l’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, reparto Pediatria. Fin da subito ho capito che non sarebbe stato divertente: i prelievi, il sensore del saturimetro al piedino, l’apporto di ossigeno con erogatori alle narici, soprattutto la percezione di tristezza e lacrimucce agli occhi di Beatrice, la mia sorellina maggiore, che in un sol colpo si è vista temporaneamente orfana della sua piccola compagna di giochi e di mamma (o di papà, a seconda dei giorni). Eppure, devo dire che in ospedale mi sono sentita coccolata. Il mio “Grazie” va a tutto il personale medico, infermieristico e addetto all’assistenza del reparto: sono stati giorni lunghi, a volte conditi da momenti difficili, ma il tutto è stato alleviato dalla gentilezza, disponibilità e professionalità degli operatori del reparto Pediatria. Non posso tralasciare di ringraziare i volontari Abio, i quali mi hanno letteralmente sommerso di palloncini ed attenzioni...pensi, Direttore, che ho avuto una gigantesca ape-palloncino sospesa sulla culletta per quasi tutta la degenza... uno spasso! Al mio grandissimo grazie di cuore, si aggiungono le voci di mamma Anna e papà Paolo, che esprimono un sincero ringraziamento per l’ottima assistenza ricevuta.

Caterina Testa, per la mano della sua mamma, Anna Baravalle - Cavallermaggiore

«Casa di riposo don Rolle un gioiello di Marene»

Riceviamo e pubblichiamo:

Al termine del mio mandato di amministratore presso la fondazione Casa di Riposo Don Rolle, desidero ringraziare le persone che in questi anni hanno collaborato con me nel gestire la struttura. Ringrazio i componenti del Consiglio di Amministrazione sigg. Teresa Dacastello, Giovenale Taricco, Antonio Bressi, Andrea Minetti che, insieme a me, si sono fatti carico dei bisogni, dei problemi e delle varie incombenze che spettano a chi amministra, al direttore dr. Franco Groppo che ha messo a disposizione le competenze necessarie per navigare nel mare di burocrazia che investe anche le piccole strutture come la nostra. Ringrazio il personale che presta con competenza la sua opera al servizio degli ospiti, le infermiere, le operatrici socio sanitarie, le cuoche, le signore addette alle pulizie, l’animatrice, lo psicologo, la fisioterapista. Grazie ai medici di base dott. Marina Dabbene e Piero Coaloa per la loro disponibilità, i loro preziosi consigli e l’assistenza competente agli ospiti. Grazie agli ospiti e ai loro parenti coi quali si è stabilito un rapporto di fiducia reciproca che non è mai venuta meno nel corso degli anni. Ringrazio i volontari che giorno e notte si avvicendano presso gli ospiti, donando parte del loro tempo e portando vita e gioia; la loro presenza indispensabile contribuisce in modo notevole al buon andamento e al clima sereno che si respira. Grazie ai benefattori che con il loro contributo hanno aiutato e aiutano la Fondazione a rendere la struttura sempre più adatta ai bisogni di chi la vive: penso alla realizzazione del refettorio, alle nuove camere che si sono aggiunte a quelle esistenti, permettendo in questo modo di poter ospitare 33 persone, la nuova centrale termica, il restauro completo della cappella interna. Grazie alle Suore, ai Ministri straordinari dell’Eucarestia, ai Parroci che si sono avvicendati nel corso degli anni, per l’assistenza spirituale che non hanno mai fatto mancare. Grazie alle Amministrazioni Comunali che si sono succedute per l’attenzione rivolta in tutti questi anni. Auguro ai nuovi amministratori di svolgere un lavoro proficuo a servizio delle persone più fragili in questa struttura che io reputo un “piccolo gioiello” di Marene, creata per volere del reverendo Don Rolle alla fine del 1800 e proseguita fino ad ora grazie alla lungimiranza dei vari amministratori che si sono succeduti nel corso di lunghi anni.

Michele Trabucco – ex presidente casa di riposo Don Rolle Marene

«Un invito a chi si riconosce nella solidarietà»

Gentile direttore,

da circa tre settimane è partita la campagna #IOACCOLGO rivolta ai tanti cittadini che si riconoscono nei valori della solidarietà e dell'accoglienza e che vogliono esprimere il loro dissenso riguardo ai "porti chiusi", al Decreto Sicurezza e in generale alle politiche anti-migranti. Promotrici di questa iniziativa sono tante realtà come Acli, Caritas, Cgil, Comunità Sant'Egidio, Centro Astalli, Gruppo Abele, Medici senza Frontiere, Save the Children e molte altre. Oltre alle associazioni, possono anche aderire i singoli cittadini e chi desidera può esporre alle finestre la coperta termica, oggetto preso a simbolo della prima accoglienza data ai migranti. Per avere maggiori informazioni è possibile visitare il sito: www.ioaccolgo.it Noi della Comunità Papa Giovanni XXIII abbiamo aderito con convinzione a questa campagna perché pensiamo che: - è necessario lottare contro ogni marginalità ed esclusione tutelando la diversità e la dignità di ogni persona a prescindere dal colore della pelle, della religione e della provenienza; - è un dovere morale aprire i porti per accogliere i naufraghi, nessuno deve essere lasciato morire in mare e devono cessare gli interventi per riportare in Libia uomini, donne e bambini che fuggono dalle torture dei centri di detenzione libici; - discriminare i cittadini stranieri non produce maggior sicurezza per gli italiani, semmai il contrario: il Decreto Sicurezza ha fatto precipitare molti migranti nell'irregolarità, persone che grazie al lavoro fatto dagli Enti locali e dalla società civile avevano avviato percorsi di integrazione ed inclusione ora sono condannate all'emarginazione e allo sfruttamento. Grazie. Cordiali saluti.

Adriano Ramonda - Comunità Papa Giovanni XXIII

«Dopo i benefici Inps, a chi interessa l’amianto?»

Riceviamo e pubblichiamo:

Prima della tornata elettorale della nostra Regione presso l' Assessorato alla Salute a Torino con l'ARASIS di Mondovi e noi dell'A.I.C.A. Savigliano si è tenuto un incontro tra il responsabile settore prevenzione Gianfranco Gorgiat. La prima cosa che abbiamo potuto constatare è che la Regione Piemonte non ha ancora recepito l'accordo Stato-Regioni sulla Sorveglianza Sanitaria dal febbraio 2018 (dopo la terza Conferenza Governativa a Casale Monferrato) a causa di problemi burocratici e di privacy sulla trasmissione dei dati da un Ente all'altro e che per superare il problema doveva essere fatta una delibera di Giunta. Come Associazioni abbiamo sempre chiesto che la Sorveglianza Sanitaria agli ex esposti all'amianto venisse eseguita dalla Medicina del Lavoro, ma essendo smantellato il settore e quindi completamente esclusa si va a favore di un accordo con i medici di Medicina Generale per una prima visita. La scelta non ci ha trovato assolutamente d'accordo proprio per l'esperienza vissuta sulle malattie professionali riconosciute in ritardo, quando non vi è più speranza per la vittima dell'amianto che si presenta al suo medico perché ha difficoltà a respirare, in questo modo la prevenzione non viene attuata per le malattie per le quali si può intervenire chirurgicamente ( il Carcinoma Polmonare) e salvare delle vite. Purtroppo quando si va dal medico è ormai troppo tardi e non si salva nessuno. Gli scienziati ci dicono che i Carcinomi sono il doppio del Mesotelioma Pleurico. Per questo motivo molti lavoratori ex esposti all'amianto continueranno ad ammalarsi per la responsabilità di coloro che la Sorveglianza Sanitaria non riescono ad approvare: vedi per mancanza di strutture adeguate ma ancora più grave per mancanza di fondi continuando ad eluderla, umiliando di fatto gli ex esposti che con il loro lavoro hanno contribuito alla ricchezza del nostro Paese. Con il voto alla Regione ci sono i nuovi eletti ed anche a Loro ricominceremo per l'ennesima volta a fare le nostre richieste all'interno del Comitato Strategico per la Sorveglianza Sanitaria e sulla tutela della salute dei cittadini. Richiederemo che venga completato il Registro degli ex Esposti della nostra provincia in particolare quelli della Fiat Ferroviaria dei quali risultano soltanto 61 su tutti a partire dal 1970 al 1992 anno della 257. Su questi problemi, Sorveglianza Sanitaria, completamento del Registro degli ex esposti, chiedo ai Lavoratori dell'Alstom ed ai Loro rappresentanti che stanno interessando con il sindaco i politici della nostra provincia, l'Inps per ottenere risposte alle loro richieste per i benefici previdenziali per esposizione all'amianto se, in quanto esposti, sono interessati a sostenere le nostre richieste perché la sensazione che si è avuta finora dai diretti interessati e quella che dopo il riconoscimento dei Benefici Previdenziali non vi sia più nulla da chiedere. Armando Vanotto – presidente Aica Savigliano

«Mostra Centenario, proposte per migliorarsi»

Caro direttore, Lungi dal provare piacere nell’esercizio della stroncatura, ma qualche considerazione sulla mostra per il Centenario del calcio a Savigliano ci sentiamo in dovere di farla. È la credibilità (non di rado vacillante) del nostro ruolo a imporcelo. Non ce ne vogliano i volontari del gruppo Attività e cultura per Savigliano, ma l’allestimento è parso da rivedere perché non rispettava i basilari criteri cronologici e tematici. C’erano doppioni (l’intervista a Cisco Rossi), griglie con pezzi disomogenei ovvero fuori contesto, salti temporali, una messe di foto prive di didascalia, molte delle quali collocate nella parte bassa della griglia e quindi scomode da guardare. Nemmeno il materiale fotografico sotto vetro, riguardante le origini e le stagioni dominate dalla figura di Stefano Allocco, era immune da un certo disordine: una legenda per sezione costringeva a fare avanti e indietro; nel caso di Iele Supertino, titolo e foto erano sì ravvicinati ma in vetrine diverse. La foto di Mariuccia Fea, l’unica presidente donna, non era inserita nel periodo di appartenenza (la seconda metà degli anni ’90). E cosa c’azzeccava la foto del corridore Franco Arese al Morino? A detta di molti, un’evidente lacuna è stata poi la penuria di materiale sulle giovanili, perlomeno di quelle squadre che sono state il fiore all’occhiello dei vivai saviglianesi. Anche il fu Savigliano ’81 avrebbe meritato maggiore visibilità. Ma in questi casi la spiegazione può essere ricondotta a un mancato conferimento e, prima ancora, ad appelli non abbastanza efficaci. La parte fatta meglio è risultata essere quella dedicata a Franco Bonis alias Frabo, lo spulciatore dei Maghi, con i quaderni su cui registrava e aggiornava le proprie statistiche. Pochi e alquanto freddi i visitatori quando l’Ala non ha ospitato gli altri eventi collegati, ovvero nella giornata di sabato. Pochi anche perché all’esterno della struttura non c’era niente – un cartellone, un poster, un’insegna, uno striscione – che richiamasse la mostra organizzata all’interno. Per il fatto che da lunedì è stata traslocata al museo civico per rimanervi per qualche mese, confidiamo che questi rilievi siano recepiti per ciò che intendono essere: suggerimenti in un’ottica migliorativa.

Gianluca Gavatorta - Savigliano

«L’Ascom non affronta i problemi in questo modo»

Riceviamo e pubblichiamo:

In tempo di esami, anche la città di Racconigi sta affrontando una prova di maturità su temi così importanti da essere determinanti per il proprio futuro. Una città dalle potenzialità enormi ma in buona parte inespresse, che spesso non riescono ad emergere a causa della sfiducia, del pessimismo e dei limiti di alcuni attori, ma per fortuna non di tutti. Citiamo due esempi apparentemente scollegati tra loro ma che invece delineano chiaramente la giusta strada da intraprendere. Abbiamo aderito, partecipato e sostenuto la protesta per ottenere la riapertura del Parco del Castello, (agli organizzatori della quale va il nostro plauso e la nostra stima), esigenza questa più impellente, ma che in realtà punta a far emergere l’assurda gestione di un gioiello che in qualsiasi parte d’Europa sarebbe una risorsa straordinaria, mentre qui è trascurata, quasi nascosta e comunque non sfruttata. L’altro elemento è un provvedimento adottato dall’Amministrazione comunale che limita le superfici da destinare alla Grossa Distribuzione e Centri Commerciali, garantendo di fatto il ruolo economico e sociale degli esercizi di vicinato. La nostra opinione, frutto dell’esperienza derivante dal confronto costante con i territori, è che la città deve proseguire nella valorizzazione delle proprie risorse economiche e turistiche, contemplando al tempo stesso nuove soluzioni, idee e progetti che siano al passo con i tempi, portati avanti con coraggio e senza guardarsi troppo indietro. La nostra opinione sui parcheggi blu, non solo a Racconigi, ma in ogni città, è che la soluzione migliore sia la formula mista. Vale a dire, in ordine di distanza dal centro: - Una porzione di parcheggi blu nel ristretto centro storico - Una seconda fascia di parcheggi a tempo (disco orario) - L’ultima fascia di parcheggia bianchi, liberi Ciò detto è sacrosanto che si apra un dibattito tra le forze politiche, economiche e cittadine ed altrettanto comprensibile che possano emergere opinioni divergenti. Sulla base del dibattito che si è sviluppato sia negli incontri che sugli organi di informazione, nel quale siamo stati chiamati in causa, anche con modalità spiacevoli e non veritiere, osserviamo: - All’Amministrazione comunale di non aver preventivamente informato le categorie imprenditoriali (anche per il tramite della nostra Associazione). Appresa la notizia dai giornali, abbiamo partecipato ai due incontri tra comune e commercianti, nei quali, in particolare nell’ultimo della settimana scorsa, sono stati sviscerati tutti i particolari che però avrebbero dovuto essere discussi in precedenza. - Ai commercianti ed alle imprese che ancora una volta si sono presentati in ordine sparso, scoordinati e disuniti. Serve a poco criticare l’Ascom dopo che la si ignora tutto l’anno, solo per la soddisfazione di trovare un capro espiatorio. Rinnoviamo ancora una volta il nostro appello affinché si abbandoni l’individualismo ed i pregiudizi verso tutto e tutti, ed a utilizzare l’Ascom come una rappresentanza all’interno della quale coalizzarsi per contare di più. Chi preferisce perdere da solo piuttosto che vincere insieme è libero di farlo, ma poi i risultati sono evidenti e non solo per il colore dei parcheggi. - Alle minoranze Lista Civica Tosello e Città Viva possiamo solo dire che con le illazioni e le bugie forse non si fa tanta strada ma di certo si fa brutta figura. Non comprendiamo ancora oggi come mai siamo stati tirati in ballo pur non avendo mai avuto alcun tipo di confronto, ma la strumentalizzazione, nostro malgrado la conosciamo bene. Sostenere che “l’Ascom, a Savigliano, non ha mai protestato contro gli insediamenti della grande distribuzione” significa la totale assenza di informazione di quanto succede a soli 15 km di distanza. è dal 2010, anno in cui la Conferenza dei servizi regionale insieme al comune ha definito le aree da destinare alla GDO che riempiamo le pagine dei giornali, sale riunioni e confronti e dibattiti pubblici, ma evidentemente qualcuno non se ne è accorto. Così come dichiarare che “l’Ascom ha tutto l’interesse a sostenere i parcheggi blu a Racconigi così la gente andrà a fare la spesa a Savigliano” evidenzia un livello di dibattito imbarazzante. Anche qui la disinformazione la fa da padrona, basti pensare che a Savigliano il centro città è quasi completamente blu e spesso sono i commercianti stessi a chiedere l’istituzione dei parcheggi a pagamento per garantire la rotazione in favore dei clienti. Se questo è purtroppo il nuovo modo di fare politica, in particolare gettando fango sugli altri attori del dibattito, allora noi con questa politica non abbiamo nulla da spartire e non ci rimane che fare appello a tutti gli imprenditori di unirsi di più, credere nel lavoro di squadra e non farsi strumentalizzare da chi ha ben altri interessi.

Il direttivo Ascom Savigliano

«Quanta incuria nel parco del Castello»

Riceviamo e pubblichiamo: La settimana scorsa ho fatto un giro nel parco del Castello di Racconigi e purtroppo devo esprimere il mio disappunto per lo stato d’incuria in cui si trova. Senza dubbio ci saranno dei validissimi motivi, compresi forse quelli economici, che noi visitatori non conosciamo affatto. Sembra lontanissimo il 2010 quando era stato definito, questo, il parco più bello d’Italia; era stato recuperato “ il giardino dei principini” con il frutteto ed il pergolato dell’uva, alle Margarie si tenevano gli spettacoli musicali estivi e nelle serate invernali c’erano le rappresentazioni con suoni e luci; era stato recuperato addirittura l’imbarcadero, sul corso d’acqua; c’erano pure i punti di ristoro alle Margarie e all’Osteria dei Cavallini. Era già tutto fatto e predisposto, bastava solo mantenerlo, compresi i numerosi percorsi secondari che ho visto completamente scomparsi, invasi dalle sterpaglie. Credo di non essere il solo a richiedere a chi amministra i nostri beni culturali il massimo impegno per questo che non sarà più il migliore, ma continua ad essere il parco inglese più esteso d’Italia. Io penso che sarebbero tante le aziende agricole della zona, che sono attrezzate e potrebbero concorrere, se il mantenimento del sottobosco venisse appaltato per settori. Addirittura ho visto degli esperimenti perfettamente riusciti dove la pulizia del sottobosco viene affidata a greggi di capre e l’erba dei prati viene venduta ai malgari per il pascolo o per farne del buon fieno, specialmente il maggengo, con un ottimo ricavato. Si può provare a fare diverse cose! Questa però è solo la constatazione di un semplice visitatore che non è al corrente degli enormi problemi burocratici, al quale però dispiace vedere irrisolte delle questioni che possono apparire di facile soluzione. Sorge spontaneo il confronto con altre residenze sabaude piemontesi (Stupinigi – Venaria) perfettamente mantenute, che continuano ad essere dei meravigliosi poli attrattivi per il turismo culturale, mentre a Racconigi i turisti sono quasi scomparsi! Mi voglio scusare con gli amministratori del Castello di Racconigi per queste mie considerazioni e li prego di non volerle giudicare delle irriverenti osservazioni.

Giancarlo Gili – Savigliano

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