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Al direttore

«Siamo aperti al dialogo, ma la filosofia va tutelata»

Su principali settimanali e quotidiani è stato pubblicato un articolo che racconta dell’eventualità di una fusione tra la nostra società e l’Amatori Basket Savigliano. Lasciateci dire che siamo onorati: per noi, nati soltanto 10 anni fa, è motivo di orgoglio essere accostati, per il secondo anno consecutivo, alla società storica di Savigliano, segno che il lavoro fatto ha incontrato apprezzamento e favore sempre crescenti, anno dopo anno. Quando 10 anni fa, l’avventura dei Gators sembrava per molti un fuoco di paglia destinato ad estinguersi velocemente, avremmo solo sognato di essere presi in considerazione oggi, per gestire entrambe le società saviglianesi. Non vogliamo parlare di fusione, nè della creazione di una nuova società, ma di gestione condivisa delle attuali entità: richiederebbe un impegno organizzativo immenso, che non abbiamo peró timore di affrontare, grazie ai numeri e alla struttura organizzativa che abbiamo costruito nel tempo. È però importante sottolineare un concetto chiave: qualunque sia l’esito finale, noi abbiamo l’obbligo di tutelare la filosofia e il patrimonio umano che abbiamo costruito insieme alle famiglie dei nostri 500 iscritti. Se non lo facessimo, tradiremmo la loro fiducia e le aspettative che hanno riposto in noi, quando eravamo appena nati e alle prime armi. La famiglia Gators oggi è presente in 9 comuni, oltre a Savigliano: anche se abbiamo ancora molta strada da fare, stiamo diventando passo dopo passo e tutti uniti, una realtà virtuosa di questa provincia, con un bilancio sempre attivo, anche grazie ai tantissimi sponsor che ogni anno rinnovano il loro impegno e supporto nei nostri confronti. Siamo dunque disposti, come Gators, a sederci al tavolo della discussione, a patto che i nostri ragazzi e ragazze, i nostri investimenti, la nostra filosofia e la nostra capacità organizzativa vengano riconosciuti e tutelati. Aggiorneremo, con la massima trasparenza, i nostri iscritti su ogni evoluzione che ci sarà, attraverso il nostro sito e i giornali, perché a quel tavolo insieme al direttivo, ci sia tutta la famiglia Gators.

Il direttivo dei Gators

«Unione società basket, bell’esempio educativo»

Gentile direttore,

ho letto, la scorsa settimana, sul suo giornale la lettera che sosteneva l’urgenza dell’unione tra le squadre di basket saviglianesi. Io ho due figli: uno gioca nei Gators e l’altro nell’Amatori Basket ed entrambi sono stati soddisfatti dell’esperienza vissuta che speriamo riprenda al più presto. Riguardo all’unificazione non voglio entrare in dinamiche che non conosco, però una considerazione da genitore la vorrei fare: al di là dell’aspetto sportivo non si dovrebbe dimenticare l’aspetto educativo che, l’eventuale unione, potrebbe avere per i nostri figli: la capacità di superare i contrasti per un progetto più grande, il valore del “noi” al posto dell’ “io”.

Laura Allocco Sogno - Savigliano

«Un unico studio pediatrico per garantire più assistenza»

Riceviamo e pubblichiamo:

Questa lettera indirizzata alle famiglie dei piccoli pazienti della pediatra Luisa Boni Carissimi genitori, dal primo maggio, con un po’ di nostalgia, ho lasciato definitivamente anche la sede di Cavallermaggiore (la sede di Caramagna, per problemi logistici, è inattiva già da inizio emergenza). La mia attività, come già annunciato pochi giorni, è stata centralizzata su Racconigi (in via Santa Chiara 8). A Racconigi, nella mia sede, opera un’altra pediatra e una terza ha lo studio a poca distanza. Terminato il periodo di emergenza il nostro obiettivo sarà quello di portare avanti una collaborazione iniziata tempo fa e fortemente consolidata oggi. Sin da ora lavoriamo e lavoreremo in gruppo, in altri tempi tutto questo si tradurrà in una più ampia copertura di orario per le famiglie che, per problemi indifferibili, previo confronto e accordo con il proprio curante, potranno essere ricevute in orari diversi da quelli del proprio pediatra; tutto questo al fine di ridurre il disagio per le famiglie, per i bambini e per evitare in orario diurno settimanale l’accesso in pronto soccorso per problemi che possono essere tranquillamente gestiti in ambito territoriale. Una tale disponibilità può essere garantita solo con la collaborazione di più professionisti. Racconigi è stata eletta come sede poiché rappresenta il miglior compromesso di quello che è il nostro vasto ambito territoriale (Caramagna, Cavallerleone, Cavallermaggiore, Monasterolo, Murello, Racconigi, Ruffia, Villanova). Questo brutto periodo ha inoltre portato alcune novità che dovrebbero ridurre in parte il disagio legato ad una sede fuori dal proprio comune di residenza: intanto la telemedicina, che permette di valutare e di risolvere alcune problematiche minori rimanendo a distanza ed evitando quindi l’accesso allo studio o comunque riducendo la frequenza per le visite di controllo. Inoltre la parte prettamente burocratica legata a prescrizioni è stata nettamente snellita dalla concretizzazione della ricetta dematerializzata, con abolizione della ricetta cartacea. E’ ora infatti possibile, nella maggior parte dei casi, richiedere prescrizioni di farmaci e visite specialistiche per via telematica. Per le famiglie disagiate con difficoltà ci si è inoltre organizzati (nel caso di Cavallermaggiore) richiedendo la collaborazione di associazioni di volontariato locali al fine di poter pianificare il trasferimento del bambino con il suo accompagnatore, qualora impossibilitati ad accedere all’ambulatorio in altro modo nonostante l’estensione dell’orario di visita. Per il comune di Caramagna si sta ponderando una proposta analoga. Con l’occasione si rammenta che per tutta la durata del periodo di emergenza le visite verranno effettuate solo se indifferibili e previo triage telefonico da effettuarsi al numero 0172/1908097 (per visite in giornata chiamare entro le 10 del mattino); per richieste di impegnative e\o prescrizioni, per i pazienti già noti e le visite concordate è sufficiente inviare una mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Detto ciò vi lascio come sempre la mia disponibilità al confronto, ho preferito scrivere con calma questa lettera, consapevole del fatto che in questo periodo storico tra le tante cose sta anche cambiando il modo di fare medicina e a questo ci si deve adattare, a partire dalla sottoscritta. Da parte mia resta l’entusiasmo e la certezza di offrire un servizio migliore alla popolazione, la gioia di poter lavorare in gruppo con le colleghe che operano nel mio stesso ambito e la speranza di quello che verrà concretizzato, speriamo in tempi non troppo lontani.

La “vostra” pediatria Luisa Boni - Caramagna

«Prescrizioni assurde per chi opera nel settore turistico»

Riceviamo e pubblichiamo

Come sindaci accogliamo positivamente le nuove linee guida per la ripartenza delle attività commerciali e turistiche, maturate dal confronto tra governo e Regioni. I protocolli elaborati inizialmente da Inail e Iss erano inattuabili e, come ANCI, lo avevamo fatto presente. Ora verificheremo sul campo l’efficacia e soprattutto l’attuabilità delle nuove norme. Penso al divieto assurdo di toccare la carta dei menù in bar e ristoranti e all’obbligo di indossare la mascherina quando si utilizza la toilette. Restano, inoltre, grosse criticità sulla fruizione delle piscine e delle spiagge. Se necessario, pur nel rispetto della sicurezza di tutti, chiederemo alla Regione di adottare norme meno stringenti, di certo non possiamo permettere che le attività del commercio e del turismo chiudano i battenti schiacciate dal peso della burocrazia. E a chi pensa che i Comuni abbiano un ruolo marginale, ricordo che, in queste ore, diversi sindaci hanno dato una grande dimostrazione di responsabilità e di buona capacità amministrava, annunciando misure concrete a sostegno delle famiglie e delle attività economiche. Si va dai dehor gratuiti agli sconti o alle sospensioni sulla Tari e sulla Tosap, dai contributi a chi assume lavoratori stagionali nel turismo a quelli a fondo perduto per gli affitti.

Paolo Marchioni, vicepresidente ANCI Piemonte

«Soddisfatti della ripartenza di estetisti e parrucchieri»

Riceviamo e pubblichiamo

Accogliamo con soddisfazione la scelta del Governo di anticipare la riapertura dei cosiddetti “servizi alla persona”, che rappresentano per i cittadini uno degli aspetti strategici a favore del loro benessere. Chiediamo però, che a fronte di questa tempestività decisionale, seguano altrettanto rapide comunicazioni sul protocollo di sicurezza da applicare per non incorrere in sanzioni. Le imprese dell’area in questione, già abituate ad utilizzare sistemi di igiene altamente professionali, in questo frangente si ritrovano a dover ulteriormente incrementare i dispositivi di sicurezza, con esborsi anche di ordine economico, per garantire alla clientela la massima tutela della salute. È quindi necessario che questo avvenga secondo disposizioni governative chiare e applicabili in tempi consoni. La notizia dell’imminente riapertura sta rendendo più difficoltoso per qualche azienda il reperimento dei dispositivi, e inoltre non è stata immediatamente supportata da un documento ufficiale a cui attenersi per rispettare appieno le nuove norme vigenti. Da parte delle imprese c’è un grande impegno nel programmare il riavvio del lavoro secondo le regole, ci auguriamo però che questi ritardi normativi non diventino pretesto per azioni sanzionatorie nel momento cruciale della ripartenza, che avviene dopo un lungo periodo di inattività».

Luca Crosetto, presidente Confartigianato Cuneo

«I servizi per l’infanzia nuovamente dimenticati»

Riceviamo e pubblichiamo

Stiamo assistendo in questi giorni a una grande mobilitazione di soggetti che gestiranno, o forse è meglio dire che impareranno a gestire, i servizi all’infanzia con le modalità di un’enorme cessione di ramo d’azienda dimenticandosi che stiamo parlando di bambini. Ben venga aiutare le famiglie, ben venga andare incontro alle richieste di genitori che devono tornare al lavoro, ben venga tenere presente le esigenze dei bambini chiusi in casa da quasi tre mesi. Ma questi bambini prima cosa facevano? Dove incontravano i loro amici? E i genitori pre Covid-19 dove accompagnavano i bambini ogni mattina? All’asilo nido e alla scuola d’infanzia. E in tutta Italia ci sono decine di migliaia di strutture adatte a questo scopo e pronte a riaprire. Perché in questi mesi abbiamo dato supporto ai genitori, teso un orecchio all’ascolto delle difficoltà delle famiglie. Ci aspettavamo chiare indicazioni per poter ripartire in tutta sicurezza. Sono mesi che le istituzioni fanno progetti, stilano protocolli, istituiscono comitati tecnici sui servizi all’infanzia senza ascoltare chi rappresenta gli operatori del settore. Noi siamo i veri tecnici perché noi operiamo dentro i centri educativi senza alcuna improvvisazione, ma con programmazione, metodo pedagogico, con un protocollo per garantire la sicurezza degli educatori, delle famiglie, dei bambini. Senza retorica la nostra tradizione è parte della storia dell’Italia, ma viene cancellata e messa dietro a qualsiasi altro codice Ateco. Nel frattempo, mentre con fatica riparte il sistema Paese, noi rimaniamo fermi con gli ammortizzatori sociali che si stanno esaurendo, con educatori che non vedono uno stipendio da marzo, con centri educativi che accumulano debiti e nemmeno possono portare i libri in tribunale. Non possiamo considerare tutte le aziende allo stesso modo e dimenticare un servizio essenziale come il nostro.

Federica Ortalli, presidente di Assonidi

«Inaccettabili speculazioni sui prodotti agroalimentari»

Riceviamo e pubblichiamo

Fermare le speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità per difendere la capacità delle famiglie di rifornire le dispense di casa con cibo e bevande e garantire un giusto compenso agli agricoltori. È quanto chiediamo come Coldiretti, rispetto alle misure messe in campo con il decreto contro gli effetti dell’emergenza coronavirus. È fondamentale garantire la stabilità dei prezzi lungo tutta la filiera per bloccare ogni tentativo di speculazione a danno dei consumatori e degli agricoltori che devono poter continuare a produrre per difendere la sovranità alimentare del Paese in un momento di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali. Inacettabile, come purtroppo è stato fatto e continua a verificarsi in certi casi dalla filiera del latte a quella delle carni suine, comunicare l’abbassamento dei prezzi ai nostri imprenditori mentre le quotazioni al dettaglio per gli alimentari continuano ad aumentare dal burro (+2,5%) ai formaggi (+2,4%), dal latte (+4,1%) ai salumi (+3,4%) fino alle carni (+2%), secondo gli ultimi dati Istat ad aprile. Il lungo periodo di chiusura sta pesando su molte imprese del nostro agroalimentare che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco e sui quali gravano anche le difficoltà all’esportazione con molti Paesi stranieri che hanno adottato le stesse misure di blocco alla ristorazione. Continuiamo, quindi, a tenere alta l’attenzione sulle speculazioni, come d’altronde Coldiretti ha fatto fin da subito aprendo anche la casella di posta Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. per raccogliere informazioni e segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario, se necessario.

Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte

Bruno Rivarossa, delegato Confederale

«Appello al basket: perdonatevi e unitevi»

Gentile direttore,

siamo due amici, la cui amicizia, nata su un campo da basket tanti anni fa, è rimasta tale nonostante la poca frequentazione di oggi. Abbiamo iniziato a giocare in un campetto, poi siamo entrati nell'Amatori Basket Savigliano, allora unica società di pallacanestro a Savigliano fino al 2008. In quell'anno sono nati i Gators, realtà che ha dato un impulso notevole al movimento cestistico locale e, grazie al lavoro di tanti appassionati, negli anni ha acquisito sempre più importanza nel basket saviglianese. Tra le due società, però, è nata una rivalità che purtroppo non è mai stata sana, anzi con il tempo sono iniziati attriti, dissidi (qui si possono sprecare i sinonimi) che si sono acuiti negli anni coinvolgendo persino i genitori dei ragazzi che giocavano. Poi, per gli orari degli allenamenti nei palazzetti ogni società difendeva i propri interessi e si è arrivati al muro contro muro. Noi pensiamo che sia arrivato il momento di cambiare: il passato non si può cancellare, ma si deve superare. Rivolgiamo, quindi, un appello alle due società: cari amici, presidenti/dirigenti/allenatori/giocatori/genitori, con umiltà chiediamoci prima perdono a vicenda e poi uniamoci! In questo difficile passaggio che ci accomuna tutti, noi pensiamo sia necessario unire: abbattere il muro dell’incomunicabilità e, con impegno, dialogare accantonando miopi interessi di parte che guardano al presente ma non al futuro. È chiaro che per riuscire ad arrivare all’obiettivo dell'unione si dovrà certamente tenere conto del “patrimonio” (materiale e immateriale) che porteranno le società, al fine di non rischiare di penalizzare una delle due parti. Non ci piace usare il termine “fusione” che evoca un processo della fisica, preferiamo dire “unione”; unire due realtà per crearne una migliore. Una nuova società che, grazie al bacino di utenza e alle strutture presenti a Savigliano, insieme alla passione dimostrata da entrambe le parti, potrebbe ambire all’eccellenza in provincia e non solo. Sappiamo che molti la pensano come noi, primo fra tutti l'assessore allo Sport Paolo Tesio, che molto si è speso per portare avanti questo progetto. Diceva George Bernard Shaw: «Alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono ‘Perché?’, mentre io sogno le cose come non sono mai state e dico ‘Perché no?’».

Adriano Ramonda e Adriano Socchi – Savigliano

«Ma trattarci come adulti e non come bimbi immaturi?»

Egregio direttore,

a costo di prendermi come sempre tutte le reprimende dei soliti noti, gradirei chiedere alla nostra Amministrazione quando intenda finalmente riaprire la discarica di Savigliano con tutte le accortezze del caso ovviamente. In altri Comuni, proprio le discariche, sono già aperte da tempo, tutti i giorni dalle 8 alle 17. Si potrebbe aprire per ordine alfabetico, per esempio il lunedì dalla A alla D e a seguire gli altri giorni. Questo perché forse il sindaco “filosofo” non lo sa, noi cittadini normali abbiamo “approfittato” delle limitazioni delle libertà individuali per riordinare casa, garage, cantine, giardini. Sull'accesso al cimitero, stendiamo un pietoso velo. Sulle mascherine che abbiamo pagato noi con l'intercessione univoca del sindaco sarebbe simpatico sapere se le abbiamo pagate 0,50 centesimi l'una come ha detto pubblicamente l'avvocato del popolo. A Cuneo, per esempio, l'ampliamento dei dehor sarà gratuito per un certo periodo più altre iniziative a favore del commercio. E a Savigliano? Tutto tace...ancora. In senso più generale, tra il teatro dell’assurdo e la commedia dell’arte, leggo con estremo divertimento alcune chicche. In auto si consiglia al guidatore di sedersi tassativamente davanti, però dal lato guida(?). Si vieta alla propria consorte (normalmente adesa, intima e promiscua in casa) di sedersi in auto al fianco del guidatore. Dopo che i potenti vertici vaticani hanno tirato le orecchie ai “sinistri” si permette adesso a 15 congiunti di partecipare al funerale in chiesa, ma 15 credenti senza il defunto non possono ancora partecipare alle cerimonie religiose (consiglio ai praticanti di procurarsi un morto). Una ministra stellata incespica con le direttive scolastiche “su metà classe che frequenta, l’altra metà attende e poi si informa su quello che ha fatto la prima classe quando la nuova classe poi partecipa”. Da ridere. Neanche Totò a Milano avrebbe fatto di meglio. E i tamponi? Si sa che, nonostante gli annunci propagandistici di chi ci governa, senza reagente i tamponi servono solo a redigere una statistica? E visto che gli italiani e i saviglianesi, per stragrande maggioranza, si sono comportati correttamente in tutti questi mesi la si vuole finire di “rompere” con le autocertificazioni e di trattarci come dei cittadini maturi e non come degli scolaretti? Io che amo le collezioni sono arrivato a 5 foglietti che terrò “at imperitura memoria” per dimostrare che l’Italia è sì un popolo di santi, poeti e navigatori, ma anche e soprattutto di burocrati e (alcuni) politici decisamente incapaci.

Cordiali saluti. Fulvio D'Alessandro - Savigliano

«La serenità e l’accoglienza della casa di riposo Chianoc»

Egregio direttore,

La prego di pubblicare sul suo giornale i miei sentiti ringraziamenti a tutto il personale in servizio presso la residenza Chianoc, dove la mia mamma Giannina Zanni, quasi 96 enne, è ospitata con affetto e dedizione tali da non farle sentire la mia lontananza per il rigoroso isolamento a cui lei e tutti gli ospiti sono sottoposti a difesa dal virus. L’aria serena e sorridente che dimostra quando me la fanno vedere e salutare in videotelefonata mi conforta ogni volta.

Marco Cesari – Savigliano

«Professionalità e umanità dagli operatori de Il Solco»

Riceviamo e pubblichiamo

A tutti noi è chiesto di restare a casa, ma ci sono alcune persone che non possono farlo. Gli operatori della comunità “Il Solco” sono tra queste. Sono stati chiamati a fare turni massacranti, riposi che sono saltati e… con la solita determinazione e professionalità hanno dato il massimo. Hanno rischiato ogni giorno la propria salute per stare al fianco dei ragazzi. Non possiamo che ringraziarli e dir loro che siamo consapevoli e riconoscenti per tutto quello che stanno facendo. Quando usciremo da questo tunnel, non dimenticheremo la professionalità e generosa disponibilità dimostrate. A tutti gli operatori va la nostra ammirazione e gratitudine perché se i nostri ragazzi sono riusciti ad accettare tutte le privazioni di questi mesi è stato solo merito loro. Un grazie per tutto quello che stanno facendo.

Famiglia Masocco – Scarnafigi

«Sono il Bimbomaggio, ci vediamo l’anno prossimo»

Riceviamo e pubblichiamo

Buongiorno a tutti, grandi e piccini. Ho meditato a lungo sull’opportunità di scrivere questa lettera, che certamente apparirà insolita, ma poi ho deciso che è necessario farlo. Sono il Bimbomaggio, proprio quello che è tornato da voi alcuni mesi fa e che vi ha fatto sperare in un inizio estate all’insegna del canto, della musica, dell’armonia e della piacevolezza dello stare insieme. Non potete immaginare quanto entusiasmo e quanto impegno sia stato profuso dai miei organizzatori senza che voi ve ne accorgeste: d’altra parte, ditemi, c’è forse qualcosa che dia più gioia al cuore del far contenti gli altri? Io credo di no. Aver ascoltato le voci di tanti bambini che hanno aderito entusiasti all’iniziativa con i loro genitori mi ha dato una sferzata di adrenalina e mi ha riempito di orgoglio: per quanto mi porti sulle spalle il peso di oltre trent’anni di edizioni non ho perso né smalto né brillantezza e non certo per merito mio. I bambini che parteciparono alle prime edizioni sono ormai adulti e mi commuovo un po’ quando li vedo accompagnare i loro figli da me… Sono un gran sentimentale, lo so, ed è in fondo per questo che ho deciso di scrivervi: sto preparando le mie valigie, piene di note e di parole, di spartiti e di canzoni, perché purtroppo non potrò essere con voi. La situazione del momento, il difficile compito che ci è stato affidato di tutelare la nostra e l’altrui salute non ci permetterà di stare insieme, di radunarci, di condividere le nostre passioni. Come tante altre manifestazioni mi ritiro in buon ordine, con un profondo dispiacere. Voglio, però, che voi sappiate quanto costa agli amici di “Goccia dopo Goccia” rinunciare dopo tanto lavoro, dopo tante e tante ore spese per organizzare, ascoltare, decidere e programmare. Ma nulla di quanto è stato fatto andrà perso, un tempo migliore, più a nostra misura, ci attende dietro l’angolo e noi saremo pronti a ricominciare. Nessuno sa quanto ci vorrà, ma il “Bimbomaggio 2021” sarà più bello che mai, forte di tutto il cammino fatto insieme. Ecco, è tutto qui: i ragazzi ed io vi promettiamo di fare tesoro di ciò che abbiamo costruito insieme prima che il virus, un nemico subdolo e beffardo, mandasse all’aria tutti i nostri e i vostri piani, pronti a ricominciare insieme a voi. Abbraccio i bambini e i genitori, forte dell’affetto che mi avete dimostrato nei mesi da poco trascorsi. Appuntamento a maggio del prossimo anno!

Il vostro Bimbomaggio – Racconigi

«Iniziative concrete per la stagione della frutta»

Riceviamo e pubblichiamo

La stagione della raccolta della frutta nel territorio saluzzese è ormai alle porte. Verranno impegnati in media di 9.000 lavoratori, italiani e stranieri per i quali andranno definite regole certe per limitare al massimo il rischio contagio nei campi, nei magazzini e negli alloggiamenti che verranno allestiti. Dopo aver assistito meravigliati alla nascita di nuovi tavoli sull’emergenza Covid a Saluzzo, parziali nella composizione e deficitari nelle proposte avanzate, abbiamo avuto una prima presa di contatto con le associazioni Coldiretti, Confagricoltura, Cia. All’ordine del giorno sono stati affrontati i temi richiamati dal protocollo nazionale per il contrasto del virus nei luoghi di lavoro, condiviso tra governo e parti sociali il 14 marzo e aggiornato il 24 aprile. Il protocollo nazionale prevede la costituzione di comitati aziendali/territoriali composti dalle rappresentanze sindacali, datoriali, dei lavoratori per la sicurezza. Tenuto conto della specificità del territorio saluzzese, dei rischi diretti e indiretti derivanti dall’emergenza in atto a cui sarebbero sottoposti i lavoratori e le comunità locali qualora non si adottassero tutte le misure di prevenzione necessarie, abbiamo proposto che il costituendo comitato territoriale si avvalga della consulenza di esperti sanitari e di allestimento campi di accoglienza. Servono iniziative concrete: i tavoli a effetto li lasciamo ad altri, Comuni del territorio, parti datoriali e organizzazione dei produttori che forse non hanno ancora compreso fino in fondo la complessità del problema e allontanano le soluzioni che vanno ricercate nelle sedi preposte a livello regionale e territoriale. Altro tema in discussione è la carenza di manodopera e la necessità di individuare un sistema snello e efficace di incrocio domanda offerta di lavoro. A tal proposito giudichiamo positivamente la novità del portale regionale “Io Lavoro” e pensiamo che debba diventare la piattaforma di riferimento e non uno dei tanti possibili strumenti. Deve avere un accesso semplificato, multilingue e chiaro nella manifestazione del fabbisogno di manodopera. Tutto ciò favorirebbe l’allestimento di un sistema di accoglienza sicuro dal punto di vista igienico e sanitario basato su numeri certi e conosciuti. In sintesi, serve uno sforzo comune e un diverso approccio delle Istituzioni pubbliche e delle associazioni datoriali del territorio saluzzese. La tenuta economica del comparto frutticolo non può prevalere sulla tutela della salute dei lavoratori e delle comunità locali. È un equilibrio che va ricercato nel confronto con tutte le parti coinvolte. Noi saremo conseguenti nelle azioni che metteremo in campo.

Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil Cuneo

«Spunti verdi per rifondare le nostre città»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di Legambiente rivolta ai sindaci di tutt’Italia

Per superare l’emergenza coronavirus e per far ripartire le città italiane servono risposte e soluzioni eccezionali. Per questo, cari Sindaci, non vi limitate all’ordinario, non restituiteci le vecchie città. Il vostro mestiere richiede visione di futuro, soluzioni inedite, capacità di guidare la comunità verso frontiere nuove. E oggi che tutti abbiamo sperimentato una condizione eccezionale, non c’è momento migliore per osare lo straordinario. Insieme ce la possiamo fare. Le nostre città possono essere un fantastico banco di prova per dimostrare che si può cambiare il mondo in meglio, sperimentando le vie green verso nuovi modelli di sviluppo. Occorre intervenire subito su quelle misure che hanno una valenza sanitaria e ambientale e che possono dare delle risposte alle regole imposte dal Covid19. Con queste 5 misure che proponiamo oggi ai sindaci, milioni di lavoratori, studenti e famiglie potranno muoversi da subito in maggiore sicurezza e libertà contribuendo a ridurre le emissioni di gas serra. Per far ciò è indispensabile un impegno da parte di tutti, cittadini, sindaci, società di trasporto e governo, consapevoli che il Paese oltre ad un decreto Cura Italia, ha bisogno anche di provvedimenti che mettano al centro le città e i comuni perché è da qui che bisogna prima di tutto ripartire. 1) Sicuri sui mezzi pubblici: molte persone avranno paura a prendere bus e treni, tram e metro per timore del contagio. Per questo man mano che le città ricominceranno a muoversi, si dovranno programmare con attenzione le corse, garantire le distanze di sicurezza, bisognerà ripensare anche gli orari della città per evitare congestione e traffico nelle ore di punta. Sarà fondamentale un continuo e attento monitoraggio, sia dei mezzi che delle stazioni, dove si dovranno introdurre controlli e tornelli per contingentare gli ingressi oltre a garantire una quotidiana sanificazione. In Spagna il governo ha stabilito l’obbligo di mascherine sui mezzi pubblici e ha garantito la distribuzione di oltre 10 milioni da distribuire nelle stazioni principali. Per fare tutto questo ci vogliono risorse. In parte il governo ha risposto, ma è evidente che non basta perché le aziende pubbliche hanno bisogno di investimenti e già soffrono per la riduzione di introiti da biglietti dovuta a questi mesi di stop. 2) Più persone in bici e percorsi ciclabili nuovi. La bici è il mezzo che permette il migliore distanziamento: per cui è ora il momento di realizzare percorsi ciclabili temporanei (con segnaletica orizzontale e verticale) lungo gli assi prioritari e le tratte più frequentate, riservando lo spazio per poi dotarli di protezioni e passaggi esclusivi mirando a trasformarli nei mesi successivi in vere ciclabili. È la soluzione che stanno praticando già diverse città del mondo: da Montpellier con una striscia di vernice e cordoli di protezione con conetti provvisori, a Berlino allargando le piste ciclabili con nuove strisce laterali. Stesse misure decise a Bogotà, a Vancouver, New York, Boston e Parigi. In Nuova Zelanda il Governo ha deciso di finanziare queste misure da parte dei Comuni. Questi interventi sono a costo quasi zero e le risorse per realizzare vere ciclabili ci sono: nella Legge di Bilancio 2020 sono stati stanziati 150 milioni di euro per il co-finanziamento di percorsi ciclabili urbani. Cosa aspetta il Ministero delle Infrastrutture a emanare il decreto che fissa i criteri per l’erogazione dei fondi? Intanto però i Comuni si possono preparare, in modo da avere progetti seri da candidare e un piano da cui “si evinca la volontà di procedere allo sviluppo strategico della rete ciclabile urbana”, come sottolinea la Legge, in modo che nel 2021 possano partire i cantieri. E che si tratti di reti ciclabili fatte bene, magari copiando il format della Bicipolitana di Pesaro e replicandolo ovunque. 3) Rafforzare la sharing mobility. Le più efficienti alternative all’auto privata in città, per chi non vorrà prendere i mezzi pubblici, dovranno diventare tutti i mezzi in sharing: auto (meglio elettriche), bici, e-bike, scooter elettrici e monopattini. I Comuni dovranno stringere accordi con le imprese per avere più mezzi e in più quartieri, a costi molto più contenuti. Serviranno risorse, ma il servizio potrà avere grande successo e in parte ripagarsi. In ogni caso saranno soldi ben spesi quelli per potenziare il servizio (con controllo, sanificazione e ridistribuzione dei mezzi nelle diverse ore e luoghi della città) perché avremo offerto mobilità sostenibile a buon mercato a milioni di cittadini. 4) Aiutare i cittadini a rottamare l’auto e scegliere la mobilità sostenibile. Qui i sindaci devono farsi sentire, perché le risorse ci sono! Cosa aspetta il Ministero dell'Ambiente a mettere a disposizione i fondi per “Programma Buoni di mobilità” previsti dal decreto Clima approvato a dicembre scorso? Sono previsti 75 milioni per il 2020 e 180 milioni di euro per le annualità successive. Si tratta di 1.500 euro alle famiglie che rottamano una vecchia auto che non può più circolare (Euro3) oppure 500 euro per un vecchio ciclomotore, per acquistare abbonamenti, e-bike e sharing mobility. Si potrebbe così subito dimezzare la spesa media per i trasporti per 250 mila famiglie italiane. 5) Più smart working. Ai Sindaci Legambiente chiede di spingere sul lavoro agile per riorganizzare il lavoro dell’amministrazione pubblica e aiutare tutte le attività che scelgono di andare in questa direzione. Serviranno risorse, ma soprattutto idee nuove e andrà coinvolto il Governo, ma esistono tutte le possibilità per premiare con vantaggi fiscali sia le aziende che i lavoratori che decideranno di puntare su soluzioni innovative di smart working e mobility management di comunità. Ad esempio i vantaggi fiscali di cui oggi beneficiano le auto aziendali possono essere estesi anche a mezzi e investimenti organizzativi per il lavoro a distanza, ai mezzi pubblici, alla condivisione e alla mobilità elettrica o muscolare in tutte le sue forme.

Giorgio Prino, presidente Legambiente Piemonte e Valle d’Aosta

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