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Al direttore

«Asilo nido comunale un servizio splendido»

Gent.mo direttore, approfittiamo di questo spazio perché ci terremmo a manifestare il nostro vivo apprezzamento per un servizio presente sul nostro territorio: l’asilo nido Comunale Peter Pan. La coordinatrice Loretta Lovera e le sue educatrici sanno far brillare questa realtà in termini di valorizzazione di ogni bambino, integrazione, inclusione, accoglienza, consapevolezza educativa e psicopedagogica, prova ne è la felicità che leggiamo ogni giorno nello sguardo dei nostri figli. Siamo molto contenti che a Savigliano sia attivo questo splendido servizio.

Un gruppo di genitori di bambini iscritti all’Asilo Nido Comunale Peter Pan - Savigliano

«Il decreto immigrazione aumenterà gli irregolari»

La Rete di imprese “Rifugiati in Rete”, composta da nove cooperative sociali che si occupano di accoglienza in provincia di Cuneo tramite il sistema SPRAR, (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) e CAS (Centri accoglienza straordinari) guarda con forte preoccupazione al decreto sull'immigrazione approvato in questi giorni. Il decreto prevede con l'articolo 1 l'abrogazione della protezione umanitaria, che oggi rappresenta circa il 25% degli status assegnati ed è a fianco della protezione politica e sussidiaria uno degli strumenti giuridici che permette la traduzione del diritto d’asilo in Italia, un diritto soggettivo garantito dall’articolo 10 della costituzione. L'abrogazione o la forte limitazione di tale diritto rischierà di creare un aumento dei contenziosi giudiziari e un forte incremento degli irregolari in Italia con il conseguente aumento dell'illegalità, della marginalità sociale e dell'insicurezza nel nostro Paese, a partire da quei Comuni e comunità, che rischiano di pagare il prezzo più alto nell’essere lasciate sole a gestire le conseguenze di un aumento della presenza di persone clandestine e quindi “senza diritti”, con innegabili risvolti sulla sicurezza delle nostre comunità. Il decreto prevede inoltre che il sistema SPRAR che ad oggi si occupa in modo progettuale e sistemico dell'accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati venga limitato solo ai titolari di protezione politica e sussidiaria, escludendo i richiedenti asilo per motivi umanitari, cioè le persone che devono essere ascoltate dalle Commissioni territoriali che devono verificare l’insussistenza di elementi impeditivi all’espulsione. Ribadiamo che il sistema dello SPRAR debba essere il sistema prioritario di accoglienza dei richiedenti asilo e rifugiati, superando il sistema emergenziale dei CAS che in questi anni ha svolto un importante ruolo nella straordinarietà delle accoglienze, ma è anche stato il sistema soggetto a più abusi. La progettazione SPRAR prevede il forte coinvolgimento dell'Ente Pubblico (il Comune), la professionalità degli operatori sociali e un sistema puntuale di rendicontazione delle spese che limita la speculazione e favorisce la retribuzione del lavoro effettivamente svolta. Lo SPRAR ha inoltre la finalità di includere socialmente le persone di cui si prende cura attraverso l’apprendimento linguistico, la formazione al lavoro e l’accompagnamento legale, affinché si limiti il numero di persone nei dormitori, nella tratta della prostituzione e dell’accattonaggio. Come Rete di cooperative ci impegneremo a costruire o appoggiare iniziative volte a informare e sensibilizzare le comunità locali.

La Rete di imprese Rifugiati in Rete - Cuneo

«I problemi del lavoro non hanno soluzioni semplici»

Gentile Direttore,

Di lavoratori ne ho assistiti davvero tanti. Ancora adesso (e sono in pensione ) arrivano mail e telefonate di lavoratrici e lavoratori che si sfogano per presunte costrizioni e umiliazioni psicologiche mortificanti. Chiedo, dunque, ospitalità per la pubblicazione di una “lettera aperta” destinata a loro e agli imprenditori. Agli imprenditori – Conosco i vostri problemi; non riesco tuttavia (detto senza generalizzare ) a capacitarmi del fatto che delle maestranze possano subire quel che mi viene riferito. La vostra maturità imprenditoriale dovrebbe servirvi a comprendere che occorre motivare i dipendenti e renderli partecipi nell’attività d’impresa, col risultato che essi potrebbero scuotere e stimolare l’azienda stessa. Pensate al miglioramento che si avrebbe nella qualità dei servizi e dei prodotti finiti: considerereste ancora i lavoratori solo una voce passiva del bilancio d’esercizio? O parte attiva di uno stato patrimoniale continuamente arricchito? è questione di logica, non ragioneristica. Costi patrimonializzati o patrimonializzabili, così dovreste chiamarli e considerarli. Ai lavoratori – Comprendere cosa sta accadendo è difficile. D’altronde lo stesso linguaggio usato sembra inventato per confondere: “mutui sub-prime”, “contagi”, “titoli e obbligazioni”, “borse e mercati”, “finanziarizzazione dell’economia”, “credit crunch”, “crediti deteriorati”, bad bank”, “cash flow”, “spread, deficit, debito e PIL”, “domanda aggregata”, spesa in deficit” ecc. ecc. Tuttavia è necessario, anche da parte vostra, uno sforzo culturale. Non si possono dare risposte semplici a problemi complessi, altrimenti si cade in scelte emotive: è necessario capire, ne avverto l’urgenza. Vi pongo una domanda molto semplice, ma emblematica: pensate che la vostra azienda incominci a perdere in redditività e, conseguentemente, dal controllo del suo flusso di cassa (danaro, soldi ) si accorge di avere meno liquidità e che quindi per continuare a produrre abbia bisogno di credito. Chiedetevi: da quel momento chi è che comanda nella vostra azienda? L’imprenditore o i suoi creditori? Chi è che decide sul vostro futuro? L’impresa o le banche creditrici? Questo è un banale esempio, ma vi sono molte altre cose da dire che non possono essere contenute in una lettera. Sono disponibile, per chi vuole, a organizzare incontri/dibattiti/confronti su tutte le questioni che più vi interessano. Chi è interessato può contattare Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. . Cordiali saluti

Piergiorgio Tronci – ex tecnico Confederale Cisl e autonomo Asal - Saviglian

«Ma quale sessismo? Solo questioni pratiche»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dal momento che il Comune è stato tacciato di sessismo in merito alla procedura di assegnazione degli impianti sportivi, provo a fare chiarezza su quanto accaduto, senza alcuna vena polemica. Il Comune di Savigliano quest'anno ha ricevuto richieste di utilizzo del campo Antistadio da parte della squadra U.S.D Saviglianese Femminile e delle squadre maschili di U.S.D Saviglianese e Pro Savigliano, che da questa stagione partecipano allo stesso campionato di Prima Categoria. Avendo richieste di ore superiori alla disponibilità della struttura, si sono dovute fare delle scelte. Sulla base dei criteri di anzianità previsti dall'apposito regolamento, e perseguendo un'ottica di equità (stessa categoria = stesse condizioni), l'Amministrazione ha diramato un orario che prevede lo spostamento di uno dei due allenamenti della squadra femminile su un'altra struttura rispetto a quella richiesta. Tale struttura è il campo "S.Allocco" di Borgo Marene (a detta dei fruitori persino migliore dell'Antistadio), che risulta omologato nel 2010 per partite di Prima Categoria, esattamente come il campo Antistadio, e che è stato e continua ad essere utilizzato dalla squadra Saviglianese Femminile per le partite amichevoli. Sessimo è quando non viene data la possibilità di allenarsi, discriminando fra sessi. Qui nessuno sta togliendo ore o impedendo di allenarsi alla squadra femminile, ma si è semplicemente optato per un cambio di struttura per uno dei due allenamenti settimanali (l'altro come detto è rimasto invariato rispetto alle passate stagioni), proprio per dare la possibilità di avere un monte ore pari a quello maschile. Riassumendo: la squadra femminile ha a disposizione esattamente lo stesso monte ore dello scorso anno; il monte ore a disposizione della squadra femminile risulta pari a quello di tutte le altre prime squadre maschili; gli allenamenti si svolgono su campi di eguale caratteristiche rispetto a quelli utilizzati dalle altre prime squadre maschili; le partite di campionato vengono disputate sul campo principale Morino, esattamente come tutte le altre prime squadre maschili. Non mi sembra questa la situazione di un Comune che non ha a cuore le sorti dell'unica squadra femminile saviglianese, tantomeno una scelta sessista, ma unicamente dettata dalle contingenze che ho provato a riassumere. Gli impianti sportivi sono di proprietà del Comune, che ogni anno ne assegna la fruizione sulla base di un apposito Regolamento. Le scelte possono essere condivise o meno, criticate o meno, non mi sono mai sottratto al confronto e chi ha avuto a che fare con me in questo anno di mandato lo sa, pertanto trovo profondamente irrispettosa l'accusa di sessismo che ci è stata rivolta. Al massimo il sessismo può essere ricercato in quei dirigenti che strumentalizzano le ragazze per scatenare polemiche su questioni di principio. Impariamo a chiamare le cose con il proprio nome e assumiamocene le responsabilità. L’invito finale è quindi quello di non creare polemiche e non cavalcare onde che non esistono, cercando di dare a Savigliano il clima sereno che merita.

Paolo Tesio – Assessore allo Sport – Savigliano

«Solo i ciclisti adulti non si pentono dell’errore»

Gentilissimo direttore,

voglio, con la presente, ragguagliare Lei ed il “Corriere” sulla situazione relativa alla circolazione delle biciclette sui marciapiedi di Savigliano. La maggior parte dei giovani, degli adolescenti, sia di origine italiana che straniera, si mostra molto sensibile alla comprensione di quanto, io per difendere il mio e altrui diritto di pedone, mi trovo quotidianamente a spiegare loro ovvero: la bicicletta è un mezzo di trasporto e non un giocattolo; prima ancora che un’infrazione alle leggi, andare in bicicletta sui marciapiedi è una prova di infantilismo, una mancanza di responsabilità verso se stessi che si fa pagare agli altri. I giovani comprendono questo messaggio di libertà; capiscono che vivere con dignità significa affrontare la vita a testa alta, difendere i propri diritti rispettando quelli altrui, non svincolare di fronte a tutto credendosi “furbi” ma essendo, in realtà, dei paurosi. A loro va tutta la mia stima e simpatia. Purtroppo moltissime persone adulte, sia uomini che donne, non si dimostrano all’altezza di se stessi, trovando sempre nuove giustificazioni alla loro incapacità di avere un atteggiamento responsabile, cioè utilizzando la bicicletta sulle strade, sulle piste ciclabili, o, se sul marciapiede, portandola a mano. Reagiscono anzi spesso con sdegno e minacce per nascondere la loro incapacità ed il loro orgoglio, ferito dall’evidenza del loro torto, di fronte a me che non sono altro se non un semplice cittadino qualunque, un pedone che ha il coraggio di difendere un diritto suo e di tutti.

Massimo Zollesi – Savigliano

«Io multato, mai le auto davanti al mio portone»

Riceviamo e pubblichiamo:

Premesse: abito in centro storico dal 2011, non da ieri; non ho mai preso una multa per divieto di sosta in vita mia, tanto sono ligio alle regole, e credo pure di essere uno dei pochi concittadini ad aver sempre avuto una buona considerazione della Polizia Municipale di questo Comune. Festa del Pane 2018: come ad ogni edizione, Piazza del Popolo viene occupata dai gazebo e il mercato si trasferisce su via Saluzzo e corso Roma. Come in occasione di ogni fiera, sono abituato a ritrovare, in prossimità del parcheggio da me utilizzato solitamente, il classico cartello mobile di divieto di sosta con il foglio allegato che specifica date e motivazioni. Mi riferisco, in questo caso particolare, ai due posti macchina su corso Roma, in prossimità del dehor della caffetteria Graziano, di fronte alla panetteria. Lunedì scorso (17 settembre) ho parcheggiato la mia vettura, ma, prima di abbandonarla, ho voluto assicurarmi che non ci fosse alcun cartello. E così è stato. L’unico che ho visto nelle vicinanze era appoggiato parecchi metri più avanti, in mezzo alla siepe, senza alcun foglio allegato, davanti alla banca (dove non ci sono posti macchina, peraltro). Ho pensato che quest’anno fosse cambiato qualcosa e ho lasciato la mia vettura senza preoccupazioni. Questa mattina la contravvenzione luccicava sotto al tergicristalli del parabrezza. Ho telefonato ai vigili chiedendo spiegazioni e, come mi aspettavo: «Il cartello c’è da giorni, è lei che non l’ha visto, le ho messo personalmente la contravvenzione e ringrazi che non le abbiamo portato via la macchina.» Insomma, pure cieco e/o bugiardo. La multa l’ho pagata (il ricorso mi sarebbe costato otto euro in meno e con esito quasi certamente negativo); questo, in un momento in cui anche 28 euro, per me, sono una cifra davvero importante. Quello che è sicuro è che 1) non pensavo di arrivare, proprio io, a dare ragione ai qualunquisti che affermano che in questo Paese comportarsi bene non paga; 2) non esprimerò mai più pensieri gentili per una sola divisa e 3) da oggi chiamerò il numero di telefono dei vigili per ognuna delle 20, 30 volte al giorno in cui i clienti della banca, dei bar prospicienti e delle altre attività attigue abbandoneranno i loro veicoli (fuoristrada, SUV, spesso addirittura vistose Ferrari) davanti al mio passo carrabile.

Sergio Bertani – Savigliano

«Le elezioni provinciali sono una farsa»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sono in atto le manovre per la elezione del presidente della Provincia e del Consiglio provinciale che avverrà il 31 ottobre prossimo se non ci sarà un provvedimento di legge per il cambiamento della legge Delrio del 2014. Stando a queste manovre c’è chi vuole una lista unitaria, c’è chi vuole liste alternative, c’è chi vuole liste civiche e c’è chi vuole un presidente espressione dei Comuni minori che si sentono poco rappresentati. Se si esclude la posizione di Fratelli d’Italia e Lega Nord contrari alla riforma Delrio, non c’è nessuno che sollevi il problema che l’Ente Provincia è stato ridotto in stato di coma, senza ruolo preciso e contenuti programmatici, senza finanziamenti e senza rappresentanti eletti dalla popolazione. Nessuno che chieda a livello parlamentare di ripristinare pienamente questo ente locale che, con un forte radicamento territoriale, coordinava lo sviluppo economico, affiancava i Comuni, soprattutto i piccoli, promuoveva la realizzazione di infrastrutture, arginava il centralismo della Regione e favoriva la collaborazione fra aree confinanti. Di fronte all’attuale simulacro di Provincia il presidente Borgna dichiara “siamo riusciti a fare miracoli”. Premesso che di questi “miracoli” non ce ne siamo accorti, ma se anche così fosse, è possibile governare l’ente confidando nei miracoli anche nei prossimi anni? In assenza di un corale impegno parlamentare, per il 31 ottobre sono previste elezioni farsa, che non comportano più il diritto di andare a votare da parte dei cittadini, ma il voto dei consiglieri comunali di tutta la provincia. Quanto sia larga questa base democratica di partecipazione, basta rilevare che nelle scorse elezioni del 2016 avevano votato solo 1.060 amministratori comunali su 2.800 aventi diritto. Accade così che qualificati esponenti della vita politica e della società civile non possono rappresentare le varie, differenti zone territoriali. Gli amministratori locali – chiunque sarà eletto – non si rendono conto che la Provincia com’è attualmente non può più essere un interlocutore certo e operativo sul territorio per le funzioni cosiddette di area vasta (viabilità, trasporti, scuola, irrigazione, energia).

Paolo Chiarenza – Busca

«Grazie a chi ci ha fatto tornare indietro nel tempo»

Riceviamo e pubblichiamo:

È bello ritornare ogni tanto ai tempi dell'infanzia e dell'adolescenza e farlo in occasione solidale ha ancora più valore. Vorrei ringraziare l'Associazione "Semi di Baobab" per il Burkina Faso e Racconigi eventi per avere radunato i musicisti Racconigesi di ieri e di oggi per una serata davvero speciale nella quale si sono ricordati personaggi, aneddoti, storie di vita cittadina e momenti davvero toccanti appartenuti ad un passato ormai lontano. Ringrazio la Leva del 56, sempre presente e tirata a lucido per le grandi occasioni, le magnifiche cuoche dello stand della ristorazione e tutti coloro che hanno dato il loro appoggio ad una iniziativa che ha lasciato un segno nel cuore dei partecipanti. Davvero, questi anni non li abbiamo vissuti invano. Con tutto il cuore, alla prossima!

Michelangelo Banchio – Racconigi

«Amministrazione sessista con il calcio femminile»

Riceviamo e pubblichiamo:

Durante il Consiglio Comunale del 27 giugno l’Amministrazione comunale consegnava una pergamena alla USD Saviglianese FBC 1919 Femminile per “l’impegno profuso a favore della promozione dello sport e per l’importante traguardo raggiunto con la promozione al campionato regionale di serie C”. Non sono trascorsi tre mesi e la Civica Amministrazione preclude, dopo due stagioni calcistiche, alle ragazze l’allenamento del venerdì sera nell’antistadio per concedere, bontà sua, l’allenamento a Borgo Marene. Motivo di questa decisione? Perché la Prima Squadra Femminile è nata nella stagione calcistica 2016-2017 e quindi ha un’anzianità inferiore rispetto a chi ha chiesto e ottenuto di allenarsi al venerdì sera nell’Antistadio. Nel “Regolamento dell’utilizzo impianti” si parla esclusivamente di “Società con maggiore anzianità” e non fa assolutamente alcun distinguo, nella stessa società, tra una squadra piuttosto che un’altra! È chiaro che per la nostra Amministrazione la Prima Squadra femminile non ha gli stessi diritti di quella maschile! Interpretazione del regolamento sessista e tracotante. Fanno chilometri per allenarsi, si sacrificano, si allenano tenacemente con la pioggia, il vento, con la neve………Eppure! La cosa che lascia di più l’amaro in bocca è questa malsana ipocrisia che ruota intorno al calcio femminile. In questo paese dove finalmente si fanno leggi per la parità dei diritti dei sessi, dove le coppie arcobaleno possono finalmente sposarsi liberamente, dove la maggior parte del popolo è per la non discriminazione a qualsiasi livello, le donne, innamorate di questo sport che non può essere solo maschile, sono penalizzate da una sottocultura vecchia e fastidiosa se non addirittura da meri giochi di potere.

Corrado Turco – Savigliano

«Gli impianti sono della città non delle società sportive»

Riceviamo e pubblichiamo:

Ci mancavano solo Carabinieri e Polizia municipale davanti all’ingresso del Morino di Savigliano venerdì sera per capire a che punto siamo arrivati con la situazione dei campi e dei locali degli impianti calcistici Saviglianesi. Ci voleva tanto spiegamento di forze per fare rispettare le regole dettate dal Comune? C’è gente a Savigliano che fa quello che vuole. Di chi sono gli impianti sportivi comunali (campi da gioco e locali di pertinenza)? Sono dei cittadini saviglianesi e dei loro figli, delle società sportive saviglianesi con tesserati saviglianesi o di chi? Ho consegnato al sindaco e assessore dello Sport del nostro Comune la situazione, con numero di tesserati e paesi di residenza, delle società calcistiche saviglianesi. Spero che ne facciano un buon uso, visto che nel nostro caso (Savigliano Calcio Fc-Sc e Pro Savigliano), attendiamo ancora dei locali nei vari impianti (dati in concessione il 29 giugno dall’Ufficio Tecnico Comunale a partire dal primo settembre) e non ancora svuotati e consegnati da società a cui non spettano più. Locali come magazzini e sedi che ci permetterebbero di fare calcio e sport in modo decoroso, sia nei nostri confronti che delle varie famiglie saviglianesi che hanno creduto in noi.

Viva il calcio e viva lo sport. Gigi Ponzi – Savigliano Calcio

PD: «Affidiamo a un esterno lo studio sui parcheggi»

Riceviamo e pubblichiamo:

A seguito di quanto accaduto nel corso della riunione della cosiddetta “Consulta Viabilità” tenutasi lunedì 10 settembre, riteniamo, come gruppo consiliare PD, di dover precisare alcuni aspetti e ciò al solo fine di chiarire una volta per tutte la nostra posizione nel merito ed evitare inutili quanto pretestuose strumentalizzazioni. L'esito della suddetta riunione ha fatto emergere l'oggettiva impossibilità della consulta stessa di pervenire alla stesura di un documento che prima di una connotazione politica, deve essere sorretto da una forte base tecnica. Siamo quindi a chiedere di voler riconsiderare l’idea di affidare a un consulente tecnico specializzato e a tal fine espressamente individuato, la redazione uno studio di fattibilità adeguato alle attuali e future esigenze cittadine, al fine di individuare e sviscerare quelli che sono gli snodi fondamentali legati alla questione viabilità e dare quindi la possibilità a tutti gli amministratori e alle parti in causa chiamati a dirimere la questione di avere, definiti nella loro interezza, tutti i ragguagli tecnici. Siamo perfettamente a conoscenza delle difficoltà che presenta il bilancio comunale, riteniamo però che, vista la complessità della materia e la sua assoluta importanza (stanti le sue ricadute sulla vita quotidiana di tutti i cittadini di Città di Savigliano) che uno sforzo in questo senso sarebbe quanto mai opportuno e auspicabile. L’istituzione della consulta era stata pensata e voluta per favorire un approccio partecipativo che meglio fosse in grado di cogliere le esigenze di tutti i cittadini e non possiamo quindi che esprimere il nostro più profondo rammarico per l'esito non positivo e per le difficoltà emerse in seno a un tavolo, pensato e nato per unire e non per dividere.

Gruppo Consiliare Partito Democratico Savigliano

«Auto troppo veloci in via Silvio Pellico»

Egregio direttore,

risolto il caso dei gatti spariti in Vernetta, quando si affronterà il grosso problema della zona che è la viabilità interna, in particolare sulla via più trafficata che è via Pellico? Credo non interessi a molti, a parte in campagna elettorale quando tutti si sono lanciati in grandi promesse (in particolare i cinque stelle e le destre), salvo poi far cadere nel nulla anche l'unica proposta sensata che per lo meno prendeva a cuore il problema che era quella del senso unico. Premesso che un senso unico forse poteva essere fin troppa manna dal cielo, ma si poteva almeno cercare di ridurre la velocità, disegnare dei parcheggi alternati o capire a cosa servano quei new jersey abbandonati a un certo punto della strada, come nelle peggiori periferie, o forse creare attraversamenti pedonali rialzati tipo Vernetta 2 o zona San Giacomo. Chi arriva da Monasterolo, poi gira alla cieca e a tutta velocità, trattori compresi (ci sarebbe un divieto di transito per loro...): ho paura che la presunta soluzione sarà trovata nel nuovo dissuasore arancione (finto e non funzionante) che sarà posto chissà quando in Strada Monasterolo. Ma, d'altra parte c'è anche chi crede che le volpi uccidano più gatti di quanto non facciano le macchine che li asfaltano, quindi ci aspettiamo di tutto.

Luigi Dalmasso – Savigliano

«Ora sarebbero inutili i trattamenti antiparassitari»

Riceviamo e pubblichiamo questa nota, inviata dagli uffici comunali, a risposta dell’appello lanciato la scorsa settimana da un gruppo di cittadini per intervenire sulla proliferazione delle larve delle piante:

A causa del clima cambiato, con inverni caldi negli ultimi anni e questo inizio settembre molto caldo, si è registrata, anche a Savigliano, una massiccia presenza di Ifantria americana, un insetto defogliatore. In considerazione dell’allarme provocato per danni alla vegetazione e disagi dovuti alla presenza di bruchi, si precisa che l’Ifantria non è la Processionaria e la generazione estiva, a inizio settembre, abbandona la vegetazione per diventare crisalide e svernare: in tale occasione si dirige su muri ed edifici per cercare riparo. L’Ifantria non è pericolosa né per l’uomo né per gli animali domestici, né si possono fare trattamenti preventivi, che sarebbero stati da fare a luglio quando però il fenomeno non era ancora esploso e non si poteva preventivare di queste proporzioni. Tra il resto i trattamenti endoterapici alle piante sono più dannosi che la defogliazione provocata dal parassita. Trattamenti in questa fase non sono fattibili e sono dannosi sia per la pianta che per l’uomo e l’ambiente. I motivi per cui non fare trattamenti fitosanitari, oltre che a essere tecnici (il parassita provoca defogliazione ma non compromette la vitalità della pianta), economici (non ha senso spendere soldi pubblici quando il parassita non è pericoloso per la pianta e per l’uomo) anche perché a giorni il fenomeno dovrebbe esaurirsi e poi, con i trattamenti, si può causare la morte di altri insetti utili. Il Piano d’Azione Nazionale pone severissimi limiti all’uso di prodotti fitosanitari, da limitarsi al massimo e sicuramente non per interventi superflui (patogeni non pericolosi per l’albero e per l’uomo).

Ufficio Ambiente Comune di Savigliano

«Una bella domenica con la Pedalata del Cuore»

Riceviamo e pubblichiamo:

Ho partecipato con familiari e amici alla pedalata del cuore e al pranzo sotto l’Ala di Piazza del Popolo organizzati dagli Amici dell'Ospedale, dalla Pro loco insieme agli alpini e vorrei evidenziare l'ottima riuscita, ringraziando tutti quelli che si sono prodigati per l'evento e in modo particolare i volontari. Un grazie sincero anche per il pranzo squisito!

Stefania Mina – Savigliano

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