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Al direttore

«L’impegno dei volontari alla festa della Tagliata»

Egregio direttore,

noi dell’associazione E.M.T. (ente manifestazioni Tagliata) siamo rimasti molto amareggiati dal vostro articolo pubblicato sul numero del suo giornale il 31 Luglio in riferimento alla nostra festa. Leggendo l’articolo, ci sono alcune imprecisioni che vorremmo sottolineare per verità di cronaca. 1. La cena al contrario è stata terminata con successo prima del temporale; 2. Il dopo cena con la musica di Radio NumberOne è stata gestita molto bene dal nostro staff in quanto veniva controllata la carta d’identità dei più giovani che venivano a comprare consumazioni alcoliche e con l’inizio del temporale, visto il caos che si stava creando sotto la struttura, si è deciso di sospendere la vendita a tutti di superalcolici e cocktail ( ai minorenni non venivano venduti alcolici fin da inizio serata; purtroppo abbiamo riscontrato successivamente che i ragazzi maggiorenni compravano consumazioni passandone alcune agli amici minorenni fuori dal tendone e di nascosto da buttafuori e staff). 3. L’intervento dei vigili del fuoco non è avvenuto per problemi di ordine pubblico, in quanto i nostri ragazzi con i mezzi agricoli hanno gestito e risolto il problema degli “impantanamenti" fino all’ultimo veicolo per circa tre ore, ma per aiutare due persone disabili in difficoltà a raggiungere la vettura parcheggiata sulla strada asfaltata. Tutti noi organizzatori ringraziamo i vari organi pubblici (carabinieri, vigili urbani, croce rossa e vigili del fuoco di Racconigi) per la collaborazione e la disponibilità nelle varie serate. Purtroppo, in questi giorni siamo venuti a conoscenza di uno spiacevole fatto accaduto durante la festa: durante la sera del nubifragio, alcuni volontari della Croce Rossa sono stati presi di mira da alcuni giovani (che non posso che definire ignoranti e maleducati), che hanno pensato bene di insultarli e offenderli mentre svolgevano il loro operato di volontariato. Come organizzazione ci scusiamo con la Cri di Racconigi: non eravamo a conoscenza di quanto accaduto in quei giorni e condanniamo questi fatti oltraggiosi verso qualsiasi ente di volontariato. Inoltre, chiediamo cortesemente a voi giornalisti di essere più precisi, evitando di screditare l’impegno di chi ci mette tempo e passione per provare a mantenere vive le Feste Patronali ancora esistenti. Distinti saluti,

Sergio Arese – Racconigi

Gentile presidente, Prendo atto delle sue puntualizzazioni e mi unisco a Lei nel ringraziare tutti coloro che, nei nostri paesi e nelle nostre borgate, dedicano impegno e fatica per organizzare appuntamenti e feste patronali, bagaglio di tradizione che non deve essere disperso.

Il direttore

«Cartelli per informare o per fare cassa?»

Riceviamo e pubblichiamo:

Cartelli efficaci… per fare cassa con le multe di divieto di sosta per spazzamento (42 euro cad. 29,4 con lo sconto). Ma cartelli inefficaci per consentire la pulizia ottimale del viale. I cartelli sono piccoli, hanno le dimensioni di quelli dei passi carrai, parole prescrittive con caratteri di 5 cm, posizionate dove capita: su paline di altri segnali, su pali della luce. Un po’ in basso ed un po’ in alto, occultati anche dal fitto fogliame dei tigli, e poco visibili di notte. Alle 7 del 3 agosto, nel tratto di corso Vittorio dal n° 2 al n° 40, ne ho contate dieci con la mia. L’inefficacia della segnaletica è dimostrata dal fatto che, eccetto la mia, le altre auto multate sono di residenti locali. Lì dove la Amministrazioni sono più attente all’efficacia dei servizi, ma meno all’impinguamento delle casse comunali, nei giorni prima degli spazzamenti, esse pongono sul percorso dei cartelli ben visibili di richiamo del divieto. Caro Sindaco, egregio Comandante dei Vigili urbani, avete tempo un mese per dimostrare alla cittadinanza, se ci tenete di più alla pulizia efficace delle strade o alle multe. In ultimo vorrei che faceste sapere a quanto ammonta l’introito delle multe per divieti di sosta sui percorsi di spazzamento nell’anno in corso. Con ossequio.

Beppe Racca – Piossasco

«La dedizione che sta portando frutti»

Riceviamo e pubblichiamo questa testimonianza che arriva dall’Albania:

Non è sempre facile raccontare un “vissuto” soprattutto se intenso e conciso, proprio come di quello trascorso la settimana scorsa qui a Barbulloje con i giovani Gators guidati da Massimiliano Gosio per tutti “Go”. E il secondo anno che questi bravi giovani regalano al nostro villaggio e quindi ai bambini, ai ragazzi , ai giovani un tempo di educazione e formazione al gioco e allo sport. Quest’anno il “campo” è stato particolarmente interessante e divertente perchè Go ha saputo affiancare e coinvolgere in modo veramente costruttivo i nostri 16 animatori (giovanissimi) ai suoi 7 giovani ormai veterani di esperienze e conoscenze. Esito splendido, dopo i primi approcci di conoscenza hanno creato un unico grande gruppo con lo stesso obiettivo: educare al divertimento, divertirsi e far divertire. Il grande prato, affittato per l’occorrenza, ogni giorno era gremito di bambini e ragazzi che sotto il sole cocente alzavano al cielo le loro grida di sfida, di entusiasmo e di vittoria. Puntualmente alle 8,30 arrivava un furgone carico di bambini che, per la troppa lontananza e sole cocente non potevano venire a piedi. Grande gioia per loro! Giochi ben preparati e sempre accompagnati dagli animatori, disponibili e attenti che davano la possibilità a tutti di partecipare con gioia lasciando da parte la timidezza o la scontrosità. Due serate sono state dedicate alla formazione di tutti gli animatori (da notare che è la prima volta che le nostre ragazze sono uscite dopo cena, naturalmente in compagnia di noi suore). Il carissimo Go con dinamiche attive, proiezioni, spezzoni di film e coinvolgimento degli animatori ha trasmesso con semplicità e chiarezza la figura dell’animatore, confrontandolo con alcuni passi del Vangelo dove era evidente la domanda: “Come si è comportato Gesù?”. Concretizzazioni che hanno fatto veramente riflettere e di conseguenza guardare a Gesù, vero animatore. Come questo, altri messaggi sono stati trasmessi ad ognuno che a suo tempo porteranno frutto. Insieme abbiamo visitato il Centro “Madre Bonino” che è piaciuto tanto ed è aperto a chi volesse venire a trascorrere un tempo come volontario con noi suore per il bene di questa gente che ha ancora tanto bisogno di aiuto. Un grazie sincero all’amico Go e a tutti i suoi giovani per il bene portato in questo villaggio, bene apprezzato dal parroco (padre Salvatore), dai sacerdoti, dalle famiglie e non per ultimo da noi suore che ne vediamo la necessità e, piano piano, anche i primi frutti. Grazie e a presto!

Le suore della Sacra Famiglia – Barbulloje (Albania)

«Quei tagli nei boschi che danneggiano gli animali»

Egregio direttore,

qualche settimana fa nel comune di Savigliano lungo la sponda destra del Varaita sono stati effettuati tagli della vegetazione ripariale di notevole entità anche a carico di alberi ad alto fusto, per altro non pregiati, finiti probabilmente in cippato, anche se è verosimile che questo non fosse l'unico obiettivo che l'operazione si era proposto. Ma lo sa il magistrato del Po che in questo periodo (luglio-agosto) proprio in questi siti, gli ultimi rimasti di natura non coltivata, nidifica il lodolaio, un grazioso ed utilissimo falco che viene dall'Africa a nidificare proprio in questi posti e che, inoltre, numerosi passeriformi procedono sempre in questo periodo ad una seconda nidificazione? Perché decisioni che riguardano un bene comune vengono prese a tavolino controllando che le leggi siano applicate bene (e mi auguro che qui lo siano state!) senza pensare alle conseguenze che si possono avere sul campo? Certamente, perché è sotto gli occhi di tutti, in questo caso non c'erano motivi di urgenza e l'intervento poteva essere rimandato a tempi meno problematici per la natura, anche se proprio sotto questo aspetto ci sono seri dubbi sull'utilità e sulle modalità dello stesso. Si tratta in fondo di un problema culturale: quando verrà il giorno, se mai verrà purtroppo, che il burocrate chiederà modestamente il parere a chi studia sul posto (in questo caso l'ornitologo, ma potrebbe essere anche utile sentire il parere dell'entomologo, del mammalogo e così via...) se un intervento e le sue modalità di realizzazione possono essere dannosi all'ambiente?

Luigi Bertero – Savigliano

«Basta con il meno peggio torniamo subito a votare»

Riceviamo e pubblichiamo:

Riconoscendo il ruolo e l’impegno politico della onorevole Chiara Gribaudo del Pd ritengo opportuno commentare brevemente le sue dichiarazioni relative alla possibilità di un prossimo governo giallo-rosso. La parlamentare cuneese auspica un “governo forte, che sappia rispondere a questioni fondamentali, altrimenti il Pd si troverà ancora di fronte una politica fatta di odio e di propaganda”. Non c’è bisogno di andare troppo addietro per ricordare la politica di propaganda del suo mentore Renzi, che nei primi cento giorni del suo governo aveva perfino propagandato uno scadenzario mensile delle questioni che avrebbe risolto. Anche per questo fu definito il “bullo” e poi mandato a casa (anche dai suoi stessi compagni di partito). Riguardo la politica di odio la giovane deputata postcomunista dovrebbe ripassare la storia dell’Italia repubblicana, quella degli anni ipotecati dal PCI e dall’Anpi all’insegna dell’antifascismo settario e becero, che si trascina fino ad oggi con l’accusa generale di razzismo per chi osa contrastare l’immigrazione clandestina, l’accusa di fascismo per chi chiede sicurezza e certezza di pena per tutti i delinquenti italiani (ne abbiamo fin troppi e bastano…) e stranieri (un grosso carico aggiuntivo e incontrollabile). Infine, per quanto riguarda un eventuale governo Cinquestelle-Pd, la onorevole Gribaudo invoca che sia forte. Ma allora anche lei comprende la necessità di un governo autorevole, che goda dei necessari poteri per incidere, in grado di superare veti incrociati, squallidi compromessi, pressioni lobbistiche, diktat dell’Europa e dei poteri forti finanziari. Il governo Lega-Cinque stelle che un anno fa si è voluto fare ad ogni costo è stato quello del meno peggio. Stando a quanto invoca la onorevole Gribaudo vogliamo continuare su questa strada senza prospettive, pur di non chiamare a decidere il popolo italiano?

Paolo Chiarenza – Fratelli d’Italia Cuneo

«Con la caduta del governo attenzione all’Asti-Cuneo»

Riceviamo e pubblichiamo:

“Dopo il discorso del premier Giuseppe Conte che ha annunciato le sue dimissioni e le dichiarazioni di qualche giorno prima del ministro ai Trasporti Danilo Toninelli che ipotizzava la sospensione dell’iter autorizzativo per la Cuneo-Asti nel caso fosse caduto il governo, ho ritenuto giusto dar voce alla preoccupazione dei cuneesi che attendono il completamento dell’opera da molti anni. Spero che prevalga il senso di responsabilità. Ho apprezzato molto il discorso di Conte perché ha sottolineato la necessità di rispettare le istituzioni ed ha proposto di portare avanti le iniziative positive e le opere necessarie, citando proprio anche la Cuneo-Asti. Mi auguro che il prossimo governo confermi la riapertura dei cantieri per completare l’opera, sistemando i problemi autorizzativi ancora in sospeso. Faremo pressioni, insieme a tutto il territorio, sia per sollecitare la riapertura dei cantieri e la ripresa dei lavori della Cuneo-Asti, sia per chiedere di terminare gli altri progetti indispensabili per l’economia e lo sviluppo del territorio”.

Federico Borgna – presidente Provincia Cuneo

«Anche in carcere sognamo un mondo migliore»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta dal carcere "Rodolfo Morandi" di Saluzzo:

A distanza di un anno eccoci di nuovo a mantenere la promessa di scrivere una lettera aperta a ridosso dell'8 settembre, giorno in cui in ogni parte d'Italia si commemorano e festeggiano l'Armistizio e la Resistenza e, quest'anno, anche il giorno in cui è nato (6 settembre) lo scrittore Andrea Camilleri che ci ha lasciati per sempre lo scorso luglio. Simbolicamente ci è sembrata una data appropriata, in quanto siamo persone che vogliono conquistarsi nuovi strumenti di comunicazione, dalla parola, alla cultura, all'istruzione. La lettera dello scorso anno, grazie all’associazione "Cascina Macondo" che ancora una volta ci supporta, e grazie ad alcune testate giornalistiche che l’avevano pubblicata, ci ha dato un grande stimolo. Il gruppo non è più lo stesso: qualcuno è tornato in libertà, qualcuno è stato trasferito, nessuno per fortuna è morto di cancro, altri nuovi detenuti si sono aggiunti. Quello che è rimasto invariato è il desiderio di comunicare con il mondo libero e la volontà di poter essere una risorsa utile a qualcuno. Noi siamo giustamente detenuti per aver violato le leggi degli uomini e stiamo scontando le pene per i nostri reati, ma ci piacerebbe condividere una riflessione con il mondo libero. Sappiamo bene cosa significa la demolizione dell'identità e conosciamo la durezza del ricominciare da zero, da soli, con l'aiuto soltanto di chi il carcere lo frequenta: volontari, professori, studenti, cooperative sociali, che riescono infine a vedere oltre. La nostra piccola voce dagli abissi del carcere, preclusa a tutti i moderni strumenti di comunicazione, dai "like" agli "emoticon", ricorre ancora una volta alla carta e alla penna per fare arrivare un pensiero al di là delle mura. Anche noi siamo uno spicchio di quella stessa cittadinanza di cui tutti facciamo parte. Un mondo migliore non solo lo desiderano coloro che vivono liberi, ma anche coloro che vivono rinchiusi. Vorremmo poter dire, soprattutto ai giovani, quanto sia importante erigere solide basi interiori, fatte di conoscenza, di consapevolezza, di empatia e di capacità dialogica col prossimo. Costruite qualcosa, dentro di voi, che nessuno possa portarvi via e che non possa essere distrutto né da una crisi economica, né da uno stravolgimento sociale e politico, né da cattive compagnie fuorvianti e aggressive. Coltivate l'amore di chi vi conosce e agevolate il formarsi di quello degli altri, perché può succedere che vi resti solo quello, di tutti i beni e di tutte le condizioni favorevoli che vi sembrava di poter controllare. Per voi la vita scorre così in fretta tra lavoro e scuola dei ragazzi. Vi sembra che il tempo non vi basti mai. Per noi detenuti ogni occasione è buona per vestire il ruolo di "risorsa". Ringraziamo coloro che hanno voluto accogliere questa lettera, dedicandoci lo spazio che hanno ritenuto opportuno concederci.

Ally Said Mhando, Antonio Fiorentino, Carmine Cascio, Dino, Domenico Palazzolo, Emilio Toscani, Gian Luca Landonio, Giuseppe Sanfilippo, Ibrahim Mosabal, Matteo Mazzei, Maurizio Tripodi, Roberto Agnello

«Interveniamo prima che qualcuno si faccia male»

Gentile direttore,

faccio riferimento al suo articolo apparso sul suo giornale dal titolo “Questo è il nostro biglietto da visita”, per cui la ringrazio personalmente. Mi unisco con molto piacere a questo appello. Dalle foto che allego, si può notare come ci siano altre zone di Savigliano estremamente bisognose di interventi non solo per lo stato estetico, ma anche per la sicurezza dei cittadini. Percorrendo i portici di Via Beggiami ho raccolto personalmente un calcinaccio di 15/20 centimetri, caduto dal soffitto, che avrebbe potuto ferire qualche passante. Per la cronaca il calcinaccio al mio ritorno era sparito, prontamente rimosso! I portici di Via Cravetta non sono certo in uno stato migliore sia per estetica che per la sicurezza. Le foto parlano da sole. Ci sarebbe bisogno di un intervento immediato, sia che si tratti di immobili comunali che privati. La nostra città è un gioiellino che andrebbe valorizzato. Chissà se questi nostri appelli verranno raccolti, nel frattempo auguriamoci che qualche calcinaccio non ferisca qualcuno.

Silvana Barbero Amati – Savigliano

«Cussa ha affrontato con dignità il processo»

Gentile direttore,

Siamo il gruppo di amici storici del nostro ex-sindaco Claudio Cussa. In questi giorni si è concluso il processo che lo vedeva imputato. Purtroppo è andata come sappiamo. E ce ne dispiace molto. Con queste poche righe noi vogliamo solamente ribadire la nostra vicinanza a quello che è prima di tutto un carissimo amico e poi, a prescindere dalla sentenza, un onesto cittadino che non ha mai messo in primo piano i suoi interessi. Conoscendo Claudio ormai da vari lustri abbiamo sempre apprezzato il modo, tipico e man mano più maturo, con cui ha affrontato le strade che sceglieva di intraprendere. A partire dai gruppi parrocchiali, all’impegno nel sindacato e per finire alle esperienze al servizio dell’amministrazione della nostra città. Il metodo era ed è, fare con umiltà quel che sapeva fare, con la capacità di migliorare con l’esperienza e imparando dagli errori. Abbiamo vissuto insieme questi ultimi anni durante i quali ha fatto fronte, a fatica, allo stress ed alla delusione per le vicende che l’hanno coinvolto. Purtroppo senza riuscire ad alleggerire molto il peso che portava sulle spalle. Non abbiamo nessuna intenzione di commentare l’esito del processo, pur avendo chiare idee in merito, vogliamo solo sottolineare la dignità con cui Claudio l’ha affrontato, con coerenza e coraggio. La cosa che più ci fa piacere è l’avere constatato la partecipazione e la comprensione che ha ricevuto dai cittadini. Pochissime le voci avverse, se non da parte di chi era ed è suo avversario politico. Claudio, scegli le tue nuove strade. Noi la fiducia in te non l’abbiamo mai persa. E speriamo in una conclusione positiva di questa brutta vicenda, anche perché, come ti abbiamo già fatto notare: sei interista, non meriti altre sofferenze.

Gli amici di Claudio – seguono firme

«Più che progetti su via Alba si lavori su quelli del centro»

Gentile direttore,

apprendiamo del proseguimento dell’iter progettuale sull’area di Via Alba, che quando vedrà la luce, porterà nuovi insediamenti commerciali ed in parte artigianali. Questa autorizzazione è stata concessa dalla Conferenza dei Servizi della Regione Piemonte nel lontano 2010, uno degli anni in cui si sono concentrate le nostre proteste, rimaste inascoltate, volte a far comprendere cosa sarebbe successo nel decennio successivo. Nel momento in cui anche questo progetto dovesse realizzarsi la nostra città conterà su ben 30.000 mq circa complessivi di superfici commerciali destinate alla grossa distribuzione (a cui vanno aggiunte le superfici artigianali e industriali). Non si potrà più tornare indietro: il Comune negli anni della programmazione urbanistica aveva individuato le aree, la Regione nella conferenza dei servizi aveva approvato i progetti i quali ora gradualmente si stanno realizzando. Non stiamo qui a ripetere concetti espressi per anni sugli squilibri distributivi tra centro e periferie, sugli impatti sociali di tale rete commerciale, ecc. Ci vogliamo soffermare su 2 temi che riteniamo di interesse ed attualità. Il primo è di carattere ambientale: con questa ennesima operazione si andrà a urbanizzare e cementificare un’altra grandissima porzione di terreno agricolo (66.000 mq solo nella prima fase) con tutte le conseguenze che ne derivano. Conseguenze che oltre all’ambiente vanno a modificare la connotazione rurale del nostro territorio, ruralità che rappresenta l’unica leva su cui puntare a livello turistico ed agroalimentare. Il secondo riguarda il futuro della città: assistiamo ad interventi milionari sulle periferie, mentre il nucleo cittadino, dal punto di vista progettuale ed infrastrutturale non tiene neanche lontanamente il passo. Da tanto tempo chiediamo pianificazione e progettualità anche sulla città, sempre meno vissuta, talvolta trasandata e disordinata, con opere mai compiute, alcune strade e piazze dissestate, edifici a volte malandati, sempre più serrande abbassate. Tutti gli sforzi che l’Amministrazione comunale, le categorie, gli enti e le associazioni fanno per vivacizzare la città con eventi e manifestazioni, quasi sempre con buon successo di pubblico, rischiano di rimanere fini a se stessi se non inseriti in una pianificazione più ampia. C’è il bisogno di un vero e proprio “progetto” che sia frutto di una visione proiettata sul futuro…. proprio come quelli che hanno realizzato i grandi centri commerciali che sono nati ai quattro punti cardinali di Savigliano! Vorremmo una città riqualificata nella quale vengano ripristinate tutte quelle funzioni di vivibilità in linea con le aspettative del cittadino. Che sia al passo con i cambiamenti in atto e coerente con i nuovi stili e modelli di vita, che sempre più si trovano nei non luoghi dei centri commerciali. Vorremmo che il cittadino scegliesse di frequentare i luoghi della città perché bello, facile e gradevole.

Confcommercio Savigliano

«Carabiniere ucciso: disinformazione record»

Egregio direttore,

giovedì 25 luglio un carabiniere di 35 anni, durante un servizio viene ucciso a coltellate. La notizia si diffonde venerdì mattina e subito fonti “disinformate” parlano di due nordafricani autori del delitto. Immediatamente scattano le polemiche e le condanne, il Ministro Salvini (il chiacchierone), seguito dalla Meloni, si scagliano contro gli immigrati di colore etichettandoli “bastardi”, “animali” ed invocano «il carcere con lavori forzati a vita» aizzando così i cittadini che già pendono dalle loro labbra, ed anche quelli che credono di ragionare con il proprio cervello ma alla fin fine sono sempre succubi del loro razzismo. Venerdì sera arriva la notizia che sono stati fermati i presunti assassini, essi sono due giovani “americani” figli di papà ma violenti, che alloggiano in hotel a 5 stelle ma rubano e si drogano; essi appartengono a quel popolo che molti Italiani (e molti onorevoli) vedono come esempio di vita, grandiosità e civiltà. Ora io chiedo ai signori Ministri ed onorevoli come pensano di comportarsi nei confronti dei veri “assassini”, li condannate al «carcere con lavori forzati a vita» o li rimandate a casa (a spese nostre) senza dare giustizia al povero carabiniere (esempi passati ci sono). Un vecchio detto dice: usare il cervello prima di usare la lingua.

Lino Capello – Cavallermaggiore

«Scuolabus gratis, andiamo incontro ai Comuni»

Riceviamo e pubblichiamo:

È pronto l'intervento per superare il pronunciamento della Corte dei Conti del Piemonte contro lo scuolabus gratuito, che costituirebbe un'altra tegola in particolare per i Comuni montani, i quali negli ultimi anni hanno subito la chiusura di diverse scuole e per questo sono chiamati a garantire un servizio di trasporto agli alunni, alle prese con tragitti sempre più lunghi per andare a scuola. C'era bisogno di intervenire urgentemente dopo la sentenza che ha gettato nel panico molti sindaci che si sarebbero trovati a non poter garantire a tariffe agevolate per questo importante servizio. Solo chi amministra è consapevole dei salti mortali che si è obbligati a fare per mantenere le singole sezioni ed evitare le pluriclassi: calmierare le tariffe dello Scuolabus è uno di questi. Dopo essermi attivato nelle scorse settimane ho subito trovato sostegno nelle due parlamentari piemontesi Cristina Patelli (commissione Cultura) ed Elena Maccanti (commissione Trasporti) che hanno lavorato incessantemente per raggiungere questo risultato di buonsenso: i Comuni potranno giustamente continuare ad andare incontro alle famiglie per il servizio Scuolabus.

Flavio Gastaldi – deputato Lega (Genola)

«Altro stop per l’A33 la politica ci dia una mano»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il rinvio dell’iter di completamento dell’Asti-Cuneo, indubbiamente, ci lascia un po’ di amarezza. Capiamo che il ritardo nell’arrivo della documentazione attesa non abbia permesso di analizzare la stessa con la dovuta attenzione. Sono trent’anni che aspettiamo il completamento dell’opera, non sarà una settimana a fare la differenza. Ma che il prossimo incontro sia davvero decisivo e, in modo pragmatico, si arrivi a una conclusione sulla vicenda. La Granda, nonostante il suo isolamento “cronico”, presenta uno tra i modelli economici e produttivi più virtuosi d’Italia. Il nostro territorio non merita questa situazione, e non lo meritano le migliaia di aziende che, con il loro lavoro, creando ricchezza e generando occupazione, hanno contribuito alla crescita della nostra provincia. Chiediamo alla Politica un segnale per aiutare il nostro territorio e le nostre imprese. Attendiamo – è il caso di dirlo – con molta impazienza la prossima riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica di fine mese, pronti a passare ad azioni più incisive se non si riuscisse a sbloccare la situazione.

Luca Crosetto – presidente Confartigianato Cuneo

«Paghiamo la frutta il prezzo giusto»

Riceviamo e pubblichiamo:

Caldo e frutta continuano ad essere un binomio vincente. Ecco che si registra un boom degli acquisti di frutta e verdura con un aumento del 20% nello scorso mese di giugno, dato che si sta riconfermando in luglio. In Piemonte ci sono diverse tipologie di frutta idonee per combattere il grande caldo: dalle pesche alle mele estive, dai piccoli frutti alle albicocche. Ad essere apprezzato è il fatto che frutta e verdura sono alimenti che soddisfano molteplici esigenze del corpo: nutrono, dissetano, reintegrano i sali minerali persi con il sudore, riforniscono di vitamine, apportano fibre e si oppongono all’azione dei radicali liberi prodotti nell’organismo dall’esposizione al sole, nel modo più naturale ed appetitoso possibile. Parallelamente all’aumento dei consumi, però, stanno crollando le quotazioni al di sotto dei costi di produzione con fenomeni speculativi e importazioni dall’estero. I frutticoltori devono vendere 3 chili di frutta per potersi pagare un caffè: dalle albicocche alle pesche, la situazione prezzi è insostenibile. Lo scorso 28 giugno abbiamo acceso i riflettori su quanto sta avvenendo nel comparto frutticolo piemontese che ha un fatturato di oltre 500 milioni di euro con una superficie di 18.479 ettari e oltre 7 mila aziende e che paga già l’embargo russo, le barriere strutturali e tariffarie che rallentano l’export e alcune importanti malattie, come la batteriosi del kiwi. Grazie alla nostra azione e all’impegno del presidente della regione Piemonte, Alberto Cirio, preso proprio in occasione dell’evento Frutta e Legalità che abbiamo organizzato a Torino, stiamo andando verso la creazione dell’Osservatorio regionale sui prezzi e sulle dinamiche della filiera, che era tra le 10 priorità che abbiamo presentato. Sarà un primo passo al fine di controllare che tutti gli attori facciano il loro lavoro con serietà e trasparenza, oltre a garantire la giusta remunerazione delle produzioni alle nostre imprese. Un progetto pilota che potrà estendersi anche ad altri comparti. Ai consumatori ribadiamo l’importanza di scegliere frutta dei nostri territori, di verificarne l’origine e di acquistarla direttamente dai produttori nei punti vendita aziendali o nei mercati di Campagna Amica diffusi in modo capillare su tutta la regione.

Roberto Moncalvo – presidente e Bruno Rivarossa Delegato Confederale - Coldiretti Piemonte

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