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Al direttore

«F.lli Ariaudo di Levaldigi una casa di riposo doc»

Egregio Direttore,

oltre quattro mesi fa, in seguito ad una caduta accidentale, ho dovuto ricorrere ad una struttura per fare la lunga convalescenza. Ho trovato accoglienza nella casa di riposo “F.lli Ariaudo” di Levaldigi. Ora che sono guarita, desidero elogiare questa struttura per la professionalità e la grande umanità dimostrata da tutti nello svolgimento di ogni loro gesto quotidiano; un ambiente accogliente dove le persone che vi lavorano danno gioia e calore umano, incoraggiando i pazienti nella loro degenza o convalescenza. Mi preme ringraziare le infermiere, il personale Oss e tutti i volontari che prestano il loro servizio con tanta dedizione. Un grazie particolare lo devo a Danilo il fisioterapista che grazie alla sua competenza e tenacia, mi ha seguita nella lenta ripresa e mi ha permesso di tornare a casa camminando. Complimenti a tutta la direzione per il buon andamento della struttura. Ancora grazie a tutti,

Maria Anna Allasia e famiglia - Savigliano

«Troppi pochi soldi per le nostre Proloco»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sono molto amareggiato nel constatare ancora una volta l’esiguità delle risorse messe a disposizione della legge regionale 36/2000 che eroga contributi alle Pro Loco. Ritengo che 175.000 per oltre 1.000 proloco piemontesi, non solo siano insufficienti, ma anche che rappresentino un’offesa agli enormi sforzi e all'impegno che queste realtà mettono quotidianamente al servizio delle nostre comunità, per la valorizzazione e la tutela dei pregiati prodotti locali di nicchia, del territorio, della nostra identità e non solo. Non è possibile ogni anno rincorrere la Giunta su questo tema per ottenere risorse adeguate a supporto di associazioni che da anni suppliscono all’arretramento delle istituzioni nella difesa e promozione dei Piccoli Comuni. Durante la discussione dell’approvazione del bilancio di assestamento, che sta per iniziare, mi batterò nuovamente per cercare di aumentare le risorse economiche, in particolare sulla L.R. 36. Cercherò di far comprendere a tutti i consiglieri regionali, ma soprattutto agli assessori, quello che per noi è evidente e giusto: il lavoro dei volontari delle proloco va prima di tutto riconosciuto, poi rispettato ed onorato. È sempre più evidente come la Giunta sia lontana dalle piccole realtà. Bisogna stare in mezzo alla gente per capire certe esigenze, non tra i salotti torinesi.

Franco Graglia – consigliere regionale Forza Italia

«Faremo gli incontri tra imprenditori e lavoratori»

Gentile Direttore,

tempo fa mi diede spazio per pubblicare una “lettera aperta” a lavoratori e imprenditori. In tale circostanza mi ero proposto di organizzare dibattiti e confronti congiunti. Avendo ricevuto un numero adeguato di adesioni non mi resta che realizzarlo. Le chiederei, dunque, ancora ospitalità per concludere e, nel farlo, mi rivolgo direttamente ai lavoratori. Purtroppo, non più esercitando, si pongono problemi di logistica, ciononostante credo di poter risolvere il problema. Organizzerò quindi gli incontri cercando, tra l’altro, di fare una sintesi delle richieste pervenute, un pò troppo eterogenee. Cercherò di realizzarlo attuando un approccio che non sarà di tipo monotematico: viviamo tempi, infatti, dove tutto sembra regredire in modo impulsivo e certe verità rischiano di essere manipolate; occorre, dunque, riflettere e capire. Non ho mai “amato” i politici e quello che sto per dirvi sarà tacciato di presunzione, ma non me ne faccio un cruccio: se sottovalutiamo i “tecnici” vuol dire che poco capiamo della politica, della sua aleatorietà ed evanescenza. Dico questo con il sincero rispetto dovuto alle persone di partiti (qualunque essi siano o siano stati) che si sono spesi per il bene della società in termini seri e onesti. Sia chiaro: andate sempre alle urne seppure io, ahimè, di natura poco “democratica”, il diritto di voto a qualcuno lo toglierei. Per questo, comunque sia, perdonatemi. Dunque cercherò di farvi confrontare con gli imprenditori o con i loro rappresentanti nel rispetto reciproco. Tutti i problemi che mi sono giunti (rabbia, disorientamento, inquietudini, paure, incertezze, mancata comprensione degli eventi che hanno determinato la crisi, “mafia”, corruzione ecc. ) verranno discussi. Dunque: economia, ruolo della finanza, settore bancario e la sua rilevanza per gli investimenti e la crescita, risparmi, psicologia del lavoro, psicologia di marketing, qualità dei prodotti e/o quant’altro. Io sarò dietro le quinte per controllare che tutto giunga in modo comprensibile, ma ho bisogno di tempo. In attesa cercate di non far trapelare la vostra rabbia, sappiate gestirla affinché non diventi ansia di contrapposizione rissosa, un digrignamento di denti, non interiorizzate questi “furori plebei”. Trasformateli in “rabbia patrizia”, quella che scuote dal torpore, che invoglia a capire, che sappia trasformarsi in indignazione. è vero e lo capisco: è facile ubbidire allo spirito della storia, ma si deve pur sempre essere vigili per non seguire gente che “crede senza appartenere a niente e crede di appartenere senza credere a nulla”. Mi farò sentire direttamente con voi tra un po’ di mesi per i dettagli. Buon Natale.

Piergiorgio Tronci - ex tecnico Confederale CISL e autonomo ASAL

«Opposizione no comment contraria a fondi in entrata»

Riceviamo e pubblichiamo:

Nel Consiglio Comunale dello scorso 29 novembre la prima delibera in discussione e approvazione riguardava una variazione di bilancio “in entrata”. Cioè si doveva approvare la concessione di 200 mila euro della Regione Piemonte a Savigliano per l’ultimazione della ristrutturazione di palazzo Muratori Cravetta. Dopo l’illustrazione tecnica della delibera da parte dell’assessore al bilancio è scaturita una discussione incredibile con l’opposizione all’attacco: quei soldi sono una mancia preelettorale, non esiste una richiesta formale alla Regione, non si capisce bene a cosa dovrebbero servire eccetera eccetera. Ho cercato di spiegare che formalmente era tutto regolare, che con quei soldi si sarebbe intervenuti per mettere nelle sale il deumidificatore, gli antifurto alle finestre, e che si sarebbe iniziato a intervenire in quei locali la cui ristrutturazione non era ancora completata e che comunque erano soldi per Savigliano che non potevamo non accettare. A nulla è servito. Al momento della votazione la delibera è passata con i soli voti a favore della maggioranza mentre l’opposizione, eccetto Rubiolo che si è astenuto, ha votato contro. Sì, avete letto bene: i Consiglieri di opposizione, cinque su sei, hanno votato contro a 200 mila euro che la Regione ha dato alla nostra città. Ci sono commenti da fare? Penso proprio di no.

Giulio Ambroggio - sindaco di Savigliano

«Caro Rocco, torna a farti sentire»

Riceviamo questa lettera indirizzata a Rocco Ferraro, consigliere di maggioranza, capogruppo della civica “La Nostra Savigliano”.

Carissimo Rocco, prima di lanciarmi nell’avventura politica non ti conoscevo e, quando ho avuto modo di farlo, ho imparato ad apprezzare la tua schiettezza e il tuo coraggio nell’essere critico e autocritico. Proprio per questa tua indole e dote ho imparato a stimarti perché, nonostante siamo agli antipodi dal punto di vista politico, siamo simili dal punto di vista umano; quest’affinità sarà sicuramente dovuta alla presenza nel nostro DNA di “cromosomi meridionali”, ma non dirlo al tuo sindaco, famoso per non aver mai mostrato molta simpatia nei confronti dei non savianin impegnati in politica (tranne per quelli candidati nelle sue liste). Perdona la breve premessa, e sappi che Ti scrivo perché non posso accettare l’idea di vederti seduto in Consiglio Comunale, tanto più in qualità di capogruppo, e restare in silenzio, non partecipando al dibattito politico e, dunque, non esprimendo il tuo parere riguardo le importanti decisioni, che interessano la vita della nostra comunità presente e futura, prese dal “tuo” sindaco, appoggiato dalla “tua” maggioranza. Quindi “Rocco come back!”, torna tra noi! Fatti sentire! Ci manca la tua presenza e il tuo libero senso di critica ancor più quando è rivolta a me. Con stima,

Tommaso Gioffreda - consigliere Savigliano 2.0

«La musica eterna non conosce confini»

Riceviamo e pubblichiamo:

Desideriamo ringraziare tutti coloro che si sono attivati per indirizzare allieve ed allievi delle nostre scuole a partecipare ai concerti che gli Amici della Musica di Savigliano propongono. È stato un piacere aver visto genitori che accompagnano i propri figli ad ascoltare musica eterna interpretata da artisti internazionali, musica che spazia dalla barocca alla classica e alla lirica, musica che può sembrare difficile per i giovani, ma che apre loro orizzonti nuovi, a molti sconosciuti, essendo i giovani più propensi al rock o al rap. Il lavoro di presidi, insegnanti, e la complicità di genitori illuminati, permette a questi fortunati giovani, di scoprire musiche stupende e vedere all'opera artisti di gran fama quali la nostra associazione propone. Un caloroso grazie quindi a tutti coloro che si sono attivati affinché molti giovani si avvicinino alla bella musica sia nell'ascolto che nello studio di qualche strumento, poiché questo è un bagaglio che li migliora culturalmente.

Amici della Musica di Savigliano

«Anche il Comune ha doveri verso di noi»

Riceviamo e pubblichiamo:

Nei giorni scorsi sono state recapitate delle lettere ai cittadini che hanno siepi e piante lungo i recinti a bordo strada, invitandoli (con imposizione di sanzioni fiscali) a mantenere pulito il “sedime stradale” con la manutenzione delle proprie vegetazioni e la raccolta di eventuali ramaglie e foglie cadute sulla carreggiata, adducendo a tale obbligo l'incolumità delle persone e la sicurezza della circolazione dei veicoli. Tutto ciò sarebbe logico e accettabile se da parte del Comune ci fosse la volontà e la costanza di fare il proprio dovere sulle aree comunali di servizio ai cittadini (strade, piazze, servizi igienici). Abbiamo viali e controviali coperti abbondantemente dai sedimenti delle piante che in alcuni casi non permettono neanche il passaggio pedonale; tali sedimenti oltre ad essere un pericolo per i pedoni (rischi di cadute con infortuni) sono anche un pericolo per i veicoli che in caso di frenate possono scivolare su quel manto vischioso con rischio d'incidente tra veicoli o con pedoni. Se a tutto ciò aggiungiamo la mancata manutenzione delle strade cittadine (vedi buche, rattoppi slivellati, mancata pulizia periodica) i pericoli aumentano e sono a totale carico dell'Amministrazione Comunale secondo il Codice Stradale ed i regolamenti legislativi sulle norme di sicurezza che vincolano gli Amministratori Comunali a responsabilità civili e penali. La conclusione è che se i cittadini hanno dei doveri l'Amministrazione Comunale ne ha il doppio; primo eseguire tutto ciò che è necessario e di sua competenza poi emettere richiami ai cittadini e controllare il loro operato.

Lino Capello – Cavallermaggiore

«Mettete un cartello per avvertire i maleducati»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sarebbe cosa buona e giusta nonché salutare per qualche utente della strada, se il Comune si attivasse tramite manifesto pubblico, scritto a caratteri cubitali, al fine di ulteriormente informare alcuni cittadini poco propensi a rispettare regole di civismo, nonché regole del codice della strada, affinché siano resi edotti delle (eventuali) sanzioni nelle quali potrebbero incorrere. Ad esempio. Ciclisti: Andare in bicicletta sotto i portici (sanzione euro…), attraversare in bici le strisce pedonali (sanzione euro…), avere le luci spente davanti e dietro alla sera (sanzione euro…), telefonare guidando con una sola mano (sanzione euro…), non rispettare il senso unico (sanzione euro…); Automobilisti: nelle rotonde, chi non segnala la direzione con freccia (sanzione euro…); Possessori di animali: al conducente del cane che non ne rimuove la cacca (sanzione euro…); Parcheggiatori di Suv: a chi parcheggia occupando più di uno spazio (sanzione euro). Ci sarebbe una valanga di altre situazioni per sanzionare e rendere più civile e ancora più bella la nostra città, vedi alcuni gettatori di rifiuti: penso che agli irriducibili, che ormai si considerano impunibili, bisognerebbe dire basta! Anche se ormai il malcostume è diventato uso e consuetudine, finché non si interverrà seriamente per fermarlo, una parte dei cittadini usi a metterlo in atto, si sentirà autorizzato a proseguirlo, ritenendolo ormai legalizzato. Capisco che i controllori sanzionanti costino, ma se il tutto proseguirà, incrementandosi, poi avremo di che lamentarci assai. Fate in modo, per favore, che ciò non succeda. Grato per chi leggendomi si attiverà. P.S: Giorni fa, in via Trento, vidi una signora con un cane erculeo che lasciò (il cane), un ricordino da mucca sul marciapiede. A nulla valse la mia richiesta di togliere la “busa”, ma venni etichettato con “fatti bip tuoi”, frase consona ad una signora (?) griffata dalla testa ai piedi. Al che risposi che erano anche “bip miei”, adeguandomi al linguaggio forbito della medesima, ma non ricevetti risposta, se non un bofonchiare di tipo grillesco “ma vaffa...”. Lei se ne andò, e la “busa” restò lì. Prosegua così signora.....

Augusto Pettiti – Savigliano Ndr: (I bip sono stati messi dal direttore)

«Quante incognite sul treno Savigliano-Saluzzo»

Riceviamo e pubblichiamo:

Apprendiamo con rammarico che il servizio ferroviario Savigliano-Saluzzo non sarà ripristinato come annunciato il 10 dicembre ma un mese dopo, al termine del periodo natalizio. Auspichiamo che questo ritardo, così a ridosso di una data ormai certa, non pregiudichi l’inizio del positivo iter dei ripristini programmati. Sono, comunque, necessarie alcune riflessioni sugli orari proposti. Il servizio feriale, salvo ripensamenti, dovrebbe essere costituito da dieci corse articolate in tre fasce orarie. Partenze ogni ora da Savigliano dalle 6:08 alle 9:08, dalle 12:08 alle 14:08 e dalle 17:08 alle 19:08. Le corse corrispondenti partirebbero da Saluzzo al minuto 32 delle medesime ore. Nulla è noto sul servizio festivo, se non un inciso sul sito AMP a proposito delle infrastrutture necessarie al ripristino delle ferrovie sospese dove si parla di riattivazione dal lunedì al venerdì del servizio ferroviario Saluzzo–Savigliano. Si tratta, probabilmente di un refuso, non essendo proponibile una simile periodicità che costituirebbe una formula di esercizio insolita e inefficace e totalmente avulsa dalle istanze e primariamente dalle necessità del territorio. Nelle fasce orarie non servite dal treno dovrebbe essere garantito un servizio bus integrativo (l’attuale ex sostitutivo instradato da Scarnafigi e Monasterolo) che entrerebbe in competizione vincente e non in integrazione all’asse ferroviario. Alla luce di quanto sopra, questa Associazione si domanda: 1) Perché non sia stato previsto un servizio ferroviario cadenzato ogni ora come previsto dal progetto dell’Agenzia della Mobilità Piemontese e dal Patto del Trasporto Pubblico Locale per la Provincia di Cuneo; 2) Perché, nella configurazione prevista, non sia istituita una corsa ferroviaria da Savigliano alle 15:08, per trasportare i numerosi studenti saluzzesi che terminano le lezioni a Torino alle 14; 3) Perché non sia prevista una corsa da Savigliano alle 20:08 per garantire il rientro dei numerosi lavoratori che cessano le attività alle 19 a Torino; 4) Perché il bus, seppur instradato da Scarnafigi, serva la relazione Savigliano – Saluzzo anche nelle fasce orarie servite dal treno (come dedotto dal Patto del TPL per la Granda); 5) Perché ad oggi non siano ancora noti al pubblico gli orari e, nonostante le decantate eccellenze del BIP (Biglietto Integrato Piemonte) nella Granda, non sia mai stata coinvolta Trenitalia nelle sperimentazioni tariffarie vigenti, in modo da garantire una vera integrazione bus-treno evitando dannose concorrenze che andrebbero a svantaggio del vettore ferro. Associazione Ferrovie Piemontesi auspica che il progetto venga attuato in modo organico e sia adeguatamente pubblicizzato; diversamente lo stesso sarà destinato a naufragare producendo un danno enorme al territorio, incentivando la desertificazione demografica ed economiche delle aree non metropolitane minando, altresì, le prospettive di sviluppo sostenibile. Associazione Ferrovie Piemontesi auspica, inoltre, che il tema dell’integrazione tariffaria e della integrazione modale venga preventivamente affrontato anche nei contesti dei successivi previsti ripristini di Casale Monferrato – Mortara, Asti – Castagnole delle Lanze e Chivasso – Brozolo. È fondamentale che si superi ogni concorrenza fra i servizi pubblici contribuiti dando alla gomma il naturale ruolo di adduttore e integratore della modalità ferroviaria universalmente riconosciuta come prioritaria, e che con le riaperture anche l’Amministrazione regionale supponiamo tenda a perseguire. Il direttivo Associazione Ferrovie Piemontesi

«Grazie a chi si prende cura dei torrenti sul Maira»

Riceviamo e pubblichiamo:

In un più ampio contesto cicloturistico dove si stanno finalmente valorizzando strade bianche e sentieri ciclabili, a poco a poco affiorano (purtroppo non senza difficoltà burocratiche) nuovi tragitti. Il percorso di domenica 18 novembre lungo il sentiero che costeggia il Maira è stato un vero toccasana. All’appello del CAI hanno risposto più di 60 persone (chi a piedi, chi in mountain bike), confermando un grande interessamento per il sentiero che attraversa il nostro territorio e che ha davvero poco da invidiare ad altri tragitti più famosi. Un ringraziamento va a tutti gruppi di volontari che con passione si stanno prendendo cura del sentiero in ogni suo tratto, occupandosi della manutenzione e mantenendolo percorribile per tutti; in particolare teniamo a ringraziare i componenti del gruppo “amici del Maira” che ci hanno accompagnati nell’escursione in Mtb e dato prova di squisita ospitalità offrendoci nella loro sede a Villafalletto un gradito rinfresco. Non sono in molti, ma con un grande lavoro e il sacrificio di interi weekend hanno allungato il percorso sulla sinistra orografica del fiume contribuendo alla sua crescita e al piacere di chi lo percorre.Grazie per l’ospitalità.

Mauro Sanino – CAI sezione di Savigliano

«La salute non va barattata con il profitto»

Riceviamo e pubblichiamo dalla Consulta Ecologia:

Inoltriamo documentazione fotografica, effettuata alcuni giorni fa, che dimostra trattamenti di diserbo sui fossi di entrambi i lati lungo alcuni chilometri della strada provinciale Savigliano – Cavallotta. È sorprendente come il colore giallo tipico della presenza del diserbante sia sfuggito alle centinaia di persone che la strada la percorrono quotidianamente. Ancora una volta c’è chi attenta alla salute propria e altrui in cambio di qualche ipotetico vantaggio economico. Non capiamo infatti a cosa serva trattare in questa stagione i fossi con gli erbicidi. Di certo però ne conosciamo gli inconvenienti. È sicura la morte della microfauna che vi si annida, è sicuro l’inquinamento dell’aria e a forte rischio l’inquinamento delle acque di superficie e sotterranee, dopo che le forti piogge di questi giorni hanno dilavato abbondantemente le rive. Senza dimenticare che la morte delle radici provoca il cedimento degli argini dei fossi che sono di proprietà pubblica e che devono essere mantenuti integri da parte di tutti. Siamo a conoscenza che l’uso del glifosate, uno degli erbicidi più usati in agricoltura, pur essendo stato bandito dai luoghi pubblici, è ancora ammesso nell’uso privato. La commissione europea infatti, con il voto determinante della Germania, ne ha prorogato l’uso fino al 2022. A giudizio di molti un regalo alle multinazionali agrochimiche a scapito di salute ed ambiente, dimenticando che la salute della terra e quella delle persone sono da considerarsi una sola cosa. Alla luce di quanto sopra, la Consulta, pur consapevole che una buona parte degli addetti del settore si sente responsabile della salute della comunità in cui vive e delle persone che mangiano ciò che essi producono, non può tuttavia accettare che l’incoscienza di pochi danneggi la vita di tutti.

Consulta Ecologica Savigliano

«La raccolta rifiuti in campagna non funziona»

Noi abitanti della borgata Martinetto all’inizio di Via Cavallotta, in cui vivono dieci famiglie per un totale 30 persone, desideriamo esporre le rimostranze verso una gestione dei rifiuti così come avviene dal mese di novembre, da quando si prevede un solo passaggio settimanale per la raccolta dell’indifferenziata e addirittura un passaggio bisettimanale per la carta e la plastica. Passaggi assolutamente insufficienti. Innanzitutto non si capisce la motivazione per cui nel concentrico siano stati mantenuti i due passaggi settimanali per l’indifferenziata e il passaggio settimanale per la carta e plastica, mentre in periferia ne sia stato eliminato uno. Quale logica abbia spinto a stimare che in periferia si facciano meno rifiuti che in centro francamente è difficile da comprendere. Altra pecca è l’assoluta mancanza di comunicazione: abbiamo scoperto di questa novità nel momento in cui ci sono stati consegnati i nuovi calendari; addirittura abbiamo scoperto dall’addetto comunale, che ci ha cortesemente informato, che nella nostra via essendo privata non entrerà più l’automezzo ma dovremo lasciare i cumuli all’inizio della strada, proprio accanto all’altare campestre elevato alla Madonna (chissà cosa ne pensa la Commissione Locale per il Paesaggio), con la felicità del vicino di casa ma soprattutto dei gatti del quartiere che banchetteranno in allegria facendo disastri che l’operatore evidentemente non raccoglierà perché compito che non rientra tra le sue mansioni. Ci dicono che questo succede perché il Comune ha deciso di aumentare i servizi in alcune aree a scapito di altre. Complimenti vivissimi! E come conclusione del trattamento abbiamo scoperto che la piccola isola ecologica situata in via Cavallotta (angolo via delle Valli), nostra unica ancora di salvezza in questo mare di rifiuti, verrà smantellata perché veniva gettato di tutto. Come al solito in questo paese per colpa di qualcuno pagano tutti! In conclusione non pensiamo che questo sia un servizio ma un disservizio, non sia un trattamento degno di un paese civile in cui si pagano le tasse e in cui non bisognerebbe fare preferenze. Non vogliamo strumentalizzare questa lamentela. Non sappiamo se se ne debba occupare il Comune, la società appaltatrice, il Consorzio Csea o tutti insieme. Certo è che la Tari la versiamo al Comune al quale abbiamo già versato gli oneri di urbanizzazione per un’area che abbiamo urbanizzato a nostre spese!

Gli abitanti indignati della borgata Martinetto – Savigliano

«Esterrefatto dell’assenza: meglio i cani delle persone?»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al sindaco Ambroggio, assente all’evento dello scorso mercoledì in ricordo delle Vittime delle Foibe:

Caro primo cittadino, mi sembra doveroso come persona, nei confronti dell’istituzione che rappresenti, ragguagliarti sulla giornata del 14 Novembre relativamente alla commemorazione delle Foibe. È stata sicuramente una bella e indimenticabile giornata non solo per il sottoscritto, ma per molti Ampia la partecipazione delle scuole superiori, dei loro docenti e delle associazioni cittadine, oltre ai saviglianesi. L’unica défaillance della giornata è stata la tua non presenza. Sono esterrefatto del tuo, e non solo, comportamento. Due pesi e due misure, due forme di rispetto verso le persone vergognosamente documentate e doverose di essere portate a conoscenza dei saviglianesi, compresi quelli di cui democraticamente non ne condividi il pensiero. Ma essendo il primo cittadino dovresti essere il sindaco di tutti e non di qualcuno. Ma “La Nostra Savigliano”, slogan delle passate amministrative, ne è la testimonianza perfetta (la solita e consolidata cerchia creata in un ventennio di governo della sinistra). La domanda è semplice. Ti sei sottratto inspiegabilmente alla cerimonia a ricordo dei Martiri delle Foibe tenutasi mercoledì 14 novembre alla presenza del presidente Nazionale Federesuli Antonio Ballarin, nonostante l’invito pubblico inviatoti tramite i giornali locali e quello personale che ti ho portato direttamente in Comune e consegnato nelle mani della tua segretaria. Ma nei giorni precedenti, come testimoniano alcune fotografie, ti sei reso disponibile all’inaugurazione del negozio Pet Store Conad della città. Nulla di male, il primo cittadino deve esserci in qualunque luogo! Pensavo che oltre l’uomo, l’ideologia, ci fosse il professore di storia per ricordare l’immane tragedia delle Foibe. Invece la tua non presenza, notata da molti se non tutti gli oltre cento partecipanti, ha fatto capire in modo lapalissiano la tua irriverenza nei confronti di certe persone, anche autorevoli. Meglio i cani che le persone, peccato che i primi non hanno diritto di voto Giustificati pubblicamente sul tuo comportamento in questi due frangenti. Di certo a mente fredda mi viene in mente la frase ormai famosa del giornalista Emilio Fede: «Che figura...». Con stima,

Claudio Ferrero – Savigliano

«Difendiamo la libertà dei nostri giornali locali»

La libera informazione giornalistica è come l’aria: ci si accorge di quanto sia indispensabile quando viene a mancare. E l’informazione è libera se plurale, a più voci, che non siano solo quelle dei grandi gruppi economici e finanziari, anche se culturalmente contrapposti. Per questa ragione le grandi e piccole democrazie europee hanno da sempre sostenuto gli editori no profit o cosiddetti “minori”, espressione di idealità e sensibilità diverse, indispensabili al formarsi del più ampio possibile criterio di giudizio sui fatti e gli avvenimenti: sociali, politici, economici, culturali. Nella scorsa legislatura è stata approvata una radicale riforma della legge di sostegno al pluralismo dell’informazione giornalistica che ha bonificato il settore, garantendo pluralità dei mezzi di comunicazione e libertà dai condizionamenti dei vari potentati. Oggi, una parte della maggioranza che sostiene il Governo si presenta orientata a umiliare l’informazione economicamente più fragile, togliendo il sostegno pubblico e favorendo così, per conseguenza inevitabile, i grandi gruppi editoriali. Nel frattempo i giornalisti, presi nel loro insieme, sono fatti oggetto di insulti da querela da parte di esponenti della Presidenza del Consiglio, fatto tanto più grave quanto più alta è l’influenza del soggetto istituzionale da cui proviene questo attacco, inusitato ed inaudito. La delicatezza del momento non va ingigantita né sminuita; va evitato lo sconquasso di posizioni sempre più radicalizzate ma va altresì difesa la pluralità dei soggetti che presentano più informazione e parametri strutturali che garantiscono occupazione ed equilibrio economico-finanziario, con un sostegno pubblico -e quindi non di parte- ragionevole e ragionato. Non c’è alternativa. La reazione di coloro a cui manca l’aria e si sentono soffocare non è prevedibile.

Pietro Policante - Presidente della F.I.P.E.G. Federazione Italiana Piccoli Editori Giornali

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