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Al direttore

«Abbonamenti a teatro, modalità anacronistiche»

Egregio direttore,

le scrivo in merito all’esperienza avuta per acquistare l’abbonamento del teatro Milanollo per la stagione 2019/2020. Un’esperienza che definirei anacronistica, iniqua e frutto di un servizio disorganizzato. Anacronistica perché manca totalmente la possibilità di acquistare l’abbonamento online. Stranezza acuita dal fatto che i singoli biglietti sono acquistabili online così come l’abbonamento al teatro stabile. Iniqua perché non offre a tutti la stessa possibilità. L’acquisto dei biglietti è offerto dalle 14 alle 17; peccato che alle 13 avessi solo 70 persone davanti e che coloro che sono arrivati alle 8 per segnarsi e poi sparire per seguire i loro impegni segnalassero che c’era già una coda di 25 persone poco dopo l’apertura del cancello. Molto strano. La disorganizzazione mi sembra chiara, dovuta anche alla mancanza di personale e di mezzi (un solo pc). Dopo 5 ore in attesa, ormai i posti si stanno esaurendo e probabilmente non si arriverà al mio numero. Tant’è... Storia di un sabato pomeriggio a Savigliano.

Lettera firmata - Savigliano

Tanti auguri Biraghi, patron della Valgrana

Gentilissimo direttore,

per gli ottant’anni del nostro datore di lavoro Franco Biraghi cercavamo qualcosa di simbolico, che rappresentasse non solo un traguardo in fatto di età ma anche in ambito lavorativo. Ecco perché abbiamo pensato che una targa fosse il modo migliore per festeggiarlo, o meglio, per ringraziarlo non solo per come porta avanti un’azienda che, da ormai trent’anni, è una garanzia di serietà nonché un grande valore aggiunto per la nostra zona ma, anche, per il modo in cui si relaziona ogni giorno con i suoi dipendenti, dando vita ad un rapporto basato su fiducia e, soprattutto, rispetto. Abbiamo cercato una foto che fosse emblematica di questo suo legame viscerale nei confronti di un’impresa a cui dedica tutta la devozione e l’impegno possibili, accompagnandola con una frase che simboleggiasse pienamente quello che la sua attività ci ha sempre comunicato. Ne è uscito un regalo semplice, consegnato in occasione di una sorpresa che ha visto presenti i soli “addetti ai lavori”, un momento che doveva essere intimo e avere un’atmosfera familiare. Così è stato. Siamo riusciti a organizzare una festa inaspettata in cui, nel magazzino di stagionatura, è stata allestita una scenografia che profumava, oltrechè di dolce, salato e, ovviamente formaggi, anche di allegria, il tutto in un contesto rilassato ma gioioso e sincero. La consegna della targa su cui si legge: “A tutto quello che passione, determinazione ed esperienza sanno costruire” è stato anche il momento giusto per comunicare in modo schietto e genuino il pensiero che è alla base del nostro lavoro e che ci anima ogni giorno, proprio perché: “Non è scontato aver saputo, nel corso di 30 anni di attività, dar vita ad una grande famiglia, dove un ‘tutto bene?’ è accompagnato sempre da un reale interesse. Non è scontato aver saputo equilibrare caratteri, esperienze, necessità e vite. Perché quelle che si intrecciano ogni giorno nei magazzini, tra i corridoi degli uffici, nei cortili la mattina presto e nei parcheggi la sera tardi, sono esistenze frutto di ambizioni, dedizione e sacrifici. Ma, soprattutto, sono esistenze a cui non è mai venuto meno il rispetto, la riconoscenza e che sono sempre state invogliate a dare il massimo”. Constatare concretamente quanto il luogo in cui stiamo lavorando sia in costante sviluppo, è per noi stimolo e motivazione perenne ed “ecco perché oggi siamo tutti qui a dirle grazie. In primis per la serietà con cui ha portato avanti un’azienda che è bello veder crescere ogni giorno e che festeggia anch’essa un compleanno importante. Ma soprattutto per aver saputo rendere, non solo il territorio, ma anche tutti noi orgogliosi di prender parte a questo suo progetto che ci vede quotidianamente parte in causa”. Parole semplici e dirette che ci auguriamo abbiano veicolato nel miglior modo possibile la nostra riconoscenza nei confronti di un datore di lavoro che ha sempre accostato la professionalità all’umanità, un binomio non scontato che “non la fa solo un grande imprenditore ma anche un uomo con un gran cuore”.

I dipendenti Valgrana - Scarnafigi

«Grazie al sindaco per la seconda fontana»

Gentile direttore,

un po’ di tempo fa, sono stato contattato da numerosi frequentatori della nostra bellissima piazza d’Armi (sportivi, persone con i cani e semplici concittadini amanti delle passeggiate), affinché, visto il mio passato in Consiglio Comunale, mi adoperassi per richiedere il posizionamento di una seconda fontana nel suddetto parco. In effetti, viste le dimensioni del parco e la presenza di una sola fonte d’acqua mi è sembrata una richiesta sensata. Ora sono a ringraziare pubblicamente il Comune, in prima persona il sindaco Giulio Ambroggio al quale ho rivolto personalmente la richiesta (mi scuso se sono stato forse un po’ stressante) in quanto nel parco nei giorni scorsi è stata posizionata una seconda fontana nell’angolo opposto a quella già esistente. Mi faccio pertanto promotore di un ringraziamento collettivo che proviene innanzitutto da tutti i richiedenti ma che condivideranno di sicuro tutti i frequentatori del nostro, e ribadisco, bellissimo parco. Grazie, grazie e grazie.

Claudio Bonetto - Savigliano

«Gli autotrasportatori chiedono più attenzione»

Riceviamo e pubblichiamo:

Le 6.403 imprese artigiane dell’autotrasporto del Piemonte sono pronte a spegnere i motori se il Governo Nazionale non dovesse mantenere l’impegno sul recupero delle accise per i veicoli euro3 e sui 240 milioni di euro promessi destinati agli incentivi per investimenti, rimborsi pedaggi autostradali, deduzioni forfettarie per le spese non documentate e deduzioni per il contributo al servizio sanitario nazionale e incentivi per la formazione. Dall’analisi dei provvedimenti contenuti nella Legge di Bilancio e nel DL Fiscale l'autotrasporto italiano esce gravemente penalizzato, con tagli irricevibili sui fondi per il recupero accise sui veicoli euro 3 e sulle risorse per la competitività del settore, mai discussi con le rappresentanze, che compromettono la sopravvivenza stessa di migliaia di imprese. In particolare qualsiasi taglio ai rimborsi delle accise per un settore che inquina solo per il 4,6% del totale ed ha già ridotto negli anni le proprie emissioni climalteranti è inaccettabile.

Aldo Caranta, Presidente Confartigianato Trasporti Piemonte

«Le strane coincidenze tra Icaro e Alitalia»

Riceviamo e pubblichiamo:

Tanto tempo fa in quel di Creta, secondo il mito, un certo Dedalo cacciato col figlio Icaro dal re Minosse, cercò di fuggire dal labirinto, da lui costruito dove erano stati rinchiusi, ideando con piume e cera delle ali per potersi alzare in volo. Dovettero cacciare diversi volatili e rubare dalle arnie chili di cera per riuscire nel loro intento, ma dopo poco la fornitura finì. Pensarono allora di mandare piccioni viaggiatori, non ancora spennati, a degli amici chiedendo forniture di cera e piume, promettendo loro lauti compensi appena tornati dalla prigione. Fu così che i piccioni tornarono con la merce che purtroppo non bastò alla bisogna. Richiese quindi ulteriori invii che però non arrivarono poiché gli amici si erano stufati di comprare cera e piume e non avere compensi. Dedalo si rivolse allora ad altri, capitani di navi che potevano a loro dire, risolvergli il problema promettendo loro di tutto e di più. Essi si attivarono assumendo quali lavoratori amici, parenti e sostenitori di Dedalo e figlio. Il tutto costoso, ma mirato a futuri guadagni! Con le nuove forniture Dedalo riuscì finalmente con moltissima cera arrivata e piume a gogo, a costruire delle ali ritenute sicure. S’involò dal labirinto con Icaro, raccomandandogli di non salire troppo vicino al sole poiché nonostante la gran quantità di cera sulle ali, il calore l'avrebbe fusa, e le piume si sarebbero staccate. Come ben sappiamo il figlio discolo non ubbidì, lui voleva salire, salire non ponendosi dei limiti e il calore fece la sua parte. Solo Dedalo atterrò e poi rimase li a piangere. Clientelismo, partitismo e nepotismo hanno fatto in modo che una certa compagnia aerea si sia sovradimensionata rispetto alle esigenze, e dirigenti ottusi e incapaci si siano succeduti esigendo laute prebende ed infossando sempre più l'agonizzante compagnia. Pur di salvare il salvabile Pantalone è intervenuto più volte, ma come Icaro il voler volare troppo in alto conduce al baratro. Che differenza c'è tra il mito e la nostra senz'ali Alitalia?

Augusto Pettiti – Savigliano


«Voglio testimoniare la buona Sanità»

Egregio direttore,

la disturbo per raccontare a lei e ai suoi lettori un episodio per me spiacevole, un malore con conseguente ricovero in Pronto Soccorso, che si è trasformato in una esperienza positiva. La scorsa settimana ho avuto, appunto e mio malgrado, la necessità di essere alle cure del Pronto Soccorso dell’Ospedale SS. Annunziata di Savigliano e sono qui per raccontare un episodio di buona sanità. Voglio, infatti, ringraziare tutto il personale medico, paramedico ed infermieristico che mi ha preso in consegna, per l’estrema gentilezza, disponibilità e dolcezza usatami, nonostante il grande affollamento che ho saputo essere quotidiano. Ho avuto modo di apprezzare l’estrema disponibilità di tutti, senza mai uno scatto nervoso, che pur sarebbe comprensibile, e con la massima attenzione al paziente. Mi hanno donato un grande sollievo morale, nel momento del dolore e dello smarrimento, e mi auguro, quindi, che il nostro prezioso ospedale possa continuare ancora ad esistere, ed a migliorarsi ulteriormente, negli anni a venire. Continuate così, buon lavoro!

Angiola Bottero Bodrero - Savigliano

«Quanta competenza e umanità in Cardiologia»

Egregio direttore,

non è semplice mettere su carta momenti difficili, manifestare paure, stati d'animo, affrontare giorni di cure intense sperando di farcela. Poi quando incominci a migliorare un pochino, ti ricordi di aver avuto la fortuna di incontrare bravi medici altamente qualificati, sempre pronti e disposti a dare risposte in modo garbato. Vorrei ringraziare il reparto cardiologico e ambulatoriale dell’ospedale Santissima Annunziata, in particolare il dott. Correndo per la sua preziosa opera, il dott. Battisti, tutti i medici di reparto. Un grazie a tutto il personale infermieristico per la loro competenza professionale e gentilezza verso i pazienti.

Lorenzo Cirasino – Savigliano

«La morte è fondamentale per capire l’esistenza»

Gentile direttore,

la morte è sempre stata una compagna fedele dei miei pensieri, è stata utile per non prendermi troppo sul serio, tra l’altro su di essa ho da poco finito di scrivere un libro (sia pur ancora in fase di “rilettura finale”). Essa si è portata via mio padre: questo il motivo per cui mi sono recato al mio paese con mia moglie, portando con me mia madre; da questi bei luoghi, dove lei ha quasi sempre avvertito un senso di spaesamento, ad altri bellissimi in continuo spopolamento… Dunque un libro sulla morte! Non mi sono calato in “vesti” che non sono mie, ho solo cercato di “sindacare”, cioè indagare, cercare, elaborare per gli altri questo argomento. Cos’è dunque la morte, come porre rimedio, come capire il senso dell’esistenza? Non è stato un compito facile, né una questione di linguaggio né un gioco di parole, ma la trasposizione di un concetto, il “niente”, che mi è servito per descriverne un altro dal significato contrario ad esso. Si arriva infatti a capire cosa si intende per niente (e per annientamento) portando alla luce il senso dell’ “essere” che ad esso si contrappone. L’essere infatti è l’assoluta contrapposizione al niente, ed è qualcosa di “Immutabile, Ingenerabile, Eterno”. Perché ha questi attributi? Perché se l’essere si generasse sarebbe stato niente e se si corrompesse tornerebbe ad essere niente, ma siccome l’ essere non è il niente, è impossibile che non sia. Qui sorge però un problema. Lo fa emergere Emanuele Severino dopo cinquant’anni dalla sua interpretazione di Parmenide (e non solo), alla quale rimando. Egli afferma che molti credono, per ignoranza o per falsa modestia, che per trovare la “verità” sulla questione fondamentale dell’essere, occorra “cercare qualcosa”, ma in tal modo la verità del senso dell’essere verrebbe dopo di ogni cercare ulteriore. Detto in altre parole, questo “cercare” verrebbe prima della verità che si vuole trovare. Allora dove si è?, continua Severino, si è nella “non verità”, e se si è nella “non verità” come sarà mai possibile che conduca alla verità? Ecco perché, a mio parere, l’unica via per giungere alla “Verità” è la “Rivelazione” in cui essa è contenuta, infatti la verità non è un punto di arrivo, ma di partenza, originariamente manifesta in tutti gli uomini prima di ogni nostro cercare. Termino il mio “sindacare”. Spero che quanto sopra possa lenire qualche sofferenza, dare qualche risposta e sanare ferite: questo è stato il mio intento.

Piergiorgio Tronci - Barge

«Stop allo sconto in fattura per i lavori in ecobonus»

Riceviamo e pubblichiamo:

Bisogna abrogare la norma del Decreto Crescita che prevede lo sconto immediato in fattura per i lavori relativi a ecobonus e sismabonus. Contestiamo questa misura che prevede che i cittadini che effettuano lavori di riqualificazione energetica o antisismici, possano chiedere, in alternativa alla detrazione fiscale dal 50% all’85% spalmabile in 10 anni, uno sconto immediato sulle fatture da parte dell’impresa che ha realizzato i lavori. Sconto che l’impresa potrà farsi rimborsare dallo Stato tramite un corrispondente credito d’imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in cinque anni. Questo meccanismo distorce la concorrenza ed esclude dal mercato le migliaia di piccole imprese del ‘sistema casa’ (Costruzioni, installazione impianti, serramenti), di cui 51.900 in Piemonte, che non dispongono della capacità finanziaria per anticipare lo sconto al cliente e non sono in grado di sopportare l’onerosità dell’operazione di cessione del credito. L’abrogazione dello sconto in fattura consentirà di restituire equilibrio ed efficacia ad un sistema di incentivi che rappresenta un valido strumento per la riqualificazione energetica e la sostenibilità del patrimonio immobiliare e per il rilancio del settore costruzioni.

Giorgio Felici, Presidente Confartigianato Imprese Piemonte

«Comunisti vs fascisti, un dibattito surreale»

Egregio Direttore,

un po’ surreale il dibattito in Consiglio comunale sull'imposizione dell'amministrazione di sinistra volto a far sottoscrivere obbligatoriamente una dichiarazione di “antifascismo” per l'occupazione del suolo pubblico. La XII disposizione transitoria lo indica de facto, così come la legge del 20 giugno 1952, n.645 qualora, nell'esercizio dell'azione politica, si violino i principi in essa contenuta. Ben prima del sindaco ci aveva pensato il ministro Mario Scelba nel 1952. Per la cronaca i comunisti e i sessantottini di allora lo indicavano come Scelba la "belva" in quanto durissimo ministro degli Interni. Detto questo è altrettanto surreale chiedere oggi, per reciprocità, un'ordinanza speculare di anticomunismo. Per fortuna grazie agli americani, agli inglesi, ai polacchi, alle tante formazioni partigiane non comuniste, in Italia possiamo serenamente confrontarci, anche oggi, in dibattiti surreali. Fossero prevalse nel 45 le posizioni filosovietiche e "rivoluzionarie" delle formazioni comuniste Garibaldi per decenni saremmo stati censurati...se non peggio. Ah per i ragazzi che non sono condizionati dai "cattivi maestri", che amano la storia e la musica ricordo una figura a mio avviso eccezionale: Francesco De Gregori (1910-1945), nome di battaglia "Bolla", zio dei cantautori Francesco e Luigi De Gregori, comandante partigiano della Osoppo (non comunista) medaglia d'oro al valore militare trucidato nel 1945 dai partigiani comunisti, garibaldini e gappisti, nell'eccidio di Porzus. Poi ognuno faccia, dica o pensi quello che vuole ovviamente.

Fulvio D'Alessandro - Savigliano

«Bisogna intervenire sulla Bealera dei Molini»

Egregio direttore,

da inizio estate c'è una massa di ramaglie, erba, bottiglie di plastica, rifiuti vari e marciume nella Bealera dei Molini dove sbocca in Via Sommariva e passa sotto un ponte pedonale. Mi è stato detto che ci sono stati (circa due mesi fa) persone dell'Amministrazione Comunale, ed hanno pure fatto delle foto; poi ho sentito voci che dicevano che era compito dei proprietari del canale provvedere alla pulizia, ma in realtà nessuno s'interessa perché i vip che abitano nella zona non sentono la puzza. Vorrei solo ricordare che quel marciume a cielo aperto è dannoso per l'igiene pubblica (alcune settimane fa c'erano due nutrie che si cibavano sul mucchio) e che il Signor Sindaco ne è responsabile; quando ci sono situazioni di pericolo il sindaco ha l'obbligo d'intervenire, e se questo succede su di un'area di gestione privata egli deve intimare ai gestori l'intervento entro un dato termine, se ciò non avviene egli provvede alla rimozione del pericolo ed addebita le spese a chi di dovere. Non basta essere solerti per due righe bianche sull'asfalto e poi non far rispettare l'igiene e la salute verso i cittadini.

Lino Capello - Cavallermaggiore

«Un gesto spregevole al cimitero di Savigliano»

Egregio direttore, le vorrei segnalare questo episodio. Per la ricorrenza di Ognissanti è consuetudine far visita ai propri cari al cimitero, un’occasione per sentire più vicine le persone che non sono più tra noi. Per questa occasione i fiori freschi messi ai loculi sembrano essere un modo per sentirsi ancora vicini, un legame che continua. Purtroppo, a quanto pare, ci sono persone dotate di scarso senso civico e ancor meno di rispetto per gli altri, che arrivano alla bassezza di rubare i fiori da altre tombe: già accade spesso durante il resto dell’anno, ma il fatto che ciò accada proprio nel periodo dei Santi è ancora più spiacevole, sgradevole e vergognoso, unito alla beffa di sostituire i fiori con un rametto di foglie striminzite. Mi chiedo con quale coraggio l’autore di questi furti riesca a prelevare i fiori davanti a lapidi di defunti e metterli davanti ai suoi parenti.

Tommaso Rocca e famiglia - Savigliano

«Le tre lezioni della Grande Alluvione»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il 5 novembre ricorre l’anniversario della Grande Alluvione del Tanaro del 1994. A venticinque anni da quella tragedia il Consiglio Regionale del Piemonte si è riunito in seduta straordinaria aperta per ricordare quei giorni e le vittime, 70 in tutto il Piemonte, 29 delle quali soltanto in provincia di Cuneo. Un'onda di piena si formò il giorno 5 novembre a Ormea e, correndo verso valle, devastò decine di centri abitati. La provincia di Cuneo, insieme a quelle di Asti e Alessandria, fu tra le più colpite. L’Alluvione del ‘94 ha lasciato a tutti noi tre eredità. Sebbene frequentemente in anni recenti, e anche a ragion veduta, si sia lamentata l’inadeguatezza di interventi da parte dello Stato in occasione di calamità naturali, il ‘94 fu un punto di svolta. In primo luogo perché ravvivò il sentimento dei piemontesi i quali diedero, ancora una volta in quella circostanza, prova di solidarietà, laboriosità e fierezza rara, e questa è la prima eredità. La seconda è quella cultura della Protezione Civile che nacque in seguito a quel tragico evento: ricordo che, la prima sala allestita, seppur in maniera provvisoria con il “Metodo Augustus”, metodo di pianificazione tuttora utilizzato dalla Protezione Civile, fu proprio presso il Consiglio comunale di Alba. Iniziò da lì, dunque, questo primo esperimento di pianificazione in un quadro in cui non vi era cultura di Protezione Civile e prevenzione. La terza eredità è racchiusa nella pianificazione delle opere realizzate a seguito dell’esperienza del ’94: credo che l’alluvione sia stata l’ultima calamità in cui il nostro Paese ha dimostrato la capacità di intervenire tempestivamente con risorse consistenti, e ben utilizzate, sia per opere pubbliche sia private». Ha concluso poi il Consigliere: «Ritengo che sia importante imparare a comprendere le priorità e assegnare risorse consistenti ricordando che, eventi come quelli accaduti anche poche settimane fa nell’alessandrino, anche alla luce dei cambiamenti climatici, potranno ripetersi. Ero sindaco nel 2016 quando trascorsi una lunga notte lungo le sponde del fiume Tanaro, dove per la prima volta furono collaudati i nuovi argini alti tre metri in più rispetto a quelli presenti nel ’94: l’acqua arrivò a 70 cm dalla sommità dell’argine. La storia della Grande Alluvione ci insegna che anche in Italia si può lavorare bene, facendo qualcosa di importante: la differenza la devono fare le persone e in primis gli amministratori pubblici.

Maurizio Marello – consigliere regionale Pd

«Non chiamateci eroi, siamo dei martiri»

Riceviamo e pubblichiamo:

Nella notte tra il 4 e il 5 Novembre, intorno alle 2, nell'Alessandrino si è consumata una tragedia che rimarrà indelebile nella memoria di tutti i Vigili del Fuoco. Durante le operazioni di spegnimento di un incendio in una cascina sita a Quargnento si sono verificate esplosioni che hanno coinvolto i soccorritori portando tragicamente il bilancio delle vittime a tre Vigili del Fuoco deceduti e due Vigili del Fuoco ed un Carabiniere gravemente feriti, prontamente trasportati agli ospedali di Alessandria e Asti. Le vittime avevano 47, 38 e 32 anni. Il primo sentimento che intendiamo esprimere è di infinita tristezza per quanto accaduto, di profondo cordoglio per le famiglie delle vittime, famiglie che ben conosciamo perchè nel nostro lavoro di dipendenti pubblici, oltre ad essere colleghi, siamo compagni di squadra ma soprattutto e profondamente amici di famiglia. Il secondo è un sincero augurio di pronta e totale guarigione per i tre feriti, due Vigili del Fuoco e un Carabiniere, coinvolti nell'esplosione. Si aggiunge però al dolore per il lutto subito la rabbia, perché ci sentiremo chiamare di nuovo eroi dai cittadini, che amiamo e difendiamo, e dalla politica, che non fa altro che fare promesse ed usarci per illuminare la propria immagine, promesse però che di fatto non mantiene mai. Siamo dipendenti pubblici senza le tutele minime riconosciute a tutte le altre categorie di lavoratori, senza copertura Inail, pertanto i nostri colleghi feriti dovranno sostenere le spese mediche relative a questa tragedia. Questo non è più accettabile! Siamo i pompieri con le retribuzioni più basse tra i vigili del fuoco d'Europa e mettiamo a rischio la nostra vita per quello che noi non consideriamo un lavoro ma una passione: prestare soccorso. A riflettori spenti la politica si dimenticherà nuovamente del grido d'allarme che da tempo ed insistentemente noi, come Fp Cgil Piemonte, stiamo lanciando. Per favore non chiamateci più “Eroi” perché, a pensarci bene, sembriamo sempre di più martiri. La politica certamente se lo dimenticherà ma noi purtroppo ce lo ricorderemo per sempre.

Gianni Nigro - Coordinatore Regionale Piemonte Fp Cgil Vvf

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