Warning
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Al direttore

«Avanti su Quota 100, ma si ripensi il sistema»

Riceviamo e pubblichiamo:

I costi di ‘Quota 100’ raggiungeranno una spesa non superiore a 23 miliardi, molti di meno quindi rispetto ai dati circolati. Questo emerge da un’analisi della Cgil e dell’osservatorio Previdenza della Fondazione di Vittorio, basata sui dati Inps, dove viene presa in esame ‘Quota 100’ nell’intero periodo di vigenza. Avremo un risparmio considerevole rispetto alle risorse stanziate in legge di Bilancio: nel triennio verranno risparmiati 9 miliardi e 615 milioni. Tale risparmio sarà dovuto a un coinvolgimento di solo il 35% della platea stimata dal precedente Governo, ossia 341.266 anziché 973 mila persone. È evidente quindi che le previsioni della Ragioneria generale dello Stato sono sovrastimate e che la misura, per il minore e limitato impatto sui conti pubblici, è ampiamente sostenibile. Quota 100 è una misura parziale e insufficiente e quindi, a maggior ragione, non possono essere utilizzati dati o analisi evidentemente forzati per operare ulteriori interventi restrittivi sulla previdenza. Quest’ultima invece necessita di una riforma organica complessiva che superi la legge Fornero lasciata purtroppo inalterata dal precedente Governo. È necessario quindi che, sulla base delle proposte contenute nella Piattaforma unitaria che Cgil, Cisl e Uil hanno presentato all’ex esecutivo, venga fatta una riforma previdenziale per garantire una flessibilità in uscita per tutti dopo i 62 anni, prevedendo interventi che tengano conto della condizione delle donne, dei lavoratori discontinui e precoci, dei lavoratori gravosi e usuranti, e venga introdotta una pensione contributiva di garanzia per i più giovani.

La segreteria provinciale Cgil Cuneo

«Oggi è l’egoismo a dominare il mondo»

Caro direttore, viviamo in una società egoista, in cui l'ego predomina, in cui l'individuo pone se stesso al centro del mondo, in cui ogni singolo soggetto vuole che tutti i diritti gli siano riconosciuti. Quanti slogan abbiamo sentito in questi anni! Ma di fatto cosa significa veramente vivere in una società egoista? Le domande non ce le poniamo più, perché queste necessitano di risposte. Ed è più semplice aggrapparsi alle facili soluzioni, ignorando quelli che sono i veri problemi. Sicché questi restano irrisolti. Vivere in una società egoista significa che ognuno pensa per se? È sicuramente vero, ma se poi, con calma, riflettiamo, ci accorgiamo che ognuno pensa per se, si illude di essere padrone della propria esistenza, ma in realtà fa quello che gli altri gli dicono di fare, seguendo mode e slogan. Vivere in una società egoista significa che ognuno prima pretende che i propri problemi siano risolti e poi pensa a quelli degli altri? Probabilmente è così, ma molte volte i problemi personali sono frutto dei problemi collettivi irrisolti. Forse, ponendo un po’ più di attenzione ai problemi di tutti (ad esempio una maggiore salvaguardia dell’ambiente) anche i singoli ne gioverebbero. Potremmo fare decine di esempi, la mia riflessione vuole invece suggerire un’analisi partendo da una convinzione: io credo che la società sia egoista perché chi è al comando, ovvero chi ha le redini del potere, è quasi essenzialmente egoista, soprattutto coloro che non dovrebbero esserlo. Non sono un demonizzatore del potere, credo sia necessario, le democrazie hanno sostituito le monarchie dove il potere era dinastico, ora si può in teoria scegliere a chi affidarlo, ma purtroppo credo che chi ambisce al potere abbia poco chiaro il modo di esercitarlo e tenda, una volta raggiunto, a pensare solo a se stesso e al modo per mantenerlo. Abbiamo esempi un po' dappertutto di persone che esercitano la loro autorità in modo egocentrico ed egoistico, persone che non si fidano mai del prossimo, che considerano gli altri inferiori, che pretendono favoritismi e privilegi, presuntuosi ed accentratori, che paralizzano la dialettica e escogitano tutti i sistemi più o meno leciti per ridurre al minimo l'opposizione, intesa come la presa di posizione di qualcuno che la pensa diversamente . Tutto questo percorso storico, mascherato dalla necessità che il potente debba essere risoluto e deciso, non ha portato a una società più libera e plurale ma al contrario ad una società più ingessata, impaurita, ansiosa, dove prendono il sopravvento l'egoismo e la competizione. Lo psichiatra Crepet sostiene che “la competizione esasperata dell'oggi non seleziona le persone migliori ma solo quelle meno sensibili” e quindi, opinione che condivido, gli egoisti non sono i migliori bensì i più arroganti, i più spregiudicati, i più insensibili. In un bel libro James Hillman riepiloga quelli che sono gli stili del potere, oggi sembra prevalere il controllo, l'esibizionismo, la sopraffazione e la tirannia, invece della persuasione, della reputazione e del carisma. Le conseguenze di quanto sopra sono il rancore, la vendetta, sentimenti negativi che non servono e che invece di costruire, distruggono. Le persone che non seguono queste regole sono considerati deboli e poco adatti ad esercitare il potere. Chi ha avuto modo in questi anni di incontrare parecchie persone, in parecchi ambiti, tutte giustamente attratte dal potere, può evidenziare che se l'egoismo sarà la ricetta del potere per il futuro, si andrà incontro ad una società sempre più impaurita, arrabbiata e con più dubbi che certezze. E questo succederà nelle famiglie, nelle associazioni, nei piccoli comuni, nella grande città, nella scuola, sul lavoro, nella politica. E il mondo del volontariato dell'associazionismo sarà il primo a subirne i contraccolpi. Una speranza? Che l'uomo, quale essere intelligente, sappia ancora una volta porre rimedio ai propri errori, e questo succederà quando ognuno di noi, invece di arroccarsi sulla propria convinzione di avere sempre ragione, proverà ad andare un po' più nel profondo. Si accorgerà così che per ognuno ci sono dei limiti e quando un individuo ne è consapevole, sa anche capire quelli degli altri

Giuliano Degiovanni – Rossana

«La scissione di Renzi è un errore, non un dramma»

Gentile direttore,

è dell’altro giorno la notizia che Matteo Renzi lascerà il PD. Non è stato un fulmine a ciel sereno, ma un passo di cui da tempo si vociferava. Del resto il Senatore fiorentino, dopo l’elezione a segretario di Nicola Zingaretti, aveva a più riprese manifestato un atteggiamento defilato e talvolta critico nel partito. Era tornato al centro del dibattito politico poche settimane fa assumendo una posizione contraria al voto anticipato e riconciliante con il Movimento cinque stelle, in passato suo acerrimo avversario. Lo reputo un errore politico. Non solo perché le separazioni non hanno mai prodotto in passato particolari vantaggi (soprattutto per chi se ne va) ma perché nel contesto attuale, proprio la scelta giusta di non andare al voto da lui promossa, meritava un seguito di maggiore impegno nel PD e non il suo allontanamento volontario. Non è, peraltro, un modo inedito di comportarsi. Nel recente passato lo abbiamo visto a sinistra (vedi da ultimo Calenda) e a destra (Toti). Il personalismo (non quello comunitario alla Emmanuel Mounier purtroppo) ma quello cinico che nasce dalla ricerca di protagonismo e di leaderismo che caratterizza la politica del nostro tempo, produce questi effetti. Si manifesta l’incapacità di stare in un partito, di condividere le scelte (vedi il “colpo di sole estivo” di Salvini fatto probabilmente ad insaputa dei suoi), di costruire percorsi, di accettare di non essere sempre al centro dell’attenzione o di non avere sempre ragione. La politica viene concepita non come servizio da fare insieme e per questo faticoso, ma come carriera da perseguire ad ogni costo. Non lo reputo un dramma, nè per il PD nè per il Paese. Del resto il Senatore Renzi era vieppiù sembrato una sorta di pesce fuor d’acqua, di politico anche di qualità, spese però in un partito che per storia e valori non era il suo. Questo è stato forse il principale motivo dell’allontanamento in questi anni dal PD di tanta gente, elettori di centro sinistra, che non vedevano più in lui e nel suo PD il loro riferimento politico. Può essere questa un’occasione decisiva per fare chiarezza, uscire dalle ambiguità e consentire al Partito Democratico di essere nuovamente riconoscibile e riconosciuto da tanti suoi elettori e simpatizzanti delusi e da tanti giovani alla ricerca di una politica credibile per contenuti e comportamenti.

Maurizio Marello – consigliere Regionale PD

«Consulta Giovani: stop all’esodo del divertimento»

Riceviamo e pubblichiamo:

È iniziata lunedì 9 settembre la nuova stagione della Consulta Giovani Savigliano, che con l'aggiunta di altri numerosi volti raggiunge quest’anno i 40 membri. Una partecipazione sempre crescente che ha permesso alla Consulta di organizzare numerosi eventi a Savigliano: Rock&Food, che va verso la sua sesta edizione e che negli ultimi periodi ha visto più di 800 persone riempire l’ala polifunzionale di Piazza del Popolo; l’Occitoberfest, festival occitano inaugurato nell’ottobre dello scorso anno e già riprogrammato per il 19 ottobre, sempre sotto l’ala; l’Holi Splash Festival, festa a base di musica e colori lanciata lo scorso giugno e che ha riempito Piazza Cavour di giovani festanti, e altri ancora… L’obiettivo della Consulta è quello di rendere Savigliano sempre più un luogo attrattivo per i giovani, non più costretti ad “emigrare” nei paesi vicini per cercare un po’ di movimento e che anzi, invitino anche i loro amici delle città limitrofe a venire a passare qualche sera nelle nostre belle piazze. Un grande ringraziamento da parte della Consulta Giovani Savigliano va senz’altro all’assessore Paolo Tesio e all'Amministrazione Comunale per il loro continuo sostegno alla Consulta, alla Pro Loco di Savigliano per le diverse collaborazioni in atto, alla Banca Crs e a tutti gli sponsor, perché senza il loro sostegno sarebbe impossibile realizzare tutto ciò; e per ultimi, ma non per importanza, a tutti i giovani (e i meno giovani), Saviglianesi e non, che riempiono l’Ala polifunzionale e le piazze ad ogni evento organizzato dalla Consulta. Si riparte con grande entusiasmo. Vi aspettiamo ai prossimi eventi!

Consulta Giovani – Savigliano

«Un governo nato per ostacolare il centrodestra»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Governo Conte bis è nato in laboratorio per sbarrare la strada ad un'affermazione elettorale del centrodestra. E per farlo PD, LeU e 5Stelle hanno costruito una maldestra maggioranza di sinistra che costituirà la base per i futuri passaggi politici. Matteo Salvini dichiara che presto si tornerà alle urne ed il centrodestra tornerà a governare. Non sarà semplice. E sarà possibile solo a condizione che il centrodestra sia compatto ed inclusivo; e soprattutto non sia solo "destra". Mi spiego. Non illudiamoci che i protagonisti di questa spregiudicata nascita del governo giallorosso non si attrezzino per scongiurare anche una prossima sconfitta elettorale. Si organizzeranno per bene. Come? Innanzitutto cambiando la legge elettorale. Non più un sistema di coalizioni, con 1/3 di maggioritario, ma un sistema proporzionale. Ognuno per la sua strada e alleanze in Parlamento. In questo modo PD, LeU e 5Stelle potranno presentarsi autonomamente alle urne e rimettersi insieme dopo le elezioni per ripetere l'esperienza di governo. Complessivamente - alla luce dei sondaggi attuali - possono godere di una percentuale tra il 45 ed il 47% dei consensi. Ed il centrodestra? Una Lega al 30% non basterà. E non sarà sufficiente neanche aggiungervi un 7-8% di Fratelli d'Italia. Per raggiungere e superare l'alleanza giallorossa sarà essenziale un'affermazione del centro liberale e moderato: senza questo, i voti di Lega e Fratelli d'Italia sarebbero tanti, ma non sufficienti per governare il Paese. Forza Italia avrà, pertanto, un ruolo decisivo: organizzare ed aggregare i tanti cittadini liberali e moderati di centrodestra ma non sovranisti. Non sarà semplice, ovviamente. E sarà possibile solo a condizione che questo centro liberale cresca su temi concreti, su proposte, su mobilitazioni, sul confronto e sul coinvolgimento dei cittadini e non su sterili polemiche su chi deve comandare e sulle modalità per designarlo. Dichiararsi di centro e proclamarsi liberali non significa niente (su questo Salvini è molto abile: non si è mai dichiarato di destra, ma con i temi ne ha occupato lo spazio). Occorre insistere su temi liberali: dalla competenza al merito, alla concorrenza ed al libero mercato, al rigore nella spesa, alla tutela del risparmio, alla lotta ai privilegi, alla difesa della proprietà, alla certezza della pena, al diritto ad un giusto processo, all'equità ed alla certezza fiscale, al rispetto del Signor cittadino, alle privatizzazioni, alla semplificazione della pubblica amministrazione, alla laicità dello Stato ed all'unità nazionale. Occorre rivolgersi ai cittadini come ad individui liberi, proponendo loro soluzioni di stampo liberale che esaltino la responsabilità personale e mettano Stato ed enti pubblici nei limiti di competenza, evitando ogni compressione di capacità, vitalità, impegno dei singoli. Forse la parola che meglio sintetizza un simile proposito è: semplificazione. Occorre semplificare la burocrazia, semplificare le leggi, semplificare gli enti, semplificare gli obblighi, semplificare gli adempimenti. I danni peggiori recati dall'Europa sono verosimilmente quelli creati dalla mole legislativa che ci viene propinata e che noi assorbiamo maldestramente, anzi, rendendola perfino più complessa.

Enrico Costa – deputato Forza Italia

«Ospedale: tanta umanità e professionalità»

Gentile direttore, voglio esprimere un sentito ringraziamento a tutto il personale e ai medici del reparto di Neurologia e Cardiologia dell’ospedale Santissima Annunziata per l’alta professionalità, gentilezza e vicinanza. Abbiamo dovuto affrontare un percorso difficile e doloroso, tutt’altro che semplice. Le persone incontrate ci hanno donato la loro professionalità, il supporto, l’incoraggiamento e l’umanità di cui avevamo bisogno. Un particolare ringraziamento va ai primari dottoressa Bongioanni e dottor Doronzo e allo straordinario personale infermieristico.

Famiglia Tunesi – Racconigi

«Il futuro dell’Italia è in mano agli studenti»

Riceviamo e pubblichiamo:

«Quest’anno abbiamo scelto di inaugurare l’anno scolastico non in un unico luogo, ma con una presenza diffusa della Regione e della squadra di assessori in tutte le province. Lunedì è stato un giorno molto importante per migliaia di studenti piemontesi che sono tornati sui banchi di scuola o che, per la prima volta, hanno fatto il loro ingresso nel percorso scolastico che li accompagnerà nella crescita culturale, ma anche sociale e personale. Entreranno in classe bambini e usciranno adulti, formati e pronti ad affrontare al meglio le sfide della vita. Da parte nostra esprimiamo un sincero augurio a tutti loro, ma anche agli insegnanti, che hanno una grande responsabilità, quella della formazione dei ragazzi, e a tutto il personale ausiliario che opera nei nostri istituti scolastici per renderli migliori e più efficienti. Per noi l’istruzione è fondamentale e pertanto la Regione farà tutto ciò che è necessario per garantire agli studenti tutti i servizi che possano supportare il loro percorso formativo. Un augurio anche alle famiglie, che insieme alla scuola rappresentano l’altro pilastro fondamentale per l’educazione e la crescita dei ragazzi, che sono chiamate a supportare i propri figli in tutto il percorso che si sviluppa nelle ore del dopo scuola, dallo studio a casa e fino al sostegno nello svolgimento dei compiti. Il nostro pensiero va anche ai ragazzi costretti a seguire i corsi nei luoghi di cura: noi siamo al loro fianco affinché il percorso terapeutico non comprometta il loro diritto all’istruzione. Nessuno deve essere lasciato indietro o, ancor peggio, solo. Che quello inaugurato sia quindi un anno sereno, proficuo e di grande crescita per tutti. In bocca al lupo, ragazzi. Non scordatevi mai che il futuro del Piemonte e dell'Italia è nelle vostre mani».

Alberto Cirio – presidente Regione Piemonte

«Ci vuole passione per raccontare un paese»

Riceviamo e pubblichiamo:

Come biblioteca comunale “Falcone-Borsellino” di Marene e Associazione “Amici della Biblioteca” teniamo a ringraziare Francesca Nervo, che ha recentemente concluso la propria esperienza di giornalista per il Corriere di Savigliano. La ringraziamo per essere sempre stata disponibile a informare i lettori ogniqualvolta che la Biblioteca ha proposto iniziative e promosso progetti. Anche grazie al suo contributo quest’ultimi sono stati partecipati e apprezzati dalla Comunità marenese e conosciuti in tutto il saviglianese. Non è assolutamente semplice essere un’inviata di un settimanale in un piccolo centro di poco più di 3.000 abitanti, ma in questi anni a parer nostro Franca ha dimostrato di essere un’ottima giornalista, attenta ai dettagli e con il desiderio di sapere ed informare il paese, che grazie a questi piccoli gesti, rimane vivo. Con affetto.

I volontari della Biblioteca – Marene

Cara Franca, non posso che associarmi ai ringraziamenti che arrivano dalla biblioteca per il tanto lavoro fatto in questi anni. Sei stata la voce del tuo paese e il volto del giornale per chi ti conosce. Giustamente, adesso, hai scelto di prenderti più tempo da dedicare alla famiglia e ai tuoi impegni, lasciando un po’ da parte le fatiche del giornale. E anche se scriverai un po’ di meno (perché sono certo che quella passione sarà dura a morire e riprenderai la penna in mano), il Corriere resterà sempre la tua seconda casa.

Il direttore e la redazione

«Grazie preside Massucco per la sua professionalità»

Riceviamo e pubblichiamo:

Quando è arrivata la preside Alessandra Massucco il Santarosa era nato da poco e l’appartenenza a un unico Istituto era più formale che reale. A distanza di cinque anni molto lavoro è stato fatto e i docenti desiderano salutare e ringraziare chi è stata per loro un elemento di unione e coesione per condividere pratiche educative comuni. Una dirigente che ha sempre esposto la propria opinione e preso decisioni senza farle calare dall’alto, cercando il confronto con noi insegnanti per arrivare a soluzioni condivise. Nel tempo trascorso al nostro fianco, le sue capacità professionali e relazionali hanno permesso al nostro Istituto di crescere e di affrontare le tante sfide che il mondo della scuola presenta ogni giorno. Un lavoro portato avanti con competenza ed equilibrio nel rispetto delle professionalità di ognuno. Ora che si appresta ad iniziare un nuovo percorso di dirigenza in un altro istituto, vogliamo esprimerle tutta la nostra gratitudine e la più sincera stima augurandole il meglio per il nuovo incarico.

Il personale docente dell’IC Santorre di Santarosa

«Savigliano Danze chiude un’esperienza bellissima»

Egregio direttore,

volevo rubarle un po’ di spazio per alcuni ringraziamenti. Dopo la scomparsa di mio marito Beppe, avvenuta lo scorso anno, ho ancora portato avanti la scuola di ballo “Savigliano Danze” per l’anno 2018/2019 ma ora, senza di lui, senza la sua guida e senza il maestro e fondatore della “Savigliano Danze” ho deciso di chiudere definitivamente la storia di una meravigliosa avventura iniziata nel 2000. Vorrei innanzitutto ringraziare le centinaia di allievi che si sono messi nelle nostre mani, che con noi hanno imparato e perfezionato questa splendida attività che è la danza (nel nostro caso principalmente il liscio) e che da noi hanno ricevuto tanto ma che ci hanno dato molto di più, in soddisfazioni e amicizia! Grazie, poi, a tutto il fantastico personale della Palestra N.R.G. che ci ha accolto ed accompagnato per tutti questi anni con gentilezza e professionalità, dandoci la massima collaborazione e premiandoci (ricambiati) con una fiducia incondizionata. Fortunatamente questo patrimonio non andrà perso grazie a Mario Macaluso che da nostro allievo è diventato Maestro e al quale auguro sinceramente un buon lavoro.

Maestra Maria Teresa Colombero Mandrile - Savigliano

«I ribaltoni politici non mi stupiscono più»

Egregio direttore,

sono da sempre rispettoso del dettato Costituzionale. Rilevo tuttavia che per la quarta volta un partito che non ha ottenuto il consenso elettorale siede nuovamente e immeritatamente passando allegramente dalle poltrone dell'opposizione a quelle della maggioranza. Questa è la democrazia per quanto imperfetta. Non mi entusiasma rievocare i costanti insulti, le querele, la violenza verbale che il partito che fu di Berlinguer ha espresso da molti mesi nei confronti dell'ex movimento che è di Casaleggio Associati e di una piattaforma di noti & ignoti. Insulti ovviamente restituiti violentemente al mittente. Personalmente ho sempre sostenuto l'innaturale alleanza tra i verdi e i 5gialli. Ho sempre sostenuto che i 5gialli, ideologicamente più che idealmente, erano e sono una costola, oggi accessoria, dei rossi...con qualche contraddizione che dovranno adesso risolvere. Per prima la TAV, poi le banche, la sicurezza, il lavoro vero, l'immigrazione illegale, il rapporto supino con l'Europa, il sistema pensionistico. Proprio l'Europa tira ora un sospiro di sollievo dopo aver probabilmente tirato anche altre fila. Di sicuro i rossi hanno spinto i 5gialli nell'agone della politica di palazzo, dei poteri forti, dei ribaltoni, delle poltrone e dei vitalizi accessori. Attenzione però, qualora il progetto "acrobaticobalneare" prolunghi, per il mantenimento dei posti e del potere, il proprio assetto innaturale si potrebbero aprire strategie e alleanze sui territori. Anche a Savigliano non mi stupirei possano iniziare aderenze in questo senso, tra rossi e 5gialli appunto. Auspico quindi si apra per tempo un confronto alternativo e senza preclusioni, veti, presunzioni dove prevalgano competenze, esperienza, conoscenza e visione in prospettiva della nostra città. Però a quasi 60 anni, dopo aver seguito e anche vissuto la politica e l'amministrazione locale per decenni, la vedo dura...vedremo.

Fulvio D'Alessandro - Savigliano

«Bisogna proteggere e non distruggere le sponde»

Riceviamo e pubblichiamo:

L'amico Luigi Bertero ha sollevato sugli organi di informazione, il problema di una maggiore tutela degli ambienti naturali residui sul territorio comunale, riferendosi agli improvvidi tagli lungo il Varaita. Si tratta delle modeste e discontinue fasce di vegetazione riparia dei nostri tre corsi d'acqua che costituiscono il nostro piccolo patrimonio di natura. L'ideale sarebbe che questi corridoi di verde venissero lasciati vivere in pace o, almeno, fossero gestiti secondo criteri minimi di conservazione. Non si tratta solo di alberi, cespugli, essenze erbacce e floristiche ma di una numerosa e varia collettività di presenze animali, per lo più nascoste che vivono in tale ambiente. Purtroppo, la gestione delle aree demaniali lungo i nostri tre fiumi (specie il Maira ed il Varaita) è condotta con mera ottica economica che non tiene conto di quale prezioso patrimonio ambientale riesca a sopravvivere pur in aree tanto piccole e frammentate. Per pochi euro dal Demanio vengono date in concessione ettari di lingue di terreno a ditte che sono interessate solo allo sfruttamento di quanto esistente (legname da cippato). Nessuna attenzione (né considerazione tout court) per ciò che vive in questi siti, sia animale che vegetale. Semplici prescrizioni sui limiti temporali dei tagli, obbligo di lasciare in piedi il “secco”, nessuna attenzione per i nidificanti ancora attivi nei tempi di lavoro autorizzati. Nessuna valutazione ambientale preventiva, svolta da esperti: questi sono i criteri attualmente in vigore. Questo sistema arcaico, antieconomico, diseducativo e nemico dell'ambiente naturale, va cambiato in tempi rapidi. Sì al taglio degli alberi nati all'interno degli alvei ma tutela rigorosa per tutte le fasce spondali, unici rifugi naturali rimasti sui 100 chilometri quadrati del territorio saviglianese, sottratti alla coltivazione ed alle varie altre utilizzazioni del suolo.

Tomaso Giraudo – Savigliano

«Nessuno pensa ai “bisogni” degli anziani»

Riceviamo e pubblichiamo:

Tempo fa, scrivevo della situazione indegna dei bagni pubblici della nostra città, risolti poi egregiamente da una ditta locale, ed in seguito appaltati ad altra azienda che non ne ha le stesse cure. Inoltre l'illuminazione non esiste. Vietato aver bisogni dopo il tramonto! Sappiamo che è sempre una questione di soldi, ma l'igiene e le necessità fisiologiche dovrebbero esserne una priorità. Detto questo, vorrei che l'amministrazione comunale si attivasse per far in modo che le manifestazioni che comportano una grande affluenza di pubblico non solo locale, (ben venga), provvedesse a dotare le piazze di appositi bagni che possano soddisfare le bisogne degli intervenuti. I vari bar o stand che propongono cibi vari in piazza, non sono ovviamente dotati di servizi igienici che possano supportarne l'affluenza, facendo in modo che giardini adiacenti vengano inondati di urea e quant’altro. Ma perché quando si prevedono determinati eventi non vengono consultate ditte atte allo scopo? Non ultimo, persone anziane “pannolinifere” delle quali io faccio parte, avrebbero bisogno di contenitori per il ricambio, nei bagni predisposti, diversamente non potrebbero partecipare a determinati eventi per non sentirsi a disagio. È ovvio mettere gli occhiali (e nessuno si vergogna) sa la vista è carente, usare protesi se l'udito ha dei problemi, ma quando vengono interessati organi sconci(?), la vergogna ci assale, e non avendo a disposizione servizi adeguati ci si sente a disagio e non si frequentano determinati luoghi. Ricordo che da giovane usavo gli orinatoi o vespasiani di antica memoria che oggi non esistono più, e non so il perché, o forse perché solo per maschi, visto che le donne mingendo in modo diverso, ne sarebbero comunque escluse. Forse l'attuale modo di pensare e di vivere, non si è adeguato a quelle che sono le necessità fisiologiche all'esterno di una popolazione che sta invecchiando, di cosa significhi andare in giro per la città, ed avere una necessità. Molti bar mettono a disposizione bagni inadeguati con cessi alla turca, nei quali, per persone anziane, la posizione diventa impossibile. Dove ti attacchi? Non sarebbe male se la pubblica amministrazione si facesse carico di queste esigenze, e credo che la cittadinanza anziana, gliene sarebbe grata. Voglio pensare che se qualcuno che ha potere decisionale mi leggerà, si attiverà per porre fine a queste carenze. Spes ultima dea!

Augusto Pettiti – Savigliano

«Lettera ai “miei” bambini piccoli e ormai grandi»

Riceviamo e pubblichiamo:

È giunta l’ora di andare in pensione, vorrei ringraziare tutti i bambini che in questi anni ho incontrato per la mia strada. Alcuni sono già diventati papà o mamma altri sono ancora dei pargoletti. Voi siete stati i protagonisti della mia vita, voi mi avete permesso di avere un lavoro, voi mi avete tenuta impegnata al punto, da dimenticare spesso i problemi, trasformando una giornata buia in un giorno radioso. Vorrei dire a tutti voi: grazie per essere sempre stati così autentici, grazie per la vostra ingenuità, grazie per la vostra originalità, grazie per avermi fatto ridere, grazie per avermi fatto sognare, grazie per tutti gli abbracci e sorrisi che mi avete regalato, grazie per avermi amato senza riserve, senza giudizi, grazie per avermi insegnato ad essere paziente, grazie per essermi stati da stimolo per raggiungere nuove competenze, grazie per l’impegno e l’entusiasmo che abbiamo condiviso per crescere ed affrontare tante sfide insieme. Vi voglio chiedere anche scusa se qualche volta ho urlato o perso la pazienza. Vi porterò sempre nel mio cuore, per me siete stati davvero importanti. Vi auguro con tutto il cuore di avere fortuna nella vita, d’incontrare nella vostra vita futura persone che vi possano capire, amare ed apprezzare per quello che siete. Buona vita a tutti, vi voglio bene. Vorrei dedicare un ringraziamento anche a voi genitori che in questi anni spesso mi avete testimoniato l’affetto, la fiducia e la gratitudine. Non posso dimenticare le bidelle o operatrici scolastiche, senza di loro la scuola non potrebbe funzionare. Spero che in un prossimo futuro il vostro lavoro riceva maggior riconoscimento, siete le persone con cui forse mi sono più spesso arrabbiata e lasciata andare, scusate ragazze per i mie sfoghi e le mie arrabbiature, ma vi assicuro che apprezzo molto il vostro lavoro. Infine come ultimo ringraziamento mi rivolgo alle mie colleghe, grazie per avermi sopportata e supportata, mi mancherete. Un pensiero particolare a Sara, Stefania e Mariangela, che mi hanno fatto chiudere in bellezza l’ultimo anno di lavoro.

Maestra Ornella Ghione scuola Infanzia “Principe di Piemonte”

Ps: Se vi va di scrivermi sarò ben lieta di rispondervi: ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. )

Area Abbonati

In edicola