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Al direttore

«Progetto pro cemento, contro la natura»

Riceviamo e pubblichiamo

Le associazioni Ambientaliste Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness in Coordinamento presso Italia Nostra Piemonte dissentono sia sulle modalità (consultazione online) e tempistica (scadenza 19 febbraio), sia sui contenuti delle proposte di legge regionale n. 37 e n.70. Queste vanno a modificare le leggi e i regolamenti vigenti per l’edilizia e la pianificazione territoriale, agiscono in una materia complessa sotto la riduttiva sigla della“ semplificazione legislativa”, in realtà operano una modifica ordinamentale che riduce pesantemente il ruolo del controllo pubblico sulle trasformazioni dell’edificato urbano e non solo. Con la volontà di favorire una liberalizzazione del sistema rischiano di aprire o meglio spalancare una finestra derogatoria, meglio ancora dire anarchica cioè di fatto sottratta alle regole scritte nei Piani Regolatori e nei Regolamenti, ma lasciando il sistema quasi esclusivamente nelle mani “regolatrici” del mercato con pochi vincoli, con poche limitazioni e anche pochi oneri. Ne va della qualità futura del costruito e in specie della parte pubblica della città, dei suoi spazi liberi, delle sue aree a verde. Si smonta, pezzo su pezzo, un modello di pianificazione e di regolazione che aveva i Comuni quali primi soggetti attori, ma si indeboliscono pure i vincoli che questi stessi Comuni hanno ancora rispetto alla pianificazione sovraordinata quale il Piano Paesaggistico Regionale. I contenuti di questi disegni legge investono oggi per l’avvenire la qualità della vita della città e non solo, la riduzione degli spazi pubblici, l’equità e la certezza dei rapporti tra proprietà, l’integrità dei parchi naturali (esemplare il caso del parco della Val Troncea e dei ruderi che potranno diventare villaggio vacanza). Vengono di fatto sanate difformità parziali pregresse e future in una sorta di condono mascherato permanente, introdotte deroghe alle distanze stabilite tra edifici, derubricate a tolleranze gli impoverimenti in difformità delle finizioni esterne e delle simmetrie, riducendo la qualità del costruito, vengono superati gli indici edificatori dettati dai piani regolatori, si indeboliscono le tutele a presidio dei centri storici, consentendo demolizioni e ricostruzioni e tutto sotto la veste della rigenerazione urbana o edilizia, cioè di quel nuovo mantra attraverso il quale si sacrifica la pianificazione della progettazione urbanistica, mentre il consumo del suolo lo si programma ancora sino ad almeno, per ora, il 2040.

Italia Nostra, Legambiente e Mountain Wilderness Piemonte

«Grazie a chi sostiene con piccoli gesti la Caritas»

Egregio direttore,

lo scorso 8 febbraio nel salone San Giovanni di Racconigi presso l’oratorio c’è stata la cena della Caritas. Tanti affezionati amici che ogni anno partecipano con grande entusiasmo a una cena preparata con il cuore. Vogliamo ringraziare tutti, in particolare don Maurilio, sempre attento e disponibile nei nostri confronti. Grazie “Amici del Martedì” di don Beppe. A tutte le “amiche volontarie” che a vario titolo ma ugualmente importante mi aiutano nelle varie iniziative. Vogliamo anche ringraziare tutte le persone di Racconigi e non che mettono a nostra disposizione vestiario, piccoli mobili e altro per chi è meno fortunato di noi, sostenendo così la cultura del riutilizzo. Grazie e arrivederci al prossimo anno.

Marianna Olivero - Racconigi

«Grazie Romeo, saggio alpinista»

Riceviamo e pubblichiamo

È il 7 febbraio, siamo a Pontechianale e subito telefono a Romeo per sapere della festa del ghiaccio che si tiene questo fine settimana, perché forse non tutti lo sanno ma Romeo Isaia insieme a Piero Marchisio sono stati i primi alpinisti in Italia a fare i “Salmoni in inverno” ovvero a risalire una cascata ghiacciata usando la tecnica del “PioletTraction” nel lontano 1977 con attrezzature che rispetto a quelle odierne erano veramente ridicole. La cascata in questione è la Ciucchinel nel vallone di Bellino. Romeo mi conferma che sì la festa si tiene anche se il ghiaccio è poco, non siamo più negli anni 70. Lui in ogni caso è al rifugio e mi dice anche che soggiornano al rifugio, come ormai avviene da tre anni, alcuni alpinisti Turchi tra i quali Tunc Findik. Tunc è un grande alpinista che ha già scalato tredici ottomila e quest’anno scalerà il quattordicesimo e ultimo. Salgo velocemente al rifugio e così posso conoscere questo personaggio insieme ai suoi compagni di scalata ed anche alcuni alpinisti Polacchi. Tunc è una persona veramente modesta e umile. Ci racconta di alcune sue avventure montane ma molte anche umane trascorse in quei paesi dove soprattutto la pace non è scontata e vivere è ogni giorno una conquista. Quando vi fu la strage di alpinisti al campo base del Nanga Parbat nel 2013 da parte dei Talebani lui era lì ma al campo 1 e quindi si salvò. Ecco un altro momento di arricchimento interiore per tutti noi. Mi ha ricordato molto il comportamento di Romeo che nonostante sia stato uno dei migliori alpinisti saviglianesi non si è mai vantato di ciò, anzi ha sempre tenuto un atteggiamento schivo e riservato. Io ho avuto la fortuna di essere il suo compagno per ogni tipo di salita, roccia, ghiaccio e sci. Lui mi ha insegnato tutto, a partire dal mio primo corso di roccia nel 1977 dove era il mio istruttore, sino al 1982, anni nei quali abbiamo condiviso salite di ogni genere e grado gioendo per ogni salita effettuata e anche per le rinunce saggiamente accettate. Da quell’anno 1982 iniziò la sua avventura di gestore del rifugio Savigliano insieme a sua moglie Cosetta. Mi ha insegnato la tecnica di arrampicata, quella del piolet traction ma soprattutto la cosa più fondamentale, per poter tornare sempre a casa, come salire e scendere in sicurezza. Mi ha insegnato che la salita non deve essere fatta a tutti i costi ma che un buon alpinista deve saper valutare tutto e se le condizioni di sicurezza lo richiedono deve saper rinunciare e tornare indietro. E questa non è una sconfitta ma un valore aggiunto. Ora a distanza di tanti anni se ancora riesco ad andare in montagna posso solo ringraziare Romeo, i suoi insegnamenti e la sua saggezza, molti compagni di avventura sono stati meno fortunati e non ci sono più. Anche per Romeo quest’anno, il 2020, segnerà la fine di un’avventura durata ben trentotto anni e lascerà il rifugio Savigliano per godersi il meritato riposo, dopo tanti anni di polente e di indicazioni e consigli dati a migliaia di persone, alpinisti e non, anche se sicuramente il rifugio gli mancherà. Credo sia doveroso da parte di tutti gli appassionati di montagna o anche solo buone forchette dire un grosso grazie sia a lui che a Cosetta, per la loro dedizione e per il loro lavoro. Da parte mia un grazie speciale che viene direttamente dal cuore per tutto ciò che mi ha insegnato e per tutto il tempo che abbiamo trascorso insieme, grazie Romeo.

Roberto Bonamico – Savigliano

«Giusto ricordare la storia di Norma Crosetto»

Egregio Direttore,

a nome del gruppo locale di Fratelli d’Italia desideriamo esprimere un ringraziamento al Consiglio Comunale di Savigliano ed alla Consulta Pari Opportunità per l’intitolazione della piazza a Norma Cossetto e per le iniziative promosse per il ricordo della triste pagina delle foibe. Ricordare Norma Crosetto significa commemorare una ragazza, Medaglia d’oro al merito civile, che ha pagato con la vita il suo voler essere italiana ed innamorata della sua patria. Una ragazza che, morendo, ci ha insegnato l’importanza della vita e l’orgoglio di credere in qualcosa di giusto. Come ricordato stamane durante la cerimonia ricordare significa educare le nuove generazioni a non interpretare le diverse visioni politiche in esternazioni di odio e violenza o ancor peggio in pericolose discriminazioni.

Marco Buttieri, Claudio Bonetto – Savigliano

«Non tutto può essere gestito grazie ai volontari»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta da parte del presidente della biblioteca di Marene

Cari Amici della Biblioteca, È iniziato un anno diverso dagli altri. Il cambiamento climatico si sta facendo sentire. Il gennaio appena trascorso è stato uno dei più caldi del secolo e scommetto che la neve arriverà a fine marzo. Anche nel nostro piccolo siamo stati protagonisti di un cambiamento. Lo scorso lunedì 27 gennaio si è svolta l’assemblea dei soci della Biblioteca marenese e ha nominato i nuovi componenti del consiglio direttivo che avranno il compito di gestire l’associazione nata nel 1998 che tutela l’impegno di tutti quei volontari che ogni giorno garantiscono l’apertura dei locali di Palazzo Gallina. Un’assemblea che ha decretato la fine del mandato della presidente Gianna Grande, ultima rappresentante di quel consiglio direttivo, composto da Simone Bravo, Cristina Biolatti, Stefania Bergesio e Franca Nervo che diligentemente hanno gestito due traslochi della biblioteca in meno di dieci anni, affrontato in prima persona il cambio di paradigma dei contributi pubblici-privati, valorizzato sapientemente i volontari che si sono susseguiti nel tempo e combattuto contro un contesto non proprio dei migliori. Ai miei occhi sono degli eroi, a maggior ragione da quando anche io ricopro lo stesso ruolo da loro giocato in passato. In un paesino di poco più di 3.000 abitanti, dove la Cultura non è mai stata ai primi posti delle priorità dei cittadini, quasi vista come un elemento ghettizzante, sono riusciti a trasmetterci una Biblioteca con più di 15.000 volumi (la più grande rispetto a quelle dei piccoli paesini vicino a noi), ad ottenere ogni anno fondi appropriati per l’acquisto di nuovo materiale e a coinvolgere nuovi volontari (tra cui anche io) a realizzare attività per i cittadini, e soprattutto a creare un bellissimo clima basato sull’amicizia. Sono degli eroi anche perché si sono presi delle responsabilità, forse non spettanti propriamente a loro, in particolare Gianna. Avendo scelto di seguire un’intraprendente carriera, di diventare moglie e mamma di due splendide figlie, giustamente il tempo a disposizione si riduce. Ma non si è tirata indietro. Ha deciso di fare da mamma, la sorella maggiore, l’amica saggia a me e agli altri volontari. Si è presa la responsabilità di creare un ambiente ideale per farci crescere personalmente e ci ha permesso di raggiungere i nostri sogni, realizzando tutti i progetti a cui voi amici avete partecipato in questi anni. Di questo io gliene sarò sempre grato. Adesso tocca a me. Ho il compito di tutelare il mio lavoro e quello di tutti gli Amici della Biblioteca di fronte ai cittadini, al Comune e a tutti gli enti con cui abbiamo relazioni più o meno strette. La carica di presidente e di legale rappresentante è importante, ancora di più ora, dove la Biblioteca di Marene gioca un ruolo di protagonista nello scenario locale. Ogni giorno, e non smetterò mai di sottolinearlo, i volontari non sono solo impegnati nell’apertura della Biblioteca. Sono fondamentali perché possiedono intraprendenza e competenze progettuali, amministrative, tecnologiche utili alle altre realtà marenesi, non solo culturali. Esempi? L’aiuto che diamo alla Parrocchia per promuovere il patrimonio culturale, le competenze amministrative date al Centro Sportivo, il sostegno (di tutti i tipi) alla Consulta Giovani, la valorizzazione dei ragazzi di Muovi le mani per Marene e tanto altro. Adesso ho la responsabilità diretta di valorizzare al massimo ogni singolo minuto speso dai miei giovani che mi danno una mano, in primis Giulia Barberis e Daniel Racca, arrivati oggi a 10 ragazzi under 25, con la chiara intenzione di vedere la Biblioteca come un luogo protetto per far crescere il nostro futuro e aprirlo alla Comunità. Ancora di più continuerò a sostenere con il mio tempo la Biblioteca e tutto ciò che è connesso, con le mie competenze economico manageriali, ispirandomi all’operato di Gianna, Cristina, Simone e Franca e a tutte le altre figure di spicco di associazioni marenesi che ritengo delle vere e proprie guide: mio padre Bartolomeo, Antonio Bressi, Bartolo Bresciano, Dino Fissore, Cesco Panero, Giovanni Biolatti, Don Aldo e il compianto Angelo Ambrogio, il quale ha lasciato un segno indelebile nel mio animo. Infine, colgo l’occasione di lanciare un grido di allarme a tutta Marene e al nostro Territorio. Il volontariato non è la soluzione sostenibile per garantire un sempre più alto benessere sociale e culturale ai nostri cittadini. Ogni anno è sempre più difficile trovare giovani (in cui faccio rientrare anche i trentenni e i quarantenni) che abbiano voglia di prendersi la responsabilità che ha preso Gianna ed ora io e i miei consiglieri. Forse il terreno non è stato coltivato bene, forse la quotidianità delle persone è cambiata, forse il senso di Comunità si sta affievolendo, ma ora non è più tempo di preoccuparsi e lamentarsi solamente. Bisogna agire in fretta e lavorare per garantire un futuro a tutte quelle bellissime realtà che gli altri paesini ci invidiano. Però da soli non possiamo farcela. Grazie Gianna e a tutti gli Amici della Biblioteca che ci hanno trasmesso questo luogo bellissimo.

Marco Biolatti - presidente Amici della Biblioteca Marene

«Coordinamento servizi sociali adeguamenti all’inflazione»

Riceviamo e pubblichiamo

Una gran parte dei servizi socio assistenziali resi dai Consorzi della provincia di Cuneo si svolgono in compartecipazione con l’AslCN1, in base a una convenzione il cui ultimo aggiornamento risale a fine 2017. In pratica si tratta di situazioni (fra gli altri, minori, disabili, anziani non autosufficienti) che richiedono prestazioni che hanno sia rilevanza sociale che sanitaria, nelle quali i due comparti collaborano al meglio nell’interesse del cittadino. In genere sono i Consorzi a farsi carico del pagamento, diretto o indiretto tramite appalto alle cooperative sociali, degli operatori, per poi ricevere i rimborsi dovuti da parte dell’Asl. Dal 1 gennaio dell’anno scorso questi rimborsi non tengono conto del tasso di inflazione programmato, che fra 2019 e 2020 arriverà a toccare quota 2%. Gli Enti gestori dei servizi sociali (i Consorzi appunto) si trovano a dover fronteggiare un importante aumento dei costi dei servizi, che deriva sia dall’approvazione del nuovo Contratto Collettivo Nazionale degli operatori dipendenti dai Consorzi, sia dall’applicazione del tasso d’inflazione da parte delle Cooperative sociali affidatarie dei servizi. Va inoltre evidenziato come sia all’ordine del giorno la trattativa tra le Centrali Cooperative Piemontesi e la Regione Piemonte per l’adeguamento del CCNL delle Cooperative Sociali che a regime dovrà prevedere aumenti pari al 6%, aumenti che dovranno anch’essi essere compartecipati dall’ Asl. Per queste ragioni i Consorzi afferenti all’Asl CN1, e quindi Monviso Solidale, Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese, Consorzio per i servizi socio assistenziali del Monregalese, Unione Montana Valli Mongia Cevetta, Langa Cebana Alta Valle Bormida, attraverso il loro organo di coordinamento a fine dicembre scorso hanno inviato una lettera al Direttore Generale dell’AslCN1 nella quale veniva richiesto l’adeguamento al tasso di inflazione programmato con la specifica che ciò non comportasse un impatto in termini negativi sull’utenza attraverso la diminuzione delle prestazioni, impegnandosi a dare comunicazioni ai propri organi collegiali (Assemblea e Conferenza dei Sindaci) circa il riscontro da parte dell’AslCN1 a questa comunicazione.

Il Coordinamento Provinciale Enti Gestori Cuneo

«La parrocchia non ha dimenticato i giovani, anzi»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di don Maurilio in risposta a quella della scorsa settimana di una nonna che si autodefiniva “delusa”.

Gentile signora Lodovica, sebbene non sia prassi coinvolgere la parrocchia all’interno di polemiche, generalmente non costruttive, tuttavia mi ha molto colpito il suo rammarico derivante dalla sua personale lettura della situazione parrocchiale odierna, espressa nella sua lettera pubblicata dal Corriere il 29 gennaio. Poiché resto sempre dispiaciuto quando qualcuno si trova in situazione di affaticamento, se mi è possibile intervenire in qualche modo per migliorare la sua condizione, è mia premura farlo. Le precisazioni che chiedo al Corriere, per gentilezza di pubblicare, spero le possano essere di conforto. Accetti anzitutto l’invito a venire di persona in parrocchia, constaterebbe coi suoi occhi la vivacità e la piena salute della comunità parrocchiale. La chiesa, con la messa domenicale, specialmente alle 10.30, è sempre strapiena di ragazzi e bambini, insieme a famiglie, adulti, giovani e anziani. In un tempo in cui coinvolgere il mondo giovanile (specie nella preghiera) è difficile non solo a livello ecclesiale, ma anche per le realtà laicali, i lettori del corriere mi perdoneranno la punta d’orgoglio con cui lo rendo noto. Sono certo che questo non possa che far piacere anche a Lei, visto la manifesta sua attenzione al dato Evangelico. Gli animatori, assieme alla responsabilità degli adulti coinvolgono in attività piene di entusiasmo circa 400 ragazzi, di cui almeno 100 sono proprio delle medie (settimanalmente!) Con piacere ripresento al paese il doposcuola, che per ben tre pomeriggi alla settimana sostiene e accompagna i ragazzi con difficoltà scolastiche. Proprio quei ragazzi, che diversamente sarebbero in giro per Racconigi a bighellonare... Al riguardo la parrocchia ha messo a disposizione i locali, sostenendone per intero le spese (riscaldamento, luce e la remunerazione di due educatori) oltre il coinvolgimento di alcuni volontari che operano gratuitamente. Tutti i sabati l’oratorio accoglie tutti i ragazzi che ne vogliono fare accesso attraverso l’impegno di adulti e giovani, gratuitamente al loro servizio. Questi servizi non si sono mai interrotti, nonostante la grave sofferenza inflitta alla parrocchia a seguito di un’ordinanza del 2016, che vietava a chiunque, legale rappresentante incluso, l’ingresso nelle strutture di Santa Maria, per il caso ben noto del “Neuro”. È proprio alla fine del 2016 che grazie all’interesse del parroco farà approdo in parrocchia una nuova associazione, l’A.G.E.S.C.I., che perdeva le sue sedi a causa della situazione di instabilità strutturale dei locali comunali che li ospitava precedentemente. Per chi non li conoscesse, l’associazione Guide e Scout, Cattolici Italiani, sono una realtà di volontariato educativa che raduna settimanalmente decine di bambini, ragazzi, adolescenti e giovani. Mi meraviglia che non li abbia mai visti nei cortili dei nostri oratori (riaperti in maggio 2019, dopo lo svincolo dell’ordinanza 2016). Anche questa spero sia una notizia che la rallegri. Per tre anni abbiamo svolto l’estate ragazzi in mezzo alla strada, assumendoci responsabilità che pochi altri si sarebbero presi, finalmente per il 2020 torneremo nelle nostre strutture! A questo si aggiunga che abbiamo trasformato i campi estivi di un weekend in un tempo prolungato di cinque giorni, e il tutto senza variazione di costi. Non credo possa dirsi che sia uno sforzo da poco, quello che la comunità parrocchiale sta facendo. Infine, voglio rassicurarla anche sulla persona di don Aldo, mio stimato predecessore. Non so se sia informata, ma don Aldo è tutt’altro che in un angolo. Così definendolo, lo mortifica. Con piena fiducia l’arcivescovo di Torino, gli ha affidato la cura pastorale di ben due parrocchie, Marene e Cavallerleone. Anche volendo non avrebbe la possibilità di continuare a seguire Racconigi. Colgo l’occasione, tra l’altro, per porgere un segno di gratitudine pubblica, a don Aldo, per tutto quello che ha fatto nella sua permanenza di 30 anni presso la nostra comunità. Accolga infine il mio invito personale a venirmi a trovare nel caso volesse ulteriori informazioni. Se non lo sapesse, abito a Racconigi, pubblicamente conosciuto e facilmente raggiungibile, senza necessità di rivolgersi ai giornali per incontrarmi.

Il suo parroco Don Murilio - Racconigi

«La politica s’interessi della stazione ferroviaria»

Egregio signor direttore,

le Acli zonali di Savigliano si fanno portavoce degli associati e dei molti utenti che in vario modo hanno fatto pervenire la loro protesta, riguardo a due problemi, entrambi legati alla stazione ferroviaria cittadina, frequentata da migliaia di pendolari, per motivi di studio e di lavoro e anche perché garantisce un rapido collegamento con Torino. I passeggeri che provengono da Fossano e Torino, quando scendono dal convoglio, per raggiungere l’uscita, devono oltrepassare i binari usufruendo di un sottopassaggio con numerosi gradini, che rappresentano un ostacolo insormontabile per persone disabili e creano gravi difficoltà agli anziani e a coloro che hanno problemi agli arti inferiori. Riteniamo che sia possibile superare il disagio con la semplice realizzazione di un ascensore, ad opera delle Ferrovie dello Stato. Il secondo problema è legato alla carenza di aree di sosta nella zona, che causa il parcheggio disordinato e spesso scorretto da parte degli automobilisti, alla ricerca di un luogo in cui lasciare l’auto, in tempo utile per prendere il treno o per raggiungere il posto di lavoro. Si chiede all’amministrazione comunale di studiare una possibile soluzione a questo problema, che crea non solo difficoltà ma anche pericolo per la pubblica incolumità, specie agli incroci, dove, a causa della sosta scorretta, a volte la visibilità risulta piuttosto ridotta.

Renato Origlia - presidente zonale Acli

Elio Lingua - presidente provinciale Acli Cuneo

«Lascio la presidenza Cri, ma resto a disposizione»

Fra poche settimane avrò terminato il mio mandato di Presidente della nostra struttura. Sono trascorsi 4 anni che hanno portato tanti cambiamenti a livello nazionale; momenti delicati per il nostro futuro associativo, momenti difficili, a volte duri e faticosi,che mi hanno comunque dato la possibilità di crescere e, per me, questo è stato, in ogni caso, un grande onore. Grazie all’aiuto di voi volontari sono riuscita a guidare, ascoltare le necessità che mi sono state presentate anche quando il mio passo era più incerto. Il mio ringraziamento va a tutti i miei consiglieri, al volontario amministrativo Aldo Sepertino, alla dottoressa Maria Pia Dellavalle, a tutti i dipendenti a cui ho dato fiducia nella gestione della nostra struttura; essi hanno saputo essere fedeli e insostituibili. Auguro, alla luce delle prossime elezioni, al futuro presidente e ai consiglieri che inizieranno il loro percorso in Cri in questa nuova veste una collaborazione importante e reciproca su una base di amicizia e di stima indispensabile per il raggiungimento e il fine dei nostri principi. Vorrei ringraziare per la stima dimostratami le istituzioni civili, in particolare nella persona del sindaco, che hanno sempre supportato ogni nostra iniziativa, e le Istituzioni Bancarie alle quali mi sono sempre rivolta per un aiuto economico volto a soddisfare ogni nostra esigenza. Questo mi ha permesso l’acquisto di mezzi per il soccorso (fondamentali per la nostra missione), ed ogni altra necessità per il buon funzionamento dell’associazione, della sede ed i bisogni delle persone che si sono sempre rivolte a noi per avere un aiuto pratico e morale. Detto ciò, dopo 18 anni di Croce Rossa, mi sento serena e consapevole di aver compiuto quello che sentivo come un dovere, fin da quando siamo entrati a far parte dell’allora delegazione, proprio grazie anche alla presenza dell’area sociale femminile. Infatti l’associazione oggi è Comitato. Proprio per questo sarei lieta di contribuire ancora ad offrire la mia esperienza con le volontarie, compagne di sempre, nell’area assistenziale. Grazie ed un caro saluto.

Maria Teresa Sora - Savigliano

«Chiesta una mozione per bloccare il consumo di suolo»

Riceviamo e pubblichiamo

Aderendo a un’iniziativa promossa dal Forum Salviamo il Paesaggio e da Pro Natura abbiamo, in quanto cittadini sensibili ai problemi ambientali, sottoposto ai consiglieri comunali una mozione che impegni il Comune a porre in atto azioni e iniziative a sostegno della proposta di legge scritta, nel febbraio 2018, da 75 esperti multidisciplinari del Forum e presentata alla Camera e al Senato dal Movimento 5 Stelle, contenente norme per l’arresto del consumo di suolo e per il riuso dei suoli urbanizzati. Si tratta dell’unica proposta di legge che si propone di arrestare il consumo di suolo e, contemporaneamente, orientare al riuso dei suoli urbanizzati, tutelando il nostro fragile ecosistema e indirizzando il rilancio del comparto edile. La discussione della legge al Senato (Commissioni congiunte Agricoltura e Ambiente) procede con ritardi e rallentamenti gravi: un lusso che non possiamo permetterci. Abbiamo inoltre richiesto di assumere tale proposta di legge come quadro di riferimento per le scelte della politica urbanistica e della gestione del territorio comunale. Una richiesta tanto più legittima ora che anche la Corte dei Conti, uno degli organi previsti dalla Costituzione tra i cui compiti vi è la tutela dell’interesse pubblico, ha espresso un forte invito a Stato e Governo a produrre “norme e azioni di radicale contenimento del consumo di suolo”. Sempre la Corte dei Conti ha posto l’accento sull’enorme impegno finanziario che comportano i fenomeni di dissesto idrogeologico nel nostro Paese, e ha sottolineato che il consumo di suolo non deve superare la crescita demografica. Questo pronunciamento si aggiunge ai dati di allarme da anni indicati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e da innumerevoli voci accademiche e della ricerca che rendono sempre più palese quanto richiesto a gran voce dalla cittadinanza attiva. Anche l’ONU, nei documenti di preparazione per il vertice sulla biodiversità che si svolgerà il prossimo ottobre in Cina, ha sottolineato che per salvaguardare la vita sulla terra e per contrastare la crisi climatica occorre, tra l’altro, prendere urgentemente provvedimenti per la difesa e il ripristino del suolo, che rappresenta sicuramente uno dei fattori essenziali per poter garantire la possibilità di vivere alle generazioni future. Con la nostra iniziativa speriamo di promuovere un dibattito all’interno delle istituzioni comunali che sono coinvolte direttamente nelle tematiche della gestione del suolo e dalle cui scelte dipende il suo spreco o la sua tutela e valorizzazione. La prossima mossa ora spetta ai consiglieri comunali a cui abbiamo chiesto di presentare la mozione alla discussione del Consiglio comunale.

Seguono 31 firme

«Ma a cosa serve l’Onu se ognuno fa ciò che vuole?»

Riceviamo e pubblichiamo

Sbagliandomi, pensavo che nel secolo scorso fosse finita l’occupazione armata di territori per farne delle colonie. Mi sbagliavo ulteriormente, poiché la stessa cosa sta avvenendo subdolamente nella ex Fenicia, dove nasceva la porpora per i togati romani, e dove i cedri circondavano le navi dei marinai. Ora, nonostante il parere negativo dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite, che non dovrebbe essere poca cosa, visto che considera abusivi i vari insediamenti dei vicini in territori Palestinesi, viene proposto dal Trump della situazione di accorpare tali territori allo stato confinante nonché occupante abusivo! Occupante che vendeva le merci prodotte in tali territori, con la scritta Made in I...el! fregandosene di chi fosse il territorio occupato, ma già ritenendolo proprio. Viene da pensare che l’atteggiamento dei vicini occupati non sarà in futuro del tutto amichevole verso questa soluzione, e che potrebbe innescare qualche controversia nei confronti degli occupanti abusivi. Mi chiedo, a cosa serva l’Onu se uno Stato può fare ciò che vuole e fregarsene del loro veto? Tale comportamento fa pensare al passato, da chi ha subito, e che non dovrebbe far subire! Io non sono né razzista, nè antisionista, però certi comportamenti... Ghandi diceva che le religioni scatenano le guerre: aveva ragione? Vedete voi.

Augusto Pettiti - Savigliano

«Finalmente la pista a disposizione degli sportivi»

Riceviamo e pubblichiamo

Vorrei complimentarmi con il TRIteam per aver ottenuto e il comune, in particolare l’assessore Paolo Tesio, per aver permesso di utilizzare dal 2020 la pista d'atletica dello stadio Morino. Ho sempre trovato assurdo il fatto che gli appassionati di corsa non potessero utilizzare una struttura esistente, come avviene già in molte città d'Italia. Sicuramente la pista sente il peso degli anni (circa 30 anni) e anche la scarsa manutenzione in certe aree, ma è molto importante che sia diventata fruibile, dopodichè sarebbe proprio il momento di pensare ad una ristrutturazione o un completo rifacimento.

Andrea Ariaudo - Savigliano

«Un grazie a Cussa per gli argini sul Mellea»

Riceviamo e pubblichiamo

Sono un abitante di Borgo Marene ed in particolare di Via Don Benso. Volevo ringraziare pubblicamente, assieme alla mia famiglia, l’ex sindaco Claudio Cussa per i lavori di messa in sicurezza del torrente Mellea. In particolare durante gli ultimi eventi atmosferici dello scorso novembre si è potuto rilevare l’efficacia delle opere realizzate. Grazie alla determinazione e alla costanza di Cussa e dei suoi collaboratori, che a suo tempo resero possibile la realizzazione delle opere, ora siamo più sicuri e protetti.

Alessandro Ariaudo - Savigliano

«Il problema della Memoria è quanto mai attuale»

Gentile Direttore,

sento la necessità di chiedere spazio per provare a sviluppare una riflessione a margine della giornata della memoria che si celebra il 27 gennaio di ogni anno, dal 2005. In merito possiamo che essere tutti (?) concordi e fare tutto e il contrario di tutto per celebrare gli eventi passati ma il problema della memoria resta, con certezza, rilevante a tutti i livelli. E dicendo, a tutti livelli, mi riferisco ai macro fatti, che si celebrano in questi giorni, ma anche ai micro fatti di cui è costellata la nostra quotidianità. In merito ai macro fatti mi pare evidente che queste modalità non funzionano in alcun modo; forse, ma non potevo essere presente, può essere stato utile l’incontro milanese degli studenti con la splendida senatrice Liliana Segre, personalità indiscutibilmente di alto livello, ma l'ipocrisia che serpeggia da sempre in questo paese e in Europa è cosa ben grave e troppo spesso sottaciuta. Mi riferisco al numero rilevantissimo di ebrei che scappano nell'unico stato democratico che può accoglierli, Israele, perché l'antisemitismo e l'antisionismo è, da sempre, argomento delle destre e delle sinistre non solo italiane e qualche “forza” politica, nel tempo, è pure diventata, ipocritamente, flaccida sostenitrice dello Stato di Israele. Se osserviamo il quadro geopolitico, attenendoci anche soltanto all'Europa, dai confini ex-sovietici alla Polonia e Ungheria (dove l’omofobia e non soltanto quella diventano prassi autorizzate). L'antidemocrazia sta divampando e siamo in mano a governi, soprattutto quello italiano (precedente e attuale, perché sono sostanzialmente identici) di una pochezza miserevole e del resto i nuovi perseguitati sono ospiti nei lager libici, con buona pace delle (in)coscienze europee, incapaci di affrontare l'inevitabile e ineluttabile fenomeno migratorio che dovremmo solo saper governare, non tanto per “inutile buonismo”, quanto per necessità, essendo noi un paese a crescita zero sia anagraficamente sia economicamente parlando. E invece tutto questo non avviene in alcun modo e siamo sempre più sull'orlo di un precipizio con un analfabetismo funzionale ed economico che fa prevalere le logiche del guardare le cose fino al giorno successivo, senza alcuna capacità di guardare oltre, altrove e verso nuovi lidi. Credo poco a questo celebrare le cose passate perché il presente è gravido di crimini contro l'umanità e i totalitarismi non sono piovuti dal cielo. L'uomo non è buono, al massimo può diventarlo; ma poi non è sufficiente essere buoni, occorre anche essere visionari e sviluppare altro per non vivere eterni ritorni. Tutto questo vale per le “giornate della memoria” come quelle per la legalità, sempre più concreti miraggi in un mare d’oblio.

Marco Filippa – Savigliano

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