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Al direttore

«Perchè non dotare la scuola di un tunnel?»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al sindaco Giulio Ambroggio:

Egregio sig. Sindaco E voilà un’altra puntata e un’altra proposta, anche se so che la boicotterai come sempre, per mere visioni politiche diverse e per un’antipatia nei miei confronti che mi permetto di sottolineare “reciproca”. Ma un sindaco dovrebbe lasciar perdere tutto ciò ed andare oltre, ed oltre vuol dire fare le cose semplici ma concrete a favore della cittadinanza. Sono fiero di romperti sovente, ma d'altronde, fuori dal palazzo qualcuno che lanci delle idee, butti il sasso nello stagno, ci vuole. Proporre, discutere, contraddire, approvare dovrebbero essere prerogative di una democrazia. Ignorare, non valutare l’utilità e non discutere è purtroppo il modus operandi verso chi non la pensa come te. Ma veniamo all’idea: Come vedi, alle scuole elementari Santarosa da quest’anno l’uscita degli alunni nel cortile del Municipio è accompagnata dai loro insegnati. I ragazzi seguono un percorso “obbligato” fino a raggiungere i genitori in attesa. Molto bene. Tra poco saremmo nel periodo invernale, con certe e soventi precipitazioni, ed allora cosa ne pensi di dotare il percorso di un tunnel mobile, tipo quelli degli stadi, così i ragazzi ed i docenti non si bagnerebbero per accompagnare i ragazzi fino dai genitori? Lo so che non la prenderai in considerazione e neanche ti degnerai di rispondere. D’altronde è una tua abitudine non rispondere (vedi l’ultima non risposta sulla proposta della creazione di un cimitero per animali). Come è consuetudine non lancio solo idee, ma elaboro progetti ed a volte li finanzio, perché le idee per concretizzarsi devono giustamente avere già un seguito. Ti saluto cordialmente ricordandoti che il costo è veramente irrisorio e se lo vorrai, come sempre, una collaborazione fattiva te la darei. Però te lo ricordo non sono del tuo partito. Chiedo scusa per esserti una spina nel costato da tempo e chiedo altresì scusa ai saviglianesi, ma d'altronde essere nonno vuol dire pensare anche ai nipoti ed ai loro amici. Con stima

Claudio Ferrero – Savigliano

«Grazie Cavallermaggiore, paese vivo e disponibile»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo quattro anni dal mio ingresso come socio nel Turn Over domenica 29 settembre ho chiuso per l’ultima volta la porta del bar lasciando le chiavi in mano a mio fratello Stefano che, complice l’addio anche degli altri soci Adriano, Luca e Mauro, condurrà il bar dal mese di ottobre in poi avvalendosi dell’aiuto delle sue collaboratrici e dei suoi collaboratori. Non potendo raggiungere tutti singolarmente desidero salutare tutti i clienti del Turn Over e tutti i cittadini di Cavallermaggiore. Prima del mio ingresso vedevo Cavallermaggiore tutti i giorni passando esternamente sulla strada statale ma non conoscevo bene questa cittadina. Sono stato immerso per quasi quattro anni tra la sua gente ed ho potuto cogliere diversi aspetti di questa comunità: una comunità viva, simpatica, disponibile, accompagnata da amministratori e volontari sempre disposti a mettersi in gioco per il bene della propria città. Ringrazio tutti per il contributo che ognuno ha dato per avermi, fin da subito, fatto sentire a casa.

Paolo Pautasso – Cavallermaggiore

«Per vent’anni quel bar è stata la mia casa»

Riceviamo e pubblichiamo:

Cavallermaggiore Grazie. Questa lettera la scrivo un po’ con il magone, con una specie di nodo in gola per il rammarico di lasciare un posto che era diventato “il mio posto”, la mia casa. La casa è infatti quel luogo in cui ti trovi bene, a tuo agio, circondato da persone con cui condividi gioie e dolori tutti i giorni per anni. Io 20 anni li ho trascorsi nella mia “casa” di Cavallermaggiore, in piazza Vittorio Emanuele, al Turn Over. È stata una casa in cui ci siamo ritrovati in tanti, al mattino presto o la sera tardi, di corsa per andare al lavoro o in pieno relax nei momenti di festa. Negli anni dal mio bancone ho visto passare vincitori e sconfitti, amici e nemici, amanti e famiglie, bambini, giovani e anziani . Molti di loro sono passati e via, ma altri sono diventati i miei clienti abituali ognuno con le proprie abitudini e la propria storia. So benissimo chi preferisce il caffè macchiato, chi il corretto e chi l’orzo in tazza grande. Chi a pranzo solo un’insalata perché è a dieta e chi non rinuncia mai al dolce; chi l’acqua solo naturale e fuori frigo, chi ghiacciata e frizzante. Ma quello che più mi mancherà è il valore dei miei clienti, il valore umano. Gente vera, concreta, interessante, simpatica a cui non posso che dire Grazie. Grazie Cavallermaggiore per la stima, per l’affetto e per la fiducia di questi anni. Grazie per avermi adottato da subito facendomi sentire uno di voi. Grazie per il tempo che avete trascorso con me, tempo che mi ha regalato migliaia di aneddoti che non dimenticherò mai. Grazie per avermi raccontato le vostre storie insegnandomi ogni giorno qualcosa di nuovo. Grazie per aver reso questi 20 anni di lavoro un periodo bellissimo della mia vita. Mi mancherete, anzi un po’ mi mancate già.

Mauro Levrone – Racconigi

«Competenza e umanità, all’Urologia di Savigliano»

Riceviamo e pubblichiamo:

Lo scorso settembre sono stato ricoverato nel reparto Urologia dell'ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, per un intervento di un certo spessore. Ho avuto la fortuna di incontrare un'equipe medica eccellente, pertanto desidero ringraziare, in particolare, il primario Dott. Coppola, il dott. Borsa e tutti i loro colleghi per la loro bravura ed umanità. Un grazie a tutto il personale del reparto sempre disponibile e preparato per ogni necessità. Grazie.

Giancarlo Peretti – Racconigi

«Un cimitero tenuto bene grazie al cantoniere»

Riceviamo e pubblichiamo:

A nome mio personale, e pensando di interpretare il pensiero di molti altri frazionisti, desidero ringraziare di cuore la Responsabile del Settore Lavori Pubblici Isabella Botta e il necroforo-cantoniere Massimo Morra per l'interesse, la cura costante e l'impegno profuso nei lavori di manutenzione dei vialetti, delle aree verdi e degli alberi presenti nel piccolo cimitero frazionale di San Salvatore.

Claudia Tortone – Savigliano

«La sinistra ha bisogno più di idee che di tattiche»

Riceviamo e pubblichiamo:

L’ex presidente della Camera Laura Boldrini ha motivato il suo ingresso nel Partito democratico (avvenuto dalla porta di servizio, mentre la ex Forza Italia Beatrice Lorenzin è stata accolta con tanto di ricevimento al Nazzareno) con l’argomento secondo cui i piccoli partiti sono inadeguati a combattere le minacce per la democrazia che vengono dalla destra sovranista e xenofoba di Lega e Fratelli d’Italia. A parte il fatto che due piccoli partiti, prima SEL (Sinistra, ecologia e libertà), poi Leu (Liberi e uguali) le hanno consentito di essere eletta in parlamento, l’onorevole Boldrini ricorre a uno slogan anziché compiere un’analisi sostenuta da riscontri e riferimenti precisi. Se è vero che le forze guidate da Salvini esprimono una tendenza reazionaria e potenzialmente eversiva (anch’io propendo a crederlo), allora qualche richiamo agli anni ’20 del secolo scorso non è fuori luogo. A cercar di fermare l’ascesa del fascismo i “grandi” partiti mostrarono enormi limiti. I liberali (per sconfiggere le sinistre) si illusero di “normalizzare” le camicie nere assorbendole nel listone nazionale, ma furono travolti dalla tigre che pensavano di cavalcare. I popolari furono sacrificati dal Vaticano alle lusinghe e ai vantaggi della “riconciliazione”. Il partito socialista rimase paralizzato dall’incapacità di decidere. Anche quando con il delitto Matteotti l’immagine del nascente regime precipitò nell’opinione pubblica, la scelta dell’Aventino fu disastrosa, perché non smosse il re, consentì a Mussolini di chiudere la Camera e aspettare che sbollisse lo sdegno popolare. L’unica proposta efficace, quella dello sciopero generale, arrivò dal neonato e minuscolo partito comunista, ma fu declassata a pochi minuti di astensione dal lavoro, così accettando di fatto la fine delle libertà sindacali. E fu il nuovo segretario del Pcd’I Antonio Gramsci, archiviato il settarismo di Bordiga, a elaborare dal carcere concetti e proposte che saranno alla base della rinascita del paese, quali l’assemblea costituente e la riforma intellettuale e morale. Se non piace il riferimento ai comunisti, si pensi alle centinaia di giovani di ispirazione socialista o liberaldemocratica, i quali, profondamente insoddisfatti dei partiti che nella clandestinità o nell’inerzia continuavano a incarnare quegli ideali, ne fondarono uno nuovo, Giustizia e libertà-Partito d’azione, forza che, pure essa piccola, alla cospirazione contro il fascismo e alla lotta di resistenza diede un contributo decisamente superiore a quello dei liberali, dei democristiani e dei socialisti, non solo per numero di condannati o di caduti, ma anche in idee per la ricostruzione. Altri difetti possono essere imputati ai piccoli partiti. Il primo, lapalissiano, è quello di essere… piccoli. Non a caso da anni sogno a sinistra una forza più ampia di Sel o di Leu, che abbia un’identità precisa, basata sulle idee di giustizia sociale, dei diritti civili e dell’ambientalismo, che possa allearsi con il Pd in un rapporto dialettico. L’entrismo, sollecitato o spontaneo, porterebbe al centrosinistra non un arricchimento del dibattito e della capacità di incidere, ma un suo impoverimento. Infatti il Pd nel tentativo di fondere tre culture politiche, ha finito per non averne quasi più nessuna, sfociando in una prassi prevalentemente democristiana, in cui Dario Franceschini è il dominus e, nel nuovo governo, il moderatismo di molti ministri e la paura di perdere voti ostacolano, ad esempio, l’abolizione degli sgravi fiscali sui combustibili inquinanti e la correzione del Jobs Act. Salvini si è autoaffondato, ma l’egemonia della destra nell’opinione pubblica rimane. Il centrosinistra, prima che di abilità tattiche, ha bisogno di idee e della volontà/capacità di affrontare una grande battaglia culturale.

Livio Berardo, ex coordinatore provinciale di Sel

«Scuola sovraffollata, insegnanti senza colpa»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo una “calda” estate, nel corso della quale addetti e non addetti ai lavori hanno divulgato giudizi in merito alla vicenda del sovrannumero degli alunni della scuola primaria di Borgo Pieve, noi insegnanti crediamo sia giunto il momento di far sentire la nostra voce. Intendiamo innanzitutto ringraziare la dirigente scolastica Emanuela Bussi e il personale docente e Ata dell’Ic Santarosa per la professionalità con cui hanno saputo accogliere le quattro classi delocalizzate, loro malgrado, nel succitato Istituto. Intendiamo altresì esprimere il nostro rammarico in merito alla situazione che si è venuta a creare e della quale non abbiamo potuto fare altro che prendere atto, non avendo voce in capitolo relativamente alle iscrizioni. Coinvolti nella ricerca di una soluzione e consapevoli dell’inevitabile disagio creato alle famiglie, abbiamo operato al fine di tutelare il benessere dei bambini. In tal senso abbiamo dato priorità alla continuità educativo-didattica, mantenendo l’offerta formativa delineata nel piano dell’offerta formativa. Inoltre, per agevolare il più possibile le famiglie e per facilitare i momenti di ingresso e di uscita degli alunni, abbiamo apportato modifiche all’orario scolastico e a quello dei singoli insegnanti. Abbiamo optato per il sabato nella sede di Borgo Pieve per poter usufruire degli spazi interni ed esterni e degli strumenti multimediali di cui la nostra scuola dispone. Cogliamo l’occasione per ringraziare: le famiglie che da sempre si sono contraddistinte per la disponibilità mostrata nei confronti della scuola; il Consiglio d’Istituto per il costante operato svolto anche durante il periodo estivo; il personale ATA del nostro Istituto per la collaborazione da sempre prestata e il collaboratore scolastico che quotidianamente si prende cura degli insegnanti e degli alunni trasferiti in via Ferreri. Concludiamo con un buon auspicio. Ci auguriamo che i nostri alunni diventino adulti educati: capaci di utilizzare i social con criteri civili, di optare per la critica costruttiva, di pubblicare le opinioni solo se fondate su effettive conoscenze, di operare professionalmente per il bene comune e non solo per interessi personali. Sostanzialmente, ci auguriamo che non prendano esempio da tutti coloro che, in questa situazione, avrebbero dovuto comportarsi, per il ruolo che ricoprono, da “buoni educatori”.

Insegnanti della scuola primaria di Borgo Pieve - Savigliano

«Siate fieri dei vostri musei saviglianesi»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al sindaco:

Gentile signor sindaco, questo fine settimana, all’affollamento di Cheese, abbiamo preferito visitare due musei che mi avevano già ben consigliato in precedenza. Al Museo delle Essenze abbiamo scoperto un polo museale curioso e capace di armonizzare elementi diversi tra loro: uno storico palazzo del Seicento, l’arte contemporanea e un’originale percorso sensoriale sulle essenze e i profumi. La nostra guida Valentina, pur essendo da sola a presidiare l’edificio, ci ha accompagnato con competenza e chiarezza attraverso il ricco percorso della collezione e della mostra sull’alchimia. Al Museo Ferroviario Piemontese abbiamo scoperto una realtà viva e di grandi dimensioni: un’ampia e curata collezione di oggetti, modellini di ogni tipo e, infine, veri treni e carrozze. La nostra guida, il simpatico ‘Giorgione’ ci ha fatto tornare indietro nel tempo con grande dovizia di particolari e di aneddoti: sui pezzi esposti, sulla vita dei ferrovieri di un tempo, sulla storia ferroviaria in generale. Cosa dire a conclusione di un pomeriggio che si è rivelato perfetto? Che voi saviglianesi potete andare orgogliosi di ospitare due realtà museali insolite, ricche, ben curate, e di avere persone così appassionate a mostrarle ai visitatori! Complimenti a tutti, con l’augurio che possiate sempre valorizzare così questo patrimonio.

Riccardo Gallo – Alba

«Grazie Sandra per il lavoro di questi anni»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo nove anni, il signor Alessandro Sandra, il 30 settembre ha terminato il suo mandato da presidente presso la casa di riposo San Giorgio di Cavallermaggiore. Vogliamo ringraziarla per la costante presenza e la disponibilità data, tutti i giorni e le notti, festivi inclusi. Sempre pronto a sostenerci e a spronarci con la sua esperienza e professionalità, consapevole delle nostre difficoltà con un saluto o un semplice sorriso per chiunque lo incontrasse nei corridoi, parenti, ospiti e personale. Ricorderemo con affetto le cene di Natale con tutta l’amministrazione, momenti di allegria e condivisione come in una grande famiglia. Grazie per aver creduto e fortemente sostenuto, con impegno e tenacia, la nascita della nuova struttura “La Cittadella” assicurandoci il proseguo di un percorso lavorativo. E con stima e affetto tutto il personale della casa di riposo San Giorgio augura buon lavoro alla nuova Amministrazione.

Tutto il personale della casa di riposo San Giorgio - Cavallermaggiore

«Ragazzi andate avanti, le critiche non vi fermino»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata ai ragazzi che hanno partecipato alle marcie per l’ambiente di venerdì scorso:

Cari ragazzi e ragazze che vi siete mobilitati per salvare il Pianeta è finito il tempo in cui tutti dicevano bene di voi, anche mentendo, magari per compiacervi. All’inizio tutti pensavano che il vostro fosse un fuoco di paglia. Adesso hanno capito che fate sul serio: milioni di giovanissimi che chiedono di cambiare un modello di sviluppo che in pochi decenni ha irrimediabilmente consumato le risorse del pianeta, fanno paura. A chi? Ai poteri forti dell’economia che hanno voluto questo sistema e che temono ogni cambiamento, tranne quello climatico. Alle multinazionali del petrolio, delle energie fossili; ad un modello economico e di sviluppo che, se vogliamo salvare il pianeta, è da modificare profondamente. E allora questi poteri cominciano a dirvi, attraverso una parte dei mass media, che siete degli illusi, dei “gretini”, dei manipolati, insomma che non siete credibili. E andranno avanti senza tregua, “dicendo ogni male contro di voi” per screditarvi agli occhi del mondo. Ai primi applausi, faranno seguito i distinguo, i “ma”, i “se”, i “però”, seguiranno i fischi. Cari ragazzi e ragazze non abbiate paura. Continuate ad aprire i nostri occhi, a farci vedere questo disastro ambientale senza precedenti. La battaglia si farà sempre più dura. Non fermatevi. Usate i gomiti e se è il caso anche le spallate ed andate avanti. La grande onda di milioni di voi che in questi giorni ha affollato le piazze e le strade di mezzo mondo crescerà ancora. E costringerà anche i più renitenti a ravvedersi, a cambiare stile di vita, a costruire politiche ed economie nuove e differenti. Ne va della sopravvivenza dell’umanità. Grazie per la lezione e che ci state dando. Che state dando a quelli della mia generazione che con troppa superficialità e disimpegno hanno consentito questo scempio. Ci siamo voltati dall’altra parte anche perché era comodo farlo. Prendeteci per mano, sottobraccio e costringeteci a camminare con voi, nella vostra direzione, sulla vostra strada. Ed insieme potremo veramente cambiare il mondo e salvare questo unico, irripetibile, straordinario pianeta.

Maurizio Marello - consigliere regionale Pd

«Difendiamo la natura ma con quale coraggio?»

Riceviamo e pubblichiamo:

Venerdì abbiamo visto tanti studenti scendere per le strade in difesa dell'ambiente, segno di una crescente sensibilità e desiderio di un futuro migliore. Nello stesso giorno della manifestazione Friday for Future sulla pagina Facebook di Radio Maria è stata postata una foto ed una lettera rivolta all'attivista svedese di questo movimento ecologista, che condividiamo. “Cara Greta, dopo che abbiamo buttato Dio nella pattumiera, vogliamo salvare il pianeta? Dopo che lasciamo sopprimere i feti umani, vogliamo proteggere i cuccioli animali? Dopo che confondiamo i generi, vogliamo salvare la specie? Dopo che aiutiamo gli uomini a morire, vogliamo salvare le foreste? Volto indignato il tuo, o forse manipolato? Giovani non lasciatevi ingannare”. Ci ha fatto riflettere molto e per dovere di verità vogliamo diffonderla perché i vostri lettori, giovani e adulti che leggeranno questo, possano valutare quali azioni future intraprendere per il bene comune nel rispetto di Dio, degli uomini e del creato.

Associazione Cielo in Terra – Savigliano

«Che bello scoprire Pantelleria con il Cai»

Gentile direttore,

è stato un gran bel viaggio quello che si è concluso la scorsa settimana sull'isola di Pantelleria. Non conoscevo l'isola se non per alcune foto e rapidi racconti. Il programma consegnatoci alla partenza iniziava con un'immagine di particolare potenza,formulata da Gabriel Garcia Marquez “..non credo esista al mondo un luogo più consono per pensare alla luna...”: l'esperienza del viaggio ha confermato questa affermazione. Pantelleria è una sorta di gioiello incastonato al centro del Mediterraneo, crocevia di millenarie culture (molte località hanno nomi arabi) e che la forza dei vulcani ha modellato come straordinario baluardo. È una cultura di terra immersa in un orizzonte di mare. Abbiamo camminato per sentieri interni nella folta macchia mediterranea, abbiamo osservato l'isola con una piacevole crociera in barca, abbiamo percorso la storia degli insediamenti umani (l'antico popolo dei Sesioti), abbiamo gustato gli straordinari profumi dell'isola (Capperi e Zibibbo). Un bel viaggio, ben organizzato ed articolato, cui corre dar merito al Cai di Savigliano: circa 80 persone, in due turni, hanno potuto vivere questa straordinaria esperienza. Un grazie particolare ad Adriana e Romano Bodino, accompagnatori attenti e discreti, sorta di angeli custodi. Grazie, con la speranza che esperienze simili si abbiano a ripetere.

Martino Grindatto - socio Cai - Savigliano

«L’estate è finita, via ai cantieri dell’Asti-Cuneo»

Gentile direttore,

ho avuto modo di richiamare ufficialmente il presidente del Consiglio Conte alle sue responsabilità sull’Asti-Cuneo. Aver garantito che i cantieri sarebbero partiti entro l’estate è stato un suo impegno ufficiale, che io ho personalmente difeso e sostenuto come presidente della Regione. Ma domani l’estate è finita e i cantieri sono ancora fermi. Capisco che in mezzo ci sia stato un cambio di governo e la cosa non è banale, ma proprio per questo appena si è insediato ho scritto al neo ministro alle Infrastrutture e Trasporti De Micheli e sto intrattenendo rapporti quotidiani con il ministro Dadone, che conosce bene da cuneese quanto l’opera sia prioritaria per il nostro territorio. Ho approfittato dell’ufficialità dell’inaugurazione di Cheese per rilanciare questo tema al ministro dell’Agricoltura Bellanova. Credo infatti che debbano essere riconosciuti i grandi passi in avanti compiuti insieme nei mesi scorsi: la delibera del Cipe che dà il via libera ai lavori e l’effettivo avvio degli espropri e della bonifica bellica da parte della società Asti-Cuneo. Ma ora vogliamo vedere i cantieri. Ci giunge voce di una presunta volontà di rivedere nuovamente la modalità di finanziamento, che è già cambiata tre volte in tre anni con tre diversi ministri. Questo potrebbe voler dire ridiscutere tutto e noi non potremmo accettarlo. La Regione è pronta a fare la sua parte con spirito collaborativo e rispetto istituzionale. Ma si passi finalmente dalle parole ai cantieri.

Alberto Cirio – presidente Regione Piemonte

«Cirio ostaggio della sua stessa maggioranza»

Riceviamo e pubblichiamo:

La Giunta Cirio compie 100 giorni e non si evince nessun atto politico degno di rilievo. Apprendiamo da alcune interviste rilasciate dal presidente Cirio che dall'insediamento ad oggi ha trascorso il tempo a studiare. Il che è sempre una cosa importante, ma ci si aspetterebbe allora maggior precisione nelle risposte. Parla di 100 milioni di tesoretto da destinare alla competitività piemontese, ma mancano completamente gli elementi concreti, che vengono rinviati a successive comunicazioni. Per il momento sappiamo che gli assessori comunicano incertezze sulle quote di bilancio destinate ai loro importanti capitoli, primo fra tutte la cultura. Parla dell'attivazione dei cantieri di lavoro, omettendo qualsiasi riferimento alla paternità della giunta Chiamparino di queste politiche. Nessun accenno ad una misura completa per l'attrazione di investimenti, nessun riferimento alla trattativa sulle aree di crisi che toccherà al Partito Democratico portare avanti sul tavolo del Governo. La verità è che i primi 100 giorni della Giunta Cirio saranno ricordati soprattutto per le dichiarazioni fuori luogo dell'Assessore Caucino contro i servizi sociali del Piemonte (ma dopo l'ultima strumentalizzazione di Salvini che porta sui suoi palchi addirittura dei bambini non c'è più da stupirsi) e i tentativi di occupazione del Consiglio regionale da parte dei Consiglieri leghisti sulla questione della Legge Elettorale nazionale. Ci troveranno disponibili a dialogare sulle questioni concrete, da Racconigi alla necessità di aumentare le borse di specializzazione per medici. La sensazione però è che il presidente Cirio, nonostante la buona volontà, sia ostaggio di una maggioranza che ha interesse più a fare propaganda che a governare. Su di lui ricade l'onere di dimostrare che non è così.

Paolo Furia - segretario PD Piemonte

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