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Al direttore

«Referendum, occasione per una vera e sana discussione»

Gentile direttore,

il 20 e 21 settembre si terrà il referendum per la riduzione del numero di parlamentari. Se il referendum verrà approvato i deputati dalla prossima legislatura non saranno più 630 bensì 400, e i senatori non saranno più 315 ma 200, oltre ai senatori a vita. Questa riforma è stata fortemente voluta dal MoVimento 5 stelle, che a norma di costituzione ne ha promosso le quattro approvazioni in sede parlamentare, ponendola per altro come condizione essenziale prima per il governo gialloverde e dopo per il governo giallorosa. Al di là dell’opinione di ciascuno riteniamo che questa possa essere una occasione assai utile per una discussione sana e democratica all’interno della cittadinanza su un tema che tocca un punto significativo delle nostre Istituzioni e della Carta Costituzionale, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica e comunicativa nelle relazioni tra eletti ed elettori che vi è stata negli ultimi decenni.

Gruppo cittadino MoVimento Cinque Stelle

«La politica dei piccoli passi sembra una retromarcia»

Egregio direttore,

ho letto con attenzione lo scritto del sindaco in merito all’evidente incuria del verde cittadino. Siamo ormai abituati alle ripetute scuse dell’amministratore teorico. Prima la pandemia con i cantieri fermi (mi risulta abbia messo in smart working addirittura gli operai del Comune...da ridere) poi il cambio di gestione della ditta incaricata...manca solo più il richiamo giustificativo al Libro dell’Esodo e al decalogo delle piaghe compresa la “morte dei primogeniti maschi” e il quadro apocalittico saviglianese presentato dal sindaco è completato. L’avvisaglia biblica l’abbiamo avuta mercoledì scorso con venti che non hanno portato morte ma grandi patimenti. Il danno all’orologio della torre civica è un triste presagio per questa amministrazione. Poi, il cosiddetto “primo cittadino”, sale nuovamente in cattedra pretendendo tolleranza, quindi silenzio, a noi saviglianesi. Ora, basta farsi un giro per la città per rendersi conto dello stato di degrado generale del verde...altro che Savigliano città fiorita! Sicuramente l’incolpevole ditta incaricata farà adesso i salti mortali per recuperare una gestione dormiente e approssimativa, ma questo solo per le numerosissime riserve, rimostranze, lamentele dei cittadini che non avevano mai visto una tale situazione...a Savigliano. No signor sindaco, non stiamo zitti e la tolleranza è dovuta solo a chi merita. Provveda a fare bene il suo mestiere considerando gli aumenti esponenziali di tutte le addizionali e non a scusarsi da anni per l’approssimativa gestione della cosa pubblica. Sostiene come un mantra “la politica dei piccoli passi” e questo è anche apprezzabile purché questi passi, per quanto piccoli, non continui a farli indietro.

Fulvio D’Alessandro - Savigliano

«Le persone oneste non sono sparite»

Gentile direttore,

domenica 19 luglio ero in bicicletta sulla pista ciclabile presso il bivio della Cavallotta e, senza accorgermene, ho perso il portafoglio con i documenti e qualche decina di euro. Le scrivo per ringraziare pubblicamente il signore che l’ha ritrovato e l’ha prontamente riconsegnato ai carabinieri che me lo hanno subito restituito. Invito questa persona a venirmi a trovare nel negozio che possiedo in piazza Santarosa (Guido Ambrosino, gioielleria) per ringraziarlo di persona.

Guido Ambrosino - Savigliano

«Un ringraziamento a chi si è interessato di Luca»

Egregio direttore,

Siamo i genitori di Luca, che la sera di mercoledì, verso le 21, ha avuto un incidente d’auto presso la frazione San Salvatore sulla strada provinciale che collega Costigliole a Savigliano. Desideriamo ringraziare quanti si sono adoperati per soccorrere prontamente Luca, in particolare una infermiera e una dottoressa del 118 che, trovatesi a percorrere con i propri mezzi la strada, non hanno esitato un secondo a prestare le prime cure al ragazzo, che era uscito comunque dal mezzo incidentato e capottato in un campo di granoturco senza grosse conseguenze. Poi un grazie agli operatori della Croce Verde di Saluzzo e ai vigili del fuoco di Saluzzo arrivati prontamente sul luogo. Infine un grazie ai due operatori della Polizia Locale di Savigliano, Brezzo e Tavella, che, su indicazione del comandante Martini, giovedì mattina hanno consentito il recupero in sicurezza del veicolo dal campo di grano ed hanno contattato il proprietario dello stesso per consentirci di avviare le pratiche di risarcimento danni relative . Per fortuna Luca non ha patito particolari conseguenze, anzi deve considerarsi un vero miracolato, in ogni caso ci preme sottolineare la tempestività, l’efficienza e l’umanità di tutte le persone che gli hanno fornito assistenza, sostegno e conforto nell’occasione. Grazie a tutti.

Caterina Rivarossa e Marco Pancani - Savigliano

«Immorale pagare due volte per lo stesso parcheggio blu»

Egregio direttore,

post-Covid mi sono accorto che per una brevissima sosta nei posteggi blu anzichè pagare i minuti effettivi come era mia abitudine (uso la macchinetta Neospark) mi si addebitavano 20 minuti, quattro volte il tempo effettivo. Informandomi ho constatato che era stata introdotta tale sosta minima. In termini di pecunia sicuramente è conveniente per il Comune, il tempo già pagato da me veniva anche pagato da altri. Precedentemente venivano premiate le soste brevi e il veloce ricambio di utenti, cosa che ha una sua logica visto il numero non ridondante di parcheggi. Comunque da allora, anche per una sosta che prevedo breve, prendo il biglietto che se ancora valido passo a qualcuno che arriva. Trovo immorale che più persone paghino lo stesso posto nello stesso intervallo di tempo. Cordiali saluti.

Aldo Lanfranco - Savigliano

«Più attenzione ai migranti che ai nostri ragazzi disabili»

Riceviamo e pubblichiamo

Il Circolo territoriale Fratelli d’Italia del Saviglianese esprime il proprio stupore e sconcerto di fronte alle scellerate scelte di questi ultimi giorni. Sarebbe certo opportuno che il nostro primo cittadino ricordasse che, aldilà della “questione (falsamente) morale ed etica di partito”, perfettamente rappresentata dall’indiscutibile volontà di dare supporto logistico ad un fenomeno che possiamo definire come “la tratta degli schiavi del nostro secolo”, esiste la “questione pragmatica e del territorio”, ossia l’obbligo morale di rispondere alle richieste e alle esigenze dei cittadini che, con il mandato ricevuto dalle elezioni, si rappresentano. Così, mentre i nostri ragazzi disabili si trovano nella condizione di dover migrare - consentiteci il termine - nella città degli Acaja, in assenza di disponibilità e supporto sul territorio saviglianese, l’Amministrazione Comunale della nostra città riceve soldi in cambio della disponibilità ad ospitare i braccianti della frutta, piazzati in fretta e furia in mezzo a quelle che il nostro Sindaco ama definire fabbrichette. L’Amministrazione ci dica ora però se quanto ricevuto basterà per gestire le enormi spese abitative, di gestione e di salvaguardia fisica e psichica di queste persone. Non possiamo poi evitare di chiederci come mai, laddove moltissimi comuni limitrofi hanno fermamente declinato la responsabilità di accogliere questi ipotetici lavoratori, l’Amministrazione saviglianese abbia preferito ospitare una realtà completamente estranea al nostro territorio, quali i braccianti, e come sia riuscita a rendere davvero perfettamente abitabile una porzione di Savigliano dal giorno alla notte, mentre non è mai riuscita in ben dieci anni a trovare una sistemazione degna e consona a un’associazione per disabili quale il Gruppo delle Nuvole, che con il suo eccezionale lavoro è riuscita a donare visibilità e lustro alla nostra amata città dal giorno stesso della sua fondazione. Fortunatamente, però, esistono realtà molto più attente ai bisogni e alle necessità vissute dai cittadini del territorio: siamo quindi estremamente felici di ringraziare pubblicamente l’ASD Acaja Basket e la Società Bocciofila Autonomi di Fossano per aver finalmente trovato una sede a questi ragazzi speciali, con cui ci congratuliamo di cuore per la splendida e tanto attesa notizia.

Circolo territoriale saviglianese Fratelli d’Italia

«Onorato di aver lavorato con il sindaco Solavaggione»

Egregio direttore,

il 29 del mese saranno trascorsi 20 anni dalla scomparsa di Nicola Solavaggione, sindaco del comune di Cavallermaggiore. Eletto da poco più di un anno, un tragico incidente lo portò via ai suoi cari e all’amministrazione comunale della nostra città. Competente e preparato, portò una ventata nuova nel modo di amministrare la cosa pubblica. Ricordo, con amarezza, quel sabato mattino, durante il quale mi fu comunicato che il sindaco era deceduto. Con qualche paura pensai che, come vicesindaco, avrei dovuto reggere il Comune fino alle prossime elezioni, tenutesi nel 2001. Grazie all’aiuto di tutti, insieme ai colleghi amministratori, superammo questo terribile momento. Onorato di avere operato come vicesindaco di Nicola, il quale rimane nei miei pensieri.

Domenico Racca - Cavallermaggiore

«Lavoriamo per tener aperti tutti i cancelli della Mahle»

Egregio direttore,

per i lavoratori Mahle di Saluzzo e La Loggia siamo vicini a una svolta. Ci sarà presto un incontro al Ministero dello Sviluppo economico, probabilmente il 22 luglio, per la presentazione del piano industriale di un nuovo investitore che ha espresso la volontà di rilevare i due stabilimenti per rilanciare la produzione di componentistica automotive. In questi giorni l’azienda sta informando le rappresentanze sindacali dei contatti avuti e definendo il passaggio ai nuovi soggetti. È una buona notizia per Saluzzo e La Loggia, e per i 450 lavoratori e le loro famiglie. Sembrava una situazione davvero difficile, quando a febbraio fu stabilito un anno di cassa integrazione, ma non abbiamo mai smesso di credere che quelle fabbriche avessero ancora delle possibilità. Adesso teniamo alta la guardia sui livelli occupazionali e non facciamo mancare il sostegno di tutti a questa battaglia. Lo avevo detto sul territorio come a Roma: la Mahle non può e non deve chiudere. Lavoriamo perchè quei cancelli possano riaprirsi il prima possibile.

Chiara Gribaudo - deputata Pd

«L’eccidio dei Romanov dimenticato dalla Storia»

Egregio direttore,

a proposito di stragi dimenticate, vorrei ricordare che nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918 venne perpetrato l’eccidio dell’intera famiglia dei Romanov ad opera dei bolscevichi. Vennero trucidati presso Ekaterinburg negli urali lo Zar Nicola II, la moglie Alessandra e i loro cinque figli di età compresa tra i 20 e i 10 anni; Ol’ga, Tat’jana, Marija , Anastasija e Aleksej il più piccolo e unico maschio malato di emofilia. Riposino in pace.

Antonio Giaccardi - Savigliano

«Senza collegamenti stradali la ripresa non partirà mai»

Riceviamo e pubblichiamo

Code infinite, cantieri perenni, viabilità a singhiozzo e rallentamenti: è la fotografia della situazione che stanno vivendo gli autotrasportatori del Piemonte che imboccano l’autostrada per consegnare le merci in Liguria. Molte imprese del trasporto del Piemonte devono percorrere le autostrade A6, A10 e A26 tra rallentamenti e strettoie subendo, per questa situazione di disagio, forti contraccolpi economici. Un sistema logistico traballante, che è sempre lo stesso da molti decenni e che rischia di penalizzare le imprese dell’autotrasporto del Piemonte che devono transitare in Liguria per lavoro. Le 6.403 imprese artigiane del trasporto del Piemonte insieme agli oltre 15mila addetti rischiano di essere drasticamente penalizzate da una situazione logistica precaria con l’aumento dei costi del 20% rispetto ad una situazione di viabilità lineare. Senza collegamenti logistici funzionanti non è pensabile parlare di sviluppo o di ripresa economica. Voglio ricordare che la categoria, attraverso la prosecuzione dei servizi di trasporto essenziali come alimentari e farmaceutici, ci ha permesso di evitare il lockdown, ma ora rischia di essere penalizzata dai rallentamenti sull’autostrada e da una logistica non lineare. Si parla sempre di rendere prioritaria nell’agenda politica le infrastrutture che sono ormai fatiscenti, ma siamo sempre al punto di partenza. Se andiamo avanti in questo modo, rischiamo di essere nuovamente penalizzati anche nella fase della ripartenza. Il costo dei pedaggi autostradali, rappresenta un’importante voce dei costi di gestione di una impresa di autotrasporto, dopo il personale e il carburante. Ma se i rallentamenti sono significativi e gli interventi sulla messa in sicurezza infiniti, inevitabilmente fanno lievitare i costi delle imprese dell’autotrasporto, penalizzandole economicamente. Se ad esempio un autotrasportatore deve fare 5 consegne in una giornata, con gli ingorghi sull’autostrada riuscirà a farne solo 3, e il personale deve essere comunque pagato anche per le consegne che non riesce a fare. I concessionari autostradali dovrebbero aiutarci a superare questo momento di emergenza. Potrebbero, ad esempio, annullare il pagamento dei pedaggi fino a quando l’autostrada tornerà ad avere una logistica accettabile. Siamo di fronte a una situazione di viabilità molto problematica ma che va risolta al più presto. Bisogna fare in fretta e fare bene, altrimenti si andrà sempre incontro a situazioni di emergenza che, ormai, stanno diventando di routine.

Aldo Caranta - presidente autotrasportatori Confartigianato Piemonte

«Regolarizzazione stranieri, provvedimento insufficiente»

Riceviamo e pubblichiamo

A scatola chiusa, nel blocco immenso del decreto rilancio, il Senato ha approvato l’articolo 103 che interviene sulla regolarizzazione dei lavoratori migranti. Un provvedimento totalmente insufficiente, che esclude gran parte di chi ne avrebbe diritto, pone vincoli inutili, affida tutto alla discrezionalità di questure e padroni ma soprattutto serve unicamente a mantenere inalterati rapporti di sfruttamento. Nel tempo che resta per regolarizzarsi assisteremo a truffe ai danni di lavoratrici e lavoratori, con contratti capestro, di cui il legislatore sarà complice. E in contemporanea, altra faccia della medaglia, il parlamento ha ratificato il rifinanziamento dell’accordo con la Libia in cambio di vaghe promesse sui diritti umani. In nome di interessi elettorali si continua a dare soldi a chi non rispetta il diritto del mare, in cui si continua a morire e si continua a sostenere chi tortura, ricatta e uccide impunito. La terza promessa del governo, quella della “riforma” dei decreti Salvini, già annacquata, vedrà forse la luce solo dopo le elezioni regionali. Dove è la discontinuità in materia col Conte 1? Solo nei toni e in una ipocrisia di fondo per cui nulla di fatto è cambiato per chi scappa, per chi lavora, per chi chiede diritti. Ennesima dimostrazione di come questo governo non potrà mai rappresentarci, ennesima prova di come riprendere le mobilitazioni contro provvedimenti inaccettabili costruendo spazi plurali di conflitto sociale sia la sola strada da perseguire. Si colpiscono i migranti con la stessa violenza con cui, in piena crisi, si pensa alle imprese e non alle tante persone senza reddito destinate ad aumentare.

Rifondazione Comunista - Federazione di Cune

«Il drammatico bollettino dei contagi in carcere»

Riceviamo e pubblichiamo

Sono stati 287 i detenuti riscontrati positivi al Covid-19 nelle 190 carceri italiane, con la speranza che il contatore si sia fermato qui, con il conteggio preciso, quotidianamente monitorato dall’Ufficio del Garante nazionale. Di questi, più di un terzo, ben 107, sono stati riscontrati nelle 13 carceri del Piemonte: 78 a Torino, 25 a Saluzzo e 4 nella Casa Circondariale di Alessandria don Soria. La giornata in cui si è registrato il picco di persone ristrette in carcere positive al virus ha fissato la propria triste bandierina a quota 161 detenuti contagiati: in Piemonte si è superata quota 60. Il Provveditore della Lombardia in un recente convegno pubblico, organizzato dal Comitato “Bianca Guidetti Serra”, ha parlato per la sua regione di competenza di 80 detenuti positivi e 140 fra agenti e funzionari. Nello stesso periodo anche gli operatori penitenziari si sono contagiati, ovviamente, ma risulta più difficile per le autorità di garanzia avere un numero preciso. A livello nazionale il personale di polizia penitenziaria, collaboratori amministrativi, educatori dell’Amministrazione risultano essere stati positivi ben oltre i 200. La giornata in cui si è registrato il picco degli operatori penitenziari positivi in carcere ha, infatti, fissato l’asticella al livello di 204 persone contagiate. Ovviamente nonostante la chiusura di ogni attività esterna, in carcere sono entrati, oltre agli operatori penitenziari, anche tutte le persone del comparto sanitario regionale: dal 2008 le regioni hanno, infatti, l’esclusiva e diretta competenza sulla sanità in ambito penitenziario. Nell’ambito della Comunità penitenziaria italiana si sono registrate, purtroppo, anche delle morti, sia fra i detenuti (2, escludendo i 13 decessi successivi alle rivolte del 7-8-9 marzo), che gli agenti e gli altri operatori, anche sanitari. Il 19 marzo si registra la prima vittima del coronavirus nella Polizia penitenziaria. È morto l’assistente capo coordinatore Gianclaudio Nova all’età di 51 anni. Non prestava servizio da dicembre. Mentre il 26 marzo un sindacato di Polizia Penitenziaria annunciava, con commozione e dispiacere, la morte di un collega che “ha contratto il virus in servizio”. Lavorava presso il nucleo provinciale traduzione e piantonamento di Milano ed era in servizio presso la Casa Circondariale di Milano Opera. Lascia moglie e due figli ed era originario di San Nicandro Garganico, in Puglia, si tratta del 52enne Nazario Giovanditto. In Piemonte nessun morto per fortuna, fra i detenuti e gli agenti e la gran parte dei casi è stata asintomatica o paucisintomatica. Davvero sulle dita di due mani i casi con sintomi gravi, anche se il primo detenuto contagiato in Piemonte, riscontrato presso la Casa Circondariale di Alessandria, ha vissuto – lui e la famiglia – un vero e proprio calvario e la dimissione dalle strutture ospedaliere ha lasciato il corpo di M.C. con significativi problemi di recupero, sotto molti punti di vista. Infine si sono registrati, inevitabilmente, contagi e positività al COVID-19 anche fra gli operatori sanitari, medici ed infermieri in prima linea sul fronte della pandemia, anche nella trincea penitenziaria.In Piemonte si è dovuta registrare la morte del medico che da anni era attivo nel presidio sanitario dell’ASLCN2 nel carcere di Alba. Il dottor Dominique Musafiri (65 anni), medico di famiglia di Bra, morto all’ospedale San Lazzaro di Alba, dopo essere stato ricoverato per giorni in quanto colpito da Covid-19. Musafiri, originario di Lubumbashi, nel Katanga, dopo la laurea a Padova, era tornato nella Repubblica democratica del Congo, per esercitare la sua professione, collaborando anche con Amnesty International e altre organizzazioni per i diritti umani. Dal 2001 tornato in Italia, aveva uno studio professionale ed era stato molto apprezzato nel suo lavoro anche in carcere.

Bruno Mellano - garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà della Regione

«Un appello da Gerico per rialzarsi dopo il Covid»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al gruppo missionario di Savigliano

Gentilissimi signori del gruppo missionario di Savigliano, mi rivolgo a Voi in questo momento di grande difficoltà per la mia comunità in Terra Santa in considerazione dell’amicizia che ci lega e della vicinanza che ci avete sempre dimostrato contribuendo fattivamente a sostenere le nostre attività e il nostro impegno di testimonianza cristiana in un luogo dove si incrociano le storie di cristiani, musulmani ed ebrei. Il mio appello arriva dopo mesi di “chiusura” della zona di Gerico, dove come sapete è situata la mia parrocchia cattolica, che sta impoverendo e rendendo impossibile la vita di migliaia di persone. Le misure di isolamento imposte dall'autorità israeliana, presente tutto intorno a noi, hanno fatto si che il nostro territorio che è parte dell'Autorità Palestinese si stia avviando al collasso. Qui oggi manca tutto, manca anche il pane, e nel silenzio totale dei mezzi di comunicazione si sta consumando un disastro. Difficile pensare cosa resterà della nostra fragilissima economia dopo quello che sta accadendo. E per questo che sono a tendere la mano e mi permetto di chiedere, non per me ma per la nostra gente ed in particolare per la piccola comunità cristiana cattolica, un aiuto. Tutto quello che potrete inviarci è per noi oggi come il “bicchiere d’acqua” del vangelo di Matteo: “... e chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è un mio discepolo, io vi dico in verità che non perderà affatto il suo premio”. Le nostre preghiere non mancheranno per voi, per i vostri collaboratori, per la Chiesa di Savigliano. Grazie a tutti per quello che potrete fare e per quanto potrete sensibilizzare anche altre realtà e persone alla nostra situazione. Che Dio vi benedica e benedica la chiesa di Savigliano.

padre Mario Hadchiti - parroco di Gerico

Chi volesse può contribuire con una donazione facendo un bonifico all’Iban IT43W0630546851000010105824, presso Banca Crs, sede Centrale, con causale: Erogazione liberale, Emergenza Gerico.

«La paura non mi vincerà, difenderò sempre l’onestà»

Egregio direttore,

mi rivolgo a chi, sere fa è entrato in casa mia furtivamente, per derubarmi. La mia casa non è solamente il luogo dove dormo, mangio, guardo la tv. La mia casa è il luogo che ho desiderato, cercato, comprato con sacrifici insieme a mio marito. Quando si suda e si lavora onestamente per qualcosa diventa naturale esserne orgogliosi e anche gelosi e proprio per questo mai ci sogneremmo, di conseguenza, di appropriarci di qualcosa che non ci appartiene! Proprio per questo motivo difendo a priori ciò che è mio... Mia anche la libertà di difendermi dai soprusi e da chi ruba ciò che mi appartiene (e non è la prima volta), mia anche la libertà di essere ciò che la mia famiglia ha plasmato nel tempo, ovvero un individuo che sa vivere nella società rispettando se stesso, gli altri e di conseguenza le regole; ovviamente tutto ciò presuppone che sia anche mia la libertà di capire chi si intrufola nella mia casa per rubare i mie averi, i miei ricordi, come mio è il diritto di insegnare ai figli un’educazione che li porti ad affrontare la vita senza pregiudizi e paure. A quelle persone che sere fa, passando sotto casa, hanno urlato “Pezzenti, amici delle guardie” rispondo “No! Non avete capito nulla”. Mio nonno era (è) un carabiniere, ha servito lo Stato con umile e fiero orgoglio, ha insegnato alla sua famiglia tutto ciò che di più bello poteva, ossia che la libertà di un uomo (che non mi farò portar via da voi) non è l’avidità, il possesso, l’ingiustizia, la cattiveria, ma il rispetto, la capacità di accettare l’altrui persona per ciò che è, il difendere ciò in cui crediamo e amiamo... Troppo facile comportarsi in maniera ingiusta e delinquenziale e poi pretendere anche di non subirne le conseguenze di una denuncia, di una difesa o di un arresto... Dico no all’omertà e no a questo modo di vivere nel quale la libertà di chi delinque per forza di cose toglie libertà a dei cittadini rispettosi delle regole di una qualsiasi società civile. Come dicevano grandi pensatori quali Kant e Rousseau, la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri e nessuno si deve sentire in diritto di ledere o limitare l’altrui libertà, a maggior ragione se questa viene tolta con atti illeciti o minacce. Concludendo. Non sono le minacce che temo e qualora la nostra libertà, la nostra proprietà, la nostra famiglia e tutte le persone e gli amici che ci circondano dovessero subire furti o minacce non ci penserò un minuto per continuare a difendere ciò che è mio e ciò in cui credo.

Lettera firmata, Savigliano

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