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Al direttore

«Monitorare la filiera latte per evitare speculazioni»

Riceviamo e pubblichiamo

Dobbiamo iniziare a ragionare sulla base di una tabella qualità unica per tutto il latte piemontese e non diversa da caseificio a caseificio, come avviene ora, rendendo di fatto più semplice la comparazione dei prezzi applicati agli allevatori e la valutazione complessiva della situazione. Inoltre, anche nel comparto lattiero caseario assistiamo da mesi al crollo dei prezzi all’origine della materia prima, mentre i prezzi al consumo continuano ad essere sostenuti, se non in aumento. Ciò significa che né i produttori, né i consumatori finali sono tutelati proprio in un momento di particolare difficoltà. Motivo che ci spinge a sollecitare gli organi competenti a vigilare attentamente sull’operato della Gdo affinché si eviti ogni forma di speculazione sulle spalle degli attori più deboli della filiera. Nel mese di aprile mediamente la quotazione del latte alla stalla è diminuita dal 10 al 15% rispetto al mese di marzo, ma i consumatori non ne hanno tratto nessun beneficio. Il prezzo al consumo, infatti, è rimasto invariato: questo significa che, nell'ambito della filiera, gli allevatori hanno dovuto comprimere i loro margini, lavorando sotto il costo di produzione, mentre altri soggetti, in particolare la distribuzione organizzata, hanno fatto valere le loro posizioni di forza, creando una forte difficoltà nel comparto che rischia di aggravare ulteriormente una situazione già delicata per le nostre campagne. In Piemonte sono attive circa 1.750 aziende produttrici di latte vaccino, concentrate in prevalenza nelle province di Cuneo e Torino, con un totale di circa 121.000 vacche allevate, per una produzione annua di circa 1.080.000 tonnellate di latte e un fatturato del prodotto all’origine di circa 430 milioni di euro. Nel primo trimestre 2020, nonostante il sensibile caso di importazioni di latte dall’estero, a causa blocco del canale Ho.Re.Ca, si è registrata una contrazione dei consumi che ha modificato il mercato: sono diminuite le vendite di prodotto fresco, mentre è aumentata la trasformazione dei prodotti e la produzione dei formaggi. Inoltre, complice la crisi economica delle famiglie, sono aumentate le importazioni di latticini e formaggi a basso prezzo. Abbiamo proposto alla Regione di favorire una miglior trasparenza della filiera per garantire la correttezza dei pagamenti. Abbiamo inoltre chiesto alla Regione di coinvolgere nel confronto la distribuzione organizzata, per evitare di creare posizioni dominanti in grado di condizionare il mercato. Ritieniamo sia indispensabile proseguire il confronto nella filiera, chiedendo in modo unitario al Governo e all'Unione Europea un intervento straordinario per fronteggiare la crisi di mercato che si è generato nel comparto lattiero caseario, per superare questa stagione di difficoltà e poter riprendere un percorso di collaborazione indispensabile per la tenuta economica e sociale del nostro territorio.

Roberto Abellonio, direttore Confagricoltura Cuneo

Ercole Zuccaro, direttore Confagricoltura Piemonte

«Un lavoro di squadra per affrontare questa battaglia»

Egregio direttore,

ci permetta di comunicare, con questa lettera, la grande soddisfazione della casa di riposo “F.lli Ariaudo” di Levaldigi di fronte al dato seguente: gli esiti dei tamponi fatti a tappeto su tutti gli ospiti, i dipendenti e gli amministratori hanno certificato che, in questi due mesi e mezzo di attività, nessuno è risultato contagiato. Ciò è particolarmente significativo in un momento in cui i dati regionali e nazionali sull’epidemia di coronavirus, rivelano grandi difficoltà di gestione e la presenza di focolai di infezione nella maggior parte delle strutture destinate all’assistenza degli anziani. Questo successo è dovuto al fatto che, anche nei momenti di maggiore confusione normativa, tutto il personale si è mostrato all’altezza della situazione e ha profuso doti di professionalità, dedizione, attaccamento al proprio lavoro che si sono spinti oltre il normale e stretto adempimento dei propri compiti. Vogliamo perciò ringraziare la direttrice Antonella Beccaria, la coordinatrice Alessia Margaria, il direttore sanitario dottor Paolo Toselli, le infermiere, le operatrici sanitarie, l’educatrice, il fisioterapista, il personale delle pulizie e il personale cucina. È grazie a tutti loro che abbiamo potuto raggiungere un risultato che sembrava insperato. Un plauso vada anche sia ai nostri ospiti che hanno sopportato con grande disciplina i nuovi obblighi di distanziamento imposti, sia ai parenti che, dopo un primo momento di sgomento per la lontananza dai propri cari, hanno compreso che tutto era fatto per proteggerne la salute e la vita. Da qualche giorno, inoltre è possibile una modalità di visita che permette loro di vederli in un’area apposita, su appuntamento orario, attraverso una lastra di plexiglas che permette, senza pericolo, il colloquio e il contatto visivo. Un grazie vada, infine, all’intero concentrico levaldigese che, avendo noi dovuto lanciare una sottoscrizione per colmare tutte le spese impreviste, ha già contribuito con donazioni che superano i 25.000 euro. Altri ne arriveranno, siamo certi, per migliorare ulteriormente la struttura.

Il presidente Egidio Boglione, la vicepresidente Margherita Ellena e i consiglieri don Marco Tomatis, Alda Falcone e Bartolomeo Gastaldi

«Come mai questa penuria di cantieri e progetti?»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al primo cittadino di Savigliano, Giulio Ambroggio

Faccio una premessa: ho votato per lei alle ultime elezioni. Credo che in questi due anni e mezzo lei abbia governato bene, senza errori clamorosi e con qualche buon risultato in diversi campi. Una cosa però, da viaggiatore e da amante delle città in perenne trasformazione, non riesco a farmela piacere: non ho più visto nessun cantiere, di ristrutturazione, di recupero di edifici, di piazze o palazzi, ma ancora peggio non ho più sentito parlare di progetti. Savigliano negli ultimi anni è sempre stata in profondo restyling... Perché questa penuria di lavori pubblici? Chi è l’assessore competente? Cosa sta facendo? Quali sono i suoi obiettivi? Non vedo nulla di tutto ciò ma soprattutto non vedo i progetti.. l’ultima cosa che ho sentito è il progetto di piazza Cavour, ma sembra essersi perso anche quello... Sindaco, se vuoi guadagnarti la rielezione che meriteresti, hai ancora due anni per risolvere questo problema. Dai una sterzata a questo settore e fai qualcosa, Savigliano non merita di essere ferma.

Andrea B. - Savigliano

«Siamo aperti al dialogo, ma la filosofia va tutelata»

Su principali settimanali e quotidiani è stato pubblicato un articolo che racconta dell’eventualità di una fusione tra la nostra società e l’Amatori Basket Savigliano. Lasciateci dire che siamo onorati: per noi, nati soltanto 10 anni fa, è motivo di orgoglio essere accostati, per il secondo anno consecutivo, alla società storica di Savigliano, segno che il lavoro fatto ha incontrato apprezzamento e favore sempre crescenti, anno dopo anno. Quando 10 anni fa, l’avventura dei Gators sembrava per molti un fuoco di paglia destinato ad estinguersi velocemente, avremmo solo sognato di essere presi in considerazione oggi, per gestire entrambe le società saviglianesi. Non vogliamo parlare di fusione, nè della creazione di una nuova società, ma di gestione condivisa delle attuali entità: richiederebbe un impegno organizzativo immenso, che non abbiamo peró timore di affrontare, grazie ai numeri e alla struttura organizzativa che abbiamo costruito nel tempo. È però importante sottolineare un concetto chiave: qualunque sia l’esito finale, noi abbiamo l’obbligo di tutelare la filosofia e il patrimonio umano che abbiamo costruito insieme alle famiglie dei nostri 500 iscritti. Se non lo facessimo, tradiremmo la loro fiducia e le aspettative che hanno riposto in noi, quando eravamo appena nati e alle prime armi. La famiglia Gators oggi è presente in 9 comuni, oltre a Savigliano: anche se abbiamo ancora molta strada da fare, stiamo diventando passo dopo passo e tutti uniti, una realtà virtuosa di questa provincia, con un bilancio sempre attivo, anche grazie ai tantissimi sponsor che ogni anno rinnovano il loro impegno e supporto nei nostri confronti. Siamo dunque disposti, come Gators, a sederci al tavolo della discussione, a patto che i nostri ragazzi e ragazze, i nostri investimenti, la nostra filosofia e la nostra capacità organizzativa vengano riconosciuti e tutelati. Aggiorneremo, con la massima trasparenza, i nostri iscritti su ogni evoluzione che ci sarà, attraverso il nostro sito e i giornali, perché a quel tavolo insieme al direttivo, ci sia tutta la famiglia Gators.

Il direttivo dei Gators

«Unione società basket, bell’esempio educativo»

Gentile direttore,

ho letto, la scorsa settimana, sul suo giornale la lettera che sosteneva l’urgenza dell’unione tra le squadre di basket saviglianesi. Io ho due figli: uno gioca nei Gators e l’altro nell’Amatori Basket ed entrambi sono stati soddisfatti dell’esperienza vissuta che speriamo riprenda al più presto. Riguardo all’unificazione non voglio entrare in dinamiche che non conosco, però una considerazione da genitore la vorrei fare: al di là dell’aspetto sportivo non si dovrebbe dimenticare l’aspetto educativo che, l’eventuale unione, potrebbe avere per i nostri figli: la capacità di superare i contrasti per un progetto più grande, il valore del “noi” al posto dell’ “io”.

Laura Allocco Sogno - Savigliano

«Un unico studio pediatrico per garantire più assistenza»

Riceviamo e pubblichiamo:

Questa lettera indirizzata alle famiglie dei piccoli pazienti della pediatra Luisa Boni Carissimi genitori, dal primo maggio, con un po’ di nostalgia, ho lasciato definitivamente anche la sede di Cavallermaggiore (la sede di Caramagna, per problemi logistici, è inattiva già da inizio emergenza). La mia attività, come già annunciato pochi giorni, è stata centralizzata su Racconigi (in via Santa Chiara 8). A Racconigi, nella mia sede, opera un’altra pediatra e una terza ha lo studio a poca distanza. Terminato il periodo di emergenza il nostro obiettivo sarà quello di portare avanti una collaborazione iniziata tempo fa e fortemente consolidata oggi. Sin da ora lavoriamo e lavoreremo in gruppo, in altri tempi tutto questo si tradurrà in una più ampia copertura di orario per le famiglie che, per problemi indifferibili, previo confronto e accordo con il proprio curante, potranno essere ricevute in orari diversi da quelli del proprio pediatra; tutto questo al fine di ridurre il disagio per le famiglie, per i bambini e per evitare in orario diurno settimanale l’accesso in pronto soccorso per problemi che possono essere tranquillamente gestiti in ambito territoriale. Una tale disponibilità può essere garantita solo con la collaborazione di più professionisti. Racconigi è stata eletta come sede poiché rappresenta il miglior compromesso di quello che è il nostro vasto ambito territoriale (Caramagna, Cavallerleone, Cavallermaggiore, Monasterolo, Murello, Racconigi, Ruffia, Villanova). Questo brutto periodo ha inoltre portato alcune novità che dovrebbero ridurre in parte il disagio legato ad una sede fuori dal proprio comune di residenza: intanto la telemedicina, che permette di valutare e di risolvere alcune problematiche minori rimanendo a distanza ed evitando quindi l’accesso allo studio o comunque riducendo la frequenza per le visite di controllo. Inoltre la parte prettamente burocratica legata a prescrizioni è stata nettamente snellita dalla concretizzazione della ricetta dematerializzata, con abolizione della ricetta cartacea. E’ ora infatti possibile, nella maggior parte dei casi, richiedere prescrizioni di farmaci e visite specialistiche per via telematica. Per le famiglie disagiate con difficoltà ci si è inoltre organizzati (nel caso di Cavallermaggiore) richiedendo la collaborazione di associazioni di volontariato locali al fine di poter pianificare il trasferimento del bambino con il suo accompagnatore, qualora impossibilitati ad accedere all’ambulatorio in altro modo nonostante l’estensione dell’orario di visita. Per il comune di Caramagna si sta ponderando una proposta analoga. Con l’occasione si rammenta che per tutta la durata del periodo di emergenza le visite verranno effettuate solo se indifferibili e previo triage telefonico da effettuarsi al numero 0172/1908097 (per visite in giornata chiamare entro le 10 del mattino); per richieste di impegnative e\o prescrizioni, per i pazienti già noti e le visite concordate è sufficiente inviare una mail al seguente indirizzo: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. Detto ciò vi lascio come sempre la mia disponibilità al confronto, ho preferito scrivere con calma questa lettera, consapevole del fatto che in questo periodo storico tra le tante cose sta anche cambiando il modo di fare medicina e a questo ci si deve adattare, a partire dalla sottoscritta. Da parte mia resta l’entusiasmo e la certezza di offrire un servizio migliore alla popolazione, la gioia di poter lavorare in gruppo con le colleghe che operano nel mio stesso ambito e la speranza di quello che verrà concretizzato, speriamo in tempi non troppo lontani.

La “vostra” pediatria Luisa Boni - Caramagna

«Prescrizioni assurde per chi opera nel settore turistico»

Riceviamo e pubblichiamo

Come sindaci accogliamo positivamente le nuove linee guida per la ripartenza delle attività commerciali e turistiche, maturate dal confronto tra governo e Regioni. I protocolli elaborati inizialmente da Inail e Iss erano inattuabili e, come ANCI, lo avevamo fatto presente. Ora verificheremo sul campo l’efficacia e soprattutto l’attuabilità delle nuove norme. Penso al divieto assurdo di toccare la carta dei menù in bar e ristoranti e all’obbligo di indossare la mascherina quando si utilizza la toilette. Restano, inoltre, grosse criticità sulla fruizione delle piscine e delle spiagge. Se necessario, pur nel rispetto della sicurezza di tutti, chiederemo alla Regione di adottare norme meno stringenti, di certo non possiamo permettere che le attività del commercio e del turismo chiudano i battenti schiacciate dal peso della burocrazia. E a chi pensa che i Comuni abbiano un ruolo marginale, ricordo che, in queste ore, diversi sindaci hanno dato una grande dimostrazione di responsabilità e di buona capacità amministrava, annunciando misure concrete a sostegno delle famiglie e delle attività economiche. Si va dai dehor gratuiti agli sconti o alle sospensioni sulla Tari e sulla Tosap, dai contributi a chi assume lavoratori stagionali nel turismo a quelli a fondo perduto per gli affitti.

Paolo Marchioni, vicepresidente ANCI Piemonte

«Soddisfatti della ripartenza di estetisti e parrucchieri»

Riceviamo e pubblichiamo

Accogliamo con soddisfazione la scelta del Governo di anticipare la riapertura dei cosiddetti “servizi alla persona”, che rappresentano per i cittadini uno degli aspetti strategici a favore del loro benessere. Chiediamo però, che a fronte di questa tempestività decisionale, seguano altrettanto rapide comunicazioni sul protocollo di sicurezza da applicare per non incorrere in sanzioni. Le imprese dell’area in questione, già abituate ad utilizzare sistemi di igiene altamente professionali, in questo frangente si ritrovano a dover ulteriormente incrementare i dispositivi di sicurezza, con esborsi anche di ordine economico, per garantire alla clientela la massima tutela della salute. È quindi necessario che questo avvenga secondo disposizioni governative chiare e applicabili in tempi consoni. La notizia dell’imminente riapertura sta rendendo più difficoltoso per qualche azienda il reperimento dei dispositivi, e inoltre non è stata immediatamente supportata da un documento ufficiale a cui attenersi per rispettare appieno le nuove norme vigenti. Da parte delle imprese c’è un grande impegno nel programmare il riavvio del lavoro secondo le regole, ci auguriamo però che questi ritardi normativi non diventino pretesto per azioni sanzionatorie nel momento cruciale della ripartenza, che avviene dopo un lungo periodo di inattività».

Luca Crosetto, presidente Confartigianato Cuneo

«I servizi per l’infanzia nuovamente dimenticati»

Riceviamo e pubblichiamo

Stiamo assistendo in questi giorni a una grande mobilitazione di soggetti che gestiranno, o forse è meglio dire che impareranno a gestire, i servizi all’infanzia con le modalità di un’enorme cessione di ramo d’azienda dimenticandosi che stiamo parlando di bambini. Ben venga aiutare le famiglie, ben venga andare incontro alle richieste di genitori che devono tornare al lavoro, ben venga tenere presente le esigenze dei bambini chiusi in casa da quasi tre mesi. Ma questi bambini prima cosa facevano? Dove incontravano i loro amici? E i genitori pre Covid-19 dove accompagnavano i bambini ogni mattina? All’asilo nido e alla scuola d’infanzia. E in tutta Italia ci sono decine di migliaia di strutture adatte a questo scopo e pronte a riaprire. Perché in questi mesi abbiamo dato supporto ai genitori, teso un orecchio all’ascolto delle difficoltà delle famiglie. Ci aspettavamo chiare indicazioni per poter ripartire in tutta sicurezza. Sono mesi che le istituzioni fanno progetti, stilano protocolli, istituiscono comitati tecnici sui servizi all’infanzia senza ascoltare chi rappresenta gli operatori del settore. Noi siamo i veri tecnici perché noi operiamo dentro i centri educativi senza alcuna improvvisazione, ma con programmazione, metodo pedagogico, con un protocollo per garantire la sicurezza degli educatori, delle famiglie, dei bambini. Senza retorica la nostra tradizione è parte della storia dell’Italia, ma viene cancellata e messa dietro a qualsiasi altro codice Ateco. Nel frattempo, mentre con fatica riparte il sistema Paese, noi rimaniamo fermi con gli ammortizzatori sociali che si stanno esaurendo, con educatori che non vedono uno stipendio da marzo, con centri educativi che accumulano debiti e nemmeno possono portare i libri in tribunale. Non possiamo considerare tutte le aziende allo stesso modo e dimenticare un servizio essenziale come il nostro.

Federica Ortalli, presidente di Assonidi

«Inaccettabili speculazioni sui prodotti agroalimentari»

Riceviamo e pubblichiamo

Fermare le speculazioni sui prezzi dei beni di prima necessità per difendere la capacità delle famiglie di rifornire le dispense di casa con cibo e bevande e garantire un giusto compenso agli agricoltori. È quanto chiediamo come Coldiretti, rispetto alle misure messe in campo con il decreto contro gli effetti dell’emergenza coronavirus. È fondamentale garantire la stabilità dei prezzi lungo tutta la filiera per bloccare ogni tentativo di speculazione a danno dei consumatori e degli agricoltori che devono poter continuare a produrre per difendere la sovranità alimentare del Paese in un momento di grandi tensioni internazionali sugli scambi commerciali. Inacettabile, come purtroppo è stato fatto e continua a verificarsi in certi casi dalla filiera del latte a quella delle carni suine, comunicare l’abbassamento dei prezzi ai nostri imprenditori mentre le quotazioni al dettaglio per gli alimentari continuano ad aumentare dal burro (+2,5%) ai formaggi (+2,4%), dal latte (+4,1%) ai salumi (+3,4%) fino alle carni (+2%), secondo gli ultimi dati Istat ad aprile. Il lungo periodo di chiusura sta pesando su molte imprese del nostro agroalimentare che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco e sui quali gravano anche le difficoltà all’esportazione con molti Paesi stranieri che hanno adottato le stesse misure di blocco alla ristorazione. Continuiamo, quindi, a tenere alta l’attenzione sulle speculazioni, come d’altronde Coldiretti ha fatto fin da subito aprendo anche la casella di posta Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. per raccogliere informazioni e segnalazioni sulla base delle quali agire a livello giudiziario, se necessario.

Roberto Moncalvo, presidente di Coldiretti Piemonte

Bruno Rivarossa, delegato Confederale

«Appello al basket: perdonatevi e unitevi»

Gentile direttore,

siamo due amici, la cui amicizia, nata su un campo da basket tanti anni fa, è rimasta tale nonostante la poca frequentazione di oggi. Abbiamo iniziato a giocare in un campetto, poi siamo entrati nell'Amatori Basket Savigliano, allora unica società di pallacanestro a Savigliano fino al 2008. In quell'anno sono nati i Gators, realtà che ha dato un impulso notevole al movimento cestistico locale e, grazie al lavoro di tanti appassionati, negli anni ha acquisito sempre più importanza nel basket saviglianese. Tra le due società, però, è nata una rivalità che purtroppo non è mai stata sana, anzi con il tempo sono iniziati attriti, dissidi (qui si possono sprecare i sinonimi) che si sono acuiti negli anni coinvolgendo persino i genitori dei ragazzi che giocavano. Poi, per gli orari degli allenamenti nei palazzetti ogni società difendeva i propri interessi e si è arrivati al muro contro muro. Noi pensiamo che sia arrivato il momento di cambiare: il passato non si può cancellare, ma si deve superare. Rivolgiamo, quindi, un appello alle due società: cari amici, presidenti/dirigenti/allenatori/giocatori/genitori, con umiltà chiediamoci prima perdono a vicenda e poi uniamoci! In questo difficile passaggio che ci accomuna tutti, noi pensiamo sia necessario unire: abbattere il muro dell’incomunicabilità e, con impegno, dialogare accantonando miopi interessi di parte che guardano al presente ma non al futuro. È chiaro che per riuscire ad arrivare all’obiettivo dell'unione si dovrà certamente tenere conto del “patrimonio” (materiale e immateriale) che porteranno le società, al fine di non rischiare di penalizzare una delle due parti. Non ci piace usare il termine “fusione” che evoca un processo della fisica, preferiamo dire “unione”; unire due realtà per crearne una migliore. Una nuova società che, grazie al bacino di utenza e alle strutture presenti a Savigliano, insieme alla passione dimostrata da entrambe le parti, potrebbe ambire all’eccellenza in provincia e non solo. Sappiamo che molti la pensano come noi, primo fra tutti l'assessore allo Sport Paolo Tesio, che molto si è speso per portare avanti questo progetto. Diceva George Bernard Shaw: «Alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono ‘Perché?’, mentre io sogno le cose come non sono mai state e dico ‘Perché no?’».

Adriano Ramonda e Adriano Socchi – Savigliano

«Ma trattarci come adulti e non come bimbi immaturi?»

Egregio direttore,

a costo di prendermi come sempre tutte le reprimende dei soliti noti, gradirei chiedere alla nostra Amministrazione quando intenda finalmente riaprire la discarica di Savigliano con tutte le accortezze del caso ovviamente. In altri Comuni, proprio le discariche, sono già aperte da tempo, tutti i giorni dalle 8 alle 17. Si potrebbe aprire per ordine alfabetico, per esempio il lunedì dalla A alla D e a seguire gli altri giorni. Questo perché forse il sindaco “filosofo” non lo sa, noi cittadini normali abbiamo “approfittato” delle limitazioni delle libertà individuali per riordinare casa, garage, cantine, giardini. Sull'accesso al cimitero, stendiamo un pietoso velo. Sulle mascherine che abbiamo pagato noi con l'intercessione univoca del sindaco sarebbe simpatico sapere se le abbiamo pagate 0,50 centesimi l'una come ha detto pubblicamente l'avvocato del popolo. A Cuneo, per esempio, l'ampliamento dei dehor sarà gratuito per un certo periodo più altre iniziative a favore del commercio. E a Savigliano? Tutto tace...ancora. In senso più generale, tra il teatro dell’assurdo e la commedia dell’arte, leggo con estremo divertimento alcune chicche. In auto si consiglia al guidatore di sedersi tassativamente davanti, però dal lato guida(?). Si vieta alla propria consorte (normalmente adesa, intima e promiscua in casa) di sedersi in auto al fianco del guidatore. Dopo che i potenti vertici vaticani hanno tirato le orecchie ai “sinistri” si permette adesso a 15 congiunti di partecipare al funerale in chiesa, ma 15 credenti senza il defunto non possono ancora partecipare alle cerimonie religiose (consiglio ai praticanti di procurarsi un morto). Una ministra stellata incespica con le direttive scolastiche “su metà classe che frequenta, l’altra metà attende e poi si informa su quello che ha fatto la prima classe quando la nuova classe poi partecipa”. Da ridere. Neanche Totò a Milano avrebbe fatto di meglio. E i tamponi? Si sa che, nonostante gli annunci propagandistici di chi ci governa, senza reagente i tamponi servono solo a redigere una statistica? E visto che gli italiani e i saviglianesi, per stragrande maggioranza, si sono comportati correttamente in tutti questi mesi la si vuole finire di “rompere” con le autocertificazioni e di trattarci come dei cittadini maturi e non come degli scolaretti? Io che amo le collezioni sono arrivato a 5 foglietti che terrò “at imperitura memoria” per dimostrare che l’Italia è sì un popolo di santi, poeti e navigatori, ma anche e soprattutto di burocrati e (alcuni) politici decisamente incapaci.

Cordiali saluti. Fulvio D'Alessandro - Savigliano

«La serenità e l’accoglienza della casa di riposo Chianoc»

Egregio direttore,

La prego di pubblicare sul suo giornale i miei sentiti ringraziamenti a tutto il personale in servizio presso la residenza Chianoc, dove la mia mamma Giannina Zanni, quasi 96 enne, è ospitata con affetto e dedizione tali da non farle sentire la mia lontananza per il rigoroso isolamento a cui lei e tutti gli ospiti sono sottoposti a difesa dal virus. L’aria serena e sorridente che dimostra quando me la fanno vedere e salutare in videotelefonata mi conforta ogni volta.

Marco Cesari – Savigliano

«Professionalità e umanità dagli operatori de Il Solco»

Riceviamo e pubblichiamo

A tutti noi è chiesto di restare a casa, ma ci sono alcune persone che non possono farlo. Gli operatori della comunità “Il Solco” sono tra queste. Sono stati chiamati a fare turni massacranti, riposi che sono saltati e… con la solita determinazione e professionalità hanno dato il massimo. Hanno rischiato ogni giorno la propria salute per stare al fianco dei ragazzi. Non possiamo che ringraziarli e dir loro che siamo consapevoli e riconoscenti per tutto quello che stanno facendo. Quando usciremo da questo tunnel, non dimenticheremo la professionalità e generosa disponibilità dimostrate. A tutti gli operatori va la nostra ammirazione e gratitudine perché se i nostri ragazzi sono riusciti ad accettare tutte le privazioni di questi mesi è stato solo merito loro. Un grazie per tutto quello che stanno facendo.

Famiglia Masocco – Scarnafigi

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