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Al direttore

«Ma dov’è finito il vero spirito alpino?»

Caro direttore,

immagino che i saviglianesi, leggendo che entrambi i gruppi alpini cittadini propongono una gita nello stesso giorno e nello stesso posto (colle di Nava), trovino che la cosa ben poco rispecchi quell'elenco di virtù (fratellanza, amicizia, disponibilità, alpinità) da sempre usate per esaltare i valori positivi degli appartenenti all'associazione. Ed hanno perfettamente ragione a pensare in questo modo. è giusto far sapere che già l'anno scorso venne chiesto, da parte del gruppo Borgo-Pieve al capogruppo del gruppo Savigliano, di fare un solo autopullmann. Si disse possibilista (ero presente) ma ne doveva parlare in direttivo. Non ci fu nè risposta nè partecipazione. Quest'anno il gruppo Borgo-Pieve ha preventivamente invitato sulla stampa locale il gruppo Savigliano a vivere in comune questo momento del ricordo dei nostri morti. La risposta è l'organizzazione "in concorrenza" dello stesso evento. Non posso, orgogliosamente figlio di un conducente muli del Secondo Alpini, non rammaricarmi che il rancore personale di sicuramente pochi danneggi molti ed appanni l'immagine pubblica di una associazione carica di storia. Un socio ANA che assolutamente non vuole restare anonimo.

Aldo Lanfranco – Savigliano

«Invece di lamentarvi consigliateci come crescere»

Egregio direttore,

come presidente della Consulta Giovani vorrei ringraziare tutti coloro che hanno reso possibile l'evento "Holisplashfestival" di sabato 8 giugno. Il Comune, il sindaco Giulio Ambroggio, la banca CRS, Conad, Feilong Market, i bar Cavour e Taipei. E ringrazio tutte le persone che hanno partecipato, le famiglie che hanno portato i loro figli a divertirsi tutti insieme e in piena sicurezza. Le persone che ci supportano e che ci fanno sentire il loro appoggio in ogni momento, anche solo passando e facendoci i complimenti per la fatica con cui mettiamo a posto tutti i dettagli di una manifestazione, sono la benzina per andare avanti. Purtroppo però ci sono anche alcune persone che ostacolano o tentano di ostacolare pesantemente lo svolgimento di queste manifestazioni, senza informarsi sullo svolgimento delle stesse. Addirittura nella settimana precedente all'Holi Splash Festival sono state fatte diffide per evitare lo svolgimento della manifestazione, senza sapere che erano state allestite ampie misure precauzionali per quest’evento, con addetti alla sicurezza adibiti al presidio delle zone più a rischio, evitando di montare cannoni fissi che sparassero colori (inizialmente previsti) per evitare di recare danno a cose o persone, utilizzando polveri anallergiche e non dannose per le superfici. Spiace vedere e sentire parlar male dei giovani di oggi, che nella realtà dei fatti cercano soltanto di divertirsi proponendo nuovi eventi in città... So perfettamente che ci saranno sempre coloro a cui non andrà mai bene niente e criticheranno a prescindere, a queste persone non chiedo di non lamentarsi o di non manifestare il loro disappunto, ma di lasciarci lavorare, di consigliarci e non di limitarci, di indicarci gli errori per migliorare e non di limitare la nostra creatività… Cresceremo noi, cresceremo tutti insieme e crescerà Savigliano.

Filippo Mulassano, pres. Consulta Giovani - Savigliano

«Il problema mendicanti non è stato affrontato»

Gentile Direttore,

in attesa che Salvini si ponga il problema (è ministro dell'Interno da un anno ed è tutto come prima e nulla si è mosso!) vorrei tornare su un tema da me già toccato alcuni anni fa in Consiglio comunale, ossia quello dei numerosi mendicanti che si piazzano davanti agli ingressi dei negozi e dei bar. Voglio subito precisare che, per quanto mi risulta, si tratta di persone normalmente rispettose e educate, che hanno tutta l'aria di essere gestite da ben altri soggetti da cui ricevono istruzioni sul "come e quando" chiedere l'elemosina. In altri termini, credo che queste siano persone sfortunate che - tra le varie avversità della vita - devono pure sottostare a personaggi senza scrupoli (italiani? stranieri? Mah...) che vogliono lucrare sulle ultime briciole, quelle destinate alla beneficienza. Orbene, l'atteggiamento in sè dei singoli mendicanti non appare illecito; illecito sarebbe invece l'eventuale sfruttamento degli stessi. Ma anche se tutto fosse lecito, non potrebbe certo tacersi la potenziale pericolosità sociale di questo comportamento: quando questi mendicanti vengono sistematicamente (e forzatamente?) collocati davanti ai negozi sulla base di un disegno programmato, si rischia che il singolo commerciante sia tentato di "allungare" al poveretto una banconota di qualche decina di euro, al fine di indurlo a spostarsi più in là. Però questo vorrebbe dire che chi organizza la "sistemazione" dei vari mendicanti nei vari siti, ha in mano ottimi elementi per sondare la psicologia di ciascun commerciante e valutare la sua sensibilità rispetto a possibili successive richieste di denaro decisamente più oppressive. Ed a questo rischio non dobbiamo nemmeno avvicinarci! Se la mia lettura della situazione è corretta, direi che è quindi altamente sconsigliabile sia per il commerciante sia per il comune cittadino offrire oboli in denaro a quei mendicanti che si collocano "a presidio" degli esercizi commerciali: cessare collettivamente la dazione di denaro (probabilmente destinato allo sfruttatore che sta dietro) sarebbe il modo più efficace per neutralizzare e rendere non più conveniente questa odiosa pratica. Ed è auspicabile che la società civile ed ancor più le autorità competenti si preoccupino non solo di verificare se vi siano comportamenti illeciti dietro questa attività, ma anche di offrire l'opportuno soccorso umano alle prime vittime della stessa, ossia agli stessi questuanti.

Antonello Portera – consigliere M5S Savigliano

«Tanti imbucati alla festa dei liceali»

Egregio direttore e cari lettori,

siamo i rappresentanti del liceo Arimondi e vorremmo fare chiarezza circa i fatti avvenuti durante la festa dello scorso primo giugno a Monasterolo. Siamo ovviamente dispiaciuti per i danni che sono stati provocati, ma avremmo intenzione di puntualizzare due aspetti che riteniamo importanti: anzitutto l’evento, che è stato organizzato autonomamente dagli studenti - senza coinvolgere il liceo - non era esclusivo della nostra scuola, ma comprendeva anche moltissimi esterni provenienti da altri istituti e, come usualmente accade in serate del genere, sono stati frequenti eventuali imbucati; inoltre, gli oggetti che sono stati danneggiati si trovavano tutti quanti al di fuori del Palazzetto di Monasterolo, luogo adibito per la festa, che al contrario dopo essere stato ripulito, è stato restituito al custode nelle condizioni precedenti alla serata.

Marco Pedron e Gabriele Sorrentino rappresentanti d’istituto liceo Arimondi - Savigliano

«Chiediamo più educazione ai ragazzi che fanno festa»

Riceviamo e pubblichiamo:

Cari ragazzi che siete venuti alla festa del liceo Arimondi a Monasterolo, è sempre bello vedere il proprio paese riempirsi per celebrare le belle occasioni, come può essere la fine di un anno scolastico. É invece meno piacevole svegliarsi la mattina e trovare le vie vicine alla zona della festa piene di spazzatura e vetri per terra, pali segnaletici staccati dal suolo e fioriere con tutti i fiori strappati. Sono consapevole del fatto che la grande maggioranza di voi siano persone educate e civili, per cui non lasciate che i comportamenti di pochi vi facciano passare tutti come colpevoli. Ringrazio chi domenica mattina ha provveduto a pulire e risistemare l'area. Monasterolo è sempre ben disposta ad accogliervi per le vostre feste, ma vi chiediamo di avere più riguardo per gli spazi comuni.

Giorgio Alberione – sindaco di Monasterolo

«La democrazia ha bisogno dell’opposizione»

Gentilissimo Sig. Direttore,

negli ultimi 10 anni siamo stati i rappresentanti della lista “Insieme per Cavallerleone” eletti in Consiglio Comunale occupandone i banchi destinati all'opposizione. Da tempo avevamo concordemente deciso di non proseguire in questa esperienza. Nonostante le numerose e a volte pressanti richieste a riproporci ancora una volta, e la disponibilità di alcuni giovani del nostro paese a far parte di una eventuale nuova compagine, ragioni di opportunità, di carattere personale ed altre ancora, ci avevano indotto a confermare questa decisione e a prenderci, quindi, un periodo di pausa indefinito. Il rammarico di questi momenti è di non avere avuto, per le recenti consultazioni elettorali, l'opportunità di scegliere tra più opzioni essendosi proposto un solo candidato sindaco e questo, in democrazia, non è proprio un fatto positivo e non dovrebbe rallegrare nessuno perché, come ebbe a dire P. Calamandrei, che non era proprio un cialtrone: “Per far funzionare un Parlamento, bisogna essere in due, una maggioranza e una opposizione”, ma forse l'immagine migliore la fornisce H. W. Mabie: “Non aver paura dell'opposizione. Ricorda, un aquilone si leva quando ha il vento contro, non a favore.” Ad elezioni avvenute non possiamo che notare, nel nostro Comune, il deciso incremento degli astenuti passati dal 33,48% delle amministrative del 2014 al 43,10% delle attuali; segnale evidente che avere un solo candidato non è molto attraente per l'elettorato e che, sebbene legittimamente, non tutti ritengono che votare sia, oltre un dovere civico, un diritto da custodire gelosamente e da farsi valere ogni qualvolta ce ne sia la possibilità, come invece lo è stato e lo è per noi che tale diritto lo abbiamo esercitato. Proprio l'affluenza, che alle ore 19 di Domenica era solo al 42,94%, ha rischiato di essere la protagonista di questa tornata elettorale facendo rimanere con il fiato sospeso non poche persone che mal devono avere vissuto quei momenti. Un'ultima annotazione e nota di meditazione: tra i 371 votanti ben 98, equivalenti ad un 15,03% degli aventi diritto al voto (il 26,42% dei votanti), nel proprio libero convincimento, nel segreto dell'urna e infischiandosene di fantomatiche indicazioni, hanno scelto di lasciare la scheda in bianco o renderla nulla, facendo in tal modo venir meno un improbabile ma, crediamo, auspicato plebiscito. Infatti, il significato che viene comunemente attribuito a questo gesto è che l'elettore non vuole rinunciare al diritto di voto ma non si riconosce nel candidato e che, nel nostro caso, tuttavia è stato coscientemente indispensabile al raggiungimento di quel quorum del 50% che ha permesso all'aspirante sindaco di essere eletto, rendendo ininfluenti il numero di voti ottenuti dalla propria lista (273 pari al 41,87% degli aventi diritto al voto). Sinceramente ci auguriamo che non si continui a giustificare le proprie mancate aspettative e le irraggiungibili chimere, imputando fantasiose responsabilità ad un inverosimile avversario, come ad esempio una opposizione politica che non esiste avendo cessato la sua attività ancor prima della conclusione del mandato amministrativo.

Sergio Mola, Francesco Bonino e Mauro Tortone Cavallerleone

«Nessun intervento sulla viabilità di via S. Pellico»

Egregio direttore,

per l’ennesima volta bisogna denunciare come quest’Amministrazione non abbia preso nessuna posizione in merito alla gestione della viabilità su strada Monasterolo e via Silvio Pellico. Sui giornali si parlava di un pilone arancione che avrebbe fatto rallentare chi arriva da Monasterolo, ma purtroppo dopo mesi dalla promessa (annunciata anche sui giornali, ennesima presa in giro) non si sa che fine abbia fatto... Su via Pellico, che ai più non interessa e che non sanno nemmeno dove sia, l’unica soluzione è il senso unico che vieti a chi arriva dalla direzione Monasterolo di usare la strada come una tangenziale per andare a Saluzzo o all'area commerciale Conad (con futuro LIDL, quindi più traffico ancora...). Solo riempire un povero palo - che tra un po’ crolla - di divieti è già una buona presa di coscienza del problema, ma non lo risolve; le zone 30 non si fanno mettendo un cartello e poi dimenticandosi di quanto prevedrebbe effettivamente una "zona 30" (dissuasori, strisce bianche, attraversamenti pedonali). Lo stesso problema è stato affrontato e risolto in altre vie della città - tipo via Leopardi - o addirittura con l'inserimento di dissuasori in piena campagna, mentre in Vernetta no e non si sa il perché... In ultimo: i furgoni, i camion, i trattori, i tamarri ai 100 all’ora hanno una strada provinciale a disposizione per fare lo stesso tragitto, cioè aggirare la Vernetta e immettersi nella strada di Saluzzo! Francamente i residenti sono stufi, oltre al fatto che anche le case lungo la via perdono di valore e la zona perde di vitalità...

Luigi Dalmasso – Savigliano

«Miracolo sulle strade di Cavallermaggiore»

Egregio signor direttore,

non ho mai creduto ai miracoli, ma in questo caso mi corre l'obbligo di ricredermi. Avevo letto, riportato dai settimanali, che le risorse destinate alla sistemazione delle disastrate e pericolose vie cittadine sarebbero state destinate ad altri interventi. Al contrario, Via Sommariva del Bosco, finalmente, ha subito un intervento di asfaltatura, che ha eliminato le decine di buche, da fare invidia a Roma, che riempivano pericolosamente la strada. Il giorno 5 dicembre dello scorso anno, inciampando in una delle buche sopra citate, ero caduto causandomi per fortuna lievi danni. Un doveroso grazie va all'Ufficio Tecnico Comunale. Grazie per l’ospitalità

Domenico Racca – Cavallermaggiore

«Affermazioni gravi per un rappresentante del popolo»

Riceviamo e pubblichiamo:

Un consigliere Comunale, nel concludere una polemica, ha postato sui social la seguente frase: “peggio dei fascisti ci sono solo gli antifascisti”. Si tratta di una affermazione gravissima tanto più perché arriva da un eletto in un’amministrazione pubblica. Quindi non si può certo farla passare sotto silenzio o derubricarla come una voce dal sen fuggita. Vorremmo solamente ricordare a questo signore che se oggi può scrivere tutto quello che gli passa per la testa lo deve proprio agli “antifascisti” che hanno impedito, a rischio della vita, che i “fascisti” prevalessero, altrimenti anche lui non avrebbe potuto scrivere alcunché. Grazie agli “antifascisti” l’Italia ha una Costituzione democratica, che garantisce a tutti, anche a chi magari ad essa si oppone, la libertà di espressione e di voto. Viva l’antifascismo, viva la Costituzione.

La Sezione Anpi di Racconigi

«Moderati Cuneo: grazie per la fiducia»

Vogliamo ringraziare gli elettori per la fiducia che ci hanno dato, votandoci. Nel Comune di Cuneo, numeri alla mano, chi ha espresso il proprio consenso a nostro favore nel 2014 ce lo ha confermato domenica scorsa. Più difficile è stata invece la corsa in provincia, nonostante anche lì avessimo presentato candidati di tutto rispetto che, in ogni caso, sono riusciti a raccogliere risultati soddisfacenti. A Saluzzo siamo stati determinanti per la riconferma al primo turno del sindaco uscente Mauro Calderoni. Per questa campagna elettorale abbiamo scelto il profilo basso. Non ci siamo spostati da un capo all’altro della Granda a bordo di grossi camper, nessuno ha visto i nostri volti “giganti” affissi in ogni angolo di città. Abbiamo scelto di fare il “porta a porta”, infilando i santini nelle buche delle lettere e cercando il più possibile il contatto diretto con le persone. Sempre con la consapevolezza che la sfida sarebbe stata difficile, senza mai farci illusioni, con una buona dose di realismo, come richiesto dal complicato quadro politico attuale. Comunque sia andata, rispettiamo le scelte di tutti. Chi ha votato Salvini non deve essere demonizzato. è evidente che non siamo stati capaci di ascoltare tutte le richieste dei cittadini o magari di intercettare le ansie dei territori. Ma non si dimentichi che la Regione Piemonte, come ci era stata lasciata in eredità nel 2014, era in condizioni a dir poco disastrose: il primo compito nostro (difficilissimo) è stato quello di risanare i conti, soprattutto in campo sanitario per poter continuare a garantire tutti i servizi ai cittadini. Abbiamo fatto tanto, tanto ancora resta da fare. Ci auguriamo che il centrodestra sia in grado di muoversi nella direzione giusta, nell’interesse dei piemontesi. La sconfitta di oggi non ci spaventa. Noi Moderati continueremo fin da subito a occuparci dei problemi dei territori nei Comuni in cui abbiamo i nostri rappresentati e in Regione con il nostro consigliere. E, intanto, siamo già pronti a nuove sfide, sempre animati dalla grande passione per la buona politica.

Maria Carla Chiapello coordinatrice provinciale Moderati Cuneo

NOTA DEL DIRETTORE

Mi è doveroso rettificare quanto pubblicato sul numero scorso (a pagina 3), nell'articolo in cui si parla dei candidati cuneesi eletti nel nuovo Consiglio regionale. Erroneamente abbiamo associato la lista dei Moderati (che appoggiavano Chiamparino) al neo presidente Cirio, dicendo che Maria Carla Chiapello sarebbe arrivata a Torino perché facente parte del listino. Ovviamente non è così. La concitazione con cui è stato composto questo numero del Corriere non è una giustificazione sufficiente. Mi scuso con tutti i lettori per l'informazione errata e con gli interessati.

Il direttore

«Basta con la capitozzatura che devasta gli alberi»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera rivolta all’Amministrazione comunale:

Gentile sindaco, nella speranza di fare cosa gradita porto alla vostra attenzione come si presenta oggi, in primavera inoltrata, quello che dovrebbe essere il viale “alberato” che porta al santuario di Apparizione. Il fatto che gli alberi siano praticamente privi di chioma e abbiano più vegetazione alla base del tronco che sui rami è un segnale di stress della pianta dovuto ad una potatura troppo invasiva e non rispettosa della natura (conosciuta come tecnica della "capitozzatura"). Ci sono diverse ragioni per opporsi alla capitozzatura degli alberi, dalla salute delle piante, agli aspetti economici ed estetici. Nonostante ciò, purtroppo è una pratica ancora diffusa che affligge viali, parchi e campagne saviglianesi. Ci troviamo così circondati da alberi con la chioma mozzata, scheletri senza foglie, mostri geometrici alieni al mondo vegetale, che poco hanno a che vedere con la forma naturale della pianta. I risultati a lungo termine della capitozzatura sono inesorabili: deficit nutritivo, indebolimento, invecchiamento precoce, sviluppo di malattie e insediamento di parassiti sono le conseguenze di una pratica sconsiderata, che continua a procurare danni alla natura e ai cittadini, fino a provocare la morte della pianta. Oltre alla salute della pianta esistono due ulteriori motivazioni per opporsi fermamente alla capitozzatura: 1.L’aspetto puramente estetico. La capitozzatura distrugge la naturale forma dell’albero, lasciando al posto della parte terminale delle branche degli orribili monconi e provocando il ricaccio alla base della pianta, lasciandoci così viali spogli e assolati. 2. L’aggravio dei costi. Si fa presto a tagliare con la motosega in modo indiscriminato, un'operazione molto più semplice e veloce del taglio selettivo, che dà l'illusione di risparmiare tempi e costi. Tuttavia, sul medio-lungo termine i costi si accrescono enormemente perché la capitozzatura aumenta la necessità di fare degli interventi di manutenzione. La pianta, infatti, per rispondere allo stress provocato da una potatura così invasiva vegeta molto di più rispetto ad una potatura di contenimento, che invece può essere fatta ogni 5-6 anni sulle piante adulte e in salute. Chiedo gentilmente ai responsabili del verde pubblico di evitare questa pratica così dannosa al fine di tutelare quel poco di natura rimasta nelle nostre campagne, che vedono inesorabilmente gli alberi andare giù ad un ritmo incessante. La capitozzatura è la più dannosa tecnica di potatura degli alberi che si possa fare e diversi comuni la stanno abbandonando. Mi auguro che anche l’amministrazione di Savigliano faccia altrettanto.

Jacopo Ghione – Savigliano

«Il malaffare si combatte con il carcere»

Riceviamo e pubblichiamo:

Historia magistra… di che? Sembra che, decenni or sono, magistrati siciliani abbiano deciso di mandare al confino (?) mafiosi di rango, onde estrometterli dal loro feudo. Il loro intento, forse molto poco illuminato, era quello di farli redimere ed estromettere dal loro comando popolazioni succubi. Oggigiorno un certo magistrato ha mandato un condannato (plurirecidivo) a scontare la pena in un centro anziani forse non pensano che il suddetto, tramite prebende e discorsi, avrebbe avuto nuovi proseliti! Ma così va l’Italia. Nell’Ottocento un certo Cavour aveva già problemi con la Questione Meridionale, però il Garibaldi del momento la volle tralasciare. Ad Unità d’Italia conseguita, tutta la penisola si sentì (per modo di dire) una sola, solo che col tempo non furono i nordisti operosi ad insegnare al sud come fare per riscattarsi, bensì Mafia, ndrangheta, Corone unite varie insegnarono ai nordisti come fare grana non proprio legalmente. Mandare al confino mafiosi di un certo tipo in quel di Bardonecchia o a Villastellone o altrove, fece in modo che colonie intere di suddetti redenturi, si insediassero nel territorio, spadroneggiando, corrompendo, uccidendo e soverchiando quello che poteva essere lo Stato. Vediamo oggi come la non corrotta Lombardia, sia ostaggio di ‘ndrine e corone varie che l’hanno costretta ad adeguarsi al loro volere. Il Piemonte sta cercando di uscirne, ma i malfattori sono troppo inseriti nel contesto. I soldi facili, con gli appalti truccati, sono il business di questa gente, e se arrestati, coi tempi della Magistratura eventuali condanne saranno tutte in prescrizione! “Vuolsi così colà dove si puote, e più non dimandare”. In quel della Sicilia ci furono i Vespri, ma oggi non ci sarebbe bisogno di sangue per migliorare il loro vivere, basterebbe togliere dalla circolazione nel senso di carcerare, ignobili personaggi assurti a politici di prestigio, che in virtù di atavica balordaggine si concedono emolumenti e privilegi esorbitanti assurgendosi a difensori dei deboli e delle istituzioni, mentre operano nel torbido per il loro interesse. Ma quando qualcuno farà le pulci agli acari e i virus a una regione autonoma finanziata da noi pantaloni? Mancano i carceri, è vero, ma un’isola come quella di Papillon non potrebbe essere adeguata per questi ignobili? Un’isola tipo quella dei famosi dove i suddetti, nudi, dovrebbero procurarsi il mangime ed i sollazzi mancanti, dotandoli di coltelli e fiocine per la pesca o per la difesa. Ne rimarrebbero pochi. Meno male, tra loro si vogliono bene.

Augusto Pettiti – Saviglian

«Stiamo lavorando per riaprire il parco»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Polo Museale del Piemonte intende rassicurare i cittadini e le istituzioni sulla riapertura del parco del Castello di Racconigi. L’obiettivo fondamentale della nostra attività è riaprirlo quanto prima. Stiamo lavorando per consentire ai visitatori entro la fine di giugno l’accesso in piena sicurezza a quello che è stato e può tornare a essere il “parco più bello d’Italia”. A questo si aggiungono, poi, una serie di precisazioni che il Polo Museale del Piemonte intende rendere, a seguito della notizia riportata dagli organi di informazione in merito all’organizzazione di manifestazioni pubbliche, tra cui un “flash mob”, per la riapertura del parco del Castello di Racconigi. Dalle notizie riportate e dalla lettura del comunicato del comune di Racconigi, organizzatore della manifestazione, si apprende che l’Amministrazione Comunale dichiara di aver fatto “numerose sollecitazioni e richieste” a questo Polo Museale in merito al parco del Castello, senza che la Direzione del Polo Museale abbia mai fornito risposta. Questa notizia non può che essere accolta con estremo stupore, visto che il Comune di Racconigi non ha mai richiesto alla Direzione del Polo Museale, in nessuna forma, informazioni sugli sviluppi dei lavori relativi al parco del Castello, né tantomeno ha “sollecitato” notizie riguardo le tempistiche di riapertura del parco stesso. Pertanto, questo Polo Museale rimanda al mittente le accuse del Comune di Racconigi, che senza alcun riguardo per la realtà dei fatti definisce “vergognosa” la situazione odierna del parco del castello senza aver mai chiesto, e di conseguenza ricevuto, informazioni ufficiali all’Amministrazione che ha in consegna il complesso monumentale racconigese. Senza alcun riscontro nei fatti e con un evidente scopo di delegittimazione dell’attività che questo Polo Museale svolge per la valorizzazione del patrimonio museale statale in Piemonte, l’Amministrazione Comunale e il Sindaco Oderda producono da diverso tempo dichiarazioni lesive della reputazione di un Organo Periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, arrecando gravi danni all’immagine di tutta la Pubblica Amministrazione, ben lungi dal seguire norme di correttezza nei rapporti tra Amministrazioni e, soprattutto, fornendo informazioni non veritiere e fuorvianti ai cittadini. Se il Comune di Racconigi avesse chiesto informazioni all’organo competente, ovvero alla Direzione di questo Polo Museale o all’Ufficio Comunicazioni del Polo stesso, avrebbe per esempio potuto evitare di dichiarare infondatamente che il parco è chiuso per scelte “restrittive e immotivate”. È doveroso ricordare che il parco del Castello è stato chiuso nell’agosto scorso in seguito alla improvvisa caduta di un albero che ha causato il crollo di una porzione del muro di cinta adiacente a una strada aperta alla pubblica circolazione. È del tutto evidente che, per motivi di sicurezza, il parco del Castello dovesse essere precauzionalmente chiuso (così come lo è stato da parte del Direttore del Castello di Racconigi arch. Riccardo Vitale) fino al ripristino di sufficienti condizioni di sicurezza per i visitatori e per i lavoratori del sito museale in questione, attualmente oggetto di lavori di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza degli alberi. Pertanto, si ribadisce, è scorretto e pretestuoso definire “restrittiva e immotivata” una decisione inevitabile, per quanto sopra evidenziato. Allo stesso modo, se il Comune si fosse rivolto al Polo Museale avrebbe saputo che a seguito della chiusura sono stati fatti interventi di somma urgenza per un importo lavori di circa 24 mila euro (per gli abbattimenti e le potature più urgenti) e di circa 5 mila euro per le opere di restauro del muro di cinta danneggiato dallo schianto. In seguito, utilizzando i fondi per la manutenzione dei beni immobili in consegna al Polo Museale del Piemonte, è stato fatto predisporre il progetto per la manutenzione straordinaria e per la messa in sicurezza del parco, per un importo lavori di circa 15 mila euro; intervento in fase di avvio, che affronta le principali criticità emerse dalla valutazione fitostatica (v.t.a.) svolta da uno specialista del settore. Sono previste operazioni su 60 alberature, calibrate a seconda delle necessità: abbattimento di alberi a rischio caduta, potature, messa in opera di tirantature e lavori di pulizia dei percorsi. Secondo le informazioni ricevute dall’Ufficio Tecnico del Polo Museale, i lavori potrebbero terminare, salvo imprevisti, entro la fine della primavera e quindi la Direzione del Castello sarà poi in condizione di poter riaprire al pubblico il parco, o almeno parte di esso. In considerazione delle notizie non veritiere diffuse dal Comune di Racconigi, questo Polo Museale ribadisce quindi con forza che sta mettendo in atto tutte le procedure previste, nel rispetto delle normative e disposizioni vigenti, per la conclusione del primo lotto dei lavori di messa in sicurezza e per consentire, nel più breve tempo possibile, la riapertura del parco da parte del Direttore del Castello.

Polo Museale del Piemonte

«Ma quale interesse? Da Polo solo proclami»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Polo Museale del Piemonte ha inteso rassicurare i cittadini e le istituzioni sulla riapertura del parco del Castello Reale. Prendiamo atto con soddisfazione che evidentemente il vasto movimento di opinione che si è creato e che ha coinvolto cittadini, enti, istituzioni e che si è palesato nella bellissima iniziativa di mercoledì scorso portando in piazza, di fronte al Castello, un migliaio di alunni delle scuole cittadine, sta ottenendo i risultati per cui è nato. La direzione del Polo Museale sostiene di non essere mai stato interpellato dal Comune circa la situazione di stallo totale venutasi a creare a Racconigi. Questa affermazione non tiene conto dei tanti tentativi di contatto e di dialogo messi in atto dal Comune, e non solo. Questa Amministrazione sta ancora aspettando risposte circa le problematiche poste nella lettera in data 15 giugno 2018, nell’incontro del 2 luglio dello stesso anno e nelle successive comunicazioni inviate direttamente o attraverso gli enti e le associazioni di cui il Comune fa parte, dai comunicati stampa, dalle prese di posizione anche di privati cittadini. Nella vicenda relativa al sistema idrico, fondamentale per la sopravvivenza del parco, il Polo Museale non ha svolto alcuna attività propositiva costringendo così il Sindaco Valerio Oderda ad emettere due ordinanze che scongiurassero il pericolo di lasciare il parco senz’acqua. Enti ed Associazioni, quali “Terre dei Savoia”, Amici del Castello, le Fondazioni Bancarie si sono visti precludere la possibilità di realizzar progetti e iniziative o di finanziarne altre. E questi sono solo alcuni esempi dell’atteggiamento assunto dai vertici del Polo Museale. Del resto la realtà è sotto gli occhi di tutti: - I visitatori sono passati dai 130.000 del 2016 e dai 150.000 del 2017 agli 85.000 del 2018, con evidente pesante danno erariale per lo Stato, conseguente il minore incasso. Per il 2019 è prevista un’ulteriore riduzione di circa il 50% dei visitatori. - Le manifestazioni culturali di altissimo valore e che costituivano una grande attrattiva per il complesso racconigese, si sono di fatto azzerate; - Il Polo Museale sostiene di aver avviato interventi manutentivi sulle alberature del parco, risolvendo la situazione attraverso l’intervento su 60 alberi. La predetta affermazione ci sembra molto superficiale, tenendo conto che il censimento commissionato all’IPLA dalla Sovrintendenza rilevava, nel 1989, la presenza di ben 19.000 piante con diametro superiore a 8 centimetri nell’area boschiva del parco (circa 80 ettari sui totali 170)! - Le condizioni di manutenzione del complesso sono sotto gli occhi di tutti: il piazzale di fronte al Castello è pieno di erbacce; il Palazzo subisce danni evidenti a causa delle perdite d’acqua derivanti dalla presenza di foglie e residui vegetali nelle condotte pluviali e dall’assenza di interventi sulle coperture; il Parco continua ad essere chiuso. Questa Amministrazione intende tuttavia sottolineare l’impegno e la disponibilità che non sono mai mancati al Comune ed ai visitatori da parte della Direzione Generale dei Musei e di tutto il Personale in servizio presso il Castello di Racconigi, pur tra molte difficoltà operative ed organizzative. Detto ciò, il Comune, insieme ai cittadini, peraltro promotori in prima persona delle iniziative avviate, ed ai tanti Enti e soggetti coinvolti, continuerà a promuovere azioni atte a ridare alla Città il suo parco e a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema. Il parco va restituito, oltre che ai racconigesi, alle migliaia di cittadini cuneesi, piemontesi ed a tutti i turisti, stranieri compresi, che ogni anno visitavano questo meraviglioso patrimonio culturale ed ambientale. È questo ciò che chiediamo al Polo Museale invece di dichiarazioni fuorvianti.

L’Amministrazione Comunale – Racconigi

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