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Al direttore

«I parcheggi blu a Racconigi sono una nuova Tassa»

Gentile direttore,

non posso affermare di essere contro i parcheggi a pagamento, capisco che le pubbliche amministrazioni debbano trovare il modo di aumentare gli introiti, ma penso che, considerato il numero di negozi del centro racconigese, convertire gli attuali circa 130 stalli a disco orario a parcheggio a pagamento sia sufficiente. Sono infatti contrariata dal fatto che quasi la totalità del centro storico diventerà blu e i pochi parcheggi che rimarranno saranno probabilmente a disco orario; questo mi sembra in disaccordo con la legge che regolamenta i parcheggi (art. 7 comma 8 del Codice della Strada), che stabilisce quanto segue: “il parcheggio a pagamento può essere istituito unicamente nel caso in cui davanti le strisce blu o perlomeno nelle vicinanze, vi sia un’adeguata area riservata a parcheggio senza custodia o dispositivi di controllo”. Ergo, strisce bianche e parcheggi liberi da ogni vincolo (neanche a disco orario) così come confermato dalla circolare n. 1712 del 30/03/2012 del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Sono invece assolutamente in disaccordo con le tariffe in abbonamento per i residenti (240 euro/anno), a mio avviso molto onorese in considerazione del fatto che, essendo i parcheggi quasi totalmente a pagamento, in una zona ad alta densità abitativa, qual è il centro cittadino, con l’assenza di un numero congruo di autorimesse o posti auto, questo costituirà per i residenti una vera e propria nuova tassa (senza ovviamente la certezza del parcheggio). Probabilmente per i signor benpensanti, industriali e imprenditori del consiglio comunale 240 euro non costituiscono un onere sensibile di spesa! (A Savigliano l’abbonamento per i residenti è di 288 euro/anno ma circa la metà degli stalli è libera; a Torino gli abbonamenti sono per fasce di reddito dai 45 ai 180 euro/anno). Personalmente abito nel centro di Racconigi da dodici anni e mai mi è capitato di parcheggiare, in qualunque orario della giornata, a più di 80-100 metri da casa, questo a testimoniare che una tale esigenza mi sembra esagerata. Se poi asserendo che non ci sono mai stalli liberi ci si riferisce ai giorni di mercato (quando i parcheggi sono occupati dai banchi del mercato) non credo che la situazione migliorerà, anche a Savigliano nei giorni di mercato è difficile parcheggiare nonostante i parcheggi blu! Non capisco altresì come l’introduzione dei parcheggi a pagamento possa eliminare i fenomeni di “sosta selvaggia”, in quanto gli addetti al controllo potranno effettuare le multe ai soli veicoli parcheggiati sulle strisce blu che non esibiscono il tagliando del pagamento e non potranno multare le auto in divieto di sosta o comunque fuori dalle strisce blu (quelle che quindi, a mio avviso, rientrano nella categoria “sosta selvaggia”). Immagino difficilmente come l’introduzione dei suddetti stalli possa incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici, così come si legge nella premessa del verbale di deliberazione, in quanto Racconigi non ha dei servizi di mezzi pubblici cittadini (autolinee urbane, tram, …). Nell’ultimo mese ho effettuato un sondaggio tra le attività commerciali del centro storico (campione di 30 attività) ponendo queste due domande: 1) Pensa che i nuovi parcheggi blu valorizzeranno il centro di Racconigi? 2) Pensa che con i nuovi parcheggi blu porteranno un aumento del suo volume d’affari? Alla prima domanda hanno risposto Sì (9); No (16); Non so (5); Alla seconda domanda hanno risposto Sì (4); No (20); Non so (6). È chiaro che anche la maggioranza delle attività commerciali, così come la maggioranza della popolazione sia contro i parcheggi a pagamento.... Viva la democrazia!

Concetta Monopoli – Racconigi

«Le persone di cuore esistono ancora»

Egregio direttore,

con questa lettera voglio pubblicamente ringraziare il gentile signore che domenica 23 dicembre ha ritrovato la mia borsa in corso Principi di Piemonte (sotto il viale) e l’ha riconsegnata ai vigili urbani. Un piccolo gesto che mi riempie il cuore. Persone oneste così non pensavo esistessero più. Un grazie di vero cuore.

Signora Barale – Racconigi

«Gli aumenti dell’A6 penalizzano il cuneese»

Riceviamo e pubblichiamo:

L’aumento dei pedaggi autostradali della Torino-Savona è una vera ingiustizia per la nostra terra, che si aggiunge alla palese ingiustizia che porta chi vi transita a pagare un supplemento di circa 1 euro e mezzo per la tangenziale di Torino, cosa che non è richiesta a chi entra in tangenziale da Torino. La provincia di Cuneo sconta una grave carenza infrastrutturale e, nonostante questo, ai cuneesi continuano ad essere imposti costi iniqui: la barriera sulla A6 (Torino-Savona) è posizionata a Carmagnola e nel prezzo del biglietto della tratta autostradale è ricompreso l’importo da pagare ad ATIVA Spa, la Società che gestisce la tangenziale di Torino; tale somma resta di competenza dell'ATIVA stessa, che lo utilizza per la manutenzione della tangenziale torinese. Mentre chi entra in Tangenziale dagli svincoli urbani dalla città di Torino non paga la Tangenziale, chi entra dalla Torino-Savona la paga al posto loro, anche se non la percorre. Ho sempre rappresentato la grave iniquità di questa situazione, invitando i soggetti competenti a mettere fine a questa ingiustizia all'atto del rinnovo della concessione autostradale. O tutti o nessuno, non è giusto che a pagare siano solo alcuni. Ho scritto una lettera al Ministro Toninelli rappresentando questa palese iniquità, con l'auspicio che possa, in sede di rinnovo della concessione della Tangenziale di Torino, rivedere questo meccanismo per cui "ai torinesi la tangenziale la pagano i cuneesi".

Enrico Costa – deputato Forza Italia

«Caro Babbo Natale, la dignità non ha prezzo»

Riceviamo e pubblichiamo:

Carissimo Babbo Natale, ci stiamo avvicinando al Natale, sono tutti agitati, intenti a cercare apparenza e regali che prenderanno la ruggine nelle cantine. Ho voluto scriverti questa lettera perché sono allo stremo delle forze fisiche e psicologiche, sono disoccupato dal 2015, tranne qualche parentesi lavorativa con stipendi irrisori, ho due figli, due gemelli, uno si chiama Francesco, l’altro Emanuele. Da quasi due anni viviamo con un solo stipendio, quello di mia moglie, un part- time, che ci permette di sopravvivere. Ho messo la casa di proprietà in vendita perché non ho la possibilità di sostenere le spese condominiali. Sono consapevole che situazioni così sono solo un ago in un pagliaio, in questo mondo disastrato, le lacrime versate ogni notte di nascosto magari annegate tra le ore più buie non servono a nulla, ma allora ti chiedo carissimo Babbo Natale come faccio? Come faccio a far capire le rinunce obbligate ai miei figli, non sto parlando di giochi o di dolci, ma di scarpe, perché a 6 anni i piedi crescono a dismisura, non è facile mandare i miei figli a scuola con le scarpe incollate, eppure sono orgoglioso di farlo perché la mia dignità passa anche dalla colla alle scarpe, sono fortunato perché nel mondo c’è chi non ha neppure una casa, neppure un piatto caldo di minestra. Carissimo Babbo Natale, guarda fa lo stesso se sei super impegnato, non voglio essere egoista, se non sono troppo invadente lasciami il tuo indirizzo mail, provo a mandarti il mio curriculum, chissà magari hai bisogno di qualche assistente. Ciao Babbo Natale, volevo ancora dirti questo, per questo Natale non portarmi nulla, anzi porta quello che era destinato a me a chi ha veramente necessità. Ciao buon lavoro, un papà come tanti.

Lettera firmata – Savigliano

«Perchè non c’è una Madonna col pancione?»

Riceviamo e pubblichiamo:

Ma è già Natale? Me lo chiedo poiché in questo periodo vedo molti presepi con Gesù bambino già in braccio alla Madonna. Penso però, visto che siamo nel periodo dell'Avvento, probabilmente per costoro Gesù è nato prematuro. Io personalmente, vedrei meglio un presepe che rispettasse i tempi cronistorici che comportano adesso la Madonna incinta col pancione confortata da San Giuseppe, poi il 24 mattina Lei a letto contornata da levatrici o similari e infine, a mezzanotte del 24, ecco apparire Gesù nella culla con la Madonna senza pancione e conoscenti vari come contorno. Mi sembrerebbe più logico e veritiero. Lo so che della Madonna incinta esiste un solo dipinto di Piero Della Francesca, uno solo, dipinto poco condiviso dalla Chiesa, ma penso che anche la Madonna, quale puerpera, dovesse avere un po' di gonfiore dopo nove mesi. Non sarebbe male se i fabbricanti di statuine rispettassero la cronologia dell'avvenimento, si tratterebbe di una Madonna in più e credo che i bambini sarebbero contenti nel cambiare i vari momenti della futura Natività. Questo mio pensiero nulla vuole togliere al senso e alla santità del Natale, però, tanto per la precisione... Buon Natale a tutti Voi della redazione.

Augusto Pettiti – Savigliano

«Cambia il vento... diritti a rischio»

Il divorzio breve, le unioni civili, il biotestamento, sono diritti a rischio, e non solo questi. Nel Governo in carica molti pensano di spostare il confine un po’ indietro nel tempo. Anni di battaglie per i diritti civili, alcuni raggiunti solo con gli ultimi due governi di centro sinistra, rischiano di venire spazzati via o perlomeno peggiorati. Fin dove si potrà arrivare, in concreto? Negli ultimi anni abbiamo dato per scontato che fosse passata nell’opinione pubblica un’idea di pari opportunità tra generi diversi, tra diversi modi di vedere la vita e l’affettività. Ma è proprio così? La legislatura giallo-verde è iniziata da pochi mesi ma è già chiaro che la sbandierata difesa della famiglia tradizionale (che Salvini può ben dire di conoscere, avendone più d’una) colpirà in primo luogo le donne, si comincia a ribadire che è «composta da uomo e donna», distinguendola così dalle coppie omosessuali anche dal punto di vista linguistico, a rendere più complicati separazione e divorzio, a incentivare la natalità - dal mitologico «quoziente familiare», fino «all’aiutare le donne a far nascere bambini», per giungere all’ inquietante «se vuole ancora abortire, glielo impediamo» (senatore Pillon). Ma il paradigma perfetto a raccontare il periodo buio sul fronte dei diritti è nella proposta di legge Pillon. Il testo capovolge alcuni capisaldi di separazione e divorzio in coppie con minori: via l’assegno per il mantenimento del figlio, peggioramento delle condizioni delle donne vittime di violenza in materia di separazione, obbligo della mediazione familiare a pagamento per decidere tutto (Pillon è mediatore familiare e ha uno studio che si occupa di questo, un enorme conflitto di interessi). Un disegno di legge adultocentrico che va contro i figli, perché li mette al centro del contrasto tra i genitori, conflitto che si amplifica pretendendo che si trovi un accordo ragionieristico nella gestione dei figli, dei soldi, dei tempi, della casa.. anziché mediare, si crea un percorso ad ostacoli che sembra non finire mai. Con questa premessa, la conflittualità è destinata ad aumentare e con essa le spese delle parti in causa. E dunque le separazioni ed i divorzi diventerebbero più difficili, complicati ed estenuanti. Ma da dove nasce questo ddl? Nel contratto di governo si enunciavano quelli che poi sarebbero divenuti i principi cardine del ddl Pillon («rivisitazione dell’istituto dell’affidamento condiviso», «tempi paritari tra genitori», «mantenimento in forma diretta», «norme volte al contrasto della alienazione parentale»). Tutto ciò pare stia nella seconda versione del programma. Cioè, non quella estesa e votata (dove il punto manca del tutto), bensì quella finale - diversa dalla prima. Ma tant’è, temiamo fortemente che i 5stelle saranno quindi pedine in mano alla Lega, nel soddisfare le richieste di tutti quei numerosi candidati nelle liste della Lega (il ministro Fontana in testa), che si ispirano a questi principi oscurantisti e pericolosi per le donne ed il loro cammino di emancipazione. A che punto stiamo con il ritorno indietro? Qui, da noi, mi hanno colpito due fatti, piccoli rispetto a tutto il resto, ma significativi di un clima un po’ cambiato. Il primo: il nuovo organismo dirigente della fondazione Saviglianese che sostituisce l’Ente Manifestazione, l’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione, con relativi presidente e vicepresidente, 10 componenti, tutti uomini. Un atto anacronistico visti gli sforzi fatti in questi anni per il riequilibrio di genere nelle cariche pubbliche, nei consigli di amministrazione.. ma, siccome in questo caso la legge non lo impone, non si è pensato di proporre una rappresentanza femminile, alla faccia di chi (anche tra le donne) sostiene che le leggi sulle pari opportunità non servono, che bisogna guardare al merito. Ecco, penso che almeno 3 donne con le stesse capacità e competenze dei designati si sarebbero potute certamente trovare. Il secondo: il recente titolo in prima pagina, a caratteri cubitali, di un giornale locale “il sindaco lasciato da un’altra”… Ma un’altra cosa? Con le donne ci si può permettere sempre la battuta? Il sottointeso? Certo una mancanza di rispetto nei confronti di una persona, una donna, impegnata fino al giorno prima in un incarico importante per la nostra amministrazione cittadina. Perciò dobbiamo rimetterci in cammino, stare attente a difendere quanto ottenuto, perché le donne sono sempre le prime a pagare i periodi bui sul piano dei diritti. Cambia il vento, ma noi no… Vilma Bressi – consigliera comunale con delega alle pari opportunità

 

Gentilissima,

intervengo in merito a due piccoli episodi che cita al termine della sua lettera. Sul primo non ho potere alcuno se non quello di segnalare, come fatto sulle colonne di questo giornale con un'approfondita inchiesta in occasione della Festa della Donna, lo squilibrio nei posti di comando e rappresentanza delle istituzioni cittadine. Visto il suo ruolo nell'Amministrazione, queste rimostranze dovrebbe esplicitarle, nel caso non l'abbia ancora fatto, al sindaco che sostiene: a lui spettava nominare un membro nel Cda della nuova Fondazione Ente Manifestazioni. Sul secondo, rivendico la scelta. Ambroggio è stato lasciato da un'altra. Un'altra donna assessore, ovviamente. E nel caso non fosse stato così ovvio, l'occhiello non lasciava spazio ad altre interpretazioni. La malizia, come sa, è negli occhi di chi guarda o, in questo caso, di chi legge. Voler mettere sullo stesso piano il nostro titolo con il tentativo di rimettere in discussione i diritti conquistati dalle donne in anni di battaglie mi sembra un'offesa alla sua stessa intelligenza. Con l'augurio che il suo impegno in Consiglio possa concretamente aprire più opportunità alle donne in ogni settore della vita pubblica e non, la saluto con cordialità.

Il direttore

«Grazie assessore per il tuo impegno»

Riceviamo e pubblichiamo:

L’impegno pubblico serio porta via molte energie a chi lo pratica e vuole renderlo propositivo. Laura Liberti assessore alla Cultura del nostro Comune è stata coerente nel suo mandato anche in momenti difficili dove il suo ruolo di insegnante, che sempre ha valorizzato, non è mai venuto a mancare. Noi della Consulta Cultura l’abbiamo conosciuta e abbiamo per lei il riconoscimento del suo impegno per la città. E per quanto su evidenziato, che a nome di tutte le 50 associazioni culturali della Consulta, voglio esprimere un sentito ringraziamento per il lavoro svolto e per tutto quanto abbiamo condiviso insieme. Grazie Laura.

Aldo Lovera- Presidente della Consulta Cultura e Promozione del Territorio - Savigliano

«Perchè i sacchetti si danno all’isola ecologica?»

Riceviamo e pubblichiamo:

A proposito della consegna a domicilio del kit per la raccolta differenziata (consegna caotica, alcune zone si altre zone no): la cosa più assurda è l’avviso rilasciato nella buca delle lettere a chi non è presente, dicendo che può andarlo a ritirare di persona presso l’area ecologica. Chi ha avuto questa bella pensata, che definire demenziale è un complimento? Ha fatto ridere perfino il mio rigido amico generale Arimondi. Spiegatemi seriamente: le persone anziane, chi ha problemi di salute o semplicemente chi non è automunito cosa deve fare? Prendere un taxi? Cercare chi gentilmente l’accompagna? Partire al mattino in pellegrinaggio per ritirare quattro miseri sacchetti muniti di documenti, codice fiscale? E dove va? Io per esempio non so nemmeno dove si trovi questa mitica area ecologica. Non è un luogo che si frequenta per diletto, anche se avrà il suo fascino. Tempo fa questi kit si ritiravano in Comune e andava benissimo. Poi sotto l’Ala di piazza del Popolo e andava benissimo. Perché cambiare? Troppo faticoso? Manca personale addetto (capirai!)? È la ditta incaricata alla raccolta che ha scaricato questa incombenza al Comune? Io direi ai signori del Palazzo, destra-sinistra-centro e sciolti, parlatene in Consiglio e risolvete la questione al più presto e nel frattempo, sempre in municipio, qualcuno legga a alta voce qualcuna delle lettere di protesta che i saviglianesi incavolatissimi pubblicano sui social network. Concludo con un appello. Trovate il denaro mancante per terminare i lavori alla Pietà: questa sì è una cosa seria da non sottovalutare. Io rinunciato alla lotta, i piccioni sono tornati più numerosi sui tetti adiacenti ma me ne frego però…. e sottolineo però….se con i piccioni tornassero i topi, questa volta non li catturo e annego come i 38 precedenti, ma porto la gabbietta-trappola direttamente in Comune e li libero nel corridoio Ci sarebbero altre cose ma è Natale, sorvoliamo. Ai direttori e collaboratori dei giornali locali e a tutti auguro un buon Natale di pace serenità amore e amicizia.

Franco Maina – Savigliano

«Mettete i tilet anche alla Pieve»

Signor Direttore,

Le scrivo per segnalare un problema piccolo, ma a mio giudizio importante. Quando purtroppo si verifica un decesso non sempre la comunicazione viene affissa sulla porta della Chiesa di Santa Maria della Pieve di Cavallemaggiore, limitandosi a quella di San Michele. Mi permetto di ricordare che la Pieve fa parte della parrocchia Pieve-San Michele e deve godere della stessa considerazione. Domando, di conseguenza, una maggior attenzione. Grazie per la disponibilità.

Renato Cavaglià – Cavallermaggiore

«Ma che cos’è esattamente un pidiota?»

Egregio Direttore,

L’altra sera, in Consiglio Comunale, uscendo dal torpore, ho udito il consigliere Brunetti parlare di pidioti. “Siccome sono un pidiota”, diceva il Gianpiero, “sono duro di comprendonio, quindi desidererei che mi spiegasse di nuovo la cosa, così sarò sicuro di aver capito bene”. Dall’altra parte c’era chi aveva appena letto della proposta per la gabella sui parcheggi, quelli blu per intenderci. Pidiota? Cos’è un pidiota? Chiesi sottovoce a chi mi stava vicino per evitare qualche figuraccia. “Scemo! Pidiota sei anche tu! Pidioti siamo tutti i simpatizzanti o iscritti al PD, al Partito Democratico!” Ah! In questo senso lo sarei anch’io, pidiota… “Gia! Pensa se Sciascia dovesse scriverlo adesso Il giorno della civetta, l’umanità, a don Mariano, dovrebbe farla dividere in sei categorie invece che cinque: uomini, mezz’uomini, ominicchi, pigliainculo, quaquaraquà e pidioti! Giù, in fondo alla classifica!” Stai scherzando? “No, fattene una ragione! Lo lascia intendere ciò che scrive, sui social, un importante industriale locale. Menziona sempre i pidioti e non certo per porgere loro la coppa al merito!” Mizzica, mi stai aprendo gli occhi! Sai che non ci avevo fatto caso? Sarà l’età! In quanto a industriali illuminati ero fermo al modello Adriano Olivetti e poi stasera… “Stasera cosa?!” Niente, stasera… Sai che stasera mi ero messo in testa che ci credesse solo il relatore a ciò che stava leggendo riguardo l’introduzione dei parcheggi a pagamento? “Pidiota!”

Rocco Agostino - Racconigi

La battaglia contro l’amianto non si ferma

Riceviamo e pubblichiamo:

La nostra associazione fa parte del Comitato Strategico Amianto in seno all’assessorato della Salute e Ambiente della nostra regione e sin da subito ci siamo fatti carico di portare in evidenza i due punti fondamentali riguardanti la salute dei cittadini e dei lavoratori ex esposti all’amianto e dei lavoratori che ancora lo sono. Per ciò che riguarda la Sorveglianza Sanitaria per gli ex esposti nella nostra regione, dopo l’approvazione della Conferenza Stato Regioni all’inizio del 2018, abbiamo constatato che sul Registro regionale risultano 14.268 ex esposti in vita che hanno diritto alla Sorveglianza Sanitaria. Analizzando bene il dato, questo riguarda 60 aziende sulle 520 che avevano usato l’amianto: 61 ex esposti di Fiat Ferroviaria dal ‘74 al ‘92 (fino all’approvazione della 257/92), mentre nella nostra provincia non risultano nel registro la ex Galfer (oggi ITT) di Barge, la Valeo di Mondovi, la ex Ferodo (oggi Federal Mogul) di Mondovi, ex Eco Payen Mondovi, ex Cartiera di Bagnasco (azienda dismessa) e la Michelin di Cuneo per i reparti devo il materiale era in uso. Su questa grave mancanza, come abbiamo già avuto modo di scrivere sui giornali, abbiamo interessato il direttore della nostra Asl Cn1 ed il responsabile nazionale della Sorveglianza Sanitaria che fa parte del Ministero della Salute e siamo in attesa di incontro per cercare di risolvere la grave mancanza, ma anche per definire nell’ambito del Servizio Sanitario come verrà effettuata agli ex esposti la Sorveglianza Sanitaria. Nell’ultimo Comitato Strategico su nostra richiesta ci è stato confermato dall’assessore Valmaggia che continuerà il finanziamento per la rimozione e lo smaltimento di piccoli particolari per i privati, mentre per l’industria continuano i finanziamenti ISI (INAIL). Alla nostra città, in base alla legge 30/2008, sono stati assegnati 13.580 euro per la bonifica della scuola media. Per il Consorzio SEA sono 18 i comuni che hanno goduto dei contributi regionali assegnati per “raccolta trasporto e smaltimento di piccole quantità” per 81mila euro. Complessivamente nella nostra provincia per la bonifica degli edifici pubblici i contributi regionali sono stati di 950.245 euro. Rimane da completare il censimento del cemento amianto esistente non censito come dal “Piano Regionale Amianto 2015/19” da parte del nostro Comune dal quale, avendo richiesto a che punto fosse, non abbiamo avuto risposta. Nel convegno alla Camera dei Deputati (dove siamo intervenuti) sugli impianti di smaltimento dell'amianto la Regione Piemonte è risultata la più organizzata per quanto riguarda il censimento del materiale contenente amianto rispetto a tutte le altre regioni. L'obiettivo è di eliminare l'amianto entro il 2025. In 20 anni è stato portato i Germania il 20% dell’esistente e sono stati spesi da parte dei cittadini più di 18 milioni di euro: di questo passo per smaltirlo tutto ci vorranno altri 80 anni. Il censimento delle cave e delle miniere dismesse è stato completato dall'ARPA Piemonte e da oggi i sindaci del Piemonte possono destinare questi gradoni (da 1,8 milioni a 3 milioni di tonnellate) allo smaltimento di grandi quantitativi di cemento amianto con grande risparmio per il trasporto su gomma. L'amianto che trasportiamo in Germania viene smaltito con questo sistema, possiamo farlo anche noi. All'attuale Governo abbiamo presentato alcuni punti che i recenti Governi, pur avendoci ascoltati, non hanno ritenuto di approvare. Pertanto abbiamo chiesto di eliminare la discriminazione creata dall'entrata in vigore la 257/92 nei confronti degli ex esposti che per più di trent' anni anno respirato senza protezioni l'amianto che sono andati in pensione precedentemente alla legge, che venga riconosciuto il diritto previdenziale cosi come tutti gli ex esposti per il godimento dei Benefici, e alle vedove per poter usufruire della rivalutazione della pensione come previsto dalla 257/92. Delle proposte presentata al Governo avremo presto degli incontri per riconfermare le nostre richieste e informeremo gli ex esposti all'amianto e i cittadini, mentre con la Regione Piemonte la nostra speranza è di continuare nel Comitato Strategico con i nuovi eletti. Intanto, son aperte le iscrizioni all'A.i.c.a.: ai nostri iscritti, che ringraziamo, chiediamo di confermare la loro adesione per il 2019 e di partecipare alle nostre iniziative. Cogliamo anche l' occasione per ringraziare i cittadini che hanno aderito alla fiaccolata della giornata Mondiale delle Vittime dell' Amianto, la stampa locale, e i cittadini che hanno riconosciuto nella nostra Associazione una valida attività sociale. Non siamo proprietari di questa terra, l’abbiamo solo presa in prestito dobbiamo lasciarla pulita per le generazioni future. Auguri di buon Natale e buon 2019 a tutti.

Armando Vanotto – presidente Aica (Associazione Italiana Contro l’Amianto)

«Non confondere il silenzio con una resa che non c’è»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al capogruppo d’opposizione Tommaso Gioffreda:

Caro Tommaso, ti ringrazio per la stima che hai voluto pubblicamente esprimermi con la tua lettera. Ernesto Guevara scriveva: “Il silenzio è solo un altro modo di continuare una conversazione" e il nostro Fenoglio (piemontese sì, ma soprattutto Italiano e partigiano): "L'importante è che ne rimanga almeno uno, sull'ultima collina, a vegliare...". Vedi, caro Tommaso, dalla mia dimensione politica (forse non così diametralmente opposta alla tua) sono portato a credere che anche a latitudini e longitudini molto diverse in fondo le persone si assomiglino. È davvero brutto per me, che del percorso della vita ho già camminato un buon tratto, pensare di sentirmi “meridionale tra i piemontesi”; come mi indigna la sensazione che provo nella nostra città quando vedo i nuovi meridionali, spesso più scuri di pelle di noi, trattati come “neri tra i bianchi”. Per questa ragione non mi riconosco nel ritratto che dipingi a parole e mi spiace averti dato quest'impressione; credo che tu abbia confuso la mia “sottile conversazione” con il “silenzio pubblico” e il mio “vegliare” con una “resa”, che per quanto mi riguarda credo sia ancora molto lontana. Dato che questa settimana sono per le citazioni, nel salutarti vorrei proporti un aforisma di Lao Tzu, con il quale ti auguro buon futuro: “Un capo è ottimo quando non ci si accorge quasi che esista, non tanto buono quando la gente gli obbedisce o lo acclama, pessimo quando viene disprezzato. Ma del lavoro di un buon capo, che parla poco quando il suo lavoro è compiuto e i suoi scopi realizzati, la gente dirà: lo abbiamo fatto noi”. P.S. Never left, always left (che non è mai andato via - ma che è sempre a "sinistra").

Rocco Ferraro – Capogruppo lista civica “La Nostra Savigliano”

«Lecito criticare i contributi ricevuti»

Gentilissimo Direttore,

non può ovviamente stupire il fatto che il nostro Sindaco abbia accolto di buon grado i 200.000 euro “concessi” dalla Regione per il restauro di Palazzo Cravetta, nè può stupire che egli ....si stupisca del voto contrario di buona parte delle minoranze. Tuttavia, merita riflessione l'ultima riga della lettera pubblicata sul numero scorso di questo settimanale, laddove egli critica i consiglieri di opposizione che hanno votato contro a 200 mila euro che la Regione ha dato alla nostra città affermando “Ci sono commenti da fare? Penso proprio di no.” Ebbene, il rispetto che portiamo alla persona del sindaco non ci impedisce di evidenziare che proprio quest'ultima frase marca la distanza siderale tra il suo ed il nostro modo di intendere la politica ed in particolare l'uso del denaro pubblico. Egli evidentemente ritiene che davanti a una “concessione” di denaro destinata al proprio campanile si debba solamente essere felici, senza che sia ammesso alcun commento ed alcuna valutazione sulla opportunità, sulla bontà, sulla trasparenza e sull'efficacia dello stanziamento e dell'impiego. Noi invece riteniamo che desta almeno “perplessità” la spesa di un'ingente somma di denaro se è destinata a restaurare un Palazzo ....già restaurato ed inaugurato in pompa magna alla fine del 2016, perlomeno fino a quando non vengano chiariti almeno gli elementi essenziali dell'intera operazione. La lettera del sindaco peraltro contiene almeno due inesattezze e/o imprecisioni importanti: 1) egli afferma di aver fatto di tutto per spiegare che "formalmente era tutto regolare": in realtà nessuno dei consiglieri ha messo in dubbio (almeno fino ad ora) la regolarità formale dell'operazione: si è contestata l'opportunità politica e non la regolarità formale della spesa; 2) la variazione di bilancio non era solo “in entrata” come dice il sindaco; i 200.000 euro erano anche in uscita; ed anzi mettere questa somma in uscita vuol dire dover aggiungere altri 40.000 euro provenienti dalle casse di Savigliano, pena la decadenza dall'erogazione. Quindi la “ristrutturazione” prevista comporta una spesa totale di 240.000 euro, somma che sarà pagata dai nostri concittadini per 40.000 come saviglianesi e per gli altri 200.000 come contribuenti piemontesi. Non paga "Pantalone", paghiamo sempre noi con le nostre tasse! Dalla discussione in consiglio è emerso quanto segue: a) l’assessore ha chiarito che per ottenere la somma non è stata presentata alcuna domanda; b) per l’erogazione della somma non è stato emanato alcun bando, né sono stati individuati criteri di assegnazione c) il sindaco ha spiegato che questa somma “concessa” a Savigliano è frutto della sua tenace insistenza nei confronti dell’assessore regionale Parigi; d) sempre il sindaco ha chiarito che questa somma servirà per munire il palazzo di deumidificatori e di allarmi alle finestre e - se avanzeranno soldi - per sistemare le ultime due stanze che, pur essendo già a norma, necessitano ancora di qualche intervento. Su nostra specifica richiesta ha precisato che effettivamente all'esito di questo intervento di "ristrutturazione" queste due stanze potrebbero anche non essere ultimate. Peraltro questa concessione regionale rientra in un più ampio ventaglio di erogazioni di complessivi 83 milioni per tutto il Piemonte, di cui 12 milioni per la cultura: altri 200.000 Euro vanno a Cavallermaggiore, 500.000 a Revello, 1.200.000 ad Alba, 1.800.000 a Montà, 300.000 a Torino (amministrata da Chiara Appendino), 750.000 a Mango,.... E risulta che tali erogazioni , deliberate dalla Giunta Regionale a pochi mesi dalle elezioni, siano al frutto di "mutui regionali" che dovranno poi essere onorati da chi verrà (e dai nostri figli!) E allora ci chiediamo: visto che sono pur sempre soldi nostri, frutto del nostro lavoro e delle nostre tasse, non sarebbe il caso di pretendere sempre e comunque trasparenza nei criteri di scelta e pretendere efficacia nella spesa? Non ci viene il dubbio che questo modo di spendere soldi può favorire una volta la città di Savigliano ma altre 99 volte la penalizza a vantaggio di altri? ...con l'unico effetto di accrescere imprudentemente il debito pubblico per tutti? Quindi è veramente inutile ogni commento, come dice il sindaco, oppure è lecito criticare duramente questo modo di spendere il denaro pubblico??? Ma poi, fino a che punto è possibile dire che, almeno nella sostanza, questi soldi siano destinati alla nostra città visto che in concreto serviranno per acquistare deumidificatori e impianti d'allarme che difficilmente saranno forniti dalla imprese locali e che peraltro l'intervento è destinato ad un palazzo del quale il sindaco oggi non sa che utilizzo fare, ma che - a quanto è dato sapere, e fino a prova contraria - egli non è assolutamente disposto ad affidare ad entità o associazioni culturali composte da saviglianesi (nonostante nel 2017 siano pervenute in Comune ben 4 domande, quasi tutte volte ad un utilizzo "museale")? Sarà interessante, alla fine del giro di giostra, vedere chi godrà effettivamente di questo stanziamento, ma viste le premesse sarà compito dell'opposizione documentarsi rigorosamente fino all'ultimo scontrino sull'utilizzo di questo denaro. Solo a quel punto si potrà dire se la spesa sia andata veramente a beneficio della nostra città.

Antonello Portera e Claudia Giorgis (Gruppo consiliare M5S Savigliano)

«Caro sindaco, basta raccontare castronerie»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al sindaco Giulio Ambroggio:

Giulione, scusa il soprannome, ma è consono alla tua triste pantomima politica! Oramai il vizio di criticare la minoranza, affidandoti a beffarde lettere da far pubblicare sulla stampa, non lo perdi proprio! Si dice che il lupo perde il pelo ma non il vizio, ma più che da lupo (in Piemonte di lupo vero ne conosco uno solo) ormai il tuo agire è più simile a quello di un cigno che intona le ultime note della sua storia politica… Ma andiamo al punto: nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale hai avuto la possibilità di esprimere la tua idea e posizione, ma visto l’ennesima brutta figura, hai “ben” pensato di far apparire, agli occhi della città, noi della minoranza come coloro che senza una ragione votano contro un finanziamento a fondo perduto di 200mila euro. Ricapitoliamo per i meno informati: sono 18 mesi che racconti ai giornalisti e ai tuoi amici radicali, quelli dei salotti buoni, che ti servivano 200 mila euro per sistemare il palazzo Cravetta, per poi darlo in comodato alle Terre di Savoia, la quale avrebbe poi dovuto organizzare una mostra triennale in collaborazione con il polo museale di Torino e, più in particolare, con il museo egizio previo finanziamento della Cassa di Risparmio di Torino di altri 300 mila Euro. (Sul punto per i cittadini, visto il clima natalizio, propongo l’acquisto di un gioco da tavolo: “Democracy: Majority Rules”) Se lo neghi, firmati da solo un trattamento sanitario obbligatorio. Non ti preoccupare se, come al solito, afflitto dalla “Sindrome di Badoglio”, ricicli idee e posizioni, dato che oramai è una cosa che imperversa nella tua area politica. Ti voglio tranquillizzare, magari si tratta solo di un habitus mentale acquisito, cioè quello di negare ciò che è innegabile (vedasi i compagni del tuo partito che giurano di ritirarsi dalla vita politica per sempre). Con la tua lettera hai voluto far credere alla città che in Regione Piemonte un dirigente attento, tra i tanti milioni di euro distribuiti a pioggia qua e là a favore dei comuni per lo più governati dalla sinistra (o che vanno al voto come la Regione), si accorge che a Savigliano abbiamo un “gravissimo problema” da risolvere, il palazzo Cravetta. D’altronde è logico che questo splendido palazzotto storico necessiti ancora di qualche ritocco dopo le centinaia di migliaia di euro spesi in non si sa quanti anni e un’inaugurazione in pompa magna pochi anni or sono. Ed è ancora più incredibile che lo stesso dirigente, mentre parla con tutti i suoi colleghi che si occupano di scuole, sicurezza, infrastrutture e altri delicati aspetti della vita pubblica, stabilisce che l’unico problema della nostra città sia proprio il palazzo Cravetta. Stabilito pertanto che Savigliano non ha alcun altro problema, una mattina si prende la briga di chiamarti ed offrirti, guarda un po’ che coincidenza, proprio la somma di 200 mila euro che tanto cercavi! Ma veramente vuoi venderci questa castroneria? Falla finita e ammetti, di fronte alla città, che tra i tanti fondi potevi e dovevi racimolare anche quelli utili a risolvere i molti problemi della nostra comunità mentre, invece, hai preferito dare priorità solo al palazzo Cravetta. Noi abbiamo votato contro la variazione di bilancio non perché non riteniamo opportuno ricevere fondi dalla Regione, ma perché continui a non dire la verità, perché dovevamo chiedere fondi anche per altre criticità che, a nostro avviso, sono prioritarie, e perché fino alla sera del Consiglio Comunale continuavi ad andare avanti con il tuo progetto sul quale non avevi mai informato nei dettagli i capigruppo, mentre ritenevi più utile farlo con i tuoi “compagni” e la stampa. Questo è il motivo per cui non abbiamo votato: noi siamo pragmatici e vogliamo veramente il bene della città, più di quanto tu non possa credere. Noi, lo ribadiamo, non abbiamo interessi faziosi, ma lo facciamo per spirito di verità, giustizia, equità e dignità di chi subisce da 25 anni. Capiamo che per i cittadini risulti difficile oramai capire dove sia la verità e, per questo, invitiamo tutti i cittadini a venire ad assistere ai Consigli Comunali, già a partire dal prossimo, il 20 dicembre alle 18 dove ci saranno importanti novità oltre a quelle che purtroppo ci troviamo oramai costretti a dare ad entità esterne alla vita politica. Dunque Giulione, ci vediamo al prossimo Consiglio. Tommaso Gioffreda – capogruppo Savigliano 2.0

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