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Al direttore

«Il Comune si dimentica dei lavoratori più anziani»

Gentile direttore,

non pensavo davvero dopo una esperienza dedicata al sociale e al mondo del lavoro di trovare oggi così tanta indifferenza su tematiche sociali di grave incidenza generazionale. Qualche mese fa l’informazione a livello regionale è stata riempita di annunci sul notevole stanziamento della Regione Piemonte di 6 milioni di euro per dare via ai Cantieri di lavoro over 58 stabiliti a quella fascia di persone ormai destinata nel limbo della invisibilità sociale. Dalle indagini continue dell’Istat delle forze di lavoro emerge che nella sola Regione Piemonte sono 24.400 i disoccupati nella fascia da 58 a 67 anni con un forte carico nell’età dai 60 a 62 anni dove sono presenti 9.000 disoccupati. I Cantieri di lavoro over 58 della durata di 12 mesi sono nati come intervento di active ageing e di invecchiamento attivo, rivolto alla fascia dei disoccupati più maturi e mirata a garantire alle persone disoccupate più prossime alla pensione un supporto economico ma soprattutto il versamento contributivo che oggi nessuno non vuole più dare alle persone con anzianità anagrafica obbligandoli a costosi esborsi per pagare una contribuzione volontaria. Il bando è riservato alle pubbliche amministrazioni che devono presentare progetti aperti alle persone rimaste senza occupazione su aree di intervento come l’ambiente, la valorizzazione del patrimonio pubblico urbano, i beni culturali e artistici, nel campo del turismo e di informazione turistica e di rilevanza sociale. I disoccupati over 58 residenti nel Comune di adesione avrebbero potuto da questa copertura avvicinarsi alla agognata pensione con una politica attiva del lavoro in gran parte coperta dalla Convenzione Regione Piemonte/Inps. I dati emersi dopo la chiusura dello sportello per la presentazione delle domande evidenziano un elevato numero di richieste che ha fatto traslare i termini di istruttoria da 30 a 90 giorni. Il Comune di Savigliano non ha aderito perché su detta del sindaco ritenuta di eccessiva onerosità per le casse comunali. In attesa di capire quali eccessive onerosità avrebbe dovuto soccombere il Comune mi chiedo, visto l’alto tasso di solidarietà sul territorio e la presenza di importanti figure politiche e sindacali che da molti anni amministrano la nostra città, perché non sia stata fatta una stesura di progetti con possibili iniziative insieme alle banche dei territorio sempre così attente ai problemi sociali delle persone. Mi auguro in futuro una presa di responsabilità della politica comunale sul fatto che da diversi anni sul territorio una generazione over 50 è completamente resa invisibile e deviata da ogni possibilità di ingresso a un lavoro o una pensione e su questa, quando ci sono possibilità concrete di aiuto, sarebbe meglio non lasciare sfuggire una reale possibilità a persone che hanno lavorato per una vita e alla prima disavventura non sono più stati ricordati da nessuno.

Luciano Lovera – Savigliano

«Avanti sulla sorveglianza degli ex esposti all’amianto»

Egregio direttore, scriviamo questa lettera per informare circa le attività portate avanti dall’associazione che rappresentiamo e che lottano da sempre contro l’amianto. Ricordiamo che la produzione, la lavorazione e la vendita dell'amianto sono fuori legge in Italia dal 1992. La legge 257 del 1992, oltre a stabilire termini e procedure per la dismissione delle attività inerenti all'estrazione e alla lavorazione dell'asbesto (insieme di minerali del gruppo degli inosilicati e del gruppo dei fillosilicati di consistenza fibrosa e cancerogeni, che per diventare amianto i minerali di partenza devono subire particolari processi) è stata la prima a occuparsi anche dei lavoratori esposti all’amianto. Fin da allora era stata prevista una sorveglianza sanitaria per gli ex-esposti e le associazioni che seguono questo tema hanno sempre chiesto e sollecitato quest’attività, convinti che la prevenzione sia sempre migliore della cura per le persone, ma anche sul piano economico. Ricordiamo che oltre al ben noto mesotelioma pleurico, di cui l’amianto è quasi l’unico responsabile, è inoltre corresponsabile in altre patologie come il tumore al polmone, a altri organi come la vescica, ma anche di malattie croniche come l’asbestosi. Finalmente il 22 febbraio 2018 è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e province autonome di Trento e Bolzano il protocollo di sorveglianza sanitaria dei lavoratori ex esposti all’amianto, che dette le linee guida della prevenzione da applicare su tutto il territorio nazionale, ma che lascia alle Regioni un buon spazio di manovra, considerando che il problema ha caratteristiche e numeri di esposti molto vari tra le diverse parti d’Italia. Il primo problema che si è posto in Piemonte è di avere un elenco preciso di tutti gli aventi diritto, ossia di chiunque sia stato esposto anche per un breve periodo. Le associazioni Aica di Savigliano e Arasis di Mondovì hanno mantenuto un dialogo stretto con la Regione e in questo caso preciso con l’assessorato alla Sanità. Recentemente ci siamo incontrati con il nuovo assessore Luigi Icardi, il responsabile del servizio Danilo Bono e il responsabile della prevenzione Gianfranco Corgiat. Rispetto ad un incontro precedente ci sono stati avanzamenti: si è ottenuto da Inail un elenco di circa 20.00 persone e con il Csi-Piemonte (Consorzio per il Sistema Informativo) si stanno incrociando questi dati con l’Aura (Archivio Unico Regionale degli Assistiti), per correlare ogni assistito con il suo medico curante, oggi chiamato medico di medicina di generale e sfoltire dall’elenco le persone non più viventi. Questa attività permetterà di aggiornare il Fascicolo Sanitario Elettronico, con l’introduzione dell’esenzione del ticket su esami specifici relativi all’esposizione all’amianto che il medico riterrà opportuno richiedere per l’assistito. Come associazioni abbiamo sempre chiesto che la Sorveglianza Sanitaria fosse svolta dallo Spresal (Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro) ritenuto l’ente più qualificato per la competenza in materia di malattie professionali. Si concretizza per la fine del 2020 il percorso che il responsabile della Prevenzione Corgiat ci ha comunicato: che è in corso una revisione della convenzione con questa figura professionale (il medico di medicina generale) per garantire un adeguato servizio. Questo primo elenco sarà integrato con ex esposti non presenti in elenchi Inail e lavoratoti addetti ancora oggi alla manutenzione di manufatti contenenti amianto e si stima un’ulteriore quantità di 20.000 altri persone (esposti ed ex esposti). Il medico curante riceverà una formazione dalla Regione e successivamente un elenco degli ex esposti di sua pertinenza e dovrà valutare con una visita se sarà necessario fare degli approfondimenti (radiografia, spirometria e in casi estremi la Tac). Per avere una qualificata esperienza di medici specialisti competenti sono stati individuati 3 centri in Piemonte per svolgere questi approfondimenti: il Cto di Torino l’ospedale di Orbassano e quello di Novara. Auspichiamo che sia l’inizio di un processo che potrebbe diagnosticare alcune patologie in anticipo e quindi aumentare la speranza di vita di coloro che lavorando l’amianto l’hanno respirato.

Armando Vanotto - presidente Aica e Sebastiano Sampò - presidente Arasis

«Gestione acqua pubblica, i sub-ambiti sono vietati»

Riceviamo e pubblichiamo:

Mercoledì scorso, il Consiglio Comunale di Savigliano ha discusso l’interrogazione presentata dal consigliere comunale Antonello Portera del M5S avente come oggetto la gestione del servizio idrico integrato (SII). Lo scopo era di conoscere quale fosse lo stato dell’arte negli impegni necessari al subentro del gestore pubblico, nuovo affidatario per i prossimi 30 anni, all’attuale gestore misto e quali fossero gli intendimenti relativi al paventato smembramento dell’Ambito Idrico del Cuneese (ATO4) in due ambiti distinti di cui uno a gestione mista privata/pubblica. Il sindaco ha informato i consiglieri e reso di dominio pubblico ciò che stava avvenendo nelle poco accessibili stanze del potere. In particolare ha riferito che la rappresentante dell’Area Omogenea del saviglianese, sindaca di Marene, aveva convocato nei giorni scorsi una riunione dei sindaci dove aveva affermato che la regione Piemonte, specificatamente nella persona dell’assessore alla Sanità (sic!) Icardi, stava lavorando alacremente al progetto di divisione dell’ATO4 in due sub-ambiti di cui uno a gestione mista nel quale ricadrebbe anche il territorio di Savigliano. Che la Regione stessa avrebbe stabilito con sua delibera insindacabile quali comuni dovessero ricadere nell’uno o nell’altro sub-ambito, affermando poi che “non rimaneva altra possibilità che attendere la decisione della giunta regionale”. Alla replica di Portera che richiamava il sindaco a svolgere fino in fondo il ruolo che gli compete, Ambroggio ha piccatamente risposto di essere disponibile a qualsiasi azione dimostrativa che rendesse esplicita la contrarietà del comune a questo percorso, invitando il consigliere a fare proposte nella prossima seduta. Il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune, che era presente in aula con alcuni suoi membri ed ha brevemente esposto la bandiera “Il mio voto va rispettato”, si augura che il seguito possa essere quello auspicato dal sindaco. Intanto valuterà le iniziative utili a informare in primis i sindaci dell’area omogenea saviglianese, che l’intendimento dell’assessore Icardi non è attuabile in quanto contrasta con la legislazione nazionale che vieta la costituzione di sub-ambiti e che analogo provvedimento della Regione Liguria è stato rigettato dalla Corte Costituzionale nel 2017. Inoltre inviterà tutti i sindaci della provincia a rendere esplicito che non intendono essere surclassati da un assessore regionale in merito alla libera espressione di voto adottata nell’assemblea generale dei sindaci e poi resa operativa dalle delibere della Conferenza dei Rappresentanti di ATO4 cuneese.

Comitato Cuneese Acqua Bene Comune – Savigliano

«La Granda è isolata il governo intervenga»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte:

“Gentile presidente,

le scrivo per esprimerle tutta la mia preoccupazione in merito alla grave situazione in cui si trova il nostro territorio della “Granda” a causa dei forti ritardi infrastrutturali che da anni viviamo e che il grave evento meteorologico dei giorni scorsi ha reso pressoché drammatica. Dopo il crollo di parte del viadotto di Altare sulla Torino-Savona, che solo per un caso fortuito non ha causato vittime, quello che sta emergendo è un panorama desolante. Oltre ad essere in ginocchio a causa di alluvioni e maltempo, oggi la nostra provincia rischia il totale isolamento finendo schiacciata dai blocchi burocratici. Il crollo della Torino-Savona ci isola da sud, l’autostrada Asti-Cuneo è bloccata, i lavori al Colle di Tenda sono fermi, quelli per la Variante di Demonte non partono e il Colle della Maddalena è chiuso. Si tratta di un danno che penalizza fortemente le aziende cuneesi e che le pone in condizioni di debolezza rispetto a quelle di altre regioni e soprattutto di altri Paesi europei. Il nostro territorio non può più sostenere tale gap ed è ormai diventata vitale una soluzione in tempi molto rapidi. La invito a tornare in provincia di Cuneo per valutare di persona se ci sono stati o no quei passi in avanti che lei stesso aveva auspicato nella sua visita al cantiere (tuttora fermo) dell’autostrada Cuneo-Asti; a dare un segnale forte di attenzione al territorio cuneese sospendendo il prelievo statale alla Provincia per almeno 5 anni, così da permetterle di risolvere almeno in parte i problemi di ordinaria manutenzione delle strade provinciali su cui si sta riversando oggi tutto il traffico; e di fare suo l’appello affinché il problema delle tante infrastrutture stradali bloccate per ragioni burocratiche possa trovare una rapida soluzione.

Federico Borgna – presidente Provincia Cuneo

«Il concessionario stradale sospenda il pedaggio sull’A6»

Egregio direttore,

salutiamo con favore la determinazione dei presidenti Cirio e Toti nel richiedere al Governo la dichiarazione dello stato d’emergenza. Questa ennesima pioggia incessante ha reso ulteriormente evidente ciò che tutti sappiamo e non è più rinviabile un intervento serio atto a mitigare i danni causati dal dissesto idrogeologico. Sindaci e amministratori sono sempre in prima linea, a fianco dei volontari: se non ci fossero loro i danni sarebbero ben più gravi. I nostri iscritti ci hanno già segnalato alcune misure che andrebbero intraprese, talune sono di più complessa attuazione ma vale la pena ‘fare quadrato’ intorno ad esse. Parliamo, ad esempio, dell’introduzione di una modifica legislativa che permetta ai Comuni – soprattutto ai piccoli Comuni – di trattenere la quota IMU che dev’essere versata allo Stato, al fine di intervenire direttamente per contrastare il dissesto idrogeologico: a questo proposito coinvolgeremo tutti i parlamentari eletti in Provincia di Cuneo affinché portino al più presto tale proposta in Parlamento. Accanto alle emergenze, però, è confortante osservare la grande operatività della macchina che cura prevenzione ed allerta, davvero efficiente. Da questo esempio, bisogna partire per affrontare i problemi. Riprendo le parole del Presidente Borgna: oggi la nostra Provincia è pressoché isolata. Abbiamo un contatto diretto con tutti gli Amministratori e, in questi giorni difficili, siamo intervenuti con tempi celeri e presidiando il territorio: a tal proposito meritano un grande plauso i dipendenti dei 4 reparti della viabilità per il grande impegno profuso. In questa fase di grande difficoltà chiediamo alla società concessionaria della A6 Torino-Savona di disporre misure tariffarie in favore dei cittadini: è necessario, infatti, che ognuno faccia la sua parte per togliere dall’isolamento il cuneese. Per una volta confidiamo che sia lo spirito dei volontari a pervadere le scelte future: buona politica, solidarietà, pragmatismo ed in quest’ottica, nei prossimi giorni, continueremo a raccogliere le segnalazioni dei colleghi ed invieremo a tutti gli Enti preposti una sorta di lista di cose da fare, le più urgenti.

Associazione “Fare Quadrato

«E' stato bello provare a far lo scrittore»

Egregio direttore,

approfitto dello spazio sul vostro giornale per esprimere la mia soddisfazione come autore. È stata un’esperienza sicuramente positiva; grazie a tutti quelli che hanno assistito alla presentazione del mio libro e ne hanno acquistato una copia. Il guadagno verrà interamente devoluto alla Confraternita dei Battuti Bianchi. Grazie anche a Sergio Soave per la prefazione del libro; a Paolo Groppo e Valerio Costanzia per aver seguito pagina dopo pagina il mio scritto. Complimenti all’Amministrazione comunale e alla Proloco per l’organizzazione. Vi suggerisco un’idea per un regalo natalizio: potete ancora comprare il mio libro presso l’edicola o la cartolibreria “Fantasia” di Martina. Grazie a tutti.

Michele Baravalle – Cavallermaggiore

«Umanità e professionalità all’ospedale di Savigliano»

Gentile direttore,

anche se il nostro congiunto Giuseppe Canale non è più tra noi, vorremmo approfittare dello spazio del giornale per far sapere che, nel suo ultimo periodo in vita, Giuseppe ha ricevuto un trattamento medico-sanitario di altissima professionalità e umanità presso l’Ospedale Santissima Annunziata di Savigliano. Riteniamo quanto meno doveroso ringraziare: l’équipe del 118 per la tempestività; il personale del pronto soccorso e quello dell’Obi (Osservazione breve intensiva) per l’amorevole presa in carico, e tutto il personale medico e infermieristico alternatosi nel costante monitoraggio delle sue condizioni. Un ringraziamento particolare, perché così Giuseppe avrebbe voluto, al nipote dottor Roberto Gavatorta. Tutti parte di una catena contraddistintasi per grande capacità e spiccata sensibilità e che in più di un’occasione, consapevole della situazione, ha derogato alle pur rigorose e giuste regole dell’assistenza ospedaliera. Grazie per l’ospitalità.

La moglie e le figlie di Giuseppe Canale - Savigliano

«La testimonianza africana di padre Franco Sordella»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che padre Franco Sordella ha inviato ai saviglianesi in occasione del Natale:

“Carissimi amici, finalmente siamo arrivati all’esodo e siamo nella “Nuova Faraja”: tanto lavoro, tante fatiche ma il miracolo è fatto! Un grazie alla Madonna Consolata, ai tanti amici europei e tanzaniani e in special modo alla C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) e Msp di Torino. È un piccolo villaggio con tanto colore, sole, allegria. Manca solo l'acqua! Grazie agli amici di Marene e Fossano, che sono stati qui con noi, abbiamo acquistato una pompa solare e i pannelli fotovoltaici, ma manca il...'buco nell'acqua', cioè la trivellazione del pozzo a 170 mt e la struttura per i panelli e per i serbatoi... Basterebbe una 'scarpa' di Ronaldo messa all'asta per abbeverare tutta la Nuova Faraja! Ora comincia la parte più difficile: mantenimento ed educazione scolastica dei bambini e dei giovani! E qui devo incoraggiare la vostra condivisione perché siamo in difficoltà dopo tante spese (sul nostro sito www.faraja.org troverete tanti dati e anche il modo di darci una mano). Con le nuove case abbiamo lo spazio per aprire le braccia ad altri nuovi: così sono arrivati Amina, 10 anni, e il fratellino Jack, di 6 anni (nomi fittizi) abbandonati dalla mamma tanto tempo fa e ora anche dal padre. Sono rimasti soli per molti giorni e una maestra dava loro da mangiare. La pietà dei vicini ha smosso la 'macchina' dell'assistenza sociale per farli arrivare qui da noi! La bimba timida e spaventata e Jack che mi fissa imbambolato: non ha mai visto un europeo da vicino! Sono arrivati un giorno in cui c'erano una quarantina di giovani europei (spagnoli, portoghesi, italiani...) per un incontro e sono rimasti stupiti da tatuaggi, piercing, ma soprattutto da jeans bucati e strappati! Alex, è arrivato da pochi giorni portato da un poliziotto che ha avuto compassione del suo abbandono: dopo la morte dei genitori, nessun parente ha voluto prendersi cura del bambino che viveva in strada. Intelligente e simpatico si è subito inserito nella quotidianità della grande 'Famiglia della Consolazione'. Ma ecco che proprio ieri arrivano Samantha (2 anni) col fratello Sam di 10, spaventati e piangenti, accompagnati da un assistente sociale: la mamma è in prigione perché li 'drogava' per poter poi fare gli affari suoi anche per 2 giorni. Il padre “non esiste”! Storie tristi di abbandono... In anticipo auguro a tutti un gioioso Natale. Spero che anche il nostro sarà come al solito pieno di canti, rumoroso e allegro e con pacco-regalo personalizzato portato da alcuni 'Babbo Natale'. Un buon pranzo per tutti e anche per i più poveri che inviteremo al nostro tavolo. Un affettuoso abbraccio e un sincero ricordo da noi tutti.

Padre Franco Sordella – Tanzania

«Finalmente la pensione ora una nuova pagina»

Eccomi arrivata…ho pienamente raggiunto l’obbiettivo che vedevo così lontano lontano, la sospirata pensione. Ci sono arrivata dopo ben 42 anni di servizio. Circa 40 alle dipendenze della Fondazione Agape dello Spirito santo, presso la Residenza San Giovanni di None.Sono felice e molto emozionata per il calore che mi hanno manifestato tutti, proprio tutti a partire dalla cucina ai colleghi di Raf e di Residenza. La festa che mi avete organizzato il mio penultimo giorno di lavoro sarà indimenticabile. Una vena di malinconia mi attraversa la mente, mi scorrono le lacrime quando rileggo la dedica che mi avete fatto. Ringrazio tutti infinitamente. Il mio cuore si è colmato di gioia quando ho indossato il vostro regalo molto gradito. Ringrazio la direttrice Rita Strumia che mi ha sopportata in tutti questi anni, il mio responsabile di nucleo dott. Costamagna per avermi sopportata nei progetti educativi ai quali sono stata particolarmente dedita. In ultimo ringrazio la direzione centrale di Torino: Alessandro Marchisio, direttore del Personale, e Paolo Uberti per aver creduto in me e per avermi permesso di raggiungere l’obbiettivo della pensione. Lo so di aver scritto un poema ma ora chiudo una pagina di questo bel libro per aprirne una nuova, per una nuova vita. Grazie a te cara mamma che mi sostieni dal cielo e sei il mio angelo custode. Un grandissimo abbraccio a tutti quanti!

Franca Bertoglio - Caramagna

«Membri d’opposizione disertate il Consiglio»

Egregio direttore,

il Consiglio comunale è la massima espressione della democrazia elettorale. Il rispetto dell'opposizione dovrebbe essere salvaguardato nella forma come nella sostanza. Statuto e Regolamento non possono essere asserviti alle logiche della sola maggioranza specie se non è nemmeno in grado di garantire il numero legale. Quello che sta accadendo a Savigliano mi riporta all'ordine operativo del Commissario del popolo per gli affari interni n° 00447 approvato da Politbjuro il 30 luglio 1937 di cui consiglio la lettura delle direttive comuniste. La flebile voce contraria addirittura di un capogruppo di maggioranza dovrebbe produrre una reazione determinata dei gruppi di minoranza. Disertate il Consiglio comunale richiamando l’Aventino del 9 novembre 1926. Questo produrrà, se non la dittatura del proletariato, una situazione perlomeno imbarazzante del presidente del Consiglio e di una maggioranza che sta facendo della democrazia consiliare forse non un abuso, ma sicuramente un uso improprio di parte mancina.

Fulvio D’Alessandro - Savigliano

«L’acqua è pubblica si rispetti il referendum»

Egregio direttore,

mercoledì 27 novembre 2019, alle ore 18, in Consiglio Comunale a Savigliano si discuterà di acqua pubblica a seguito dell’interrogazione presentata dal consigliere Antonello Portera del M5S. Scopo della discussione sarà di capire a che punto sia il percorso di subentro del nuovo gestore totalmente pubblico Cogesi. L’amministrazione saviglianese in questo percorso è chiamata ad assumere delicate decisioni su come aderire a questo consorzio di imprese. In queste settimane, articoli di stampa e dichiarazioni di primi cittadini hanno tentato di far riaprire la polemica sulle scelte democraticamente espresse dai sindaci della Granda, riportando in auge l’ipotesi di uno smembramento della provincia in due ambiti distinti uno a gestione pubblica ed uno a gestione mista privato/pubblica nell’area albese-fossanese che vorrebbe interessare anche il territorio di Savigliano. Le amministrazioni a trazione leghista di Alba e Fossano, insieme all’assessore regionale Icardi sembrano intenzionate a portare avanti con decisione questa ipotesi. Il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune, insieme ad un gruppo di cittadini di Savigliano, invita la popolazione a presenziare alla discussione consigliare per ribadire ancora una volta la richiesta di rispetto del voto referendario del 2011 che segnò in questo comune una percentuale record di votanti, oltre il 60%, con i Si ad oltre il 92%.

Comitato Cuneese Acqua Bene Comune – Savigliano

«La nuova fontanella non è solo merito mio»

Egregio Direttore,

rubo un po’ di spazio per ringraziare l’amico Claudio Bonetto per i ringraziamenti rivolti all’Amministrazione Comunale per l’installazione della nuova fontanella nel parco Graneris lato sud ovest. Una precisazione: il grazie deve andare ad Alpi Acque SpA, l’azienda che gestisce con grande efficienza la nostra acqua. E’ lei infatti che ha regalato alla città la fontanella in questione. Io mi sono limitato a richiederla. Un grazie particolare va poi al geometra Enrico Barbero, funzionario della sopraccitata azienda, sempre molto disponibile alle varie esigenze della nostra città.

Giulio Ambroggio - Sindaco di Savigliano

«La Palestina è dei Palestinesi»

Egregio Direttore,

tempo fa scrissi una lettera nella quale mi scagliavo contro il fare di Israele contro i palestinesi. Non fui pubblicato, poiché forse il mio pensiero andava a cozzare contro coloro che furono e sono tuttora perseguitati per la loro religione. So di essere stato incompreso poiché il mio dire non aveva nulla a che fare contro l'ebraismo, bensì contro ciò che Hitlergnau applicava ed applica tuttora contro i palestinesi, proprietari della terra che è stata regalata agli ebrei esodati, senza considerare che quella terra, è sempre appartenuta ai palestinesi, popolo succube delle profezie ebraiche. Mi chiedo perché uno Stato appena costituito debba appropriarsi di territori confinanti con la forza perché ritiene possano esserle di pericolo, costruendo muri, mandando aerei con naplam su regioni contigue, ammazzando famiglie dissenzienti dal loro volere di conquista, annettendo territori che nulla avevano a che fare con quello che il loro immaginario Dio aveva promesso? Buona parte delle nazioni di questo mondo hanno condannato le loro appropriazioni indebite ed il loro relativo sfruttamento, cosa che continuano a fare, ma la loro potenza militare e l'appoggio di lobbies consenzienti le scusano dicendo che si devono difendere da attacchi esterni! Il campo di concentramento di Gaza ed il blocco della pesca nel mare antistante, nonché l'acqua prelevata dal Giordano per i loro insediamenti abusivi, chissà perché scatena una qualche ritorsione (immotivata?) punita con bombardamenti ed incursioni! Non è forse che questi attacchi siano dovuti alla volontà di occupazione di più territori possibili per allargare la loro influenza? Lo vogliamo dire una volta per tutte che la Palestina è dei Palestinesi, e checchè ne dica il Dio degli ebrei quella deve rimanere ai Palestinesi? Ribadisco che io non sono contro la religione ebraica, ma, pur restando il fatto di condannare negazionismo e persecuzione stupida nei confronti della loro religione, (ognuno di noi crede in ciò che gli fa comodo) mi sento di condannare quel 50% di israeliani che appoggiano il pensiero di chi si sente proprietario di quei territori che non gli sono mai appartenuti, ma che solo le favole hanno loro concesso. Quando parlavo di ciò che questo contrasto potrebbe causare (la Terza Guerra Mondiale, ndr), mi auguro che non avvenga mai, però se non si fa nulla, tutto è possibile. Dio non voglia!

Augusto Pettiti - Savigliano

«Grazie al sostegno dato agli asili paritari»

Egregio Direttore,

con la presente vorremo ringraziare la ditta Inalpi di Moretta , che anche in questo anno scolastico ha deciso di omaggiare le nostre scuole con la fornitura mensile di prodotti caseari. Sicuramente un gesto molto gradito, che alleggerisce le grosse difficoltà economiche che le nostre scuole paritarie, con funzione pubblica, devono affrontare ogni giorno. In questo modo possiamo continuare a garantire un elevato standard qualitativo nelle nostre mense scolastiche contenendo le spese. Negli ultimi anni il calo degli iscritti (dovuto principalmente al calo delle nascite) e la contribuzione pubblica non sempre puntuale e completa, nonostante le scuole paritarie costino allo stato un sesto delle scuole pubbliche, ha reso molto difficoltosa la gestione della nostre scuole, ancora considerate erroneamente come “scuole private”. Le rette che le famiglie versano, integrate dal finanziamento pubblico, riescono solo in parte a garantire il funzionamento delle stesse ed è grazie al tanto volontariato presente nelle nostre strutture, a partire dagli amministratori, che i nostri asili vivono. Il personale è costantemente aggiornato, grazie ai corsi di formazione, ed a breve è previsto un aggiornamento sulla celiachia per venire incontro alle esigenze dei bambini. In questa realtà quotidiana gesti come quello dell’Inalpi ci incoraggiano ad andare avanti e ad impegnarci sempre di più per assolvere al meglio il nostro compito. Grazie.

Gli asili paritari di Lagnasco, Racconigi, Cavallermaggiore, Cavallerleone, Monasterolo, Saluzzo, Villanova, Murello, Ruffia e Polonghera

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