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Al direttore

«Un filmato per raccontare la Caramagna di ieri»

Caro direttore,

voglio segnalarti e segnalare ai lettori un’iniziativa particolare che porta all’onore della cronaca il paese di Caramagna. Gino Osella ha pubblicato su YouTube un filmato di 40 minuti con immagini di Caramagna che vanno dal 1975 al 2002. Come sempre Gino ha fatto breccia. L'immensa voglia di conoscere, di raccogliere, di documentare, di filmare e di fotografare, di pubblicare oltre che ad incasellare tutti in un immenso albero genealogico di famiglie, cognomi e provenienze, l'ha portato a rendere disponibile un documento curioso per la comunità di Caramagna. I filmati eseguiti su pellicola Super8 sono stati riversati in digitale. La pubblicazione su YouTube è stata curata dal bravissimo Giacomo Olivero, un giovane e valente punto di riferimento dell'organizzazione “L'albero grande” di Caramagna. Il filmato è stato assemblato con 2 spezzoni. Il primo a passeggio per le strade ed i "cantun" di Caramagna con un curioso spaccato estivo di vita vissuta, di luoghi e di gente semplice ma indaffarata, molti dei quali allora ancora giovani ed attivi, oggi scomparsi. Paese leggermente migliorato ma perfettamente riconoscibile nei suoi tratti. Filmato eseguito nell'anno 1975, quando Gino aveva 16 anni. Il secondo spezzone del 2002 riguarda una lunga intervista con Giovanni, il capostipite della famiglia dei Barbero, da tempo immemorabile legati indissolubilmente alla tenuta del Merlino, della quale ci racconta un po' di storia e di vita vissuta. La tenuta del Merlino, passata recentemente di mano, ha la parte "civile" che versa purtroppo in cattivo stato di conservazione per incuria. L'esteso immobile, negli ultimi anni in cui non è più stato ne abitato ne presidiato, ha subito le attenzioni di vandali e dei soliti predatori senza scrupoli. Il desiderio di Gino sarebbe quello che attraverso il filmato, il caseggiato del Merlino, potesse rinascere un giorno a nuova vita come una fenice e che i moltissimi discendenti delle famiglie che in ondate successive lasciarono Caramagna per le Americhe potessero, vedendo i luoghi sul web, rinsaldare un legame di nostalgico affetto con il loro paesino di origine e da cui partirono i loro nonni in cerca di lavoro e possibilmente di un po' di fortuna. Legame comunque mai venuto meno e continuamente ravvivato, dal gemellaggio con Alicia fino ai viaggi di interscambio abbastanza frequenti. Grazie Gino per il tuo impegno continuo.

Oreste Becchio – Caramagna

«Tutti lasciano in Oasi un pezzo del proprio cuore»

Egregio Direttore,

come Presidente di Oasi Giovani onlus vorrei condividere con lei e con i suoi lettori una bella testimonianza di affetto e riconoscenza che è giunta agli operatori del nostro Centro Educativo da parte di una giovane donna ormai adulta e realizzata, di nome Majlinda, che ricorda con affetto e riconoscenza gli educatori che l’hanno accolta, seguita e supportata al suo arrivo in Italia. La lettera, che viene riportata di seguito, dimostra come il Centro Educativo Postscolastico sia un luogo di condivisione, di accoglienza e di crescita, dove può capitare che una ragazzina appena arrivata in Italia trovi educatori dalle capacità umane e relazionali che la aiutino nel percorso non sempre facile di inserimento in una realtà nuova e scopra di possedere qualità, talento e forza che la porteranno a raggiungere traguardi importanti… questa è la storia di Majlinda…

“Io sono Majlinda e al momento vivo a Bruxelles dove lavoro in qualità di Communication and Public Relations Officer presso il Direttorato di Cooperazione e Sviluppo Internazionale della Commissione Europea. Mi sono trasferita 4 anni fa. Al contempo mi sono iscritta a un master serale di un anno in Business Management presso l’Università ULB a Bruxelles. Ho già un master in Scienze Politiche, Cooperazione e Sviluppo Internazionale presso La Sapienza di Roma. Questa decisione é dovuta alla mia curiosità e necessità di imparare e approfondire, sempre. É un po’ faticoso al momento perché ho lezione cinque sere a settimana per 3/4 ore, subito dopo lavoro, ma l’entusiasmo supporta la stanchezza, sono felice. La mia professione di attrice ha subito un momentaneo arresto, dopo il film dell’anno scorso, Nome di Donna di Marco Tullio Giordana, dovuta a questa nuova avventura che mi sono voluta regalare. Ne ho parlato con la mia agente, Rosangela, che mi segue sin dall’inizio della mia carriera, lei mi conosce molto bene e mi appoggia. Che dire, per ora sono qui, vedremo cosa mi riserverà il futuro e quali saranno le mie prossime curiosità ed aspirazioni. Torno a casa dalla mia famiglia e amici quando posso e percorro sempre quelli che sono i passaggi simbolo del mio percorso : il doposcuola dove nei primi tre anni in Italia ho imparato la lingua, mi sono costruita le prime amicizie, e dove sono stata affiancata nell’apprendimento da insegnanti dalle qualità umane e professionali che rispetto e amo molto, Silvia, Cristina (del mio cuore), Eliana… Se non sono stata bocciata in quegli anni difficili é stato decisamente merito loro. Ricordo i riassunti, con parole semplici, dei testi scolastici, per me incomprensibili che Cristina e altre sue colleghe e volontarie mi preparavano. Ricordo perfettamente l’angoscia che avevo quando non capivo le parole che mi venivano rivolte in un qualsiasi discorso. Ricordo le tante volte in cui ho pianto per le difficoltà e il profumo buonissimo degli abbracci di Cristina e di Silvia. Ricordo la loro pazienza e il loro amore e la capacità di farmi sentire amata, voluta in quella scuola. Io che mi sentivo così da meno di tutti gli altri bambini, più intelligenti ai miei occhi, con più amici, più spontanei nel socializzare, meglio vestiti di me, più sicuri in se stessi. Da quell’esperienza ne sono uscita decisamente più forte perché sono stata accompagnata dai miei genitori, dalle insegnanti del doposcuola e anche dagli insegnanti delle medie. Ho avuto il coraggio di fare il liceo scientifico e poi l’università. Non é stato facile, tuttora non lo é, ma non pretendo che lo sia. Voglio solo sottolineare che una ragazzina timidissima e insicura quale io ero ai tempi, ha potuto avanzare nella vita grazie al supporto che ha avuto nel suo percorso da persone che fanno il loro lavoro con amore e senso etico, dalla famiglia e dagli amici che ha potuto incontrare nel nuovo paese che l’hanno accettata per quella che era. Tutti abbiamo bisogno di essere aiutati e quindi dobbiamo aiutare il prossimo per avere una società migliore, che rappresenti al meglio l’essere umano nella sua bellezza”. Con affetto Majlinda

La ringrazio per lo spazio dato sul suo giornale a questa bella dimostrazione di gratitudine ed affetto nei confronti di educatori che svolgono il loro lavoro con professionalità e competenza senza tralasciare l’aspetto altrettanto importante della costruzione di una relazione, che si basa sulla fiducia e sul prendersi cura dell’altro e che permette di creare legami che dureranno nel tempo.

Gianfranco Saglione - presidente Oasi Giovani

«L’ambiente deve essere la priorità della Regione»

Riceviamo e pubblichiamo:

Ci auguriamo che le grandi questioni ambientali siano al centro dell'impegno della Regione Piemonte per i prossimi anni, consapevoli del fatto che la sfida ai cambiamenti climatici e la riduzione delle emissioni di CO2 sono le grandi questioni che vanno affrontate a livello globale, partendo però da azioni territoriali. Siamo disponibili fin da subito al confronto e alla collaborazione. L’adattamento ai cambiamenti climatici è la vera grande sfida del tempo in cui viviamo. Per vincerla, dobbiamo rendere le nostre città più resilienti e sicure, cogliendo l’opportunità di farle diventare anche più vivibili e belle. E’ necessario prendere consapevolezza dei limiti che la natura ci impone e trovare in questi la chiave di volta per un diverso modello di sviluppo, dare gambe e concretezza a questo percorso. La proposta ambientalista è un contributo concreto per uscire dalla crisi economica, per creare lavoro in un’economia a basse emissioni di CO2, per ricostruire un Paese nella legalità e in un nuovo spirito etico. Siamo convinti che le politiche ambientali siano da considerarsi in modo sistemico rispetto ai temi dell’integrazione, della lotta alle povertà e alle mafie, delle politiche giovanili e del lavoro, dello sviluppo economico e culturale. Sono tanti i temi di cui Legambiente si occupa e di cui speriamo di avere presto occasione di confronto.

Fabio Dovana, presidente di Legambiente e Valle d’Aosta

«Alpini: si sotterrino le armi senza troppe storie»

Riceviamo e pubblichiamo:

Mi ricordava sempre mio nonno “parotu” che “el tort e la landa venu nen da l'istesa banda”. Traduco: il torto e la lamentela non vengono dalla stessa parte, ovvero ce n'è un po' di qua ed un po' di là. Se circa due anni addietro è successo lo sgradevole incidente nella sezione ANA di Savigliano, appena usciti i risultati delle elezioni anticipate, ciò dimostra che l'ex presidente Secondo Cavallo, messo in solenne minoranza, senza alcuno dei suoi simpatizzanti nel direttivo, ovvero 1, lui solo, a 6, si rese conto “Qui gatta ci cova”, ovvero “Questi non sono scherzi da alpini...”. Di qui la sua sfuriata, ben illustrata nell'articolo uscito a proposito sull'ultimo numero de “Il Corriere”, per la quale ancor oggi si pretendono le scuse da chi gli fece il “pacchetto”. E le prove di tale gestaccio usatogli sono state poi ritrovate e conservate. Se la Sezione di Cuneo ha, come riferiscono nella lettera i maggiorenti della vecchia sezione di Savigliano, “incredibilmente ratificato la formazione del nuovo gruppo” è perché tali prove esistono e i responsabili della sezione di Cuneo ne hanno preso visione. Quindi le baionette di guerra dovrebbero essere sotterrate da entrambe le sezioni senza troppe storie. Attendendo un anno e mezzo, infatti, si sarebbe alla sezione ANA di Savigliano arrivati alla scadenza del mandato. Le correnti all'interno della stessa si sarebbero venute a costituire, ma senza una maggioranza schiacciante, in modo da non offendere clamorosamente nessuno. L'attesa della fine del mandato non c'è stata, non so perché, così tutto è precipitato sortendo il rischio, prima inaspettato, poi avveratosi della formazione di un'altra sezione a Savigliano degli alpini. Ma con l'età che le penne nere hanno sulle spalle, quanta prospettiva di vita hanno le sezioni? Di qui a dieci anni che ne sarà delle sezioni a Savigliano? La cosa più intelligente sarebbe un ricambio generazionale nel direttivo, ovvero lasciare le leve di comando a persone che non hanno vissuto rancori, per adire con serenità ad una fusione. Dispiace, infine, pensino, come figura nel loro articolo, che da parte nostra si sia “voluto riaprire la polemica”. È stato frainteso il senso del semplice invito, fatto pervenire direttamente alla locale sezione, di collegarci per il viaggio commemorativo al colle di Nava. Forse si è mal interpretata la nostra comunicazione alla sezione di Cuneo, quando abbiamo letto che da parte loro si voleva fare contemporaneamente un viaggio, trascurando il nostro invito ad unirci. Due autobus sono più costosi, non è certamente una scelta intelligente e non è soprattutto degna degli alpini d'Italia. Soprattutto tale iniziativa congiunta avrebbe potuto essere un inizio di riconciliazione nel ricordo dei Caduti. Se il nostro comportamento, qui illustrato, è visto come occasione per riaprire una polemica, a questo punto c'è paura a salutarsi.

Ferruccio Orusa – Saviglian

«Alpini: se c’è buon senso tutto si può risolvere»

Riceviamo e pubblichiamo:

Benedetti alpini come siete complicati. Come "persona a conoscenza dei fatti" mi permetto di fare qualche osservazione rigorosamente personale. Una tiratina di orecchie a chi a nome del Gruppo Alpini Savigliano ha spiegato (Corriere settimana scorsa) come sono andate le cose (scissione alpini) facendo una piccolissima dimenticanza, una riunione a Cuneo piuttosto turbolenta (da me verbalizzata) dalla quale sono poi nate le elezioni anticipate. Per il resto credo che, qualunque persona di buon senso, sappia che se c'è una lite, ben di rado ragione e torto stanno da una sola parte. E qui conta anche il destino, se in quel momento qualcuno di buon senso fa ragionare i contendenti la cosa si appiana, se invece qualcuno soffia sul fuoco è guerra, ed è quello che è successo. In quanto alla sede condivisa (mi permetto di prendere posizione perché sono una delle cinque persone che hanno messo assieme la cifra per la caparra, altrimenti non si faceva) mi sembra la soluzione più ragionevole se confrontata con il "non si divide nulla con nessuno". Un gruppo, due gruppi? Nelle migliori famiglie avvengono separazioni con magari il problema "dell'affido condiviso" se c'è ragionevolezza tutto si risolve. Gita al colle di Nava. Onestamente mi chiedevo in quale modo si poteva da parte del gruppo Savigliano, sembrando ragionevoli, giustificare un “No, andiamo separati”. Non si è trovato di meglio che dire (Corriere settimana scorsa): "Con quale spirito noi che siamo stati maledetti possiamo condividere un pullman?" (dopo il terzo bicchiere è un ottimo argomento), ma non è tutto, incredibilmente ieri qualcun altro ha giustificato la presenza di due pullman di Savigliano con un rappresentante dell'ANA di Milano, dicendo che erano partiti per primi invitando il Gruppo Pieve (niente effetto maledizione quindi). Ma non sanno che già in maggio avevo provveduto, su incarico del Capogruppo, a inviare a mezzo mail a presidente sezionale e vicepresidente sezionale la descrizione dell'evento, ben specificando che speravamo che gli alpini saviglianesi partecipassero uniti. Stessa cosa poi apparsa in bacheca e giornali locali. Come al solito io mi firmo con orgoglio.

Aggregato ANA Aldo Lanfranco figlio di conducente muli del Secondo Reggimento Alpini

«Come Ugaf agiamo sempre con le migliori intenzioni»

Gentile Direttore,

In merito alle insoddisfazioni espresse dai 29 partecipanti al soggiorno a Kos Grecia promosso dalla UGAF Fiat Ferroviaria Savigliano, riteniamo doveroso esprimere alcune considerazioni. Il direttivo UGAF la cui maggioranza dei componenti dedica gran parte del tempo per l'organizzazione degli eventi è in carica da più di 20 anni, e da sempre, ha impiegato dedizione e puntiglio per tutti gli eventi affinché avessero il miglior risultato possibile, in modo particolare per quanto riguarda i soggiorni, attività di maggior gradimento di tutti gli iscritti. In tutti questi anni più di 120 tra soggiorni e gite hanno sempre trovato la condivisione completa da parte di tutti i partecipanti, siamo quindi molto dispiaciuti che in questa occasione i nostri iscritti siano rimasti delusi per alcune carenze organizzative dell’Agenzia Viaggi di riferimento, che ha già riconosciuto ai partecipanti un piccolo “bonus di risarcimento”. Per quanto riguarda l'assenza di componenti del direttivo UGAF al soggiorno, è bene ricordare che i componenti stessi non possono sentirsi “obbligati a partecipare” a tutti gli eventi organizzati, specialmente quando questi sono affidati ad una Agenzia Qualificata, conosciuta ed utilizzata da tempo. E ancora bene precisare che gli eventuali sconti praticati dalla agenzia vengono messi a beneficio di tutti, ricordiamo inoltre che il direttivo è sempre a completa disposizione degli iscritti nella sede UGAF, per osservazioni e/o suggerimenti sulle attività programmate. Ringraziando per l’ospitalità porgiamo i più cordiali saluti

Il Direttivo UGAF – Savigliano

Un appello da Bergamo per ricostruire le origini

Caro Direttore,

scrivo per chiedere, suo tramite, un aiuto ai lettori del Corriere: mi date una mano a trovare tracce dei miei antenati piemontesi, per favore? Mi chiamo Fabrizio Calvo, sono un giornalista di Bergamo. Ho 63 anni. Dopo aver “scoperto” che mio bisnonno, Carlo Gioanni Maria Calvo - morto a Bergamo nel 1917 - nacque a Savigliano il 14 ottobre 1858, sto ora cercando altre notizie sulla sua famiglia. Di mio bisnonno Carlo non ho molte informazioni. Per certo so che, nel 1900, viveva a Bergamo. E che, tra il 1890 e il 1900, ebbe sei figli. Nel tentativo di “riempire quei 42 anni di vuoto” (dal 1858, anno di nascita del bisnonno, al 1900, anno di nascita del suo ultimo genito, mio nonno Ettore Calvo), tramite il Corriere vorrei domandare ai Saviglianesi (e, in particolare, ai tanti Calvo lì residenti) se conoscono qualche discendente di Giuseppe Angelo Matteo Maria Calvo, nato a Savigliano il 5 gennaio 1855. Mi farebbe piacere mettermi in contatto con qualcuno di loro. Durante il mio recentissimo viaggio in paese, infatti, mi è stato detto che la presenza di famiglie Calvo, in zona oltre che in alcuni borghi e paesi limitrofi, è abbastanza diffusa oltre che datata. Nello specifico, ho appreso che, nel 1858, i miei trisnonni - Gioanni Alberto Calvo (nato a Genola, probabilmente nel 1823, Domestico e poi Cantoniere a Savigliano) e Margarita Bugaudo (casalinga) - vivevano in un’abitazione della centralissima Piazza Vecchia (oggi, Piazza Santarosa) - di proprietà di Carlo Giambonino, di professione lattajo - sia col loro primogenito, Giuseppe, sia col papà di mia trisnonna: Giuseppe Bugando, Misuratore agrario/Sensale. Se avrò qualche riscontro positivo, vorrei procedere nelle mie ricerche, risalendo il più in là possibile ad origini e luoghi di provenienza delle generazioni precedenti. Nel ringraziare Lei direttore, per la cortese ospitalità e i saviglianesi per l’aiuto che mi vorranno dare, concludo questo “appello” dicendo che eventuali risposte potranno essere indirizzate al seguente indirizzo email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. .

Fabrizio Calvo - Bergamo

«Perchè i Cinque Stelle non si distanziano dalla Lega?»

Egregio Direttore,

Credo sia doveroso fare chiarezza su alcuni concetti espressi nell’ultima mia lettera inviata al vostro giornale, nella quale, mi sono preso la libertà di criticare le affermazioni del signor Portera in relazione alla presenza di mendicanti nella nostra città. Purtroppo non sono stato compreso da Portera che ha provveduto a produrre una sua lettera in risposta alla mia e nella quale ha sostenuto la mia difficoltà di comprensione a quanto da lui dichiarato. Affermo con forza la mia convinzione di aver letto e soprattutto capito bene il suo pensiero. Nella mia lettera infatti, dichiaro la mia quasi totale condivisione con quanto affermato da Portera, per il quale, a scanso di equivoci, non nutro alcun rancore. Sono infatti convito, come lui afferma, che Salvini non stia facendo buone politiche e che lo sfruttamento dei mendicanti è, purtroppo, una pratica diffusa. Ciò che Portera non ha compreso, sta nella mia differente visione nell’individuazione delle responsabilità, perché le azioni di governo non possono essere in carica ad un solo ministro, ma devono essere in capo all’intera maggioranza che sta al governo. I 5 Stelle sono in maggioranza di governo e quindi sono responsabili, nel bene e nel male, anche dei provvedimenti portati avanti dalla Lega. Portera afferma di non voler entrare in discussioni politiche che non lo appassionano, ma non è possibile affrontare argomenti come la miseria e l’accattonaggio senza discuterne politicamente. In merito al fatto che la povertà non fosse stato argomento affrontato dalla sua lettera, non ho nulla da eccepire salvo il fatto che non conosco mendicanti ricchi e quindi ho ritenuto sottinteso che l’accattonaggio non esiste senza la povertà. In merito al lasciar fare a chi vuol profittare dell’accattonaggio, vorrei porgere all’attenzione quello che sta accadendo in questi giorni nella vicina Saluzzo dove la Lega, sta facendo pressioni per chiudere il P.A.S. (Prima Accoglienza Stagionali), proponendo di costringere le aziende che assumono i migranti ad occuparsi del loro vitto e alloggio. In prima analisi, sembrerebbe una cosa buona, perché i lavoratori avrebbero possibilità di alloggiare in modo più dignitoso, ma le eventuali conseguenze sarebbero devastanti perché bisogna dormire e mangiare anche prima e/o dopo essere stati assunti e ovviamente le aziende sono restie all’offerta di queste possibilità. Una decisione come questa, non può essere presa dall’oggi al domani perché, la chiusura del centro, produrrebbe decine di persone senza un tetto, in disperata ricerca per trovarlo in Saluzzo e dintorni, Savigliano non sarebbe immune da tali conseguenze e magari dal doversi far carico di migranti in cerca di alloggiamento e magari di elemosina davanti ai vari negozi e centri commerciali. Mi scuso se appaio nuovamente fuori tema ma mi domando se anche questo non sia un tentativo di sfruttamento dell’accattonaggio a fini politici. Cosa dice di questo il movimento 5 Stelle? Mi aspetterei che i 5 Stelle cominciassero a prendere posizione contro queste operazioni scriteriate, che non risolvono i problemi ma li indirizzano verso quella che io definisco “guardare al mendicante con disprezzo”, e lo facciano non con l’atteggiamento caratteristico di una forza dell’opposizione, ma con un’attenta analisi dei problemi fuori dalla luce dei riflettori e soprattutto concretizzino la loro azione politica facendo pesare i loro voti in Parlamento, perché fino alle prossime elezioni politiche sono il gruppo parlamentare più numeroso sia alla Camera sia al Senato e quindi con maggior responsabilità.

Roberto Lopreiato – consigliere comunale Pd

«La rivincita della cicogna su chi non la voleva»

Egregio Signor Direttore,

ho visto ed apprezzato, sul settimanale da Lei diretto, le fotografie di Josef Saglietto. Desidero rivolgere al ragazzo i miei personali complimenti per la sua sensibilità e per il suo amore verso gli animali. Ma sono tornato a circa un anno fa, quando all'interno del cortile del Palazzo Comunale si sviluppò una partecipata ed animata serata riguardante la cicogna, posizionata sulla Torre. Prevalsero i contro, il sindaco concluse la serata affermando che le parti si sarebbero incontrate, nuovamente nel mese di settembre, cercando una soluzione condivisa. Ma conosciamo tutti quanti il modo in cui è stata trattata questa situazione, il tentativo di spostare l'animale, il suo ritorno, il secondo abbattimento del nido ed, infine, la rassegnazione di coloro i quali non lo volevano, probabilmente male consigliati da "presunti" esperti. Sono convinto che ogni forma di vita vada rispettata e che la Cicogna avrebbe aumentato la bellezza della nostra cittadina. La sua rivincita non si è fatta attendere e gioisco per la presenza di due piccoli nati, ben documentati dagli scatti di Saglietto, gioia da condividere con i concittadini che si espressero in favore di questo splendido animale. Grazie per l’attenzione.

Domenico Racca – Cavallermaggiore

«Medicina 1 di Saluzzo: eccellenza senza clamore»

Riceviamo e pubblichiamo:

Scrivo queste righe, seppur con un po' di ritardo, per ringraziare dal più profondo del cuore, il reparto di Medicina 1 dell’Ospedale di Saluzzo, che per due mesi ha accolto (e uso deliberatamente la parola “accolto”) mia madre bisognosa di cure importanti causate da una sopravvenuta grave infermità. L’attenzione e la cura che le sono state rivolte sono state straordinarie. La professionalità di medici, infermieri, Oss al di sopra di ogni aspettativa. Sempre presenti, pazienti, disponibili a intervenire e a rassicurare sia il malato sia i familiari. Una dimostrazione di umanità che ci ha commosso, insieme ad una competenza da ospedale di altissimo livello. Un’esperienza che porteremo nel cuore e che è giusto far conoscere. Viviamo un tempo di cattiveria e di male parole, un tempo in cui si vive avvitati in un lamento costante, mettendo in luce sempre e soltanto le cose che non funzionano. Ecco, io lo dico forte e chiaro: il reparto di Medicina 1 dell’Ospedale di Saluzzo è un’eccellenza, sotto tutti i punti di vista. Un’eccellenza costituita da persone che fanno, senza clamore, in punta di piedi, un lavoro faticosissimo e di grande responsabilità, con abnegazione, con professionalità e, vi sembrerà incredibile, senza smettere mai di sorridere. Quindi grazie davvero da parte mia e di mia sorella Nella. Meno male che ci siete. Vi giunga il nostro abbraccio.

Flavia Franco – Savigliano

«Abbandonati a noi stessi durante il viaggio Ugaf»

Egregio direttore,

facciamo parte di un gruppo di circa 30 persone che, dal 7 al 14 giugno ha partecipato ad un soggiorno marino organizzato a Kos (Grecia) dalla Ugaf (Associazione Seniores Aziende Fiat) – Gruppo “Ex” Fiat Ferroviaria. Purtroppo di ritorno dal viaggio dobbiamo lamentare la scarsa organizzazione e soprattutto la scarsa assistenza fornita ai partecipanti da parte della Ugaf stessa e/o dell’agenzia di viaggio da questa prescelta. Già sin dalla partenza si è infatti verificato un disguido non troppo piacevole. Il pullman che doveva portarci all’aeroporto di Malpensa è partito troppo tardi, o ci ha messo troppo ad arrivare. Sta di fatto che giunti, appunto in ritardo, all’aeroporto stesso, ci è toccato letteralmente “correre” fino al terminal di partenza. Purtroppo molti di noi non hanno più 20 anni, e tra valigie e età, non è stato semplice. Siamo comunque giunti come detto in ritardo e affannati sull’aereo, che solo in quanto non volo di linea ha potuto aspettarci i 20 minuti necessari. Giunti poi al villaggio (in verità molto bello) siamo però stati anche in questo caso completamente “abbandonati a noi stessi”. Nessun operatore dell’agenzia viaggi, nessuno dell’Ugaf, nessuno insomma che potesse supportarci nella sistemazione in camera, nel rispondere ad eventuali problematiche od esigenze, nulla di nulla. Ci auguriamo dunque che per il prossimo viaggio si presti maggiore attenzione all’organizzazione e venga fornita, anche e soprattutto dall’agenzia viaggi prescelta dall’Ugaf, una qualche assistenza in più.

Seguono 29 firme

«Sentiero Tortone, manutenzione impeccabile»

Egregio direttore,

vorrei ringraziare pubblicamente, a nome mio e di tanti saviglianesi e non che quotidianamente fruiscono del sentiero Tortone il gruppo della protezione civile di Savigliano, che si impegna costantemente affinchè il sentiero sia sempre più bello e sempre percorribile. Gli uomini che compongono questo straordinario gruppo sono tutti volontari e scelgono di impegnare il loro tempo libero per il bene della collettività e della natura. A loro voglio garantire il mio personale impegno di amministratore pubblico, affinché queste loro fatiche siano riconosciute, valorizzate e il gruppo dei volontari possa aumentare e incrementare le proprie risorse e i propri mezzi. Ringrazio anche il sindaco che nei mesi scorsi ha dimostrato concretamente di condividere la mia visione sull'importanza di questa realtà e che sono certo continuerà a farlo. Auspico inoltre che durante il prossimo consiglio comunale sia approvata, all'unanimità, una delibera quadro per aggiornare alla più recente normativa lo status organizzativo della protezione civile di Savigliano.

Rocco Ferraro - Capogruppo "La nostra Savigliano" Consiglio Comunale di Savigliano

«Sistemare i wc pubblici è un segno di civiltà»

Signor direttore,

la situazione dei bagni pubblici cittadini si presenta molto grave e fastidiosa. Periodicamente questo problema suscita, se non l'interesse, la curiosità di parecchi concittadini. I locali erano giunti ad uno stato di degrado tale da suscitare anche l'interesse dei rappresentanti della minoranza in Consiglio comunale, i quali hanno proposto apposita interrogazione. Il suo settimanale ha illustrato, doviziosamente, la triste situazione in cui versano i bagni pubblici, compiendo una meritevole opera di informazione. La soluzione è stata quella di eliminare e di chiudere un bagno. Sono convinto che considerare i bagni pubblici non sia solo una scelta di lavori pubblici, ma anche, e specialmente, un segno di civiltà. Senti dire “Hanno solamente da accedere ad un bar”, ma personalmente ritengo si tratti di una risposta banale. I nostri Amministratori pensano in grande ed hanno necessità di fare cassa, alienando immobili comunali, senza pensare che mettono in gravi difficoltà benemerite Associazioni, le quali operano totalmente in favore della comunità Trovare milioni di euro si rivela più facile ed elettoralmente più proficuo, che stanziare poche migliaia di Euro per un servizio importante? Grazie per l'attenzione.

Domenico Racca – Cavallermaggiore

«Anche se all’ospedale, mi sono sentita a casa»

Carissimo Direttore,

mi chiamo Caterina, abito a Cavallermaggiore ed ho appena quasi tre mesi di vita. Nell’ultimo mese sono stata ricoverata per ben due volte, per un totale di 14 giorni, presso l’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, reparto Pediatria. Fin da subito ho capito che non sarebbe stato divertente: i prelievi, il sensore del saturimetro al piedino, l’apporto di ossigeno con erogatori alle narici, soprattutto la percezione di tristezza e lacrimucce agli occhi di Beatrice, la mia sorellina maggiore, che in un sol colpo si è vista temporaneamente orfana della sua piccola compagna di giochi e di mamma (o di papà, a seconda dei giorni). Eppure, devo dire che in ospedale mi sono sentita coccolata. Il mio “Grazie” va a tutto il personale medico, infermieristico e addetto all’assistenza del reparto: sono stati giorni lunghi, a volte conditi da momenti difficili, ma il tutto è stato alleviato dalla gentilezza, disponibilità e professionalità degli operatori del reparto Pediatria. Non posso tralasciare di ringraziare i volontari Abio, i quali mi hanno letteralmente sommerso di palloncini ed attenzioni...pensi, Direttore, che ho avuto una gigantesca ape-palloncino sospesa sulla culletta per quasi tutta la degenza... uno spasso! Al mio grandissimo grazie di cuore, si aggiungono le voci di mamma Anna e papà Paolo, che esprimono un sincero ringraziamento per l’ottima assistenza ricevuta.

Caterina Testa, per la mano della sua mamma, Anna Baravalle - Cavallermaggiore

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