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Al direttore

«Basta con la capitozzatura che devasta gli alberi»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera rivolta all’Amministrazione comunale:

Gentile sindaco, nella speranza di fare cosa gradita porto alla vostra attenzione come si presenta oggi, in primavera inoltrata, quello che dovrebbe essere il viale “alberato” che porta al santuario di Apparizione. Il fatto che gli alberi siano praticamente privi di chioma e abbiano più vegetazione alla base del tronco che sui rami è un segnale di stress della pianta dovuto ad una potatura troppo invasiva e non rispettosa della natura (conosciuta come tecnica della "capitozzatura"). Ci sono diverse ragioni per opporsi alla capitozzatura degli alberi, dalla salute delle piante, agli aspetti economici ed estetici. Nonostante ciò, purtroppo è una pratica ancora diffusa che affligge viali, parchi e campagne saviglianesi. Ci troviamo così circondati da alberi con la chioma mozzata, scheletri senza foglie, mostri geometrici alieni al mondo vegetale, che poco hanno a che vedere con la forma naturale della pianta. I risultati a lungo termine della capitozzatura sono inesorabili: deficit nutritivo, indebolimento, invecchiamento precoce, sviluppo di malattie e insediamento di parassiti sono le conseguenze di una pratica sconsiderata, che continua a procurare danni alla natura e ai cittadini, fino a provocare la morte della pianta. Oltre alla salute della pianta esistono due ulteriori motivazioni per opporsi fermamente alla capitozzatura: 1.L’aspetto puramente estetico. La capitozzatura distrugge la naturale forma dell’albero, lasciando al posto della parte terminale delle branche degli orribili monconi e provocando il ricaccio alla base della pianta, lasciandoci così viali spogli e assolati. 2. L’aggravio dei costi. Si fa presto a tagliare con la motosega in modo indiscriminato, un'operazione molto più semplice e veloce del taglio selettivo, che dà l'illusione di risparmiare tempi e costi. Tuttavia, sul medio-lungo termine i costi si accrescono enormemente perché la capitozzatura aumenta la necessità di fare degli interventi di manutenzione. La pianta, infatti, per rispondere allo stress provocato da una potatura così invasiva vegeta molto di più rispetto ad una potatura di contenimento, che invece può essere fatta ogni 5-6 anni sulle piante adulte e in salute. Chiedo gentilmente ai responsabili del verde pubblico di evitare questa pratica così dannosa al fine di tutelare quel poco di natura rimasta nelle nostre campagne, che vedono inesorabilmente gli alberi andare giù ad un ritmo incessante. La capitozzatura è la più dannosa tecnica di potatura degli alberi che si possa fare e diversi comuni la stanno abbandonando. Mi auguro che anche l’amministrazione di Savigliano faccia altrettanto.

Jacopo Ghione – Savigliano

«Il malaffare si combatte con il carcere»

Riceviamo e pubblichiamo:

Historia magistra… di che? Sembra che, decenni or sono, magistrati siciliani abbiano deciso di mandare al confino (?) mafiosi di rango, onde estrometterli dal loro feudo. Il loro intento, forse molto poco illuminato, era quello di farli redimere ed estromettere dal loro comando popolazioni succubi. Oggigiorno un certo magistrato ha mandato un condannato (plurirecidivo) a scontare la pena in un centro anziani forse non pensano che il suddetto, tramite prebende e discorsi, avrebbe avuto nuovi proseliti! Ma così va l’Italia. Nell’Ottocento un certo Cavour aveva già problemi con la Questione Meridionale, però il Garibaldi del momento la volle tralasciare. Ad Unità d’Italia conseguita, tutta la penisola si sentì (per modo di dire) una sola, solo che col tempo non furono i nordisti operosi ad insegnare al sud come fare per riscattarsi, bensì Mafia, ndrangheta, Corone unite varie insegnarono ai nordisti come fare grana non proprio legalmente. Mandare al confino mafiosi di un certo tipo in quel di Bardonecchia o a Villastellone o altrove, fece in modo che colonie intere di suddetti redenturi, si insediassero nel territorio, spadroneggiando, corrompendo, uccidendo e soverchiando quello che poteva essere lo Stato. Vediamo oggi come la non corrotta Lombardia, sia ostaggio di ‘ndrine e corone varie che l’hanno costretta ad adeguarsi al loro volere. Il Piemonte sta cercando di uscirne, ma i malfattori sono troppo inseriti nel contesto. I soldi facili, con gli appalti truccati, sono il business di questa gente, e se arrestati, coi tempi della Magistratura eventuali condanne saranno tutte in prescrizione! “Vuolsi così colà dove si puote, e più non dimandare”. In quel della Sicilia ci furono i Vespri, ma oggi non ci sarebbe bisogno di sangue per migliorare il loro vivere, basterebbe togliere dalla circolazione nel senso di carcerare, ignobili personaggi assurti a politici di prestigio, che in virtù di atavica balordaggine si concedono emolumenti e privilegi esorbitanti assurgendosi a difensori dei deboli e delle istituzioni, mentre operano nel torbido per il loro interesse. Ma quando qualcuno farà le pulci agli acari e i virus a una regione autonoma finanziata da noi pantaloni? Mancano i carceri, è vero, ma un’isola come quella di Papillon non potrebbe essere adeguata per questi ignobili? Un’isola tipo quella dei famosi dove i suddetti, nudi, dovrebbero procurarsi il mangime ed i sollazzi mancanti, dotandoli di coltelli e fiocine per la pesca o per la difesa. Ne rimarrebbero pochi. Meno male, tra loro si vogliono bene.

Augusto Pettiti – Saviglian

«Stiamo lavorando per riaprire il parco»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Polo Museale del Piemonte intende rassicurare i cittadini e le istituzioni sulla riapertura del parco del Castello di Racconigi. L’obiettivo fondamentale della nostra attività è riaprirlo quanto prima. Stiamo lavorando per consentire ai visitatori entro la fine di giugno l’accesso in piena sicurezza a quello che è stato e può tornare a essere il “parco più bello d’Italia”. A questo si aggiungono, poi, una serie di precisazioni che il Polo Museale del Piemonte intende rendere, a seguito della notizia riportata dagli organi di informazione in merito all’organizzazione di manifestazioni pubbliche, tra cui un “flash mob”, per la riapertura del parco del Castello di Racconigi. Dalle notizie riportate e dalla lettura del comunicato del comune di Racconigi, organizzatore della manifestazione, si apprende che l’Amministrazione Comunale dichiara di aver fatto “numerose sollecitazioni e richieste” a questo Polo Museale in merito al parco del Castello, senza che la Direzione del Polo Museale abbia mai fornito risposta. Questa notizia non può che essere accolta con estremo stupore, visto che il Comune di Racconigi non ha mai richiesto alla Direzione del Polo Museale, in nessuna forma, informazioni sugli sviluppi dei lavori relativi al parco del Castello, né tantomeno ha “sollecitato” notizie riguardo le tempistiche di riapertura del parco stesso. Pertanto, questo Polo Museale rimanda al mittente le accuse del Comune di Racconigi, che senza alcun riguardo per la realtà dei fatti definisce “vergognosa” la situazione odierna del parco del castello senza aver mai chiesto, e di conseguenza ricevuto, informazioni ufficiali all’Amministrazione che ha in consegna il complesso monumentale racconigese. Senza alcun riscontro nei fatti e con un evidente scopo di delegittimazione dell’attività che questo Polo Museale svolge per la valorizzazione del patrimonio museale statale in Piemonte, l’Amministrazione Comunale e il Sindaco Oderda producono da diverso tempo dichiarazioni lesive della reputazione di un Organo Periferico del Ministero per i beni e le attività culturali, arrecando gravi danni all’immagine di tutta la Pubblica Amministrazione, ben lungi dal seguire norme di correttezza nei rapporti tra Amministrazioni e, soprattutto, fornendo informazioni non veritiere e fuorvianti ai cittadini. Se il Comune di Racconigi avesse chiesto informazioni all’organo competente, ovvero alla Direzione di questo Polo Museale o all’Ufficio Comunicazioni del Polo stesso, avrebbe per esempio potuto evitare di dichiarare infondatamente che il parco è chiuso per scelte “restrittive e immotivate”. È doveroso ricordare che il parco del Castello è stato chiuso nell’agosto scorso in seguito alla improvvisa caduta di un albero che ha causato il crollo di una porzione del muro di cinta adiacente a una strada aperta alla pubblica circolazione. È del tutto evidente che, per motivi di sicurezza, il parco del Castello dovesse essere precauzionalmente chiuso (così come lo è stato da parte del Direttore del Castello di Racconigi arch. Riccardo Vitale) fino al ripristino di sufficienti condizioni di sicurezza per i visitatori e per i lavoratori del sito museale in questione, attualmente oggetto di lavori di manutenzione straordinaria per la messa in sicurezza degli alberi. Pertanto, si ribadisce, è scorretto e pretestuoso definire “restrittiva e immotivata” una decisione inevitabile, per quanto sopra evidenziato. Allo stesso modo, se il Comune si fosse rivolto al Polo Museale avrebbe saputo che a seguito della chiusura sono stati fatti interventi di somma urgenza per un importo lavori di circa 24 mila euro (per gli abbattimenti e le potature più urgenti) e di circa 5 mila euro per le opere di restauro del muro di cinta danneggiato dallo schianto. In seguito, utilizzando i fondi per la manutenzione dei beni immobili in consegna al Polo Museale del Piemonte, è stato fatto predisporre il progetto per la manutenzione straordinaria e per la messa in sicurezza del parco, per un importo lavori di circa 15 mila euro; intervento in fase di avvio, che affronta le principali criticità emerse dalla valutazione fitostatica (v.t.a.) svolta da uno specialista del settore. Sono previste operazioni su 60 alberature, calibrate a seconda delle necessità: abbattimento di alberi a rischio caduta, potature, messa in opera di tirantature e lavori di pulizia dei percorsi. Secondo le informazioni ricevute dall’Ufficio Tecnico del Polo Museale, i lavori potrebbero terminare, salvo imprevisti, entro la fine della primavera e quindi la Direzione del Castello sarà poi in condizione di poter riaprire al pubblico il parco, o almeno parte di esso. In considerazione delle notizie non veritiere diffuse dal Comune di Racconigi, questo Polo Museale ribadisce quindi con forza che sta mettendo in atto tutte le procedure previste, nel rispetto delle normative e disposizioni vigenti, per la conclusione del primo lotto dei lavori di messa in sicurezza e per consentire, nel più breve tempo possibile, la riapertura del parco da parte del Direttore del Castello.

Polo Museale del Piemonte

«Ma quale interesse? Da Polo solo proclami»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Polo Museale del Piemonte ha inteso rassicurare i cittadini e le istituzioni sulla riapertura del parco del Castello Reale. Prendiamo atto con soddisfazione che evidentemente il vasto movimento di opinione che si è creato e che ha coinvolto cittadini, enti, istituzioni e che si è palesato nella bellissima iniziativa di mercoledì scorso portando in piazza, di fronte al Castello, un migliaio di alunni delle scuole cittadine, sta ottenendo i risultati per cui è nato. La direzione del Polo Museale sostiene di non essere mai stato interpellato dal Comune circa la situazione di stallo totale venutasi a creare a Racconigi. Questa affermazione non tiene conto dei tanti tentativi di contatto e di dialogo messi in atto dal Comune, e non solo. Questa Amministrazione sta ancora aspettando risposte circa le problematiche poste nella lettera in data 15 giugno 2018, nell’incontro del 2 luglio dello stesso anno e nelle successive comunicazioni inviate direttamente o attraverso gli enti e le associazioni di cui il Comune fa parte, dai comunicati stampa, dalle prese di posizione anche di privati cittadini. Nella vicenda relativa al sistema idrico, fondamentale per la sopravvivenza del parco, il Polo Museale non ha svolto alcuna attività propositiva costringendo così il Sindaco Valerio Oderda ad emettere due ordinanze che scongiurassero il pericolo di lasciare il parco senz’acqua. Enti ed Associazioni, quali “Terre dei Savoia”, Amici del Castello, le Fondazioni Bancarie si sono visti precludere la possibilità di realizzar progetti e iniziative o di finanziarne altre. E questi sono solo alcuni esempi dell’atteggiamento assunto dai vertici del Polo Museale. Del resto la realtà è sotto gli occhi di tutti: - I visitatori sono passati dai 130.000 del 2016 e dai 150.000 del 2017 agli 85.000 del 2018, con evidente pesante danno erariale per lo Stato, conseguente il minore incasso. Per il 2019 è prevista un’ulteriore riduzione di circa il 50% dei visitatori. - Le manifestazioni culturali di altissimo valore e che costituivano una grande attrattiva per il complesso racconigese, si sono di fatto azzerate; - Il Polo Museale sostiene di aver avviato interventi manutentivi sulle alberature del parco, risolvendo la situazione attraverso l’intervento su 60 alberi. La predetta affermazione ci sembra molto superficiale, tenendo conto che il censimento commissionato all’IPLA dalla Sovrintendenza rilevava, nel 1989, la presenza di ben 19.000 piante con diametro superiore a 8 centimetri nell’area boschiva del parco (circa 80 ettari sui totali 170)! - Le condizioni di manutenzione del complesso sono sotto gli occhi di tutti: il piazzale di fronte al Castello è pieno di erbacce; il Palazzo subisce danni evidenti a causa delle perdite d’acqua derivanti dalla presenza di foglie e residui vegetali nelle condotte pluviali e dall’assenza di interventi sulle coperture; il Parco continua ad essere chiuso. Questa Amministrazione intende tuttavia sottolineare l’impegno e la disponibilità che non sono mai mancati al Comune ed ai visitatori da parte della Direzione Generale dei Musei e di tutto il Personale in servizio presso il Castello di Racconigi, pur tra molte difficoltà operative ed organizzative. Detto ciò, il Comune, insieme ai cittadini, peraltro promotori in prima persona delle iniziative avviate, ed ai tanti Enti e soggetti coinvolti, continuerà a promuovere azioni atte a ridare alla Città il suo parco e a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica sul problema. Il parco va restituito, oltre che ai racconigesi, alle migliaia di cittadini cuneesi, piemontesi ed a tutti i turisti, stranieri compresi, che ogni anno visitavano questo meraviglioso patrimonio culturale ed ambientale. È questo ciò che chiediamo al Polo Museale invece di dichiarazioni fuorvianti.

L’Amministrazione Comunale – Racconigi

«Una protesta non verso l’Ue ma verso i burocrati»

Gentile Direttore,

qualche giorno fa il Presidente del Consiglio Comunale, oltre rivolgere il suo augurio al sottoscritto e l'auspicio di avere un rappresentante saviglianese a Bruxelles, ha ricordato la mia scelta di lasciare l’Aula del Consiglio Comunale di Savigliano quando veniva suonato l’Inno d’Europa. Ringrazio di cuore per questa citazione perché mi consente di rivendicare con orgoglio il mio gesto provocatorio nei confronti non della Istituzione che spero di potere degnamente rappresentare tra breve, ma delle persone che per troppi anni, per decenni l’hanno occupata indegnamente: la mia protesta, eclatante perché desideravo che venisse notata e venisse riportata alla gente, era rivolta non verso l’Europa, ma verso la classe dirigente che per decenni ha fatto scelte economiche (penso ad esempio a quelle nei confronti della Grecia, del Portogallo e della Spagna) di cui, anni dopo, ha dovuto pentirsi chiedendo scusa, dai salotti e dai convegni, ai cittadini danneggiati da una severità eccessiva che avevano dovuto per colpa loro affrontare difficoltà ingiuste. Protestavo non contro l’Europa, ma contro i Commissari che predicavano l’accoglienza lasciando i migranti marcire nei centri di identificazione a Lampedusa ed accettando solo contingenti di persone selezionate. E mi indignavo non contro l’Europa, ma contro le istituzioni monetarie che per troppi anni hanno frenato la crescita dei Paesi prigionieri di un debito pubblico fatto da classi dirigenti che non esistono più ma che devono pagare le giovani generazioni oggettivamente incolpevoli e che non è giusto che paghino per gli errori degli altri. Oggi tutti dicono che l’Europa va difesa ma va cambiata, ma se fosse stato per quelli che zittivano di fronte alle ingiustizie sociali di matrice europea solo perché erano dei privilegiati della politica, nessuno oggi sosterrebbe la necessità di questo cambiamento: senza le nostre rumorose proteste oggi nessuno chiederebbe di cambiare nulla nelle istituzioni dell’Unione. Io protestavo contro quell’Europa delle ingiustizie e della sottovalutazione del malcontento sociale, e lo rifarei mille altre volte, e non mi univo a quell’Inno sperando solo di poterlo intonare insieme a quelli che come me vogliono un’Europa migliore e diversa da quella che ci hanno consegnato fino ad oggi i burocrati dei paesi più ricchi… un’Europa “veramente democratica ed inclusiva”.

Marco Racca – candidato alle elezioni europee (Lega)

«Da un mese manca lo scivolo del giardinetto»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata all’assessore ai Lavori pubblici:

Egregio assessore, è oltre un mese che il giardino pubblico “Clemente Rebora” è privo dello scivolo per i bambini. Capisco che sia molto più facile girare la faccia altrove anziché preoccuparsi di un qualcosa utile alla collettività, ma oggi sentendo più persone lamentarsi al “vento” ho pensato più utile, come sempre, metterci la faccia e scriverle. Certamente sono un elemento di disturbo per lei, una persona poco gradita, ma io pensavo che essere un cittadino propositivo fosse un valore aggiunto per tutti, a parte qualche eccezione: Savigliano. Questa è politica spicciola che amo, quella politica che in primis deve mettere davanti il problema e la soluzione e poi l’interesse personale

Claudio Ferrero – Savigliano

«Creiamo un’area per cani lungo il torrente Mellea»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta rivolta al sindaco Giulio Ambroggio:

Illustrissimo Sig. Sindaco, scrivo a nome mio e di un gruppo di possessori di cani da compagnia che sentono l'esigenza di poter lasciare liberi i propri animali in un luogo della città recintato e sicuro. A tale scopo avremmo individuato la zona adiacente il Mellea dove si trova l'area scarico camper (via F.lli Fissore). È una zona poco trafficata, e si eviterebbero così i vari giardini pubblici frequentati da bambini e famiglie. Inutile dire che cercheremo di tenerlo pulito ed in ordine. Ringraziamo per l'attenzione che vorrà dedicare a questo progetto e per una cortese risposta. Cordiali saluti,

Ausilia Supertino – Savigliano

«Una leggerezza senza volontà di colpire nessuno»

Gentile Direttore,

mi permetto di chiederLe un cortese spazio per intervenire in risposta all’intervento del parroco Don Maurilio Scavino, comparsa sull’ultimo numero del Corriere. Per far maggior chiarezza a chi legge le precisazioni di Don Maurilio Scavino vanno citati i fatti, altrimenti c’è il rischio di scatenare sterili polemiche, trattandosi di un post su Facebook rimosso (ha avuto una permanenza non superiore alle 4 ore). Il post a cui fa riferimento Don Scavino è comparso sul gruppo “Sarebbi di Racconigi Se”, da me co-fondato due anni fa e l'autore del post è la sottoscritta. Nello stesso citavo la notizia del pensionamento di una docente della scuola media e la sua presunta sostituzione da parte di Don Scavino. La notizia riportatami risultava poi priva di fondamento e pertanto ho provveduto alla sua immediata rimozione. La mia leggerezza è stata poi quella di non smentirla, così come quella di condividerla senza prima aver approfondito l’argomento, ma tanto più un impeto mosso da ricordi non piacevoli che ha risvegliato in me. Mi scuso con i lettori del gruppo per questo. Tengo a precisare però che non corrisponde a realtà il fatto che vi fossero riportati tariffari relativi alle funzioni religiose: il post non voleva colpire la figura di Don Scavino. Non essendo frequentatrice della parrocchia, non sono a conoscenza di queste informazioni e quindi non ho la possibilità, né tantomeno l’interesse, nel citarle. Se però il riferimento alle “tariffe” è la questione “Rami d’Ulivo” della domenica delle Palme, il post comparso sul gruppo voleva far chiarezza sul vociferare infondato (“da paese…”) circa il fatto che don Maurilio chiedesse 2 o 5 euro per ogni rametto, riscattando così l’operato encomiabile dei volontari che si sono prodigati nel confezionare ogni singolo rametto con carta trasparente e nastrino rosso. Se mi è concesso un commento personale a questa storia, in vista di quanto sta accadendo nella nostra cittadina, sarebbe gradito da parte di tutti e soprattutto da coloro che rivestono nel loro ambito un ruolo di “leader”, di cercare di mostrarsi uniti nell’unico scopo a-politico e a-confessionale che è quello di ottenere la riapertura del Parco Reale. Cordialmente,

Elena Vassallo - Racconigi

«Prorogata la convenzione per tutelare creditori e residenti»

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito alle dichiarazioni dell’assessore Paolo Tesio il curatore precisa che la proroga della convenzione [per l’area edificabile di frazione Cavallotta, ndr] è stata richiesta al fine di mantenere la destinazione edificatoria dell’area e non per realizzare le opere di urbanizzazione comprese le strade, attività che è preclusa alla procedura non essendovi l’esercizio provvisorio. Il Comune non ha escusso la fideiussione per le opere non realizzate, né si è insinuato nella procedura fallimentare a tutela del proprio credito. Con la proroga del permesso di costruire e della convenzione si è cercato di salvaguardare il progetto iniziale a tutela dei creditori del fallimento e degli attuali proprietari. Il computo delle opere di urbanizzazione già svolto dalla procedura si è reso necessario per la determinazione della stima del valore degli immobili, villette e terreni, valore dal quale è già stato detratto l’importo relativo alla realizzazione di tali opere da parte eventualmente dei futuri acquirenti degli immobili all’asta. Il curatore di fronte all’inerzia dell’amministrazione comunale si è visto costretto a richiedere una proroga del permesso di costruire per le opere di urbanizzazione per non lasciare decadere il tutto a danno degli attuali abitanti e futuri acquirenti. La procedura si rende disponibile, in tempi brevi, al dialogo con le parti possibilmente senza attendere la scadenza ultima del 2021.

Marco Pautasso, curatore fallimentare - Savigliano

«Sull’ospedale è ora di aprire davvero gli occhi»

Caro direttore,

l’ennesima querelle sull’ospedale fra Gioffreda e Ambroggio nell’ultimo consiglio comunale, credo richieda il ricorso alla metafisica, oltre che alla psicologia. La fede incrollabile dei compagni (argomento che è tutto un ossimoro) non basta più: è tempo di aprire gli occhi e vedere la dura realtà. In particolare, sono slegate da qualunque evidenza empirica: a) L’esistenza stessa della DGR da 9 milioni di euro per le attività di antincendio ed antisismica. Nessuno infatti ha ancora ricevuto questa DGR; forse ogni teoria è valida e quindi la DGR, a forza di pensarci tutti, potrebbe finanziare qualunque opera. b) L’esistenza stessa del piano direttorio da 53,7 milioni, di cui, ricordo, i 9 milioni non fanno parte. I 9 milioni son destinati a lavori obbligatori finalizzati al mero rispetto delle norme di sicurezza. Verranno impiegati per sondare la capacità degli edifici di resistere a scosse telluriche e saranno utili (se esistono!) per avere locali in cui non possano divampare incendi, ma non si tratta di nuove costruzioni. c) L’esistenza stessa del piano di investimenti da 1,5 miliardi annunciato in pompa magna da Chiamparino, Saitta e compagnia. Questo argomento assomiglia ormai al tesoretto di Prodi, che alcuni illusi stanno ancora cercando (come entità positiva) nel mare del debito pubblico italiano. I saviglianesi, i saluzzesi ed i fossanesi (così come i cuneesi, ammaliati dal progetto del nuovo ospedale) hanno invece di fronte la seguente realtà: il peggior finanziamento sanitario di tutti i territori provinciali regionali e il bilancio dell’ASL CN1 che, a meno di miracoli, presenterà a una perdita significativa. Non ci sono disponibilità in Regione, se ce ne fossero state, non ci sarebbero state perdite non coperte per il 2018. Chiedo agli elettori di riflettere sulle azioni concrete che la Giunta Chiamparino ha realizzato per i loro ospedali. Non ne ricorderanno nessuna perché non ne esiste nessuna.

Luigi Genesio Icardi - candidato al Consiglio regionale (Lega Nord)

«Giuse, ci hai insegnato che i sogni diventano realtà»

Mi rivolgo a Lei direttore e alla vostra redazione per chiedervi di diffondere un grazie prezioso ad un amico meraviglioso, pazzo, visionario! Giuseppe Porcu, 22 anni fa parte dalla Sardegna e viene in provincia di Cuneo per fare il servizio civile. Qui con la sua magia circense contagia tutti quelli che incontra e così prova a realizzare un sogno: aprire una scuola di Circo. Oggi questa scuola “Fuma che ‘nduma” conta più di 300 iscritti tra bambini, ragazzi e adulti, organizza un meraviglioso festival di circo per bambini “Il ruggito delle pulci” ormai da 14 anni e soprattutto regala ogni giorno, fiducia, magia, sorrisi e amore! Io e la mia famiglia lo abbiamo incontrato tre anni fa quando mia figlia più grande, Aleida, si è iscritta alla sua scuola. Aleida è una bambina meravigliosa, sensibile, timida con un po’ di ansia da prestazione e il primo impatto con la geniale e magica disorganizzazione circense per lei è tosto così mi iscrivo anche io e insieme scopriamo questa magica atmosfera: bimbi, ragazzi di tutti i livelli e età si allenano insieme, i grandi aiutano i piccoli, li sostengono e insegnano loro tutto ciò che sanno, il successo di uno è un’ovazione di tutti, sono rispettati gli umori, le attitudini i tempi di ognuno e con il sorriso e la magia nel cuore i ragazzi crescono imparando a superare i propri limiti, ad aiutare e rispettare gli altri; il tutto sempre condito da grandi e grosse risate! Giuse ha un altro sogno, un tendone da circo che possa essere rifugio d’arte e amore. Lo trova e lo compra; 30.000 euro e per poter finanziare questa pazzia prova il Crowdfunding. Il Crowdfunding si è chiuso il 13 maggio e non è andato come sperato… Quello che vorrei è portare a Giuse un messaggio che è mio, della mia famiglia ma anche delle migliaia di famiglie a cui ha donato la sua magia in questi anni. Giuse sei una persona meravigliosa, sei un sognatore, un mago, un educatore splendido. La tua magia e i tuoi sogni hanno contaminato chiunque ti abbia incontrato! Ricordo che un giorno, una delle prime lezioni, ti sei seduto accanto a me e mi hai detto “Vedi Aleida, come guarda il trapezio? Se lo divora con gli occhi e quando sale le passa tutto! È il suo elemento, vedrai!” Così è stato! Lo sapevi prima di lei! E ora Aleida aspetta tutta la settimana che arrivi il venerdì per andare a scuola di circo e la piccola Noa Rosa, adottata come mascotte, in quel caos si sente felice e per due ore non molla il sorriso dalla faccia… In quest’ultimo periodo vederti così triste ed adombrato per la paura di non farcela nell’impresa del tendone ci ha profondamente toccato… Giuse, quando hai un sogno fallo diventare realtà! Lo hai insegnato tu a noi ogni giorno! Non so come ma sono sicura che riusciremo a portare a casa il tendone! La magia esiste e tu lo sai bene! Noi saremo con te, qualunque cosa accada! I sogni, la magia, il calore e il sorriso che hai portato ogni giorno nelle nostre vite torneranno indietro e in un modo o nell’altro questa pazzia diventerà realtà! Ti vogliamo bene e ti sosterremo sempre!

Tatiana con Aleida, Noa Rosa e Raffaele - Savigliano

«Gentilezza e umanità al Santissima Annunziata»

Riceviamo e pubblichiamo:

Per due anni sono dovuto ricorrere alle cure del personale dell’ambulatorio di vulnologia dell’ospedale S.s Annunziata di Savigliano. Sono stato colpito dalla gentilezza e dal garbo con cui sono sempre stato trattato: le due infermiere addette si sono dedicate a me con molta competenza e professionalità. Mi hanno anche aiutato psicologicamente ad affrontare questo periodo di difficoltà, dimostrando sempre sincera disponibilità nei miei confronti ed offrendomi un ambiente sereno dove poter confidare le mie preoccupazioni per la malattia. Di tutto ciò ringrazio vivamente l’efficienza della struttura ed il personale, che ritengo preparato, sensibile ed attento. Grazie

Carlo Tesio - Racconigi

Standing ovation per il coro Milanollo

Riceviamo e pubblichiamo:

È stata una serata significativa e di grande intensità spirituale quella che si è tenuta il 4 maggio nella chiesa di S. Agostino di Cherasco, che ha visto la partecipazione del coro femminile Milanollo in occasione della preparazione alla festa patronale di Cristo Risorto. Il coro Milanollo è conosciuto in Italia e all’estero per una specificità particolare: canta il Gregoriano, l’antica melodia legata alla figura di Papa Gregorio da cui prende il nome. Il Gregoriano veniva adoperato soprattutto dalle Comunità Monastiche dei Benedettini. È un canto all’unisono, senza accompagnamento, normalmente esercitato dai monaci maschi per le funzioni religiose “Inni, Antifone, Salmi, Sequenze” al servizio della preghiera. Il programma di Canto Gregoriano eseguito contemplava brani celebri del tempo pasquale ed è stato completato da alcune composizioni ricavate dalla liturgia Ortodossa e Armena, dalla melodia polifonica delicata piena di sonorità e di grande effetto che invita al raccoglimento e alla meditazione del Mistero. Il coro era diretto dal maestro Sergio Chiarlo accompagnato all’organo dal figlio maestro Ivan Chiarlo. Il pubblico ha partecipato con grande attenzione sottolineando il gradimento con un lungo applauso.

Don Angelo Conterno - Cherasco

Alla scoperta delle Penne Nere cuneesi

Riceviamo e pubblichiamo:

Martedì 30 aprile gli alunni di due classi terze della Secondaria degli Istituti Comprensivi cittadini si sono recati in visita alla caserma “Ignazio Vian” di Cuneo, sede del 2° reggimento alpini. La visita ha dato l’occasione ai ragazzi di conoscere le attività e i compiti delle “Penne Nere”. Gli alunni erano accompagnati dal gruppo alpini di Savigliano e da una rappresentanza della Sezione di Cuneo dell’Associazione Nazionale Alpini. L’accoglienza è stata molto attenta e calorosa. Molto apprezzato è stato lo sperimentare alcuni tratti del percorso di allenamento, sotto lo sguardo vigile dei giovani militari. La giornata si è conclusa al Memoriale Divisione Alpina Cuneese, alla vecchia stazione Cuneo Gesso, dove è possibile intraprendere un viaggio nel tempo, osservando numerosi cimeli che raccontano storie di coraggio, fatica e dedizione. Alcuni commenti dei nostri ragazzi: “Abbiamo capito quali sono le responsabilità e le fatiche che comporta l’impegno degli alpini”. “Ci siamo divertiti soprattutto a provare il percorso ad ostacoli, anche perché gli alpini che ci aiutavano erano molto simpatici”. “È stata un’esperienza emozionante, assolutamente da provare!”.

Studenti e insegnanti della secondaria degli istituti comprensivi di Savigliano

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