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Al direttore

«Privatizzazione Casa di riposo: alcune precisazioni»

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito agli articoli comparsi su alcune testate, il Collegio Commissariale della Casa di Riposo di Sommariva del Bosco ritiene doveroso fare alcune precisazioni e considerazioni relative alla deliberazione del Consiglio Comunale del 25 febbraio in merito alla privatizzazione della Casa di Riposo. 1) Dopo 15 anni la Regione Piemonte ha approvato la legge regionale sul "Riordino del sistema delle Istituzioni Pubbliche di Assistenza e Beneficienza", tenuto conto delle problematiche relative ai citati enti. 2) Il Collegio Commissariale della Casa di Riposo ha votato all'unanimità la trasformazione dell'IPAB in Fondazione — persona giuridica — di diritto privato richiedendo alla Regione Piemonte il riconoscimento della personalità giuridica. Le motivazioni in ordine alla scelta di trasformazione in Fondazione sono dovute a tutta una serie di notevoli benefici economici, di carattere fiscale, amministrativo e gestionale (si pensi, a titolo esemplificativo, alla normativa sugli appalti pubblici, a quella in materia di contabilità pubblica e di gestione del personale specie in caso di assenze retribuite e relativi costi). Con la privatizzazione l'Ente non avrà scopo di lucro e manterrà le medesime caratteristiche attuali, continuando a rimanere sotto la vigilanza ed il controllo della Regione Piemonte. L'impegno del Consiglio di Amministrazione anche per il futuro sarà a titolo gratuito. 3) Quanto deliberato dal Consiglio Comunale in merito alla destinazione del patrimonio dell'Ente ed altri contenuti è stato oggetto di un intervento da parte delle Regione Piemonte che, autonomamente, con una nota di marzo inviata al Comune e per conoscenza alla Casa di Riposo, ha precisato che alcuni elementi sono stati mal interpretati e riportati e l'affermazione sulla destinazione del patrimonio è "frutto di un errata applicazione al trasformando Ente di diritto privato, della normativa dettata dal D.Lgs n. 117/2017" in quanto "non troverebbe applicazione nei confronti dell'IPAB in questione" e che il Comune, quale destinatario del patrimonio, può essere "inserito in Statuto qualora l'Ente Io ritenesse". A tal fine si invita il lettore a prendere visione sul sito della Casa di Riposo dello Statuto approvato dall'Ente dove il Comune è il primo destinatario dei beni. 4) Infine per quanto riguarda il capitolo contributi il Collegio Commissariale della Casa di Riposo ritiene che il Comune non possa rimettere in discussione l'impegno assunto con rogito notarile a maggio dell’anno scorso ai fini di un contributo economico per la realizzazione di un salone polivalente, lavori tra l'altro già iniziati ed in via di conclusione.

Bernardino Borri – presidente del Collegio Commissariale della Casa di Riposo di Sommariva del Bosco

«Marinetti andò al funerale di Umberto II, lo sanno al PD?»

Egregio Signor Direttore,

come Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, e come cittadino italiano la cui famiglia ha pagato costi importanti alla nostra libertà, sono moralmente obbligato a rispondere ai vaneggiamenti dell'area politica del Partito Democratico di Racconigi apparsi sulla testata da lei diretta. Premetto che l’Istituto per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon, facente parte di Assoarma, sotto la tutela del Ministero della Difesa, è un Istituto apolitico e apartitico ed ha unicamente come obiettivo statutario la salvaguardia del senso dello Stato e la custodia dei più alti Valori e Tradizioni nazionali che si sono perpetuati per secoli anche attraverso la Casa Reale d'Italia. La cerimonia che si è svolta nella parrocchia di Racconigi, luogo dedicato alla preghiera cristiana ed anche al ricordo dei defunti, nulla altro ha significato che ricordare l'anniversario della morte di Sua Maestà Umberto II, nato a Racconigi il 15 settembre 1904 e cittadino onorario della città. Non voglio scendere in discussioni epocali ricordando la quantità di partigiani non comunisti, azzurri e cattolici che combatterono a fianco del Re Umberto II (la storia non va letta in un solo senso come sembra essere l'abitudine di molti). I Fratelli morti per questa Nazione, che ci auguriamo di ritrovare un giorno, non hanno alcun colore politico, non hanno razza e non hanno censo. Sono solamente figli di questa grande Nazione e come tali tutti vanno rispettati. Questo nostro Paese ha bisogno oggi più che mai di più patrioti e di meno anti-italiani. Consiglio ai signori che hanno sollevato la polemica sulla cerimonia di domenica scorsa di riflettere sulla Storia d'Italia e, almeno per una volta, con intelletto e obiettività. D'altro canto, se l'Italia ha scansato il pericolo di fare la fine dei paesi dell'Est lo si deve esclusivamente agli accordi di Yalta che hanno determinato la divisione del mondo in due blocchi contrapposti e collocato l'Italia nella sfera d'influenza americana, e non certo per la volontà dei partigiani rossi che volevano fare dell'Italia un'appendice della Russia di Stalin, fatto importante che nell'enfasi celebrativa della Sinistra è sempre volontariamente sottaciuto o dimenticato. Termino ricordando alla sezione PD di Racconigi intitolata al compianto amico Beppe Marinetti che nel marzo del 1983 quando si seppe la notizia della morte del Re Umberto II, fu proprio Marinetti per primo a sollecitare il sindaco di allora a recarsi in forma ufficiale ai funerali ad Altacomba, e lui stesso partecipò con le lacrime agli occhi. Nel rispetto di un grande uomo come Beppe Marinetti che ebbe la fortuna di conoscere e di stimare personalmente il Re, prego i signori del PD di Racconigi di abbandonare le polemiche e di guardare piuttosto al bene futuro della nostra Patria.

Riccardo Moia Venturini - Delegazione Istituto Naz. per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon, prov. di Cuneo

«Fiera della Meccanizzazione: strumento fondamentale»

Riceviamo e pubblichiamo:

«Il nostro è un territorio che produce, innova e soprattutto sa fare squadra. Manifestazioni come la Fiera Nazionale della Meccanizzazione Agricola rappresentano uno strumento di relazione e scambio esperienziale tra imprese e imprenditori, fondamentale per innalzare la competitività globale. Crediamo nella vision della Fondazione Ente Manifestazioni che va nella direzione di aprire l’evento a nuove ed eccellenti aree merceologiche: un’opportunità che sapranno cogliere i nostri imprenditori. Abbiamo aderito a questa 38esima edizione con una ventina di imprese, che danno lavoro a circa 2500 dipendenti e ben rappresentano l’economia del territorio. “Uomini, macchine e idee” è il claim che abbiamo coniato per evidenziare che le nostre aziende sono prima di tutto formate da uomini e sono capitanate da imprenditori che grazie alle tecnologie oggi disponibili possono mettere in pratica le proprie idee, creando sviluppo ed occupazione. È il fulcro del messaggio che abbiamo voluto dare alle migliaia di visitatori di questa edizione e per raggiungerli tutti, abbiamo anche lanciato un video sugli imponenti ledwall allestiti al centro dell’area espositiva, con l’obiettivo di aprire le porte delle imprese e presentare le loro eccellenze».

Marco Costamagna - presidente della Sezione Meccanica di Confindustria Cuneo

«Tutti dovrebbero fare un viaggio dentro di sé»

Riceviamo e pubblichiamo:

Mi rivolgo all’Asl di Savigliano e alla dottoressa Wanda Castelli per esprimere il mio ringraziamento circa il corso di Training Autogeno a cui ho partecipato nei mesi scorsi. Un recente e grave problema di salute mi ha spinta a chiedere un sostegno psicologico tramite il sistema mutualistico e, grazie alla dottoressa Castelli, sono stata inserita nel gruppo di training autogeno dal quale ho tratto grandi vantaggi: superato l’insonnia e le piccole crisi di ansia, acquisito una maggiore sicurezza sul lavoro e nei rapporti con gli altri, oltre ad avere un umore più solare e spensierato di prima. Consiglio a tutti di intraprendere questo piccolo viaggio all’interno di sé stessi e ringrazio l’Asl per averci dato come location una stanza della splendida villa vicino alla chiesa della Consolata, non ci sembrava nemmeno di essere in un ambulatorio ma di trovarci a casa di un amico.

Lettera firmata – Savigliano

«Dedichiamo una via a Tota Rosetta»

Egregio Signor Direttore,

ho letto, apprezzato e condiviso sull'ultimo numero del Corriere di Savigliano quanto scritto dal vostro corrispondente in merito alla nobile figura di "Tota Rosetta". Ho avuto il piacere di conoscerla personalmente ed il suo impegno, in favore di chi aveva bisogno, mi colpì profondamente. Agiva, senza scopo di lucro, in favore dei concittadini, quando il welfare, come lo intendiamo noi, rappresentava una parola sconosciuta. Non esisteva il Consorzio Monviso Solidale e neppure i Patronati messi in campo dai Sindacati. Impiegata per lungo tempo in Municipio, impegnava tutto il suo tempo ad espletare pratiche assistenziali di ogni tipo. Ancora ai nostri giorni, alcuni concittadini devono il loro assegno pensionistico all'opera di Tota Rosetta. Per non parlare degli innumerevoli cani e gatti, che godevano del suo ricovero e per i quali spendeva risorse fisiche e materiali. Per queste ragioni, insieme a tanti concittadini, invito chi di dovere a ricordarla in modo tangibile. Penso alla Intitolazione di una via, magari cambiando Vicolo S. Bernardino in Via "Rosetta Bottero-Benefattrice" oppure dedicandole la Via che unisce Via Sommariva del Bosco con Via Molino Nuovo. Domando troppo, in una toponomastica cittadina troppo maschilista?

Domenico Racca – Cavallermaggiore

«Fiera: un successo merito di tante persone»

La trentottesima Fiera della Meccanizzazione Agricola e la Fiera di Primavera sono state due grandi successi. Voglio quindi ringraziare a nome mio e dell’intera Amministrazione Comunale tutti coloro che si sono prodigati per far sì che questi eventi avessero successo. Innanzitutto la Fondazione Ente Manifestazioni con il suo presidente Andrea Coletti, i rappresentanti nell’assemblea dei Soci, il Consiglio di Amministrazione, in particolar modo il dott. Aldo Lovera che in questo Consiglio rappresenta il Comune. A questi ringraziamenti si aggiungono quelli per tutti i collaboratori della Fondazione a cominciare dai dipendenti che hanno concretamente contribuito al successo delle due Fiere. Un grazie particolare ai Vigili e al loro comandante Rocco Martini, all’Ufficio tecnico nelle persone dell’ingegner Isabella Botta e del geometra Sergio Fissolo. Grazie alla Protezione Civile, ai vigili del fuoco, ai numerosi volontari, soprattutto gli Ausiliari di Vigilanza e il Gruppo Interforza di Fossano, alla Croce Rossa: senza la loro partecipazione non si sarebbero potuti realizzare gli eventi. E grazie a tutti i saviglianesi che come sempre si sono dimostrati all’altezza della situazione. Prossimi appuntamenti: le celebrazioni del 25 aprile, Quintessenza il 19 maggio, la festa della cultura il 1 giugno e poi tra giugno e luglio “La bella estate saviglianese”. Dall’8 al 16 giugno la Grande Fiera d’estate e il 13 luglio la notte bianca.

Giulio Ambroggio - Sindaco di Savigliano

«Grazie a tutti, arrivederci al 2020»

La Fondazione Ente Manifestazioni Savigliano desidera ringraziare tutti coloro che hanno collaborato con la propria professionalità al grande successo della manifestazione. Grazie al Comune di Savigliano, al Comandante Martini e a tutti gli agenti della Polizia Locale; alla Compagnia dei Carabinieri di Savigliano, alla Protezione Civile, agli ausiliari di vigilanza della Città di Savigliano, al Gruppo interforze di Fossano, al servizio di volontariato della Croce Rossa, all’ufficio tecnico e al Consorzio S.E.A alla ditta Derichebourg Italia – San Germano S.r.l. L’impegno, la dedizione e la capacità organizzativa in un evento complesso e delicato per garantire la sicurezza di tutti hanno consentito lo svolgimento sereno di questa 38° edizione. Grazie all’Abate Don Paolo Perolini. A tutte le Istituzioni, le Associazioni di Categoria e a tutti gli Sponsor che ci hanno sostenuto e appoggiato e a tutti gli organi di stampa giungano il nostro ringraziamento; in particolare, i giornali di Savigliano (“Il Saviglianese” ed “Il Corriere di Savigliano”) che hanno contribuito con grande sensibilità, professionalità e partecipazione alla comunicazione della Manifestazione su questo territorio. Si ringraziano tutti i relatori, le associazioni e le aziende che con competenza e intelligenza hanno animato il dibattito presso il Padiglione Agrimedia. Grazie a tutti i fornitori che hanno contribuito alla buona riuscita della Manifestazione. Grazie alle scuole Superiori Arimondi Eula e Aimone Cravetta e al contributo dei loro giovani studenti; agli espositori per la qualità del loro lavoro, alle forze dell’ordine tutte, a tutte le donne e gli uomini che hanno garantito la sicurezza e a tutti coloro che hanno collaborato a vario titolo per contribuire alla buona riuscita dell’iniziativa. Si ringrazia inoltre Floricoltura Monviso per la gentile collaborazione. Da tutti noi, un ringraziamento particolare anche alle 60.000 persone del pubblico della Fiera che con la loro partecipazione danno un senso profondo a tutto questo lavoro. Arrivederci alla prossima edizione.

La Fondazione Ente Manifestazioni

«Non si può morire in cantiere a 65 anni»

Riceviamo e pubblichiamo:

Nei giorni scorsi è deceduto un operaio di 65 anni, precipitato dal tetto in un cantiere edile a Roccaforte Mondovì. L'ennesima tragedia che avviene nel silenzio assordante di chi non vuole affrontare il tema della sicurezza sul lavoro, in uno dei settori più a rischio dove gli infortuni gravi e mortali sono ormai all'ordine del giorno e dove la formazione sulla sicurezza spesso viene elusa per risparmiare sui costi. Basti pensare alla piaga, presente anche nella nostra provincia, della mancata applicazione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro dell'edilizia nei cantieri. Oltre ad esprimere il nostro cordoglio alla famiglia, chiediamo al Governo che si attivi per l'applicazione delle norme sulla sicurezza e che si intensifichino i controlli. Drammi come questo non devono più ripetersi, la sicurezza sul lavoro deve diventare una priorità non più rinviabile. Non si può morire così, a 65 anni non si può più lavorare in cantiere edile.

Cgil Cuneo

«Se il sindacato conosce irregolarità le denunci»

Riceviamo e pubblichiamo:

Siamo esterrefatti dalle dichiarazioni rese inopportunamente dalla Cgil, relativamente all’incidente sul lavoro che ha avuto purtroppo una vittima in un cantiere edile. Stupisce innanzitutto che non si riconosca da parte sindacale che le politiche per la formazione e la sicurezza nel lavoro sia a livello nazionale che a livello locale vengono concertate insieme, datori di lavoro e sindacati di settore, da quarant’anni, attraverso gli enti paritetici (Cassa edile e Scuola edile), in assoluta bilateralità. E per primi i contratti collettivi di lavoro sono firmati insieme. Se l’accusa è che l’Ente scuola edile, preposto alla formazione, debba rinnovare le sue linee strategiche e operative, siamo disponibili a confrontarci e a ripensare insieme il modello. Ma se Cgil è a conoscenza di casi specifici di inottemperanza alle norme ha il dovere di segnalarli nelle sedi opportune, perché in altro caso, le pesanti generiche parole scritte rappresentano unicamente un esempio di pericoloso populismo e bieca diffamazione, contro un settore già duramente provato dalla crisi. Le norme ci sono e vanno rispettate, le nostre Associazioni di categoria si impegnano da anni a fondo nella diffusione della cultura della sicurezza, che è un qualcosa che va ben oltre la semplice osservanza delle norme: un assoluto dovere. Cercare una ribalta mediatica sfruttando un lutto rappresenta una brutale speculazione. Pensiamo che i lavoratori apprezzerebbero che il sindacato si battesse per cause concrete: una potrebbe essere abbassare l’età pensionabile per chi opera nel settore. Lavorare in un cantiere è molto faticoso e far rientrare gli edili in una categoria speciale porterebbe positivi risultati anche in termini di sicurezza.

Elena Lovera – presidente Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) Cuneo

«Meglio l’immobilismo che altri megastore»

Riceviamo e pubblichiamo:

A proposito delle più recenti notizie urbanistiche, relative al progetto di ricavare nell’area della Gran Baita un supermercato e della partenza dell’area commerciale di via Alba, mi sia consentito riprendere alcune considerazioni che come “Stop al consumo del territorio” avevamo espresso nella mostra “Il Piano Regolatore com’è, come potrebbe essere”, nella primavera del 2011. “Stando alla previsione dei fabbisogni determinati dal vigente PRG per la grande distribuzione, oltre alle aree già utilizzate pari a 19.300 metri quadri, e ai 28.000 metri quadri che sono stati approvati o sono in via di approvazione, sono disponibili altri 270.000 metri quadri. Questo significa che stando agli abitanti attuali (20.991) ogni saviglianese potrebbe avere a disposizione per lo shopping circa 13 metri quadri, ovvero per una famiglia di 4 persone 52 metri quadri, un piccolo appartamento! La superficie totale occupata e occupabile corrisponde a circa 29 ettari di suolo agricolo che equivalgono al consumo di terreno biologicamente produttivo di 13 individui, dal momento che secondo i calcoli più recenti l'impronta ecologica attuale dell'umanità è di 2,2 ettari globali pro capite. Dunque per il nostro shopping ci permettiamo di sottrarre per sempre le risorse a 13 uomini! Il saviglianese del futuro: tutto casa, televisione e centri commerciali! Nel dicembre 2010, insieme a “Il Molo”, in considerazione del fatto che l’Amministrazione comunale aveva nel dibattito sull’apertura del nuovo centro commerciale di via Torino anch’essa espresso pubblicamente la sua contrarietà all’apertura di nuove grandi strutture commerciali, abbiamo proposto che, con una manifestazione di volontà e coraggio, ma anche di coerenza, venisse rivista la destinazione d’uso dell’ampia zona (235.000 mq circa) compresa tra la nuova circonvallazione per Marene e Via Alba attualmente destinata dal Piano Regolatore a area produttiva e commerciale”. Siamo ancora adesso in attesa di una risposta alla nostra proposta, nonostante il fatto che avessimo documentato, con una serie di sentenze, la possibilità per l’Amministrazione comunale di variare l’uso del suolo contro chi sosteneva il contrario. Certo che se la soddisfazione del sindaco per la prossima partenza dell’urbanizzazione di via Alba o l’idea di riproporre il parcheggio sotterraneo, rispuntata recentemente, rappresentano la risposta alle accuse di immobilismo che provengono dall’opposizione e da parte delle stesse forze che sostengono la Giunta, non resta che pensare che l’immobilismo almeno non faceva danni.

Pier Fiorito – Stop al consumo del territorio Savigliano

«Tornelli alla stazione per garantire più sicurezza»

Leggo con tristezza la notizia sui giornali di oggi sull’ennesima aggressione al personale ferroviario a Cuneo, da parte di passeggeri senza biglietto, sulla tratta Torino-Savona, considerata tra le più problematiche. Da viaggiatore quotidiano della Savigliano-Torino da ormai più di un anno, non posso che osservare che la situazione è semplicemente fuori controllo. È all’ordine del giorno che salgano persone senza biglietto, al 99% straniere (ma quando sono italiane il problema è identico), pronte a dileguarsi ai controlli, a non esibire documenti, ad accampare scuse, a scendere da una porta per risalire due porte dopo, mettendo in evidente difficoltà il personale, che nei casi peggiori, rischia anche fisicamente. Rischiano anche i passeggeri onesti, che per caso si trovassero nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questa è la risultante del buonismo di troppe politiche all’italiana, dall’immigrazione alla legittima difesa alla certezza della pena, in un crescendo che è stato avviato dagli anni 90 fino ad oggi. L’idea delle body-videocamere da dare al personale come deterrente è valida, seppur non risolutiva, visto che di fronte ci sono quasi sempre persone con poco-niente da perdere. La stazione di Savigliano ha anche la criticità di avere i due accessi-scalinata piuttosto stretti, e mi pare non sia nemmeno a norma per l’accesso di persone con disabilità. Si potrebbe pensare di migliorare la struttura, e/o la gestione (un solo senso di percorrenza per ciascuno: o salita o discesa, sedia sali-scendi scalini), completando contestualmente con tornelli che impediscano (o per lo meno, rendano molto difficoltoso) l’accesso dei personaggi senza biglietto, stile metropolitana, stile stazioni delle migliori città europee cui dovremmo ispirarci, se in Europa dobbiamo (o vogliamo) restarci. Savigliano è una fermata importante e un discorso di questo tipo darebbe sicuramente dei risultati come qualità del servizio.

Franco Galvagno – Savigliano

«Sdegno e tanta amarezza per il furto in ludoteca»

Riceviamo e pubblichiamo:

L’associazione di genitori ‘Altalena’, nata nel 2005 per promuovere attività a sostegno della ludoteca di Savigliano, ha organizzato una lotteria per raccogliere fondi da destinare ad attività ludiche. Tra i tantissimi premi che commercianti e imprenditori hanno generosamente offerto, ce n’è uno speciale: una borsa frigo piena di prodotti Biraghi. La particolarità? È la seconda borsa, perché la prima è stata rubata dal frigorifero della ludoteca dove era stata conservata. Il direttivo coglie l’occasione per esprimere tutto lo sdegno e l’amarezza per un gesto così ignobile, aggravato dal fatto che la lotteria è finalizzata a migliorare un luogo dove crescono i bambini insieme alle loro famiglie.

Il direttivo dell’associazione Altalena – Savigliano

«Credo sia il momento di darsi una calmata»

Egregio direttore,

sul tragitto verso casa dopo una giornata di lavoro, ho trovato una scritta, in verde Padania fluorescente, recentemente apparsa su un muro, che ha fatto vacillare in me la convinzione che Racconigi sia tutto sommato un’isola felice rispetto alla barbarie del dibattito pubblico. Probabilmente mi ha colpito anche perché ancora sgomento dalle immagini di quelle svastiche disegnate sulle lapidi di un cimitero ebraico in Alsazia. “Salvini appeso”, per chi non lo sapesse, si rifà all’esposizione pubblica del corpo di Benito Mussolini con l’amante Clara Petacci e alcuni gerarchi fascisti in piazzale Loreto a Milano, nel punto dove l’anno precedente erano rimasti esposti i corpi di quindici partigiani giustiziati da alcuni soldati della brigata Muti. Sul perché nel 2019 qualcuno resti affascinato da certi riferimenti macabri del passato, dell’una o dell’altra fazione, per me è un mistero. Restano tuttavia sintomi di quanto il dibattito pubblico sia indietro, non solo storicamente, ma culturalmente. Senza entrare nel merito della questione, Matteo Salvini è il primo a fare politica sulla pelle delle persone con toni molto forti per usare un eufemismo. Così come i loro alleati di governo hanno iniziato la loro scalata al potere sbraitando “vaffanculo” nelle piazze che ospitavano i comizi di Beppe Grillo. Nel frastuono del bombardamento costante dei social media e della campagna elettorale permanente diventa quasi inevitabile spararla grossa per non vedere le proprie esternazioni assorbite nel rumore di fondo di tweet e post. Ma ciò non giustifica l’augurare la morte ad un avversario politico, per di più se occupa una carica istituzionale, o il prendere di mira le minoranze per i propri scopi propagandistici. Le idee e le opinioni si attaccano, meglio se con argomenti e dati oggettivi piuttosto di facili slogan che solleticano la pancia. È opportuno fermare questa spirale dell’odio come strumento di competizione politica. In tutta Italia si moltiplicano segnalazioni di omofobia, razzismo e violenze politiche. Le vicende giudiziarie prima di Salvini, poi dei genitori di Matteo Renzi sono state vissute come partite di calcio con analoghe reazioni delle due tifoserie. La storia va studiata e ricordata per evitare il ripetersi degli stessi errori. C’erano un po’ tutte le parti politiche all’inaugurazione della sede del circolo del Partito Democratico, intitolato proprio a Beppe Marinetti e Gino Longagnani, persone che hanno vissuto un’epoca che ha visto l’odio politico tramutarsi in genocidio. Il loro sacrificio ha lasciato un sistema, con tutti i suoi limiti e difetti, ricco di anticorpi per prevenire nuove dittature e che garantisce a chiunque la facoltà di esprimersi e di poter partecipare alla vita pubblica. Forse sarebbe il caso di darsi tutti quanti una calmata.

Alessandro Ghiberti - Racconigi

«Quanto traffico in centro serve più sicurezza»

Riceviamo e pubblichiamo:

Un lunedì di inizio dicembre. Sono le 8 e sto tornando dalla mia passeggiata mattutina, sono sulla pedonale che va dall’ospedale verso la stazione. All’altezza del passaggio a livello il traffico è bloccato: a sbarre abbassate, alcuni veicoli sono in coda per girare verso Marene per cui anche chi vorrebbe andare dritto verso l’ospedale non può farlo. Tutto come al solito, tutto come almeno tre volte al giorno di ogni giorno lavorativo dell’anno scolastico. La coda arriva ormai a corso Roma e oltre, con i veicoli fermi e accesi. Stamattina noto due cose, una meno e l’altra più evidente: una macchina che aspetta di uscire dal proprio cancello al n. 63 di corso Indipendenza (santa pazienza…) ed una ambulanza a sirene spiegate bloccata a metà tra il passaggio a livello e la rotonda di Corso Roma, direzione Ospedale. Assolutamente impossibile fare alcunché: da una parte fosso e alberi, dall’altra macchine. Qualcuno prova a spostarsi, ma le macchine che arrivano dall’Ospedale non sentono in tempo la sirena per potersi fermare. Continuo la mia passeggiata, con l’urlo della sirena che pian piano si affievolisce mentre arrivo all’altezza di Corso Roma, supero la rotonda e imbocco C.so Marconi verso la stazione, anche lì tutto fermo. Un pensiero per l’ammalato sull’ambulanza, sperando che arrivi in tempo all’Ospedale. E pensare che, forse, sarebbe così semplice: basterebbe togliere le 5 piante che ci sono a ridosso del passaggio a livello, rendendo la doppia corsia in andata verso l’Ospedale leggermente più ampia, consentendo così a chi vuole di rimanere in coda per girare verso il passaggio a livello e agli altri di andare dritto, verso l’Ospedale. Meno inquinamento, più sicurezza. Sarà possibile? Ps: A metà di C.so Marconi, davanti a via Casalis Lingua, noto che c’è una macchina parcheggiata anche dove si potrebbe scendere con bici e carrozzine. Anche questo, ogni giorno.

Roberto Colombero – Savigliano

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