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Al direttore

Biblioteca, libri in prestito e sanzioni per i ritardi

Gentile direttore, da anni numerosi cittadini – e io per primo – abbiamo avuto modo di apprezzare il servizio svolto dalla nostra Biblioteca Civica, capace di dialogare con le diverse categorie di utenti e di sensibilizzare la popolazione locale sulla diffusione della lettura. I dati diffusi in questi anni dimostrano che i risultati ci sono stati e che la Biblioteca costituisce, tra i servizi culturali, forse quello con maggiore diffusione. Adulti, giovani e anziani hanno in più occasioni mostrato di apprezzare e gradire il garbo, la disponibilità e la competenza del personale in servizio. Purtroppo tanto lavoro e impegno corre oggi il rischio di essere vanificato. L’adozione da parte della Biblioteca Civica (atto volontario o obbligatorio?) di un non meglio identificato applicativo della Regione Piemonte sta infatti rendendo maggiormente difficoltoso e impersonale il sistema del prestito con sanzioni – per fortuna ancora non economiche – di fronte al ritardo nella restituzione. Sono già in molti che, come il sottoscritto, in ritardo nella restituzione si sono visti sospesi per numerose settimane dal prestito e segnalati ad un non meglio identificato sistema gestionale Regionale. Non so a quale mal capitato dipendente della Regione possa interessare il mio ritardo nel riconsegnare alla Biblioteca le voluminose “Vite parallele” di Plutarco, ma penso che al di là di tutto tale sistema – nella sua astrattezza ideale per biblioteche universitarie o specialistiche - mal si concili con le esigenze di servizio di una biblioteca civica di una cittadina. Siccome venti giorni di prestito sono sufficienti per un giallo di Camilleri e invece piuttosto risicati per leggere (senza approfondire troppo) un trattato di San Tommaso d’Aquino, mi permetto di lanciare un’idea: adottare un sistema di prestito che tenga conto anche del genere di libro e formato (saggio, romanzo, silloge poetica, dvd). Siccome le lamentele sono già numerose e non pochi i “proscritti” arrabbiati, auspichiamo che il Direttore della Biblioteca trovi una soluzione di buon senso. Cordiali saluti.

Lodovico Buscatti – Savigliano

Caramagna, ancora sul piano di recupero

Egregio direttore,

le chiedo anch’io, in qualità di consigliere di minoranza del Comune di Caramagna Piemonte, l’ospitalità per precisazioni riguardo alla lettera comparsa sul vostro giornale del 5 aprile, a firma del geom. Giacchino Masino, in cui vengo citato per la mia richiesta di informazioni, nella seduta del Consiglio Comunale del 20 febbraio, che avrebbe determinato il rinvio dell’approvazione del piano di recupero di un fabbricato in Caramagna Piemonte, Via Baldovino. Il piano di recupero è stato adottato all’unanimità nella seduta consiliare del 3 novembre 2016, pertanto anche da parte del sottoscritto, ben disposto all’approvazione del provvedimento, senza particolari richieste di informazioni considerato anche che il Vice Sindaco Marco Osella, che guidava l’assemblea in sostituzione del Sindaco allontanatosi dalla sala in quanto interessato direttamente all’argomento in oggetto, aveva comunicato che il piano era stato esaminato dalla Commissione Edilizia Comunale con parere favorevole senza precisare però che erano state poste delle condizioni. Nella seduta del Consiglio Comunale del 20 febbraio scorso, venuto a conoscenza poco tempo prima che la Commissione Edilizia aveva subordinato il parere favorevole ad alcune condizioni, ho chiesto quali fossero tali condizioni, ma né il Vice Sindaco, né i consiglieri presenti hanno dimostrato di essere a conoscenza, come me, delle integrazioni richieste. è vero che avrei potuto consultare prima la documentazione, ma è anche vero e direi indispensabile che chi guidava la seduta si presentasse con tutta la documentazione relativa alla pratica, visto anche che nel preambolo della delibera da approvare è scritto testualmente: “ Il Consiglio Comunale... dato atto che il progetto è stato esaminato dalla Commissione Edilizia... con parere favorevole con condizioni…” intendendo, ritengo, che tali condizioni fossero citate o almeno che vi fosse la possibilità da parte dei consiglieri non solo prima, ma anche nella seduta stessa, di conoscerle. Io credo che chiedere delucidazioni in merito ad una pratica, proprio quando è sottoposta ad esame, rientri pienamente nei diritti del consigliere comunale, in questo caso poi dove il geom. Giacchino, redattore del piano di recupero, è coniuge del Sindaco, responsabile del Servizio Tecnico Comunale e il proprietario del fabbricato oggetto di piano di recupero è Assessore del comune stesso, fornire tutte le informazioni richieste, da parte di chi presiedeva la seduta, fosse una buona occasione, per la lista di maggioranza, di esibire la trasparenza che tutte le Amministrazioni invocano. Non devo pertanto difendermi dalle considerazioni della maggioranza che ha ritenuto il mio intervento un dispetto nei suoi confronti. Non mi riconosco, inoltre, nel giudizio del geom. Giacchino riguardo alla mia presa di posizione, che, a suo dire, avrebbe causato la sospensione e il ritardo nell’approvazione della delibera, quando, invece, la delibera sarebbe certamente stata approvata se la maggioranza avesse messo il punto ai voti; se questo non è avvenuto qualche motivo ci sarà. Ringrazio per l’ospitalità

Francesco Emanuel, consigliere di minoranza – Caramagna

Sommariva, “il grigiore di questa amministrazione”

Riceviamo e pubblichiamo:

In risposta alla lettera del Sindaco di Sommariva Bosco Matteo Pessione, alcune puntualizzazioni. I cittadini sommarivesi ci hanno votati per portare avanti i programmi e le proposte sulle quali ci siamo presentati, e noi, in coerenza, questo facciamo. Con meno coerenza la lista di Pessione ha promesso di abbassare le tasse, e non lo ha fatto, e ha di fatto ampliato la maggioranza (da quando un consigliere di minoranza è stato nominato nel Consiglio della Società dei rifiuti e il gruppo Essere Sommariva “ringrazia” votando sempre a favore del bilancio). Dunque evitino di fare lezioncine. La nostra presenza, o meno, in Consiglio Comunale ha un preciso significato politico. Signor Sindaco, i consiglieri comunali esercitano un ruolo che lei sta completamente negando, al di là della presenza in Consiglio. È vero o no che ci viene negata ogni richiesta di suolo pubblico per fare iniziative? Che ci è negata la possibilità anche solo di vedere o consultare documenti se non dietro richiesta scritta? Che le nostre richieste, anche le più semplici, trovano risposta l’ultimo giorno utile previsto dai regolamenti? Che documenti importanti non ci vengono messi a disposizione per una non meglio specificata riservatezza? Riservatezza nei confronti di un consigliere comunale? Noi crediamo che questa situazione metta in seria discussione l’agibilità democratica del nostro ruolo di consigliere comunali, che non è quello di fare le belle statuine in Consiglio Comunale. In secondo luogo denunciamo la gravissima affermazione del Sig. Pessione, secondo cui il ruolo professionale di vicaria del dirigente scolastico della Prof.ssa Agresta sarebbe “inopportuno” con il ruolo di consigliera comunale. Ma queste sono fesserie, senza attenuanti, sulle quali chiediamo scuse formali. Con quale discriminante presunzione/sfacciataggine fa tali affermazioni? Chi si crede di essere con atteggiamenti antidemocratici e retrogradi, al limite della discriminazione di genere? Quali ruoli o condizioni possono essere considerati “opportuni” per rivestire il ruolo di consigliere comunale? Sui lavori alla scuola c’è poco da aggiungere. 500.000 euro a bilancio senza finanziamento certo è un atto illegittimo, contrario alle più elementari leggi di bilancio. Cos’è il finanziamento “altro”? Detto da un sindaco, pazienza, ma da un ex-segretario…! Vogliamo dire a Pessione, se nessuno l’avesse informato, che nella graduatoria regionale il progetto presentato dal comune di Sommariva Bosco è classificato al 259° posto! E ne sono stati finanziati solo un centinaio. La verità, va detta ai cittadini. In ultimo, sul “grigiore” di questa amministrazione. È vero che il gruppo del sindaco ha vinto le elezioni (in verità con il peggior risultato da che esiste l’elezione diretta), ma mentre allora la previsione di una amministrazione grigia era una nostra previsione, ora il “grigiore assoluto” è un elemento di cui sempre più sommarivesi sono consapevoli.

Ester Uziard e Diomira Agresta – Sommariva Bosco

“Non sosterrò mai un candidato della sinistra”

Egregio Direttore. Sono stato chiamato simpaticamente in causa sul suo settimanale relativamente ad un mio presunto impegno politico nell’area del centrodestra. Non essendo stato interpellato al riguardo ritengo la sua un’ipotesi legittima, ma puramente giornalistica. Dopo quasi tre anni di intensa e apolitica attività amministrativa in Alpi Acque rimango stupito di tanta considerazione a due mesi dalle elezioni amministrative. Per questo la ringrazio, ma io sono poca cosa rispetto ai tanti “big” della politica locale. Tuttavia tengo a precisare che in realtà sono stato contattato in queste ultime settimane (non viceversa) da Claudio Cussa per sostenere un movimento di opinione nell’ambito del centrosinistra, da Piergiorgio Rubiolo per sostenere una lista alla sua personale candidatura, da Tommaso Gioffreda che mi ha chiesto di appoggiarlo con una lista civica a supporto. Anche con Portera ho avuto scambi di opinioni sereni seppur, a volte, su posizioni diverse. Ricordo che i primi rudimenti di attività procedurale consiliare ai “pentastellati” li diedi proprio io nel 2014 e senza alcuna riserva. Ciò che mi ha ulteriormente stupito è aver ricevuto recentemente molti attestati di stima da avversari di un tempo che hanno condiviso alcune mie battaglie del passato in Consiglio comunale. Se i messaggi di considerazione fanno piacere sono altresì refrattario alle lusinghe. Dall’area “sinistra” invece nulla da anni. Di certo, ma non è una novità, non avrei mai sostenuto e non sosterrò mai un candidato della sinistra che ha sempre considerato le posizioni critiche e libere, specie le mie, come “sabbia nella gioiosa macchina da guerra del Partito Democratico”. Io ho sempre guardato alle competenze e alla credibilità del candidato sindaco, alla sua dimostrabile professionalità nel mondo del lavoro, al suo programma concreto. Forse è sfuggito ad alcuni, ma ho sempre e solo garantito il mio appoggio amministrativo nell’ambito di una lista civica e non di partito. Ragione per cui l’impropria collocazione politica che mi viene attribuita poco mi importa, ma non è suffragata dai fatti. Personalmente guardo da sempre con rispetto e passione non alla politica, ma alle istituzioni e alla buona amministrazione. Non le nascondo che ero tentato a riprovarci, ma noto un’approssimazione diffusa, mancanza di coordinamento, affanno dettato da tempi sempre più ristretti, soprattutto scarsa considerazione per le competenze e le professionalità alla sola ricerca di voti richiesti a vassalli con il “cappello in mano”. Ragione per cui D’Alessandro preferisce alle indicate “manovre da retrobottega” il poligono di Bra dove opero sulle linee di tiro come istruttore e tecnico sportivo federale UITS/CONI di carabina. Auguro comunque ai tre, forse quattro contendenti una buona campagna elettorale con la speranza facciano poi bene per il bene della nostra città.

Fulvio D’Alessandro - Savigliano

Primarie Pd: la ragione della candidatura di Orlando

Tra i miei amici usciti dal Pd o ex elettori del Pd colgo un malcelato compiacimento del tipo: “te l’avevo detto” e una rassegnata presa di distanza tipo: “ma chi te lo fa fare” a sostenere la candidatura di Andrea Orlando alle prossime Primarie del 30 aprile. Per non parlare poi degli aderenti a qualche formazione di recente costituzione che non hanno fatto mancare le loro critiche alla candidatura Orlando e sperano, dalla sua sconfitta, di rimpolpare le purtroppo scarse adesioni al loro movimento. A tutti questi miei amici ribatto che il rancore per le delusioni subite dal Pd è un sentimento molto umano e comprensibile, ma che non aiuta a fare politica in modo concreto. Né a far fare un passo avanti al nostro paese. La battaglia congressuale in corso nel Pd non è un rito di cui coloro che hanno a cuore le sorti di questo paese si possono bellamente disinteressare. Infatti a me pare del tutto chiaro di come muterebbero le prospettive del centrosinistra in caso di vittoria dell’uno o dell’altro. Da un lato, un plebiscito per Renzi non farebbe che sancire la mutazione genetica subita dal Pd nel PdR (Partito di Renzi), cui probabilmente seguirebbe la frantumazione del Centrosinistra. Dall’altro, una affermazione di Orlando potrebbe far ripartire il processo di aggregazione del Centrosinistra, in cui ciascuno potrebbe recitare la sua parte. La domanda che faccio ai miei amici è quindi la seguente: cosa conviene di più ai sostenitori del centrosinistra e, quindi, al paese? La frantumazione del centrosinistra con tutti i suoi strascichi di polemiche e l’indispensabile, lungo processo di riaggregazione delle forze, ovvero avere un Pd come motore della riaggregazione? Se la risposta che li convince di più è la seconda, allora sarebbe bene che venissero a votare alle primarie e dessero il loro voto a Orlando. Se pensano, come D’Alema, che il Pd sia irriformabile, allora stiano pure a casa. Essendo però consapevoli di non averci neppure tentato a cambiare quello che sembra l’ineluttabile destino delle forze di sinistra, ossia la frantumazione, con il conseguente prevalere del settarismo e del leaderismo.

Guido Chiesa – Savigliano

Fondazione Crs, non esiste alcun “progetto Bper”

Egregio Direttore,

in relazione all'articolo pubblicato settimana scorsa sul suo giornale "Fondazione: soltanto uno sarà presidente" una breve precisazione. Non esiste al momento alcun progetto BPER: nè la Fondazione l'ha sviluppato, nè la Bper l'ha delineato. Di conseguenza nessuna opposizione a tale "progetto" è mai potuta essere espressa da parte del Consiglio Generale. Per quanto attiene alla mia idea di Fondazione e del rapporto tra questa e la Banca Conferitaria credo di aver ben delineato il mio pensiero nel documento di "Vision" che ho posto in allegato alla mia candidatura a Presidente (così come richiede il nuovo regolamento nomine). Sarò ben felice di poterne discutere con lei nelle prossime settimane. Con grande cordialità

Martino Grindatto – Savigliano

 

Ha ragione Martino Gridatto; non esiste alcun “Progetto Bper”, ma il presidente della Fondazione Crs non può negare che dell’interessamento della Bper verso l’acquisizione della Cassa di Risparmio di Savigliano se ne parla da anni e lui stesso mi aveva dichiarato che il Consiglio Generale della Fondazione era in maggioranza contrario a questa ipotesi. Non credo di aver scritto niente di nuovo e di sostanzialmente errato. Ben disponibile ad illustrare le sue idee riguardo la Fondazione e gli sviluppi sul conferimento della maggioranza azionaria.

c.g.

Scelte di campo e liste civiche

Egregio Direttore,

Finalmente sembra che anche a Savigliano comincino a delinearsi figure e candidati con una netta differenza di indirizzo e una visione alternativa tra loro. Questo a mio avviso è un bene dopo un monocolore che per troppo tempo ha prevalso negli indirizzi politici e amministrativi della città. Poco importa se, per una logica che ben conosco, liste civiche e partiti devono schierarsi congiuntamente a sostegno del proprio candidato. Certo… la presunzione di un’area ritiene che un solo partito di appartenenza, il proprio, sia legittimato a dettare le regole del gioco delegittimando in ogni modo chi la pensa diversamente. Tipico questo di retaggi storici dittatoriali che ancor oggi ha culturalmente alcuni estimatori, anche a Savigliano. Ma una città non si governa con i rancori, semmai con le competenze. Non si governa occupando tutte le poltrone che contano senza il benché minimo rispetto e considerazione per chi non si allinea. Non si governa con le simpatie, ma con le professionalità. Idealmente, per farmi capire, a Giorgio Bocca ho sempre preferito Giampaolo Pansa. Detto questo chi da decenni si è interessato all’amministrazione locale, sostenendo sempre e da sempre liste civiche, si trova oggi nella necessità civica di scegliere non tanto un’area definita quanto un modello di amministrazione alternativo, senza padroni e senza padrini, rilanciando una città da troppo tempo sedata e seduta. Le liste civiche, a differenza di ciò che sostenne un noto sindaco di sinistra, non sono più accessorie, ma frutto di una scelta condivisa e condivisibile in entrambi gli schieramenti. Anni fa scrissi che il monocolore (rosso) cittadino era un errore per quanto sostenuto dal consenso elettorale. Oggi sembra si prospetti un’alternativa agli elettori di Savigliano e di Levaldigi. Vedremo se i cittadini vorranno distinguere tra un modello noto ormai da vent’anni e uno o più indirizzi alternativi che i candidati a sindaco andranno a presentare nei prossimi mesi. Cordiali saluti

Fulvio D’Alessandro - Savigliano

“Allemano non conosce il servizio di Guardia Medica”

Gentile direttore,

siamo rimasti basiti nel leggere le parole del saluzzese Paolo Allemano (medico e consigliere regionale del Partito Democratico) relative alle, ahimè, probabili modifiche dell’organizzazione della Centrale Operativa del Servizio di Continuità Assistenziale (ex Guardia Medica) riportate nell’intervista pubblicata sulla sua testata la settimana scorsa. Egli afferma che “il problema principale è dato dalla comprensione: non tutti i medici conoscono alla perfezione le lingue e le chiamate che arrivano sono anche in lingua straniera”. è lampante come il consigliere non conosca il lavoro che si svolge all’interno della Centrale Operativa. Le chiamate che giungono all’ 848817817 (numero del Servizio di Continuità Assistenziale) molto raramente sono di persone che non parlano la lingua italiana e, in caso di evenienza, i medici di centrale, per effettuare l’anamnesi e decidere gli interventi successivi, chiedono l’ausilio di un familiare o di un amico presente col paziente oltre che servirsi della conoscenza di lingue straniere (inglese per tutti, altre lingue in base alla formazione personale). Il problema della “comprensione” non sussiste. Proseguendo, il dottor Allemano dichiara “la qualità del servizio non verrà persa: gli amministrativi saranno formati e sapranno interpretare al meglio tutte le richieste. In più se dovessero esserci delle difficoltà, saranno supportati da un medico sempre presente”. Questa futura organizzazione di Centrale Operativa affidata a personale laico non potrà mai gestire le chiamate come svolgono ora i due medici, ribadiamo solo due medici (tranne in alcuni fine settimana di maggiore incidenza in cui aumentano a tre), in servizio. Una laurea ed una specializzazione non sono equiparabili ad una breve formazione. Il personale amministrativo ed un medico presente non saranno assolutamente in grado di eseguire le procedure ora attive: gestire la chiamata come consulto telefonico, indirizzare il paziente verso l’ambulatorio, attivare la visita domiciliare o allertare il 118 in caso di emergenza. Tantomeno potranno ottemperare alle mancanze della Centrale Operativa i medici operativi nelle sedi territoriali impegnati nelle visite ambulatoriali e domiciliari. Vorremo ricordare al consigliere regionale che l’organizzazione attuale della Centrale Operativa è frutto del lavoro lungimirante e puntuale compiuto in passato da alcuni dirigenti dell’ASL CN1. Essi, negli anni, hanno potuto constatare con precisione, direttamente nella pratica, come formulazioni di gestione con solo personale amministrativo, prima, e misto, successivamente, generassero carenze sia di ordine clinico-sanitarie che organizzative. Ora la Regione Piemonte sembra preferire modelli obsoleti piuttosto che adottarne altri già validati con successo come quelli al momento attivi nell’ASL CN1 e nell’ASL di Asti. Il sindacato ed i numerosi medici del Servizio di Continuità Assistenziale, nonostante le lettere inviate in Regione all’Assessore Saitta ed al Direttore Generale dell’Assessorato alla Sanità Botti ed i numerosi articoli pubblicati sulle testate locali, ad oggi non hanno ancora ricevuto risposte né sono stati coinvolti nei tavoli di discussione regionali. è veramente deprimente constatare come le istituzioni siano sovente lontane dalla realtà e, ciò nonostante, deliberino continuamente procedure esecutive su di essa senza interpellare chi, quella realtà, la vive quotidianamente. Grazie per l’ospitalità. Cordiali saluti.

F.I.M.M.G. C.A. (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale – Continuità Assistenziale) – Cuneo

A Sommariva nessuna chiusura verso la minoranza

Gentile Direttore,

in risposta alla lettera delle Consigliere comunali del Gruppo “Vivere Sommariva insieme” voglio fare le seguenti considerazioni: non vi è nessun atteggiamento di “assoluta e totale” chiusura nei loro confronti; rispondiamo puntualmente alle interrogazioni, ovviamente nei limiti imposti dalla legge e chiediamo chiarimenti quando non si riesce a comprendere la sostanza dell’interrogazione; non è mai accaduto di “ fare riferimenti alla vita privata delle Consigliere”, se mai al doppio ruolo istituzionale ricoperto da una delle due, che essendo vicaria del Dirigente scolastico viene a trovarsi, secondo noi, in una posizione inopportuna anche se non legalmente incompatibile. Il Consiglio comunale è la sede in cui le due Consigliere dovrebbero presentarsi per discutere quando vengono regolarmente convocate; tutte le volte in cui non lo possano fare debbono per regolamento comunicarlo all’Amministrazione, cosa che le due Consigliere non fanno mai, neanche quando si tratta dei Consigli comunali più importanti, come quello sul bilancio. Se partecipassero ai Consigli comunali potrebbero discutere pubblicamente “mettendoci la faccia” di tutto ciò di cui scrivono sui giornali e nel corso della discussione, che si svolge sempre in maniera approfondita, siamo certi che potrebbero ricevere tutte le risposte. L’“agibilità democratica”, che erroneamente assumono violata e il pensiero plurimo si ristabilirebbero immediatamente perché i cittadini di Sommariva del Bosco ci hanno votati per ritrovarci in Comune a discutere per qualcosa di positivo, pur nella diversità dei ruoli e non per sottoscrivere dei fogli da pubblicare sui giornali o per altre cose di questo genere. Abbiamo fatto tutto ciò che è stato possibile fare a tassazione invariata, tenendo conto della situazione che ci siamo ritrovati, specificamente sotto il profilo dell’assoluta precarietà se non dell’assenza totale delle manutenzioni. Il nuovo progetto sulla scuola è stato inserito in bilancio perché non è ancora escluso che possa essere finanziato sotto la voce “altro”, che in questo caso significa – bastava chiederlo agli uffici comunali oppure saperlo senza doverlo chiedere – finanziamento regionale, in base alla tipologia del quadro delle risorse disponibili del programma triennale delle opere pubbliche. Se non arriverà questo finanziamento abbiamo pronta un’alternativa e il progetto cercheremo comunque di realizzarlo. Per quanto riguarda il “grigiore assoluto”, il Gruppo a cui appartengono le Consigliere già lo evocava nei nostri confronti durante la campagna elettorale del 2014 e malgrado ciò i cittadini di Sommariva ci hanno premiati alle elezioni. Sta alle Consigliere mettersi in gioco per il futuro sfoderando i loro colori sfavillanti.

Il Sindaco Matteo Pessione – Sommariva del Bosco

Voucher, la Cgil resta quella di 50 anni fa

Gentile direttore,

Ho letto nei giorni scorsi le dichiarazioni diffuse dalla Cgil Cuneo sul tema dei voucher e non mi stupisco minimamente. Il mondo cambia, ma purtroppo la Cgil resta quella di 40-50 anni fa, ancorata a logiche demagogiche che avranno il solo risultato di favorire l'illegalità e la povertà. Premettendo che, per l’industria, il lavoro retribuito con i voucher ha un peso del tutto irrisorio - per la stragrande maggioranza infatti esistono contratti - e che solo qualche piccola azienda poteva utilizzarli in maniera del tutto marginale, con la mia presa di posizione ho voluto evidenziare che la battaglia per l'eliminazione dei voucher è stata puramente ideologica. Si favorisce unicamente chi lavora nell'illegalità e si danneggiano le fasce più deboli, quelle di chi ha la necessità di arrotondare i propri introiti con dei lavoretti saltuari, di chi non vuole evadere il fisco e nello stesso tempo vorrebbe essere protetto, in caso di infortunio, dall'Inail. I lavori occasionali si trovano nelle famiglie, nel commercio al dettaglio, nella ristorazione, nell’agricoltura, tutti settori che dall’eliminazione di questo strumento escono gravemente danneggiati. Soprattutto, però, sono penalizzati quei lavoratori che venivano pagati in modo regolare e che ora possono solo essere pagati in nero, oppure, ancora peggio, coloro che non troveranno più chi può dare loro un lavoro. Questa è la vera realtà dei fatti. Verrà proposta una nuova legge per regolarizzare i piccoli lavoretti? Vedremo! Sta di fatto che grazie alla campagna anti-voucher promossa in primis proprio dalla Cgil, aumenteranno quei lavoretti in nero che non danno alcuna garanzia economica e assicurativa a chi, per necessità, li esegue.

Franco Biraghi, presidente Confindustria – Cuneo

Non sarebbe opportuno fare educazione ciclistica?

Riceviamo e pubblichiamo:

Ma nelle scuole esiste ancora una materia che ai bei tempi si chiamava Educazione Civica? Purtroppo la stragrande maggioranza dei genitori oggi ai loro nobili rampolli non insegna altro che la prevaricazione, o nella migliore delle ipotesi a 'farsi rispettare', ma non il rispetto verso gli altri, il cesto dei diritti ma non il cestino dei doveri. Non insegnano che 'la mia libertà finisce dove comincia la tua', nè che chi ha qualche anno più di loro non per questo è da considerare rimbambito, ha soltanto con l'esperienza acquisito una più realistica visione delle cose. E già che parliamo di educazione, vogliamo affrontare un altro argomento piuttosto spinoso? Parliamo allora delle biciclette, vere padrone ormai dei nostri bei portici e dei marciapiedi che, guarda la combinazione, si chiamano così proprio perchè destinati a camminarci a piedi, senza l'azzardo di venire urtati o travolti da novelli Cipollini. I quali ciclisti, pur essendo come ogni tipo di veicolo soggetti al Codice della strada, altamente se ne infischiano, percorrendo sensi unici in direzione contraria, tenendo la sinistra, viaggiando affiancati o in gruppo, rigorosamente senza luci nelle ore serali e notturne. Ma ahimè, si prenderanno drastici provvedimenti solo quando ci scapperà il morto? Vogliamo arrivare a questi estremi? Non sarebbe opportuna a scuola un'ora di Educazione Ciclistica? La Polizia Urbana fa quel che può, sempre a corto di organico, ma a volte colpevolmente guarda da un'altra parte. E visto l'approssimarsi delle elezioni, ci saranno candidati di buona volontà che della questione faranno uno dei cavalli di battaglia. Possiamo stare sicuri che ad ottobre se ne saranno scordati tutti. Attendo fiducioso di essere smentito.

Tino Bergese – Savigliano

Caramagna, precisazioni sul piano di recupero

Egregio direttore,

sono a richiedere ospitalità sul vs. settimanale per un paio di puntualizzazioni in relazione ad un articolo comparso sul “Corriere di Savigliano” il 15 marzo scorso, inerente il piano di recupero di un fabbricato in Caramagna Piemonte, via Baldovino. Il titolo dell’articolo “Piano di Recupero finalmente approvato” si presta, molto, ad essere strumentalizzato ed a far intendere che chissà quali problemi avrà mai avuto in precedenza per essere “finalmente approvato”. Il P.d.R. è stato adottato all’unanimità del Consiglio comunale il 3 novembre 2016 e non è mai stato variato. E, sempre senza modifiche, è infatti stato approvato all’unanimità, ed in via definitiva, il 9 marzo di quest’anno. Ma con cotanto titolo giornalistico cos’è indotto a pensare il (quando malizioso) lettore? Il Consiglio comunale ha rinviato una sola volta, il 20 febbraio, l’approvazione definitiva. Nel vostro articolo è riportato che, durante il Consiglio del 9 marzo, è stato dichiarato che nella seduta del 20 febbraio “ne era stata rinviata l’approvazione definitiva perché mancava solamente la firma di tecnico abilitato”. La firma del sottoscritto geometra. Ma non è questa la reale motivazione per la quale venne rinviato. Del resto, se fosse questa, il punto non avrebbe neanche potuto essere posto all’Ordine del Giorno. Tant’è che la delibera di Consiglio comunale del 20 febbraio, con la quale si rinvia, non riporta nulla al riguardo della firma. Il sottoscritto progettista ha prodotto giurisprudenza di merito (non chiacchiere) dalla quale si evince chiaramente che “La progettazione di un P.d.R. come quello di che trattasi è di competenza dei geometri senza che necessiti la firma di un laureato in quanto concernente tematiche tipiche di un Permesso di Costruire che rientra senz’altro nella competenza professionale del geometra”. Sono altri i casi in cui serve la firma di un laureato. La giurisprudenza citata non potrebbe calzare meglio al caso di specie. Il P.d.R. è stato sì cofirmato da ingegnere, ma solo per non vedere ulteriormente dilatati i tempi in inutili contraddittori. Basta già così! La motivazione reale del rinvio, avvenuto in via tanto bonaria quanto inappropriata, sta nel fatto che, come espone un consigliere di minoranza nell’articolo, così “difendendosi” (termine usato dal giornalista), è stata “non per fare un dispetto, ma perché nessuno era in grado di dare informazioni”. Ora ci si chiede quali fossero le informazioni che non ha potuto avere (e tempo di chiederle) e perché nessuno sia stato in grado di fornirle. Le condizioni poste dalla commissione edilizia erano già note dal 27 ottobre 2016. La delibera di Consiglio comunale con la quale il P.d.R. venne adottato all’unanimità è del 3 novembre 2016 e richiama sia la richiesta di condizioni che la documentazione tutta già, a quel giorno, prodotta. Era già tutto conosciuto il 3 novembre 2016. Le informazioni si potevano richiedere sin dal 3 novembre – proprio nel giorno in cui si approvava all’unanimità conoscendone il contenuto – senza attendere quasi 4 mesi e in sede di Consiglio comunale. Inoltre, durante i 4 mesi, le informazioni potevano richiedersi al, più mirato, ufficio comunale di rito. Anche solo qualche giorno prima del 20 febbraio scorso. Oltremodo visto che dal 30 novembre 2016 non era cambiato proprio nulla. Il P.d.R. è stato rinviato in via bonaria, il 20 febbraio, ma aveva tutti i requisiti per poter essere subito approvato. Se questo “modus operandi” non è “per fare dispetto” allora è per qualcos’altro che può sì essere correlato alla mancanza di informazioni ma solo dovuta a negligenza ed accentuato ritardo (circa 4 mesi) nell’assumerle. Che ha prodotto, solo, perdita di tempo. Grazie per l’ospitalità.

Gioacchino Masino – Caramagna Piemonte

Lodevole l’iniziativa di indossare la fascia tricolore

Riceviamo e pubblichiamo:

Desideriamo esprimere il nostro apprezzamento al Sindaco di Cavallermaggiore Davide Sannazzaro per l’originale iniziativa di indossare la fascia tricolore all’inaugurazione di nuove attività o aziende. Lo consideriamo un gesto simbolico che rappresenta per il mondo delle imprese un ottimo valore aggiunto ed una iniezione di fiducia. In tempi di crisi economica nei quali tante imprese soffrono e spesso chiudono, vedere un primo cittadino in veste ufficiale partecipare alla nascita di una nuova impresa non può che essere un segnale positivo verso il ruolo che gli imprenditori ricoprono nelle città. Spesso l’opinione pubblica ed anche le Amministrazioni comunali si rendono conto dell’importanza sociale, economica ed occupazionale che hanno negozi ed imprese solo quando le serrande sono abbassate o le vie degradate, spente o desertificate. è un bel gesto quando un Sindaco presenzia alla nascita di una nuova impresa e se lo fa con la fascia tricolore, meglio ancora!

Ascom Confcommercio – Savigliano

Moretta, grazie missionari, grazie don Paolo

Riceviamo e pubblichiamo:

Ci avete fatto vivere due intense settimane di vera comunità, ove gli aggettivi parrocchiale e civile si sono fusi in un unico sentimento di amore; abbiamo riscoperto il Signore gioioso e misericordioso che non ha memoria dei nostri errori sempre pronto a perdonarci come ha ricordato Fra Roberto nella Messa conclusiva di domenica. Don Paolo, sei stato il visionario, che sa guardare lontano e del quale oggi si usa dire quello che ha la visione. Diciamolo sinceramente, eravamo un po’ scettici: quindici giorni, i bambini ed i ragazzi alle 7,30 per due settimane, 18 frati e suore da ospitare in altrettante famiglie ed un insieme di momenti per tutti che riempivano 20 pagine dello speciale bollettino parrocchiale e che poi hanno riempito all’inverosimile ogni funzione (una per tutte, venerdì sera all’adorazione della croce per 90 minuti una fila interminabile di persone). Chi poteva immaginare che 80 famiglie avrebbero accettato di offrire la propria casa per ospitare altrettanti centri di ascolto in cui si sono incontrate in 10 sere più di mille persone (ma siamo solo 4.000 compresi bambini, vecchi e malati ) per una meditazione profonda e gioiosa accompagnata da un frate o da una suora con uno scambio di pensieri ma soprattutto di amicizia tra vicini di casa. Don Paolo, lo Spirito Santo ti ha sicuramente aiutato ed hai avuto la fortuna di una equipe di frati e suore con una marcia in più ma soprattutto con una bontà e dedizione che hanno lasciato un segno profondo in tutti noi. Grazie Don Paolo per aver organizzato la Missione con una squadra di collaboratori eccezionali che nulla hanno lasciato al caso e sicuramente hanno dato una mano importante allo Spirito Santo. A suggellare quel forte senso di comunità vissuto in questi giorni un gesto significativo: domenica mattina davanti alla Chiesa sotto la pioggia e senza essere invitata, c’era la Banda Musicale a dirvi grazie e salutarvi con il simpatico “Ciau” di Piemontesina Bella.

Mario Piovano – Moretta

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