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Al direttore

Alla scoperta delle Penne Nere cuneesi

Riceviamo e pubblichiamo:

Martedì 30 aprile gli alunni di due classi terze della Secondaria degli Istituti Comprensivi cittadini si sono recati in visita alla caserma “Ignazio Vian” di Cuneo, sede del 2° reggimento alpini. La visita ha dato l’occasione ai ragazzi di conoscere le attività e i compiti delle “Penne Nere”. Gli alunni erano accompagnati dal gruppo alpini di Savigliano e da una rappresentanza della Sezione di Cuneo dell’Associazione Nazionale Alpini. L’accoglienza è stata molto attenta e calorosa. Molto apprezzato è stato lo sperimentare alcuni tratti del percorso di allenamento, sotto lo sguardo vigile dei giovani militari. La giornata si è conclusa al Memoriale Divisione Alpina Cuneese, alla vecchia stazione Cuneo Gesso, dove è possibile intraprendere un viaggio nel tempo, osservando numerosi cimeli che raccontano storie di coraggio, fatica e dedizione. Alcuni commenti dei nostri ragazzi: “Abbiamo capito quali sono le responsabilità e le fatiche che comporta l’impegno degli alpini”. “Ci siamo divertiti soprattutto a provare il percorso ad ostacoli, anche perché gli alpini che ci aiutavano erano molto simpatici”. “È stata un’esperienza emozionante, assolutamente da provare!”.

Studenti e insegnanti della secondaria degli istituti comprensivi di Savigliano

Conoscere le aziende per orientarsi nello studio

Riceviamo e pubblichiamo:

Mercoledì 27 marzo gli alunni delle classi seconde della scuola media dell’I.C. Santorre di Santarosa sono stati accompagnati dagli insegnanti in alcune realtà lavorative presenti sul territorio saviglianese. Questa visita rappresenta la prima tappa del progetto di orientamento: l’approccio diretto con il mondo del lavoro mira a stimolare nei ragazzi la riflessione sul possibile percorso di studi da intraprendere e sulle competenze necessarie nei diversi ambiti professionali. Ecco alcuni commenti: “Gli impiegati dell’ufficio sono riusciti a spiegarci con molta cura il loro lavoro, che si è rivelato molto interessante”. “Sei responsabile dell’aspetto della città e, insieme a chi costruisce gli edifici, la puoi modificare”. “È un lavoro in cui si mette in gioco la creatività e la voglia di esprimersi, sempre però rispettando l’autore e l’opera originaria”. “È stata un’esperienza positiva: abbiamo avuto dei suggerimenti per il nostro futuro lavorativo e capito meglio una professione a cui non avevo ancora pensato”. “Mi è piaciuto come lavoro perché è molto pratico e non ripetitivo: sei tu che ti devi adattare alle diverse macchine che ti portano e quindi essere sempre aggiornato sui nuovi modelli”. “Ci hanno insegnato in maniera diretta come fare alcuni cibi, così ora abbiamo quasi imparato a cucinarli e poi…li abbiamo mangiati”. “Abbiamo visto dove e come si confezionano alcuni prodotti che avevamo già visto sulla nostra tavola e abbiamo anche potuto assaggiarli”. “Abbiamo imparato come si cerca di garantire la sicurezza dei cittadini”. “È stata un’esperienza interessante e utile perché mi sono accorta che il lavoro non è come pensavo e ho capito che non è la mia professione ideale.” “Abbiamo scoperto la differenza tra due professioni entrambe nell’ambito dell’edilizia, ma comunque diverse tra di loro”. Nel riportare i nominativi delle aziende, degli studi e degli enti visitati, ringraziamo tutti per la disponibilità iniziale e per la competenza e pazienza con cui ognuno di loro si è rapportato con i ragazzi e le ragazze della nostra scuola. Ambienti visitati: Marenchino Formaggi d’Italia, Pautassi bread & food, Carrozzeria Granda Car, Restauri d’arte Pagliero, Redazione Corriere di Savigliano e Tipografia Saviglianese, Banca CRS, Studio tecnico arch. Valerio Galletto e Reale Immobiliare s.n.c, Comune: uffici interni, Polizia locale.

Insegnanti e alunni classi seconda media I.C. Santorre di Santarosa - Savigliano

«Una vergogna l’incuria del cimitero di Racconigi»

Egregio direttore,

nel giorno del 1° Maggio, forse non avendo di meglio da fare, mi sono recato in visita al cimitero di Racconigi, cosa che per altro faccio abitualmente in quanto ho i miei cari ivi sepolti. Ho avuto così occasione di confrontarmi con alcuni conoscenti sullo stato di degrado di detto cimitero e non posso che affermare l’unanime parere di tutti coloro che hanno a che fare con detta struttura. Ci siamo recati nel luogo dove sono avvenute le ultime estumulazioni, nel cimitero nuovo ed imboccando la stradina che porta al campo sopracitato siamo rimasti basiti pensando che qualcuno avesse rubato le lapidi appoggiate sul terreno. Avvicinandoci però abbiamo constatato con somma gioia che erano solo (si fa per dire) coperte dalle erbacce. Non di meno in quel campo specifico il terreno è tutto pieno di buche e avvallamenti tanto da impedire a qualcuno un po’ avanti con l’età di potersi avvicinare alla tomba di competenza. Ora non penso che sia un costo ed una fatica eccessiva livellare quel terreno in modo da renderlo percorribile da chiunque. In quanto al taglio dell’erba poi con le odierne attrezzature è una cosa di una semplicità estrema. Speriamo solo che chi è preposto a tale incarico prenda in considerazione queste richieste perché è dovere di qualsiasi amministrazione comunale rispettare i morti ed agevolare coloro che vanno a deporre un mazzo di fiori.

Livio Siccardi – Racconigi

La bella tradizione della Processione di Pasqua

Riceviamo e pubblichiamo:

“Dal 1726 la tradizione continua nel solco della fede pur con qualche polemica a chi più tanto crede con il folclore e la religione è la festa del Cristo Risorto un avvenimento che dona luce, amore e conforto. Per i credenti è l’avvenimento più importante dell’anno una processione per pregare e tanti la fanno con molti figuranti, costumi e grande impegno e la banda musicale che è di grande sostegno. Tante le associazioni per onorare la Resurrezione e molta gente che si unisce per questa bella tradizione. Un grazie a don Sestilio e don Paolo per la loro presenza che con il sindaco Ambroggio hanno reso solenne la ricorrenza. Altrettanto al signor Roberto Pio dell’Arciconfraternita della Pietà e allo stilista Stefano Galvagno per i costumi di grande qualità un grazie alle gentili signore per il rinfresco che ha fatto onore il tutto si è svolto come sempre con religiosità, cuore e amore”.

Antonio Carezzana - Savigliano

«Ancora tanta strada per liberarci dall’amianto»

Riceviamo e pubblichiamo:

Venerdì sera, ho partecipato con il sindaco di Savigliano e il consigliere regionale Paolo Allemano all'annuale fiaccolata in memoria delle vittime dell'amianto, promossa dall’Aica, l’Associazione italiana esposti amianto, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Centro servizi volontariato Società solidale. Un momento struggente dal forte significato politico: non ci si può rassegnare alle morti sul lavoro. Savigliano ha pagato un prezzo alto: 125 vittime alla Snos Fiat Ferroviaria, 150 in provincia di Cuneo. Ma la strage continua: ogni anno 350 persone muoiono in Piemonte a causa dell’amianto, 4.000 in Italia, 100 mila nel mondo. Queste famiglie non devono essere lasciate sole; la battaglia dell’Aica va sostenuta: è la nostra battaglia. Trent’anni fa l'Europa, mettendo al bando l'amianto, ha segnato la fine dell’utilizzo di un materiale che ha costituito la più rilevante causa di cancro da lavoro. La strada da fare è ancora tanta: restano aperti enormi problemi sia dal punto di vista ambientale (servono risorse per le bonifiche); giudiziario (sono in corso cause che faticano a trovare una soluzione equa) e sociale (città intere, con le loro famiglie segnate da lutti dolorosi, hanno pagato e continueranno a pagare un duro prezzo all’amianto). Anche in questo l’Europa deve fare la sua parte.

Ivana Borsotto – candidata europarlamentare Pd

«Ci si accorge solo ora del valore delle Province»

Egregio direttore, finalmente a livello politico nazionale ci si sta rendendo conto che la questione di ricostituire le Province è di pressante attualità. Oggi, in campagna elettorale c’è tanta carne al fuoco, ma la si affronterà per forza di cose dopo le imminenti elezioni. È dai Comuni, è dal territorio però che devono sorgere iniziative per fare comprendere che la Provincia è una forma di organizzazione decentrata che con un forte radicamento appartiene alla storia d’Italia, argina il centralismo regionale che rivela spesso una insensibilità verso i fatti periferici, una burocrazia esasperata, una non conoscenza o lontananza dei problemi del territorio, che ricadono negativamente sulle comunità locali. Nel sistema delle autonomie la Provincia ha avuto inoltre un ruolo essenziale di programmazione e di sviluppo economico. Con la legge Delrio del 2014 (ostinatamente voluta dal governo di centrosinistra Renzi), partiti ed organi di informazione filogovernativi, di fronte alla opinione pubblica stremata da sprechi, privilegi e corruzione, ridotta a pensare che qualsiasi eliminazione delle strutture dello Stato ormai fosse auspicabile, hanno trovato conveniente l’alibi della eliminazione delle Province, anziché accorparle e renderle più funzionali. Ma di fatto in mancanza di progettualità per la riforma degli Enti locali e anche per ragioni di predominio politico, le Province sono rimaste in piedi, ma le si sono ridotte in coma. Sono state tolte risorse e allontanati dipendenti di esperienza e competenza. I risparmi sulla spesa globale sono stati modesti, tali da non valere lo scopo propagandato, come ha sostenuto l’ex ministro dell’Economia Tremonti. Oggi la stessa Corte dei Conti riscontra che dal 2012 al 2018 i tagli delle manovre economiche sulle entrate proprio delle Province sono stati del 60%, “manifestamente ingiustificati”. Si è persino privato i cittadini del diritto di andare a votare i propri consiglieri provinciali. Con questa nuova espropriazione della democrazia partecipativa (come si voleva fare anche per l’elezione del Senato) si è, tra l’altro, impedito che qualificati esponenti della politica e della società civile potessero essere eletti in Consiglio provinciale, per affidare questa possibilità solo ai consiglieri comunali già eletti, di cui molto spesso non si conosce né capacità né identità. Mentre di fronte all’esperienza preoccupante di questi ultimi anni stanno reagendo Associazioni produttive, esponenti politici ed amministratori che si sono resi conto della necessità di adeguati servizi, studi e progetti che solo la Provincia può fornire, adesso si erge perentorio il Movimento 5 Stelle, la cui affinità di fondo con il Pd è sempre più evidente, per dichiarare guerra alle Province, “un poltronificio da tagliare”, e affidare ogni funzione e servizio a Regioni (quasi tutte inefficienti) e Comuni (in gran parte in difficoltà finanziarie). È, invece, con determinazione che noi rilanciamo l’impegno di quelle forze politiche ha fatto della difesa della Provincia una bandiera istituzionale e politica, a cominciare negli anni dall’M.S.I.- Alleanza Nazionale, alla Lega e a Fratelli d’Italia. Ci sarà pure un motivo di efficienza amministrativa e di funzionalità di programmazione se in Europa la grande maggioranza degli Stati si basa anche sulle Province.

Paolo Chiarenza, ex consigliere provinciale

«Guardandovi siamo certi di aver fatto un buon lavoro»

Riceviamo questa lettera indirizzata ai ragazzi della III E del ’92:

Essere ricordati dai propri alunni scalda il cuore, condividere con loro una gustosa cena lo fa ardere di gioia! Grazie ragazze e ragazzi, siete stati meravigliosi e ci avete mostrato che la scuola semina valori di vita quando insegnanti e genitori si danno la mano per educare: da voi è uscito il meglio. Ancora grazie ragazzi. È difficile spiegarvi la gioia che abbiamo provato nel vedervi e capire che siete ancora uniti ora ultraquarantenni. L’obiettivo della socializzazione che ci eravamo proposti lo abbiamo raggiunto. Siamo tutti promossi, voi e noi. Ciao a tutti!

Ester, Maria Agnese, Maria Teresa, Marisa, Mino, Nesti, Rita e Trucco – Racconigi

«Condividere è l’arma più potente contro l’odio»

Riceviamo e pubblichiamo:

La Biblioteca di Marene, nella mia persona, vuole ringraziare tutte le persone che lo scorso giovedì 2 maggio hanno collaborato nella buona riuscita della gita degli studenti delle terze elementari delle scuole marenesi alla scoperta delle nostre campagne. Sicuramente bisogna ringraziare il Comune di Marene, in particolar modo Adriano Crosetti che si è reso disponibile nell’accompagnarci in ogni luogo richiesto. Un grazie va anche al gruppo ANA marenese, soprattutto gli alpini Beppe Zorniotti, Cesco Allocco, Cesco Panero, Giovanni Testa, Guido Cedrani e Tonio Bressi capitanati dal nuovo presidente Michele Favole, che con grande disponibilità hanno preparato pranzo alla Valle, portando dalla loro sede i tavoli, le panche e tutto il necessario per rendere felici i bambini. Grazie anche ai frazionisti della Valle, ed in particolar modo al massaro Roberto Querio, che hanno deciso di ospitarci. Grazie a Ciano Mondino che ci ha aperto la Chiesa dei Battuti Bianchi, alla famiglia Toscano che ci ha dato il permesso di visitare la torretta di Montemaggiore, alla famiglia Guidobono Cavalchini Garofoli per averci ospitato al borgo della Salza e offerto merenda e a Giulia Barberis per averci fatto compagnia al pomeriggio. Infine, i miei più sentiti ringraziamenti vanno alle maestre Grazia, Laura e Sonia e in più in generale all’Istituto Comprensivo Papa Giovanni XXIII per averci coinvolto in quest’iniziativa, dando valore al nostro operato e alla nostra idea di Comunità attiva ed inclusiva attraverso la valorizzazione della Cultura. Condividere e conoscere sono le armi più potenti contro l’isolamento, l’odio e la gelosia che imperversano nel nostro tempo. Giovedì è stato tutto ciò e non c’è nulla di più bello che vedere adulti e giovani felici perché si sentono parte di una Comunità.

Marco Biolatti - Marene

«Quando la professione diventa una vera missione»

Egregio Direttore,

Desidero esprimere un ringraziamento sentito, di cuore, per tutto quello che l'amico e dottore Paolo Siccardi ha fatto per noi. Non so se ci ha salvato la vita, sicuramente la diagnosi precoce e il sostegno puntuale, professionale, ha permesso a me e a mia moglie Cristina di gestire con speranza e di superare entrambi patologie oncologiche molto complesse. A lui ho dedicato un capitolo del mio libro perché la sua è stata veramente una missione condotta con professionalità, simpatia, umanità e quella sana ironia che distinguono una brava persona. Lui ha curato sempre prima il paziente e poi la malattia. Mi auguro possa adesso, in pensione, coltivare passioni che ci hanno per anni accomunato: arte, mostre e viaggi. Grazie Paolo per quello che hai fatto per noi e forza...sempre avanti.

Fulvio D’Alessandro - Cristina Grosso - Savigliano

«La festa di San Giuseppe, tradizione che non sbiadisce»

Riceviamo e pubblichiamo:

Avevamo ancora le ginocchia sotto le tavole imbandite per il Natale quando i due rettori Paola ed Enrico iniziavano ad operarsi per organizzare la festa di San Giuseppe. Per chi non sapesse di cosa si tratta è la festa che ci sarà la prossima settimana a Monasterolo di Savigliano. Per molti, però, non si tratta semplicemente di una festa bensì di una vera e propria Istituzione fatta di tradizioni, riti e ricordi. L’alone di festa, lo scricchiolio del parquet sotto i piedi, il profumo del buon cibo, la fisarmonica, la cena al sacco, le pignatte, la lotteria, … tutto questo è San Giuseppe. Per la buona riuscita della festa i rettori “reclutano” le loro instancabili famiglie, parenti, amici e tutti coloro che desiderino dare un contributo. Ed ecco che ci si ritrova sotto al padiglione delle feste, sotto l’occhio vigile e discreto della torre del castello che da lassù, oramai da anni, contempla felice lo stesso festoso panorama.Un inevitabile pensiero, certo, vola a chi non c’è più ma anche a chi c’è e a chi ci sarà perché le tradizioni non sarebbero tali se non potessero essere tramandate nel tempo. Siamo agli sgoccioli e manca davvero poco agli inizi dei festeggiamenti, non resta che augurare a Paola ed Enrico un grande in bocca al lupo!

Corrispondente dalla Contea - Monasterolo

«L’esempio negativo arriva sempre dagli adulti»

Egregio Direttore, Martedì 10 aprile a Novara si sono svolti i campionati regionali studenteschi di scacchi TSS (Trofeo Scacchi a Scuola). Durante l'ultimo di gara due squadre della categoria Cadette femminili (II, III Media) hanno deciso, prima della partita, di pattare. Per rendere effettivo il loro accordo, hanno mosso un pezzo e poi hanno chiamato gli arbitri per la patta. In questo modo entrambe hanno avuto la certezza di essere qualificate ai nazionali, ma hanno privato la quarta classificata della possibilità di giocarsi la qualificazione lealmente. È una pratica talvolta utilizzata in tornei ad alto livello, ma in un torneo di livello studentesco la trovo davvero inopportuna. Io, come insegnate ed accompagnatore della squadra, ho scritto un reclamo all'organizzazione poiché ritengo che questo comportamento sia contrario ai valori dello sport che la scuola deve diffondere. L'organizzazione ha affermato di voler cambiare il regolamento del torneo, ma si è detta impotente sostenendo che il regolamento vigente permette comportamenti di questo tipo. Sostanzialmente la tesi è stata: capiamo, ma abbiamo le mani legate. Da educatore, sono molto amareggiato che non si voglia dare un segnale contro una pratica che io ritengo contraria ai valori dello sport e più in generale dei valori di cittadinanza di cui la scuola dovrebbe essere custode e promotrice. Vedere dei ragazzi di 13-14 anni scegliere di non giocare per puro calcolo non è stata una bella scena di sport. Il ritratto è stato reso ancora più triste dal comportamento dell'accompagnatore di una delle due squadre: un adulto che è stato il motore della combine. L’idea ovviamente non è arrivata da loro: i ragazzi a quell'età hanno solo voglia di giocare, non vogliono fare calcoli. Una mia alunna ha commentato: “L’arbitro ad inizio torneo ci ha detto che la regola della giornata sarebbe stata Fair Play e poi hanno permesso questa sceneggiata”. Non ho da aggiungere.

Ubertino Battisti - docente di Caramagna

«Chiusura parco del Castello: colpa delle riforme Pd»

Egregio direttore,

in seguito all'incontro con il direttore del Castello abbiamo inviato al Ministro dei Beni Culturali Bonisoli una dettagliata relazione. L'attuale chiusura di questo vero e proprio tesoro del Piemonte è avvenuta in seguito alla caduta di un albero di frassino ad agosto 2018. L'intervento di un agronomo ha messo in luce la necessità di interventi su altri alberi di alto fusto. Così per precauzione e sicurezza il parco è stato chiuso. Sebbene la spesa per l’abbattimento degli alberi, le potature e la messa in sicurezza sia inferiore a 40 mila euro, il Polo Museale ha scelto di fare riferimento alla figura del Manutentore Unico, attraverso la procedura informatizzata nazionale. A questo punto l'intera vicenda ricade nelle maglie del “Decreto Musei”, la cosiddetta “Rivoluzione Franceschini” che ha condotto alla nascita di un sistema museale nazionale. Nella riforma citata i musei vengono separati dai territori scindendo uffici, biblioteche, archivi ed insomma generando un caos totale. La riforma targata PD ha prodotto la netta separazione tra tutela e valorizzazione, generando un’iper-burocratizzazione che rende inefficace l’azione di tutela del Ministero. Ed è proprio questa burocrazia che stritola il Parco del Castello in un incastro tra Polo Museale e struttura territoriale. Dopo la nostra dettagliata relazione auspichiamo in un intervento risolutore del Ministero per restituire ai cittadini cuneesi ed all'intero Piemonte il Parco del Castello di Racconigi.

Mauro Campo, consigliere regionale M5S Gruppo M5S Racconigi

«Perchè strumentalizzare le associazioni a fini politici?»

Egregio direttore,

il Partito Democratico racconigese esprime amarezza per la decisone della sezione locale di Fratelli d'Italia, di cui è esponente il sindaco Valerio Oderda, di presentare i propri candidati alle Elezioni Regionali ed Europee, durante l'evento di promozione sociale dell'A.R.S.H.A Onlus, tenutosi a Racconigi in data 5 aprile. Crediamo che le associazioni territoriali, a maggior ragione quelle con fini nobili e importanti come la suddetta Onlus, non debbano essere sfruttate per fini elettorali.

Federico Soldati - Segretario PD, sezione di Racconigi

«Un grido di dolore per il nostro santuario»

Egregio Direttore,

Mi rivolgo a Lei per lanciare un “grido di dolore”. Da mesi anche sul suo giornale si parla sovente del Santuario della Madonna delle Grazie, senza arrivare a soluzioni nonostante l’impegno di tante persone. Forse chi non è nato in Cavallermaggiore non può capire fino in fondo cosa rappresenta per la nostra città. Mi sono decisa a prendere carta e penna quando ho saputo che nel mese di Maggio, mese mariano, al Santuario non verrà celebrata alcuna Messa. Capisco la mancanza di sacerdoti ma se passa così il mese di Maggio, il prossimo agosto c’è il rischio che vengano cancellati tutti i festeggiamenti, comprese la santa Messa del voto e la processione notturna. Scusate lo sfogo.

Lettera firmata – Cavallermaggiore

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