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Al direttore

«Gosio assessore allo Sport: non c’è un conflitto di interessi?»

Riceviamo e pubblichiamo:
Ora che anche la Giunta comunale è stata costituita, mi permetto di fare alcune considerazioni non sulle elezioni, ma sulle critiche che ci sono piovute addosso da più parti.
Tralascio anche il grosso problema “firme false” perché, come già detto e sottolineato dal nostro ex candidato sindaco Marco Buttieri, aspetto il pronunciamento del Tribunale di Cuneo.
Partiamo da ciò che alcuni giornali hanno scritto, e cioè che il centrodestra paga il fatto di non essere organizzato e di non preparare le elezioni per tempo: vero, in questi anni poco si è fatto per dimostrare ai nostri concittadini che avremmo potuto essere noi a governare la città; bisogna lavorare di più e tutti i giorni che separano una elezione dall’altra.
I nostri consiglieri comunali hanno comunicato poco con i giornali? Vero anche questo: ogni persona la pensa a modo suo e quindi si appoggia o no ai giornali secondo la propria natura e secondo il proprio giudizio.
Mi dispiace anche notare come alcune persone, alcuni giornalisti, alcuni presunti politicanti, diano in questo periodo ricette per imparare a vincere le elezioni salvo poi essere lontani dalla politica, tranne quando questa serve o torna loro utile.
Si spara sempre a zero sul centrodestra, a volte a ragione ma altre volte a torto.
Voi che ci criticate, non crediate che sia semplice parlare alle persone e chiedere loro il voto, persone che hanno perso il lavoro, persone che non riescono a pagare le bollette, persone che chiudono i negozi e che della politica non vogliono neppure sentire parlare. Dovreste invece ringraziare chi, anche solo per qualche mese, cerca una strada nuova per rilanciare Savigliano, prova a dire ciò che pensa delle amministrazioni di centrosinistra, di ciò che hanno fatto di buono ma anche di tante cose che non sono state fatte bene, anzi di alcuni loro errori in molti settori della nostra città.
Vorrei anche ricordarvi che i cittadini che hanno votato al primo turno sono stati circa 7 su 10, mentre al ballottaggio solamente 5 su 10 sono andati a esprimere la loro opinione: disaffezione alla città? Disaffezione alla politica? Insoddisfatti dei candidati? Sta a noi scoprirlo, ma non abbiamo la bacchetta magica e non facciamo della politica un mestiere, almeno noi.
Personalmente, ringrazio l’amico Marco Buttieri per aver ancora una volta portato al ballottaggio il centrodestra, unico a riuscirci in questi 20 anni; unico candidato sindaco delle grandi città della provincia ad avere portato al centro destra il 41% dei voti del ballottaggio.
Ora ci aspetta il lavoro dentro e fuori il Consiglio comunale: accolgo un suggerimento e farò in modo che ci sia un punto di incontro tra i consiglieri e i cittadini; ne ho già parlato con Marco Buttieri e insieme agli altri consiglieri e ai responsabili delle liste della coalizione: troveremo una sede fissa e stabile dove continuare il nostro lavoro per Savigliano. Staremo a contatto con le frazioni andando da loro periodicamente, organizzeremo momenti di confronto con i cittadini per creare nell’immediato sinergie utili a risolvere alcune questioni della nostra città che ci stanno a cuore.
Mi impegno fin da ora a svolgere il mio mandato da consigliere comunale seriamente e nell’interesse della città, ma non tralasciando una opposizione dura quando riterrò e riterremo che non si faccia il bene di tutti i cittadini.
A proposito, un primo assaggio: ma la nomina del Sig. Gosio ad assessore allo Sport, non è un conflitto di interessi essendo lui parte di una società di pallacanestro che usa i nostri impianti sportivi? Come dice una fantastica canzone di Claudio Baglioni si vedrà: “…strada facendo”.
Maurizio “Lillo” De Lio
Consigliere comunale “Siamo Savigliano”

«Il sindaco-operaio si circonda di una corte degna di un sultano»

Gentile Direttore,
Comincia male il nuovo sindaco se 5 assessori oltre a lui gli sembrano pochi tanto da dover distribuire deleghe tra i consiglieri di maggioranza e circondarsi di ben 11 collaboratori.
Nel momento in cui si aboliscono le province, si riducono a 100 i senatori (tutti quanti comunque rigorosamente immunizzati) e si cerca di tagliare le figure politico-istituzionali ad ogni livello per dare un segnale di sobrietà e snellezza, il sindaco-operaio di Savigliano si circonda di una corte degna di un Sultano.
Lo statuto del Comune non lo vieta (art. 18), ma ciò che non è vietato può essere inopportuno, come in questo caso.
Il Consiglio di Stato investito della questione in altro Comune, afferma che «non si può disconoscere che l’esercizio delle deleghe in questione comporti il coinvolgimento dei consiglieri delegati in funzioni di amministrazione e determini una situazione di conflitto di interessi e di sovrapposizione di ruoli e responsabilità…» il Consiglio Comunale è un organo di indirizzo e di controllo politico mentre la Giunta collabora con il sindaco nel governo del Comune; un consigliere delegato partecipa alla giunta e poco importa che esprima il suo voto o meno in quanto si troverebbe contemporaneamente nel ruolo di controllore e controllato.
Si tratta certamente di un adattamento delle regole in salsa saviglianese “ad usum Delphini” in favore del delfino di Soave appunto.
Antonio M. Giaccardi - Savigliano

«Migranti della frutta: la sinistra dice sì, ma poi se ne lava le mani»

Egregio direttore,
Ormai tutti abbiamo appreso dell’arrivo e della sistemazione temporanea sul territorio saviglianese di “nuovi concittadini”: i cosiddetti “migranti della frutta”. Vorrei esprimere il mio rammarico e la mia contrarietà a questa operazione.
Sono di pochi giorni fa le parole, che hanno destato stupore in molti ambienti, del Dalai Lama, che qui mi permetto di sintetizzare: «se gli immigrati sono troppi non basta il buon cuore per accoglierli ma bisogna avere il coraggio di ammettere quando non si può»; «non è possibile pernsare che basti l’accoglienza a risolvere il problema» anzi «si dovrebbe intervenire in quei paesi (dei migranti) per costruire una società migliore». E proprio questo è il problema: se non si riesce ad accoglierli, ad accoglierli in modo decente, è meglio dire di no. E sistemare questi poveri disgraziati in tre tende vicino al Mellea non mi sembra proprio decente!
Ma non è l’unico problema. Il timore è che la scelta dell’amministrazione diventi problematica e la situazione si aggravi.
A Saluzzo, infatti, il “campo” allestito per i migranti era “omologato” per circa un centinaio di persone che, tramite il tam tam e il passaparola, sono diventate poi più di trecento! Non vorrei che la stessa situazione si ripetesse, anche su scala ridotta, a Savigliano.
Le mie affermazioni saranno sicuramente etichettate da molti come “razziste”, ma qui non è un problema di razzismo, qui si tratta di rispondere al buonismo e all’ipocrisia di sinistra, che “si batte” per l’accoglienza salvo poi lavarsene le mani, con buonsenso e pragmatismo.
Sperando che la situazione non peggiori o degeneri, auspico che l’amministrazione comunale rifletta sulla scelta effettuata e mediti bene su quelle che dovrà prendere in futuro.

Enrico Villois - Savigliano

«Chi è la “Sinistra Racconigese” per dare le pagelle al sindaco?»

Gentile Direttore,
Ci perdoni se, ancora una volta, le chiediamo un po’ di spazio per un breve scritto. Ma dall’università del piccolo arcipelago della “Sinistra Racconigese” (così si firma sui giornali locali) continuano ad arrivare brutte pagelle al Sindaco, Assessori e soprattutto al Partito Democratico. Quest’ultimo poi, secondo i docenti, “non ha proprio niente a che vedere” con la sinistra doc che, come si saprà, si fregia della nobilissima selezione di sole 104 bottiglie, una per ogni voto che prende in città.
Chi si dice democratico, e si assume delle responsabilità di governo, deve assolutamente accettare le critiche, ma ciò non vuol dire che non debba replicare. La Giunta che guida il Comune ha sufficiente equilibrio e senso della realtà per il bilancio della Cosa Pubblica per poter motivare, fino in fondo, le proprie scelte riguardo l’erogazione dei servizi in città. Siamo certi che queste siano fatte sempre nell’interesse della Comunità. Certo è che il solo ipotizzarli gratuiti, i servizi, porta questo delicato discorso ai confini della realtà.
Per quanto riguarda il PD, invece, non riteniamo un’offesa mortale sentirci dire che non siamo di sinistra. Siamo semplicemente il Partito Democratico. Apparteniamo a coloro che vogliono andare avanti, ai tantissimi non “rassegnati ad una deriva minoritaria”. (dalla lettera di Claudio Fava dimissionario da Sel).  E ci teniamo bene alla larga dal vizio di richiamare il passato per nascondere l’incapacità di affrontare il presente. I nostri punti di riferimento restano Berlinguer, Moro, Napolitano, Tina Anselmi e tanti servitori dello stato, anche non schierati, che si sono battuti e si battono per la legalità. La Repubblica è nata dalla Resistenza e siamo antifascisti. Le nostre scelte nascono nei nostri congressi. I dirigenti e i candidati del partito li nominiamo con le primarie.
Ci manca sicuramente la fantasia e la velocità trasformista di cui fa sfoggio la sinistra doc quando si va alle elezioni.
Rivoluzioni, azioni, yogurt greco. Noi siamo rimasti alla scritta PD su sfondo tricolore. Alle politiche del 2008 ci siamo presentati con questo simbolo, alle politiche del 2013 uguale, alle elezioni europee di quest’anno idem. I nostri 31 eletti al Parlamento europeo non hanno bisogno di accompagnatori né di dizionarietti per cercare di capire dove andarsi a sedere.
Tutta l’Europa sa che i nostri parlamentari stanno nello schieramento del Socialismo Europeo, insieme a tante altre forze laburiste e di progresso. Quanto o quanto poco tutto questo possa essere di “sinistra”, con tutto il rispetto, è relativo e non lo stabilirà certo una piccola facoltà delle scienze del risentimento locale.
Grazie e cordialissimi saluti.

Partito Democratico - circolo di Racconigi

«Per far crescere il Paese occorre snellire la burocrazia»

Riceviamo e pubblichiamo:
Mino Taricco, parlamentare del Pd, è il secondo firmatario dopo Bruno Tabacci di una Mozione approvata all’unanimità dalla Camera dei deputati, che ha impegnato il Governo ad attuare un’opera di semplificazione legislativa e amministrativa.
La Mozione ha richiesto all’Esecutivo di agire in tre direzioni. In primo luogo, ha domandato un’azione sullo stock normativo, l’insieme delle leggi, richiedendo la creazione di testi unici compilativi, raccolte delle norme esistenti su una stessa materia, per tutti i settori delle politiche pubbliche: questo per analizzare ed elencare, in ciascun ambito, le leggi esistenti e quelle abrogate, al fine di mettere ordine al loro interno ed eliminare o alleggerire gli oneri amministrativi che ne derivano per cittadini e imprese.
In secondo luogo, la Mozione ha impegnato il Governo ad agire sul cosiddetto flusso normativo, realizzando la piena attuazione o la rivisitazione delle norme esistenti e controllandone la qualità: importanti, in questo senso, le richieste di rafforzare le disposizioni in materia di analisi e verifica dell’impatto della legislazione. Infine, il provvedimento si è anche occupato del tema della semplificazione amministrativa e ha domandato un censimento generale degli enti pubblici esistenti, per ridurne il numero ed evitare inutili duplicazioni, e un impegno per portare avanti l’opera di digitalizzazione delle Pubbliche Amministrazioni.
Lo stesso Taricco è intervenuto in Aula in dichiarazione di voto a nome del Pd,  durante i lavori di approvazione: “Abbiamo tutti sotto gli occhi quotidianamente statistiche e studi, ma anche proteste e domande di aiuto da parte di cittadini e imprese, che ci rendono evidente un quadro drammatico: nel nostro Paese i tempi necessari per ottenere autorizzazioni, per esportare e importare, per compilare una dichiarazione, per pagare le imposte o predisporre la documentazione per un progetto possono arrivare anche al doppio della media europea, ed hanno una ricaduta pesantissima su imprese e famiglie sia in termini di aggravio e di costi diretti e soprattutto indiretti.
Secondo l’Ocse, infatti, la complicazione burocratica è una delle prime cause del nostro ritardo competitivo, e molte analisi portano poi a sostenere una forte correlazione tra complessità e complicazione burocratica e gli spazi di corruzione o anche solo di evasione e di elusione delle norme. In questo quadro gli interventi di semplificazione e di sburocratizzazione rappresentano interventi a costo ridotto ma dalle potenzialità grandissime: la burocrazia della Pubblica Amministrazione costa alle sole piccole imprese 31 miliardi di euro all’anno e pesa su ciascuna azienda per 6.000 euro l’anno.
Tutte risorse che vengono drenate ad investimenti e crescita economica, e che potrebbero creare, se fossero risparmiate, oltre 650.000 nuovi posti di lavoro.
Con questa mozione vogliamo accompagnare e stimolare l’azione di governo e ricordare a noi stessi la posta in gioco e le ricadute sull’economia e la qualità della vita dei cittadini”.

Segreteria Mino Taricco – deputato Pd

Admo Scarnafigi: «Hellmann indifferente alle nostre iniziative»

Gentile direttore,
In occasione del rinnovo del direttivo della nostra sezione Admo, intendiamo esprimere il nostro grande rammarico per il comportamento tenuto dal presidente uscente, Francesco Hellmann, riguardo alle attività promosse in questi ultimi anni. Il suo atteggiamento di indifferenza, caratterizzato dalla mancata partecipazione alle riunioni, sia locali che regionali dell’associazione, e dalla mancata partecipazione alle iniziative di divulgazione promosse dalla nostra sezione, ci ha profondamente deluso. Tanto per citare un episodio, la domenica della campagna natalizia un “Panettone per la vita” lo scorso dicembre, Hellmann ha preferito partecipare ad una nota manifestazione sportiva scarnafigese piuttosto che dare una mano per allestire i gazebi e per la vendita dei panettoni.
Anche dopo ripetuti tentativi di contattarlo via telefono e via sms, Hellmann non ha risposto, se non con un enorme ritardo, facendosi vivo solo nel mese di gennaio.
Il suo comportamento è veramente inaccettabile, non solo nei confronti nostri, ma soprattutto della nostra associazione e di cosa rappresenta: volontari che si adoperano per il bene di molte persone malate e delle loro famiglie.

Aldo Gaveglio - sezione Admo di Scarnafigi

«A Cavallermaggiore i marciapiedi sono ormai diventati dei “marciabici”»

Egregio sig. direttore,
Le chiedo un poco di spazio al fine di segnalare, per l’ennesima volta, il problema delle biciclette che usano spazi non consentiti a Cavallermaggiore.
Assistiamo ad una abitudine, per usare un eufemismo, strana. I marciapiedi sono diventati dei “marciabici”. Chi pedala preferisce usare il marciapiede, sicuramente meno pericoloso della carreggiata.
Tuttavia, il pedone potrebbe essere investito dalla bicicletta, specialmente quando si tratta di anziani, mamme con il passeggino e badanti che spingono una carrozzella.
Non parlo dei ciclisti che sfrecciano sotto i portici, i quali, rimproverati, rispondono in malo modo.
Mi permetto di ricordare alcune parti di un decalogo del bon ton di un ciclista. Non si viaggia, mai, accoppiati o in gruppo, ma in fila indiana. Si può trasportare solo un bimbo sulla bicicletta. Non si può parlare al cellulare. Non si può procedere a zig zag sulla strada. Bisogna usare il campanello solo in condizioni di pericolo e non per far scansare i pedoni sotto i portici. Sui ponti i pedoni si arrabbiano,dal momento che i ciclisti passano lungo la ringhiera.
Un ciclista su tre confonde i portici con le piste ciclabili, rischiando di investire chi esce dai negozi o dalle case, dimenticando che i pedoni non sono dotati di specchio retrovisore.
Mi chiedo, e con me molti concittadini, se mai, un giorno, verrà affrontato seriamente questo annoso problema.
Grazie per la consueta ospitalità.

Roberto Reinaudo - ex Difensore Civico - Cavallermaggiore

«Caso Klinker Sire: vergognoso lasciare morire un’azienda del territorio»

Riceviamo e pubblichiamo:
Vergogna… è il termine più appropriato che mi viene in mente pensando alla situazione che vivono le 180 famiglie delle lavoratrici e dei lavoratori della Klinker Sire di Roreto di Cherasco che, oltre ad aver perso il lavoro a seguito della fermata degli impianti dell’azienda per la quale lavoravano da anni, dal mese di ottobre del 2013 non percepiscono alcun sussidio da parte dello Stato, in attesa che venga autorizzata dal Ministero del Lavoro la cassa integrazione straordinaria.
Infatti è proprio vergognoso che si stia lasciando morire un’azienda storica del territorio, leader indiscussa del made in Italy nella produzione delle piastrelle in Klinker e lo è ancora di più la gestione dell’azienda da parte della proprietà che negli anni d’oro è stata incapace di reinvestirli sul consolidamento del sito di Roreto di Cherasco, attraverso l’innovazione di processo e di prodotto.
É vergognoso che lo Stato possa abbandonare al proprio destino dei propri concittadini che hanno sempre pagato le tasse e che devono continuare a farlo a fronte dei redditi presunti ma non ancora percepiti.
E’ vergognoso che ci vogliano tutti questi mesi e non sappiamo quanto tempo ci voglia ancora per avere un’autorizzazione da parte del Ministero rispetto alla concessione della Cassa Integrazione.
É vergognoso che poi, anche quando arriverà il “via libera” da parte del Ministero, ci vorrà altro tempo (chissà quanto!) per avere effettivamente da parte dell’Inps il pagamento della stessa.
É vergognoso che i lavoratori non sappiano il loro destino dato che nel frattempo tra richieste di concordato, prima ammesse e poi ritirate, e presunti avvii delle procedure di fallimento con tempi che anche lì non saranno realmente rispettati, nessuno può realmente conoscere quali tutele mettere in campo.
É vergognoso il fatto che come Sindacato si abbia difficoltà anche a trovare un interlocutore con il quale parlare e pronto ad assumersi delle precise responsabilità.
In tutto questo contesto ci sono i lavoratori e ci siamo noi che non sappiamo più cosa rispondere alle continue legittime richieste di spiegazioni.
Sono molto preoccupato, perché la disperazione, la rabbia possono portare a scelte non sempre razionali e francamente le lavoratrici ed i lavoratori li capisco…abbandonati dalle Istituzioni e dallo Stato quanto si può ancora resistere?

Gaspare Palermo - segretario generale Filctem Cgil - Cuneo

«Non è criticando i predecessori che si amministra Cavallermaggiore!»

Egregio Sig. direttore,
In seguito a quanto espresso dal Sig. Testa, Assessore al Bilancio, durante la seduta di Consiglio Comunale del 9 giugno scorso, dove si discuteva la previsione di bilancio per l’anno 2014, e a quanto apparso, sempre a firma dell’Assessore Testa, sul Social Network “Facebook”, in data 11 giugno, per dovere di cronaca, ci preme precisare quanto segue:
non è la prima volta che l’attuale Amministrazione cerca di giustificare evidenti difficoltà amministrative e gli aumenti sulle imposte comunali con i debiti causati dai mutui attivati dalle precedenti Amministrazioni: precisiamo che non è mai successo, nella storia amministrativa di Cavallermaggiore, che un’ Amministrazione appena insediata vada a criticare l’operato delle Amministrazioni precedenti. I mutui sono stati attivati, dopo essere stati visionati dalla Corte dei Conti, che valuta l’utilità e l’effettivo miglioramento dei servizi per i cittadini; è evidente che una nuova Amministrazione debba accollarsi i mutui pregressi.
Prendendo come riferimento proprio il periodo amministrato dalla Giunta Baravalle (2001-2011), più volte citato dal Sig. Testa, ricordiamo gli interventi principali che hanno richiesto l’attivazione dei mutui:
realizzazione nuova scuola dell’infanzia; realizzazione palazzetto dello sport; realizzazione bocciofila; realizzazione impianto per il tennis; impianto nuova area ecologica; sistemazione ala polifunzionale; sostituzione delle tubazioni in amianto rete idrica; rifacimento tetto del Santuario; installazione n° 3 pesi pubblici a gettone; realizzazione loculi nei cimiteri del capoluogo e delle Frazioni; con cancelli automatici; sistemazione piazza Santa Chiara; installazione torre-faro a Nord del paese; realizzazione nuovo locale polifunzionale frazione Madonna del Pilone; adeguamento del depuratore; realizzazione della scogliera sul lato destro del torrente Mellea; ripristino facciata e tetto del Palazzo Comunale; completamento spogliatoi stadio San Giorgio; realizzazione nuovo locale mensa alle scuole medie; completamento aule alle scuole elementari; installazione di nuovo impianto di illuminazione campo sportivo comunale in via Fiume; rifacimento tetti e sistemazione “Giardino dei semplici” e chiesa di San Pietro.
Le opere suddette hanno avuto un costo di circa 10 milioni di euro in totale; grazie alla nostra tenacia per ottenere i contributi da parte dello Stato, della Regione, della Provincia e delle Fondazioni Bancarie e grazie alla vendita di terreni comunali (800.000 euro) e ad un Piano Particolareggiato di scambio aree con un privato, segnaliamo che si sono attivati mutui per soli circa 4 milioni di Euro. Tutto questo mantenendo l’ICI al 5,5 per mille.
La presente perché i cittadini comprendano, ancora una volta, che non è imputabile alle spese sostenute dalla passata Amministrazione Baravalle l’attuale aumento delle tasse comunali.
Caro Assessore Testa, come è noto vendo stoffa ai mercati da 36 anni: nella mia attività lavorativa ho sempre cercato di essere competitivo, dando il meglio di me stesso e mettendomi in gioco, senza criticare i miei colleghi.

Michele Baravalle - Cavallermaggiore

«Pessima gestione della Tasi da parte della Giunta comunale»

Riceviamo e pubblichiamo:
La gestione della Tasi da parte dell’amministrazione comunale di Savigliano è scandalosa; denota una totale indifferenza della Giunta alle problematiche che ha creato questa nuova imposta.  Sicuramente gli oltre 5800 elettori di Cussa saranno soddisfatti di tale gestione, ma la restante parte penso proprio di no. In questi giorni sono stato contattato da molti concittadini che non erano a conoscenza dell’esistenza dell’imposta anche a carico degli inquilini e che non hanno la possibilità di recarsi in comune per le informazioni, dovendo inoltre sostenere dei costi per farsi calcolare il dovuto.
Come avevo già lamentato alcuni mesi fa la Giunta ha completamente sottovalutato il problema scaricando come sempre ogni responsabilità sul contribuente. Invece di inviare le lettere pre-elettorali alle scuole, la Giunta avrebbe fatto bene a scrivere a tutti i nuclei familiari spiegando modalità e scadenze della Tasi; avremmo evitato confusione e affollamento di gente all’ufficio tributi mettendo in difficoltà anche il personale stesso.
Sul sito internet non è stato indicato nulla, nè la proroga al 30 giugno ne sono stati inviati dei comunicati ai giornali, gli sportelli delle banche indicano come scadenza di legge il 16 giugno. Chiedo quindi un intervento urgente dell’amministrazione affinchè faccia chiarezza su questa situazione. Un’amministrazione comunale responsabile deve informare e rendere edotti i concittadini contribuenti su cosa devono pagare.

Marco Buttieri
consigliere comunale “Siamo Savigliano”

«Una cravatta Marinella e alcune prime richieste al sindaco Cussa»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta che Claudio Ferrero, saviglianese, ha indirizzato al nuovo sindaco Claudio Cussa.

Carissimo primo cittadino,
Accolgo l’esito del voto democratico e mi congratulo con Lei per la fiducia che molti saviglianesi le hanno dato.
Confido nel suo trasparente operare nei confronti della cittadinanza tutta per rendere sempre più bella e funzionale la nostra città.
Mi permetto come semplice cittadino propositivo di farle un modesto ma simpatico omaggio, che le farò pervenire nei prossimi giorni nel suo ufficio.
É una cravatta “Marinella”, perché se è normale che un assessore sia in maglietta o camicia, un sindaco deve avere un aplomb diverso.
Come cittadino propositivo vengo subito a stimolarla su alcune problematiche e precisamente:
ILLUMINAZIONE PUBBLICA
Ho ammirato i lampioni messi in corso Vittorio Veneto il cui obiettivo primario dovrebbe essere quello di risparmiare sull’energia elettrica e quindi meno spese e dunque meno tasse per la cittadinanza.
Però mentre la sede stradale ha una discreta illuminazione, i vialetti pedonali e ciclabili sono completamente allo scuro, ragion per cui, ahimè, di sera diventa poco piacevole passeggiare o sedersi sulle panchine.
Questo può risultare pericoloso anche dal punto di vista della sicurezza delle persone
Pagamento TASI.
Mi sembra assurdo che ogni cittadino si debba recare in municipio per fare la fila ed attendere ore per farsi dare il modulo per poi pagare la tassa.
Un Comune virtuoso come Savigliano vuole essere e come è sempre stato definito dal suo predecessore, dovrebbe venire incontro ai cittadini per pagare le tasse e non sottoporli a queste interminabili code per ottemperare ad un dovere civico.
Forse è meglio che Lei come responsabile dell’Amministrazione studi con urgenza la soluzione e stimoli i burocrati del municipio a preparare i conteggi per i cittadini e provvedere a mandarglieli a casa.
Questo è un servizio, a mio avviso, a favore della collettività.
Bastava prendere spunto da altri Comuni che già provvedono ad inviarti a casa il modulo ti inviano tutto a casa pre compilato.
Non le sottopongo per il momento altre richieste, perché mi sembra onesto non esasperarla fin da subito con un martellante fardello di domande, voglio che si goda il successo elettorale e famigliarizzi con la nuova casa che la ospita per il prossimo quinquennio.
Le consiglierei però di far collocare sulla porta principale del municipio una buca delle lettere nella quale noi cittadini possiamo segnalarle eventuali problemi o consigli per migliorare per la nostra città.
Anche perché, essendo io una fucina di proposte, da solo occuperei molto spazio al giornale che mi ospita ed in democrazia non voglio nè posso pretendere il monopolio.
Grazie per sue risposte.

Claudio Ferrero - Savigliano

Bori: «Basta bagarre, ora si lavori per la città!»

Egregio direttore,
Le scrivo in merito alla lettera dei Giovani Democratici della settimana scorsa. Non ritengo necessario rubare troppo spazio, perché sono sicuro che quanto scriverò risulterà condivisibile da parte di tutti gli schieramenti e le forze politiche che si sono affrontate nell’ultimo confronto elettorale.
Nella campagna elettorale appena conclusa ci sono stati numerosi spunti interessanti, in entrambi gli schieramenti ci sono stati programmi carichi di contenuti (a tal proposito consiglio, in questi casi, la lettura di tutti i programmi, e non solo del proprio!) e ci sono stati anche episodi più o meno colorati dal tradizionale agonismo elettorale che, questa volta, possono essere sembrati più “pesanti” semplicemente perché abbiamo vissuto una campagna che, fino all’esito delle urne, è sembrata più che mai incerta.
Adesso però basta! C’è stato un ballottaggio e Claudio Cussa è stato eletto nuovo Sindaco di Savigliano. Chiudiamo qui la bagarre elettorale e iniziamo subito a lavorare per la città, perché il consenso bisogna crearlo con il lavoro di 5 anni, non di 5 settimane. Il dato più preoccupante di queste elezioni si è visto al ballottaggio: più di un cittadino su due non è andato a scegliere il proprio sindaco. Se anche a livello locale non riusciamo a fermare la disaffezione generale che si sta affermando nella politica nazionale, allora dobbiamo davvero rimboccarci le maniche e lavorare, in maniera costruttiva, per la nostra città.
Faccio i più sinceri auguri al nuovo Sindaco e alla giunta che in questi giorni si sta andando a formare, e con la quale cercherò, insieme al mio gruppo de La Nuova Politica, di confrontarmi con proposte e critiche costruttive.
Sperando di non aver alimentato ancor più una fiamma che in questo momento merita solo di essere spenta, la ringrazio per lo spazio concessomi.

Giuseppe Bori - Savigliano

«I Giovani Democratici dovrebbero guardare anche un po’ in casa loro»

Egregio direttore,
Vorrei rubare poco spazio per rispondere alla lettera dei Giovani Democratici, apparsa sull’ultima edizione dei giornali locali. Innanzitutto volevo sottolineare che queste “accuse” non scalfiscono minimamente la corazza che è stata forgiata da anni di militanza politica; in secondo luogo, ci terrei a precisare che di contenuti si è parlato. E non legati solamente all’ambito giovanile! Infatti i giovani che decidono di intraprendere un percorso di militanza politica dovrebbero occuparsi di tutti i temi e dei problemi cittadini, non limitarsi all’ambito giovanile e lanciare poi accuse di mancanza di contenuti. Infatti, non mi pare che una certa parte politica abbia fatto molto di più che ripetere “polo universitario” e “cittadella dei giovani” come se fossero dei mantra o la panacea ai problemi dei giovani di Savigliano.
Dei “buoni” giovani politici, come asseriscono di essere i Giovani Democratici saviglianesi, dovrebbe anche avere il coraggio (se così si può chiamare), prima di “guardare in casa d’altri”, di volgere lo sguardo verso il proprio partito cittadino e porre delle domande, magari scomode ma eticamente ineludibili: chiedere chiarezza e trasparenza sulla questione “presunte firme false”; chiedere come mai a Savigliano ci siano le tasse comunali più alte di tutta la zona circostante pur essendo i numerosi progetti, tanto celebrati dalla passata amministrazione, tutti realizzati con fondi europei, regionali o extra comunali come è stato detto più volte durante la campagna elettorale (c’entra forse il buco di bilancio per la vicenda Tributi Italia?).
Colgo infine l’occasione per rivolgere un invito a tutti i giovani, politici e non, di partecipare alla Consulta Giovani, utile strumento di confronto e, si spera, di collaborazione che ci viene messo a disposizione.

Enrico Villois - Savigliano

“Futuro e Tradizione”: «Preoccupati per l’esordio della nuova amministrazione»

Gentilissimo direttore,
Abbiamo letto con non poco stupore gli articoli comparsi sui settimanali locali relative alla ultima tornata elettorale amministrativa.
Ci si accorge immediatamente che, anche la Giunta Comunale, è stata composta senza la benché minima sensibilità ed attenzione per la parità di genere (essendo composta, oltre che dal Sindaco, dagli assessori Hellmann e Unia). Se è vero che per i Comuni quale Scarnafigi tale requisito non è imposto dalla legge, e pertanto non può esser oggetto di controlli e sanzioni (D.P.R. 251/2012), è altrettanto vero che una maggioranza, e conseguentemente un organo esecutivo, composto da soli uomini fa apparire il nostro paese come poco sensibile nei confronti “dell’altra metà del cielo”, fatto che presenta Scarnafigi come paese miope e poco aperto alle nuove visioni che permeano il mondo (salvo errori, nel circondario, solo Envie condivide con Scarnafigi un simile primato…), senza dimenticare che lo Statuto Comunale, approvato con deliberazione del Consiglio Comunale n. 23 del 29.07.2009, all’articolo 8 prevede interventi al fine di promuovere e favorire la parità di genere.
Si nota poi che il consigliere Bollati Mauro non avrà incarichi nell’esecutivo, il che pare anomalo visto il numero di preferenze personali ricevute, ma “nulla quaestio” essendo l’individuazione dell’esecutivo una delle prerogative del Sindaco, lo stupore giunge ancora una volta quando si scopre che il sig. Bollati ricoprirebbe il ruolo di “… supervisore di Giunta…” (ndr il virgolettato è dell’articolo). Tale ruolo infatti non solo non è previsto dalla normativa in materia, ma neppure dai regolamenti, pertanto è lecito dubitare che una simile soluzione sia non solo inopportuna, ma anche illegittima. La recente normativa (L. 148/2011) aveva fortemente limitato sia il numero dei consiglieri, che degli assessori nei comuni con un numero di abitanti inferiori ai 10.000, norma poi rivisitata nella primavera 2014 (L. 56/2014 c.d. Delrio) che ha previsto per i comuni fino ai 3000 abitanti un numero di consiglieri pari a 10 e di assessori pari a 2.
É evidente come il ruolo ritagliato per il sig. Bollati sia, se realmente corrisponde a quanto testualmente riportato, illegittimo (per violazione della legge 56/2014) oltre che inopportuno (un soggetto esterno all’organo esecutivo avrebbe un ruolo atto ad influenzare le decisioni del medesimo).
Infine la sconcertante dichiarazione del Sindaco (il virgolettato anche qui nell’articolo) “… è stato come prendere un’azienda a scatola chiusa…” dichiarazione che lascia veramente basiti, se si pensa che il sig. Ghigo da tre lustri siede in Consiglio comunale, se è vero, come è, che nell’ultimo quinquennio le di lui assenze dal Consiglio comunale sono state molteplici, è comunque imbarazzante pensare che una persona per ben 15 anni abbia partecipato alle discussioni relative al bilancio comunale e alla votazione del medesimo, e dopo un così lungo periodo ne dichiari candidamente una assoluta non conoscenza!
Speriamo, per il bene del paese, che l’azione amministrativa possa avere un diverso orientamento rispetto alle dichiarazioni apparse sulla stampa locale, dovendo altrimenti condividere, per Scarnafigi, il latinetto mala tempora currunt!
Ringraziando per la disponibilità porgiamo cordiali saluti.

Il Gruppo Consiliare “Futuro e Tradizione” - Scarnafigi

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