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Al direttore

«A Racconigi ci manca ormai soltanto più la tassa sull’aria»

Riceviamo e pubblichiamo:
Quando, alcuni mesi fa, telegiornali e programmi televisivi preannunciavano “l’autunno caldo”, la sottoscritta, fiduciosa nell’amministrazione racconigese, era ottimista e relativamente tranquilla del fatto che nel proprio paese non sarebbe arrivato, perché, quando si vota per le amministrative di un Comune piccolo come Racconigi, si è decisamente più motivati, dato che hai finalmente l’occasione di votare la persona che stimi, anche se non fa parte del tuo orientamento politico.
Quindi, quando arriva Settembre, e ti accorgi che a Racconigi l’autunno non è caldo ma bollente la delusione brucia ancor di più soprattutto perché vedi che, proprio a “casa tua”, applicano quella errata politica delle tasse che tanto contesti, perché sai che in questo modo mai e poi mai potrà ripartire l’economia.
Arriva la prima tassa, la Tari: 320 euro circa. Dato che non ho ancora preso dimestichezza con i nuovi nomi (non si capisce se lo abbiano fatto per creare ancor più confusione nel cittadino) in un primo momento ho creduto che l’ammontare fosse così elevato perché comprensivo dell’Imu. Quando ho realizzato che così non era ho chiesto a mio marito se tra i nostri rifiuti ci fossero delle pepite d’oro di cui non ci fossimo accorti. É credibile pensare che una tassa così elevata possa essere pagata da tutti? Le tasse non dovrebbero essere proporzionali al reddito?
Dopo poco arriva a casa il volantino “novità nel sacco”; lo leggi con la speranza che ci siano delle buone notizie, invece, altra delusione. Ti ritrovi così a farti altre domande: quanto costa questa raccolta fatta con sacchi che il Comune dice di regalare? Regalare? Dopo un esborso di 321 euro). Perché non posso più riutilizzare i sacchetti biodegradabili e trasparenti che pago quando faccio la spesa? Perché ora il Comune dona i bidoni per la raccolta rifiuti quando tre anni fa la sottoscritta li ha dovuti pagare? I soldi mi verranno rimborsati?
La beffa, dopo un esborso così notevole è che, non essendoci più privacy nemmeno sui rifiuti, si potrebbe, in caso di errore nel differenziare, incorrere in una sanzione. Multeranno anche l’anziano che potrebbe commettere qualche distrazione?
Sicuramente l’ambiente va tutelato, ma ancor più il cittadino che è attanagliato da una crisi così profonda e duratura. Non sarebbe stato preferibile soprassedere per il momento e destinare i soldi spesi per quest’operazione verso quei servizi indispensabili come ad esempio il trasporto a scuola dei bambini che abitano in città?
Che da quest’anno è stato eliminato. Quando si è operato questo ingiusto taglio non si è pensato alle tante famiglie che si sarebbero messe in seria difficoltà?
Alquanto bizzarra, poi, la dichiarazione letta sul Corriere, dove, mi si dice che il prossimo anno, avrò un risparmio di 4 euro! Quindi pagherò solo euro 317! (Sicuramente mi darò a spese folli!).
La rabbia monta quando vieni a sapere che il Comune sta pensando d’intraprendere la stessa strada del Comune di Savigliano quindi, non operando tagli sulle spese inutili, ma multando gli automobilisti. Ancora?
Mi domando come si possa paragonare Racconigi a Savigliano dove c’è una cura del verde quasi certosina e una disponibilità di accesso ai servizi che qui non abbiamo.
Infine, arriva la tassa più ingiusta, la più odiosa, quella sulla prima casa, la casa dei sacrifici, del debito per la vita con le banche, quella che vorresti lasciare ai tuoi figli.
La prassi adottata da tutti i Comuni è che non ti mandano il bollettino presso il tuo domicilio, perché dicono che il calcolo sia troppo complesso. Quindi, per sapere quanto è l’ammontare, se riesci ti aggiusti con le indicazioni che trovi on-line, diversamente devi pagare l’esperto che ti faccia il conteggio. Ma non è una situazione paradossale? Inoltre a Racconigi hanno applicato l’aliquota più alta. Visto che la Tasi è il tributo sui servizi indivisibili (ma, vorrei ricordare, è anche la vecchia Imu senza detrazioni), non poteva il Comune, visto che fino all’anno scorso era a suo carico, continuare a non farla gravare sui cittadini?
Fortunatamente il caro e vecchio Monti non ha pensato di introdurre la tassa sull’aria, sono certa che a Racconigi c’è la saremmo ritrovata a far compagnia a Tari e Tasi.
Se anche nel nostro paese avessero condiviso l’idea della casa come valore sacro e che i cittadini vadano tutelati e supportati diminuendo la pressione fiscale, sicuramente non mi ritroverei a pagare, tra settembre e dicembre 680 euro di tasse. Non conteggiando la famosa addizionale comunale che già tutti i lavoratori pagano. E poi ti dicono che far ripartire l’economia devi consumare... Mi sembra un operazione alquanto fantasiosa. Anzi, sono certa, che questa sia la strada giusta per deprimere ulteriormente i consumi e con essi la qualità di vita delle persone! C’è una parte politica che ama spesso parlare di “giustizia sociale”, ma direi, a ben guardare, che sarebbe opportuno se a questo punto parlasse di “ingiustizia sociale”.
La misura è colma! Davvero colma! Credo sia giunto il momento di cambiare passo se vogliamo evitare che, quella luce in fondo al tunnel che qualche anno fa qualcuno diceva di vedere, non si trasformi in un’allucinazione!
Ringrazio per la disponibilità che mi è stata data per poter esprimere il mio forte e deciso dissenso.
Alessandra Vietri – Racconigi

«Raccolta rifiuti a Racconigi: tutta la nostra contrarietà»

Egr. direttore,
Anzichè promuovere, partecipare e condividere con i cittadini nuove utili e necessarie iniziative per il miglioramento della raccolta differenziata dei rifiuti urbani, finalizzata al rispetto dell’ambiente e per una migliore vivibilità e qualità della vita per tutti i residenti (cittadini e animali), l’Amministrazione comunale di Racconigi “impone” alle famiglie e ai singoli racconigesi la propria politica ambientale programmata, stante le informazione della stampa locale, con il solo coinvolgimento di una cooperativa locale.
Alla predetta cooperativa è stata assegnata la somma di oltre 20.000.= euro (altre voci di palazzo parlano di un impegno di spesa di oltre 50.000.= euro), impegnata per la sola copertura del servizio di comunicazione e per l’acquisto di sacchi colorati da distribuire ai cittadini, non prima però della “schedatura” con apposito codice seriale di controllo e minacce di possibili sanzioni in caso di non conformità nel conferimento dei rifiuti nei sacchi assegnati.
Tutto questo in aggiunta alle ingenti annuali tasse comunali già pagate dai cittadini per la raccolta dei rifiuti, per l’addizionale comunale e non ultima la Tasi, tassa sulla casa, che per molti è risultata più alta dell’Imu grazie alle aliquote deliberate dall’Amministrazione comunale di Racconigi.
In un periodo, come l’attuale, di notevole crisi e difficoltà economica e di mancanza di lavoro per molti cittadini, il Comune di Racconigi (forte dell’aumento dell’aliquota Tasi) si permette il lusso di spendere oltre 50.000 euro per l’acquisto di sacchi della spazzatura da far distribuire ai cittadini quando, al contrario, si poteva concordare una diversa modalità di raccolta differenziata dei rifiuti mantenendo invariati obiettivi e finalità, iniziando così un percorso per individuare forme di risparmio economico degli alti costi oggi sostenuti per la raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Per tale motivo sarebbe opportuno far sentire in Comune la voce di tutti i cittadini per contestare l’iniziativa adottata dall’Amministrazione comunale in merito alle nuove modalità per la raccolta dei rifiuti dicendo SI al miglioramento della differenziata e NO allo sperpero di risorse finanziare pubbliche, ai controlli e alle minacce di sanzioni per possibili irregolarità nel conferimento dei rifiuti nei sacchi.
Non siamo sudditi ma liberi cittadini di uno Stato, ancora oggi e ci auguriamo anche per il futuro, libero e democratico.

Carlo Sperti – Racconigi

«Pro loco e Protezione Civile: non sarà colpa della Giunta?»

Egr. direttore,
Due articoli e una lettera dei consiglieri di minoranza richiamano a pieno titolo situazioni locali in merito alla gestione della Pro loco e del gruppo comunale di Protezione Civile, che da alcuni mesi vivacchiano i modo precario senza un direttivo degno di questo titolo. I pareri degli amministratori addossano la responsabilità a soggetti diversi, ritenendosi estranei agli atti che hanno portato a questa situazione, mentre la lettera della minoranza lascia intendere una correlazione tra i fatti e l’Amministrazione.
Siccome sono stato presente, in passato, in questi gruppi mi sto chiedendo “di chi è la colpa?”; con l’amministrazione di Michele Baravalle queste istituzioni funzionavano benissimo, sia la Pro loco, gestita in modo autonomo, sia il gruppo comunale di Protezione Civile, di cui sono stato un fondatore e primo coordinatore, gestendo il gruppo in modo autonomo nel rispetto del regolamento regionale e comunale.
Il dubbio è che ci sia un disegno dell’Amministrazione di accentramento di poteri (troppi incarichi in capo a qualche membro della Giunta) e per volere di chi? Mi resta un dubbio, che spero un giorno di chiarire: ma l’Amministrazione può delegare un dipendente comunale (e membro della Polizia municipale) a gestire un gruppo di volontari come la Protezione Civile? (a livello nazionale, ad esempio, la cosa è inversa).
Prima o poi si dissolveranno questi rebus e queste attività riprenderanno ad essere gestite in modo autonomo, e democratico, al servizio dei cittadini che con le loro tasse permettono il sostentamento economico necessario alle attività.
Lino Capello - Cavallermaggiore

«Una chitarra, due amici e un momento di serenità»

Riceviamo e pubblichiamo:
Desideriamo condividere con i suoi lettori una esperienza piacevolissima vissuta una sera della scorsa settimana, sensazione particolare di momenti semplici.
Stiamo passeggiando dopo una lunga giornata di lavoro, ricca anche quella di particolari sensazioni raccolte dal mondo in cui passo buona parte del mio lavoro: la scuola.
Sentiamo dalle finestre ancora aperte, in quest’ultimo scampolo di tepore quasi estivo in attesa del preannunciato brusco abbassamento della temperatura, alcuni strumenti che suonano, una chitarra, un violino e poi un poco avanti una dolcissima musica country (sarà così?) proveniente da un piccolo viottolo che porta in un cortile aperto con due sedie vuote ed un giardino semplice, due alberi, poche luci, un dipinto sul muro e tre persone che suonano senza frastuono con un discreto delicato volume.
Suonano una chitarra, un basso e una batteria. Non si può non entrare, l’ambiente e la musica ci attirano, come pubblico due persone, noi due facciamo quattro e poi giunge una mamma con un bambino. Uno spettacolo leggero denso di nostalgia e di ricordi, ci sembra di essere a Parigi nella piazzetta degli artisti. Nella penombra riconosciamo un amico che non vediamo da almeno 15 – 20 anni ma sempre nella memoria da quando a Savigliano è partita la saletta musicale al Beato Amedeo, oggi Oasi Giovani. Ci riconosciamo con uno sguardo, finisce la musica, parte un altro brano, sembrano tre artisti che provano i loro brani per il prossimo spettacolo. L’amico riconosciuto suona la batteria, uno sguardo ancora e non si può non salutarci con un abbraccio. Noi due ripartiamo per tornare a casa, l’indomani sveglia presto per il nostro tran tran.
Grazie “ragazzi”, continuate così, ad immedesimare i sogni che tutti noi abbiamo e che per vari motivi non abbiamo potuto realizzare, una chitarra, due amici e un momento di serenità.

Carla e Tonino Colombero - Savigliano

«Terra Madre: grazie a chi ha ospitato i delegati dell’India»

Riceviamo e pubblichiamo:
Si è conclusa lunedì 27 ottobre la decima edizione di Terra Madre, omaggio alla Terra che ci nutre, a chi la lavora, a chi difende la biodiversità per produrre cibo sano e pulito. Alla manifestazione hanno partecipato delegati di 175 Paesi, che hanno portato la loro testimonianza nella commovente cerimonia di apertura del 22 ottobre. Anche la nostra città ha partecipato all’evento ospitando 13 delegati provenienti dall’India.
Desidero ringraziare le famiglie che hanno ospitato per la loro disponibilità, e la loro grande collaborazione. Come in tutti gli incontri c’è stato scambio positivo: i nostri ospiti sono rimasti colpiti dal calore dell’accoglienza, e le famiglie ospitanti hanno ricevuto la possibilità di un incontro con realtà ricche di cultura.
Grazie, penso che da questa esperienza ne usciranno tutti più ricchi.

Silvana Folco - Assessore alle Politiche Sociali - Savigliano

«Verificate sempre i termini delle polizze assicurative auto»

Egregio direttore,
La ringrazio dello spazio che vorrà concedermi, perché ritengo opportuno segnalare un problema che mi è stato rappresentato e che, dopo aver verificato, ho appurato risponde a verità, almeno nella maggior parte dei casi. Cercherò di spiegarmi il più brevemente possibile.
Quando ognuno di noi acquista un’autovettura prima di usarla si reca presso la compagnia assicuratrice di fiducia e stipula una polizza, il più delle volte firma perché si fida dell’agente senza leggere il contratto di assicurazione e senza avere ben chiare le condizioni che si accinge ad accettare. Questo fatto a volte può dimostrarsi uno dei più grandi sbagli e comportare degli oneri economici a proprio carico che ognuno di noi non sapeva dover sostenere.
Un esempio: supponiamo che la nostra autovettura abbia subito degli atti vandalici, cosa facciamo? Normalmente ci rechiamo presso l’autorità competente e presentiamo una regolare denuncia e poi ci presentiamo dalla nostra assicurazione per richiedere il risarcimento che ci spetta e successivamente portiamo la vettura dal nostro carrozziere di fiducia perché provveda a ripararla. A questo punto sorge un problema: infatti nella polizza ci possono essere diverse clausole che limitano la nostra libertà di scelta e provano ad imporci di servirsi di una carrozzeria di fiducia della compagnia assicuratrice e possono essere:
1) – l’assicurato verrà risarcito per il danno subito con la franchigia, che può variare a seconda della compagnia assicuratrice, a meno che non utilizzi una carrozzeria convenzionata, nel qual caso la franchigia non viene applicata (limitando la libertà di scelta dell’assicurato);
2) - l’assicurato verrà risarcito per il danno subito tenendo conto dello stato d’usura del veicolo, a meno che non utilizzi una carrozzeria convenzionata, nel qual caso verrà riconosciuto il valore a nuovo (limitando la libertà di scelta dell’assicurato);
3) - l’assicurato verrà risarcito per il danno subito fino ad un ammontare annuo massimo pari ad X, che può variare a seconda della compagnia assicuratrice, a meno che non utilizzi una carrozzeria convenzionata, nel qual caso la quota annua massima anziché essere pari ad X sarà pari ad Y (limitando la libertà di scelta dell’assicurato).
Questi sono solo alcuni esempi, ma esistono anche altri, ovvero clausole che più o meno sottintendono lo stesso scopo: indirizzare l’assicurato verso una determinata carrozzeria.
A questo punto mi pare opportuno considerare il fatto che il risarcimento che ci è dovuto e per il quale paghiamo una polizza assicurativa, di fatto è un credito che noi vantiamo nei confronti della compagnia assicuratrice e l’art. 1260 del Codice Civile che disciplina la fattispecie della cessione del credito, in quanto tale può essere il rapporto che intercorre fra noi e la carrozzeria quando consegnando l’autovettura autorizziamo il titolare a trattare personalmente con l’assicurazione, non pone limiti e di certo non prevede che il debitore possa condizionare la scelta del creditore, a meno che la fattispecie non sia espressamente prevista dalla norma.
Nel caso dei danni subiti a seguito di un sinistro di qualsiasi tipo, non mi risulta che la legge disponga per l’inapplicabilità dell’art. 1260 del Codice Civile e quindi ci impedisca di fatto la libera scelta dell’operatore a cui rivolgerci, quindi certe condizioni poste dalle compagnie assicuratrici sono da verificare nella loro legittimità, in quanto mi pare che il principio del libero arbitrio sia costituzionalmente garantito e non è corretto che si dica sostanzialmente: io ti offro condizioni migliori se vai da chi voglio io.
Grazie per l’attenzione.
Antonio Chiavazza
Comandante Polizia locale di Cavallermaggiore

«“Quote latte”: una brutta pagina quella scritta dai sindacati agricoli»

Egr. sig. direttore,
Nelle “lettere al giornale” di giovedì 9 ottobre il presidente del sindacato Cia Piemonte, rispondendo ad una lettera del presidente di Confindustria Cuneo, si è soffermato sul prezzo del latte e sulle multe quote latte ancora in sospeso. Su questo ultimo aspetto ho molto da contestare al sig. Lodovico Actis Perinetto della Cia quando afferma: “far pagare le multe agli splafonatori è una questione di giustizia nei confronti di quella stragrande maggioranza di allevatori che, facendo grandi sacrifici, ha pagato per l’acquisto delle quote” e ancora “tra il 1995 ed il 2009 di fatto il governo Italiano si è sostituito agli allevatori pagando le loro multe con soldi pubblici, ovvero di tutti gli Italiani”.
Premettendo che sono un ex produttore di latte, che da 14 anni ha smesso di produrre anche per il problema delle quote e che attualmente ho ancora in sospeso le multe del 1995-96 e 1996-97, al sig. Perinetto e a tutti quei sindacalisti (la stragrande maggioranza) che la pensano in questi termini voglio ricordare il motivo per cui sono nati i Cobas del latte.
Anno 1984 a Bruxelles veniva  varato il regime quote, tutti i paesi Europei iniziano a farle rispettare ma noi Italiani no; il ministro ha firmato senza neanche sapere quale fosse la reale produzione di latte in Italia e, con l’avvallo dei sindacati, si è andati avanti (per undici anni) non solo non facendo rispettare le quote ma anche concedendo finanziamenti agli allevatori per la costruzione di stalle, i miglioramenti genetici, i piani alimentari, le consulenze sanitarie, l’acquisto attrezzature ecc incrementando, perciò, la produzione. Solo nel 1995, quando da Bruxelles ci viene imposto di rispettare il regime quote, il governo Italiano è intervenuto; non ha però detto “abbiamo sbagliato, d’ora in poi le regole vanno rispettate”, ma ha detto “le regole vanno rispettate, facendo riferimento ad undici anni prima!!!”
Sig. Perinetto, per farle un esempio, è come se Lei avesse fatto un mutuo di 15 anni per comprarsi la prima casa e, dopo soli 5 anni, la banca Le chiedesse di restituire la somma rimanente e chiudere il mutuo… lascio a Lei trarre le conseguenze.
So benissimo che di lì in poi ci sono stati produttore disonesti, ma se nel 1995 tutti i sindacati si fossero opposti alla retroattività della legge (questa sì ingiusta, perché vuol far pagare agli allevatori gli errori politici e aggiungo anche sindacali) i Cobas del latte non sarebbero mai nati e ne avrebbero tratto beneficio anche quella stragrande maggioranza che ha acquistato le quote con grandi sacrifici. Mi creda sig. Perinetto (ma Lei lo sa) questa è stata un brutta pagina dei sindacati agricoli che, anziché preoccuparsi dei produttori, ha finito per agevolare una sola categoria: gli avvocati.
In fede.
Giovanni Sola - Cavallerleone

«A Racconigi i dipendenti comunali potrebbero essere ridotti del 10%»

Riceviamo e pubblichiamo:
Giovedì 16 ottobre è scaduto il termine per il pagamento della prima rata della Tasi, dove l’amministrazione comunale di Racconigi ha applicato le aliquote massime per cercare di sopperire ai disavanzi del bilancio comunale.
Per questo motivo mi è sorto il cruccio di andare a vedere cosa succede negli altri Comuni delle vicinanze, e mi è balzato agli occhi un dato a dir poco sconcertante.
Nei Comuni a pari densità di popolazione ho notato che i dipendenti assunti a tempo indeterminato sono molti di meno rispetto a quelli di Racconigi, che sono 66 (unità più unità meno). Faccio qualche esempio:
Busca abitanti 10217 dipendenti 29, Cherasco abitanti 8802 dipendenti 37, Santena abitanti 10808 dipendenti 49, Poirino abitanti 10520 dipendenti 46, Borgo S. Dalmazzo abitanti 12294 dipendenti 52.
I dati sono facilmente consultabili sui siti internet dei vari Comuni che per la legge dell’Amministrazione Trasparente sono obbligati a dichiarare il loro organico, anche se alcuni sono più aggiornati altri meno. Non penso che in questi Comuni i servizi ai cittadini siano peggiori o che questi dipendenti siano dei “superman” con quattro braccia.
La conclusione è che suggerirei ai nostri amministratori e dirigenti comunali (che nel caso di Racconigi non difettano) di non stabilire solo le aliquote delle tasse, che è la cosa più semplice, ma di rivedere l’organizzazione della macchina comunale cercando di snellirla, facendo esperienza dei comuni più virtuosi sopracitati, anche perchè per i dipendenti statali, al contrario di cosa succede nei privati, vige la regola “se tu fai o non fai il posto fisso tu c’è l’ hai”, che non stimola sicuramente a fare meglio il proprio lavoro e penalizza, invece, chi veramente si impegna.
Facendo un cosiddetto “conto della serva” ridurre il personale di 10 dipendenti, portandosi alla media dei Comuni del circondario, porterebbe ad un risparmio di circa 340.000 euro annui  (cifra stimata per difetto), che nel bilancio comunale hanno un notevole peso.
Spero che questa mio sfogo serva a far riflettere i nostri amministratori e li sproni a cercare le soluzioni migliori per non tartassare il solito cittadino onesto che paga le tasse e che, in questo particolare periodo storico economico, anche se ha sempre svolto il suo lavoro con dedizione e impegno è cassaintegrato o licenziato.
Cordiali saluti.
Pietro Perottino – Racconigi

«Non aumentiamo la confusione con le buste per le ricette mediche!»

Egregio direttore,
Mia zia, anziana, con tutto ciò che questo comporta, è andata quasi in deliquio quando le è stato chiesto di uscire dall’ambulatorio medico, recarsi in un negozio a lei sconosciuto e comprare le buste di misura 16x23, tornando poi dal medico per riporvi le ricette. Alle domande da me poste in tempo successivo le risposte sono state, a dir poco, demenziali:
1- Cambio della carta per le ricette, per cui non si può piegarle;
2- Privacy;
3- I carabinieri multano l’ambulatorio se si esce dallo stesso con le ricette fuori busta (saranno felici, con tutto quello che hanno da fare, di questo nuovo, importante, incarico).
Se si tratta di privacy, da 20 anni esiste la legge e non si capisce se questa frenesia di applicarla proprio ora (a parte che nessuno si è mai lamentato, a questo proposito, per il metodo precedentemente applicato nell’ambulatorio).
Inoltre, ammesso che sia sorto il problema, è incomprensibile che non si possano usare buste qualsiasi dove le ricette, anche piegate, possano essere introdotte, ma siano obbligatorie buste su misura, da trasportare come materiale fragile.
Sembrerebbe poi, leggendo l’ultimo numero del Corriere, che tutto ciò riguardi un solo ambulatorio e non dipenda dal Ministero, dalla Regione o dalle Asl. Mancano lumi, che gradiremmo, da parte delle citate forze dell’ordine.
Proposta: se proprio si vuole insistere, due scatoloni di buste, ai medici, costerebbero come alcuni caffè; si sa che i nonnetti seguirebbero con religiosa osservanza la raccomandazione di riciclarle in eterno e tutto ciò eviterebbe di mandare in panico (“primum non nocere”, Ippocrate docet) almeno il 70% dei pazienti.
In tempi di tragedie e suicidi, in cui non si capisce e non si spera più nulla, forse sarebbe utile non contribuire ad aumentare la confusione ed anche non presentare le farse come conquiste planetarie.
Grazie per l’ospitalità.
Maria Rosa Bolla - Savigliano

«Sia il sindaco ad assumersi l’iniziativa di rilanciare la Pro loco»

Egregio direttore,
Vorremmo intervenire rispetto alle anticipazioni riportate dal suo giornale sull’incontro dei gruppi consiliari di maggioranza e minoranza svoltosi il 13 ottobre e convocato formalmente dal sindaco con oggetto la Pro loco.
In particolare, in quella sede, in coerenza con quanto sostenuto nella nostra interpellanza trattata nell’ultimo Consiglio comunale del 29 settembre, abbiamo confermato, come gruppo “Bene Comune”, la necessità di una discontinuità in seno all’amministrazione comunale suggerendo l’assunzione formale delle deleghe a Manifestazioni e Fiere da parte del sindaco al posto dell’assessore attualmente incaricato.
Tutto ciò come prova concreta da parte dell’amministrazione della volontà di ripartire con un fase nuova nella collaborazione con la Pro loco: ovvero con la massima disponibilità e garanzia verso tutti i cittadini interessati in passato e nel futuro.
In tale caso sosterremo la realizzazione di un piano operativo che, congiuntamente al ripristino della Pro loco, si occupi di una revisione dell’organizzazione e degli obiettivi statutari.
Nulla di personale o di polemico contro alcuno, ma semplicemente il frutto della nostra valutazione della situazione di stallo e di incertezza che chiamando in causa responsabilità dell’amministrazione non poteva lasciarci indifferenti.
Grazie per l’attenzione.
Cordiali saluti.
Marco Martinelli e Silvio Grande
Gruppo consiliare “Bene Comune” - Cavallermaggiore

«Tenere la città più pulita è un impegno che tocca tutti!»

Egr. direttore,
Da circa trent’anni abito a Savigliano e non mi sono ancora arresa nel desiderare una cittadina più pulita e bella.
Per quanto riguarda il “bello” non possiamo fare molto se non eleggere i consiglieri che poi decidono sul da farsi, ma sul “pulito”, possiamo, ognuno di noi, evitare di sporcare la città.
Troco che ultimamente le cose siano decisamente peggiorate.
Sotto le siepi, tra l’altro molto gradevoli, c’è di tutto: dalle cacche, alle carte e, soprattutto, le cicche.
Imputavo erroneamente a persone disagiate lo sporcare fuori casa. Sbagliato. In via Saluzzo, ad esempio, vi sono spesso a terra “cicche a iosa”, buttate da mani e unghie curatissime.
Hai voglia ad insegnare l’educazione...
E cosa dire di quel che sovente si vede dietro l’Ala... Dopo le feste si lasciano piatti e masserizie per giorni e giorni anziché “portarli via e magari... differenziarli” (vedi foto).
In ultimo, e non per importanza, se il cestino in piazza del Popolo è troppo piccolo, dato che transitano molte persone, perchè non ne mettiamo uno più capiente? O almeno svuotiamolo con più frequenza! Non credo che le “Belle Arti” avrebbero da ridire (vedi foto).
Le mie non vogliono essere critiche sterili o inutili polemiche.
Vorrei semplicemente sensibilizzare anche solo qualche persona a trattare meglio la città in cui abita.

Corradina Polacco - Savigliano

«Alcune criticità saviglianesi che segnalo all’’amministrazione»

Riceviamo e pubblichiamo:
Mi permetto segnalare alcune criticità della nostra cittadina, che non dubito che il nostro sindaco e la sua amministrazione sicuramente verranno risolvere.
Via Torino: di fronte alle case popolari c’è la fermata del Citybus; qui, in passato, c’era anche un dosso che obbligava gli automobilisti a ridurre la velocità. Ora invece, dopo l’inverno passato, il dosso non c’è più e spesso e volentieri le auto sfrecciano a velocità sostenuta fino alla rotonda. Utile studiare qualcosa che induca a ridurre la velocità.
Piazza Sperino: è cosa nota che chi arriva dal treno ed è forestiero spesso si rivolge all’edicola della piazza per avere informazione di determinate strutture pubbliche. Utile sarebbe il piazzamento di una mappa ben fatta della città, affinchè chi arriva sappia dove trovare quello che cerca. Sempre nella medesima location un altro grave problema assilla gli automobilisti: quello della viabilità, specie al mattino, negli orari di arrivo degli studenti. Code interminabili di ragazzi/e attraversano sulle strisce e bloccano a volte per vari minuti la sede stradale provocando ingorghi.
Sarebbe opportuno che le autorità preposte, almeno per la mezz’ora di maggior criticità (7,30-8), disponessero la presenza dei vigili per regolare il traffico.
Questuanti agli angoli delle strade: è diventata quasi prassi vedere davanti ai supermercati o agli angoli delle piazze ragazzi di colore che chiedono l’elemosina. Sarebbe più utile, anche per la dignità degli stessi extracomunitari, che il problema venisse affrontato dall’amministrazione comunale.
Ci sono parecchie cose da fare come lavori socialmente utili per cui potrebbero essere utilizzati per questo scopo. Chi accetta dietro un corretto compenso è bene accetto, chi non accetta, con molta correttezza ed onestà, deve essere invitato a trasferirsi altrove.
Non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare, di “razzismo”, ma di un aiuto per favorirne l’integrazione nel tessuto sociale cittadino
Grazie come sempre per l’ospitalità da parte di un cittadino propositivo.
Claudio Ferrero – Savigliano

Beneficienza spicciola, ma utile per la scuola materna Gullino

Egregio direttore,
Tramite il suo giornale voglio ringraziare tutti i saviglianesi che con un semplice gesto hanno contribuito all’iniziativa da me promossa a favore quest’anno di un modulo della scuola materna Gullino di Savigliano.
Con il ricavato della raccolta tappi plastica e lattine in alluminio delle bibite, siamo riusciti con il ricavato ad acquistare materiale didattico per la scuola.
É un semplice modo, a costo zero, di essere altruisti senza impegni disumani.
Ringrazio altresì i punti raccolta di Savigliano che meritano menzione perché hanno contribuito in modo determinante come logistica a raggiungere questo obiettivo: Edicola Lo Strillo del Gallo (Piazza Sperino), Colorificio Taricco (Via Saluzzo), Pizzeria Cielito Lindo (via Torino), Edicola Mellano Federico (Via Mazzini), Ristorante Sel Service Disnè (via Molinasso), Dottor Ink (ex via Torino).
Rinnovando il personale impegno per l’anno prossimo con un altro piccolo obiettivo, che speriamo sia ancora più grande se molti saviglianesi si renderanno disponibili per questa raccolta, ringrazio il giornale per la visibilità data a questa iniziativa.
Claudio Ferrero - Saviglian

«Grazie a tutti, anche a nome di Jean»

Riceviamo e pubblichiamo:
Jean è ritornata in Italia venerdì 10 ottobre. L’obiettivo del rientro entro la settimana è stato quindi raggiunto. Dopo un viaggio molto faticoso si trova ora presso il reparto di Terapia Intensiva di Saluzzo seguita dall’équipe del dott. Launaro che si sta adoperando in ogni modo per poterla recuperare presto ad una respirazione autonoma.
Queste sono state giornate a dir poco intense ed è giusto che mi soffermi qualche minuto per ringraziare tutti coloro che mi hanno dato il loro supporto affinché potessi riabbracciare mia moglie.
Innanzitutto voglio ricordare mia nipote Fiorella, infermiera professionale, che ha seguito dal Perù tutte le fasi del ricovero e del rientro ed è stata l’indispensabile e insostituibile interfaccia con i medici peruviani. Ugualmente ricordo il supporto del dott. Launaro e della sua équipe che con professionalità e notevole disponibilità hanno seguito notte e giorno la mia Jean (ricordo che fra noi e il Perù ci sono 7 ore di fuso orario e quindi occorreva sentirci anche di notte). Senza il loro supporto Jean non sarebbe ritornata!
Un grazie va a AirMedical che ha organizzato il volo-ambulanza con notevole professionalità, superando non facili difficoltà per lo scalo negli Stati Uniti.
Desidero sottolineare l’impegno delle Istituzioni per rimuovere l’ostacolo della cittadinanza che impediva il volo di Stato: in particolare del viceministro Enrico Costa, degli onorevoli Mino Taricco e Giovanni Monchiero, del vescovo di Mondovì Mons. Luciano Pacomio: tutti hanno fatto il massimo per ottenere il permesso dall’Ufficio Voli della Presidenza del Consiglio, i tempi però non erano più tali da poter riorganizzare il trasporto in sicurezza.
Non è certo venuto meno il supporto della sanità piemontese nelle persone del dott. Fulvio Moirano, direttore dell’Assessorato, del dott. Gianni Bonelli, direttore generale dell’ASL CN1 dove lavoro e del dott. Mario Raviolo, responsabile dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118.
Ringrazio i direttori e le redazioni dei giornali che ci hanno seguito e hanno ospitato il nostro caso, contribuendo a sensibilizzare tanti lettori.  
Sarebbe impossibile ricordare e citare i moltissimi colleghi e amici che, insieme alla famiglia, mi sono stati vicini in queste giornate dimostrando una solidarietà davvero commovente.
Ancora un grazie e un abbraccio a tutti anche e soprattutto a nome di Jean.
Aldo Borgna – Asl Cn1

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