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Al direttore

«Alcune criticità saviglianesi che segnalo all’’amministrazione»

Riceviamo e pubblichiamo:
Mi permetto segnalare alcune criticità della nostra cittadina, che non dubito che il nostro sindaco e la sua amministrazione sicuramente verranno risolvere.
Via Torino: di fronte alle case popolari c’è la fermata del Citybus; qui, in passato, c’era anche un dosso che obbligava gli automobilisti a ridurre la velocità. Ora invece, dopo l’inverno passato, il dosso non c’è più e spesso e volentieri le auto sfrecciano a velocità sostenuta fino alla rotonda. Utile studiare qualcosa che induca a ridurre la velocità.
Piazza Sperino: è cosa nota che chi arriva dal treno ed è forestiero spesso si rivolge all’edicola della piazza per avere informazione di determinate strutture pubbliche. Utile sarebbe il piazzamento di una mappa ben fatta della città, affinchè chi arriva sappia dove trovare quello che cerca. Sempre nella medesima location un altro grave problema assilla gli automobilisti: quello della viabilità, specie al mattino, negli orari di arrivo degli studenti. Code interminabili di ragazzi/e attraversano sulle strisce e bloccano a volte per vari minuti la sede stradale provocando ingorghi.
Sarebbe opportuno che le autorità preposte, almeno per la mezz’ora di maggior criticità (7,30-8), disponessero la presenza dei vigili per regolare il traffico.
Questuanti agli angoli delle strade: è diventata quasi prassi vedere davanti ai supermercati o agli angoli delle piazze ragazzi di colore che chiedono l’elemosina. Sarebbe più utile, anche per la dignità degli stessi extracomunitari, che il problema venisse affrontato dall’amministrazione comunale.
Ci sono parecchie cose da fare come lavori socialmente utili per cui potrebbero essere utilizzati per questo scopo. Chi accetta dietro un corretto compenso è bene accetto, chi non accetta, con molta correttezza ed onestà, deve essere invitato a trasferirsi altrove.
Non si tratta, come qualcuno potrebbe pensare, di “razzismo”, ma di un aiuto per favorirne l’integrazione nel tessuto sociale cittadino
Grazie come sempre per l’ospitalità da parte di un cittadino propositivo.
Claudio Ferrero – Savigliano

Beneficienza spicciola, ma utile per la scuola materna Gullino

Egregio direttore,
Tramite il suo giornale voglio ringraziare tutti i saviglianesi che con un semplice gesto hanno contribuito all’iniziativa da me promossa a favore quest’anno di un modulo della scuola materna Gullino di Savigliano.
Con il ricavato della raccolta tappi plastica e lattine in alluminio delle bibite, siamo riusciti con il ricavato ad acquistare materiale didattico per la scuola.
É un semplice modo, a costo zero, di essere altruisti senza impegni disumani.
Ringrazio altresì i punti raccolta di Savigliano che meritano menzione perché hanno contribuito in modo determinante come logistica a raggiungere questo obiettivo: Edicola Lo Strillo del Gallo (Piazza Sperino), Colorificio Taricco (Via Saluzzo), Pizzeria Cielito Lindo (via Torino), Edicola Mellano Federico (Via Mazzini), Ristorante Sel Service Disnè (via Molinasso), Dottor Ink (ex via Torino).
Rinnovando il personale impegno per l’anno prossimo con un altro piccolo obiettivo, che speriamo sia ancora più grande se molti saviglianesi si renderanno disponibili per questa raccolta, ringrazio il giornale per la visibilità data a questa iniziativa.
Claudio Ferrero - Saviglian

«Grazie a tutti, anche a nome di Jean»

Riceviamo e pubblichiamo:
Jean è ritornata in Italia venerdì 10 ottobre. L’obiettivo del rientro entro la settimana è stato quindi raggiunto. Dopo un viaggio molto faticoso si trova ora presso il reparto di Terapia Intensiva di Saluzzo seguita dall’équipe del dott. Launaro che si sta adoperando in ogni modo per poterla recuperare presto ad una respirazione autonoma.
Queste sono state giornate a dir poco intense ed è giusto che mi soffermi qualche minuto per ringraziare tutti coloro che mi hanno dato il loro supporto affinché potessi riabbracciare mia moglie.
Innanzitutto voglio ricordare mia nipote Fiorella, infermiera professionale, che ha seguito dal Perù tutte le fasi del ricovero e del rientro ed è stata l’indispensabile e insostituibile interfaccia con i medici peruviani. Ugualmente ricordo il supporto del dott. Launaro e della sua équipe che con professionalità e notevole disponibilità hanno seguito notte e giorno la mia Jean (ricordo che fra noi e il Perù ci sono 7 ore di fuso orario e quindi occorreva sentirci anche di notte). Senza il loro supporto Jean non sarebbe ritornata!
Un grazie va a AirMedical che ha organizzato il volo-ambulanza con notevole professionalità, superando non facili difficoltà per lo scalo negli Stati Uniti.
Desidero sottolineare l’impegno delle Istituzioni per rimuovere l’ostacolo della cittadinanza che impediva il volo di Stato: in particolare del viceministro Enrico Costa, degli onorevoli Mino Taricco e Giovanni Monchiero, del vescovo di Mondovì Mons. Luciano Pacomio: tutti hanno fatto il massimo per ottenere il permesso dall’Ufficio Voli della Presidenza del Consiglio, i tempi però non erano più tali da poter riorganizzare il trasporto in sicurezza.
Non è certo venuto meno il supporto della sanità piemontese nelle persone del dott. Fulvio Moirano, direttore dell’Assessorato, del dott. Gianni Bonelli, direttore generale dell’ASL CN1 dove lavoro e del dott. Mario Raviolo, responsabile dell’Emergenza Sanitaria Territoriale 118.
Ringrazio i direttori e le redazioni dei giornali che ci hanno seguito e hanno ospitato il nostro caso, contribuendo a sensibilizzare tanti lettori.  
Sarebbe impossibile ricordare e citare i moltissimi colleghi e amici che, insieme alla famiglia, mi sono stati vicini in queste giornate dimostrando una solidarietà davvero commovente.
Ancora un grazie e un abbraccio a tutti anche e soprattutto a nome di Jean.
Aldo Borgna – Asl Cn1

«Signor sindaco, ritroviamoci per far fronte comune contro l’amianto»

Ill.mo sig. sindaco,
In qualità di presidente pro tempore dell’Aiea (Associazione Italiana Esposti all’Amianto) onlus Piemonte chiedo un incontro per discutere su punti riguardanti il tema dell’amianto nella nostra città dopo la 257/92.
Ricordo al sindaco che egli è il primo responsabile della salute e che per l’esposizione alle fibrille di amianto delle coperture di Eternit i cittadini ignari di esserlo, corrono il rischio di ammalarsi di malattie asbesto correlate con gravi spese per le cure alla Sanità pubblica già gravemente in crisi, e che tale situazione è resa ancor più grave per la perdita ingiustificata di vite umane. La informo che per la prima volta su nostra diretta conoscenza quest’anno un nostro concittadino è deceduto per mesotelioma pleurico senza essere mai stato esposto professionalmente all’amianto, probabilmente per aver abitato per trent’anni vicino ad una copertura Eternit di un magazzino adiacente. Ricordo che tali coperture avevano la garanzia di 15 anni e quindi devono essere tolte e smaltite nel più breve tempo possibile, questo per dare inizio alla prevenzione primaria e garantire nel prossimo futuro la salute ai cittadini.
Allo scopo di iniziare un discorso di collaborazione con la Pubblica Istituzione sull’argomento propongo di discutere sui seguenti punti:
1 - Con un’ordinanza il sindaco può chiedere la mappatura di tutto il materiale contenente amianto esistente sul territorio del nostro comune come coperture sugli edifici civili e non. La mappatura si rende indispensabile per evitare che 5/6 lastre di Eternit dopo essere state rimosse vengano demolite a pezzi, d’accordo con i proprietari, dagli addetti ai lavori per rendere più agibile lo smaltimento illegale, compreso la quantità delle condutture dell’acqua potabile in mq o in lunghezza di tutta la rete.    
2 - La creazione di un sito nell’ambito dell’area ecologica o qualsiasi altro sito ritenuto idoneo per lo smaltimento di piccoli particolari di materiale contenente amianto derivati dalle ristrutturazioni della abitazioni civili e non solo allo scopo di evitare che vengano riciclati illegalmente nelle fondamenta di nuove costruzioni o smaltite all’aria aperta nelle campagne con possibile danno salute a coloro che transitano nei pressi, creando un grave danno economico per il Comune che lo dovrà recuperare.
3 - L’apertura nel nostro Comune dello Sportello Amianto chiesto dall’ Aiea onlus nell’ambito del Comitato Strategico Amianto della Regione Piemonte (del quale ne faccio parte) ed il suo funzionamento per informare correttamente i cittadini sul tema dell’ amianto sia per la sua rimozione che per lo smaltimento e sui danni alla salute che a questi ne può derivare se continueranno ad averlo in uso, ricordando loro che lo Stato interviene sulle ristrutturazioni con lo sgravio fiscale del 60% dalla denuncia dei redditi.
La nostra convinzione è che nei confronti dell’amianto, per tutti anche se in ritardo, debba essere attuata “la tolleranza zero”, poichè è sicuramente meglio finanziare uno smaltimento corretto che finanziare la Sanità Pubblica per curare chi si ammala di malattie mortali provocate dall’esposizione all’ amianto.
Inoltre lo smaltimento può essere visto come una buona occasione per il lavoro che potrebbe svilupparsi se la bonifica venisse attuata sistematicamente su tutto il territorio. Infine come Associazione da tempo al Ministero della Salute e dell’ Ambiente poniamo il problema della mancanza di discariche dedicate all’ Amianto: in particolare per quanto riguarda il Piemonte oltre le tre che riguardano Casale Monferrato non ne esistono altre, abbiamo proposto (poiché non potremo sotterrare il tutto pena l’inquinamento di ettari di terreno) che per smaltire i tremilioni di mq di materiale con amianto esistenti in Piemonte di sfruttare le gallerie ferroviarie, miniere e cave dismesse, compreso l’ utilizzo di forni inertizzatori.
Per questi, all’Italia è stata raggiunta una direttiva della Commissione Europea alla quale come Paese Membro, sia pure in ritardo, dovrà aderire.
Certo di una risposta positiva all’incontro ringraziandoLa, porgo cordiali saluti.
Armando Vanotto
presidente Associazione Italiana Esposti all’Amianto – Savigliano

Riu: «Facciamo di tutto per sostenere le attività commerciali di Caramagna»

Caro Direttore,
Consentimi una breve risposta alla “Ferramenta Piretto”, relativamente alla sua protesta per a Festa Patronale. Intanto ne approfitto per ringraziare ancora la Pro loco e tutti i volontari che si impegnano per farla riuscire (quest’anno ha ricevuto tanti consensi) e tutta la gente che dà una mano per far onore alla nostra Beata Caterina.
Da qualche anno, su richiesta dei commercianti, abbiamo portato la fiera commerciale nelle vie centrali, dove ci sono i negozi, fino al fondo di via San Sebastiano. Si può fare grazie anche alla Protezione Civile, con volontari che arrivano da altri paesi a dare manforte. Anche la fiera zootecnica è stata spostata in centro e riesce grazie ad un gruppo di volontari.
Quest’anno abbiamo cercato di far mettere gli ambulanti anche in via Beata Caterina, dove appunto c’è la Ferramenta Piretto. La Polizia Urbana, che quel giorno è super impegnata a sistemare un centinaio di banchi che arrivano anche non prenotati, ha assegnato i posti anche in quella via, ma sembra che gli ambulanti abbiano preferito andarsene non sapendo che lì era anche il cuore della festa...
Un inconveniente che fa dispiacere, ma che non può essere imputato all’impegno dei vigili e del Comune. Niente contro nessuno quindi, anzi mi pare che si faccia di tutto per sostenere tutti i nostri negozi ed esercizi!
L’anno prossimo ci riproveremo, sapendo che c’è bisogno di volontari che diano una mano: anche quelli che passano a prendere la pubblicità per il libretto della Pro loco sono volontari e sarebbe utile che tutti collaborassero per dare il contributo utile alla riuscita delle manifestazioni (anche gli sponsor sono decisivi e li ringrazio), sapendo che ognuno fa come può, soprattutto di questi tempi...
Grazie per l’ospitalità e grazie anche per il sostegno alle nostre iniziative!

Mario Riu - Sindaco di Caramagna Piemonte

«“Solidarietà Nazionale” agisce alla luce del sole e senza finalità di lucro»

Egr. direttore,
La presente per sottolineare e precisare che l’attività di “Solidarietà Nazionale” è ufficialmente presente sul territorio cuneese, per la precisazione è radicata per ora a Savigliano ed è una realtà attiva e reale.
Tutto ciò per togliere ogni dubbio sulla nostra raccolta alimentare; dubbi fondati, visto l’andazzo di sedicenti associazioni, che foriere di buoni propositi, si dimostrano poi prive di qualsiasi vera solidarietà e agiscono a scopo di lucro.
La nostra attività avviene invece alla luce del sole da chi ha davvero capito l’emergenza in cui versano le famiglie Italiane, molte delle quali sono allo stremo delle forze senza alcun aiuto da parte di chi dovrebbe tutelare i propri connazionali.
Sulle nostre procedure siamo trasparenti al massimo, raccogliamo generi alimentari davanti ai supermercati cittadini. Si procede, poi, nella sede di piazza del Popolo, a dividere la raccolta in pacchi famiglia per portarli a domicilio delle famiglie “adottate”. Dobbiamo ringraziare “Forza Nuova” che ci aiuta nelle consegne.
Speriamo che altri cittadini e associazioni possano darci una mano a portare avanti la nostra attività di aiuto concreto fatto di persona e non dietro ad una scrivania!
Per informazioni scrivere e-mail a: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
Marina Allasia
Coordinatrice provinciale “Solidarietà Nazionale” – Savigliano

«A Racconigi le cicogne portano i sacchi della spazzatura»

Riceviamo e pubblichiamo:
Un tempo i genitori raccontavano ai propri figli che i bambini li portavano le cicogne, oggi scopro che le cicogne, almeno quelle di Racconigi, non portano bambini ma sacchi colorati per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.
Scherzi a parte, questa è una delle tante iniziative che saranno adottate a Racconigi su volere dei nostri amministratori comunali che, come sempre, non perdono occasione per stupirci. Recentemente ci hanno stupiti con le ripetute inaugurazioni (novembre 2013, elezioni regionali 2014 e per ultima quella di qualche settimana fa) della “nuova” piazza Carlo Alberto.
Un bell’esempio di architettura paesaggista di tipo lunare adornato da belle e pesanti panche bianche nonchè da grandi vasi di legno con dentro rigogliosi alberelli di limoni (da fare invidia a quelli siciliani o di Sorrento) il tutto per far godere e rinfrescare i cittadini racconigesi durante le calde, mai piovose, sere d’estate. Per attuare il progetto di “novità nel sacco”, occorre sapere che già da qualche giorno, in piazza Vittorio Emanuele II (detta piazza degli uomini) nelle giornate di mercato (giovedì mattina e sabato pomeriggio) le “cicogne” di Racconigi distribuiscono ai cittadini, purchè tutti in ordinata e rigorosa fila indiana e con codice fiscale a portata di mano, i sacchi colorati per la “nuova” raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Il nuovo servizio è stato affidato ad una cooperativa con l’assegnazione, alla stessa, di una somma complessiva di circa 17.000 euro.
Parliamo della copertura delle sole spese per la fornitura dei sacchi e del servizio di comunicazione ai cittadini dell’iniziativa escludendo, dalla predetta somma, le spese riguardanti la stampa di locandine o di altro materiale pubblicitario il cui costo è stato quantificato, a parte, in una ulteriore somma di 1.500 euro circa. Sono anche esclusi dai predetti I costi per il servizio di raccolta dei rifiuti stessi che, come sempre, resterà in gestione alla ditta Aimeri e le cui spese sappiamo essere coperte con le tasse, anche comunali, annualmente pagate dai cittadini.
La genialità di questo nuovo servizio “rossoniano” sta nell’assegnazione ai cittadini (famiglie o singoli cittadini) di sacchi della spazzatura con codice seriale che serve per il controllo, a campione, (non si sa bene chi sarà, in futuro, incaricato ad eseguire tale attività di controllo) del contenuto dei sacchi che, se difforme da quanto previsto nel progetto rosso denominato “novità nel sacco”, scattano sanzioni.
Considerati i costi che dovranno essere sostenuti dal Comune, quindi dai cittadini, per l’attuazione di questo nuovo servizio comunale, è bene che si sappia che come già disposto per iniziative territoriali di controllo del traffico e parcheggio urbano affidate ai Vigili Urbani con possibile recupero di forme di finanziamenti da multe anche per brevi e veloci, ma irregolari, soste come può accadere nel parcheggio degli uffici ambulatoriali del’Asl locale, l’Amministrazione Comunale di Racconigi non esiterà ad attuare, come riferito dalla stampa locale, tutte le forme di controllo tramite il codice seriale, attuando così una ulteriore schedatura collettiva dei cittadini con la conseguente applicazione di sanzioni, per i casi di irregolarità riscontrate (da chi?) per l’’uso dei sacchi della spazzatura.
In buona sostanza assistiamo a nuove schedature, nuovi controlli, nuove sanzioni amministrative, nuove e sempre più numerose e pesanti tasse (Tares, addizionale comunale, Tasi, tiket sanitari, ecc...), nuovi divieti di ogni genere, deviazioni del traffico urbano con ripetute giornate di occupazione di spazi pubblici per lo svolgimento di iniziative più o meno valide o inultili momenti inaugurali con la presenza, in bella mostra, di sindaco e amministratori.
É mai possibile che i cittadini devono essere costretti a sottomettersi ad  umiliazioni del tipo: fare, tra l’altro ed in pubblica piazza, la fila per ritirare i sacchi della spazzatura ed essere ulteriormente schedati con un codice seriale, senza alcuna forma di dissenso o di opposizione politica organizzata che possa rappresentare l’esigenza di una corretta, oculata e democratica gestione della pubblica amministrazione?
Possibile che si debba tacitamente sottostare a nuove e forzate forme di “schedatura collettiva” come fossimo sudditi di una qualche riorganizzata forma di stato autoritario e non liberi cittadini in un libero e democratico Paese?
Grazie per l’ospitalità.
Carlo Sperti – Racconigi

«Il nostro Paese è arretrato nella tutela dei diritti civili»

Egregio Signor direttore,
La politica ha dimenticato il trattamento di fine vita (testamento biologico), la ricerca scientifica, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, la fecondazione assistita e l’Interruzione della gravidanza. Ma gli Italiani non dimenticano.
In Europa, l’Italia rimane tra i pochissimi Paesi a non prevedere alcuna forma di tutela per le coppie omosessuali. Assistiamo alla presa di posizione dei Sindaci, disponibili a trascrivere nei registri anagrafici i matrimoni tra persone dello stesso sesso, celebrati all’estero. Il Ministro dell’Interno si è affrettato a vietare queste trascrizioni con una circolare ministeriale.
Mi chiedo se in Italia non esista un Parlamento.
La Consulta ha bocciato la legge 40 sulla fecondazione assistita. Ci sarà la possibilità di avere la revisione di questa importante legge? Diventa difficile e problematico interrompere la gravidanza, dal momento che la stragrande maggioranza dei medici ha dichiarato di essere obiettore di coscienza. Il nostro Paese si pone al 23° posto per il testamento biologico, al 25° posto per la fecondazione assistita, al 32° posto per la ricerca sugli embrioni ed al 45° posto per la interruzione della gravidanza.
Il 14 giugno Renzi aveva promesso le “Unioni Civili” per gli omosessuali entro settembre.
Persino la Chiesa Cattolica, nonostante una forte opposizione al suo interno, sta discutendo su temi etici importanti.
Grazie per la ospitalità.

Domenico Racca - Cavallermaggiore

Manassero (Pd): «Delega lavoro, un passo in avanti, ma non basta»

Riceviamo e pubblichiamo:
Ho votato la fiducia richiesta dal Governo sulla delega lavoro dopo avere firmato emendamenti finalizzati al suo miglioramento. La delega, così come modificata dall’emendamento del Governo, interviene solo su alcuni degli aspetti critici sostanziali che abbiamo segnalato, e non raccoglie punti rilevanti del documento della direzione del PD sul tema dell’articolo 18.
In sede di voto ho apprezzato alcuni cambiamenti che vanno nella direzione delle proposte contenute nei sette emendamenti firmati da un gruppo di senatori democratici e a cui anche io ho aderito. Mi riferisco alla volontà esplicita di superare le forme di assunzione precarie e all’intenzione di dare centralità al lavoro a tempo indeterminato, rendendolo più conveniente rispetto alle altre tipologie contrattuali.
Il mio giudizio è positivo anche sul passaggio che, a fronte dei processi di ristrutturazione, definisce come l’eventuale cambiamento delle mansioni debba tutelare anche la condizione economica dei lavoratori. Sono favorevole anche al fatto che sia stata circoscritta l’estensione dell’uso dei voucher, al fine di evitare l’aumento esponenziale di nuovo lavoro precario.
Mancano però alcuni temi cruciali, contenuti nei nostri emendamenti e non fatti propri dal Governo. Mi riferisco prima di tutto alle priorità: i decreti legislativi per la costruzione di una rete sociale di protezione fatta di strumenti di politiche del lavoro passive, gli ammortizzatori sociali, e attive, i centri per l’impiego, devono precedere quelli sulla modifica delle tipologie contrattuali. Non c’è poi una definizione di che cosa si intenda per contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti. I nuovi assunti a tempo indeterminato vedranno quindi ridotte le proprie tutele, rispetto ai vecchi assunti, in una misura e per un tempo non definiti. Non sono previste adeguate garanzie per evitare l’invasività dei controlli a distanza nei confronti dei lavoratori.
Per quanto riguarda le tutele nei casi di licenziamenti per motivi disciplinari l’emendamento del Governo non raccoglie contenuti essenziali del documento approvato dalla direzione del Pd.
Non posso che ribadire che il mio sì alla fiducia è stato deciso anche perché l’iter della delega continua alla Camera. In quella sede mi auguro che il testo venga migliorato dopo i primi passi avanti compiuti in Senato.
A Montecitorio auspico che il Governo non chieda nuovamente la fiducia. La richiesta di fiducia su una legge delega crea un grave cortocircuito istituzionale perché priva il Parlamento delle sue prerogative, ovvero della possibilità di modificare e integrare i principi della delega, per migliorarla nei contenuti, rendendo chiari i propri indirizzi.
Il ricorso al voto di fiducia rende manifesta la difficoltà del Governo a consentire anche alla propria maggioranza di affrontare il dibattito parlamentare.
Un aspetto, questo, particolarmente preoccupante, e che non potrà essere riproposto alla Camera.

Patrizia Manassero – senatrice Partito Democratico

«Che emozione vedere il vecchio mulino “La Bernardina” di Giaveno»

Riceviamo e pubblichiamo:
Domenica 14 settembre 2014, in località Giaveno (TO), nella verde Val Sangone, sono stata invitata alla Festa del Pane, una vecchia tradizione che risale a tanto tempo fa, da secoli…
Macchinari che si usavano una volta in campagna per mietere il grano da portare al mulino e fare la farina per i panettieri. Tutto interessante, bello da vedere ed ammirare. Una cosa in particolare mi ha stupita… e cioè guardare da vicino come funziona il vecchio mulino “La Bernardina”. Fantastica la descrizione del signor Ernesto che ha illustrato nei minimi dettagli come funziona “El Mulin ed La Bernardin” dell’Azienda Agricola “La Mugnaia”.
Antico mulino a pietra ancora funzionante ad acqua, nato nel 1745, ristrutturato a fine 1800 dai bisnonni dell’attuale mugnaio. Così è chiamato perché durante i lavori il mugnaio Bernardino è deceduto e la moglie rimasta vedova con i figli piccoli, continuò con fatica il ristrutturamento e diede il nome del marito al mulino, però detto al femminile e cioè Bernardina per ricordare anche la sua opera.
Così come vuole la tradizione il mugnaio veniva chiamato Bernardino o Francesco nome tramandato dal padre al primogenito figlio maschio. Oggi questa tradizione non c’è più, infatti il mugnaio si chiama Ernesto e sarà una femmina la futura mugnaia.
Tutto rimane tale con una macina lenta, la semina di antichi mais piemontesi. Questi saranno sempre i punti forti della famiglia Ughetto che da quasi tre secoli fa andare avanti il mulino e dà la possibilità di conoscere a tutti la vita contadina di un tempo. Che meraviglia assaporare la polenta di una volta, sentire il profumo del pane fatto in casa e gustare una buona torta piemontese con le farine del mulino non bruciate ma fatte con le macine in pietra!!!
Ringrazio il Capo Distaccamento della Caserma dei Vigili del Fuoco di Saluzzo, Sig. Ernesto Ughetto, che mi ha dato l’opportunità di conoscere questa meravigliosa storia.
Al mugnaio e a tutti i suoi famigliari grazie di cuore per l’accoglienza e la cordialità a noi visitatori.
Con stima.
Maria Ramello – La donna delle pulizie
del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Saluzzo - Manta

«Grazie alla ragazza che ha ritrovato il mio cagnolino “Tobi”»

Gentile Corriere,
Vorrei approfittare dello spazio del giornale per ringraziare di cuore la gentilissima ragazza di Racconigi che martedì 7 ottobre ha trovato il mio cagnolino Tobi e l’ha riportato a casa - purtroppo non so il suo nome e non posso quindi ringraziarla di persona. Quel giorno il cancello di casa è rimasto per un po’ aperto a causa di lavori e chi era in casa non si è accorto che il piccolo era uscito…forse per fare da solo il giretto che facciamo sempre insieme…per fortuna questa ragazza l’ha visto, si è preoccupata e ha chiamato il numero inciso sulla medaglietta di Tobi.
Grazie mille davvero… anche da parte di Tobi!

Danila Bertola - Racconigi

Un incontro in municipio per sostenere e reinserire gli animali abbandonati

Riceviamo e pubblichiamo:
Mercoledì 8 ottobre nel salone del Consiglio Comunale di Savigliano si è tenuta una riunione spontanea di persone attive sul territorio per il soccorso, il sostentamento ed il reinserimento degli animali d’affezione abbandonati o maltrattati, gatti soprattutto.
Nonostante l’evento non sia stato pubblicizzato nè sia stata data comunicazione alcuna da parte degli organi di stampa (perchè non richiesta) richiesta, considerata la spontaneità dell’incontro nato sul passa parola dei volontari, il salone era stracolmo.
Il motivo fondamentale di così folta partecipazione è sicuramente, considerando scontato l’amore verso gli animali, il fatto che finalmente nella Giunta del nostro Comune c’è’ una persona dotata di profonda sensibilità in questa direzione, l’assessore Curti, che ha avuto la pazienza di ascoltare, tra le tante, anche la nostra voce, interpretando molto bene l’intento non solo animalista del nostro operato.
Tutti abbiamo sicuramente visto casi di abbandono, di violenza, di sevizie, forse pochi però conoscono l’importanza che il reinserimento può avere. Si pensi all’unione di un animale di compagnia con un anziano solo che con lui ritrova una compagnia, un impegno materiale e mentale, una nuova ragione di vita.
Lo stesso dicasi per le persone colpite da malattie menomanti fisicamente o psicologicamente. Prova ne è che gli animali d’affezione entrano nelle case di cura e di riabilitazione come terapia utile al recupero dei pazienti. Non ultimi i bambini che con il contatto con gli animali domestici acquisiscono una base importante per una migliore socializzazione con i propri simili. Senza dimenticare i veri miracoli che queste piccole bestiole possono fare in casi di autismo od altre patologie.
Si può quindi comprendere quale e quanto sia il lavoro dietro tutti questi passaggi prima sintetizzati con i termini di soccorso, sostentamento e reinserimento e quanto potrebbe essere utile organizzare in modo logico e razionale ogni tassello di questa sequenza.
É per questo che ci siamo rivolti all’assessore Curti per chiedere, nel limite del possibile, di poter avere un aiuto da parte del Comune nel trovare un luogo in cui incontrarci per meglio organizzarci e confrontarci e per materialmente operare nel primo soccorso e nelle fasi successive.
Concludiamo ringraziando l’Amministrazione Comunale che ci ha ospitati, l’assessore Curti che ci ha ascoltati e continua a sopportarci ed invitando tutti coloro che vogliono contattarci a farlo liberamente perchè è soltanto dall’unione delle forze e dal confronto delle idee che possiamo continuare il nostro operato.
Se poi possiamo anche contare sull’aiuto del Comune di strada ne potremmo fare di più…..
Ringraziamo per l’ospitalità.

I partecipanti all’incontro - Savigliano

«Facciamolo cadere quel muro, oppure spostiamolo altrove!»

Egr. direttore,
Dopo aver letto sul Corriere della scorsa settimana la cronaca del dibattito in Consiglio comunale a proposito del muro di piazza Turletti, mi chiedo: ma dov’è il problema? Di regola la soluzione del problema sta già nell’esposizione del problema stesso.
E lo conferma il vostro titolo: “Tutti contro il muro”!
Più siamo contro il muro e prima questo cade. É aperta la sottoscrizione per tutti coloro che sono disposti ad appoggiarvisi contro per raggiungere l’obiettivo.
Se poi invece è davvero un rudere di valore storico, allora facciamo intervenire con finanziamenti chi di dovere e lo spostiamo in un luogo dove possa essere meglio valorizzato.
Lì dov’è nato e dov’è ora è proprio fuori luogo e utile solo come divisorio per il parcheggio delle autovetture o come “orinatoio” per umani e animali.
Spostiamolo nelle nuove zone di Savigliano così trasferiamo anche i reperti storici in altri punti della città e non li abbiamo concentrati quasi tutti nel centro.
Claudio Ferrero - Savigliano

Biraghi sulle multe quote latte: «200 aziende rischiano la chiusura»

Il Presidente di Confindustria Cuneo, nonché industriale caseario, Franco Biraghi, ha scritto al Ministro dell’Agricoltura per sottolineare che si va verso lo sforamento delle quote e suggerisce alcuni provvedimenti che potrebbero “mettere in sicurezza” il comparto.

Gentile Signor Ministro, intendo segnalarle un gravissimo problema che rischia di causare danni irreparabili a tutta la filiera del latte italiano ed in particolare agli allevatori lombardi e piemontesi.
Mi riferisco al regime delle quote latte che nell’ultima campagna di applicazione rischia di distruggere i migliori allevamenti di vacche da latte non solo della pianura padana, ma anche di molte regioni del centro sud.
A pochi mesi dalla fine del regime delle quote, solo in provincia di Cuneo, rischiano di chiudere quasi 200 aziende agricole, tutte condotte dalla famiglia con qualche dipendente. Risultato: un migliaio tra imprenditori agricoli e loro dipendenti resteranno senza lavoro, senza la possibilità di trovarne un altro e senza ammortizzatori sociali.
Nelle ultime quattro campagne, l’Italia ha rispettato le quote latte e non ha dovuto versare multe alla Ce, ma ora, a causa del clima favorevole, la produzione di latte è in forte aumento in tutta Europa e senza un provvedimento che faciliti l’uscita morbida dal regime delle quote, la multa che gli allevatori dovranno pagare alla Ce sarà salatissima.
Quale titolare di uno dei principali caseifici della zona, ma soprattutto come Presidente di Confindustria Cuneo, voglio significarle la mia grandissima preoccupazione per la tenuta dell’economia della mia provincia, che si regge sull’agricoltura, sull’agroalimentare e sull’indotto. Il danno economico, diretto ed indiretto, per il nostro Paese, è sicuramente superiore ai 700/800 milioni di euro.
Alle multe va aggiunto il costo degli affitti che gli allevatori devono versare a chi si arricchisce speculando sulle disgrazie altrui. Da un calcolo fatto dal nostro Centro studi con la collaborazione del mondo cooperativo locale, si stima che solo nella provincia di Cuneo il «pizzo» da pagare a chi «guadagna» senza dover lavorare dovrebbe superare i 10 milioni di euro.
Il costo degli affitti ha già superato i 6 centesimi al litro e senza un intervento immediato potrebbe ben presto raggiungere e superare i 15 centesimi mettendo in seria difficoltà gli allevamenti lombardi, piemontesi, veneti ed emiliani.
Il problema non è solo italiano ma coinvolge quasi tutti i paesi europei ad esclusione della Francia che, anche se ha una produzione in forte aumento (un incremento più che triplo di quello italiano) dispone di una notevole quantità di quote e quindi non dovrà pagare multe. Il rischio è che, per salvarsi, i francesi puntino sul collasso degli allevatori italiani per poter collocare i loro esuberi sul nostro mercato.
La soluzione, tecnicamente percorribile, che accontenterebbe anche la maggior parte degli stati europei è di aumentare del 12/15% il tenore del grasso di riferimento in tutti i paesi della Ce.
A livello italiano questa soluzione va condivisa il più possibile e ritengo che il risultato si potrebbe ottenere convocando urgentemente un tavolo di emergenza sulle quote latte.
Se riterrà di scegliere questa strada, Le sarei molto grato se volesse invitarmi.
Con il Suo impegno ed approfittando delle opportunità derivanti dal nostro semestre di Presidenza, sono sicuro che Lei potrà conseguire un risultato di grande utilità non solo per l’Italia, ma anche per tutta l’Europa.

Franco Biraghi – Presidente Confindustria Cuneo

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