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Al direttore

Oderda: «Brunetti non sposti l’attenzione su altre questioni»

Gent.mo direttore,
Mi duole ma devo la controreplica al Sindaco di Racconigi sig. Brunetti.
Due settimane orsono ho fatto appello, dalle pagine del vostro giornale, al Sindaco di Racconigi circa l’importanza del 2 Giugno e di quanto sono fondamentali i valori della Repubblica e gli uomini che a diverso titolo li rappresentano.
La settimana scorsa mi sono trovato a leggere una farneticante replica fatta di affermazioni che nulla hanno a che fare con la Festa della Repubblica, piuttosto mirano a spostare l’attenzione da questa ulteriore e grave dimenticanza.
Del resto lo stile “Brunettiano” mira proprio, anche attraverso il livore e l’arroganza, a spostare l’attenzione pubblica dal totale degrado in cui è precipitata la nostra città da quando è governata proprio dalla sua Giunta.
Questa volta il nostro Sindaco si è avventurato in considerazioni di politica nazionale; del resto le sue esperienze di cavalier servente gli consentono questo e ben altro…
Denota una certa confusione su simboli e simbologie, il partito di cui faccio parte, “Fratelli d’Italia”, con tutte le contraddizioni ed i distinguo, ha recentemente inglobato ciò che rimaneva di “Alleanza Nazionale”, partito nato nel 1995 da diverse anime quali liberali, democristiani e conservatori.
Mi duole sig. Brunetti ma Lei, in questo caso, si dimostra un ignorante (colui che ignora) nel 1946 Alleanza Nazionale non esisteva proprio! Per il resto trovo anche un po’ superate queste modalità di confronto, poco si addicono anche al partito che Lei rappresenta ed alle (a questo punto teoriche) volontà di dialogo che il vostro leader Renzi non perde occasione per professare.
Comunque per darLe una conferma “Sì” sono un uomo di centrodestra non mistifico il mio vissuto e le confermo che credo nel talento degli uomini e delle donne nella politica fatta in modo onesto, deciso e senza paura.
Detesto invece chi usa la politica per fini personali, per ottenere privilegi per sè e per i propri amici o parenti; detesto chi ottiene incarichi e posti di rilievo attraverso concorsi artefatti; detesto chi crede che l’interesse comune debba passare attraverso le tasche di amici o conoscenti.
Si può uscire da tutto ciò? Penso di sì!
Condividendo le battaglie utili indipendentemente dal colore di chi le rappresenta, mettendo al centro gli interessi della collettività; dando plauso alle iniziative positive e pensando alla critica come motore di crescita.
Purtroppo negli ultimi due anni, nella nostra città, non abbiamo avuto modo di plaudire… speriamo nel futuro.
La ringrazio per la disponibilità.
Valerio Oderda
Consigliere comunale Etica e Rinnovamento - Racconigi

Reviglio: «Due esempi di abusi di divieto a Racconigi»

Riceviamo e pubblichiamo:
Ci lamentiamo che troppo spesso le leggi non vengono rispettate e soprattutto che i segnali stradali vengono sistematicamente ignorati.
Non c’è scusa che tenga, però a volte l’abuso di essi può indurre alla “disobbedienza” e a conforto di questo mio pensiero, elenco due casi emblematici.
A Racconigi, domenica 15 si terrà una corsa automobilistica ed è chiaro che lungo il percorso non ci dovranno essere automobili parcheggiate. Purtroppo i segnali di divieto sono stati posizionati lunedì 9 senza nessun foglio che ne segnalasse il giorno dell’entrata in vigore. Solo oggi, venerdì 13, finalmente un vigile ha provveduto a specificare l’entrata in vigore del segnale. A rigor di logica però tale divieto decorre dal momento del suo posizionamento, quindi da lunedì 9 alcuni chilometri di vie racconigesi avevano il divieto di sosta. Mi chiedo come mai nessuno se ne sia accorto, Possibile che nessun vigile sia passato per quelle vie e notato i segnali e le macchine comunque parcheggiate? Delle due l’una: o il divieto non era al suo posto, o il vigile non ha fatto il suo dovere.
Tra l’altro apprendo che domenica ci sarà una prova di regolarità di auto Ferrari su circuito cittadino, ma prova di regolarità è anche un rally per esempio, quindi mi chiedo: come mai per il Carnevale occorre transennare tutto il percorso con delle spese enormi che hanno contribuito anche all’annullamento di questa manifestazione, mentre si può fare una gara automobilistica? Forse che essere investiti da una Ferrari è più qualificante? Noblesse oblige.
Comunque, se fossi il sindaco, fino a domenica sera sarei preoccupato.
Altro esempio: strada provinciale Racconigi – Casalgrasso. Dopo la frazione Carpenetta, sia all’andata che al ritorno, si trova in pieno rettilineo un cartello di limite massimo di velocità ai 30 km/h. A parte il fatto che in quel tratto sarebbe molto più pericoloso procedere a quella velocità, il fatto è che poi non si trova più quello che indichi la fine della limitazione.
Quindi se un vigile urbano, un carabiniere zelante, un agente di polizia, decidesse di multare chi supera il limite dei 30Km/h, pur essendo assurdo, avrebbe ragione.
Fortunatamente questo non è ancora mai accaduto, perché a volte il buon senso prevale, però sono due chiari esempi di abuso di divieti.
Giorgio Reviglio - Racconigi

«Ci piacerebbe che gli amministratori di Racconigi fossero un po’ più di sinistra»

Riceviamo e pubblichiamo:
Commentando i risultati delle elezioni regionali, l’assessore Cavallo, con la consueta modestia, ha asserito di essere l’unico rappresentante della sinistra a Racconigi ed il Sindaco Brunetti si è affrettato a dargli ragione.
Troppo facile la battuta: se Cavallo è l’unico di sinistra, allora il PD con la sinistra non ha proprio niente a che vedere, come noi diciamo da anni.
Il commento solleva però una questione assai più importante, che merita qualche considerazione più approfondita. Ha infatti a che fare con la domanda su che cosa significhi essere di sinistra nell’amministrare un Comune.
Intanto la risposta non è legata ai risultati elettorali altrimenti, negli anni scorsi, nessuno sarebbe stato più a sinistra di Berlusconi. Inoltre, a nostro giudizio, chi pretende di portare avanti una politica “di sinistra” non può prescindere da alcuni elementari principi. Tanto per cominciare: difendere il territorio dalla speculazione edilizia, battersi per i diritti dei lavoratori e contro il precariato, venire incontro alla parte più disagiata della popolazione, dotare la cittadinanza di servizi, se non gratuiti, almeno a tariffe accettabili.
Come si vede, sono poche cose, che però il Comune di Racconigi, in questo momento, non sta affatto portando avanti; lo ha fatto in passato con amministratori ben diversi dagli attuali.
Ci permettiamo perciò di far rilevare che, se si sta in una maggioranza che non attua politiche di sinistra, non ci si può poi dichiarare tali “per la contraddizion che nol consente”, come direbbe il Sommo Poeta.
Noi non siamo così presuntuosi da credere di essere gli unici di sinistra a Racconigi. Sappiamo benissimo che lo sono gli elettori di SEL e numerosi elettori del PD; ci piacerebbe che lo fossero, nei fatti e negli atti, anche i loro rappresentanti in Comune.
Sinistra Racconigese

«Dopo il sostegno a Chiamparino il nostro impegno nel cuneese proseguirà»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta che i candidati della lista “Chiamparino per il Piemonte” della provincia di Cuneo hanno inviato al nuovo Presidente della Giunta regionale:

Caro Presidente,
Come componenti della tua lista “Chiamparino per il Piemonte” della provincia di Cuneo, ci siamo trovati per un valutazione del voto che si è conclusa sia con la soddisfazione per la tua grande vittoria, sia, con la comune considerazione della facilità con cui il tuo nome veniva accettato in questa zona, sia, infine, con la piena convinzione di aver fatto, ciascuno nella propria area di influenza, il massimo possibile.
Arrivare in provincia di Cuneo prima della Lega e in terza posizione tra tutte le pur agguerrite liste nazionali e locali concorrenti (con personaggi come Crosetto, Olivero, Sacchetto e Costa a far da traino) è stato il dato politico più significativo.
Arrivarci con una percentuale dell’11% circa a fronte di una media regionale del 4,8 e avendo regalato tra tutti non meno di 4000 voti al PD (il che ci avrebbe portato al 13%), per i noti e segnalati errori di un elettorato vasto, cui non siamo riusciti ad arrivare capillarmente, in una provincia di 250 comuni e 1000 frazioni, è stato obiettivo raggiunto al di là delle più rosee speranze. E ciò sia in relazione alla considerazione generale che le liste civiche, al loro primo apparire, non superano di norma il 4-5%, sia in relazione al fatto che nelle precedenti elezioni, una lista analoga a sostegno della Bresso non aveva raggiunto il 3%.
E’ da considerare inoltre che la percentuale tra voti dati alla lista e preferenze singole si situa complessivamente attorno al dato del 70 %, il che costituisce un record assolutamente inedito in qualsiasi tipo di elezione (nel PD provinciale è attorno al’17%). Insomma, se noi siamo stati contenti di correre nella tua lista “personale”, credo che anche tu possa dirti soddisfatto del nostro lavoro.
Proprio in relazione a questi dati, nella riunione di ieri abbiamo deciso di mantenere il nostro “impegno di lista” anche per il futuro. E ciò per la semplice considerazione che il voto ha aperto uno spazio politico che in questa provincia sarebbe sbagliato non coltivare con la dovuta attenzione.
Se infatti lo “tsunami” del PD è leggibile come consenso a Renzi di un elettorato di centro sinistra enormemente dilatato dalla paura per il movimento 5 stelle, riteniamo che il voto alla tua lista abbia  saputo catturare il consenso di cittadini moderati che in questa terra hanno un forte senso delle istituzioni, che esprimono il desiderio di una politica seria e che tuttavia non arriverebbero a votare direttamente il PD in sé, come partito nel quale trovano spazio ancora espressioni ideologiche non del tutto consone al comune sentire delle nostre popolazioni.
Abbiamo insomma costruito una sorta di ponte di passaggio che sarà tanto più efficace in futuro quanto più si faccia ardua la via del governo nazionale ed emergano invece in Regione i segni da te annunciati di una svolta politica di riforme economico sociali e di rilancio produttivo, di immagine e di cultura (meglio qui della Borgogna) che è quanto è nelle aspirazioni più diffuse di questa provincia, in parte anomala rispetto al resto non solo dell’Italia, ma dello stesso Piemonte. Riteniamo insomma di poter raccogliere su questo tuo simbolo non solo simpatie, ma impegno diretto di forze economiche e sociali che si sono esposte e che desiderano non interrompere il fecondo e pur breve cammino di questi mesi.
Infine, ci pare che questi indubbi significati che si sono tradotti in un primato elettorale incontestabile richiedano da parte tua un adeguato riconoscimento.
Non siamo qui per chiedere la luna. Ma certo non ci farebbe piacere che altre liste civiche, che già hanno avuto rappresentanza nel listino e si sono trovate fortunosamente attribuire seggi non proprio meritati, fossero presenti nella tua squadra in proporzione vistosamente più ampia di quella che spetterebbe.
Sappiamo che ci possiamo fidare di te, della tua esperienza e della tua saggezza. Sappi che, in qualche modo, oltre alla concessione che considereremmo naturale di un assessorato, tutti saremmo disposti a concorrere al duro lavoro che ti attende in qualunque posizione, compito e responsabilità tu vorrai collocarci.
L’impresa che ci attende nei prossimi cinque anni è quella di non deludere chi ci ha dato fiducia e chi ha riposto in noi forse le ultime speranze di riscatto di una politica che ha minato la credibilità di istituzioni e partiti. Al di là e oltre c’è la ancora enorme quantità di persone che non sono andate ai seggi e che pure bisogna sapere riconquistare a una corretta prassi democratica.
Ti chiediamo dunque di aiutarci in questo compito comune. Insieme, possiamo consolidare i primi splendidi risultati del corale impegno di questo mese di esaltante battaglia elettorale.
Alberto Valmaggia, Gianluigi Biestro,
Gian Pietro Gasco, Milva Rinaudo, Sergio Soave
Candidati alle regionali nella lista “Chiamparino per il Piemonte”

«Nuove opportunità dalle misure di sostegno all’emergenza abitativa»

Riceviamo e pubblichiamo:
Con il via libera in Senato al decreto legge sull’emergenza abitativa sono state approvate una serie di misure finalizzate a sostenere i cittadini più in difficoltà nell’avere accesso a una casa e a sviluppare il recupero di alloggi senza costruire nuovi edifici. Il provvedimento fornisce immediato sostegno economico alle categorie sociali meno abbienti che non riescono più a pagare l’affitto: sono stati incrementati rispettivamente con 200 milioni il fondo nazionale per il sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e con 266 milioni il fondo destinato agli inquilini morosi incolpevoli.
Per i prossimi tre anni si riduce anche l’aliquota della cedolare secca sugli affitti concordati che passa dal 15 al 10 %. Si tratta di una norma pensata per incentivare la disponibilità dei proprietari all’affitto degli alloggi.
Per ampliare l’offerta di edilizia residenziale pubblica ex Iacp si prevede un piano di recupero di immobili con uno stanziamento di 400 milioni di euro finalizzati all’adeguamento energetico, impiantistico e antisismico di 12.000 alloggi. Inoltre viene previsto un ulteriore finanziamento di circa 68 milioni di euro per recuperare ulteriori 2300 alloggi destinati alle categorie sociali disagiate (redditi bassi, nucleo familiare con persone ultrasessantacinquenni, malati terminali o portatori di handicap con invalidità superiore al 66 per cento). Per il recupero edilizio sono previste norme di semplificazione rispettose delle regole urbanistiche ma finalizzate a velocizzare l’iter delle pratiche.
Tra gli emendamenti al testo approvati si segnalano quelli con risvolti pratici immediati: la tutela degli inquilini che fanno emergere affitti in nero, il bonus per l’acquisto di mobili valido anche staccato dai lavori di ristrutturazione e l’Imu ridotta per gli italiani residenti all’estero, gli anziani in struttura e i proprietari che affittano a canone concordato.
È stato approvato anche un emendamento che assimila nella definizione di “alloggio sociale”, utile a definire gli interventi oggetto di finanziamenti e agevolazioni, le case destinate alle donne vittime di violenza.
In provincia di Cuneo a essere interessati da questo ambizioso programma sono i Comuni classificati “ad alta tensione abitativa”: Cuneo, Alba, Bra, Savigliano e Racconigi che potranno partecipare ai bandi successivamente istruiti dalla Regione. “Un provvedimento positivo - commenta Patrizia Manassero - perché da tempo mancava una politica nazionale sul tema casa e questo è un intervento importante. Si mettono in primo piano una serie di azioni per la popolazione a reddito basso che ha difficoltà ad affittare abitazioni a canoni sostenibili dal punto di vista economico. Da una parte si sostiene concretamente la loro possibilità di pagare il canone di affitto e, dall’altra, si realizza un programma di recupero di migliaia di alloggi pubblici inserendo risorse per migliorare il livello di questi stabili e aumentando il numero delle case per edilizia sociale senza consumo di nuovo territorio. Queste ristrutturazioni sono importanti anche perchè contribuiranno a creare nuove opportunità di lavoro nel settore edilizio”.

Ufficio stampa Patrizia Manassero
Senatrice Pd - Cuneo

Galleano: «Ecco il perchè del crollo della croce in Val Canonica»

Riceviamo e pubblichiamo:
Il crollo improvviso di una grande croce di legno, per quanto avvenimento raro, non interessa al lettore più di tanto, non fa notizia, soprattutto se si risiede lontani da dove il fatto è accaduto.
Così non è stato per il crollo della grande croce lignea sita in Val Camonica. I mezzi di comunicazione, nazionali ed esteri, ne hanno dato ampio riscontro. Ancor oggi, a di stanza di oltre un mese, è ancora desta la curiosità e l’interesse per il clamoroso crollo. I motivi di tanto interesse vanno ricercati soprattutto, secondo me, nel fatto che la grande croce lignea del Cristo Redentore era stata dedicata a Papa Giovanni Paolo II, ed è crollata proprio nell’ imminenza della elevazione agli onori degli Altari del grande Papa polacco.
La circostanza pressocchè concomitante dei due avvenimenti, ha fatto balenare nelle menti di molta gente chissà quali presentimenti taumaturgici, o perlomeno di profondo scoramento.
Si è parlato di inspiegabile tragedia.
Solo a conclusione delle indagini si potrà capire come sono andate realmente le cose.
Essendo il sottoscritto restauratore di manufatti lignei antichi, alcuni dei quali alle volte esposti da molti secoli ad intemperie, vorrei azzardare alcune perplessità e valutazioni sulla dinamica del grave incidente.
Andiamo con ordine:
Per primo la conformazione stilistica della croce: La grande croce, partendo dalla base, non s’ innalzava in senso perpendicolare come tutte le croci, ma si elevava incurvandosi dolcemente a forma di grande “C”. Era stata ideata dall’ artista Enrico Job (deceduto nel 2008) in onore di Papa Giovanni Paolo II.
La struttura, alta trenta metri (come un palazzo di dieci piani), è stata studiata per stupire il visitatore. Il monumento era considerato da molti critici come importante opera di arte contemporanea. La sua costruzione fu eseguita in legno scatolato, ancorato con robusti bulloni di ferro. Una tecnica di lavorazione originale che permette di realizzare ampi assiti piani praticamente senza limiti di superfici, anche con profili curvilinei.
Secondo logica, se la realizzazione della croce scatolata fosse stata eseguita correttamente e secondo una giusta tecnica di accostamento delle tavole di legno, allora nulla a questa si potrà imputare. Il crollo è avvenuto in mancanza di vento. In caso di forte vento, la croce avrebbe potuto subire forti oscillazioni, e tutte le ipotesi sul crollo potrebbero essere messe in discussione. Purtroppo, nella caduta, fece anche una vittima.
A distanza di alcune settimane dal fatto, si possono fare alcune considerazioni di carattere tecnico.
La causa primaria del crollo va ricercata nella improvvisa rottura del grande montante portante curvilineo, che ha ceduto di schianto, nel punto prevedibile di maggior tensione del legno, che è quello mediano al raggio della curva ed in rapporto al grado di affusolamento terminale del montante stesso. Inoltre, in prossimità del grande braccio aggettante nel vuoto, vi era stata posta, in posizione pressoché orizzontale, una grande statua del Cristo, alta sei metri e del peso di ben sei quintali.
Il punto di maggior coazione della curva, sottoposto per anni ad un terribile “braccio di ferro” contronatura, alla fine non ha retto allo sforzo e si è spaccato provocando il disastro.
Il crollo a terra della parte superiore della croce è stato conseguente ed immediato. Il montante portante era fortemente ricurvo, a forma di “C”, con l’estremità del braccio aggettante, spinto nel vuoto e senza appoggi a terra, quasi a disfida della legge di gravità.
Considerata la fragilità intrinseca del “tessuto” legnoso sottoposto a forti contrazioni, qualche dubbio sulla staticità della croce, fin dall’ inizio, era pur legittimo.
Anche in questo caso vale il detto inglese “frangar non flectar”, si rompe ma non si piega.
A posteriori, e col senno del poi, viene da domandarsi se nelle fasi progettuali della grande croce, ci siano state possibili, involontarie omissioni di valutazione sulla tenuta fisico-meccanica del legno nel tempo, tanto più se esposto ad intemperie.
Il legno, a differenza di altri materiali inerti, come ad esempio i metalli, presenta una struttura organica comune a tutte le essenze di tutto il mondo. L’ albero, vive e cresce allo stato vegetativo, ed è formato da milioni di cellule e fibre microscopiche, praticamente invisibili ad occhio nudo, strettamente accorpate tra loro e formanti la “massa legnosa”. Questa conformazione organolettica, costituisce la forza meccanica e statica, ma anche la debolezza del legno.
Per tutti, il legno è una materia prima da lavoro, ma in realtà esso è il prodotto di quel processo “tecnologico” della natura, altamente sofisticato, che è la sintesi clorofilliana elaborata dalle foglie dell’albero allo stato vegetativo, che di ritorno alle radici, lascia depositare nelle cellule delle sostanze duramificanti che poi si trasformeranno in legno.
Si potrebbe dire che ogni specie di legno ha il suo brevetto, il suo marchio di qualità, ed inoltre la natura è estremamente corretta nel rispetto di ogni singolo processo produttivo, che per l’utilizzatore si manifesta soprattutto nella produzione di legno, tenero o duro, comune o pregiato.
Nel progettare un monumento ligneo sulla scia della Croce della Val Camonica, si dovrà tenere conto, nella progettazione, delle previsioni di durata nel tempo, che potrà essere di decenni o di secoli, oppure forse anche di millenni. Sfruttando al massimo le caratteristiche del legno impiegato, si andrà assai vicino alle mete temporali prefisse.
Il legno, seppur materiale deperibile, se posto in condizioni idonee anche naturali, può attraversare indenne secoli e millenni (navi romane di Nemi, le imbarcazioni vichinghe, i relitti millenari di Pinus-Arstata, ancora intatti nelle zone montane desertiche dell’Arizona, ecc.).
Tornando all’ oggetto di questo mio intervento, vorrei formulare l’auspicio che la croce crollata in Val Camonica, ormai diventata famosa in tutto il mondo per le sue vicissitudini, venga presto ricostruita tal quale, ma con qualche accorgimento strutturale in più (una robusta “ossatura” metallica interna?) tale da rendere la nuova croce invulnerabile nei secoli.
Oltre alla venerazione di San Giovanni Paolo II, anche il turismo di questa splendida valle ne trarrebbe giovamento.

Clemente Galleano (Restauratore ligneo dal 1944)
Caramagna

L’Arca di Mattè

Riceviamo e pubblichiamo:
L’analisi del voto è il passatempo nazionale di tutti gli italiani. Un po’ come quando, anni fa, complice il brutto tempo, si stava in casa a tirare i dadi al gioco dell’Oca, mentre il televisore in bianco e nero faceva entrare Sergio Endrigo nel salotto, con la sua “Partirà, la nave partirà...”.
Dagli studi delle televisioni alle redazioni dei giornali, dal tabaccaio al Bar Sport, dal salone del parrucchiere alla sala d’aspetto del dentista, ci cimentiamo in scienze della politica e profonde analisi sociologiche, ragionando su alleanze, vincitori e vinti. Come, del resto, in occasione dei Mondiali, quando ci sentiamo più competenti del vicino di casa e provetti commissari tecnici, sostituendoci al Prandelli di turno.
Ha vinto il partito degli astensionisti, come sempre da alcuni anni a questa parte. Pochi se ne sono accorti. Ha stravinto, con percentuali quasi bulgare e consenso fortemente bipartisan, il Matteo Nazionale. La lista Tsipras chiude con un successone, ma in Grecia; forse perché lì, visto che è di casa, hanno imparato subito a scrivere il nome. Qualcuno ha scherzosamente dichiarato che, con il suo 4% e con il 41% del Pd, la sinistra italiana ha raggiunto il… 4%. Contraccolpo per FI e percentuali da frigo-bar per gli altri. Dopo Mare Nostrum, come dice Travaglio, è partita l’operazione Matteum Nostrum.
Una volta usciti i dati (con il MoVimento 5 Stelle che ha subìto una pesante sconfitta, ma solo se il risultato viene paragonato alle enormi e presuntuose aspettative di voto degli stessi grillini e non in termini squisitamente percentuali), sono saliti tutti di corsa sul “cargo del vincitore” (copyright di Marco Travaglio). Cargo e non carro perché, appunto, sul secondo c’erano pochi posti.
Una gigantesca Arca di Mattè. Ogni politico che si rispetti tira fuori dal cassetto il pedigree di “renziano ab ovo usque ad mala”, cioè della prima ora e fino alla fine (politica di Matteo, s’intende. Finito un capo se ne farà un altro e magari si cambierà bandiera).
Addirittura, qualcuno porta persino la propria ecografia come testimonianza. Della serie: io ero fin da subito con lui ma agivo sotto copertura. Come la Picierno, passata da Franceschini a Bersani, per approdare a Matteo. Lo stesso Vendola, che ha abbandonato il pentametro giambico per una prosa più comprensibile ai comuni mortali, ha avuto parole di elogio. I media hanno appoggiato entusiasticamente Monti, che ci salvava da Berlusconi, e poi Letta che ci liberava da Monti, infine Matteo da Letta ma con l’approvazione di Monti, Letta e Berlusconi. Come alla Fiera dell’Est. Prima, alte istituzioni lamentavano la fine di Letta “Cesare” ad opera di Renzi “Marco Giunio Bruto”. Ora, tutti ringraziano il fiorentino per la stabilità che ha dato all’Italia (anche se la composizione del Parlamento non è mutata, quindi non si capiscono i motivi di tale giubilo). Come cambia il mondo e come svanisce la memoria storica! Non più di due anni fa, nel Pd erano tutti bersaniani e smacchiavano il giaguaro. Poi, pian piano, come in un lento processo di osmosi, si sono trasferiti alla corte di Renzi. Persino Fassina, quello della famosa domanda renziana “Fassina, chi?”, che descriveva Matteo come un portaborse che sapeva parlare come un cd registrato (e che si dimise), si è ravveduto e ha pronunciato un elogio al premier per la sua “chiara leadership”. Franceschini, ministro della Cultura (grazie a Renzi), twittava, pur senza citare Shakespeare “Bersani ragiona, Renzi recita”.
Lo stesso Bersani diceva che Renzi non conosceva l’umiltà (magari conosceva bene via dell’Umiltà…), ma ora che ha il 41% deve averla per forza imparata. D’Alema si chiedeva quali libri mai leggesse il Matteo, visto che era così superficiale. Il Codice Da Renzi, magari? Ora la musica è cambiata, anche perché si sono liberati dei posti alla Commissione Europea e pure il leader Massimo sembra essersi saggiamente accodato. L’elenco non finirebbe certo qui. Qualcuno volò sul nido del Cuperlo.
Certo è che, senza la spinta del Movimento 5 stelle, che ha agito come in una selezione darwiniana, “facendo sì che la preda si evolvesse in meglio per la propria sopravvivenza”, un certo tipo di fare politica non sarebbe cambiato. Anche se, vedendo ad esempio quello che succede all’aeroporto di Pisa, con l’orribile svendita delle quote pubbliche a favore di un magnate argentino, amico di amici, qualche dubbio rimane. Ci sarebbero tante storie da raccontare.
Storie non di normale amministrazione ma di “anormali” privatizzazioni, che avranno risultati ben lontani dall’interesse pubblico. Storie di accumulazione di cariche come nella Prima e Seconda Repubblica. Intanto, la nave è partita. Ma non siamo tutti sulla stessa barca e qualcuno si è sistemato comodamente su un metaforico e lussuoso yacht.
Grazie dello spazio che mi avete concesso.
Cordiali saluti
Paolo Arduino – Marene

Lettera di una mamma «Grazie, Oasi Giovani!»

Riceviamo e pubblichiamo:
Sono una mamma come tante: amo i miei figli e come tutte vorrei potermi dedicare loro a tempo pieno, ma lavoro. Quando facevano le elementari riuscivo a seguirli – nonostante fosse difficile ed impegnativo – ma adesso che uno è arrivato alle medie è diventato davvero impossibile.
Così in questi giorni mi sono tornati alla mente i timori, le ansie, le preoccupazioni dello scorso anno, quando appunto mi sono trovata nella situazione di dover decidere come “sistemare” mio figlio durante la mia assenza nelle ore pomeridiane.
Ho pensato allora di scrivere questo articolo nella speranza che possa essere di aiuto e sollievo ai genitori che oggi si trovano nella medesima situazione. Dopo aver valutato attentamente varie opzioni (“Viene a casa, si riscalda il pranzo da solo, sperando che studi qualcosa aspettando il mio arrivo”…“Assumo una collaboratrice famigliare”…“Lo appoggio a casa dei nonni”…), l’unica soluzione reale ed efficace mi è sembrata il doposcuola.
Da questo punto di vista, Savigliano offre più possibilità e dopo il classico “giro di ricognizione” l’impressione più favorevole me l’ha data l’Oasi Giovani. Come spesso succede, condividendo questa mia scelta con amici, colleghi e conoscenti, i miei dubbi di mamma sono riaffiorati. Mi è stato detto: “Mandi tuo figlio li?” “Ma lo sai che in quel posto c’è il peggio di Savigliano?”… E altri commenti che non meritano di essere riportati. Nonostante tutto sono rimasta ferma sulla mia decisione (naturalmente condivisa da mio figlio) e dopo un anno posso finalmente fare il bilancio della situazione…
Come prima cosa il rendimento scolastico di mio figlio, già molto buono, è migliorato ancora, non subendo cali nel passaggio Elementari/Medie, anzi! Ha fatto un sacco di nuove amicizie, conoscendo persone interessanti di cui mi parla spesso anche la sera a casa.
Le situazioni disagiate che ci spaventavano un po’ sono semplicemente lo specchio della realtà che ci circonda e in questo l’Oasi è stata una palestra di vita, mettendo mio figlio nelle condizioni di sapersi rapportare al meglio con chiunque si trovi di fronte.
Dal mio punto di vista (quello di un genitore apprensivo), posso solo dire un gran bene: una Direttrice sempre attenta, preparata, disponibile e partecipe in ogni momento, una confidente alla quale raccontare cose di cui per un adolescente è più difficile parlare in famiglia.
Un Team di Educatori/Collaboratori sulla stessa lunghezza d’onda, con un’ammirevole dedizione al proprio lavoro. Un clima sereno, scherzoso, coinvolgente, divertente che nulla toglie al momento più serio quale deve essere lo studio.
Le ansie e le preoccupazioni di cui raccontavo all’inizio sono svanite, lasciando il posto alla soddisfazione ed alla grande sicurezza che l’Oasi Giovani è capace di infondere, tanto da consigliarlo a genitori dubbiosi come ero io. Ci siamo trovati così bene che a tutti sembra troppo aspettare che arrivi settembre per rivederci e per questo abbiamo deciso che faremo parte della grande famiglia dell’Oasi anche durante l’estate!
Grazie Oasi Giovani, continuate così!

Una mamma contenta di Oasi Giovanni – Savigliano

«Ammirato dal fair play dei candidati sindaco»

Egregio direttore,
Sono un neo-saviglianese (vivo qui da tre anni) e neo-abbonato al Corriere.
Sono elettore del PD e ho votato Cussa con convinzione.
Ho seguito ad ogni modo con interesse le iniziative del MoVimento 5 stelle e ho apprezzato molto il grande impegno profuso dal candidato Portera e dagli attivisti in questi mesi. Penso che sia un bene per la città avere tre consiglieri così informati e appassionati e che Cussa possa dialogare in modo positivo con loro.
Mi ha colpito infine la grande partecipazione dei saviglianesi alle elezioni e il fair play dei candidati che hanno saputo tenere un livello polemico più che accettabile.

Francesco Malaspina - Savigliano

«Livelli di aggressività senza precedenti in campagna elettorale»

Egregio direttore,
Come Giovani Democratici volevamo fare alcune considerazioni sulla campagna elettorale che si è svolta e che quest’anno ha toccato livelli di aggressività difficilmente riscontrabili in passato. Vogliamo dissociarci completamente dal modo di fare politica di alcuni esponenti di altre liste, che in comune con noi hanno solo l’età anagrafica. Non è infatti questa la politica che ci piace fare: non è quella dell’attaccare l’avversario a tutti i costi (anche con pesanti attacchi alla persona) o quella di appendere/staccare manifesti abusivamente.
E’ infatti inutile proporsi come rinnovamento e alternativa alla politica tradizionale, quando poi si fanno propri i metodi di quest’ultima, screditando gli avversari di turno e “buttandola in cagnara” piuttosto che parlare di contenuti.
Da parte nostra abbiamo preferito aspettare che passasse il clima di bagarre elettorale per sottolineare come il lavoro portato avanti negli ultimi 5 anni, con numerosi incontri con i nostri coetanei, ha portato a proposte concrete (come l’ampliamento degli orari delle aule studio e la creazione della cittadella dei giovani nei pressi del Polo Universitario di Via Garibaldi), che abbiamo potuto proporre tramite la candidatura di due Under-25 nella lista del Partito Democratico, venendo ripagati con un ampissima fiducia.
Ci auguriamo di poter svolgere al meglio il lavoro che ci attende e cogliamo l’occasione per ringraziare tutti gli elettori della coalizione a sostegno di Claudio Cussa e dei nostri candidati Giorgia Berteina e Paolo Tesio.

Giovani Democratici Circolo di Savigliano

Francamente ci sembra un po’ esagerato parlare di “livelli di aggressività senza precedenti” in questa campagna elettorale.
Non tocca comunque a noi dirlo. Semplicemente, rimandiamo i Giovani Democratici, che – forse in virtù della loro giovane età - non hanno memoria storica, alla lettura della lettera precedente.

«Bisogna voler bene a Savigliano non solo in occasione delle elezioni»

Egregio direttore,
In questa campagna elettorale per le amministrative ho letto molti slogan o nomi di liste civiche con definizioni del tipo: “Io amo Savigliano”, “Insieme per Savigliano”, “Ti sposo Savigliano”, “Appassionatamente per Savigliano”, ecc.
Voglio solo dire che questi proclami in campagna elettorale mi suonano tanto come aria fritta.
Se ami la tua città diventi un cittadino propositivo e non ne deleghi ad altri le sorti.
Nel mio piccolo, e non vuole questo essere un elogio personale, io amo davvero la mia città e con piccoli gesti ho contribuito a tale scopo.
Ricordo: innaffiatoi al cimitero (mia iniziativa grazie alla collaborazione con l’assessore Tortone); taglio della siepe che ostruiva il marciapiede di via Consolata (mia iniziativa con la collaborazione del Comune); proposta per cippo o monumento via della Foibe per commemorare degnamente i caduti di questa tremenda barbarie, non ancora realizzato ma preso in considerazione dall’assessore Tortone non appena ci sarà la disponibilità economica; segnalazione alla Caritas degli alimenti buttati via da un noto supermercato locale. É ridicolo vedere questi proclami in occasione delle votazioni, come è doppiamente ridicolo vedere molti candidati che ti salutano e ti chiedono della tua famiglia una volta ogni cinque anni e poi si dimenticano che tu esisti.
Sarebbe auspicabile una svolta culturale per far sì che il contributo alla propria città ciascuno lo dia in ogni momento, e non solo nel momento del proprio bisogno personale (o meglio elettorale).
In questo nuovo modo forse diventeremo una società più coesa ed uguale, altrimenti ognuno cercherà solo e sempre il proprio vantaggio personale.
Grato come sempre per lo spazio concessomi.

Claudio Ferrero - Savigliano

Riflessioni di Forza Italia dopo il voto delle comunali

Egregio Signor Direttore,
Al termine di questa tornata elettorale, desidero fare un’attenta analisi sulle elezioni che si sono appena svolte. Credo sia doveroso esprimere un sincero ringraziamento a nome mio e di tutti i candidati della lista Forza Italia Savigliano nei confronti dei cittadini saviglianesi che hanno riposto la loro fiducia nel nostro partito. L’abbassamento dell’affluenza rispetto alle elezioni del 2013 (circa il 5% in meno) ha permesso comunque a Forza Italia di mantenere costante il suo numero di elettori (in ambito europeo) nella nostra città, consentendo ad Alberto Cirio di entrare nel Parlamento Europeo per rappresentare non solo Savigliano ma tutto il territorio cuneese. La presenza di numerosi “partitini” e liste civiche che hanno scelto di frammentare il centro-destra specie a livello locale e Regionale, senza nemmeno ottenere il quorum necessario, ha sancito una perdita di voti per il nostro partito, che sommato al momento storico ed alla crisi d’identità che sta attraversando Forza Italia, ci ha comunque dimostrato a livello locale, il grande numero di cittadini che credono ancora nei valori fondamentali per cui si batte Forza Italia da oltre vent’anni.
Il risultato elettorale che ha interessato il nostro Comune ha visto una netta prevalenza del PD a cui, i cittadini saviglianesi, hanno deciso di consegnare la città per i prossimi cinque anni. Dico questo perché il numero di voti presi dal PD durante il 1° turno permette loro di avere una rappresentanza in Consiglio comunale di 9/16, tanto da consentirgli piena libertà di scelta senza bisogno del sostegno delle altre liste civiche che erano in coalizione con loro, poichè 9/16 (solo del PD), rappresenta oltre il 50% dei presenti.
Per questo motivo crediamo che la nostra presenza sui banchi dell’opposizione (anche se non conta nulla a livello numerico) sia doverosa e ci impegneremo in un’attenta analisi delle varie proposte e iniziative che verranno presentate in Consiglio, perché dopo cinque anni di “silenzio”, è giunto il momento di “alzare la testa” e pensare al bene dei cittadini che non si sentono rappresentati dalla nuova amministrazione comunale (ovvero il 50,2% dei cittadini che nel 1° turno hanno votato per altri candidati Sindaco).
Ciò che è accaduto nelle ultime settimane di campagna elettorale, ovvero la denuncia presentata da un candidato della lista Moderati nei confronti di Cussa e altri esponenti del partito circa l’eventualità di raccolta e convalida di firme false, ci fa riflettere sull’operato di questi ultimi vent’anni di amministrazione. Comunque vada a finire, riponiamo nella Magistratura la nostra più ampia fiducia, sperando che giustizia venga fatta. Chi veramente ha commesso un reato dovrà prendersi le sue responsabilità e rispondere di ciò che ha fatto difronte alla cittadinanza.
Un ringraziamento particolare desidero rivolgerlo al nostro candidato Sindaco Marco Buttieri che in questi mesi si è impegnato in modo onesto e leale (a differenza di altri...) per puntare al coinvolgimento dei cittadini nella vita politica della città ma anche per portare uno spirito di rinnovamento che all’interno del Comune manca da oltre vent’anni.
In attesa di prossime consultazioni politiche, tutti i candidati di Forza Italia si impegneranno in modo attivo per la città e renderanno pubbliche le eventuali iniziative che verranno proposte per i cittadini, sperando di raccogliere i frutti... al prossimo spoglio delle schede.
Infine desidero ringraziare tutti coloro che ci hanno dato una grossa mano nel corso di questa campagna elettorale, in modo particolare a chi ci ha sponsorizzato e a chi è intervenuto con l’apporto di idee.
Cordiali saluti
Rudy Biasiolli
coordinatore della lista Forza Italia – Savigliano

«Utilizzare il nostro simbolo è stata una grave scorrettezza»

Riceviamo e pubblichiamo:
Vi mando questa mia sapendo che verrà pubblicata a ballottaggio avvenuto, quindi non potrò essere tacciato di cercare di favorire un aspirante sindaco rispetto all’altro.
Il sig. Buttieri proprio per il ballottaggio ha pensato bene di far affiggere dei mega manifesti con il suo bel faccione, le immagini degli aspiranti consiglieri delle sue varie liste d’appoggio con appunto i loghi di queste e anche quelli di Forza Nuova e Movimento 5 Stelle.
Non so, ma non penso, che il sig. Buttieri abbia chiesto a Forza Nuova se avesse appoggiato la sua candidatura al ballottaggio, ma son sicuro che a noi non ha chiesto nulla (ben sapendo, come già detto da Antonello Portera, che noi non davamo alcuna indicazione di voto ai nostri elettori) e quindi il mettere il nostro simbolo sul suo manifesto è stato un atto molto scorretto.
Sintomatico che la “solita” politica è sempre la stessa: scorrettezza, mega investimenti per arrivare alla “poltrona”, promesse elettorali che lasciano il tempo che trovano in quanto quando vengono fatte si sa già che non potranno essere mantenute ... ma si sa anche che il cittadino saviglianese (come quello italiano in genere) ogni tanto abbocca, l’importante è prendere un voto in più...

Guido Cerato - Savigliano

5 Stelle: «Onoreremo con impegno la fiducia ricevuta da 2023 saviglianesi»

Riceviamo e pubblichiamo:
All’esito delle elezioni comunali della nostra città, il Movimento 5 Stelle di Savigliano ed il candidato sindaco Antonello Portera intendono ringraziare i 2023 saviglianesi che hanno voluto sostenere la proposta avanzata per l’amministrazione della città. Grazie ai voti ottenuti, la lista a 5 Stelle ha raggiunto un importante 17% che consente l’ingresso in Consiglio Comunale di 2 consiglieri di opposizione (Antonello Portera e Silvia Garaventa), i quali si impegnano fin da ora ad onorare l’incarico ricevuto con scrupolo, attenzione e determinazione, in modo critico ma anche propositivo nei confronti della Amministrazione.
Con l’occasione vogliamo augurare buon lavoro al neo sindaco ed a tutti i consiglieri eletti, per il bene della nostra città.
Cordiali saluti.

Il portavoce M5S Savigliano Ezio Gandolfo

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