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Al direttore

«Dobbiamo sempre più sentirci un’unica comunità»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il Consiglio pastorale cittadino (composto da tutte le comunità parrocchiali) ha avviato una riflessione sulla nuova impostazione pastorale della nostra città che vede ora la presenza di soli due parroci che hanno la cura pastorale di 6 parrocchie (Don Mauro che è parroco di San Giovanni, Monasterolo e San Salvatore e Don Paolo che è parroco alla Pieve, San Pietro e Sant’Andrea) Si tratta di una situazione nuova per Savigliano che richiede dunque un’attenta riflessione soprattutto per non viverla semplicemente come un “impoverimento” o un preoccupante segno di declino. Al contrario, questa inedita situazione, proprio perché ci obbliga ad un ripensamento di molte scelte pastorali intraprese, può rappresentare un’opportunità soprattutto dal punto di vista del cammino di comunione delle nostre comunità. Ce lo ha ricordato il nostro Vescovo nelle lettera che ci ha scritto in occasione dell’ingresso del nuovo parroco don Mauro là dove ci invitava calorosamente a superare la tentazione dell’isolamento perché «ogni singola parrocchia possa collegarsi sempre di più con le altre realtà dello stesso territorio per un’azione pastorale che sia pienamente ecclesiale ed unitaria». All’interno di questa cornice si colloca anche la verifica e la riflessione che riguarda le celebrazioni delle messe prefestive e festive, sia riguardo all’orario sia riguardo il luogo di celebrazione. Da questo punto di vista è molto importante acquisire sempre di più uno sguardo d’insieme che ci permetta di sentirci un'unica comunità cristiana saviglianese. All’interno di questo quadro complessivo le singole comunità parrocchiali non scompaiono e mantengono intatta la loro identità, tuttavia le loro celebrazioni eucaristiche festive sono chiamate ad esprimere più di prima il cammino di convergenza e di comunione tra di loro. All’interno di questa logica di comunione se da un lato vi sarà un’inevitabile riduzione del numero di celebrazioni dall’altro si potrà sperimentare davvero di essere più parrocchie ‘insieme’ a celebrare la nostra fede e viverla nella stessa celebrazione. Dunque un po' di messe in meno e un po' di comunione in più, questa è la strada che ci propone il Vangelo. Non appena la riflessione dei consigli pastorali sarà giunta ad una nuova riorganizzazione (c’è già una bozza di proposta in tale senso su cui stiamo ancora lavorando e non siamo ancora giunti a delle scelte definitive) potremo comunicare a tutti quale sarà il nuovo assetto degli orari delle celebrazioni. Nel frattempo occorre mettere da parte i “campanilismi” per favorire sempre più un cammino che siamo chiamati a vivere tutti insieme con pazienza passo dopo passo. Rinnoviamo la nostra fiducia nei consigli pastorali chiamati ad un compito delicato, e nello Spirito Santo che guida la sua chiesa.

I parroci don Paolo Perolini e don Mauro Gaino

«Il santuario non si baratta per un po’ di denaro»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sulla vicenda del Santuario della Beata Vergine delle Grazie di Cavallermaggiore non riesco a trattenermi dall'esprimere la mia opinione di cittadino legato alle usanze di vita quotidiana; il “Santuario” (così chiamato dai cavallermaggioresi) è da oltre 500 anni un simbolo di fede e un luogo dove i nostri avi, i nostri nonni, i nostri padri e noi abbiamo sempre riposto i nostri dolori e le nostre speranze, chiedendo aiuto o ringraziato, la Madonna qui rappresentata a seguito d’un evento che aiutò i cittadini a superare un periodo di tristi vicissitudini e di dolore. Ora, a seguito di eventi poco favorevoli, ma di lieve entità, emerge che la struttura del “Santuario” è merce di scambio per accaparramento di un mero profitto di denaro; cosa assai lontana da quello che dovrebbe rappresentare un luogo di culto e di preghiera. Il “Santuario” è dei cavallermaggioresi e a loro deve restare con tutti gli oneri ed onori che le competono. Se la Curia pone la gestione delle sacre funzioni esclusivamente come mero incasso di soldi allora vuol dire che non è la fede il valore principale del cristianesimo, ma sono i soldi che comprano il paradiso (o l'inferno). I cittadini di Cavallermaggiore devono essere protagonisti della situazione, far valere i propri diritti-doveri su quello che da cinque secoli è stato, e sarà, l'orgoglio ed il riferimento di tutti noi.

Lino Capello – Cavallermaggiore

«Caro sindaco, ti rinfresco la memoria»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al sindaco Giulio Ambroggio in merito alla commemorazione delle vittime delle foibe:

Carissimo, Come è nel tuo stile simpatico di “burlone”, con quella sottile ironia che sfoggi molte volte, anche io mi adeguo allo stesso modus operandi, nella speranza che Tu lo prenda con leggerezza ed un sorriso. Nella dieta mediterranea assumere almeno una volta alla settimana pesce, non fa male; nello specifico ne giova la memoria che tu occasionalmente perdi o per espressa volontà o per casualità. Per rammentarti, qualcuno ti scrisse una lettera, dietro tuo precedente invito, purtroppo disatteso per impegni presi in precedenza, per dirti che si sarebbe reso disponibile a venire a Savigliano per conoscere il primo cittadino, tutta la comunità saviglianese ed il sottoscritto a partire dal 3 marzo. Ebbene dopo 6 mesi nulla da parte tua. Non ne so i motivi, non voglio pensare male (ma molte volte ci si azzecca), ma ora pubblicamente ti volevo dire ed invitare a presenziare il giorno 14 novembre alla visita a Savigliano del presidente nazionale esuli Istriani, Fiumani e Dalmati, Antonio Ballarin, persona con cui ho avuto stretti rapporti (benché non ci si conosca direttamente) quando nel 2014 mi venne l’idea di proporre all’ex primo cittadino la creazione di un cippo a ricordo dei Martiri delle Foibe, per rendere meno squallida la corona di fiori appesa alla segnaletica stradale che per anni è stata visibile dove oggi sorge il cippo. L’invito doveroso alla tua persona, lo estendo anche a tutta la cittadinanza ed in particolare a quelle persone che anni addietro scelsero Savigliano per viverci e che provengono da quelle terre. È vero che il 10 febbraio hai fatto l’inaugurazione, con un’ampia vetrina di esponenti del tuo partito, locale, provinciale e regionale (ricordo anche un candidato alle ultime elezioni), non invitando in modo ufficiale, ma solo inviando la locandina della giornata, chi con ampio senso civico ed assolutamente non coinvolto a livello familiare con questa immane tragedia aveva promosso l’idea ed aveva anche offerto la gratuità dell’opera per interposta persona che oggi ha piacere di venire a Savigliano. L’importante che l’obiettivo sia stato raggiunto, anche se correttamente, da tutti quelli che da ventitré anni governano Savigliano, avrei pensato un comportamento più sobrio e più “rispettoso”. Non voglio nessuna medaglietta, come eri disposto in altre occasioni a elargire, vorrei “dare a Cesare quello che è di Cesare”. Tutti i dettagli della giornata che intendo ed intendiamo realizzare te li comunico ufficialmente perché, da parte mia, è giusto fare così nel rispetto delle persone. Mi auguro che d’ora in poi tutto sia reciproco. Con stima e rispetto.

Claudio Ferrero – Savigliano

«Ricordiamo il sacrificio degli eroi di Nassiriya»

Riceviamo e pubblichiamo:

Il 12 novembre di quindici anni fa avveniva la strage di Nassiriya: 28 militari uccisi di cui 19 italiani. L’Amministrazione comunale nel ricordare l’eroico sacrificio compiuto dai nostri connazionali impegnati in una missione di pace sottolinea l’importanza di tenere viva la memoria di questi eroi caduti nell’adempimento del loro dovere. Il loro sacrificio ha contribuito a rendere migliore il nostro mondo.

L’Amministrazione comunale di Savigliano

Tutte le ragioni per cui la lettura è importante

Riceviamo e pubblichiamo:

“Io leggo perché” è l’iniziativa nazionale promossa dal Ministero dell’Istruzione per sostenere le biblioteche scolastiche e a cui ha partecipato l’Istituto Comprensivo Santarosa gemellandosi con le due librerie cittadine: Barlumi e Messaggi. Queste le riflessioni di alunni e insegnanti che si sono divertiti a creare un acronimo legate a “Io leggo perché”: I: immaginazione, idee di bambini e ragazzi, alunni di ieri e di oggi, realizzate con intraprendenza durante le attività svolte nelle due librerie ; i come l’interesse dimostrato dagli spettatori che sono venuti ad assistere. O: oh!!! Quanta organizzazione è stata necessaria affinché il progetto si realizzasse! L: libro, cos’altro? Libro letto. Libro narrato. Libro ascoltato. Libro animato. Libro gustato in tutte le salse, in piena Libertà… Liberi di leggere ! E: energia contagiosa sempre presente nei giovani dinanzi ad un modo un po’ diverso di fare scuola. G: gioia di noi insegnanti nel vedere l’entusiasmo avvolgere tutte le fasi del progetto. G: gratitudine nei confronti di tutti quelli ci hanno aiutato: il personale delle librerie con noi gemellate, la gente che si è prodigata per allestire queste giornate, le persone, che con generosità hanno elargito donazioni, talvolta davvero copiose, a favore delle nostre biblioteche scolastiche, i genitori , gli adulti che ci hanno accompagnato e sostenuto, chi ha visitato le librerie durante le attività delle scuole: a loro va il nostro sincero Grazie. O: ora di dire che il libro non passa mai di moda ! P: passione che accompagna un buon lettore, ma anche paura che si può provare nei confronti della lettura; premura che deve accompagnare i docenti, i professionisti, tutti coloro che si occupano di questo delicato percorso di apprendimento. E: eventi che promuovono e fanno venire la voglia di leggere. R: ricordi che nella vita possono essere legati alla lettura: ai personaggi in un romanzo, ad una voce che ci ha letto una bella pagina di un libro, ad un titolo, ad una frase che, quando meno te l’aspetti, ti ritorna in mente, ti fa sorridere, ti commuove perché riaffiora con inaspettata nostalgia riportandoti indietro nel tempo… Forse proprio tra i banchi di scuola. C: compagnia che ci può tenere un buon libro: libro che può diventare veramente un amico. Compagnia La Vecchia Soffitta che ci ha divertito con i suoi burattini. H: hanno dato davvero un bell’esempio i nostri bambini, i nostri ragazzi nell’adoperarsi per sostenere questa iniziativa! È: è vero siamo arrivati alla fine! Così esclameranno i lettori quando termineranno la lettura di questo scritto! Speriamo davvero di non aver annoiato nessuno! Grazie.

Alunni e insegnanti dell’Istituto Comprensivo Santarosa di Savigliano

«La Grande Fiera d’Estate è un’opportunità di sviluppo»

Riceviamo e pubblichiamo:

È fatta! La Grande Fiera d’Estate a partire dal 2019 si terrà a Savigliano nell’area fieristica di via Alba. E questo dopo una trattativa intensa tenuta con l’Amministratore unico della ditta Alfiere eventi, Massimo Barolo, che ringrazio per la sua disponibilità e capacità imprenditoriale. Per la nostra città sarà un’opportunità in più per il suo sviluppo economico e culturale. Un ringraziamento doveroso a tutti coloro che mi hanno sostenuto e consigliato permettendomi di raggiungere un obiettivo molto ambizioso. Innanzitutto il segretario comunale dott. Carmelo Bacchetta che ha seguito tutti gli aspetti legali, il comandante della Polizia Locale Rocco Martini, il responsabile dell’Ufficio tecnico geometra Sergio Fissolo: ad essi va il plauso e il ringraziamento mio personale e di tutta l’Amministrazione. Un ringraziamento inoltre agli Assessori e ai Gruppi di maggioranza che hanno fin dall’inizio condiviso ed appoggiato questa scelta. Quindi l’appuntamento per tutti è dall’8 al 16 giugno per la prima edizione saviglianese della Grande Fiera d’Estate.

Giulio Ambroggio - Sindaco di Savigliano

«Non basta una festa per dimenticare tutto il resto»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo aver notato un certo trionfalismo sull’arrivo della Fiera d’estate a Savigliano e le lodi di ringraziamento al sindaco, in attesa di fare le dovute valutazioni, non riesco proprio a non rappresentare, in breve, la mia indignazione. Avrei voluto, avremmo voluto tutti noi della minoranza, che l’ultimo consiglio comunale fosse trasmesso in diretta tv per poi vedere se le ultime decisioni della Giunta possano spingere i saviglianesi a fare i salti di gioia, e se così fosse restano, forse, i soliti 4800 circa su 17 mila elettori. Intanto pensiamo a come faremo, secondo le regole antiterrorismo imposte alla fiera della Meccanizzazione Agricola a restare per 8 giorni con via Alba e via Canavere chiuse al traffico, ma probabilmente a questa come altre situazioni si darà una giustificazione: al massimo, come al solito, “qualcuno” darà la colpa ad altri. Ma torno all’ultimo consiglio comunale dove sono emerse criticità al bilancio passato in riferimento all’Unione Terre di Pianura, dove abbiamo scoperto che un manufatto realizzato su area pubblica non ha la documentazione necessaria in primis per essere costruito e poi per essere utilizzato; dove abbiamo scoperto che per risolvere il problema di chi non rispetta le regole buttiamo giù un bagno, pagato con denaro pubblico, per farlo diventare un magazzino. Nello stesso consiglio è saltato fuori che le fioriere antiterrorismo sotto la finta ruggine nascondono quella vera e i soldi non basteranno mai per fare l’adeguata manutenzione, che l’avvocato del comune andrà a lavorare alcune ore per un’associazione per la quale non è stata ancora chiarita la giusta connotazione giuridica (e intanto paghiamo avvocati esterni per fare cause, forse, impossibili). Che dire, inoltre, degli 82 milioni di Euro di mutuo acceso dalla Regione Piemonte per finanziare i comuni su scuole, sicurezza, turismo, cultura, economia ecc. distribuiti per la maggior parte a enti amministrati dalla sinistra che andranno al voto nel 2019, dove circa duecento mila euro sono destinati a Savigliano per far cosa?... per terminare i fantomatici “lavori” di un palazzo Cravetta appena consegnato, dopo un tribolato e discusso intervento di restaurato, per poi darlo in comodato d’uso ad “altri” e non alla città (come speriamo non accada anche al museo civico). Che dire del consumo del territorio in via Alba con la nascita di nuovi capannoni autorizzati per avere in contropartita la realizzazione di rotatorie su una strada Provinciale (la stessa provincia contro cui abbiamo fatto causa per colpa dell’Università!). Che dire di tutti gli aumenti imposti alla cittadinanza, parcheggi, trasporti ecc. ecc. Infine, che dire di un consigliere di maggioranza che, sulla questione Fondazione, dopo averla votata ha dichiarato “Mancava poco per votare contro e andare tutti casa!” . Ecco perché il gruppo di maggioranza del PD non ha fatto nessuna espressione di voto e non ha difeso, in generale, la posizione del Sindaco in merito a questa questione. E i soldi per l’ospedale? Vogliamo continuare? Dunque, concittadini saviglianesi, come gli antichi Romani al Colosseo, celebriamo la Fiera d'Estate e dimentichiamoci di tutto il resto...Panem et Circenses…

Tommaso Gioffreda - Gruppo Consiliare Savigliano 2.0

«La Provincia ha un passato, ma qual è il suo futuro?»

Gentile Direttore,

nei giorni scorsi si è consumato il rito quasi deprimente delle elezioni per il rinnovo del Presidente dell’Amministrazione Provinciale e del Suo Consiglio che forse merita una riflessione in proposito, ma per farlo, occorre ripercorrerne un po’ la storia degli ultimi anni. L’allora presidente Renzi, imbevuto anche lui di “sano populismo”, dichiarava di voler chiudere le Amministrazioni Provinciali, a suo dire “enti inutili” per cui con la riforma Delrio gli tolse soldi e potere, abolendo di fatto gli organi, l’elezione per collegi, motivando questo atto con la scusa più demagogica possibile, ossia l’eliminazione dei compensi, che per i Consiglieri, ammontavano ad un importo del tutto irrisorio per il tempo che vi si dedicava. Le Amministrazioni Provinciali non sono state chiuse in quanto ci si era poi accorti che il trasferimento del personale dalle Provincie alle Regioni sarebbe costato di più alle casse dello Stato, ed allora sono state abbandonate ad una lenta agonia. Non voglio fare demagogia e quindi non voglio dire che lo sperpero e la corruzione - ove accertato – si è manifestato nelle Amministrazioni Regionali e non (o rarissimamente ) nelle Amministrazioni Provinciali, ma credo di poter affermare con convinzione generalizzata, che l’unico Ente locale che era veramente vicino alla gente e anello di congiunzione tra i Comuni e la Regione e il Governo, erano proprio le Province. Per quanto riguarda il nostro territorio, con l’Amministrazione Provinciale si facevano le grandi battaglie in difesa e/o per lo sviluppo del territorio o le grandi rivendicazioni nei confronti del Governo, una su tutte quella per la Cuneo – Asti che aveva raggiunto un importante risultato in quanto si erano mobilitati tutti i Sindaci perché credevano nell’Istituzione, indipendentemente dal politico o dalla coalizione che lo amministrava. Oggi, la nostalgia delle Province è sentita da parte di tutti e per non morire di nostalgia, conviene porvi rimedio, ed allora il Presidente riconfermato con il nuovo Consiglio per la gran parte rinnovato nelle persone, con tutti gli eletti in Regione ed al Parlamento, propongano un referendum tra i cittadini od una proposta legislativa, affinché ci restituisca un ente con un grande passato ma che sarebbe pienamente legittimato ad avere un grande futuro.

Giorgio Groppo - Sommariva del Bosco

«Grazie dottoressa Belmondo per l’attenzione ai santuari»

Riceviamo e pubblichiamo:

In questi giorni la dottoressa Rosalba Belmondo lascerà la direzione del Museo Civico per la meritata pensione e, a nome dei Santuari cittadini, Sanità ed Apparizione, vogliamo far arrivare i nostri più sentiti ringraziamenti. Non bastano sicuramente queste poche righe ad esprimere tutta la nostra profonda riconoscenza per i suoi preziosi consigli e la sua importante opera. Il suo impegno e le sue doti sono la testimonianza per le generazioni future dell'importanza di non dimenticare il passato. L'opuscolo realizzato in occasione dei quattrocento anni dall'evento prodigioso che ha dato origine al Santuario della Sanità, gli incontri divulgativi sui restauri del Santuario dell'Apparizione, la redazione dei pannelli esplicativi , le iniziative legate al censimento, studio e promozione delle raccolte di ex voto, la presenza ed il coordinamento nelle iniziative volte alla valorizzazione del patrimonio culturale dei nostri luoghi, sono solo alcuni aspetti dell'immenso lavoro svolto dalla Dott.ssa Belmondo con umiltà e senza clamore. Un grazie di cuore per non averci mai fatto mancare sostegno ed ascolto.

Massari, Fedeli, Devoti dei Santuari Sanità e Apparizione, Circolo Amici Sanità, Pro Loco Amici dell'Apparizione

Anche Marene ringrazia la direttrice del Museo

Riceviamo e pubblichiamo:

La Direttrice del Museo Civico di Savigliano Rosalba Belmondo è andata in pensione, concludendo una carriera lunga più di trent’anni. Con il suo pensionamento, Savigliano e tutto il territorio circostante perdono sicuramente un punto di riferimento nella ricerca storica, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio storico-culturale. Infatti, oltre ad aver dimostrato il suo coraggio nel gestire il Museo Civico e la Gipsoteca, compito non facile in un territorio del genere dove i finanziamenti pubblici e privati sono pochi e dove si è sempre confrontati con istituti culturali operanti in altri settori e contesti, ha deciso di aprire le porte dell’ex convento di San Francesco ad ogni proposta proveniente dall’esterno. Condividendo la sua mole di conoscenza, si è messa in gioco creando progetti che non coinvolgessero soltanto Savigliano, ma tutta la sua zona. Un esempio recente è sicuramente l’iniziativa “Il mio grazie per la grazia” volto a riscoprire e valorizzare l’enorme patrimonio etnografico e culturale racchiuso nelle migliaia di ex-voto presenti nei luoghi sacri che costellano le nostre città e le campagne. In più ha sempre accettato di partecipare come parte attiva in progetti di altri istituti culturali, come quelli della Biblioteca di Marene. Nel maggio 2017 ha accompagnato i ragazzi della scuola primaria marenese nella cappella di Sant’Anna per fargli scoprire l’antica tradizione degli ex-voto. Nell’autunno dello stesso anno invece ha illustrato il concetto di bene culturali e ha presentato i tesori del saviglianese, ed in particolare di Marene, a più di 120 ragazzi dell’IIS “Arimondi-Eula” all’interno del programma “I Gioielli di Marene”, volto a conservare e valorizzare il patrimonio sacro del paese partendo dai giovani. Il saviglianese perde un’importante risorsa, che oltre a conservare un patrimonio dal valore inestimabile ha sempre cercato di creare iniziative non confinate al Museo. In rappresentanza della Biblioteca di Marene ringrazio la Dottoressa Rosalba Belmondo per il lavoro fatto e per la disponibilità che ha sempre dimostrato per le nostre iniziative. Speriamo che si continui a crescere da questa esperienza.

Marco Biolatti - Biblioteca di Marene

«Assurda non-decisione della Corte sul suicidio assistito»

Il Popolo della Famiglia di Savigliano, Saluzzo e Fossano protesta contro il rinvio della decisione della Corte Costituzionale al settembre 2019 sul caso Cappato. Siamo pronti alla mobilitazione di piazza per difendere la cultura della vita sul nostro territorio, perché il business del suicidio assistito non deve trovare spazio nel tessuto giuridico italiano. Il nostro presidente nazionale del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, ha dichiarato: che “come Ponzio Pilato, la Consulta sul caso Marco Cappato ha deciso di non decidere. La Corte costituzionale ha chiesto al Parlamento di intervenire sul suicidio assistitio, rinviando la decisione sul caso del Dj Fabo al settembre 2019. Il comunicato della Consulta nota che l’attuale assetto normativo concernente il fine vita lascia prive di adeguata tutela determinate situazioni costituzionalmente meritevoli di protezione e da bilanciare con altri beni costituzionalmente rilevanti. Per questa ragione, i giudici costituzionali hanno deciso di rinviare la trattazione della questione al 24 settembre 2019. Impensabile che per quella data il Parlamento vari una legge favorevole al suicidio assistito. I giudici costituzionali hanno solo pavidamente dato un calcio alla palla facendola rotolare in tribuna. Davvero sembra incredibile che di fronte a una domanda semplice ("È incostituzionale l'articolo 580 del codice penale?") non si sia proceduto con l'ovvia sentenza di rigetto dell'istanza. Ora il presidio, evidentemente, diventa politico. Gli attuali equilibri parlamentari rendono a occhio improponibile la nascita di una maggioranza favorevole al suicidio assistito cioè, lo ricordiamo, ad un meccanismo alla svizzera che consente di fare business sulla pelle dei disperati. Tra undici mesi la Corte Costituzionale si ritroverà davanti allo stesso tipo di quesito e non potrà dire che c'è un “vuoto normativo”. La norma c'è e dice che è vietato aiutare le persone ad ammazzarsi, perché la vita umana è un bene non disponibile. Principio giuridico sacrosanto che il Popolo della Famiglia difenderà in politica e, se necessario, nelle piazze”.

Antonio Panero - Popolo della Famiglia Savigliano - Saluzzo - Fossano

«Facciamo attenzione al culto di Putin»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sento e condivido molta preoccupazione per le intemperanze del Salvini verso la Comunità Europea, ma ancora di più quando sono seguite dalla sua passione per la Russia e per il suo presidente. Credo che Putin per ciò che rappresenta debba essere considerato con molta attenzione e cautela, nessun leader politico attuale rappresenta la Storia maiuscola come lui. Trent' anni fa ha quasi dovuto fuggire da Berlino est dove era colonnello del KGB, ha visto e subito lo schianto della sua Nazione e con essa dei suoi ideali sconfitti dal logoramento della guerra fredda con conseguente miseria e disorientamento di una popolazione enorme. Nel presente si sente minacciato dall'ingordigia della Nato, una forza di guerra giunta oramai ai suoi confini inglobando addirittura stati che erano parte della sua Unione Sovietica, e questo tradendo gli accordi stipulati col troppo buono Gorbaciov. Putin è un’ex spia, è forte ed astuto e dalla sua iconografia prevalgono i tratti dell'uomo d'azione ed è tutto suo interesse provocare delle crepe tra gli avversari favorendo alcuni personaggi da usare come grimaldello.

Roberto Cosentino – Savigliano

«Troppe morti sul lavoro nella nostra provincia»

Riceviamo e pubblichiamo:

Anche nel 2017 si continua a morire di lavoro nella nostra Regione. Sono stati ben cinquantuno le persone residenti in Piemonte che hanno perso la vita sul luogo di lavoro. Dodici sono morti nel Cuneese. Un’enormità che ci ricorda quanto si debba ancora fare per incentivare, adeguatamente, gli investimenti verso le imprese che implementano la messa in sicurezza delle proprie aziende.

Franco Graglia – vicepresidente Consiglio Regionale

«Poche informazioni sulla nuova gestione dell’acqua»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sembra una corsa ad ostacoli, superato uno... se ne para davanti subito un altro! Abbiamo provato anche noi cittadini “acquaioli” a capire quale poteva essere il metodo più giusto e consono, per una provincia così grande e variegata come quella cuneese, per gestire l'Acqua che i cittadini sette anni fa hanno detto di volere pubblica e partecipata. Per questo ci siamo confrontati con chi è più esperto ed addentro di noi su leggi e regole. Di conseguenza abbiamo seguito con favore le decisioni che i Sindaci della Provincia ed i Conferenzieri dell'Ente di Governo, guidati dalla presidente Bruna Sibille, hanno preso nei mesi scorsi, insieme al lavoro che la struttura di Egato4 ed i gestori già totalmente pubblici stanno portando avanti per la costituzione del soggetto pubblico che avrà la gestione unica. Sempre nell'ottica che si possa realizzare l'Azienda Speciale che è il nostro obiettivo da sempre. Ora la calendarizzazione d'urgenza in Parlamento della legge che recepisce finalmente gli esiti referendari del 2011, sembra rendere possibile tale obiettivo, ma molte sono le norme da adeguare per renderlo tecnicamente attuabile. La gestione tramite Azienda Consortile pubblica che hanno scelto a stragrande maggioranza i primi cittadini del cuneese, poi confermata dal voto dei conferenzieri dell'Ente di Governo (Egato4) è sicuramente un indispensabile passo avanti per la nostra provincia. A monte di queste scelte un lunghissimo lavoro che ha permesso di approvare un valido Piano d'Ambito che avrà una valenza trentennale. In questi mesi è in atto un altro intenso lavoro di politici e tecnici per stabilire i criteri che porteranno ad una giusta e funzionale rappresentanza territoriale ed alla scrittura dello statuto del nuovo gestore. Di tutto questo però i cittadini e i consiglieri comunali non hanno informazione adeguata e di conseguenza non possono praticare una corretta partecipazione. Se continuasse a essere di questo il livello la volontà di rendere democratica, trasparente e partecipata la nuova gestione unica totalmente pubblica, temiamo che ancora una volta la volontà che i cuneesi espressero nei referendum del 2011 sarebbe disattesa. Continueremo la nostra azione di confronto con la presidenza e la direzione di Egato4 perché questi temi trovino una giusta accoglienza, evitando che possano diventare esclusivamente fonte di misurazione della pur legittima aspirazione di rappresentanza territoriale o peggio di equilibri di potere tra parti politiche.

Comitato Cuneese Acqua bene Comune – Cuneo

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