Warning
  • EU e-Privacy Directive

    This website uses cookies to manage authentication, navigation, and other functions. By using our website, you agree that we can place these types of cookies on your device.

    View e-Privacy Directive Documents

Al direttore

«Padroni maleducati, mezzi avvisati»

Riceviamo e pubblichiamo:

Premessa: pur non essendo proprietario di cani, mi piacciono molto questi amici a quattro zampe. Perché non tengo un cane? Semplice: so di non avere tempo e spazio sufficienti. Se avessi una casa in campagna con un grande cortile ci farei un pensiero. Anche alle bimbe piacerebbe! Naturalmente i cani si possono tenere anche in città, ma si deve sapere/voler fare. Sorvolo sui padroni che non sono in grado di impedire al proprio cane di far inciampare o aggredire/ringhiare ai passanti, mi dilungherei troppo. Soffermiamoci sul meritevole caso dei padroni che non raccolgono gli escrementi. Sui marciapiedi, nelle vie, davanti ai portoni, nei giardini pubblici, l’infestazione è notevole. I bimbi che vanno a scuola o che giocano al parco si muovono su un campo minato. Le bestiole non sono in discussione, questa tipologia di padroni sì. Quanti saranno? Un 5, un 10% del totale padroni saviglianesi? Non sto qui a descrivere i procedimenti di contrappasso che adotterei (su tali padroni), nell’era del buonismo e del politicamente corretto che stiamo attraversando sarei additato come “cattivone”. È discretamente difficile cogliere sul fatto questi benefattori della città, giova però ricordare che ci sono responsabilità sia civili che penali. Men che mai spero che i suddetti personaggi si ravvedano leggendo questa lettera. Dato il loro livello mentale e civile, la lettura del Corriere o Saviglianese è piuttosto remota, li immagino meglio a guardare le figure di “cronaca vera”. Lancio però un’idea a cavallo tra il serio e il faceto. Se tra chi legge ci fosse qualcuno con esperienza, capacità e tempo, si potrebbe pensare di fare un semplice sito di monitoraggio, chiamato “shito”, dedicato all’upload foto delle opere d’arte escrementizia, con tanto di via e data. Per chi riuscisse a beccare sul fatto un padrone che lascia il tutto lì, filmato-spot. Nell’era dell’IoT, col tempo verrà anche qualche idea su quale uso fare di queste informazioni (esempio tassa da applicare ai possessori di cani: zero cacche, tassa zero, con coefficiente che sale a seconda di un preciso indicatore; multe cospicue per chi viene colto sul fatto; controlli incrociati tra possessori di cani). Certo di non aver scritto troppe amenità, porgo cordiali saluti e ringrazio per l’ospitalità.

Franco Galvagno – Savigliano

«Fuori dall’isola ecologica, ma senza una ragione»

Egregio Direttore,

domando un breve spazio per segnalare un fatto, quantomeno, a mio parere, strano. Lunedì 14 ottobre mi sono recato all'Isola Ecologica di Cavallermaggiore al fine di conferire alcuni rifiuti verdi. Vedendo tutto aperto, decido di entrare, ma l'operatrice mi impedisce l'accesso, affermando che era possibile l'entrata a soli tre utenti alla volta. Mi permetto di obiettare, chiedendo chi avesse fornito una direttiva di questo genere e la risposta è stata: “L’ordine arriva dalla mia ditta". Ora io non comprendo se la ditta appaltatrice possa decidere da sola, lasciando fuori molti utenti, in coda con i motori accesi, causando un inquinamento atmosferico notevole. Sono convinto che, qualora la decisione sia di competenza comunale, gli Amministratori avrebbero il dovere di comunicarlo ai concittadini, usando i tradizionali canali informativi. Grazie per l'attenzione.

Renato Cavaglià - Cavallermaggiore

«Morti sul lavoro, serve un piano straordinario»

Riceviamo e pubblichiamo:

Quello in corso rischia di essere con ogni probabilità uno dei peggiori anni della storia recente in tema di morti sul lavoro. È quanto mai necessario che il Governo convochi subito tavoli di lavoro per arrivare nel più breve tempo possibile a un piano straordinario di prevenzione. Un piano con risorse vere per la formazione, rivolta ai lavoratori e agli imprenditori, che rilanci, attraverso assunzioni di personale, i servizi di medicina del lavoro delle Asl sul territorio. Vanno rafforzati gli ispettorati del lavoro, tanto più in un sistema come quello cuneese fatto di piccole e medie imprese, contrastando la logica dell'appalto, del subappalto e della precarietà che sono le cause principali della crescente insicurezza per chi lavora. Vanno infine contrastati provvedimenti, come il recente sblocca cantieri, che muovono al contrario, nella direzione opposta. Nella nostra provincia, sono già 16 i morti sul lavoro dall'inizio dell'anno, tanti, troppi, quasi tre volte il numero riferito all’alessandrino. Per questo motivo consideriamo fondamentale che venga al più presto attivato un tavolo coordinato dalla Prefettura, che affronti quest'emergenza insieme a tutti gli attori coinvolti, associazioni datoriali e sindacali, Asl, organi ispettivi. Non è più accettabile che si muoia sul lavoro come 50 anni fa, la sicurezza non può e non deve essere considerata un costo ma un investimento, la CGIL non è più disponibile a tollerare questa inarrestabile catena di eventi gravi e dolorosi. Ai familiari della vittima dell'ultimo tragico incidente esprimiamo tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio.

La Segreteria provinciale Cgil

«All’ospedale umanità, e professionalità»

Egregio direttore, in un periodo in cui sono diffuse le notizie di malasanità, io vorrei invece ringraziare l’ospedale di Savigliano e in particolare il reparto di Urologia. Da anni sono seguito da questo reparto e ho sempre trovato professionalità e umanità nei medici e nel resto dell’equipe. A luglio sono stato sottoposto ad un intervento di cistoprostatectomia radicale e vorrei ringraziare il primario Coppola e tutta la sua squadra per la grande competenza e gentilezza con cui hanno svolto il loro lavoro, ringrazio anche tutti gli infermieri e gli Oss del reparto che con la loro disponibilità e premura hanno reso la mia degenza più sopportabile.

Secondino Giobergia e famiglia - Cavallermaggiore

«Non c’è alcuna vision, ma soltanto incuria»

Egregio Direttore,

parliamo di cose serie. Il consigliere Bori richiama il sindaco filosofo alla “vision” per una Savigliano sempre più sedata e seduta, tutta orientata al mondo dell'associazionismo, in parte, bacino di riferimento della sinistra imperante. Piano urbanistico, videosorveglianza, sicurezza, sviluppo delle categorie produttive, viabilità, mobilità sostenibile, valorizzazione del settore turistico, Università ecc... La città è priva più che di “vision” di concreta “mission”. Noi che lavoriamo da sempre nel settore privato siamo abituati a considerare e a sostenere i risultati operativi più che i modesti annunci, gli studi immaginifici, le commissioni e le consulte promossi da chi non ha mai lavorato in un cantiere. Consiglio i cittadini di farsi un giro perimetrale di piazza Schiaparelli, tra cordolature divelte, buche, sporcizia, radici affioranti, asfalti saltati e fessurati...altro che studio per un parcheggio sotterraneo, ipotizzato adesso in piazza del Popolo... sempre più piazza delle auto del popolo. E potrei evidenziare altre zone di Savigliano ormai lasciate all'incuria, conseguente ad una visione modesta e ragionieristica di questa amministrazione. Riconosco al sindaco la ricorrente capacità di scusarsi pubblicamente... che costa poco e, nelle intenzioni, gli fa fare (forse) anche bella figura. Ma non basta! A Tokyo, dove ho lavorato recentemente per le prossime Olimpiadi 2020, i giapponesi esprimono le loro scuse (Sumimasen) con l'inclinazione del busto e gradi di piegamento, definiti dalla loro tradizione, a seconda del reale pentimento e del rispetto sentito, quindi espresso, anche nei confronti dei cittadini. Temo che Savigliano sia ormai arrivata al grado successivo del harakiri con l'uso della spada wakizashi, imposto però a tutti noi da chi, rimanendo in vita, ci sta amministrando dall'alto del palazzo dell'imperatore (Kōtei no kyūden - 皇帝の宮殿). Saluti.

Fulvio D'Alessandro - Savigliano

«Perchè non dotare la scuola di un tunnel?»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta indirizzata al sindaco Giulio Ambroggio:

Egregio sig. Sindaco E voilà un’altra puntata e un’altra proposta, anche se so che la boicotterai come sempre, per mere visioni politiche diverse e per un’antipatia nei miei confronti che mi permetto di sottolineare “reciproca”. Ma un sindaco dovrebbe lasciar perdere tutto ciò ed andare oltre, ed oltre vuol dire fare le cose semplici ma concrete a favore della cittadinanza. Sono fiero di romperti sovente, ma d'altronde, fuori dal palazzo qualcuno che lanci delle idee, butti il sasso nello stagno, ci vuole. Proporre, discutere, contraddire, approvare dovrebbero essere prerogative di una democrazia. Ignorare, non valutare l’utilità e non discutere è purtroppo il modus operandi verso chi non la pensa come te. Ma veniamo all’idea: Come vedi, alle scuole elementari Santarosa da quest’anno l’uscita degli alunni nel cortile del Municipio è accompagnata dai loro insegnati. I ragazzi seguono un percorso “obbligato” fino a raggiungere i genitori in attesa. Molto bene. Tra poco saremmo nel periodo invernale, con certe e soventi precipitazioni, ed allora cosa ne pensi di dotare il percorso di un tunnel mobile, tipo quelli degli stadi, così i ragazzi ed i docenti non si bagnerebbero per accompagnare i ragazzi fino dai genitori? Lo so che non la prenderai in considerazione e neanche ti degnerai di rispondere. D’altronde è una tua abitudine non rispondere (vedi l’ultima non risposta sulla proposta della creazione di un cimitero per animali). Come è consuetudine non lancio solo idee, ma elaboro progetti ed a volte li finanzio, perché le idee per concretizzarsi devono giustamente avere già un seguito. Ti saluto cordialmente ricordandoti che il costo è veramente irrisorio e se lo vorrai, come sempre, una collaborazione fattiva te la darei. Però te lo ricordo non sono del tuo partito. Chiedo scusa per esserti una spina nel costato da tempo e chiedo altresì scusa ai saviglianesi, ma d'altronde essere nonno vuol dire pensare anche ai nipoti ed ai loro amici. Con stima

Claudio Ferrero – Savigliano

«Grazie Cavallermaggiore, paese vivo e disponibile»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo quattro anni dal mio ingresso come socio nel Turn Over domenica 29 settembre ho chiuso per l’ultima volta la porta del bar lasciando le chiavi in mano a mio fratello Stefano che, complice l’addio anche degli altri soci Adriano, Luca e Mauro, condurrà il bar dal mese di ottobre in poi avvalendosi dell’aiuto delle sue collaboratrici e dei suoi collaboratori. Non potendo raggiungere tutti singolarmente desidero salutare tutti i clienti del Turn Over e tutti i cittadini di Cavallermaggiore. Prima del mio ingresso vedevo Cavallermaggiore tutti i giorni passando esternamente sulla strada statale ma non conoscevo bene questa cittadina. Sono stato immerso per quasi quattro anni tra la sua gente ed ho potuto cogliere diversi aspetti di questa comunità: una comunità viva, simpatica, disponibile, accompagnata da amministratori e volontari sempre disposti a mettersi in gioco per il bene della propria città. Ringrazio tutti per il contributo che ognuno ha dato per avermi, fin da subito, fatto sentire a casa.

Paolo Pautasso – Cavallermaggiore

«Per vent’anni quel bar è stata la mia casa»

Riceviamo e pubblichiamo:

Cavallermaggiore Grazie. Questa lettera la scrivo un po’ con il magone, con una specie di nodo in gola per il rammarico di lasciare un posto che era diventato “il mio posto”, la mia casa. La casa è infatti quel luogo in cui ti trovi bene, a tuo agio, circondato da persone con cui condividi gioie e dolori tutti i giorni per anni. Io 20 anni li ho trascorsi nella mia “casa” di Cavallermaggiore, in piazza Vittorio Emanuele, al Turn Over. È stata una casa in cui ci siamo ritrovati in tanti, al mattino presto o la sera tardi, di corsa per andare al lavoro o in pieno relax nei momenti di festa. Negli anni dal mio bancone ho visto passare vincitori e sconfitti, amici e nemici, amanti e famiglie, bambini, giovani e anziani . Molti di loro sono passati e via, ma altri sono diventati i miei clienti abituali ognuno con le proprie abitudini e la propria storia. So benissimo chi preferisce il caffè macchiato, chi il corretto e chi l’orzo in tazza grande. Chi a pranzo solo un’insalata perché è a dieta e chi non rinuncia mai al dolce; chi l’acqua solo naturale e fuori frigo, chi ghiacciata e frizzante. Ma quello che più mi mancherà è il valore dei miei clienti, il valore umano. Gente vera, concreta, interessante, simpatica a cui non posso che dire Grazie. Grazie Cavallermaggiore per la stima, per l’affetto e per la fiducia di questi anni. Grazie per avermi adottato da subito facendomi sentire uno di voi. Grazie per il tempo che avete trascorso con me, tempo che mi ha regalato migliaia di aneddoti che non dimenticherò mai. Grazie per avermi raccontato le vostre storie insegnandomi ogni giorno qualcosa di nuovo. Grazie per aver reso questi 20 anni di lavoro un periodo bellissimo della mia vita. Mi mancherete, anzi un po’ mi mancate già.

Mauro Levrone – Racconigi

«Competenza e umanità, all’Urologia di Savigliano»

Riceviamo e pubblichiamo:

Lo scorso settembre sono stato ricoverato nel reparto Urologia dell'ospedale Santissima Annunziata di Savigliano, per un intervento di un certo spessore. Ho avuto la fortuna di incontrare un'equipe medica eccellente, pertanto desidero ringraziare, in particolare, il primario Dott. Coppola, il dott. Borsa e tutti i loro colleghi per la loro bravura ed umanità. Un grazie a tutto il personale del reparto sempre disponibile e preparato per ogni necessità. Grazie.

Giancarlo Peretti – Racconigi

«Un cimitero tenuto bene grazie al cantoniere»

Riceviamo e pubblichiamo:

A nome mio personale, e pensando di interpretare il pensiero di molti altri frazionisti, desidero ringraziare di cuore la Responsabile del Settore Lavori Pubblici Isabella Botta e il necroforo-cantoniere Massimo Morra per l'interesse, la cura costante e l'impegno profuso nei lavori di manutenzione dei vialetti, delle aree verdi e degli alberi presenti nel piccolo cimitero frazionale di San Salvatore.

Claudia Tortone – Savigliano

«La sinistra ha bisogno più di idee che di tattiche»

Riceviamo e pubblichiamo:

L’ex presidente della Camera Laura Boldrini ha motivato il suo ingresso nel Partito democratico (avvenuto dalla porta di servizio, mentre la ex Forza Italia Beatrice Lorenzin è stata accolta con tanto di ricevimento al Nazzareno) con l’argomento secondo cui i piccoli partiti sono inadeguati a combattere le minacce per la democrazia che vengono dalla destra sovranista e xenofoba di Lega e Fratelli d’Italia. A parte il fatto che due piccoli partiti, prima SEL (Sinistra, ecologia e libertà), poi Leu (Liberi e uguali) le hanno consentito di essere eletta in parlamento, l’onorevole Boldrini ricorre a uno slogan anziché compiere un’analisi sostenuta da riscontri e riferimenti precisi. Se è vero che le forze guidate da Salvini esprimono una tendenza reazionaria e potenzialmente eversiva (anch’io propendo a crederlo), allora qualche richiamo agli anni ’20 del secolo scorso non è fuori luogo. A cercar di fermare l’ascesa del fascismo i “grandi” partiti mostrarono enormi limiti. I liberali (per sconfiggere le sinistre) si illusero di “normalizzare” le camicie nere assorbendole nel listone nazionale, ma furono travolti dalla tigre che pensavano di cavalcare. I popolari furono sacrificati dal Vaticano alle lusinghe e ai vantaggi della “riconciliazione”. Il partito socialista rimase paralizzato dall’incapacità di decidere. Anche quando con il delitto Matteotti l’immagine del nascente regime precipitò nell’opinione pubblica, la scelta dell’Aventino fu disastrosa, perché non smosse il re, consentì a Mussolini di chiudere la Camera e aspettare che sbollisse lo sdegno popolare. L’unica proposta efficace, quella dello sciopero generale, arrivò dal neonato e minuscolo partito comunista, ma fu declassata a pochi minuti di astensione dal lavoro, così accettando di fatto la fine delle libertà sindacali. E fu il nuovo segretario del Pcd’I Antonio Gramsci, archiviato il settarismo di Bordiga, a elaborare dal carcere concetti e proposte che saranno alla base della rinascita del paese, quali l’assemblea costituente e la riforma intellettuale e morale. Se non piace il riferimento ai comunisti, si pensi alle centinaia di giovani di ispirazione socialista o liberaldemocratica, i quali, profondamente insoddisfatti dei partiti che nella clandestinità o nell’inerzia continuavano a incarnare quegli ideali, ne fondarono uno nuovo, Giustizia e libertà-Partito d’azione, forza che, pure essa piccola, alla cospirazione contro il fascismo e alla lotta di resistenza diede un contributo decisamente superiore a quello dei liberali, dei democristiani e dei socialisti, non solo per numero di condannati o di caduti, ma anche in idee per la ricostruzione. Altri difetti possono essere imputati ai piccoli partiti. Il primo, lapalissiano, è quello di essere… piccoli. Non a caso da anni sogno a sinistra una forza più ampia di Sel o di Leu, che abbia un’identità precisa, basata sulle idee di giustizia sociale, dei diritti civili e dell’ambientalismo, che possa allearsi con il Pd in un rapporto dialettico. L’entrismo, sollecitato o spontaneo, porterebbe al centrosinistra non un arricchimento del dibattito e della capacità di incidere, ma un suo impoverimento. Infatti il Pd nel tentativo di fondere tre culture politiche, ha finito per non averne quasi più nessuna, sfociando in una prassi prevalentemente democristiana, in cui Dario Franceschini è il dominus e, nel nuovo governo, il moderatismo di molti ministri e la paura di perdere voti ostacolano, ad esempio, l’abolizione degli sgravi fiscali sui combustibili inquinanti e la correzione del Jobs Act. Salvini si è autoaffondato, ma l’egemonia della destra nell’opinione pubblica rimane. Il centrosinistra, prima che di abilità tattiche, ha bisogno di idee e della volontà/capacità di affrontare una grande battaglia culturale.

Livio Berardo, ex coordinatore provinciale di Sel

«Scuola sovraffollata, insegnanti senza colpa»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo una “calda” estate, nel corso della quale addetti e non addetti ai lavori hanno divulgato giudizi in merito alla vicenda del sovrannumero degli alunni della scuola primaria di Borgo Pieve, noi insegnanti crediamo sia giunto il momento di far sentire la nostra voce. Intendiamo innanzitutto ringraziare la dirigente scolastica Emanuela Bussi e il personale docente e Ata dell’Ic Santarosa per la professionalità con cui hanno saputo accogliere le quattro classi delocalizzate, loro malgrado, nel succitato Istituto. Intendiamo altresì esprimere il nostro rammarico in merito alla situazione che si è venuta a creare e della quale non abbiamo potuto fare altro che prendere atto, non avendo voce in capitolo relativamente alle iscrizioni. Coinvolti nella ricerca di una soluzione e consapevoli dell’inevitabile disagio creato alle famiglie, abbiamo operato al fine di tutelare il benessere dei bambini. In tal senso abbiamo dato priorità alla continuità educativo-didattica, mantenendo l’offerta formativa delineata nel piano dell’offerta formativa. Inoltre, per agevolare il più possibile le famiglie e per facilitare i momenti di ingresso e di uscita degli alunni, abbiamo apportato modifiche all’orario scolastico e a quello dei singoli insegnanti. Abbiamo optato per il sabato nella sede di Borgo Pieve per poter usufruire degli spazi interni ed esterni e degli strumenti multimediali di cui la nostra scuola dispone. Cogliamo l’occasione per ringraziare: le famiglie che da sempre si sono contraddistinte per la disponibilità mostrata nei confronti della scuola; il Consiglio d’Istituto per il costante operato svolto anche durante il periodo estivo; il personale ATA del nostro Istituto per la collaborazione da sempre prestata e il collaboratore scolastico che quotidianamente si prende cura degli insegnanti e degli alunni trasferiti in via Ferreri. Concludiamo con un buon auspicio. Ci auguriamo che i nostri alunni diventino adulti educati: capaci di utilizzare i social con criteri civili, di optare per la critica costruttiva, di pubblicare le opinioni solo se fondate su effettive conoscenze, di operare professionalmente per il bene comune e non solo per interessi personali. Sostanzialmente, ci auguriamo che non prendano esempio da tutti coloro che, in questa situazione, avrebbero dovuto comportarsi, per il ruolo che ricoprono, da “buoni educatori”.

Insegnanti della scuola primaria di Borgo Pieve - Savigliano

«Siate fieri dei vostri musei saviglianesi»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata al sindaco:

Gentile signor sindaco, questo fine settimana, all’affollamento di Cheese, abbiamo preferito visitare due musei che mi avevano già ben consigliato in precedenza. Al Museo delle Essenze abbiamo scoperto un polo museale curioso e capace di armonizzare elementi diversi tra loro: uno storico palazzo del Seicento, l’arte contemporanea e un’originale percorso sensoriale sulle essenze e i profumi. La nostra guida Valentina, pur essendo da sola a presidiare l’edificio, ci ha accompagnato con competenza e chiarezza attraverso il ricco percorso della collezione e della mostra sull’alchimia. Al Museo Ferroviario Piemontese abbiamo scoperto una realtà viva e di grandi dimensioni: un’ampia e curata collezione di oggetti, modellini di ogni tipo e, infine, veri treni e carrozze. La nostra guida, il simpatico ‘Giorgione’ ci ha fatto tornare indietro nel tempo con grande dovizia di particolari e di aneddoti: sui pezzi esposti, sulla vita dei ferrovieri di un tempo, sulla storia ferroviaria in generale. Cosa dire a conclusione di un pomeriggio che si è rivelato perfetto? Che voi saviglianesi potete andare orgogliosi di ospitare due realtà museali insolite, ricche, ben curate, e di avere persone così appassionate a mostrarle ai visitatori! Complimenti a tutti, con l’augurio che possiate sempre valorizzare così questo patrimonio.

Riccardo Gallo – Alba

«Grazie Sandra per il lavoro di questi anni»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo nove anni, il signor Alessandro Sandra, il 30 settembre ha terminato il suo mandato da presidente presso la casa di riposo San Giorgio di Cavallermaggiore. Vogliamo ringraziarla per la costante presenza e la disponibilità data, tutti i giorni e le notti, festivi inclusi. Sempre pronto a sostenerci e a spronarci con la sua esperienza e professionalità, consapevole delle nostre difficoltà con un saluto o un semplice sorriso per chiunque lo incontrasse nei corridoi, parenti, ospiti e personale. Ricorderemo con affetto le cene di Natale con tutta l’amministrazione, momenti di allegria e condivisione come in una grande famiglia. Grazie per aver creduto e fortemente sostenuto, con impegno e tenacia, la nascita della nuova struttura “La Cittadella” assicurandoci il proseguo di un percorso lavorativo. E con stima e affetto tutto il personale della casa di riposo San Giorgio augura buon lavoro alla nuova Amministrazione.

Tutto il personale della casa di riposo San Giorgio - Cavallermaggiore

Area Abbonati

In edicola