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Al direttore

«La politica si interessi degli anziani in casa di riposo»

Gentile direttore,

le chiediamo ospitalità per rendere pubblica la nostra protesta che altrimenti rischia di essere inefficace e che siamo certi sarà condivisa da tante altre persone. Siamo un gruppo di familiari di anziani ospiti della Rsa di Savigliano S. Pio, chiamata da tutti “Chianoc”. Premettiamo che la situazione che andiamo a descrivere non è specifica della Chianoc, ma di tutte o quasi le strutture assistenziali in Piemonte e che in merito al personale della struttura saviglianese non abbiamo critiche, anzi sappiamo che hanno fatto e fanno tutto il possibile. C’è qui - come in centinaia di altre case di riposo ed istituti per anziani e disabili del Piemonte - un enorme problema, che accomuna i casi di strutture dove ci sono stati casi di Covid 19 e quelle Covid free. Benché sia finita da un pezzo la fase 2 e poi la 3, e poi ci sia stata ad inizio giugno in Italia la riapertura quasi totale delle attività, per gli assistiti delle Rsa piemontesi l’incubo continua: da fine febbraio gli anziani sono praticamente imprigionati nelle strutture, da giugno i familiari hanno ottenuto di vederli prima posizionati sui balconi e poi – situazione attuale – dietro una lastra di plexiglass, prima ogni 15 giorni, poi una volta la settimana per un quarto d’ora o mezz’ora al massimo. Prima ci sono state le videochiamate, che effettuate da vecchietti quasi sempre un po’ sordi e non abituati alla tecnologia erano poco efficaci, ma nel breve periodo meglio di niente; poi la visita a distanza da balcone a cortile(!), adesso il plexiglass, che molti di loro non percepiscono neanche o non vedono proprio e ci battono dentro mentre cercano ad esempio di prendere la mano al familiare. Una vera tortura difficile da accettare. L’anziano, abituato prima a visite frequenti, al contatto fisico della stretta di mano, della carezza o dell’abbraccio, all’interessamento del proprio caro, si sente abbandonato e si lascia cadere in uno stato di depressione e deperimento palpabili, tanto è vero che dopo questi incontri il parente va via angosciato, con enormi sensi di colpa... e medita se non sia meglio portarli via, per non vederli morire di crepacuore adesso che sono sopravvissuti al Covid. Eppure misure più umane sarebbero possibili, ma la Regione Piemonte non allarga le maglie e si fa forte del potere discrezionale che lo Stato le ha lasciato, essendosi limitata a fine aprile a dare ordine alle Asl di “vietare l’accesso nelle residenze sanitarie assistite e nelle strutture sanitarie ai parenti degli ospiti ed ai visitatori per tutto il mese di maggio 2020 (fatte salve ulteriori estensioni)”. Le Asl hanno dato comunicazione scritta alle Rsa e da allora le estensioni del divieto continuano, pur con gli espedienti o palliativi che abbiamo descritto prima. Al 31 luglio dovrebbe finire lo stato di emergenza nazionale, siamo al 23 luglio e non vi è traccia di interessamento al problema da parte dell’assessorato regionale, come se gli assistiti delle strutture ed i loro familiari non fossero cittadini piemontesi. Eppure sono coinvolte migliaia e migliaia di persone, cui si unisce anche lo scontento degli operatori delle Rsa, i quali vedono che le situazioni individuali e collettive degli ospiti si deteriorano, molti deperiscono, rifiutano le cure, i parenti provano a riportarli a casa (ma spesso non ci sono le condizioni) o chiedono di trasferirli in altre Rsa... Anche i volontari da mesi sono tenuti lontani, con il dispiacere di tantissimi assistiti. Basterebbe che il presidente e/o l’assessore regionale ed i loro referenti specialisti incontrassero i dirigenti ed i rappresentanti delle Rsa e soluzioni migliorative si troverebbero sicuramente (ad esempio permettere il contatto diretto in un locale adatto, lasciar durare di più gli incontri, lasciare un po’ di intimità, pur pretendendo dai familiari tutte le precauzioni possibili...). Se servono maggiori risorse in termini di personale e di finanze si aiutino le strutture a reperirle. Medici e psicologici concordano sul fatto che gli anziani con più alti livelli di solitudine e distacco affettivo sono quasi due volte più esposti alla possibilità di morire prematuramente rispetto a quelli più seguiti. Questo già in situazioni normali, figuriamoci dopo l’emergenza Covid. Chi - viceversa - ha il proprio genitore che ha perso le facoltà cognitive vive nella sofferenza di non poterlo almeno sfiorare, di non potergli garantire quella presenza che, se non recepita dalla parte cosciente, è sicuramente vitale per la parte sensoriale ed emotiva. Noi non ci appelliamo ad avvocati, non vogliamo cause giudiziarie, vogliamo dar voce al dolore di questi vecchietti (la loro vita spesso è stata piena di privazioni e duro lavoro) e alla frustrazione ed angoscia dei familiari, anche di quelli che hanno l’anziano allettato e possono vederlo pochissimo. Chiediamo alla politica di farsi carico del problema, perché anche se l’anziano non partecipa alla movida e non fa “ripartire l’economia”, non è uno scarto della società. In nome della troppa tutela sanitaria non trasformiamo i loro ultimi anni o mesi di vita in una condizione di carcerati. Non è più accettabile in nessun modo che chi è preposto a garantire il benessere psicofisico dell’anziano si trinceri dietro ad un atteggiamento passivo, e metta in campo come unica cosa la medicina difensiva. Chiediamo agli Amministratori locali di far sentire la loro voce, le proposte possono venire anche da loro.

Seguono firme

«La stazione di Racconigi resta sempre più isolata»

Gentile direttore, con la recente introduzione dell’orario ferroviario estivo la stazione di Racconigi è ancor di più isolata, perché al sabato dopo le 12 non ci sono più treni in partenza da Torino e che fermano a Racconigi fino alle 15 e alla domenica la situazione peggiora, perché dopo le 12.30 non ci sono più treni fino alle 16.30 che arrivano da Torino. Per la verità, l’orario di Trenitalia disponibile su Internet propone di prendere, tra i treni indicati in partenza da Torino, due treni che non fermano a Racconigi ma nella vicina, e più piccola, Cavallermaggiore per poi tornare indietro, soluzione che prevede di aspettare la coincidenza nella stazione cavallermaggiorese per ben 45 minuti! Una soluzione impraticabile, perché di fatto si triplica un viaggio in treno che dovrebbe durare circa 30 minuti. Il maggior numero di treni che fermano nella piccola stazione di Cavallermaggiore, a discapito della stazione di Racconigi, è dovuto alla presenza della linea ferroviaria Cavallermaggiore-Bra, linea sulla quale non circolano treni o mezzi sostitutivi dall’inizio di marzo e non si prevede che ne circolino ancora per qualche mese. A tale riguardo Trenitalia e l’Agenzia per la Mobilità della Regione Piemonte dovrebbero spiegare per quale motivo i treni regionali veloci continuano a fermare nella stazione cavallermaggiorese anche se non ci sono più le coincidenze per Bra e perché non li fanno fermare a Racconigi, visto che da sola questa città ha più del doppio di abitanti della vicina Cavallermaggiore.

Gianmario Fumero - Racconigi

«La solidarietà non ha colore, non è di destra o di sinistra»

Riceviamo e pubblichiamo

Con la presente i gruppi consiliari del Partito Democratico e “La Nostra Savigliano” intendono rispondere al comunicato stampa rilasciato dal Circolo territoriale Fratelli d’Italia del Saviglianese titolato “Fossano accoglie i nostri disabili. A Savigliano c’è posto solo per gli immigrati!”. Data la complessità degli argomenti in questione, e la solita superficialità con cui vengono trattati da alcune forze politiche, occorre fare chiarezza su alcune delle accuse che il circolo muove all’Amministrazione comunale. Sulla questione dei migranti, il Comune si è trovato a gestire un’emergenza che va ben oltre i confini della nostra città. La nostra amministrazione aveva firmato in data 30 giugno un protocollo d’intesa per la gestione dei migranti impegnati nella stagione agricola, sottoscritto dalla Prefettura di Cuneo, dai Comuni di Cuneo, Costigliole Saluzzo, Busca, Bagnasco, Saluzzo, Tarantasca e Verzuolo, Regione Piemonte (rappresentata dall’assessore Marco Gabusi), Provincia di Cuneo, associazioni datoriali di categoria del mondo agricolo, Caritas, associazione Papa Giovanni XXIII e forze dell’ordine. Nonostante gli accordi presi, ad inizio luglio, diversi lavoratori della frutta sono stati improvvisamente portati a Savigliano dalle forze dell’ordine dopo una maxi-operazione, coordinata dalla Questura di Cuneo, finalizzata allo sgombero del Parco di Villa Aliberti di Saluzzo. I lavoratori stagionali, abbandonati a se stessi di fronte al municipio della nostra città, sono stati sistemati ed accolti grazie alla competenza dai consiglieri Rimbici e Cordasco, ed alla prontezza ed efficacia dimostrata da tutte le associazioni del territorio (in particolare Croce Rossa, Protezione Civile, Caritas, San Vincenzo) che in collaborazione con il Comune hanno creato una zona di accoglienza temporanea dietro la Ludoteca. Fratelli d’Italia scrive che alcuni comuni hanno “declinato la responsabilità di accogliere questi ipotetici lavoratori”; la realtà dei fatti è che alcune amministrazioni nella nostra provincia che si sono viste assegnare le quote dei lavoratori dalla questura, hanno in effetti scelto di non sistemare queste persone in strutture apposite, lasciandole di fatto dormire all’addiaccio e creando spiacevoli situazioni per la cittadinanza, soprattutto nell’attuale contesto caratterizzato dal rischio epidemiologico legato alla diffusione del COVID-19. Ad oggi, Savigliano ospita 11 lavoratori stagionali in containers allestiti con spese coperte grazie ai fondi FAMI e con fondi reperiti tramite fondazioni bancarie. Sull’accusa (infondata) che questi siano “ipotetici lavoratori”, ci teniamo a precisare che, ad oggi, 9 (su 11) hanno regolari contratti di lavoro con aziende agricole del nostro territorio. Per quanto riguarda la triste e impertinente strumentalizzazione politica che Fratelli d’Italia fa del “Gruppo Le Nuvole”, precisiamo che l’associazione si occupa con costanza e dedizione non solo di residenti saviglianesi ma anche provenienti da altri comuni del territorio, come Fossano e Busca. L’accusa lanciata da Fratelli d’Italia – “Fossano accoglie i nostri disabili” è un facile slogan finalizzato alla propaganda politica. Ci uniamo ai ringraziamenti al l’ASD Acaja Basket e alla Società Bocciofila Autonomi di Fossano per la gentile disponibilità dimostrata nell’offrire una sede idonea. Ancora una volta ribadiamo agli amici di Fratelli d’Italia che la solidarietà e il volontariato non sono giochi a somma zero, con perdenti e vincenti. La solidarietà non è nè di destra nè di sinistra e non ha etnie o provenienza, è semplicemente una scelta di buon senso a beneficio di chi ne ha bisogno.

I gruppi consiliari Pd e La Nostra Savigliano

«L’accordo con la Libia continua a gridare vendetta»

Giovedì 16 luglio la Camera ha approvato il finanziamento, per il quarto anno consecutivo, alla Guardia costiera libica dopo che il provvedimento era già passato in Senato il 7 luglio. Solo 23 deputati della maggioranza (tra questi Chiara Gribaudo, esponente di Cuneo del PD) hanno votato contro il provvedimento che però ha trovato il sostegno del centrodestra. In sostanza, a parte Italia Viva che ha abbandonato l’Aula in dissenso, l’intero arco parlamentare ha votato a favore. Le forze politiche sono praticamente in disaccordo su tutto ma trovano l’intesa per finanziare una banda di criminali. Perché qualche anno fa ci poteva ancora essere il beneficio del dubbio: le informazioni erano poche e non sempre concordanti, ma oggi l’operato della Guardia costiera libica non è più in discussione: documenti, inchieste, denunce dell’ONU hanno evidenziato chiaramente come questo corpo sia gestito dalle stesse persone che guadagnano con il traffico di esseri umani e che gestiscono i centri di detenzione in Libia; il lavoro di queste persone è quello di pattugliare i 600 km delle coste per riportare i migranti nei centri di detenzione dove è documentato che sevizie, torture, stupri sono all’ordine del giorno. Noi pensiamo che il reiterato finanziamento alla Guardia costiera libica sia un oltraggio ai più elementari diritti umani fondamentali e che pensare di governare il fenomeno migratorio con l’aiuto di queste persone sia cinico e immorale. Secondo l’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni (OIM) i migranti detenuti in Libia in condizioni drammatiche sono circa 2300.Chiediamo al Governo un sussulto di dignità: che si impegni per aprire nuovi corridoi umanitari che coinvolgano tutti i Paesi europei per una distribuzione equa di questi migranti intrappolati in Libia e chiudere definitivamente i lager libici.

Adriano Ramonda, Comunità Papa Giovanni XXIII

«Referendum, occasione per una vera e sana discussione»

Gentile direttore,

il 20 e 21 settembre si terrà il referendum per la riduzione del numero di parlamentari. Se il referendum verrà approvato i deputati dalla prossima legislatura non saranno più 630 bensì 400, e i senatori non saranno più 315 ma 200, oltre ai senatori a vita. Questa riforma è stata fortemente voluta dal MoVimento 5 stelle, che a norma di costituzione ne ha promosso le quattro approvazioni in sede parlamentare, ponendola per altro come condizione essenziale prima per il governo gialloverde e dopo per il governo giallorosa. Al di là dell’opinione di ciascuno riteniamo che questa possa essere una occasione assai utile per una discussione sana e democratica all’interno della cittadinanza su un tema che tocca un punto significativo delle nostre Istituzioni e della Carta Costituzionale, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica e comunicativa nelle relazioni tra eletti ed elettori che vi è stata negli ultimi decenni.

Gruppo cittadino MoVimento Cinque Stelle

«La politica dei piccoli passi sembra una retromarcia»

Egregio direttore,

ho letto con attenzione lo scritto del sindaco in merito all’evidente incuria del verde cittadino. Siamo ormai abituati alle ripetute scuse dell’amministratore teorico. Prima la pandemia con i cantieri fermi (mi risulta abbia messo in smart working addirittura gli operai del Comune...da ridere) poi il cambio di gestione della ditta incaricata...manca solo più il richiamo giustificativo al Libro dell’Esodo e al decalogo delle piaghe compresa la “morte dei primogeniti maschi” e il quadro apocalittico saviglianese presentato dal sindaco è completato. L’avvisaglia biblica l’abbiamo avuta mercoledì scorso con venti che non hanno portato morte ma grandi patimenti. Il danno all’orologio della torre civica è un triste presagio per questa amministrazione. Poi, il cosiddetto “primo cittadino”, sale nuovamente in cattedra pretendendo tolleranza, quindi silenzio, a noi saviglianesi. Ora, basta farsi un giro per la città per rendersi conto dello stato di degrado generale del verde...altro che Savigliano città fiorita! Sicuramente l’incolpevole ditta incaricata farà adesso i salti mortali per recuperare una gestione dormiente e approssimativa, ma questo solo per le numerosissime riserve, rimostranze, lamentele dei cittadini che non avevano mai visto una tale situazione...a Savigliano. No signor sindaco, non stiamo zitti e la tolleranza è dovuta solo a chi merita. Provveda a fare bene il suo mestiere considerando gli aumenti esponenziali di tutte le addizionali e non a scusarsi da anni per l’approssimativa gestione della cosa pubblica. Sostiene come un mantra “la politica dei piccoli passi” e questo è anche apprezzabile purché questi passi, per quanto piccoli, non continui a farli indietro.

Fulvio D’Alessandro - Savigliano

«Le persone oneste non sono sparite»

Gentile direttore,

domenica 19 luglio ero in bicicletta sulla pista ciclabile presso il bivio della Cavallotta e, senza accorgermene, ho perso il portafoglio con i documenti e qualche decina di euro. Le scrivo per ringraziare pubblicamente il signore che l’ha ritrovato e l’ha prontamente riconsegnato ai carabinieri che me lo hanno subito restituito. Invito questa persona a venirmi a trovare nel negozio che possiedo in piazza Santarosa (Guido Ambrosino, gioielleria) per ringraziarlo di persona.

Guido Ambrosino - Savigliano

«Un ringraziamento a chi si è interessato di Luca»

Egregio direttore,

Siamo i genitori di Luca, che la sera di mercoledì, verso le 21, ha avuto un incidente d’auto presso la frazione San Salvatore sulla strada provinciale che collega Costigliole a Savigliano. Desideriamo ringraziare quanti si sono adoperati per soccorrere prontamente Luca, in particolare una infermiera e una dottoressa del 118 che, trovatesi a percorrere con i propri mezzi la strada, non hanno esitato un secondo a prestare le prime cure al ragazzo, che era uscito comunque dal mezzo incidentato e capottato in un campo di granoturco senza grosse conseguenze. Poi un grazie agli operatori della Croce Verde di Saluzzo e ai vigili del fuoco di Saluzzo arrivati prontamente sul luogo. Infine un grazie ai due operatori della Polizia Locale di Savigliano, Brezzo e Tavella, che, su indicazione del comandante Martini, giovedì mattina hanno consentito il recupero in sicurezza del veicolo dal campo di grano ed hanno contattato il proprietario dello stesso per consentirci di avviare le pratiche di risarcimento danni relative . Per fortuna Luca non ha patito particolari conseguenze, anzi deve considerarsi un vero miracolato, in ogni caso ci preme sottolineare la tempestività, l’efficienza e l’umanità di tutte le persone che gli hanno fornito assistenza, sostegno e conforto nell’occasione. Grazie a tutti.

Caterina Rivarossa e Marco Pancani - Savigliano

«Immorale pagare due volte per lo stesso parcheggio blu»

Egregio direttore,

post-Covid mi sono accorto che per una brevissima sosta nei posteggi blu anzichè pagare i minuti effettivi come era mia abitudine (uso la macchinetta Neospark) mi si addebitavano 20 minuti, quattro volte il tempo effettivo. Informandomi ho constatato che era stata introdotta tale sosta minima. In termini di pecunia sicuramente è conveniente per il Comune, il tempo già pagato da me veniva anche pagato da altri. Precedentemente venivano premiate le soste brevi e il veloce ricambio di utenti, cosa che ha una sua logica visto il numero non ridondante di parcheggi. Comunque da allora, anche per una sosta che prevedo breve, prendo il biglietto che se ancora valido passo a qualcuno che arriva. Trovo immorale che più persone paghino lo stesso posto nello stesso intervallo di tempo. Cordiali saluti.

Aldo Lanfranco - Savigliano

«Più attenzione ai migranti che ai nostri ragazzi disabili»

Riceviamo e pubblichiamo

Il Circolo territoriale Fratelli d’Italia del Saviglianese esprime il proprio stupore e sconcerto di fronte alle scellerate scelte di questi ultimi giorni. Sarebbe certo opportuno che il nostro primo cittadino ricordasse che, aldilà della “questione (falsamente) morale ed etica di partito”, perfettamente rappresentata dall’indiscutibile volontà di dare supporto logistico ad un fenomeno che possiamo definire come “la tratta degli schiavi del nostro secolo”, esiste la “questione pragmatica e del territorio”, ossia l’obbligo morale di rispondere alle richieste e alle esigenze dei cittadini che, con il mandato ricevuto dalle elezioni, si rappresentano. Così, mentre i nostri ragazzi disabili si trovano nella condizione di dover migrare - consentiteci il termine - nella città degli Acaja, in assenza di disponibilità e supporto sul territorio saviglianese, l’Amministrazione Comunale della nostra città riceve soldi in cambio della disponibilità ad ospitare i braccianti della frutta, piazzati in fretta e furia in mezzo a quelle che il nostro Sindaco ama definire fabbrichette. L’Amministrazione ci dica ora però se quanto ricevuto basterà per gestire le enormi spese abitative, di gestione e di salvaguardia fisica e psichica di queste persone. Non possiamo poi evitare di chiederci come mai, laddove moltissimi comuni limitrofi hanno fermamente declinato la responsabilità di accogliere questi ipotetici lavoratori, l’Amministrazione saviglianese abbia preferito ospitare una realtà completamente estranea al nostro territorio, quali i braccianti, e come sia riuscita a rendere davvero perfettamente abitabile una porzione di Savigliano dal giorno alla notte, mentre non è mai riuscita in ben dieci anni a trovare una sistemazione degna e consona a un’associazione per disabili quale il Gruppo delle Nuvole, che con il suo eccezionale lavoro è riuscita a donare visibilità e lustro alla nostra amata città dal giorno stesso della sua fondazione. Fortunatamente, però, esistono realtà molto più attente ai bisogni e alle necessità vissute dai cittadini del territorio: siamo quindi estremamente felici di ringraziare pubblicamente l’ASD Acaja Basket e la Società Bocciofila Autonomi di Fossano per aver finalmente trovato una sede a questi ragazzi speciali, con cui ci congratuliamo di cuore per la splendida e tanto attesa notizia.

Circolo territoriale saviglianese Fratelli d’Italia

«Onorato di aver lavorato con il sindaco Solavaggione»

Egregio direttore,

il 29 del mese saranno trascorsi 20 anni dalla scomparsa di Nicola Solavaggione, sindaco del comune di Cavallermaggiore. Eletto da poco più di un anno, un tragico incidente lo portò via ai suoi cari e all’amministrazione comunale della nostra città. Competente e preparato, portò una ventata nuova nel modo di amministrare la cosa pubblica. Ricordo, con amarezza, quel sabato mattino, durante il quale mi fu comunicato che il sindaco era deceduto. Con qualche paura pensai che, come vicesindaco, avrei dovuto reggere il Comune fino alle prossime elezioni, tenutesi nel 2001. Grazie all’aiuto di tutti, insieme ai colleghi amministratori, superammo questo terribile momento. Onorato di avere operato come vicesindaco di Nicola, il quale rimane nei miei pensieri.

Domenico Racca - Cavallermaggiore

«Lavoriamo per tener aperti tutti i cancelli della Mahle»

Egregio direttore,

per i lavoratori Mahle di Saluzzo e La Loggia siamo vicini a una svolta. Ci sarà presto un incontro al Ministero dello Sviluppo economico, probabilmente il 22 luglio, per la presentazione del piano industriale di un nuovo investitore che ha espresso la volontà di rilevare i due stabilimenti per rilanciare la produzione di componentistica automotive. In questi giorni l’azienda sta informando le rappresentanze sindacali dei contatti avuti e definendo il passaggio ai nuovi soggetti. È una buona notizia per Saluzzo e La Loggia, e per i 450 lavoratori e le loro famiglie. Sembrava una situazione davvero difficile, quando a febbraio fu stabilito un anno di cassa integrazione, ma non abbiamo mai smesso di credere che quelle fabbriche avessero ancora delle possibilità. Adesso teniamo alta la guardia sui livelli occupazionali e non facciamo mancare il sostegno di tutti a questa battaglia. Lo avevo detto sul territorio come a Roma: la Mahle non può e non deve chiudere. Lavoriamo perchè quei cancelli possano riaprirsi il prima possibile.

Chiara Gribaudo - deputata Pd

«L’eccidio dei Romanov dimenticato dalla Storia»

Egregio direttore,

a proposito di stragi dimenticate, vorrei ricordare che nella notte tra il 16 e il 17 luglio 1918 venne perpetrato l’eccidio dell’intera famiglia dei Romanov ad opera dei bolscevichi. Vennero trucidati presso Ekaterinburg negli urali lo Zar Nicola II, la moglie Alessandra e i loro cinque figli di età compresa tra i 20 e i 10 anni; Ol’ga, Tat’jana, Marija , Anastasija e Aleksej il più piccolo e unico maschio malato di emofilia. Riposino in pace.

Antonio Giaccardi - Savigliano

«Senza collegamenti stradali la ripresa non partirà mai»

Riceviamo e pubblichiamo

Code infinite, cantieri perenni, viabilità a singhiozzo e rallentamenti: è la fotografia della situazione che stanno vivendo gli autotrasportatori del Piemonte che imboccano l’autostrada per consegnare le merci in Liguria. Molte imprese del trasporto del Piemonte devono percorrere le autostrade A6, A10 e A26 tra rallentamenti e strettoie subendo, per questa situazione di disagio, forti contraccolpi economici. Un sistema logistico traballante, che è sempre lo stesso da molti decenni e che rischia di penalizzare le imprese dell’autotrasporto del Piemonte che devono transitare in Liguria per lavoro. Le 6.403 imprese artigiane del trasporto del Piemonte insieme agli oltre 15mila addetti rischiano di essere drasticamente penalizzate da una situazione logistica precaria con l’aumento dei costi del 20% rispetto ad una situazione di viabilità lineare. Senza collegamenti logistici funzionanti non è pensabile parlare di sviluppo o di ripresa economica. Voglio ricordare che la categoria, attraverso la prosecuzione dei servizi di trasporto essenziali come alimentari e farmaceutici, ci ha permesso di evitare il lockdown, ma ora rischia di essere penalizzata dai rallentamenti sull’autostrada e da una logistica non lineare. Si parla sempre di rendere prioritaria nell’agenda politica le infrastrutture che sono ormai fatiscenti, ma siamo sempre al punto di partenza. Se andiamo avanti in questo modo, rischiamo di essere nuovamente penalizzati anche nella fase della ripartenza. Il costo dei pedaggi autostradali, rappresenta un’importante voce dei costi di gestione di una impresa di autotrasporto, dopo il personale e il carburante. Ma se i rallentamenti sono significativi e gli interventi sulla messa in sicurezza infiniti, inevitabilmente fanno lievitare i costi delle imprese dell’autotrasporto, penalizzandole economicamente. Se ad esempio un autotrasportatore deve fare 5 consegne in una giornata, con gli ingorghi sull’autostrada riuscirà a farne solo 3, e il personale deve essere comunque pagato anche per le consegne che non riesce a fare. I concessionari autostradali dovrebbero aiutarci a superare questo momento di emergenza. Potrebbero, ad esempio, annullare il pagamento dei pedaggi fino a quando l’autostrada tornerà ad avere una logistica accettabile. Siamo di fronte a una situazione di viabilità molto problematica ma che va risolta al più presto. Bisogna fare in fretta e fare bene, altrimenti si andrà sempre incontro a situazioni di emergenza che, ormai, stanno diventando di routine.

Aldo Caranta - presidente autotrasportatori Confartigianato Piemonte

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