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Al direttore

«Un decreto fatto male che penalizza solo qualcuno»

Egregio direttore,

Ho appreso dalla comunicazione confusa del Premier Conte quali saranno le nuove misure contenitive del Covid-19. Ho voluto leggere attentamente la parte che riguarda la Scuola, lo sport dilettantistico, le palestre e le piscine. Non posso non notare che vi sono delle incongruenze tra le righe di questo DPCM. Per iniziare il Premier dice “Diamo una settimana di tempo alle palestre e ai circoli sportivi per adeguarsi alle norme sanitarie”. Una vera e propria minaccia dovuta a cosa? La maggior parte di queste attività hanno un protocollo sanitario di contenimento perfetto e se ce n’è qualcuna non in regola basta avvisarla e poi, solo dopo, chiuderla. Non si può chiudere un intero settore perché qualcuno non rispetta le norme di sicurezza. Un esempio sono le palestre pubbliche e private della mia città Savigliano, che personalmente ho visitato, le quali hanno adottato tutte le norme richieste. Cosa dire poi del fatto che gli sport dilettantistici di squadra possono si allenarsi ma non effettuare le gare ufficiali? Qual è la differenza? Non permettetevi di eliminare nuovamente lo sport di base, attività che può solo fare del bene ai ragazzi già provati da questa pandemia che li obbliga a stare al chiuso in condizione di poca libertà. Per quanto riguarda la scuola vorrei sapere chi ha pensato di fissare l’orario di entrata per le scuole superiori alle 9. Ma nelle stanze dei bottoni lo sanno che soprattutto nei piccoli paesi e nelle piccole città non ci sono autobus o treni ogni mezz’ora? Se i ragazzi arrivano in città alle 7,30 dove li mettiamo? All’addiaccio? Nei bar a fare assembramento? Credo che questi luminari non abbiano contatto con la realtà e che dovrebbero vivere di più la vita quotidiana della gente comune. Sono d’accordo che bisogna attenersi alle regole e usare mascherina con buon senso, cercando di limitare le cene o le uscite in gruppo ma la mia libertà no, non potete confinarla o imbavagliarla. Ora un appello: usiamo la mascherina quando dobbiamo attenendoci alle norme, ma teniamo vivo e acceso il cervello altrimenti un giorno non funzionerà più.

Maurizio De Lio presidente circolo saviglianese Fratelli D’Italia

«Sannazzaro sbaglia a pensare solo ai giovani»

Egregio direttore,

ho letto, con un poco di amarezza, le esternazioni del sindaco rilasciate nella lunga e corposa intervista al suo settimanale. Il primo cittadino dice: “Il tema vero è che Cavallermaggiore Viva fa gruppo e fa politica. D’altra parte i gruppi che hanno amministrato in passato il paese non hanno lasciato traccia. Questa è anche la morte della politica”. Credo che questa sia, papale papale, superbia. Sono convinto che amministrare un paese vada oltre le proprie idee, ma che si debba provare amore per il paese, si disponga di qualche competenza e si possa godere di un certo tempo libero. Mi piacerebbe, poi sapere che tipo di politica persegue Cavallermaggiore Viva, dal momento che pur prestando grande attenzione alla res publica, non l’ho ancora capita. Ancora Sannazzaro: “Siamo alla ricerca di giovani, che abbiano voglia di impegnarsi sulla polis. Dico giovani, perchè io ormai ho superato i 42 anni e vorrei accanto a me gente nata ben prima di me, che un giorno porti avanti la voglia di impegno per la politica locale”. Ammetto che mi è parso un invito agli studenti della scuola dell'obbligo! Il disamore e lo scarso interesse del sindaco per coloro i quali hanno raggiunto una certa età non rappresenta, purtroppo, una novità, ma la categoria degli anziani, della quale faccio parte, molto numerosa ed attiva sul territorio specialmente nell'associazionismo, non ha il diritto di essere più considerata e maggiormente rappresentata, di mettere a disposizione competenza e tempo libero? Mi auguro, di cuore, che non sia formata una sola lista e neppure una lista civetta, di democristiana memoria. Nel caso di una unica formazione, rinuncerò al voto. Grazie per l'attenzione.

Domenico Racca - Cavallermaggiore

«A questa maggioranza sembra mancare il coraggio»

Egregio direttore,

la sinistra locale, solo dopo la legittima levata di scudi dei cittadini saviglianesi, in una nota stampa ha precisato: “In merito alla delibera della Giunta che ha previsto l’ampliamento del numero di parcheggi a pagamento il Gruppo Consiliare del Partito Democratico ribadisce che la medesima è stata licenziata senza aver avuto la possibilità di effettuare un passaggio e un confronto preliminare con l’intera maggioranza”. Bene...per chi non conosce le dinamiche e le politiche amministrative ricordo che le delibere di Giunta dovrebbero essere sempre discusse preventivamente in maggioranza con uno specifico coordinamento, successivamente nelle Commissioni consiliari permanenti come anche nelle riunioni dei capigruppo. Il tardivo comunicato del Pd è perlomeno inquietante perché denota un totale scollamento dal sindaco (votato anche dal Pd con le solite primarie) e dalla Giunta di cui fanno parte: il sindaco tesserato Pd, diversi assessori del Pd, il presidente del Consiglio del Pd, quasi tutti i presidenti delle Commissioni consiliari permanenti di area Pd. Oltre, ovviamente ai consiglieri comunali...sempre del Pd. Essendo stato in passato anche presidente della Commissione consiliare permanente “Urbanistica - Lavori Pubblici - Viabilità” oltre che, per un certo periodo, coordinatore di maggioranza ricordo molto bene che le proposte del sindaco e della Giunta di allora venivano ampiamente discusse preventivamente nelle sedi opportune prima di arrivare in Consiglio comunale. Personalmente, e nessuno mi può smentire, ho sempre dato ampia disponibilità a tutti i gruppi e a tutte le componenti consiliari (di opposizione e di maggioranza) prima che venisse licenziata una delibera. L’altro giorno ho avuto un confronto/scontro con un noto e storico esponente del Pd che, a fronte dell’evidente degrado cittadino e dell’ampliamento dei parcheggi blu mi ha ribadito, per ben due volte, puntandomi “simpaticamente” il dito contro, che la responsabilità è solo dell’opposizione non in grado, secondo lui, di fare il proprio mestiere in Consiglio comunale. Forse mi sono perso qualcosa in questi ultimi anni...ma il Pd non è in maggioranza? Capisco l’imbarazzo della sinistra saviglianese e il legittimo tentativo di allontanarsi da un compagno di partito divenuto sempre più scomodo...ma allora provveda la maggioranza in Consiglio, di cui fa parte il Pd, ad agire con determinazione. Diversamente prevale il dubbio e il motivato richiamo ad Alessandro Manzoni de i “Promessi sposi”. Contro don Rodrigo e i suoi bravi il povero don Abbondio si esprimeva così: “Il coraggio, uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare”. Cordiali saluti.

Fulvio D’Alessandro - Savigliano

«Lascio il Consiglio perché non riesco più a dedicarmici»

Egregio direttore,

come ho annunciato pubblicamente a fine settembre, in questi giorni ho ufficializzato anche dal punto di vista burocratico le mie dimissioni dalla carica di consigliere comunale. Come detto durante l’ultimo Consiglio, le mie dimissioni sono dettate esclusivamente da ragioni di carattere personale e di vita privata, per le quali sono consapevole di non avere più il tempo necessario per ricoprire questo incarico con la giusta attenzione ed il coinvolgimento che merita. La mia è stata una scelta meditata e non facile, perché non mi piace lasciare le cose a metà e interrompere in anticipo gli impegni presi, ma ancora meno mi piace l’idea di andare avanti a tutti i costi sapendo già che non riuscirei ad essere coinvolto e partecipe al 100%. Al termine di questa avventura, credo siano doverosi alcuni ringraziamenti: il primo spetta sicuramente al sindaco Giulio Ambroggio, per la fiducia riposta nei miei confronti, per avermi offerto l’opportunità di spendermi per Savigliano e per aver compreso le motivazioni dietro la mia scelta; sono certo che l’amicizia, la stima e l’affetto che ci legano da diversi anni resteranno intatti. Il secondo ringraziamento lo devo ai colleghi e amici della lista civica “La nostra Savigliano” e a quelli della maggioranza, per le riunioni, le idee, i progetti, i momenti di confronto ed il tempo speso insieme in questi tre anni, cercando, a modo nostro, di contribuire al bene della nostra città; stesso discorso vale per gli assessori, tra i quali in modo particolare ringrazio Michele Lovera per gli appuntamenti in I Commissione e per ciò che ho potuto apprendere ed imparare in materia di bilancio e Paolo Tesio per tutto ciò che siamo riusciti a realizzare con la Consulta Giovani (il mio “Grazie” è esteso anche a tutti i ragazzi che in questi anni ne hanno fatto parte e che hanno contribuito a renderla una vivace e brillante realtà; continuate così!). Ringrazio anche i consiglieri di minoranza, perché con il confronto, le discussioni e i tentativi di mediazione in I Commissione su alcune tematiche (regolamenti in primis) hanno anche loro contribuito alla mia crescita personale. Desidero poi dedicare un sincero e caloroso ringraziamento a tutti gli elettori che tre anni fa hanno avuto fiducia in me e mi hanno permesso di ricoprire questo incarico; mi scuso con tutti voi se, avendo deciso di interrompere in anticipo questa esperienza, ho in qualche modo tradito le vostre aspettative ed il vostro voto. Infine, merita una menzione speciale la mia famiglia, per essermi sempre stata vicina in questi anni, dalla campagna elettorale fino alle recenti dimissioni, senza però mai intromettersi in alcun modo nelle mie scelte personali. Grazie per lo spazio dedicatomi.

Maurizio Mogna - Savigliano

«Ci appelliamo ai sindaci nella lotta alla ludopatia»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera aperta inviata ai sindaci di tutti i Comuni piemontesi

Stimatissimi Sindaci,

le nostre associazioni, impegnate da anni sul fronte della lotta alla ludopatia, si uniscono a quanti chiedono che non si receda da una legge, la numero 9 del 2016, attenta alle persone e alle famiglie più fragili, per la quale il Piemonte si distinse in tutta Italia. È mobilitato con noi il Movimento Slot Mob, che ha dato vita a eventi in più di 220 città italiane, il primo dei quali proprio nella nostra Regione, a Biella, nel 2013, quindi in altre, fra cui Torino, nel 2016. Mentre si premiavano locali virtuosi “no slot” si richiamava l’esigenza che vanno favorite le relazioni delle persone con le persone e non con macchine programmate per sfruttare le loro debolezze. La legge 9/2016, approvata all’unanimità, è stato un traguardo di civiltà che ha posto il Piemonte all’avanguardia nella prevenzione della ludopatia e ne ha fatto un esempio per le altre Regioni. Il 23 luglio 2020 è stata presentata al nostro Consiglio Regionale la proposta di legge 99, tendente a modificare la normativa abrogando l’attuale legge, che ha positivamente funzionato in questi anni. Dal buio di questi mesi non si può uscire tornando indietro. Per questo, signor sindaco le chiediamo di aggiungere il suo Comune a quelli che chiedono al presidente Cirio e a tutta l’assemblea regionale di ascoltare l’appello nostro e di tanti, a cui uniamo quello del Movimento Slot Mob, affinché la legge 9/2016 non venga abrogata e affinché si trovino risposte diverse al problema occupazionale seguito all’applicazione di tale legge. Per questo le proponiamo una mozione che il suo Consiglio potrà approvare, nel solco di azioni analoghe già messe in atto di propria iniziativa da alcune delle nostre città. È importante che voi sindaci e i vostri Consigli, impegnati in prima linea per il benessere dei vostri cittadini, possiate testimoniare al Consiglio regionale la preoccupazione per la volontà di abrogare la legge in vigore. L’emergenza coronavirus ci ha consegnato il volto dell’Italia migliore, capace di donazione estrema a servizio del bene comune e della salute pubblica. Il disastro della pandemia è il segnale di un necessario cambiamento nel campo delle scelte economiche, senza cedere al ricatto occupazionale, inevitabile se non si ha il coraggio della riconversione produttiva, in linea con la nostra Costituzione: l’articolo 41 ribadisce che la libera iniziativa privata «non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Grazie per l’attenzione e per la possibilità di lavorare insieme per il bene comune.

ACLI Piemonte, Gruppo Abele, Libera, Movimento dei Focolari e Slot Mob

«Dopo l’alluvione prioritaria la salvaguardia ambientale»

Riceviamo e pubblichiamo

Nelle scorse settimane, l’intero Piemonte, con punte drammatiche nelle province di Cuneo e di Vercelli, ed ampie zone della Liguria è stato colpito da eventi atmosferici che di eccezionale ormai non hanno più nulla. In poche ore è caduta una quantità d’acqua localmente superiore ai 600 mm, causando improvvise piene e smottamenti. Oltre cento i Comuni che hanno subito danni, una decina i ponti crollati sotto l’effetto di piene eccessive, altrettante le strade interrotte da smottamenti e cedimenti strutturali, i danni quantificati in una stima ammonterebbero ad oltre 300 milioni di euro. La violenza e la quantità delle precipitazioni aventi modalità sempre più simili a quelle monsoniche e dettate dai cambiamenti climatici sempre più evidenti sulle nostre montagne, hanno colpito duramente il nord ovest di una Penisola vittima d’abbandono, di incuria, ma soprattutto di una cementificazione selvaggia. Il nostro territorio per la sua conformazione fisica e geografica è estremamente delicato. La cementificazione selvaggia, la mancanza di una pianificazione, la scarsa manutenzione hanno portato ai risultati sotto gli occhi di tutti. Il nostro dossier Città Clima segnala come negli ultimi 10 anni si siano registrati 95 eventi estremi fra Piemonte, Liguria e Val d’Aosta (894 in tutta Italia). È imprescindibile fare un passo avanti deciso. Si approvi una norma regionale per il consumo di suolo zero, e si proceda ad una immediata messa in sicurezza del territorio. Le risorse europee legate al recovery fund devono essere utilizzate sulla doppia via del restauro ambientale e della prevenzione, devono essere strumento per una messa in sicurezza dell’intero Paese, e non possono essere finanziamento di grandi opere dalla dubbia utilità e dal forte impatto ambientale.

Giorgio Prino, Presidente Legambiente Piemonte

«Le responsabilità morali della destra italiana»

Gentile direttore,

quando ho scritto la precedente lettera sulla morte Willy Montero Duarte, uscita su questo periodico, lamentando la mancanza di commenti personali di condanna da parte dei leaders della destra italiana verso i fratelli Bianchi e altri due che lo pestarono fino alla morte, non avevo ancora letto che in effetti condanne da parte di Giorgia Meloni e di Matteo Salvini c’erano state. Riportate da “Il Corriere dell’Umbria” il giorno 12 settembre, le parole di Giorgia Meloni suonano così “Oggi tutta Italia partecipa al cordoglio per Willy. Siamo tutti accanto alla sua famiglia e ai suoi amici per dare l’ultimo saluto ad un ragazzo straordinario, che non si è arreso all’indifferenza ma ha avuto il coraggio di intervenire per difendere un amico. Willy è un eroe di questo tempo, un esempio per tutti. E come tale deve essere riconosciuto: Fratelli d’Italia ha presentato in Parlamento una mozione per chiedere che a Willy sia conferita la Medaglia d’oro al valor civile e sono felice che tutte le forze politiche di maggioranza e opposizione abbiano condiviso questa proposta”. Anche Matteo Salvini, il giorno dei funerali, così si è pronunciato: “Spero che le quattro bestie finiscano in galera i loro giorni”. Ma vorrei fare una considerazione personale: non bastano le parole di condanna il giorno dei funerali contro degli assassini, bisognerebbe anche rendersi conto del perché certe persone sono diventate tali e perché certi episodi tristi avvengono. Sappiamo tutti che c’è una perversione dietro questi atteggiamenti che non dipende dalla società o dalla politica ma dalla cattiva educazione già familiare. La responsabilità sociale sta invece nel convogliare tali insoddisfazioni verso i diversi, verso i deboli, verso coloro che si temono perché si percepiscono sempre più capaci di cavarsela anche con poco e progredire. Non me la vengano a raccontare i leghisti o i Fratelli d’Italia di non aver mai incitato le masse contro i diversi, protestando contro leggi internazionali, come il “Diritto del mare”, a discapito degli immigrati, di aver proposto leggi per contrastare il caporalato. Non mi dicano né Salvini né la Meloni di aver proposto leggi per sanare la piaga degli accampamenti in cui stazionano i raccoglitori di frutta e verdura, di essere favorevoli al diritto di cittadinanza per gli immigrati. L’Onu, proprio per il Decreto sicurezza di Salvini, varato nel governo giallo verde, ha accusato l’Italia di sfruttare i braccianti nell’industria alimentare. L’inviata per i diritti umani ha visitato per 11 giorni Lazio, Lombardia, Toscana, Piemonte, Puglia e Sicilia. E nel suo rapporto scrive: “Metà della manodopera agricola è di migranti”. “Orari eccessivamente lunghi” e “salari troppo bassi per coprire i bisogni elementari”. Infine muove una critica al Decreto Sicurezza di Salvini, che ha “contribuito alla crescita dei migranti senza documenti e la ‘illegalizzazione’ dei richiedenti asilo e spinto sempre più persone nel lavoro irregolare”. “Ci sono (in Italia) circa 680.000 migranti senza documenti, due volte quanti ce n’erano solo cinque anni fa”. Per non parlare della riduzione dei Centri di accoglienza e di integrazione dei richiedenti asilo. Queste, sia ben chiaro, non sono persone da mantenere ma manodopera che svolge lavori che i nostri non vogliono più fare. Se Salvini e la Meloni a parole condannano questo efferato omicidio, si chiedano anche perché il malessere di tante persone è stato convogliato verso l’immigrato. Che ci siano tutti questi migranti irregolari che servono all’economia italiana, la Meloni e Salvini non solo fanno finta di niente ma li usano per suscitare malcontento, oltre che goderne del lavoro svolto nei campi. Giorgia Meloni ha appoggiato Salvini, come ministro dell’Interno, e lo sta appoggiando tuttora nel processo che si tiene a Catania sul fatto della nave Gregoretti, obbligata a stare al largo, dicendo di farlo per difendere gli interessi degli italiani dall’immigrazione illegale. Perché hanno sempre presentato l’extracomunitario come un peso inutile o un mangiapane a tradimento. Questa è una fandonia! Infatti, secondo il rapporto annuale della Fondazione Leone Moressa di Mestre, gli immigrati sono l’8,3% della popolazione italiana, pari a circa 5 milioni di persone, e contribuiscono per 127 miliardi al PIL italiano, ovvero l’8,6% del PIL totale; essi versano tasse IRPEF per 7 miliardi e contributi previdenziali per 11 miliardi, pagando di fatto 640 mila pensioni agli italiani. Sotto il profilo economico sono quindi un affare per il nostro Paese!

Ferruccio Orusa - Savigliano

«Umanità e professionalità all’ospedale di Savigliano»

Gentile direttore,

Il 22 settembre ho avuto un incidente domestico e sono stata sottoposta ad un delicato intervento alla caviglia. Volevo ringraziare indistintamente tutto il personale infermieristico del pronto soccorso dell’ospedale Santissima Annunziata di Savigliano per la prontezza e la simpatia con cui sono stata accolta; lo staff della sala operatoria e tutto il personale del reparto di ortopedia per la delicatezza e la gentilezza con cui sono stata curata; un ringraziamento particolare va al dottor Meschini e al dottor Milano per la loro competenza e disponibilità. Mi sono sentita in famiglia e nonostante il dolore ho trascorso i miei giorni di degenza in piena serenità... Le persone speciali che ti lasciano un segno nel cuore esistono ancora! Un grazie sincero a tutti quanti!

Emanuela Demichelis - Caramagna

«Basta con altro cemento, si pensi a un polmone verde»

La soddisfazione con cui il sindaco Giulio Ambroggio ha accolto l’avvio della cementificazione di una nuova area del territorio è sicuramente anacronistica ed è contemporaneamente la dimostrazione più evidente dell’incapacità delle forze che ormai da quasi trent’anni amministrano la città di porsi alla guida di quei processi, ormai urgentemente necessari, se vogliamo offrire una possibilità di vita alle generazioni del nuovo millennio, ovvero alle generazioni che sono già tra noi (i decenni 2030-50 sono considerati, per molti indici, gli anni in cui se non ci saranno sostanziali modifiche nei nostri stili di vita, compreso il consumo di territorio, il nostro pianeta collasserà). Un susseguirsi di Giunte, guidate da quelle forze che si considerano progressiste(!), che è andata sempre nella stessa direzione è che ha finito, a occhio e croce, per raddoppiare quella che era l’area urbanizzata all’inizio degli anni Novanta, a fronte di un aumento della popolazione che si aggira, grosso modo, sul 10%. È sufficiente, per rendersi conto della cosa, considerare che fino ad allora la città era ancora ampiamente contenuta tra Maira e Mellea e dalla linea ferroviaria per Saluzzo e il cimitero distava dalla città un km abbondante. Il modello di queste forze è stato, ovunque esse abbiano governato, quello del cemento come volano dell’economia, come dimostrano le stesse dichiarazioni del sindaco, riportate dai giornali, il quale “spera” che le attività portino occupazione, ignorando che ormai non solo le attività produttive, ma anche quelle commerciali, sono sempre più automatizzate (osserviamo, di sfuggita, che sarebbe logico aspettarsi che fosse possibile non “sperare”, ma quantificare esattamente e dettagliatamente tali dati) Ci sarebbe inoltre molto da ridire sugli stile di vita veicolati dai centri commerciale per quel che riguarda il tipo di consumi e di relazioni sociali (consigliamo al nostro sindaco almeno la lettura di M. Augè, l’antropologo francese). L’urgenza di cambiare tale modello non è più solo una richiesta di associazioni ambientaliste, ma è stata fatta propria da organismi internazionali e da organi istituzionali che hanno, a più riprese, evidenziato la necessità di ridurre a zero il consumo di suolo agricolo. L’urgenza è, a nostro parere, ben sottolineata dal fatto che i 20 ettari che “finalmente” stiamo cominciando a edificare sottrarranno, praticamente per un millennio, un’area che avrebbe potuto, stando agli attuali standard, nutrire per un anno 80 persone. Come associazione abbiamo a più riprese richiesto che l’intera area venisse ritrasformata in area agricola, cosa a cui i nostri amministratori non si sono mai degnati di rispondere in modo ufficiale, tanto meno quando abbiamo loro dimostrato, con ampia documentazione, che ciò era giuridicamente possibile. Chiediamo ancora una volta che questo avvenga per i lotti per cui non sono ancora stati presentati progetti o, usufruendo di finanziamenti europei, che tale area sia trasformata in un bosco che funga da polmone verde per la città. Suggeriamo, inoltre, alla nostra amministrazione di procedere a un censimento dei capannoni e delle aree attualmente inutilizzate presenti nelle zone già cementificate. Sarebbero queste le prime iniziative, da attuare urgentemente, per avviare nel nostro territorio quel processo che consenta ai bambini che circolano tra noi di avere risorse per vivere una vita dignitosa. Ringraziando per l’ospitalità

Stop al consumo di territorio - Movimento di opinione per la difesa del diritto al territorio non cementificato

«I parcheggi a pagamento resteranno tristemente vuoti»

Riceviamo e pubblichiamo

Il Circolo di Fratelli d’Italia di Savigliano esprime profonda indignazione per l’ennesimo schiaffo dato ai saviglianesi da parte del sindaco e della giunta con l’introduzione dei parcheggi a pagamento in piazza Schiaparelli e alla stazione ferroviaria. Siamo indignati, come gruppo di tesserati, per questo massiccio e ingiustificato aumento dei parcheggi a pagamento in città. Si poteva inserire il disco orario in quelle zone e si sarebbe risolto ugualmente il problema. Non dimentichiamoci di coloro che abitano in quelle zone e che non hanno un garage per il ricovero dell’auto e di quelli che la lasciano nei pressi della stazione e che prendono il treno per andare al lavoro. Siamo altresì curiosi di vedere cosa succederà nei prossimi mesi su questi parcheggi blu e vogliamo fare una previsione: la maggior parte rimarranno vuoti. Si è voluto forse concedere all’attuale gestore la possibilità di recuperare quanto perso nel periodo del Covid-19?” Siamo increduli sulla scelta di questa amministrazione che continua a fare delle scelte inconcepibili. Moltissimi cittadini ci hanno chiamati per capire il perché di questa scelta, chiedendoci di fare sentire la loro voce nelle stanze del Palazzo. Insomma, l’ennesima scelta scellerata di un sindaco e di una Giunta che continua ad essere in difficoltà anche con i gruppi che compongono la propria maggioranza. Quello che capiamo ancor meno è perché alcuni consiglieri capigruppo della maggioranza non condividano e critichino le scelte del proprio sindaco - e non è la prima volta - ma continuino a sostenerlo e a mantenerlo in quel ruolo. Sarebbe più etico e più morale non sostenerlo più invece di gettare il sasso e nascondere la mano. Il circolo condanna questo atteggiamento del sindaco e della Giunta e si riserva di continuare la battaglia contro questa ingiustizia sia nel Palazzo sia nelle piazze cittadine. Domenica 11 ottobre saremo in piazza Santa Rosa con un gazebo per ascoltare chiunque voglia discutere del problema parcheggi a pagamento e di altri aspetti della vita saviglianese.

Maurizio De Lio, presidente Fdi Savigliano - Claudio Bonetto, segretario Fdi Savigliano

«La sosta blu alla stazione penalizza tutti i pendolari»

Gentilissimo signor sindaco,

notiamo con stupore che sono stati trasformati i parcheggi bianchi in parcheggi blu in Piazza Sperino (stazione ferroviaria ) e non solo, in Viale Marconi dove esisteva per un tratto la sosta a tempo (1 ora ), mentre gli altri erano liberi . Non ci sembra una scelta oculata. Penalizzare nuovamente e pesantemente i pendolari (che per andare al lavoro si pagano il parcheggio zona stazione, poi si pagano abbonamento del treno, ed i più fortunati addirittura l’autobus per raggiungere il posto di lavoro) sia veramente non curarsi della propria collettività. Praticamente, tradotto in soldoni, chi lascia l’auto alle 7 del mattino e arriva alle 19 si paga giornalmente 6/7 euro che moltiplicato per una ventina di giorni lavorativi diventano 120/150 euro mensili. Se poi malauguratamente, per problemi dipendenti da terzi si arriva in ritardo c’è pure la beffa della sanzione visto che si recupera l’autovettura oltre il limite. Ma quello che come gruppo cittadino Lega, ma ancor più come semplici cittadini ci indigna, e che in pompa magna vi siete attribuiti l’onore di aver fatto parcheggi liberi, sul terreno donatovi dalle Ferrovie dello Stato, mentre nel più religioso silenzio avete azzerato quell’opera, anzi siete andati oltre. Nel parcheggio libero all’interno del suolo delle ferrovie ad oggi ci sono 32 posti disponibili, mentre con questa insensata scelta ne avete trasformato 34 in parcheggi a pagamento . Se poi ci fa inorridire che avete anche reso blu il parcheggio per le donne in gravidanza, allora capiamo il vostro fermo intento di penalizzare tutti, soprattutto parte di quel mondo lavorativo che non ha la fortuna di avere il lavoro sotto casa . Capiamo altresì l’imbarazzo della Polizia municipale che avrà il compito di sanzionare - e siamo con loro solidali fin dall’inizio in quanto loro sono sul territorio e ne subiscono le conseguenze da parte degli utenti - a meno che illustrissimo signor sindaco lei non dedichi parte del suo tempo per ricevere i pendolari che sicuramente saranno “incazzati”. Oltre alle leggi da rispettare forse ce n’è una che un amministratore saggio dovrebbe non dimenticarsi. Si chiama legge del buonsenso che mi pare in questa circostanza sia latente oltremodo. Confidiamo in un ravvedimento perché penalizzare i cittadini che vanno al lavoro è ignobile, soprattutto in questo momento storico post pandemia . Qui non c’entra il colore politico qui c’entra il buonsenso ed il rispetto concreto verso la comunità saviglianese.

Lega Salvini Premier - Savigliano

«Una decisione di Giunta senza confronti con il Pd»

Riceviamo e pubblichiamo

In merito alla delibera della Giunta che ha previsto l’ampliamento del numero di parcheggi a pagamento e di cui si è già ampiamente discusso nel corso dell’ultimo Consiglio comunale tenutosi lo scorso 29 settembre, il Gruppo consiliare del Partito Democratico ribadisce che la medesima è stata licenziata senza aver avuto la possibilità di effettuare un passaggio e un confronto preliminare con l’intera maggioranza. Nei mesi addietro era stata infatti istituita ad hoc una apposita “Commissione Viabilità” che aveva fatto delle valutazioni, delle proposte e aveva consegnato un programma molto ampio, tecnico, articolato, soprattutto su come disciplinare la viabilità e alcune “aree parcheggio” nella nostra città. All’interno del documento si era anche presa in considerazione la possibilità di istituire “ex novo” e/o modificare alcune aree da adibire a “parcheggi blu”, ma il tutto avrebbe dovuto fare parte di un intervento complessivo (viabilità, sensi unici, piste ciclabili, allargamento isola pedonale, risistemazione delle piazze) che ancora non risulta essere stato realizzato: in questo modo il “disagio” connesso all’ampliamento delle aree di parcheggio a pagamento sarebbe stato compensato da altri interventi tecnici complementari. L’istituzione della commissione era stata pensata e voluta per favorire un approccio partecipativo che meglio fosse in grado di cogliere le esigenze di tutti i cittadini e riteniamo che il solo ampliamento delle “strisce blu” abbia sostanzialmente tradito lo spirito dell’intervento pianificato. Con immutato spirito di collaborazione e semplificazione, diamo la nostra piena disponibilità a considerare le varie azioni che si vorranno intraprendere e a collaborare al loro pieno sviluppo.

Gruppo consiliare Partito Democratico Savigliano

«Alluvione, nel dna cuneese c’è la forza di riemergere»

Riceviamo e pubblichiamo

108 Comuni colpiti in Piemonte, molti dei quali nella provincia di Cuneo. Ancora una volta la furia degli elementi ha colpito il territorio, in particolare le valli Vermenagna, Gesso e Tanaro, arrecando gravi danni. Se le vittime umane sono in numero contenuto, ma ogni singola vita è una perdita insopportabile, ci ritroviamo a fare il conto delle pesantissime conseguenze materiali dell’alluvione, evento calamitoso purtroppo sempre più frequente che ci deve fare interrogare sulla necessità di fare ciò che è possibile, nel locale, per prevenire le conseguenze più gravi del cambiamento climatico che preoccupa il mondo intero. Confindustria Cuneo esprime la propria completa vicinanza, che si concretizzerà nel massimo impegno operativo al fianco delle aziende alluvionate associate, alla popolazione e al tessuto produttivo che certo non avevano bisogno di affrontare una simile nuova prova in questo anno 2020 così negativo. Nelle difficoltà, tanto più se estreme, emerge la capacità di reazione e la voglia di non arrendersi. Nella nostra provincia queste sono caratteristiche dello stesso Dna delle persone che l’abitano e, ancora una volta, esse verranno fuori, anzi stanno già emergendo a poche ore dal cataclisma, superato il comprensibile momento di scoramento. Certo questo certo non basta. Confindustria Cuneo pertanto moltiplicherà l’impegno per sostenere le imprese e con gli altri attori del territorio, pubblici e privati, lavorerà perché sia celere ed efficace l’intervento dello Stato e della Regione da un lato per la riparazione dei danni e un equo indennizzo, dall’altro perché prosegua e venga potenziata al massimo quell’opera di prevenzione sopra citata. In particolare, l’associazione si è messa subito in contatto con i sindaci, il presidente della Provincia, il presidente della Regione e la Protezione civile, per assicurare il proprio fattivo contributo alla risoluzione dei problemi maggiori. Confindustria Cuneo ha invitato le aziende associate a segnalare le proprie prime necessità per riprendere l’attività, come opere di ripristino, riattivazione reti di luce/gas, reti telefoniche/dati e viabilità, potendosene fare portavoce grazie alla rete di contatti di cui dispone. È altresì garantito il supporto nella valutazione di chiusure straordinarie e per trattamento del personale nelle varie ipotesi di sospensione obbligata dell’attività aziendale. I vertici associativi hanno già concordato con la Regione la richiesta di calamità naturale e Confindustria Cuneo seguirà l’evoluzione delle richieste di fondi straordinari per aiutare le realtà più colpite.

Mauro Gola - presidente Confindustria Cuneo

«Servono le istituzioni per ripartire dopo il disastro»

Riceviamo e pubblichiamo

In 24 ore di pioggia torrenziale si è consumato un disastro incalcolabile mettendo in ginocchio i territori della Granda e della provincia di Imperia, già in forte difficoltà per l’emergenza sanitaria di questo periodo. Centinaia di imprese, dopo il lockdown e la lenta ripresa, si ritrovano ora a fare i conti con l’ennesimo disastro ambientale dovuto alle forti precipitazioni di ieri. Collegamenti interrotti, paesi isolati, ponti crollati e lo sconforto di avere davanti un futuro sempre più incerto. Le precipitazioni hanno danneggiato pesantemente non soltanto i collegamenti, ma le abitazioni e le strutture delle piccole imprese delle vallate cuneesi e del Ponente Ligure, compresi gli uffici di Garessio della stessa Confartigianato. Abbiamo bisogno di un intervento immediato da parte delle Istituzioni. Di fronte a questo ennesimo flagello non possiamo attendere i tempi della burocrazia. È necessario che si metta mano con urgenza ad una programmazione di interventi a sostegno dei nostri territori e del loro mondo produttivo. Dopo un cataclisma di questa portata che va a sommarsi ad altre precedenti criticità, tante nostre imprese rischiano di dover definitivamente “gettare la spugna”.

Luca Crosetto, presidente di Confartigianato Cuneo, Enrico Meini, presidente di Confartigianato Imperia

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