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Al direttore

Quintessenza, gli stand degli ambulanti

Riceviamo e pubblichiamo:

Scriviamo questa lettera per far sapere a chi organizza gli spazi degli stand in piazza Santarosa per l’evento “Quintessenza” che, nell’ottica di una proficua collaborazione con i commercianti locali, si dovrebbero disporre gli stand degli ambulanti con un criterio diverso. Siccome alcuni negozi pagano l’occupazione suolo pubblico per poter esporre fuori dal negozio la propria merce, in un giorno come la domenica di “Quintessenza” vista l’affluenza di gente, vorrebbero usufruirne, mentre invece si trovano un banco degli ambulanti davanti che gli oscura completamente la vista sulla piazza. L’ottica dovrebbe anche essere che, se questi eventi vengono organizzati per portare gente in città, si deve poter dare lavoro anche ai negozi ed ai bar della città stessa. Bisognerebbe lasciare che i negozi che si affacciano sulla piazza possano proporre la propria merce senza che la loro vista sia oscurata. Occorrerebbe una maggiore coordinazione con i commercianti locali su come disporre gli stand per impedire che i negozi vengano a rimanere nascosti. Inoltre, piazza del Popolo era semi deserta, con pochissimi banchi; poteva essere utile disporre parte degli ambulanti anche su quella piazza, creando un percorso circolare tra le due maggiori piazze saviglianesi.

Un gruppo di commercianti – Savigliano

Marene, neanche la ghiaia nelle strade di periferia

Riceviamo e pubblichiamo:

Gentile signora Barbero sindaco di Marene, mi rivolgo a lei con questa lettera perché non riesco più a vivere in queste condizioni. Abito ai Ramè e a causa della strada che passa davanti alla casa, devo vivere blindata, non posso stendere e devo stare con le finestre chiuse perché ogni volta che passa una macchina o un trattore si alza una nuvola gigantesca di terra e polvere che entra nella casa. Ormai sono 15 anni che sopporto questa situazione; mi sono rivolta molte volte al geometra del Comune, ma non è mai stato fatto niente. Addirittura non è stata messa la ghiaia come negli anni passati. Ci sono i soldi per fare i lavori in centro del Paese, ci sono i soldi per gli immigrati stranieri, ma non per dove abito io. Vede signora Barbero, senza offesa, io penso che un sindaco si debba preoccupare anche della periferia della sua città e non solo del centro. Sono cittadina italiana e pago le tasse; credo che oltre ai doveri possa anche avere dei diritti e non essere trattata come abitante di serie B. Signora Sindaco, se pensa che stia esagerando venga a farsi un giro in via Tetti Magna Ramè al numero 6, così si renderà conto della situazione. Grazie per l’attenzione.

Maria Spinelli – Marene

Rimborsi “Tari”, gli errori non sono degli Uffici Comunali

Riceviamo e pubblichiamo:

In merito all’articolo apparso sul Vs. giornale del 31 maggio riferito ai rimborsi TARI effettuati dal Comune si fa presente quanto segue: i rimborsi non sono dovuti a “meri errori di calcolo”. La frase così com’è stata riportata sembra voler dire che il Comune ha riscosso, a causa di errori commessi dagli uffici, somme che poi è stato necessario restituire. In realtà si tratta di un procedimento ordinario attraverso il quale l’Amministrazione comunale provvede alla restituzione totale o parziale di somme versate e non dovute a titolo di tributi comunali (nel caso specifico la TARI), effettuata sulla base delle “richieste presentate dai contribuenti” per variazioni dei presupposti del tributo (quali a mero titolo esemplificativo: numero di occupanti, superficie, periodo di occupazione, ecc.) e/o per riduzioni/agevolazioni alle quali il contribuente ha diritto e che sono intervenute successivamente al pagamento dello stesso. La richiesta di rimborso deve essere motivata, sottoscritta e corredata dalla prova dell’avvenuto pagamento della somma della quale si richiede la restituzione. Per maggior chiarezza si invita a consultare il regolamento per l’istituzione e l’applicazione dell’imposta unica comunale che al Titolo IV disciplina la TARI pubblicato sul sito del Comune di Savigliano – Sezione on line – Regolamenti comunali – Tasse e Tributi. Si prega di voler rettificare in modo da non generare ulteriore confusione nella cittadinanza.

Ufficio Tributi Comune di Savigliano

 

Pubblichiamo volentieri la rettifica dell’Ufficio Tributi, ma la frase “meri errori di calcolo” era generica e non riferita ad errori dell’Ufficio comunale.

c.g.

La follia della Prima Guerra Mondiale

Riceviamo e pubblichiamo:

Mi piace molto la Storia e Rai Storia da due anni a questa parte, giustamente, propone filmati inediti e non su quella, che a detta di molti e che mi trova d'accordo, è stata la più grande "carneficina" degli ultimi secoli: la Prima Guerra Mondiale. Sovente guardando i filmati si è propensi a considerare quelle battaglie, quei morti, come "parte" di eventi che si sono susseguiti nel tempo e troppo spesso ci si dimentica degli aspetti "umani" di quello che quei poveri ragazzi, malgrado loro, hanno dovuto subire e che ben poco, anzi nulla, potevano fare per uscire da quel contesto. A maggio 2015 ho realizzato, insieme al mio amico Roberto Sanson, un diorama di una trincea per ricordare i cento anni dallo scoppio della Guerra, recentemente faremo una mostra a Cavallermaggiore cercando di ricostruire un particolare di una trincea con posizione di avvistamento simile a quella vista nel film “Uomini Contro”, dove un certo generale Leone non morì per puro caso anche se la cosa fosse molto auspicata dai suoi subalterni. Il generale Leone fece trucidare inutilmente migliaia di suoi soldati e non solo dalle pallottole nemiche, ma anche dalle "decimazioni" da lui ordinate. Rifletto spesso, come molti, sull'assurdità della guerra e non riesco mai a trovarne una spiegazione perchè spiegazioni non ce ne sono. La guerra è sempre un "qualcosa" che riguarda "molti" motivata senza senso da "pochi". Sono d'accordo nel chiedere come mai quei soldati uccisi dai nostri tribunali militari, non sono stati ancora "riabilitati" dopo cento anni, uccisi dalla "pazzia" di un regime e dalla follia di molti generali ad esso "complici".

Bartolo Giordana – Racconigi

Sicurezza sul lavoro e... sulle strade

Riceviamo e pubblichiamo:

Da qualche anno la sicurezza sul lavoro nelle officine industriali, nei laboratori artigianali e ultimamente anche in agricoltura, viene costantemente controllata dagli organi competenti affinchè vengano osservate le norme prescritte, anche se talvolta discutibili, ma utili per le persone che lavorano. Le stesse persone per recarsi sul posto di lavoro, quasi sempre transitano sulle strade pubbliche. Perché allora la medesima sicurezza che viene richiesta sui posti di lavoro, non viene garantita sulle strade con una idonea manutenzione? L’asfalto talvolta disfatto, le strisce bianche di mezzaria e quelle laterali della carreggiata non sono che un lontano ricordo. Per fortuna le strisce bianche laterali sono state sostituite dalle erbacce sulle banchine; un tempo venivano tagliate due volte l’anno, adesso sono antiestetiche però per i mezzi in circolazione almeno delimitano la carreggiata! Direi ai responsabili delle strade pubbliche di almeno ripassare le strisce bianche di mezzaria della carreggiata.

Giovanni Ariaudo – Savigliano

Albania: attimi e pensieri di un’esperienza

Riceviamo e pubblichiamo:

Le parole delle suore della Sacra Famiglia in missione a Barbullojie ci invitano a qualche riflessione. Non sono solo il ringraziamento per le ore di “sorellanza” trascorse con suor Clemens e suor Santina, che ci hanno riempito di attenzioni e di coccole, ma anche il desiderio di condividere attimi e pensieri di questa esperienza. La nostra attività (pediatra, internista, osteopata e ginecologa) si è svolta negli ambulatori organizzati dalle suore nella struttura a lato della chiesa del villaggio, dove abbiamo visitato e trattato un buon numero di persone. L’accoglienza che ci hanno riservato, la fiducia e la gratitudine sono stati molto importanti per noi. Quelle persone non avrebbero potuto accedere ad una consulenza che invece noi portavamo là senza alcuna fatica e con reale soddisfazione. La collaborazione tra noi operatori è stata fondamentale anche per supplire alla scarsità di strumenti a disposizione: l’essenzialità ci ha ricordato quanto è possibile ottenere il meglio con il lavoro di un’équipe collaborante e motivata. La realtà albanese sanitaria si è presentata inaspettatamente molto complessa: curarsi è davvero un privilegio per pochi o per situazioni di estrema gravità. Nella maggior parte dei casi ci si affida alla buona volontà di persone e medici che prestano il loro servizio gratuitamente: avere un medico che ti ascolti e ti curi è eccezionale! Abbiamo riscontrato spesso diverse patologie che, nella nostra realtà, sono normalmente seguite e curate mentre là, non essendo neppure diagnosticate, possono compromettere definitivamente la qualità della vita. Pensiamo, ad esempio, ad una signora di 42anni in menopausa chirurgica, con conseguente importante sintomatologia, alla quale era stato detto che i suoi sintomi erano normali senza proporre nessun tipo di terapia. La stessa signora, nell’impossibilità di accedere a cure adeguate, da dieci anni cammina zoppicando vistosamente per un dolore al piede. Il nostro intervento, dopo un’accurata valutazione da parte dell’osteopata, è stato quello di contattare l’ortopedico dell’ospedale locale, dottor Pashk Gjoni. Da non credere: il collega ci comunica che sta per arrivare a prestare la sua opera di volontariato uno specialista italiano in chirurgia del piede! Anche chi di noi non crede ai miracoli ha avuto un sussulto!.. Dopo soli due giorni la signora è stata visitata ed ora è in programma per l’intervento e i suoi disturbi ginecologici saranno affrontati con un’adeguata terapia sostitutiva. In una realtà così problematica le nostre suore stanno effettuando da vent’anni un lavoro enorme nei confronti di un popolo segnato da una storia difficile appena passata. Sono diventate ormai punto di riferimento e di aggregazione per la comunità: il loro lavoro e la loro attenzione è rivolta a migliorare il futuro di bambini e adolescenti, per i quali hanno creato momenti di aggregazione, di lavoro e di studio come il doposcuola, il catechismo, corsi di taglio e cucito, di cucina, di catechesi ed anche di italiano! Suor Clemens ha scritto qualcosa che si è scolpito nel nostro cuore: L’AMORE DIVENTA SALUTE. Ci ha colpito molto. Sta a significare che il desiderio di fare qualcosa con amore si è concretizzato in gesti che hanno prodotto cura o prevenzione di malattia. Ricordiamolo. E non significa solo questo: in senso molto più ampio, l’amore produce cascate di benessere che sono comunque terapeutiche! Per cui, possiamo dirlo con proprietà transitiva, noi quattro ci siamo autoregalate …SALUTE!!!

Anna, Elda, Emilia, Rossana - Savigliano

Cavallermaggiore, il sindaco sul marciapiade della discordia

Riceviamo e pubblichiamo:

Nell’edizione del Corriere di Savigliano in edicola mercoledì 24 maggio, nelle pagine riservate al Corriere di Cavallermaggiore, si è data visibilità alle lamentele dei residenti di Via Roma 7 con l’articolo ”Il marciapiede della discordia”. Con la presente precisazione si vuole fare chiarezza e dare il giusto risalto ad un’opera molto attesa. L’intervento in corso di realizzazione, da parte di privati, è un’opera di urbanizzazione primaria fuori dal perimetro di “Sue”, ovvero un lavoro realizzato dai proponenti del “Pec Leopardi”, a scomputo degli oneri di urbanizzazione. Il marciapiede, atteso da anni (come riporta l’articolo) è la realizzazione di un progetto urbanistico, approvato dall’Amministrazione Comunale allora in carica, che ha ottenuto tutti i pareri necessari e richiesti per legge. Il marciapiede non “termina proprio poco prima del portoncino d’ingresso” dell’abitazione di Via Roma 7, ma termina dopo l’accesso pedonale, nel punto massimo consentito dal Codice della Strada, per mantenere una larghezza minima della carreggiata stradale, trattandosi di strada senza divieti per il traffico di qualunque genere in quanto non ricade nel perimetro del Centro Storico. Non comprese nel marciapiede restano l’accesso carraio dell’abitazione di Via Roma 7 e gli accessi, pedonale e carraio, dell’abitazione posta all’angolo tra la via Roma e la via Martinetto. Per dimensioni minime di larghezza della strada, come spiegato anche verbalmente alle persone ricevute in Comune la scorsa settimana, non è stato possibile realizzare il marciapiede fino all’incrocio con via Martinetto. Per un corretto percorso pedonale, il progetto prevede la realizzazione di un attraversamento “a raso” illuminato proprio di fronte al n. civico 7, che consentirà ai pedoni che utilizzeranno il nuovo marciapiede in direzione nord verso sud, di spostarsi in sicurezza su quello esistente sull’altro lato della strada.

Davide Sannazzaro, Sindaco – Cavallermaggiore

Foresto, un pellegrinaggio per salvare la parrocchia

Caro direttore,

dopo le notizie sulla chiusura della nostra parrocchia Maria Madre della Chiesa, come parrocchiani siamo veramente delusi di aver appreso il tutto dai giornali; si vede che valiamo proprio poco. Abbiamo cercato un colloquio con il Vescovo, sono passati quindici giorni e non abbiamo ancora avuto risposte. Abbiamo pensato, d’accordo con il Parroco, di scomodare il Padre Eterno, anzi sua Madre a cui la nostra parrocchia è dedicata. Sabato 10 giugno con partenza alle 5.30 faremo un pellegrinaggio a piedi al Santuario della Madonna dei Fiori di Bra per chiedere alla Madonna la Grazia che sia fatta la Volonta di Dio e non quella degli uomini. Chiederemo anche la grazia che oltre al danno della chiusura della parrocchia non ci sia anche la beffa, cioè la separazione delle nostre due comunità di Madonna del Pilone e di Boschetto, perchè abbiamo impiegato oltre 30 anni a formare un ambiente (Gruppo liturgico, Caritas, Oratorio, Scuola Materna, Vari gruppi di preghiera) vivo aggregando anche vari giovani che provengono dalle parrocchie vicine e vedere in un attimo andare tutto in fumo. Facciamo appello a tutti quelli che vogliono bene alla nostra parrocchia e soprattutto alla chiesa di Dio di aggregarsi alla nostra preghiera. Non occorrono prenotazioni, basta solo un po' di buona volontà e i piedi buoni. La messa al Santuario sarà alle 8. La forza della preghiera può far smuovere le montagne, speriamo che possa far smuovere i cuori. Con affetto i parrocchiani di Maria Madre della Chiesa.

Osvaldo Abrate – Cavallermaggiore

Racconigi, “Il cantiere e i celebri serramenti”

Riceviamo e pubblichiamo:

Spettabile Signor Sindaco,

desidero innanzitutto ringraziarla per la pomposa e “quasi istituzionale” lettera dedicatami nello scorso numero del Corriere di Savigliano: tanta attenzione e animosità avrebbe eccitato l’ego di un ragazzino, ma da adulto convalescente costretto al riposo per qualche giorno, è riuscito comunque a strapparmi un sorriso. Entro nel merito, tornando alle prime frasi della sua lettera: si rivolge all’attenzione dei lettori di questo settimanale per precisare la sua posizione in qualità di Primo Cittadino e dell’Amministrazione Civica in merito ad un post pubblicato sulla mia pagina Facebook, consistente in una colorita e vibrante opinione personale in merito a quello che sembra essere (e sono sollevato nello scoprirlo) un semplice infelice “work in progress” cantieristico anziché un’infelicissima opera finita. L’impeccabile quanto non richiesta descrizione tecnico-burocratico-legislativa con la quale ha chiarito ai lettori del Corriere la situazione attuale ed evolutiva del cantiere di sostituzione dei serramenti e delle vetrine dell’Istituto, ha sollevato l’animo del sottoscritto e di molti nostri concittadini. Le argomentazioni che ha sciorinato nello spiegare l’evolversi del cantiere, la sproporzione e l’inopportunità nella scelta del Media da utilizzare per veicolare una “precisazione” non richiesta ad un’opinione personale rivolta ai miei Contatti hanno palesato a chiunque abbia letto la natura strumentale e politica della sua pubblicazione. Perché non è intervenuto sul Social, commentando come utente privato la mia personale e discutibile ancorché disinformata opinione? Lei si è servito di un commento personale, postato sul profilo personale di un Utente Privato di Facebook, per fare Campagna Elettorale, spostando da malpensante tutta la questione su piani e significati diversi. Libero di non credere alla mia buona fede, ma semplicemente il cantierino in oggetto e la Campagna Elettorale sono contemporanei: avrei espresso la mia opinione sulla faccenda in qualsiasi altro momento, esattamente come feci tempo fa a proposito delle imperdonabili panchine in cemento vibrocompresso che voi Amministrazione Comunale e la pletora di tecnici e professionisti della Commissione Locale del Paesaggio, sulla quale fiduciosi possiamo contare, piazzaste nei giardinetti di Piazza Castello. Sono in generale un ottimista idealista, e col tempo mi sono convinto che quelle panchine siano il primo, lungimirante passo di una serie di installazioni brutaliste di celebrazione e accoglienza, in vista di un futuro gemellaggio con qualche località kosovara bombardata. Un inno al radon e al cassero a vista, come le nostre Scuole Medie. Tornando alla sua controffensiva fuori contesto mi ha indotto a scrivere, le ricordo nuovamente che la mia personale opinione sugli ormai celebri serramenti non era rappresentativa in alcun modo di posizioni politiche, non era un attacco di “strategia elettorale”. Come ben sa non sono candidato in alcuna formazione e la Lista Civica che come cittadino appoggio non ha espresso opinioni formali, né sui Social né a mezzo stampa, in merito agli argomenti del suo “precisare”. Ribadisco che la mia invettiva, pubblicata su Facebook, era esclusivamente rappresentativa del mio pensiero (per quanto abbia riscosso consenso e ilarità). Nel suo intervento lei parla di comunicazione. Da operatore del settore (o sto millantando?) le assicuro che gli ormai iconici “serramentoni” bianchi, in mancanza delle salvifiche coperture in legno, sembrano a tutti gli effetti serramenti finiti ai quali manca solo, una volta rifilata via la schiuma autoespandente in eccesso, la pietra che riveste le mazzette e che fa da coprifilo al serramento stesso. Chiunque sia passato in Piazza San Giovanni ha tratto le stesse conclusioni. Ora, dato che un pannello esplicativo con render 3D non si nega ormai neppure al cantiere del più ameno dei palazzoni di periferia, credo che una sobria presentazione del progetto, una palina temporanea con un’immagine che prefigurasse il risultato finito, avrebbe fugato in noi racconigesi ogni angoscia visiva. Con il consueto opportunismo sareste riusciti anche a farne un vanto, un’ultima scrollata al fiacco piumaggio della vostra coda amministrativa. Sono quindi semplicemente seccato da questa sua strumentalizzazione e dalle modalità con le quali è stata messa in atto. Mi scuso con tutti i lettori del Corriere coinvolti loro malgrado in questo “scambio di opinioni”. La esorto in futuro a confrontarsi con le mie posizioni personali, nella forma adeguata, sui canali adeguati. Nel frattempo sarà mia cura porre restrizioni alla privacy del mio profilo FB: in questo modo le mie condivisioni saranno rivolte esclusivamente ai miei contatti. Cordiali saluti.

Pier Zuanon – Racconigi

Acqua bene comune i candidati sindaci si impegnino

Riceviamo e pubblichiamo:

Domenica 11 giugno, esattamente sei anni dopo il referendum per l'acqua pubblica, in Italia si terrà una importante tornata elettorale amministrativa. Anche in provincia di Cuneo si andrà a votare in diversi comuni: tra questi le città di Cuneo, Mondovì e Savigliano. È proprio ai candidati sindaci di questi tre importanti centri (con l'esclusione di quello di Casa Pound) che ci siamo rivolti con una lettera per chiedere che rendano pubblica la loro posizione sulla situazione provinciale della gestione dell'acqua della quale i tre eletti saranno determinanti decisori. La lettera che è visionabile al link http://bit.ly/2r6LNmP, richiama i candidati alle responsabilità che avranno su questo argomento nel portare a compimento la volontà espressa da oltre il 90% di quel 60% di loro cittadini che allora si recarono al voto. Come è noto i sindaci della provincia di Cuneo, riuniti in assemblea generale il 2 luglio 2015, decisero di onorare questo impegno dando il compito alla Conferenza dei Rappresentanti degli Enti Locali di ATO4 Cuneese di redigere e mettere in atto un cronoprogramma che portasse alla costituzione di un unico gestore pubblico entro la fine del 2017. Nonostante da allora siano trascorsi quasi due anni e diversi passi in avanti siano stati compiuti, ad oggi non è dato sapere lo stato di avanzamento del progetto e pare difficile il rispetto dei tempi. Il Comitato Cuneese Acqua Bene Comune con questa azione intende assolvere al suo fondamentale compito di trasparenza ed informazione per fare in modo che i cittadini che si recheranno al voto possano compiere scelte ragionate e coerenti. Il nostro impegno è fin da ora quello di rendere pubbliche le risposte che riceveremo e di renderci disponibili a confronti che i cittadini e/o i candidati vorranno organizzare. “Si scrive acqua, si legge democrazia”.

Comitato cuneese acqua bene comune – Cuneo

Racconigi, “Valorizziamo il nostro Centro Storico”

Riceviamo e pubblichiamo:

In riferimento a quanto esplicitato da Pier Zuanon su facebook del 18 maggio, relativamente ai lavori di sostituzione dei serramenti e delle vetrine dell'istituto bancario Unicredit in Piazza San Giovanni angolo Via G. Garibaldi di Racconigi, tengo a precisare che i suddetti interventi sono in corso di realizzazione e che i serramenti ai quali fa riferimento - che tanto hanno urtato la sua sensibilità estetica - saranno a breve rivestiti esternamente in legno naturale di cromia uguale a quella dei piani superiori, per un utilizzo dei materiali unitario e coerente al centro storico. La fase di sostituzione dei vecchi serramenti (caratterizzati da inferriate in metallo, decisamente antiestetiche ma giustificate dal contesto storico – anni ’60 - nel quale sono venuti a collocarsi) necessitava - per ovvi motivi di sicurezza riconducibili all’attività bancaria - di tempi rapidi di installazione, di caratteristiche strutturali precise (antisfondamento e anti intrusione delle vetrate) e, attualmente, di un periodo di consolidamento preliminare al rivestimento in legno del quale abbiamo precedentemente parlato. Tale soluzione architettonicamente corretta è sottoposta a parere vincolante della Commissione Locale del paesaggio in data 23 giugno 2016 che citava “favorevole a condizione che i serramenti siano realizzati secondo la soluzione n.2, in quanto riprende la scansione simmetrica dei piani superiori, con però il serramento di tipologia B a doppia anta, ed a condizione che tutti i serramenti siano realizzati con rivestimenti in legno naturale con cromie uguale a quelle dei piani superiori anche se blindati. Le previste bacheche pubblicitarie non dovranno essere luminose ma eventualmente illuminate indirettamente in analogia con le insegne oggetto di altra precedente pratica ma sugli stessi prospetti." e ovviamente prima del rilascio del titolo abilitativo (sono certo di non doverle ricordare che la Commissione Locale del Paesaggio registra al proprio interno – oltre ai tecnici comunali che quotidianamente svolgono con professionalità e dedizione il loro compito al servizio dei cittadini - la presenza di professionisti di lunga e meritevole esperienza che non meritano di essere screditati in maniera così “violenta” e arrogante). L’Amministrazione Comunale ha da sempre dimostrato attenzione nel mantenimento e nella valorizzazione architettonica del nostro centro storico ricco di testimonianze culturali: si pensi ad esempio all'attiguo convento delle Ex Clarisse in cui si sta per inaugurare un'importante riqualificazione costituita dalla realizzazione del Museo della seta in alcuni locali e porticato dell'edificio. Non possiamo che essere d’accordo nell’affermare che alcune costruzioni architettoniche degli anni 60 e 70 sono ben lontane dal poter essere definite “esteticamente belle” ma non possono essere decontestualizzate dai significati di rinascita economica e sociale di quegli anni nei quali era prevalente il rapporto tra edificio e scopo e tutto ciò che era funzionale poteva ritenersi bello: la sensibilità e l'approccio architettonico erano completamente diversi e leggere il tessuto sociale architettonico di quegli anni con gli occhi e con il metro di oggi è fuorviante e improduttivo. Può rasserenarla sapere che si sta lavorando per migliorare l'inserimento architettonico di quegli edifici anche attraverso la pianificazione urbanistica che prevede, per essi, una riqualificazione incentivante nell'ambito della variante Generale al nostro Piano Regolatore, recentemente approvata dalla Regione Piemonte: è sempre stata nostra cura occuparci dell’immagine e della valorizzazione architettonica della nostra città (lei stesso ha dichiarato “la bellezza” della pavimentazione di Piazza San Giovanni) e non smetteremo certo di farlo. In ultimo, mi permetto di darle un paio consigli: tutti abbiamo il sacrosanto diritto di esprimere le nostre opinioni e, perché no, i nostri giudizi, l’importante è farlo sulla base di “certezze” e, dunque, di fronte ad un prodotto “finito” e non in corso di realizzazione; l’aspetto di “relazione” che caratterizza la comunicazione dovrebbe sempre mantenere il rispetto dell’interlocutore evitando la supponenza che caratterizza i “gotha” (di qualsivoglia categoria, nello specifico dell’architettura) dei quali siamo certi non voglia millantare l’esperienza. Colui che lavora con onestà, a servizio dell’Istituzione per la quale presta la propria opera e, soprattutto, a servizio dei cittadini, non ha davvero nulla di cui vergognarsi: screditarne in modo così sprezzante il lavoro, ci porta a pensare non ad una legittima espressione di pensiero ma ad un intervento volutamente distruttivo “casualmente” inserito nel preciso momento storico della nostra città. Distinti Saluti

Gianpiero Brunetti, sindaco – Racconigi

Piante sui nuovi argini del Maira e Mellea

Egregio Direttore,

non sono ancora terminati i lavori di costruzione dell’argine a forma di Y, a completamento delle opere di difesa dalle acque di Maira e Mellea a monte dell’abitato di Savigliano, ma già parecchi saviglianesi, nelle belle giornate dell’ultimo tiepido inverno, si sono visti passeggiare sul rilevato che è diventato una vera autostrada pedonale, frequentabile in ogni stagione da runners e semplici camminatori. Sport come jogging, nordic e fit walking trovano, su questo rilevato, una naturale pista che consente tra l’altro di vedere con un’altra prospettiva la campagna saviglianese fra Maira e Mellea, tutto in sicurezza lontani da automobili e biciclette, in un ambiente piatto e in bolla che ha come sfondo i massicci della Bisalta a sud e a ovest il Monviso.L’inserimento di qualche pianta di basso fusto o arbusto, nei posti ove ciò sia consentito e senza dare danno alle colture, e la collocazione di apposite indicazioni del tracciato, renderebbero più grazioso il percorso, avvicinando ulteriori persone al cammino e al silenzio, valori poco alla moda che aiutano a vivere e ad allontanarci per un po’ da rumori e consumismo, per fare quattro passi nella natura.

Giovanni Badino e Sergio Brero – Savigliano

Contrada delle Beccherie: una pessima immagine

Egregio Direttore,

invio la presente per comunicare quanto segue: vivo a Torino da anni ma spesso torno a Savigliano, città dove ho abitato per decenni e che amo particolarmente. Proprio in occasione di questi miei soggiorni ho avuto occasione di notare la situazione in cui versa l'Antica Contrada delle Beccherie, nel centro storico del paese. La via è sporca e costantemente invasa dalle auto in totale dispregio della segnaletica stradale tanto che spesso è difficile od impossibile il transito, mentre in più occasioni i mezzi di soccorso, le ambulanze chiamate per emergenze, non sono riuscite ad accedere alla strada. Preferisco non immaginare la situazione che si verrebbe a verificare in caso di un incendio... Ritengo che tale stato in cui versa la strada, oltre a rappresentare un pericolo per le ragioni sopra riportate, costituisca una pessima immagine del paese agli occhi dei turisti che accedono per vedere la facciata di Palazzo Cravetta, finendo per trovarsi nel mezzo di una moltitudine di auto posteggiate senza alcun ordine, rispetto della normativa e senso di civiltà. Confido nei mezzi e nelle competenze del Comune per risolvere questo problema (soprattutto in relazione alle difficoltà di accesso da parte dei mezzi di soccorso), con le modalità che verranno ritenute più adeguate (rispetto della segnaletica esistente, delimitazione delle aree di parcheggio, apposizione di dissuasori nelle zone in cui è vietato lasciare l'auto) e colgo l'occasione per porgere i più Cordiali saluti,

Stefano Massè – Torino

Pronto Soccorso: una medaglia su ogni camice

Riceviamo e pubblichiamo:

Buongiorno a tutti. Ho pensato di scrivere questo mio pensiero a favore e raccontarvi ciò che ho vissuto. Ho passato quasi una settimana andando su e giù al Pronto Soccorso di Savigliano. Ora posso raccontarvi che, non sono stata bene, tanto da dover correre al Pronto e capire cosa non andava in me. Nonostante le attese, lunghe attese, la prima volta ho aspettato otto ore, seduta con il dolore, vi posso garantire che non importa... perché alla fine, mi hanno fatto tutti i controlli, e in questi giorni che ho passato ho potuto constatare il ritmo con cui lavorano ogni giorno medici, infermieri, Oss... Ogni giorno, da quello che ho potuto constatare circa 300 persone passano da lì e usufruiscono di questo servizio. Chi per un motivo , chi per un altro, ogni paziente viene visto con cura, sicuramente con tempi lunghi, ma con le poche sale a disposizione, fanno del loro meglio, e cercano di aiutare chi è malato, chiunque abbia bisogno, senza distinzione. Ovviamente curando prima chi è più grave. Un encomio di professionalità e gentilezza lo farei al dottor Manestar Andrew, che con efficienza, buon cuore e professionalità, mi ha fatto capire quanto tenga ai pazienti che vengono sottoposti al suo controllo. Ovviamente si tratta di un lavoro di squadra lungo ed estenuante per tutti quelli che lavorano in questo reparto, dove apporrei una medaglia al valore su ogni camice. Le persone si lamentano di non passare subito, ovvio, ma dietro questa lunga attesa, dietro le quinte, c'è un lungo lavoro, dove la vita di ogni persona vale, da ovunque tu provenga. Un lavoro estenuante e continuo, dove ognuno di loro sa bene che non deve sbagliare. Non gli é permesso. Siamo abituati a lamentarci ma dimentichiamo che abbiamo un privilegio, quello di poter andare in un posto dove se veramente non stai bene vieni aiutato in modo gratuito. Pochi paesi posso vantare questo privilegio. Vedendo l'affluenza continua, di così di tante persone, ti rendi conto di quanto siamo fortunati, quindi dico e penso, se hai male, veramente male, aspetta con pazienza al Pronto Soccorso. Perché mentre tu sei seduto loro stanno correndo per aiutare altre vite e fare il loro lavoro. Complimenti a tutto il personale del Pronto Soccorso dell'ospedale di Savigliano e grazie di cuore.

Rosella Usai - Castelletto Stura

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