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«La testimonianza africana di padre Franco Sordella»

Riceviamo e pubblichiamo la lettera che padre Franco Sordella ha inviato ai saviglianesi in occasione del Natale:

“Carissimi amici, finalmente siamo arrivati all’esodo e siamo nella “Nuova Faraja”: tanto lavoro, tante fatiche ma il miracolo è fatto! Un grazie alla Madonna Consolata, ai tanti amici europei e tanzaniani e in special modo alla C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana) e Msp di Torino. È un piccolo villaggio con tanto colore, sole, allegria. Manca solo l'acqua! Grazie agli amici di Marene e Fossano, che sono stati qui con noi, abbiamo acquistato una pompa solare e i pannelli fotovoltaici, ma manca il...'buco nell'acqua', cioè la trivellazione del pozzo a 170 mt e la struttura per i panelli e per i serbatoi... Basterebbe una 'scarpa' di Ronaldo messa all'asta per abbeverare tutta la Nuova Faraja! Ora comincia la parte più difficile: mantenimento ed educazione scolastica dei bambini e dei giovani! E qui devo incoraggiare la vostra condivisione perché siamo in difficoltà dopo tante spese (sul nostro sito www.faraja.org troverete tanti dati e anche il modo di darci una mano). Con le nuove case abbiamo lo spazio per aprire le braccia ad altri nuovi: così sono arrivati Amina, 10 anni, e il fratellino Jack, di 6 anni (nomi fittizi) abbandonati dalla mamma tanto tempo fa e ora anche dal padre. Sono rimasti soli per molti giorni e una maestra dava loro da mangiare. La pietà dei vicini ha smosso la 'macchina' dell'assistenza sociale per farli arrivare qui da noi! La bimba timida e spaventata e Jack che mi fissa imbambolato: non ha mai visto un europeo da vicino! Sono arrivati un giorno in cui c'erano una quarantina di giovani europei (spagnoli, portoghesi, italiani...) per un incontro e sono rimasti stupiti da tatuaggi, piercing, ma soprattutto da jeans bucati e strappati! Alex, è arrivato da pochi giorni portato da un poliziotto che ha avuto compassione del suo abbandono: dopo la morte dei genitori, nessun parente ha voluto prendersi cura del bambino che viveva in strada. Intelligente e simpatico si è subito inserito nella quotidianità della grande 'Famiglia della Consolazione'. Ma ecco che proprio ieri arrivano Samantha (2 anni) col fratello Sam di 10, spaventati e piangenti, accompagnati da un assistente sociale: la mamma è in prigione perché li 'drogava' per poter poi fare gli affari suoi anche per 2 giorni. Il padre “non esiste”! Storie tristi di abbandono... In anticipo auguro a tutti un gioioso Natale. Spero che anche il nostro sarà come al solito pieno di canti, rumoroso e allegro e con pacco-regalo personalizzato portato da alcuni 'Babbo Natale'. Un buon pranzo per tutti e anche per i più poveri che inviteremo al nostro tavolo. Un affettuoso abbraccio e un sincero ricordo da noi tutti.

Padre Franco Sordella – Tanzania

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