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«Non c’è alcuna vision, ma soltanto incuria»

Egregio Direttore,

parliamo di cose serie. Il consigliere Bori richiama il sindaco filosofo alla “vision” per una Savigliano sempre più sedata e seduta, tutta orientata al mondo dell'associazionismo, in parte, bacino di riferimento della sinistra imperante. Piano urbanistico, videosorveglianza, sicurezza, sviluppo delle categorie produttive, viabilità, mobilità sostenibile, valorizzazione del settore turistico, Università ecc... La città è priva più che di “vision” di concreta “mission”. Noi che lavoriamo da sempre nel settore privato siamo abituati a considerare e a sostenere i risultati operativi più che i modesti annunci, gli studi immaginifici, le commissioni e le consulte promossi da chi non ha mai lavorato in un cantiere. Consiglio i cittadini di farsi un giro perimetrale di piazza Schiaparelli, tra cordolature divelte, buche, sporcizia, radici affioranti, asfalti saltati e fessurati...altro che studio per un parcheggio sotterraneo, ipotizzato adesso in piazza del Popolo... sempre più piazza delle auto del popolo. E potrei evidenziare altre zone di Savigliano ormai lasciate all'incuria, conseguente ad una visione modesta e ragionieristica di questa amministrazione. Riconosco al sindaco la ricorrente capacità di scusarsi pubblicamente... che costa poco e, nelle intenzioni, gli fa fare (forse) anche bella figura. Ma non basta! A Tokyo, dove ho lavorato recentemente per le prossime Olimpiadi 2020, i giapponesi esprimono le loro scuse (Sumimasen) con l'inclinazione del busto e gradi di piegamento, definiti dalla loro tradizione, a seconda del reale pentimento e del rispetto sentito, quindi espresso, anche nei confronti dei cittadini. Temo che Savigliano sia ormai arrivata al grado successivo del harakiri con l'uso della spada wakizashi, imposto però a tutti noi da chi, rimanendo in vita, ci sta amministrando dall'alto del palazzo dell'imperatore (Kōtei no kyūden - 皇帝の宮殿). Saluti.

Fulvio D'Alessandro - Savigliano

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