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«Scuola sovraffollata, insegnanti senza colpa»

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo una “calda” estate, nel corso della quale addetti e non addetti ai lavori hanno divulgato giudizi in merito alla vicenda del sovrannumero degli alunni della scuola primaria di Borgo Pieve, noi insegnanti crediamo sia giunto il momento di far sentire la nostra voce. Intendiamo innanzitutto ringraziare la dirigente scolastica Emanuela Bussi e il personale docente e Ata dell’Ic Santarosa per la professionalità con cui hanno saputo accogliere le quattro classi delocalizzate, loro malgrado, nel succitato Istituto. Intendiamo altresì esprimere il nostro rammarico in merito alla situazione che si è venuta a creare e della quale non abbiamo potuto fare altro che prendere atto, non avendo voce in capitolo relativamente alle iscrizioni. Coinvolti nella ricerca di una soluzione e consapevoli dell’inevitabile disagio creato alle famiglie, abbiamo operato al fine di tutelare il benessere dei bambini. In tal senso abbiamo dato priorità alla continuità educativo-didattica, mantenendo l’offerta formativa delineata nel piano dell’offerta formativa. Inoltre, per agevolare il più possibile le famiglie e per facilitare i momenti di ingresso e di uscita degli alunni, abbiamo apportato modifiche all’orario scolastico e a quello dei singoli insegnanti. Abbiamo optato per il sabato nella sede di Borgo Pieve per poter usufruire degli spazi interni ed esterni e degli strumenti multimediali di cui la nostra scuola dispone. Cogliamo l’occasione per ringraziare: le famiglie che da sempre si sono contraddistinte per la disponibilità mostrata nei confronti della scuola; il Consiglio d’Istituto per il costante operato svolto anche durante il periodo estivo; il personale ATA del nostro Istituto per la collaborazione da sempre prestata e il collaboratore scolastico che quotidianamente si prende cura degli insegnanti e degli alunni trasferiti in via Ferreri. Concludiamo con un buon auspicio. Ci auguriamo che i nostri alunni diventino adulti educati: capaci di utilizzare i social con criteri civili, di optare per la critica costruttiva, di pubblicare le opinioni solo se fondate su effettive conoscenze, di operare professionalmente per il bene comune e non solo per interessi personali. Sostanzialmente, ci auguriamo che non prendano esempio da tutti coloro che, in questa situazione, avrebbero dovuto comportarsi, per il ruolo che ricoprono, da “buoni educatori”.

Insegnanti della scuola primaria di Borgo Pieve - Savigliano

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