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«Oggi è l’egoismo a dominare il mondo»

Caro direttore, viviamo in una società egoista, in cui l'ego predomina, in cui l'individuo pone se stesso al centro del mondo, in cui ogni singolo soggetto vuole che tutti i diritti gli siano riconosciuti. Quanti slogan abbiamo sentito in questi anni! Ma di fatto cosa significa veramente vivere in una società egoista? Le domande non ce le poniamo più, perché queste necessitano di risposte. Ed è più semplice aggrapparsi alle facili soluzioni, ignorando quelli che sono i veri problemi. Sicché questi restano irrisolti. Vivere in una società egoista significa che ognuno pensa per se? È sicuramente vero, ma se poi, con calma, riflettiamo, ci accorgiamo che ognuno pensa per se, si illude di essere padrone della propria esistenza, ma in realtà fa quello che gli altri gli dicono di fare, seguendo mode e slogan. Vivere in una società egoista significa che ognuno prima pretende che i propri problemi siano risolti e poi pensa a quelli degli altri? Probabilmente è così, ma molte volte i problemi personali sono frutto dei problemi collettivi irrisolti. Forse, ponendo un po’ più di attenzione ai problemi di tutti (ad esempio una maggiore salvaguardia dell’ambiente) anche i singoli ne gioverebbero. Potremmo fare decine di esempi, la mia riflessione vuole invece suggerire un’analisi partendo da una convinzione: io credo che la società sia egoista perché chi è al comando, ovvero chi ha le redini del potere, è quasi essenzialmente egoista, soprattutto coloro che non dovrebbero esserlo. Non sono un demonizzatore del potere, credo sia necessario, le democrazie hanno sostituito le monarchie dove il potere era dinastico, ora si può in teoria scegliere a chi affidarlo, ma purtroppo credo che chi ambisce al potere abbia poco chiaro il modo di esercitarlo e tenda, una volta raggiunto, a pensare solo a se stesso e al modo per mantenerlo. Abbiamo esempi un po' dappertutto di persone che esercitano la loro autorità in modo egocentrico ed egoistico, persone che non si fidano mai del prossimo, che considerano gli altri inferiori, che pretendono favoritismi e privilegi, presuntuosi ed accentratori, che paralizzano la dialettica e escogitano tutti i sistemi più o meno leciti per ridurre al minimo l'opposizione, intesa come la presa di posizione di qualcuno che la pensa diversamente . Tutto questo percorso storico, mascherato dalla necessità che il potente debba essere risoluto e deciso, non ha portato a una società più libera e plurale ma al contrario ad una società più ingessata, impaurita, ansiosa, dove prendono il sopravvento l'egoismo e la competizione. Lo psichiatra Crepet sostiene che “la competizione esasperata dell'oggi non seleziona le persone migliori ma solo quelle meno sensibili” e quindi, opinione che condivido, gli egoisti non sono i migliori bensì i più arroganti, i più spregiudicati, i più insensibili. In un bel libro James Hillman riepiloga quelli che sono gli stili del potere, oggi sembra prevalere il controllo, l'esibizionismo, la sopraffazione e la tirannia, invece della persuasione, della reputazione e del carisma. Le conseguenze di quanto sopra sono il rancore, la vendetta, sentimenti negativi che non servono e che invece di costruire, distruggono. Le persone che non seguono queste regole sono considerati deboli e poco adatti ad esercitare il potere. Chi ha avuto modo in questi anni di incontrare parecchie persone, in parecchi ambiti, tutte giustamente attratte dal potere, può evidenziare che se l'egoismo sarà la ricetta del potere per il futuro, si andrà incontro ad una società sempre più impaurita, arrabbiata e con più dubbi che certezze. E questo succederà nelle famiglie, nelle associazioni, nei piccoli comuni, nella grande città, nella scuola, sul lavoro, nella politica. E il mondo del volontariato dell'associazionismo sarà il primo a subirne i contraccolpi. Una speranza? Che l'uomo, quale essere intelligente, sappia ancora una volta porre rimedio ai propri errori, e questo succederà quando ognuno di noi, invece di arroccarsi sulla propria convinzione di avere sempre ragione, proverà ad andare un po' più nel profondo. Si accorgerà così che per ognuno ci sono dei limiti e quando un individuo ne è consapevole, sa anche capire quelli degli altri

Giuliano Degiovanni – Rossana

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