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«Carabiniere ucciso: disinformazione record»

Egregio direttore,

giovedì 25 luglio un carabiniere di 35 anni, durante un servizio viene ucciso a coltellate. La notizia si diffonde venerdì mattina e subito fonti “disinformate” parlano di due nordafricani autori del delitto. Immediatamente scattano le polemiche e le condanne, il Ministro Salvini (il chiacchierone), seguito dalla Meloni, si scagliano contro gli immigrati di colore etichettandoli “bastardi”, “animali” ed invocano «il carcere con lavori forzati a vita» aizzando così i cittadini che già pendono dalle loro labbra, ed anche quelli che credono di ragionare con il proprio cervello ma alla fin fine sono sempre succubi del loro razzismo. Venerdì sera arriva la notizia che sono stati fermati i presunti assassini, essi sono due giovani “americani” figli di papà ma violenti, che alloggiano in hotel a 5 stelle ma rubano e si drogano; essi appartengono a quel popolo che molti Italiani (e molti onorevoli) vedono come esempio di vita, grandiosità e civiltà. Ora io chiedo ai signori Ministri ed onorevoli come pensano di comportarsi nei confronti dei veri “assassini”, li condannate al «carcere con lavori forzati a vita» o li rimandate a casa (a spese nostre) senza dare giustizia al povero carabiniere (esempi passati ci sono). Un vecchio detto dice: usare il cervello prima di usare la lingua.

Lino Capello – Cavallermaggiore

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