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«Si paghi il giusto, ma nessun salario minimo»

Riceviamo e pubblichiamo:

È corretto attribuire un’equa retribuzione ai lavoratori, che contribuisca ad assicurare dignità a chi è occupato, ma non si può generalizzare fissando per legge un importo minimo come indica il disegno di legge per l'istituzione del salario minimo orario. In Italia esiste un sistema di contrattazione collettiva collaudato, supportato da relazioni sindacali consolidate e da un impianto che finora ha dimostrato di saper tutelare in modo adeguato gli interessi dei lavoratori e delle imprese. L’impianto è senz'altro migliorabile, ma non può e non deve essere stravolto. Dobbiamo considerare che oggi all'azienda il lavoratore costa quasi due volte quello che percepisce di retribuzione netta. L'introduzione di un salario minimo orario finirebbe inevitabilmente per far crescere ancora il costo del lavoro, con il rischio di aumentare le retribuzioni meno qualificate, appiattendo le figure professionali per avvicinarle a quelle superiori.

Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Piemonte - Cuneo

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