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«Alpini: si sotterrino le armi senza troppe storie»

Riceviamo e pubblichiamo:

Mi ricordava sempre mio nonno “parotu” che “el tort e la landa venu nen da l'istesa banda”. Traduco: il torto e la lamentela non vengono dalla stessa parte, ovvero ce n'è un po' di qua ed un po' di là. Se circa due anni addietro è successo lo sgradevole incidente nella sezione ANA di Savigliano, appena usciti i risultati delle elezioni anticipate, ciò dimostra che l'ex presidente Secondo Cavallo, messo in solenne minoranza, senza alcuno dei suoi simpatizzanti nel direttivo, ovvero 1, lui solo, a 6, si rese conto “Qui gatta ci cova”, ovvero “Questi non sono scherzi da alpini...”. Di qui la sua sfuriata, ben illustrata nell'articolo uscito a proposito sull'ultimo numero de “Il Corriere”, per la quale ancor oggi si pretendono le scuse da chi gli fece il “pacchetto”. E le prove di tale gestaccio usatogli sono state poi ritrovate e conservate. Se la Sezione di Cuneo ha, come riferiscono nella lettera i maggiorenti della vecchia sezione di Savigliano, “incredibilmente ratificato la formazione del nuovo gruppo” è perché tali prove esistono e i responsabili della sezione di Cuneo ne hanno preso visione. Quindi le baionette di guerra dovrebbero essere sotterrate da entrambe le sezioni senza troppe storie. Attendendo un anno e mezzo, infatti, si sarebbe alla sezione ANA di Savigliano arrivati alla scadenza del mandato. Le correnti all'interno della stessa si sarebbero venute a costituire, ma senza una maggioranza schiacciante, in modo da non offendere clamorosamente nessuno. L'attesa della fine del mandato non c'è stata, non so perché, così tutto è precipitato sortendo il rischio, prima inaspettato, poi avveratosi della formazione di un'altra sezione a Savigliano degli alpini. Ma con l'età che le penne nere hanno sulle spalle, quanta prospettiva di vita hanno le sezioni? Di qui a dieci anni che ne sarà delle sezioni a Savigliano? La cosa più intelligente sarebbe un ricambio generazionale nel direttivo, ovvero lasciare le leve di comando a persone che non hanno vissuto rancori, per adire con serenità ad una fusione. Dispiace, infine, pensino, come figura nel loro articolo, che da parte nostra si sia “voluto riaprire la polemica”. È stato frainteso il senso del semplice invito, fatto pervenire direttamente alla locale sezione, di collegarci per il viaggio commemorativo al colle di Nava. Forse si è mal interpretata la nostra comunicazione alla sezione di Cuneo, quando abbiamo letto che da parte loro si voleva fare contemporaneamente un viaggio, trascurando il nostro invito ad unirci. Due autobus sono più costosi, non è certamente una scelta intelligente e non è soprattutto degna degli alpini d'Italia. Soprattutto tale iniziativa congiunta avrebbe potuto essere un inizio di riconciliazione nel ricordo dei Caduti. Se il nostro comportamento, qui illustrato, è visto come occasione per riaprire una polemica, a questo punto c'è paura a salutarsi.

Ferruccio Orusa – Saviglian

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