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«Quanta incuria nel parco del Castello»

Riceviamo e pubblichiamo: La settimana scorsa ho fatto un giro nel parco del Castello di Racconigi e purtroppo devo esprimere il mio disappunto per lo stato d’incuria in cui si trova. Senza dubbio ci saranno dei validissimi motivi, compresi forse quelli economici, che noi visitatori non conosciamo affatto. Sembra lontanissimo il 2010 quando era stato definito, questo, il parco più bello d’Italia; era stato recuperato “ il giardino dei principini” con il frutteto ed il pergolato dell’uva, alle Margarie si tenevano gli spettacoli musicali estivi e nelle serate invernali c’erano le rappresentazioni con suoni e luci; era stato recuperato addirittura l’imbarcadero, sul corso d’acqua; c’erano pure i punti di ristoro alle Margarie e all’Osteria dei Cavallini. Era già tutto fatto e predisposto, bastava solo mantenerlo, compresi i numerosi percorsi secondari che ho visto completamente scomparsi, invasi dalle sterpaglie. Credo di non essere il solo a richiedere a chi amministra i nostri beni culturali il massimo impegno per questo che non sarà più il migliore, ma continua ad essere il parco inglese più esteso d’Italia. Io penso che sarebbero tante le aziende agricole della zona, che sono attrezzate e potrebbero concorrere, se il mantenimento del sottobosco venisse appaltato per settori. Addirittura ho visto degli esperimenti perfettamente riusciti dove la pulizia del sottobosco viene affidata a greggi di capre e l’erba dei prati viene venduta ai malgari per il pascolo o per farne del buon fieno, specialmente il maggengo, con un ottimo ricavato. Si può provare a fare diverse cose! Questa però è solo la constatazione di un semplice visitatore che non è al corrente degli enormi problemi burocratici, al quale però dispiace vedere irrisolte delle questioni che possono apparire di facile soluzione. Sorge spontaneo il confronto con altre residenze sabaude piemontesi (Stupinigi – Venaria) perfettamente mantenute, che continuano ad essere dei meravigliosi poli attrattivi per il turismo culturale, mentre a Racconigi i turisti sono quasi scomparsi! Mi voglio scusare con gli amministratori del Castello di Racconigi per queste mie considerazioni e li prego di non volerle giudicare delle irriverenti osservazioni.

Giancarlo Gili – Savigliano

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