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«Ma i grillini non avevano abolito la povertà?»

Riceviamo e pubblichiamo:

Nella vita mi sono imbattuto più volte in situazioni che mi hanno indotto stupore. La lettera pubblicata su questo a firma Antonello Portera fa parte delle suddette situazioni. Premesso che condivido buona parte di quanto scritto in quella lettera, mi stupisco che i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle vedano ancora la povertà. Ma non era stata abolita dal loro leader con annuncio solenne alla popolazione? Evidentemente non è così! La verità è che non è possibile abolire la povertà ma bisogna adoperarsi per ridurla e quando questo non è possibile, bisogna accettarla, accoglierla e rendere dignità ai poveri. L’attuale governo non sta mirando ad occuparsi delle istanze dei poveri ma bensì di quelle che arrivano da chi rifiuta i poveri e li vuole lontano dalla propria vista. Essere poveri non è una colpa, anzi noi italiani dovremmo esserne coscienti prendendo esempio da Giovanni di Pietro di Bernardone, divenuto santo per aver lasciato tutte le sue ricchezze per vivere da povero. Tra tanti e sconosciuti ricchi borghesi del suo tempo, dei quali nessuno ricorda più nulla, lui divenne il santo più venerato della storia e che tutti ricordiamo con il nome di Francesco d’Assisi che viveva di sola elemosina. Oggi, grazie anche alla martellante campagna propagandistica, si guarda al mendicante con disprezzo, quasi che mendicare sia una colpa e non una scelta di necessità. È pieno il mondo di ricchi con le pance piene che parlano di come riempire le pance vuote dei poveri, non coscienti del fatto che le pance vuote restano tali proprio perché non si dà voce ai quei poveri che potrebbero suggerire i modi per riempirle. Ha ragione Portera nel dire che Salvini non sta facendo nulla per i poveri e mi viene da citare Antonio Albanese quando, nelle vesti di Cetto La Qualunque, dice: “È ora di finirla con sta storia dei poveri e bisognosi, capita, può capitare, e cosa intendo fare io? una beata ……”. Salvini non parla mai di poveri, come se gli italiani fossero solo gli evasori ai quali ha fatto il condono o quelli che guadagnano oltre centomila euro l’anno e ai quali vuole ridurre le tasse, ma i poveri ci sono, anche italiani e in qualche modo devono mangiare. Se invece di colpevolizzare queste persone, cominciassimo a restituirgli la dignità dovuta, forse potremmo aiutarli a recuperare almeno l’autostima, invece li condanniamo a spostarsi dieci metri più in là perché altrimenti (come suggerisce Portera nella sua lettera) in quel negozio non entra più nessuno. Che tristezza signor Portera, la colpa di questa crescita d’intolleranza è anche colpa dei 5 stelle che, le ricordo, non sono all’opposizione ma al governo con la Lega, se non condividono la sua linea dovrebbero smettere di governare con lei che a grandi bocconi si sta mangiando i voti degli elettori pentastellati delusi dal suo Movimento che ha fatto fortuna presentandosi come diverso dagli altri partiti, puro e pulito che non faceva sconti e alleanze con nessuno ma che alla prima occasione ha accettato compromessi che lo hanno reso nudo a quegli elettori che gli avevano creduto ma ora che lo hanno tastato si sono affrettati a sputare il boccone amaro.

Roberto Lopreiato – consigliere comunale (Pd)

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