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«La democrazia ha bisogno dell’opposizione»

Gentilissimo Sig. Direttore,

negli ultimi 10 anni siamo stati i rappresentanti della lista “Insieme per Cavallerleone” eletti in Consiglio Comunale occupandone i banchi destinati all'opposizione. Da tempo avevamo concordemente deciso di non proseguire in questa esperienza. Nonostante le numerose e a volte pressanti richieste a riproporci ancora una volta, e la disponibilità di alcuni giovani del nostro paese a far parte di una eventuale nuova compagine, ragioni di opportunità, di carattere personale ed altre ancora, ci avevano indotto a confermare questa decisione e a prenderci, quindi, un periodo di pausa indefinito. Il rammarico di questi momenti è di non avere avuto, per le recenti consultazioni elettorali, l'opportunità di scegliere tra più opzioni essendosi proposto un solo candidato sindaco e questo, in democrazia, non è proprio un fatto positivo e non dovrebbe rallegrare nessuno perché, come ebbe a dire P. Calamandrei, che non era proprio un cialtrone: “Per far funzionare un Parlamento, bisogna essere in due, una maggioranza e una opposizione”, ma forse l'immagine migliore la fornisce H. W. Mabie: “Non aver paura dell'opposizione. Ricorda, un aquilone si leva quando ha il vento contro, non a favore.” Ad elezioni avvenute non possiamo che notare, nel nostro Comune, il deciso incremento degli astenuti passati dal 33,48% delle amministrative del 2014 al 43,10% delle attuali; segnale evidente che avere un solo candidato non è molto attraente per l'elettorato e che, sebbene legittimamente, non tutti ritengono che votare sia, oltre un dovere civico, un diritto da custodire gelosamente e da farsi valere ogni qualvolta ce ne sia la possibilità, come invece lo è stato e lo è per noi che tale diritto lo abbiamo esercitato. Proprio l'affluenza, che alle ore 19 di Domenica era solo al 42,94%, ha rischiato di essere la protagonista di questa tornata elettorale facendo rimanere con il fiato sospeso non poche persone che mal devono avere vissuto quei momenti. Un'ultima annotazione e nota di meditazione: tra i 371 votanti ben 98, equivalenti ad un 15,03% degli aventi diritto al voto (il 26,42% dei votanti), nel proprio libero convincimento, nel segreto dell'urna e infischiandosene di fantomatiche indicazioni, hanno scelto di lasciare la scheda in bianco o renderla nulla, facendo in tal modo venir meno un improbabile ma, crediamo, auspicato plebiscito. Infatti, il significato che viene comunemente attribuito a questo gesto è che l'elettore non vuole rinunciare al diritto di voto ma non si riconosce nel candidato e che, nel nostro caso, tuttavia è stato coscientemente indispensabile al raggiungimento di quel quorum del 50% che ha permesso all'aspirante sindaco di essere eletto, rendendo ininfluenti il numero di voti ottenuti dalla propria lista (273 pari al 41,87% degli aventi diritto al voto). Sinceramente ci auguriamo che non si continui a giustificare le proprie mancate aspettative e le irraggiungibili chimere, imputando fantasiose responsabilità ad un inverosimile avversario, come ad esempio una opposizione politica che non esiste avendo cessato la sua attività ancor prima della conclusione del mandato amministrativo.

Sergio Mola, Francesco Bonino e Mauro Tortone Cavallerleone

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