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«Ancora tanta strada per liberarci dall’amianto»

Riceviamo e pubblichiamo:

Venerdì sera, ho partecipato con il sindaco di Savigliano e il consigliere regionale Paolo Allemano all'annuale fiaccolata in memoria delle vittime dell'amianto, promossa dall’Aica, l’Associazione italiana esposti amianto, con il patrocinio del Comune e la collaborazione del Centro servizi volontariato Società solidale. Un momento struggente dal forte significato politico: non ci si può rassegnare alle morti sul lavoro. Savigliano ha pagato un prezzo alto: 125 vittime alla Snos Fiat Ferroviaria, 150 in provincia di Cuneo. Ma la strage continua: ogni anno 350 persone muoiono in Piemonte a causa dell’amianto, 4.000 in Italia, 100 mila nel mondo. Queste famiglie non devono essere lasciate sole; la battaglia dell’Aica va sostenuta: è la nostra battaglia. Trent’anni fa l'Europa, mettendo al bando l'amianto, ha segnato la fine dell’utilizzo di un materiale che ha costituito la più rilevante causa di cancro da lavoro. La strada da fare è ancora tanta: restano aperti enormi problemi sia dal punto di vista ambientale (servono risorse per le bonifiche); giudiziario (sono in corso cause che faticano a trovare una soluzione equa) e sociale (città intere, con le loro famiglie segnate da lutti dolorosi, hanno pagato e continueranno a pagare un duro prezzo all’amianto). Anche in questo l’Europa deve fare la sua parte.

Ivana Borsotto – candidata europarlamentare Pd

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