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«Chiusura parco del Castello: colpa delle riforme Pd»

Egregio direttore,

in seguito all'incontro con il direttore del Castello abbiamo inviato al Ministro dei Beni Culturali Bonisoli una dettagliata relazione. L'attuale chiusura di questo vero e proprio tesoro del Piemonte è avvenuta in seguito alla caduta di un albero di frassino ad agosto 2018. L'intervento di un agronomo ha messo in luce la necessità di interventi su altri alberi di alto fusto. Così per precauzione e sicurezza il parco è stato chiuso. Sebbene la spesa per l’abbattimento degli alberi, le potature e la messa in sicurezza sia inferiore a 40 mila euro, il Polo Museale ha scelto di fare riferimento alla figura del Manutentore Unico, attraverso la procedura informatizzata nazionale. A questo punto l'intera vicenda ricade nelle maglie del “Decreto Musei”, la cosiddetta “Rivoluzione Franceschini” che ha condotto alla nascita di un sistema museale nazionale. Nella riforma citata i musei vengono separati dai territori scindendo uffici, biblioteche, archivi ed insomma generando un caos totale. La riforma targata PD ha prodotto la netta separazione tra tutela e valorizzazione, generando un’iper-burocratizzazione che rende inefficace l’azione di tutela del Ministero. Ed è proprio questa burocrazia che stritola il Parco del Castello in un incastro tra Polo Museale e struttura territoriale. Dopo la nostra dettagliata relazione auspichiamo in un intervento risolutore del Ministero per restituire ai cittadini cuneesi ed all'intero Piemonte il Parco del Castello di Racconigi.

Mauro Campo, consigliere regionale M5S Gruppo M5S Racconigi

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