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«Una settimana d’attesa prima di essere visitato»

Egregio direttore,

con questa mia lettera vorrei esprimere il mio disappunto per un fatto che mi è accaduto un paio di settimane fa. Purtroppo, la mia salute ogni tanto fa degli scherzi: soffro di asma e, qualche volta, mi capita di aver necessità di un consulto medico per alcuni acciacchi. Con il pensionamento del mio vecchio medico di famiglia, ho dovuto scegliere un nuovo professionista. Da qualche tempo lamentavo un dolore in gola, quasi da sentire a soffocarmi. Ho chiesto un consulto al mio dottore, che sono riuscito a incontrare solo una settimana dopo, perché qui a Cavallermaggiore gli orari di ricevimento sono molto limitati. Con mio grande dispiacere, ho dovuto constatare che il dottore ha fatto la sua diagnosi senza visitarmi approfonditamente, ma con un colloquio conoscitivo e la cura è stata la somministrazione di un antibiotico per sospetta influenza. Purtroppo il male non migliorava, neppure dopo qualche giorno di terapia, così mi sono dovuto rivolgere al Pronto Soccorso dove, anche qui attendendo praticamente tutta una giornata, sono poi stato visitato da un otorinolaringoiatra che ha scoperto effettivamente qual era il mio problema, fortunatamente risolvibile (si trattava di una brutta afta). Al di là del fatto, la questione è un’altra. Capisco la mole di lavoro dei medici di famiglia, ma è corretto aspettare così tanto per poter essere visitati? E, quando si riesce a passare, non sarebbe opportuno fare delle visite dettagliate prima di prescrivere una qualche terapia? Perdoni lo sfogo, saluti

Giuseppe Panero - Cavallermaggiore

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