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«Ho lavorato una vita, ho una pensione da fame»

Riceviamo e pubblichiamo:

Sono un artigiano edile di Savigliano e vorrei far sapere in che modo il governo precedente a questo ci ha ridotto con leggi burocratiche, troppe tasse e crisi del Terzo Mondo. I poveri sono sempre più poveri e i ricchi sempre più ricchi. Ci sono sprechi a non finire e corruzione da tutte le parti governative. Sono un artigiano edile con 60 anni lavorativi, 78 anni di età ed ho cominciato a lavorare a 13 anni come apprendista muratore, viaggiavo per arrivare in cantiere in bicicletta con pioggia e vento, mangiavo sul cantiere con borsa e “barachin”. Ho fatto questa vita per diversi anni e poi ho continuato sotto impresa. Purtroppo in quell’azienda tenevano i libri paga nei cassetti e non mi mettevano a posto i contributi. All’inizio sono partito come artigiano e il mio consulente non mi ha fatto versare i contributi all’Inps, versavo solo quelli all’Inail. Oggi la mia pensione con 64 anni di contributi versati è di 136 euro. In seguito sono sorti altri problemi: ho acquistato un lotto di terra per costruire delle villette e ho realizzato la struttura e i muri come pagamento del terreno. Ho costruito e venduto e successivamente ho proseguito nel fare case comprando solo i materiali, purtroppo però nel 2008, con la crisi edilizia, sono rimaste invendute le costruzioni che erano intestate alla mia società. Per fare impresa e costruire bisogna appoggiarsi alle banche, fare mutui per finanziare l’impresa con ipoteche sempre sull’immobile. La crisi edilizia non ha permesso di vendere e di pagare le rate del mutuo che ammontava a 150.000 euro ed è scattato il pignoramento per 400.000 euro sulle unità abitative e a quel punto sono rimasto bloccato con le vendite. Essendo unico titolare della società volevo integrare 14 anni di contributi Inps da 64 anni a 78. Mi sono rivolto all’Inps e mi hanno detto che devo cessare l’attività edilizia… ma se faccio cessazione della mia attività non posso più a firmare gli atti di vendita degli immobili. Così la pensione va a finire ai vitalizi dei parlamentari e gli immobili sono pignorati per un importo di 350.000 euro. Il mio debito restante è di 50.000 euro. Come faccio a pagare se non riesco a vendere perché i beni sono pignorati? Se qualche cervellone consigliere finanziario mi da una spiegazione su come devo fare per uscire dalla rete burocratica del governo italiano mi farebbe piacere… almeno prima di farmi buttare fuori casa e arrivare a dormire in macchina. Grazie,

Lettera firmata – Savigliano

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