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«Perchè Bimbomaggio deve chiudere così?»

Riceviamo e pubblichiamo:

La prima attività pastorale presentata al nuovo parroco, arrivando a Racconigi nel luglio del 2016, fu proprio il Bimbomaggio. Ragazzi entusiasti e orgogliosi del loro operato si prodigavano per aiutare don Maurilio ad apprezzare la loro attività. Ne fu contagiato da subito. Appariva ai suoi occhi proprio un bell’evento e, come lui stesso disse, non poteva che rallegrarsi per il fatto che fosse realizzato dalla parrocchia. Appesa nell’ufficio del parroco capeggia la foto di quando don Maurilio fu chiamato a presentare il suo primo Bimbomaggio. Crediamo sia un segno inequivocabile della sua stima per l’impegno dei ragazzi in questo ambito. Il Bimbomaggio fu il primo punto all’ordine del giorno del neo-consiglio parrocchiale per la pastorale. Ribadimmo, col pieno favore di don Maurilio, che l’evento rappresentava un’ottima opportunità pastorale. Più volte, in passato, i volontari auspicarono ancor maggior attenzione da parte della parrocchia per questa attività. Così, insieme al parroco, consultammo subito sia i legali che il commercialista della parrocchia al fine di capire in che modo la Parrocchia avrebbe potuto sostenere i ragazzi in questa attività, sgravandoli del fardello della tanta burocrazia che vi sta dietro. Come consiglio decidemmo che ai giovani bisognava dare il palcoscenico, e che le "scartoffie" ce le saremmo gestite noi. Venne aperto un conto corrente ad hoc, a cui i volontari avevano pieno accesso. Questo avrebbe garantito piena libertà nella responsabilità dei giovani, per gestire l’evento. Vista l’imponenza della manifestazione, nel dubbio che gli sforzi di generosità della comunità non fossero bastati a sostenere tutte le spese, col consiglio affari economici della parrocchia, e il benestare di don Maurilio, deliberammo che la parrocchia si sarebbe caricata degli eventuali disavanzi. Ci sentiamo di dire, che ogni sforzo è stato fatto per sostenere il Bimbomaggio, anche quando, a seguito degli attentati in Europa, si inasprirono le pratiche burocratiche sulla sicurezza. La gestione del Bimbomaggio ha mantenuto la medesima piena libertà dei ragazzi, come negli anni precedenti. Anche se sarebbe stato legittimo, don Maurilio non ha interferito in nulla rispetto la gestione dell’organizzazione. Come di consueto i giovani hanno scelto i temi, le scenografie, gli invitati, le musiche, le collaborazioni. Dal parroco di Racconigi venne un’unica richiesta: poter presentarsi sul palco (come volontari) con una maglietta che rappresentasse l’appartenenza parrocchiale. Sembrava la cosa più naturale del mondo. La parrocchia è la promotrice dell’evento e desiderava che i volontari si riconoscessero in essa (il logo fu scelto con il consiglio dei giovani). Nulla di più normale; Invece no. Una parte dei volontari indossarono la maglietta della parrocchia, un’altra si rifiutò categoricamente. Ai non addetti ai lavori forse sfuggì, ma fu proprio la realtà dell’ultimo Bimbomaggio. Sempre più meravigliati e lo ammettiamo, sempre più sconfortati, ci vedemmo negata ogni forma di dialogo. In una delle riunioni fra organizzatori, uno di loro riuscì a dire apertamente che a lui personalmente del Vangelo non interessava niente e che dunque non era così necessaria una appartenenza alla parrocchia. Evidentemente quest’ultima avrebbe dovuto solo limitarsi a mettere tutte le strutture, tutte le garanzie economiche e poi sparire, silenziosamente, senza pensare di rivendicarne la paternità. Nonostante questa mortificazione subita, abbiamo ancora voluto credere che si potessero compaginare le vedute. Apprendiamo della divulgazione di una lettera firmata a nome di diversi volontari che salutano ufficialmente il Bimbomaggio. A questo punto è evidente che ad oggi non sussistono le condizioni per la realizzazione del Bimbomaggio 2019. E dunque, nostro malgrado, non ci resta che ratificare quanto appreso dalla lettera di questi volontari: “Bimbomaggio si prende una pausa”. Lo diciamo con rammarico e profonda sofferenza. Resta per noi inspiegabile questo epilogo. Tuttavia, la parrocchia resta un luogo capace di dialogo, con quanti vorranno aiutarci a comprendere meglio il perché di tutto questo e una eventuale riconsiderazione di posizioni così inspiegabilmente inasprite.

Il Consiglio parrocchiale per la pastorale di Racconigi

 

Scrivo in calce a questa lettera, per fare mie le parole dei miei collaboratori, assumendone la paternità e una piena condivisione. Mi dispiace profondamente che i bimbi e le famiglie di Racconigi siano private di una bella manifestazione per motivi che ad oggi personalmente non comprendo.

Don Maurilio Scavino

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