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«Basta perdere altro tempo sull’autostrada Asti-Cuneo»

Signor direttore,

sull’edizione piemontese del Corriere della Sera il prof. Ponti sostiene che la conclusione dei lavori sulla A33 Asti-Cuneo non sia una priorità e che essi non sono attualmente assoggettati all’analisi costi-benefici. È noto che il M5S si è sempre mostrato ostile all’opera e ancora recentemente il ministro Toninelli (26 settembre) e il vicepresidente del Consiglio Di Maio (21 gennaio) ribadivano la loro contrarietà al completamento dell’autostrada. Ostilità che essi estendono all’intesa raggiunta dal ministro Del Rio in sede di Unione Europea volta a sboccare, dopo anni di colpevole inerzia, opere per decine di miliardi di investimenti nel sistema infrastrutturale nazionale, tra cui il completamento della A33. Si tratta di opere attese da tempo immemorabile e destinate, tra l’altro, a rilanciare il sistema delle costruzioni, il quale ha subito in Italia negli ultimi 10 anni una autentica strage di imprese (meno 140.000) e di addetti (meno 800.00). Nello stesso periodo nelle provincie di Asti e di Cuneo hanno chiuso 890 imprese e 4217 addetti hanno perso il lavoro. Non è certo questa la sede, signor direttore, per rifare la storia ultratrentennale della A33 ed esporre le ragioni della sua imprescindibilità per l’economia e la sostenibilità ambientale del nostro territorio. Ci chiediamo, noi profani di metodologie sofisticate e certamente ignari delle priorità nazionali, cosa vi sia da ulteriormente analizzare in un opera: decisa negli anni ’90, data in concessione negli anni 2000, realizzata per 81 dei 90 Km previsti dal progetto (rivisitato ulteriormente) ed i cui costi di completamento (350 milioni di euro) saranno posti a carico del Concessionario e del Gruppo Sias (Gavio), attraverso il meccanismo di cross financing e, dunque, senza oneri per lo Stato e senza aumenti delle tariffe per gli utenti. Nella sostanza tutto è già stato predisposto per concludere i lavori in fretta. Ora tocca a loro: dimostrino di essere all’altezza della sfida del governo: senza piagnistei e senza l’eterno “vorrei ma non posso” e la fantomatica ricerca “del meglio” che, come sappiamo, è “nemico del bene”. Grato per l’attenzione.

Luca Quagliotti - segretario della CGIL Asti

Davide Masera - segretario della CGIL Cuneo

Chiara Gribaudo – deputata Pd

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