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«Museo: non è più tempo di pensare localmente»

Gentilissimo Direttore,

In queste settimane leggendo tra le righe dei due giornali locali del saviglianese ho potuto osservare con profondo dispiacere l’evoluzione del caso del Museo Civico di Savigliano e della polemica infuocata tra i banchi del Consiglio Comunale di Savigliano. Tralasciando le mosse politiche e le polemiche da esse innescate, i veri problemi che emergono da questa storia sono altri: mancanza di idee e forze, gelosie e incapacità di fare rete. Rettifico subito: le idee ci sono. Oltre ai “grandi” enti culturali saviglianesi (Museo Civico, Archivio, Biblioteca) e agli altri istituti che nel tempo hanno preso piede (Museo Ferroviario e Mùses) ci sono tantissime realtà associative del saviglianese, che non vuol dire solo a Savigliano, che si impegnano a conservare e produrre Cultura. Fortunatamente ci sono anche collettivi con giovani al comando: mi viene in mente Prometeo a Savigliano, Altra Cultura a Genola, noi della Biblioteca di Marene e i colleghi della Biblioteca di Cavallermaggiore, Villanova Solaro, Murello e Caramagna. Come detto le idee ci sono e le potenzialità anche, ma manca un elemento che ci può permettere di fare il salto di qualità: la strategia a lungo termine a livello territoriale. Tutte queste bellissime iniziative rimarranno fortemente circoscritte fino a quando non si deciderà di sedersi tutti attorno ad un tavolo (Comuni, associazioni, le Terre dei Savoia, Fondazioni bancarie e banche conferitarie, ATL, Centro servizi del volontariato, scuole ed università) per decidere insieme quali sono gli obiettivi del futuro. Ci mancano volontari. Leggendo sui giornali ho notato l’invito di alcuni consiglieri comunali alle associazioni saviglianesi di presentare progetti per la gestione del Palazzo Muratori-Cravetta. Ironia della sorte nelle pagine a fianco c’era un’intervista al presidente della Consulta della Solidarietà dove ci si lamentava della mancanza dei volontari. Tristemente non c’è più la propensione (non solo dei giovani) come nel passato, per cui non bisogna più pensare che i volontari risolveranno tutti i problemi. La mancanza di coordinazione a livello territoriale rischia di portare la saturazione dell’offerta culturale con molteplici iniziative, a volte identiche. Questo porta alla creazione di inutili gelosie che non portano da nessuna parte e fisiologicamente inducono alla riduzione dell’entità dei contributi della Fondazione CRS e della Banca CRS. Il consiglio che rivolgerei agli amministratori saviglianesi (e non solo) in questo momento sarebbe quello di non concentrarsi esclusivamente sul modello di gestione del Museo Civico, ma forse concentrarsi di più sull’idea di territorio che si vuole essere e come la Cultura possa essere uno dei fattori di sviluppo più impattanti, magari considerando proprio il Museo Civico di Savigliano come hub culturale. Forse in questo modo la risposta al quesito tanto discusso verrà trovato. Fino a quando rimarremo chiusi nei nostri cortili, nulla cambierà e continueremo a rosicchiare tutti l’osso già scarno. La ringrazio per lo spazio concesso.

Marco Biolatti – Marene

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