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«Padri sempre penalizzati durante le separazioni»

Egregio direttore,

ho letto che il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno in Consiglio Comunale con la richiesta di sollecitare il Parlamento al ritiro del disegno di legge n. 735/2018. A tal proposito vorrei rammentare che il senatore leghista Simone Pillon non è l'assoluto fautore del disegno in questione, che ha visto coinvolti firmatari di altre forze politiche: egli è semplicemente il primo firmatario; mi preme anche sottolineare che l'attività svolta dal Pillon in altri ambiti sociali, che spesso e volentieri genera malumori e discussioni, non ha nulla a che spartire con i propositi del disegno presentato in Parlamento. Allo stato attuale sono depositati ed in fase di discussione anche altri disegni : n.768 e 837 in discussione al Senato, concernenti il diritto di famiglia e l'affido dei minori per le coppie separate. Tutti questi nascono dall'esigenza di andare a correggere una situazione, ormai latente e cronica, che vede un grosso squilibrio nella gestione degli affidamenti e di conseguenza ripercussioni negative sui figli minori e sulla loro gestione. È importante ricordare che l'unica legge attualmente in vigore, la L. 54/2006, è stata stilata e fatta approvare su spinta del Prof. Marino Maglietta di area Pd: dal punto di vista di principio offre vari spunti e riferimenti ai concetti “alti” della bigenitorialità e del preminente interesse del minore, ma malauguratamente non prevede adeguati vincoli per la loro applicazione: in buona sostanza in questi tredici anni detta legge non è stata applicata ed i giudici hanno preferito utilizzare le vecchie prassi antecedenti, fortemente improntate alla cosiddetta “maternal-preference”. Questo è il semplice motivo per cui si rende necessaria una revisione della legislazione in essere, sempre focalizzando quanto cita l'articolo 337 ter c.c.: “Il figlio minore ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno dei genitori, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale”. È utile rammentare a tal proposito che le proposte di modifica non sono una novità, diversi sono stati nel passato recente i disegni presentati, ad esempio: n. 1756/2015 ad opera di E.Blundo (M5S), n. 1163/2013 del sen. Divina (Lega) e addirittura il n. 1403/2013 ad opera dell'attuale Ministro della Giustizia Bonafede (M5S); in quel di Trento in ambito di Consiglio Regionale i pentastellati hanno aperto un “tavolo tecnico” al riguardo per discutere ed approfondire le proposte del DDL-Pillon; la redazione del disegno è stata supportata o caldeggiata da autorevoli studiosi di settore, quali Vezzetti, Camerini, Pingitore, Risè. Questi dati non possono che confortare al riguardo dell'assoluta necessità del cambiamento; d'altra parte se le esigenze dei minori devono essere al primo posto, si deve prendere atto che le dinamiche separative attuali generano un forte e diffuso disagio per la categoria dei padri: disagio non recepito dall’opinione pubblica, né descritto negli articoli dei “media”, ma purtroppo serio e concreto tanto che i dati Istat posizionano l'otto per cento dei padri separati in povertà assoluta (leggasi: per la strada!), a Torino come in molte altre città italiane sono sorte apposite Case dei Padri per queste specifiche emergenze; un ulteriore buon motivo per approfondire ed appoggiare il DDL 735/2018. Per il gruppo consiliare mi domanderei piuttosto come mai Savigliano, alla stregua di tanti altri Comuni italiani (Cuneo e Busca in provincia ), non abbia ancora approvato il Registro della Bigenitorialità: strumento amministrativo a tutela dei minori, oppure perché non promuova approfondimenti e dibattiti, anche pubblici, sull'argomento. Ringraziando per l'ospitalità, cordialmente saluto.

Angelo Saimandi – Savigliano

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