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«Caro Babbo Natale, la dignità non ha prezzo»

Riceviamo e pubblichiamo:

Carissimo Babbo Natale, ci stiamo avvicinando al Natale, sono tutti agitati, intenti a cercare apparenza e regali che prenderanno la ruggine nelle cantine. Ho voluto scriverti questa lettera perché sono allo stremo delle forze fisiche e psicologiche, sono disoccupato dal 2015, tranne qualche parentesi lavorativa con stipendi irrisori, ho due figli, due gemelli, uno si chiama Francesco, l’altro Emanuele. Da quasi due anni viviamo con un solo stipendio, quello di mia moglie, un part- time, che ci permette di sopravvivere. Ho messo la casa di proprietà in vendita perché non ho la possibilità di sostenere le spese condominiali. Sono consapevole che situazioni così sono solo un ago in un pagliaio, in questo mondo disastrato, le lacrime versate ogni notte di nascosto magari annegate tra le ore più buie non servono a nulla, ma allora ti chiedo carissimo Babbo Natale come faccio? Come faccio a far capire le rinunce obbligate ai miei figli, non sto parlando di giochi o di dolci, ma di scarpe, perché a 6 anni i piedi crescono a dismisura, non è facile mandare i miei figli a scuola con le scarpe incollate, eppure sono orgoglioso di farlo perché la mia dignità passa anche dalla colla alle scarpe, sono fortunato perché nel mondo c’è chi non ha neppure una casa, neppure un piatto caldo di minestra. Carissimo Babbo Natale, guarda fa lo stesso se sei super impegnato, non voglio essere egoista, se non sono troppo invadente lasciami il tuo indirizzo mail, provo a mandarti il mio curriculum, chissà magari hai bisogno di qualche assistente. Ciao Babbo Natale, volevo ancora dirti questo, per questo Natale non portarmi nulla, anzi porta quello che era destinato a me a chi ha veramente necessità. Ciao buon lavoro, un papà come tanti.

Lettera firmata – Savigliano

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