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Linea dura sull'immigrazione?

Ci sono sentimenti contrastanti riguardo la nuova linea, dura, che il Governo ha stabilito riguardo l’arrivo dei barconi di immigrati. Da una parte risuona il monito del cardinale Ravasi: “Ero straniero e non mi avete ospitato”, lapidario nel condannare qualunque ostacolo all’accoglienza degli stranieri.

Dall’altra ci sono miriadi di considerazioni che impongono limiti e regole all’accoglienza. Quanti delitti, violenze, furti, rapine abbiamo dovuto subire da parte dei clandestini? Quante sono le persone che lucrano sullo sfruttamento degli immigrati senza che nessuno possa far rispettare un minimo di regole? Quante organizzazioni criminali pianificano la fuga dai paesi poveri depredando le famiglie, promettendo lavoro e dignità per poi operare lo sfruttamento della prostituzione e lo stato di schiavitù? Tutti temi e problemi ben presenti e dibattuti da tempo, ma che fino ad ora non avevano prodotto decisioni e provvedimenti. Con il risultato delle elezioni del 4 marzo e la nuova maggioranza di Governo, però, le cose iniziano a cambiare. Con nuovi problemi e nuovi pericoli. I nuovi problemi riguardano tutti i Paesi dell’Unione Europea per la revisione dei trattati sulle regole di soccorso e la distribuzione degli immigrati. Hanno detto tutti che l’Italia è stata lasciata sola, ma nessuno ha fatto il minimo accenno a darle una mano e a sollevarla nell’accoglienza dei richiedenti asilo. Questo comincia a creare scontri e polemiche che stanno avvelenando gli animi dei responsabili dei Governi, ma non si può dare torto all’Italia se vuole un po’ più di partecipazione e ha cominciato a mettere dei paletti. Nuovi problemi anche per il futuro delle migliaia di rifugiati che hanno perso tutto, anche gli affetti familiari, per trovare un avvenire migliore e più sicuro e adesso vedono alzarsi muri e rifiuti dappertutto. I pericoli riguardano una nuova possibile radicalizzazione delle organizzazioni estremiste che potrebbero arruolare immigrati che, non avendo più niente da perdere, possono arrivare ad organizzare nuovi attentati e azioni violente. Molto difficile affrontare queste situazioni e molto difficili le soluzioni. L’Europa rischia molto, al suo interno e dall’esterno, se non riuscirà a ritrovare qualche momento di compromesso, di comprensione, di adattamento e di disponibilità. Ma questi valori vengono sempre meno annunciati e vissuti da queste società. Stiamo diventando intolleranti, basta guardare i social network, e i nostri governanti ci rappresentano.

 

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