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Inesattezze storiche nel resoconto sul 70° di Barberis e Chiarofonte

Stim.mo direttore,
Ho assistito alla cerimonia per il settantesimo anniversario della fucilazione dei partigiani Barberis e Chiarofonte in piazza Santa Rosa. É un episodio su cui in questi anni avevo letto qualche testo e raccolto alcune testimonianze dirette, anche perché quella lapide e quei fori di proiettili in pieno centro città furono una delle prime impressioni indelebili che segnarono i giorni del mio arrivo a Savigliano, ormai più di venti anni fa. Mi permetto quindi di far notare che l’articolo in proposito del suo collaboratore, (che compare sull’ultimo numero del suo settimanale) contiene, per quanto mi consta, alcune inesattezze abbastanza importanti (che non sono imputabili al discorso pronunciato da prof. Ambroggio, sintetico ma documentato):
Il conflitto a fuoco davanti alla stazione della nostra città, da cui ebbe origine la rappresaglia contro i due partigiani innocenti, non avvenne alcuni giorni prima della fucilazione, ma all’incirca all’alba di quello stesso giorno, il 13 settembre del 1944. La rappresaglia fascista fu quindi immediata.
Il povero Eugenio Buscatti (“Pulcino”) non era affatto “un giovane fascista”, ma un sedicenne partigiano garibaldino di Racconigi che fungeva da staffetta o portaordini. Cadde ucciso nello scontro alla stazione (dove una lapide lo ricorda), vittima, a quanto pare, del “fuoco amico” di uno dei suoi compagni. In quello stesso scontro fu ucciso dai partigiani un “vecchio” fascista (aveva 53 anni): era un toscano di San Miniato, si chiamava Grisante Bini e faceva parte della Brigata Nera “Ricciarelli”, di stanza a Savigliano.
L’estensore dell’articolo potrebbe aver confuso la figura di Buscatti con quella di un altro ragazzo, Enrico Cervieri, un quindicenne milanese della Brigata Nera “Resega”, che fu acchiappato dai partigiani della 104a. Brigata Garibaldi in piazza del Popolo, dodici giorni dopo la Liberazione, mentre, in borghese, si divertiva sulle giostre, forse credendo che il peggio fosse passato. Cervieri venne fucilato il giorno stesso contro un muretto dell’attuale piazza Nenni.
La ringrazio per la cortese attenzione.

Prof. Alberto Guaraldo - Università di Torino

Ha perfettamente ragione, professore. La ringrazio comunque per il garbo e la competenza con cui ha rilevato l’inesattezza storica.

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