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«Asilo solo al mattino, decisione penalizzante»

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera indirizzata ai dirigenti dei due istituti comprensivi saviglianesi da parte di un gruppo di genitori di bambini delle scuole dell’infanzia.

Egregi dirigenti,

come genitori dei bambini di 4 e 5 anni, iscritti alle Scuole dell’Infanzia “Gullino”, “Filippo Curti” e “Principe di Piemonte”, esprimiamo la nostra amarezza e la nostra delusione rispetto alla gestione di questa delicata fase di avvio dell’anno scolastico. Considerati i tempi ristretti, non ci è stato possibile metterci in contatto con i genitori dei bambini di 3 anni: immaginiamo che, anche tra di loro, qualcuno abbia provato il nostro stesso sconforto e le nostre stesse preoccupazioni. Questa lettera è anche la loro voce. A pochi giorni dall’inizio della scuola, abbiamo appreso attraverso un comunicato pubblicato sui siti internet degli Istituti che “dal 14 settembre al 31 ottobre 2020 le attività educative in presenza si svolgeranno nei rispettivi plessi scolastici, con orario 8-13 dal lunedì al venerdì. Qualora pervengano risorse umane aggiuntive anche nel suddetto periodo si procederà ad estendere le attività pomeridiane a cominciare dalla fascia dei 5 anni, dandone comunicazione agli interessati”. Tale comunicazione ci ha colti tutti di sorpresa. Forse, spiegherete in modo chiaro ed esauriente ai nostri rappresentanti quali valutazioni hanno reso per voi obbligata la scelta della riduzione oraria. Noi genitori vogliamo esprimervi il nostro disagio e le nostre perplessità circa tale decisione. La previsione di un orario ridotto costringe molte famiglie a ripensare, in tempi brevi, alla propria organizzazione, mettendo in seria difficoltà i genitori che per motivi lavorativi e/o economici faticano proprio ad immaginarla una nuova organizzazione del proprio menage. Sappiamo che alcune famiglie, non trovando alternative, sono state costrette a compiere una scelta che non avrebbero voluto fare: il trasferimento dei figli in scuole che prevedano l’orario completo. È triste, soprattutto per i bambini. Per questo motivo, riteniamo che la scelta di trasmettere la decisone ai diretti interessati, convocati in presenza, magari a inizio estate, sarebbe stata indice di una maggiore sensibilità e attenzione della scuola verso le famiglie. Sappiamo che le linee guida ministeriali sono uscite soltanto a inizio agosto ma siamo certi che, facendo riferimento alle risorse attualmente disponibili, la decisione era già tra le possibili soluzioni studiate a giugno: perché non informarci già allora di questa eventualità, aprendo un dialogo tra noi e le istituzioni? Inoltre, vogliamo condividere con voi una nostra riflessione: ridurre il tempo scuola (che è un tempo in sicurezza) significa per molte famiglie affidare i propri figli ai nonni (ovvero a quella fascia della popolazione maggiormente vulnerabile e a rischio di gravi conseguenze da Covid19) oppure alle babysitter (ampliando ulteriormente la rete dei contatti): i rischi sono stati davvero bilanciati in maniera complessivamente vantaggiosa per la società? Non abbiamo dubbi sul fatto che le vostre decisioni siano state adottate proprio per tutelare i nostri bambini, il personale e le famiglie. Tuttavia, il compito di tutti noi è far sì che la tutela della salute e lo svolgimento delle attività in sicurezza non vadano ad intaccare, senza giustificato motivo, il benessere socio emotivo dei nostri figli e i loro diritti fondamentali, come il diritto al gioco, all’incontro fra pari e all’educazione. Il tempo trascorso lontano dalla scuola è stato un tempo sospeso per i nostri figli e per noi genitori. Oggi il contesto dell’emergenza sanitaria in corso è mutato rispetto all’inizio della pandemia. Pertanto, noi genitori speravamo che gli interventi delle Istituzioni Scolastiche sarebbero andati nella direzione di un inizio dell’anno scolastico “in normalità”, pur tenendo alta la guardia sulla situazione epidemiologica. I nostri bambini non vedono l’ora di ritornare a scuola, luogo fondamentale per il loro sviluppo psico fisico. Sappiate che abbiamo letto il documento ministeriale, abbiamo cercato di reperire informazioni qua e là, siamo stati dietro a voci più o meno fondate, abbiamo fatto calcoli con le ore di insegnamento e il numero di alunni. Il nostro disappunto è anche alimentato dall’inevitabile confronto con le altre realtà scolastiche cittadine (le scuole dell’infanzia paritarie) ma soprattutto con alcune scuole statali dei paesi più o meno limitrofi (Cavallermaggiore, Saluzzo, Bra, Cherasco, Busca, Dronero, Borgo San Dalmazzo, Cuneo, Mondovì, Alba, Carmagnola, Moncalieri, Asti), ove sembra sia garantita, senza alcuna apparente difficoltà, la frequenza pomeridiana (*). Sappiamo che ciascun istituto agisce in autonomia, interpretando liberamente le indicazioni ministeriali; ci chiediamo tuttavia, come sia possibile, a parità di risorse e di numero di iscritti, adottare soluzioni così differenti. Non crediamo che dove sia stato assicurato l’orario completo, i dirigenti stiano tutelando meno gli alunni; forse, in considerazione delle caratteristiche e delle peculiarità di questa fascia di età, hanno bilanciato bene gli interessi in gioco, affidandosi anche alla regola principe del buon senso e ben sapendo i tempi del Ministero circa il personale aggiuntivo (richiesto anche da questi istituti). Al momento, purtroppo, abbiamo molte perplessità e molte domande che vorremmo porvi dopo i vostri interventi. Speriamo che la Scuola possa farsi sentire più attenta, più vicina, più disponibile all’ascolto; che l’amarezza e, ahinoi, anche la rabbia, di questi giorni lascino il posto ad una nuova fiducia. Continueremo comunque ad affidarVi i nostri figli con la certezza che non potrebbero stare in un posto migliore.

Alcuni genitori e rappresentanti degli Istituti Comprensivi di Savigliano “Santorre di Santarosa” e “Papa Giovanni XXIII”

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