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«Necessario un piano di contenimento del lupo»

Gentile direttore,

ho provveduto ad interrogare nuovamente il ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, il ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali per sapere se, come riportato a mezzo stampa anche dal presidente nazionale dell’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani il numero dei lupi così come le loro aggressioni alle greggi sui versanti alpini ed appenninici sono in costante crescita, con mandrie e greggi decimate, causando ingenti danni per tutto il comparto agricolo nazionale; con particolare attenzione ai territori interni e rurali, sono sempre più profonde le incursioni dei lupi nei borghi e nelle abitazioni, causando panico ed allarme di aziende agricole, margari e allevatori, con la conseguenza che molti animali non salgono più in alpeggio, venendo dunque reclusi nelle stalle e nei ricoveri; ai danni causati dall’uccisione degli animali si aggiungono quelli indotti dallo stato di stress provocato dagli assalti, sia nei confronti degli animali che degli operatori del settore; come riportato da alcune associazioni di categoria, le incursioni dei lupi sono ormai pervenute anche in aree abitate e collinari, e le misure cautelative prese dagli operatori agricoli, quali recinzioni e cani da pastori, si sono spesso rivelate insufficienti a scongiurare il pericolo. Ci si chiede se il ministro Costa, ed il governo giallorosso del quale fa parte, sia a conoscenza dei fatti esposti e quali iniziative, se del caso, intenda predisporre per: a) Approvare i piani di gestione e monitoraggio del lupo, alla luce delle evidenze di cui in premessa, ormai non più prorogabili ed indispensabili; b) Stimolare e predisporre strategie più efficienti ai fini del contenimento delle attività predatorie dei lupi sul territorio nazionale, garantendo la sicurezza dei cittadini, degli animali e della biodiversità tutelata dagli allevamenti, con particolare riguardo alle aree interne e rurali. Ormai pare che l’attuale esecutivo sia totalmente avulso dalle indifferibili necessità dei territori e dai bisogni di coloro i quali li vivono e li sostengono con la loro fatica ed il loro lavoro. Una montagna senza greggi ed armenti che luogo sarebbe? I nostri splendidi formaggi con quale latte verranno prodotti? Ebbene, gentile direttore, gli allevatori hanno bisogno di rispetto e di risposte reali, la biodiversità è un valore, ma solo se all’interno della medesima vi è un sano ed equilibrato rapporto tra le varie specie. In caso contrario si avrebbe esclusivamente la fine di decenni di storia, tradizioni, cultura contadina e di valori dei nostri meravigliosi territori.

Monica Ciaburro, deputata Fratelli d’Italia

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