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«Collegamenti su rotaia, si ritorni alla normalità»

Riceviamo e pubblichiamo

Questa lettera segue a quella di metà giugno in cui avevamo chiesto delucidazioni in merito alla riapertura delle linee ferroviarie Cavallermaggiore-Bra e Savigliano-Saluzzo. L’assessore ai Trasporti Marco Gabusi ci aveva risposto quanto segue: “È in corso un monitoraggio molto attento dei flussi e dei carichi di passeggeri che inducono a una nuove considerazioni rispetto ai servizi ferroviari e l'ipotesi di una riapertura delle linee è prevista per settembre quando l'utenza tornerà a valori utili per il mantenimento del servizio”. Ad oggi, 1 settembre, non abbiamo ricevuto ulteriori aggiornamenti e non sappiamo a quali nuove considerazioni abbia portato il monitoraggio della Regione ma leggiamo che dall'orario ufficiale in vigore dal 9 settembre non figurano più le corse sulle suddette tratte. Inoltre, come già sottolineato pochi giorni fa dalla segretaria provinciale della FILT - CGIL, Cuneo perde il primo e l'ultimo collegamento con il Capoluogo di Regione, Fossano il primo e l'ultimo (nel week end) SFM per Torino, Mondovì e Ceva vedranno cancellati il primo e l'ultimo treno per Fossano, Bra non vedrà la reintroduzione del primo e dell'ultimo treno che la collega con Torino e la linea Fossano - San Giuseppe di Cairo perde 1 coppia di treni il sabato e 3 coppie la domenica. A questo scenario già disastroso e che crea enormi disagi ai pendolari piemontesi aggiungiamo che la linea Cuneo - Ventimiglia, patrimonio del nostro territorio e collegamento chiave tra Piemonte, Francia e Liguria, chiude il servizio verso Limone alle 15:25 la domenica e alle 19.25 il sabato. Sono settimane che i sindaci delle suddette Città stanno chiedendo alla Regione cosa intende fare, settimane che le famiglie piemontesi cercano risposte per capire come organizzarsi per mandare a scuola i propri figli, settimane che i lavoratori pendolari vivono i disagi di questi tagli e aspettano un ritorno al normale servizio di trasporto ferroviario. L’atteggiamento dell’assessore Gabusi di subordinare l'apertura delle linee chiuse durante il lockdown al raggiungimento di una “utenza utile al ripristino del servizio” ci sembra molto vago poichè non c'è utenza senza servizio e continuando a mantenere chiuse le linee si costringe la popolazione ad aggiustarsi con mezzi privati, più inquinanti e più pericolosi. Per invogliare le persone a spostarsi in treno bisogna aprire le linee, curare e studiare come migliorare il servizio e rendere la vita più facile ai pendolari. Solo così si arriverà ad avere un incremento dell’utenza, non di certo tenendo chiuse le linee e riducendo il numero di treni. Ribadiamo inoltre che in questo periodo di emergenza sanitaria la pianificazione del trasporto ferroviario riveste un ruolo chiave nel contenimento della pandemia e questo compito è demandato alla Regione. Non incrementare il servizio ferroviario e tenere chiuse linee che collegano importanti poli scolastici, con l'apertura delle scuole, rischia di favorire la formazione di assembramenti e l'insorgere di criticità durante gli spostamenti degli studenti. Per questo chiediamo all’assessore Marco Gabusi di riaprire le linee Cavallermaggiore - Bra e Savigliano - Saluzzo e riportare il numero dei treni della nostra provincia ai valori pre-emergenziali. Invitiamo inoltre l'assessore ai Trasporti a non valutare solo l'aspetto di sostenibilità economica di una linea perchè il trasporto pubblico ha un risvolto sociale chiave e deve essere organizzato in modo tale da garantire il soddisfacimento delle esigenze di ordine collettivo e nel rispetto dei principi di continuità a qualità gestionale.

La segreteria provinciale Pd Cuneo

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