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«L’accordo con la Libia continua a gridare vendetta»

Giovedì 16 luglio la Camera ha approvato il finanziamento, per il quarto anno consecutivo, alla Guardia costiera libica dopo che il provvedimento era già passato in Senato il 7 luglio. Solo 23 deputati della maggioranza (tra questi Chiara Gribaudo, esponente di Cuneo del PD) hanno votato contro il provvedimento che però ha trovato il sostegno del centrodestra. In sostanza, a parte Italia Viva che ha abbandonato l’Aula in dissenso, l’intero arco parlamentare ha votato a favore. Le forze politiche sono praticamente in disaccordo su tutto ma trovano l’intesa per finanziare una banda di criminali. Perché qualche anno fa ci poteva ancora essere il beneficio del dubbio: le informazioni erano poche e non sempre concordanti, ma oggi l’operato della Guardia costiera libica non è più in discussione: documenti, inchieste, denunce dell’ONU hanno evidenziato chiaramente come questo corpo sia gestito dalle stesse persone che guadagnano con il traffico di esseri umani e che gestiscono i centri di detenzione in Libia; il lavoro di queste persone è quello di pattugliare i 600 km delle coste per riportare i migranti nei centri di detenzione dove è documentato che sevizie, torture, stupri sono all’ordine del giorno. Noi pensiamo che il reiterato finanziamento alla Guardia costiera libica sia un oltraggio ai più elementari diritti umani fondamentali e che pensare di governare il fenomeno migratorio con l’aiuto di queste persone sia cinico e immorale. Secondo l’Organizzazione Mondiale delle Migrazioni (OIM) i migranti detenuti in Libia in condizioni drammatiche sono circa 2300.Chiediamo al Governo un sussulto di dignità: che si impegni per aprire nuovi corridoi umanitari che coinvolgano tutti i Paesi europei per una distribuzione equa di questi migranti intrappolati in Libia e chiudere definitivamente i lager libici.

Adriano Ramonda, Comunità Papa Giovanni XXIII

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