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«La paura non mi vincerà, difenderò sempre l’onestà»

Egregio direttore,

mi rivolgo a chi, sere fa è entrato in casa mia furtivamente, per derubarmi. La mia casa non è solamente il luogo dove dormo, mangio, guardo la tv. La mia casa è il luogo che ho desiderato, cercato, comprato con sacrifici insieme a mio marito. Quando si suda e si lavora onestamente per qualcosa diventa naturale esserne orgogliosi e anche gelosi e proprio per questo mai ci sogneremmo, di conseguenza, di appropriarci di qualcosa che non ci appartiene! Proprio per questo motivo difendo a priori ciò che è mio... Mia anche la libertà di difendermi dai soprusi e da chi ruba ciò che mi appartiene (e non è la prima volta), mia anche la libertà di essere ciò che la mia famiglia ha plasmato nel tempo, ovvero un individuo che sa vivere nella società rispettando se stesso, gli altri e di conseguenza le regole; ovviamente tutto ciò presuppone che sia anche mia la libertà di capire chi si intrufola nella mia casa per rubare i mie averi, i miei ricordi, come mio è il diritto di insegnare ai figli un’educazione che li porti ad affrontare la vita senza pregiudizi e paure. A quelle persone che sere fa, passando sotto casa, hanno urlato “Pezzenti, amici delle guardie” rispondo “No! Non avete capito nulla”. Mio nonno era (è) un carabiniere, ha servito lo Stato con umile e fiero orgoglio, ha insegnato alla sua famiglia tutto ciò che di più bello poteva, ossia che la libertà di un uomo (che non mi farò portar via da voi) non è l’avidità, il possesso, l’ingiustizia, la cattiveria, ma il rispetto, la capacità di accettare l’altrui persona per ciò che è, il difendere ciò in cui crediamo e amiamo... Troppo facile comportarsi in maniera ingiusta e delinquenziale e poi pretendere anche di non subirne le conseguenze di una denuncia, di una difesa o di un arresto... Dico no all’omertà e no a questo modo di vivere nel quale la libertà di chi delinque per forza di cose toglie libertà a dei cittadini rispettosi delle regole di una qualsiasi società civile. Come dicevano grandi pensatori quali Kant e Rousseau, la nostra libertà finisce dove comincia quella degli altri e nessuno si deve sentire in diritto di ledere o limitare l’altrui libertà, a maggior ragione se questa viene tolta con atti illeciti o minacce. Concludendo. Non sono le minacce che temo e qualora la nostra libertà, la nostra proprietà, la nostra famiglia e tutte le persone e gli amici che ci circondano dovessero subire furti o minacce non ci penserò un minuto per continuare a difendere ciò che è mio e ciò in cui credo.

Lettera firmata, Savigliano

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