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«Caccia agli ungulati, la Regione deve chiarire»

Riceviamo e pubblichiamo

La presenza di questi ungulati sul territorio è sempre più costante e sempre più a ridosso delle zone abitate, con rischi sempre più concreti alla circolazione stradale, senza tralasciare i danni alle coltivazioni. Se da una parte Provincia di Cuneo, Ambiti Territoriali Caccia, Comprensori Alpini stanno cercando di implementare le attività, questa segreteria riceve quotidianamente richieste di intervenire, anche dal mondo agricolo. Come associazione vi è l’arduo compito di sensibilizzare i cacciatori nei confronti di questa forma di caccia che di fatto non può essere ritenuta tradizione radicata sul territorio ed infatti vi è sempre un maggior numero di partecipazione di cacciatori provenienti da altre regioni per poter prelevare questi ungulati. Seppur la Regione Piemonte si sia adoperata ad aprire l’attività venatoria in caccia di selezione al cinghiale il 15 Maggio e la caccia di selezione al capriolo il 1 Giugno, si è dimenticata degli attori finali, cioè dei cacciatori. Infatti con l’approvazione della legge regionale 5/2018 è stato previsto un adempimento in più al cacciatore: in pratica una prova di tiro da effettuarsi presso i poligoni, avente validità 30 mesi e che in seguito all’approvazione del regolamento attuativo da parte del precedente Presidente Regionale si è trasformata in una taratura dell’arma, richiedendo così al cacciatore di certificare ogni arma che vorrà utilizzare. Da allora (maggio 2019), la segreteria provinciale ANLC Cuneo ha richiesto più volte alla Regione delucidazioni, ma ancora oggi nulla è giunto. In particolare, la Regione deve chiarire alcuni punti ancora nebulosi (abilitazione del cacciatore o taratura dell’arma, accreditamento dei poligoni che possono rilasciare l’autorizzazione prevista, possibilità di utilizzare cacciatori formati al rilevamento biometrico, attività già adottata in Regioni dove la caccia di selezione è radicata, prezziario unico delle quote richieste per poter essere ammessi all’esercizio venatorio in selezione). Si tratta di una serie di problematiche che devono essere risolte per evitare la perdita dei cacciatori che, nell’incertezza del momento, abbandonano l’attività, mettendo in crisi gestionale Atc e Ca e amplificando ulteriormente il problema ungulati e allontanandosi così dall’ottenere il risultato finale che tutti richiedono.

Gabriele Sevega - presidente Associazione Nazionale Libera Caccia Cuneo

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