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«Dopo la cimice asiatica, un piano per i kiwi»

Riceviamo e pubblichiamo

Sono estremamente soddisfatto per il lavoro svolto dalla Conferenza Stato-Regioni e dalla Regione in merito ad una mia battaglia storica: quella per ottenere una risposta organica al flagello della cimice asiatica. Ho battagliato in Consiglio per cinque anni a tal proposito, finalmente la Conferenza Stato-Regioni ha dato l’avvio alla sperimentazione anche in Italia della lotta biologica di questo parassita attraverso l’inserimento della ‘vespa samurai’. Certamente il problema è complesso visto che prima di vedere gli effetti dell’introduzione della vespa samurai ci vorranno quattro anni. Ecco allora che è fondamentale intervenire anche sulla situazione attuale per sostenere il comparto prevedendo il ristoro e l’indennizzo di parte del danno subito nel 2019 e nei prossimi anni. Se si pensa che le aziende agricole colpite dalla cimice asiatica hanno registrato la distruzione fino all’80% del raccolto, si capisce quanto fondamentale porre in essere questa attenzione. La Regione insieme ai partner come Agrion stanno cercando di reperire risorse anche dal sistema delle fondazione bancarie perché è chiaro che siano necessarie ingenti risorse per un piano organico. Esiste poi un’altra emergenza non meno importante: quella dei danni che stanno subendo i coltivatori di kiwi che a causa di una moria sconosciuta negli ultimi 4 anni hanno visto in Piemonte scomparire 2 ettari di colture. Anche in questo caso è indispensabile intervenire attraverso il coinvolgimento di tutti gli attori competenti, compresa l’Università, per studiare le origini di questo morte improvvisa degli alberi di kiwi. In questo caso lancio un appello affinché il Piemonte si faccia apripista per approfondire scientificamente il problema e per poi affrontarlo con un piano operativo.

Franco Graglia, vicepresidente Consiglio regionale

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