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«Appello al basket: perdonatevi e unitevi»

Gentile direttore,

siamo due amici, la cui amicizia, nata su un campo da basket tanti anni fa, è rimasta tale nonostante la poca frequentazione di oggi. Abbiamo iniziato a giocare in un campetto, poi siamo entrati nell'Amatori Basket Savigliano, allora unica società di pallacanestro a Savigliano fino al 2008. In quell'anno sono nati i Gators, realtà che ha dato un impulso notevole al movimento cestistico locale e, grazie al lavoro di tanti appassionati, negli anni ha acquisito sempre più importanza nel basket saviglianese. Tra le due società, però, è nata una rivalità che purtroppo non è mai stata sana, anzi con il tempo sono iniziati attriti, dissidi (qui si possono sprecare i sinonimi) che si sono acuiti negli anni coinvolgendo persino i genitori dei ragazzi che giocavano. Poi, per gli orari degli allenamenti nei palazzetti ogni società difendeva i propri interessi e si è arrivati al muro contro muro. Noi pensiamo che sia arrivato il momento di cambiare: il passato non si può cancellare, ma si deve superare. Rivolgiamo, quindi, un appello alle due società: cari amici, presidenti/dirigenti/allenatori/giocatori/genitori, con umiltà chiediamoci prima perdono a vicenda e poi uniamoci! In questo difficile passaggio che ci accomuna tutti, noi pensiamo sia necessario unire: abbattere il muro dell’incomunicabilità e, con impegno, dialogare accantonando miopi interessi di parte che guardano al presente ma non al futuro. È chiaro che per riuscire ad arrivare all’obiettivo dell'unione si dovrà certamente tenere conto del “patrimonio” (materiale e immateriale) che porteranno le società, al fine di non rischiare di penalizzare una delle due parti. Non ci piace usare il termine “fusione” che evoca un processo della fisica, preferiamo dire “unione”; unire due realtà per crearne una migliore. Una nuova società che, grazie al bacino di utenza e alle strutture presenti a Savigliano, insieme alla passione dimostrata da entrambe le parti, potrebbe ambire all’eccellenza in provincia e non solo. Sappiamo che molti la pensano come noi, primo fra tutti l'assessore allo Sport Paolo Tesio, che molto si è speso per portare avanti questo progetto. Diceva George Bernard Shaw: «Alcuni uomini vedono le cose come sono e dicono ‘Perché?’, mentre io sogno le cose come non sono mai state e dico ‘Perché no?’».

Adriano Ramonda e Adriano Socchi – Savigliano

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