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«Questa lunga quarantena è stata davvero utile?»

Gentile direttore,

Le scrivo per esternare le mie crescenti perplessità sulla reale efficacia ed utilità delle prolungate misure restrittive cui siamo sottoposti, parto da un episodio doloroso successo ultimamente a me e ai miei familiari Il giorno 24 febbraio scorso mio padre anni 94 è stato ricoverato presso la casa di cura Monserrato di Caraglio per terapie riabilitative a seguito operazione per frattura del femore, da quel giorno fino al giorno del suo decesso, (non dovuto a covid 19), in data 15 aprile nessuno dei familiari ha potuto avvicinarlo neanche con protezioni varie, di fatto è stato costretto ad una solitudine forzata che penso abbia accelerato la sua fine anche se vista l'eta' era nell'ordine naturale delle cose, neanche in camera mortuaria è stato possibile avvicinarlo. In buona sostanza non possiamo nemmeno essere certi che in quella bara che ci è stata restituita ci sia veramente mio padre. Le norme della circolare del ministero della salute in data 8 aprile recano disposizioni severe e brutali da applicare ai deceduti per covid o ai casi in cui non si possa escludere la contrazione del virus, trovo profondamente ingiusto che vengano applicate in modo generalizzato a tutti i deceduti positivi o meno al virus. Detto questo credo sia veramente importante e urgente trovare altre modalità per contenere i contagi, queste misure protratte così a lungo con iniziative personali e differenti da parte di presidenti di giunte regionali o di sindaci spesso più restrittive delle norme statali stanno di fatto privando tutti noi di libertà personali irrinunciabili e che non possono esserci sottratte più a lungo, credo inoltre che queste misure stiano producendo danni economici e psicologici gravissimi alla maggioranza delle persone specialmente quelle più giovani ed attive, ragione per cui auspicherei il ripristino, ovviamente con protezioni ed attenzioni, in tempi rapidi delle libertà sospese. Come ultima riflessione sarei veramente felice se i rappresentanti delle istituzioni a tutti i livelli e i vari personaggi dello spettacolo e di arte varia cessassero proclami che, con toni che vanno dal paternalismo all’intimidazione violenta e grossolana, invitano a restare a casa a leggere un libro e altre amenità simili, sono una persona che rispetta le regole, anche quando non le condivide, ma non ci si può rivolgere ai cittadini come se fossero dei discoli, poi ognuno si assume la responsabilità di quello che fa. La ringrazio per l’ospitalità.

Gianmario Diale - Savigliano

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